Category: ATA-ITP EX ENTI LOCALI


ndr:

h.14.20

mi hanno,  comunicato che l’interrogazione è stata rimandata – probabilmente alla prossima settimana – in quanto, così come formulata, ritengono sia destinata al Ministro dell’Istruzione e non al Ministro del Lavoro. Non essendo prevista la presenza del Ministro dell’Istruzione domani, l’interrogazione è stata quindi rinviata.

Vi comunicherò il giorno esatto dell’interrogazione appena possibile.

Il giorno 9 aprile  nel corso del Question Time delle ore 15.00 in  diretta televisiva,

Camera dei Deputati

interrogazione al   Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, in merito al personale ATA e ITP, presentato dall’On.  CESARO ANTIMO

Ecco il testo:

antimoATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00351

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 86 del 27/09/2013
Firmatari
Primo firmatario: CESARO ANTIMO
Gruppo: SCELTA CIVICA PER L’ITALIA

Elenco dei co-firmatari dell’atto

SOTTANELLI GIULIO CESARE SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013
D’AGOSTINO ANGELO ANTONIO SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013
CIMMINO LUCIANO SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013

Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 27/09/2013
Stato iter: IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00351
presentato da
CESARO Antimo testo di
Venerdì 27 settembre 2013, seduta n. 86
ANTIMO CESARO, SOTTANELLI, D’AGOSTINO e CIMMINO. —

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), che lavorava nelle scuole e che negli anni settanta era alle dipendenze delle province e dei comuni, fu trasferito alle dipendenze del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca dall’1o gennaio 2000, ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, con la garanzia del mantenimento, ai fini economici e giuridici, dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999, delle mansioni e della sede di lavoro;

per consentire il trasferimento del suddetto personale (circa 70.000 persone in tutta Italia) venne stipulato un accordo (senza valenza contrattuale derogatoria della legge) tra ARAN e CGIL-CISL-UIL-SNALS, poi recepito dal Decreto Interministeriale del 5 aprile 2001;

in base a sopraddetto accordo, finalizzato all’attuazione del trasferimento ed avente valenza temporanea, si stabili, tra l’altro, che l’anzianità maturata da ciascun lavoratore alle dipendenze dell’Ente Locale di provenienza, sarebbe stata riconosciuta con il metodo della «temporizzazione», cioè trasformando la sola retribuzione tabellare del dipendente in anzianità;

venne così costruita un’anzianità «fittizia», assai inferiore all’anzianità effettivamente maturata dal personale trasferito. In tal modo il personale trasferito perse il trattamento retributivo accessorio, molto più favorevole, previsto dal CCNL enti locali applicato fino al 31 dicembre 1999;

tra il 2001 e il 2005, si verificò un contenzioso di massa, promosso da buona parte del personale ATA ex EE.LL, per affermare il diritto al riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata nell’ente locale di provenienza. Dalla prima sentenza favorevole, pronunciata dal tribunale di Milano nel mese di marzo 2002 a tutte una serie di sentenze emesse successivamente dalla Cassazione nel 2005, questo diritto venne riconosciuto ai lavoratori che avevano fatto ricorso;

la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 2005), con il comma 218 dell’articolo 1, interpretò il comma 2, dell’articolo 8, della citata legge n. 124 del 1999, trasformando il riconoscimento dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999 in «temporizzazione» dell’anzianità, cioè in anzianità fittizia ed inferiore. In tal modo le cause ancora in corso tra i lavoratori ed il Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, subirono un «capovolgimento» a favore dell’amministrazione, contrariamente alla giurisprudenza consolidata, fino ad allora, della Suprema Corte di cassazione;

tra il 2007 e il 2009 la Corte costituzionale (con due sentenze, la n. 234 del 2007 e la n. 311 del 2009) ritenne infondata la questione di legittimità della norma «interpretativa»; e la Corte di cassazione e i giudici di merito mutarono la propria giurisprudenza, adeguandosi alle pronunce della Consulta e respingendo i ricorsi, ancora pendenti, dei lavoratori;

ben due sentenze emanate in sede europea hanno contraddetto la giurisprudenza nazionale: la sentenza «Agrati» e la sentenza «Scattolon».

Nello specifico, la sentenza «Agrati» del 7 giugno 2011, pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, stabilì che nella vicenda ATA, lo Stato italiano, con l’articolo 1, comma 218 della legge 266 del 2005, ha violato gli articoli 6 della Convenzione Europea e 1 del Protocollo n. 1 alla stessa Convenzione;

la sentenza «Scattolon» del 6 settembre 2011, pronunciata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea che ha stabilito che il trasferimento del personale ATA dagli enti locali allo Stato deve essere considerato un trasferimento d’azienda e pertanto ricade sotto la direttiva comunitaria in materia, che non consente che l’ente cessionario (il Ministro dell’istruzione dell’università della ricerca) riduca le retribuzioni globali di fatto già godute dal personale trasferito presso l’ente cedente (provincia/comune);

le due citate sentenze demoliscono una per una le tesi sostenute dal 2007 in avanti dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione poi, e, le stesse sentenze europee dovranno ora essere recepite dai giudici italiani nei processi in corso (circa diecimila, a tutt’oggi, ma, destinate a crescere a parere degli interroganti);

si è al cospetto di una vicenda annosa che ha creato non poche difficoltà economiche a migliaia di famiglie, basti pensare a coloro che sono obbligati a restituire cifre ingenti con rate mensili anche di 400,00 euro, a seguito di sentenze emesse nei giudizi di secondo grado che le Corti di Giustizia Europee hanno dichiarato illegittime;

con la risoluzione n. 8-00196, approvata nella XVI legislatura e conclusiva del dibattito avuto in Commissione XI il Governo pro tempore si era impegnato affinché, entro tempi brevi, si giungesse ad una equilibrata risoluzione della vicenda, con l’obiettivo di realizzare una definitiva soluzione dell’annosa problematica del personale ITP e del personale ATA, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche –:

quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, intendano porre in essere al fine di attuare il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n. 266 del 2005;

se non ritengano necessario, garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1o gennaio 2000;

quali iniziative normative intendano attuare, in esecuzione dei principi stabiliti dalle due sentenze europee. (3-00351)

 

FERNANDOCi giunge notizia dell’avvenuta vittoria del ricorso al TAR Lazio  del nostro collega Fernando Barcaglioni sul demansionamento coatto nei ruoli del personale Ata

ricorso effettuato dalla flc romana che dalle sue pagine né dà notizia:

Il TAR Lazio a seguito dell’udienza tenutasi lo scorso 6 marzo ha deciso di sospendere l’applicazione dei provvedimenti relativi al passaggio forzoso degli ITP C555 e C999 nei ruoli ATA (nota MIUR prot. n. 13219 del 6.12.2013) e ha dato 60 giorni di tempo al MIUR per fornire una “compiuta relazione” che illustri l’antefatto che ha portato ad adottare tali provvedimenti.

Questa decisione del TAR è frutto del ricorso presentato tempestivamente dalla FLC lo scorso febbraio per chiedere l’annullamento della circolare MIUR in questione.

Per la FLC tale operazione, come sostenuto nel ricorso, è illegittima poiché impone un transito agli ITP su altro profilo penalizzante sul piano professionale e economico, senza che l’amministrazione abbia previsto alcuna attività di riqualificazione o ricollocazione  in grado di salvaguardarne la loro esperienza professionale.

Così facendo il MIUR è venuto meno ai basilari principi di efficienza e buon andamento nella gestione del servizio pubblico. Il TAR Lazio, sospendendo i provvedimenti attuativi del MIUR, ha trovato fondate le nostre argomentazioni e sospeso “ad tempus” il provvedimento impugnato in attesa che il MIUR fornisca le necessarie spiegazioni.

La prossima udienza è stata fissata per il 22 maggio 2014, data in cui ci sarà la decisione definitiva.

Fino ad allora il MIUR non potrà procedere ad alcuna operazione di transito degli ITP nei ruoli ATA. Di conseguenza tutti i posti dovranno essere resi disponibili alle immissioni in ruolo ATA di cui si discuterà domani al MIUR.

ricorso tar lazio ITP

http://www.flcgil.it/scuola/ricorso-flc-contro-il-passaggio-forzoso-di-itp-c555-e-c999-nei-ruoli-ata-il-tar-lazio-sospende-i-provvedimenti-del-miur.flc

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–Corte Europea dei diritti dell’uomo –

    La sentenza   Montalto   del 14 gennaio 2014

                (ric. 38180/08 più altri 16)                  

-La Giustizia Europea condanna nuovamente l’Italia -

Lo Stato Italiano non può più ignorare ciò che è accaduto a 70.000 lavoratori italiani della scuola, gli ATA-ITP che nel lontano gennaio 2000 transitarono allo Stato, a malincuore, perché costretti dalla  legge n. 124 del 3 maggio 1999 che all’articolo 8,  prometteva di riconoscere loro tutta l’anzianità maturata nell’Ente Locale di provenienza, garantendo,  quindi, ad essi l’equiparazione ai colleghi dello Stato, rispetto ai quali avevano, comunque e da sempre svolto le stesse mansioni e compiti anche se alle dipendenze di due Amministrazioni Pubbliche diverse.

Ebbene dopo una scellerata alleanza Governo-Sindacati  protrattasi per  14 anni durante i quali si sono orchestrate le più turpe trame tese da tutti i governi che si sono succeduti (Prodi, D’Alema, Berlusconi, Monti, Letta ) finalizzate ad affossare le legittime speranze ed aspettative  di questi sfortunati lavoratori, continuano a pervenire, dalle Grandi Corti della Giustizia Europea, a cui si sono visti costretti rivolgersi per dei diritti in Italia negati,  pesanti condanne  per lo Stato Italiano.

 Sono diverse ormai le Sentenze con le quali “il Giudice di Berlino” ricorda allo Stato Italiano, ed ai sindacati che hanno taciuto, girandosi dall’altro lato per non vedere e tappandosi le orecchie, che certi comportamenti vergognosi e squallidi sono degni dei paesi del terzo mondo e non certo di un paese che si vuole definire a tutti i costi “Europeo”.

Infatti , con la sentenza Montalto la Cedu ha rafforzato quanto già enunciato nella SENTENZA AGRATI  sulla violazione dell’art.6 della Convenzione, rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ATA transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare contro i sacrosanti diritti degli ATA-ITP ex EE.LL.

Insomma, la Corte di Strasburgo con la sentenza Montalto ha espresso con durezza le stesse valutazioni di censura agli abusi dello Stato italiano sulle regole e sui processi e alla slealtà nei rapporti con le Corti sovranazionali .

Lo Stato italiano “di diritto” dovrà prendere atto di queste posizioni delle Corti europee e cominciare a ricostruire le fondamenta della tutela dei diritti fondamentali, coniugandole con le reali esigenze della finanza pubblica, senza inventarsi nuove manipolazioni o cattive interpretazioni della giurisprudenza comunitaria e/o convenzionale.

Per questo motivo la C.E.D.U. ha dichiarato la violazione dell’art. 6 § della Convenzione  essendo stato non garantito   il diritto dei lavoratori interessati all’equo processo.

Ancora più deludente e squallido è il comportamento  dei nostri governanti , i quali, alla luce delle molteplici sentenze di condanna, che riconoscono  a questi lavoratori di essere stati vittime di una trama ordita dallo Stato Italiano , preferiscono non  vedere pur di non  affrontare la situazione e non voler  ammettere gli errori commessi.

A questo punto alle  migliaia di lavoratori Italiani ATA-ITP, padri di famiglie e , con  alla gola “il cappio” rappresentato  dalla restituzione “coatta” imposta dalle Ragionerie Provinciali dello Stato,  ancora attivate,  nonostante le “SENTENZE EUROPEE”, di condanna allo Stato Italiano per il trattamento subìto, non resta che  rivolgersi, ancora una volta ,  in massa ai tribunali.

È esattamente quello che sta avvenendo, dopo l’abdicazione ed il voltafaccia dei rappresentanti politici-sindacali con l’effetto finale che, dato i tempi della giustizia, lo Stato andrà incontro a colossali  esborsi che inevitabilmente  finiranno con il gravare sulle spalle delle future generazioni.

A tale riguardo si pensi che solo per 124 lavoratori la Corte di Giustizia Europea con la SENTENZA AGRATI  del 08/11/2012 ha condannato l’Italia a sborsare 1, 8 milioni di euro.

Bene farebbero i governanti italiani a comportarsi “responsabilmente” cercando di intavolare un discorso  con i rappresentanti di questi lavoratori per trovare una soluzione che blocchi da subito le ingiuste restituzioni coatte, attuate dalle Ragionerie dello Stato, e, trovare responsabilmente una soluzione ricordandosi che delle “scuse” da parte dello Stato Italiano sono dovute a questi lavoratori invece di  continuare a trattarli  come “lebbrosi”.

E’ passata la prima Repubblica,….è ormai moribonda  la seconda …..ma i comportamenti dei nostri politici e sindacalisti con il loro silenzio assordante sono sempre più deludenti.

Il Comitato sapendo di interpretare e rappresentare le istanze di migliaia di lavoratori è impegnato nel premere per chiedere incontri Istituzionali con i Presidenti delle Commissioni Cultura e Lavoro ed organizzare contemporaneamente la ripresa dei  giudizi legali

Allegati:

-Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani agrati del 7 giugno 2011

-SENTENZA  DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

 -SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

 -sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

 -sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE  11 dicembre 2012

 -CEDU-Sentenza Montalto del-14-gennaio-2014  Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non  ufficiale (dunque con possibili refusi)

http://www.orizzontescuola.it/news/ata-itp-transitati-allo-stato-corte-europea-condanna-nuovamente-litalia-mancato-riconoscimento-

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2485059.html

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=52175&action=view

RUBA

Nuova sentenza di condanna all’Italia per le vicende del personale ATA.

Con la pronuncia depositata il 14 gennaio 2014  nel caso Montalto e altri contro Italia (AFFAIRE MONTALTO ET AUTRES c-1. ITALIE  ) Strasburgo ha accolto il ricorso di numerose vittime ravvisando una violazione dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che assicura il diritto all’equo processo.

Anche in questo caso il ricorso è stato presentato da alcuni dipendenti della provincia di Milano, passati sotto il Ministero dell’istruzione.

A causa della legge 23 dicembre 2005, n. 266  che aveva  introdotto un’interpretazione autentica all’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 i dipendenti erano stati di fatto privati dell’anzianità di servizio.

Per la Corte europea, l’intervento legislativo  ha regolato in maniera retroattiva la situazione dei dipendenti, di fatto impedendo la realizzazione di un equo processo.

Strasburgo riconosce che il potere legislativo può intervenire nell’ambito dei diritti in materia civile con nuove disposizioni, anche con portata retroattiva, ma senza intaccare il principio della preminenza del diritto e il diritto al processo equo.

Principi violati, invece, dall’Italia. Di qui la condanna.

L’adozione di una norma di interpretazione autentica di un testo dopo molti anni, con una prospettazione diversa da quella sostenuta dalla Corte di cassazione, che lede i diritti dei dipendenti cancellando l’anzianità di servizio costituisce una violazione della Convenzione europea.

vedi anche  la sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE  depositata in data 11 dicembre 2012  Personale ATA: nuova condanna all’Italia)

Dott.Marina Castellaneta

@marcast5

Fonte: http://www.marinacastellaneta.it/category/senza-categoria

ndr:

   Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011

   SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

   SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

   sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE

   sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

   CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014 Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non    ufficiale

   (dunque con possibili refusi)

 dirittiLa sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. s’inserisce perfettamente nella scia inaugurata dalla sentenza Maggio e altri c. Italia (ric. n. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08 del 31 maggio 2011), e confermata dalla sentenza Agrati e altri c. Italia (ric. n. 43549/08, 6107/09 e 5087/09 del 7 giugno 2011), in tema di leggi d’interpretazione autentica.

La vicenda è quella del personale ATA che, in seguito al trasferimento avvenuto nel 1999, è passato dalle dipendenze dalla funzione pubblica territoriale – ove percepiva uno stipendio base integrato da delle indennità accessorie – a quelle del Ministero dell’educazione nazionale (M.I.U.R.), che fornisce ai suoi dipendenti, per le medesime mansioni svolte dal personale ATA, uno stipendio base progressivo secondo l’anzianità di servizio.

Sebbene fosse previsto – nell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 (Trasferimento di personale ATA degli enti locali alle dipendenze dello Stato) – che i lavoratori trasferiti dovessero continuare a beneficiare dell’anzianità maturata, il Ministero assegnò loro un’anzianità fittizia, trasformando la retribuzione percepita presso gli enti locali in data 31 dicembre 1999 in anni di anzianità dei richiedenti.

Inoltre, per trasformare la retribuzione di base in anni di anzianità fittizia, il Ministero tolse dall’ultima busta paga dei lavoratori trasferiti tutti gli elementi accessori dello stipendio percepiti in modo stabile fino al 31 dicembre 1999.

In seguito al contenzioso giudiziario iniziato da numerosi lavoratori, il legislatore emanò la legge n. 266/2005 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, legge finanziaria per il 2006), d’interpretazione autentica della legge n. 124/1999 che sostanzialmente ebbe come effetto quello di fornire al personale ATA trasferito un trattamento economico inferiore rispetto a quello che avrebbe avuto secondo l’interpretazione costante della Corte di Cassazione anteriore all’emanazione della legge d’interpretazione autentica della legge sul trasferimento.

La C.E.D.U. analizza puntualmente anche l’incidenza della legge n. 266/2005 sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione che, prima dell’intervento legislativo, era favorevole ai lavoratori e,successivamente, al Ministero.

Sulla questione è inoltre intervenuta la Corte costituzionale che, con le sentenze n. 234 del 2007 e n. 311 del 2009 aveva sancito la legittimità costituzionale della legge n. 266/2005.

La C.E.D.U. ha riaffermato quanto già disposto sul precedente caso Agrati e altri c. Italia, stabilendo che la mancanza degli imperativi motivi d’interesse generale non giustificavano l’utilizzo di un tale strumento – la legge d’interpretazione autentica – che è, chiaramente, una deroga al principio generale di parità delle armi garantito dall’art. 6 della Convenzione.

La C.E.D.U. fa poi riferimento alla sentenza Scattolon c. M.I.U.R (Ricorso C-108/10), del settembre 2011 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea con cui era stata sancita la contrarietà al diritto dell’Unione e in particolare alla  direttiva 77-187-CE.

 In seguito alla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Corte di Cassazione, a partire dalle pronunce n. 20980 e 21282 del 2011, ha rinviato numerosi ricorsi ai giudici d’Appello al fine di effettuare una valutazione sul mutamento stipendiale e, nel caso in cui si fosse riscontrata una diminuzione salariale del personale trasferito, di giudicarla in contrasto con il diritto dell’Unione, disapplicando, dunque, la legge nazionale.

Nel caso Montalto, la C.E.D.U. ribadisce i principi consolidati in materia, ciò a partire dalle sentenze Raffinerie greche Stran e Stratis Andreatis c. Grecia, (ric. n. 13427/87 del 9 dicembre 1994), National & Provincial Building Society, Leeds Permanent Building Society e Yorkshire Building Society c. Regno Unito (ric. n. 21319/93, 21449/93, 21675/93 del 23 ottobre 1997), Zielinsky e Pradal e Gonzales c. Francia (ric. n. 24846/94 et 34165/96 à 34173/96 del 28 ottobre 1999) e Forrer-Niederthal c. Germania (ric. n. 47316/99 del 20 febbraio 2003), secondo i quali, sebbene non vi sia un divieto assoluto per il legislatore di intervenire con leggi d’interpretazione autentica sulle leggi in vigore, le garanzie del giusto processo e il principio di parità della armi non consentono che vi sia un’ingerenza da parte dello Stato in controversie pendenti di cui esso sia parte, a meno che ciò non sia giustificato da imperativi motivi d’interesse generale.

La C.E.D.U. ha quindi ribadito che mere necessità di ordine economico non possono costituire motivi imperativi tali da derogare  a tali principi.

La sentenza è decisamente critica.

La pratica delle leggi d’interpretazione autentica con effetto retroattivo, nella sostanza, fanno venir meno la speranza legittima di ottenere un risarcimento e l’adeguamento salariale per i lavoratori trasferiti.

Per questo motivo la C.E.D.U. ha dichiarato la violazione dell’art. 6 § della Convenzione.

AVV. ANTONELLA MASCIA

(Testo redatto con la collaborazione della dott.ssa Alessia Valentino)

ndr:

1 -  Sentenza della Corte di Cassazione del 15 marzo 2005

2 - Sentenza della Corte di Cassazione n. 3224 del 25 gennaio 2005

3-  Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011

4-   SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

5-  SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

6- comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266

7-sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

8- sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014 Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale (dunque con possibili refusi)

Fonte:http://antonellamascia.wordpress.com/2014/01/17/montalto-e-altri-c-italia-la-corte-europea-dei-diritti-delluomo-condanna-nuovamente-litalia-per-le-leggi-dinterpretazione-autentica/

condannaI diritti acquisiti dai lavoratori trasferiti da una PA all’altra non possono essere negati da una legge d’interpretazione autentica retroattiva La CEDU condanna l’Italia per l’illecita interferenza tra il potere legislativo e quello giudiziario: viola il diritto all’equo processo.

di Giulia Milizia

Peculiare sentenza sulla tutela dei dipendenti pubblici (personale ATA) trasferiti da un ente locale al Ministero: avevano perso ingiustamente i maturati scatti di anzianità e le relative integrazioni salariali.

La Finanziaria del 2006, con tale esegesi, riconosceva questi diritti solo a chi aveva ottenuto una sentenza definitiva, negandoli a chi aveva giudizi pendenti: è un’illecita e discriminatoria interferenza.

È la seconda condanna dopo quella del 2011.

È quanto stabilito dalla CEDU, sez. II, con la sentenza Montalto ed altri v. Italia (ric. 38180/08 più altri 16) del 14 gennaio 2014: il nostro paese è stato condannato per aver adottato detta legge d’interpretazione autentica,…

Fonte:

http://www.dirittoegiustizia.it/news/17/0000066073/I_diritti_acquisiti_dai_lavoratori_trasferiti_da_una_PA_all_altra_non_possono_essere_negati_da_una_legge_d_interpretazione_autentica_retroattiva.html

ndr :la Corte ha riscontrato una violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione ,rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Ndr: Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale

(dunque con possibili refusi)

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

Articolo 6 – Diritto a un equo processo

1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità possa portare pregiudizio agli interessi della giustizia.

2. Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.

3. In particolare, ogni accusato ha diritto di:

a) essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico;

b) disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa;

c) difendersi personalmente o avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;

d) esaminare o far esaminare i testimoni a carico e ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;

e) farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza.

diritti_umani_header 

La sentenza Carratù e l’ordinanza Papalia della Corte di giustizia, la sentenza Montalto della Cedu, le ordinanze di rinvio pregiudiziale della Corte costituzionale e della Cassazione, ricostruiscono la tutela effettiva dei lavoratori

di Avv. Vincenzo De Michele

 

omiss……….

6. La Cedu aiuta la Corte di giustizia a superare i contrasti sul caso Agrati-Scattolon e a chiudere la stagione dei favori allo Stato italiano

omiss……

 

14. Conclusioni:La sentenza Montalto della Cedu

La II Sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo nella recentissima sentenza del 14 gennaio 2014 nella causa “Montalto e a. v. Italy” sul ricorso n.38180/08 (più altri 16 ricorsi riuniti), ancora una volta intervenendo sulla norma interpretativa retroattiva dell’art.1, comma 218, della legge finanziaria n.266/2005 dopo la sentenza Agrati della Corte di Strasburgo del 7 giugno 2011.

Lo Stato italiano, con l’atteggiamento insopportabilmente mendace che ha caratterizzato anche la vicenda delle pregiudiziali comunitarie sul precariato pubblico statale e/o post-statale, ha comunicato in data 12 marzo 2013 al Segretariato generale del Comitato dei Ministri presso il Consiglio d’Europa che non erano state adottate misure generali per l’applicazione della sentenza Agrati, perché la giurisprudenza nazionale già stava dando esecuzione alla decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo la sentenza Scattolon della Corte di giustizia, e ha indicato la sentenza del Tribunale di Treviso e la sentenza n.78/2012 della Corte costituzionale sull’anatocismo bancario come misure specifiche di attuazione.

La Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo la proposizione del ricorso Livorti contro le due ordinanze Vino della Cgue, ha chiesto alla Corte di giustizia di correggere anche la cattiva interpretazione della sentenza Scattolon, oltre che gli errori procedurali commessi nei due provvedimenti sulla causale finanziaria Poste, il che è poi avvenuto con la sentenza Carratù e con il riconoscimento che lo Stato italiano poteva anche inserire condizioni di maggior favore anche in base alla direttiva 77/187/Ce sui trasferimenti di azienda, come previsto dall’art.7 della normativa applicabile al personale ata trasferito dagli Enti locali allo Stato, e quindi che non vi è bisogno per i lavoratori trasferiti di provare il peggioramento retributivo al momento del passaggio alle dipendenze del MIUR.

            Puntualmente, dopo un mese ,con la sentenza Montalto la Cedu ha rafforzato quanto già enunciato nella sentenza Agrati sulla violazione dell’art.6 della Convenzione, rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.4 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.

Insomma, la Corte di Strasburgo con la sentenza Montalto ha espresso con durezza le stesse valutazioni di censura agli abusi dello Stato italiano sulle regole e sui processi e alla slealtà nei rapporti con le Corti sovranazionali che, nell’asetticità e freddezza degli enunciati, sono implicitamente (ma non troppo) contenute nella sentenza Carratù-Papalia della Corte di Lussemburgo.

Lo Stato italiano “di diritto” dovrà prendere atto di queste posizioni delle Corti europee e cominciare a ricostruire le fondamenta della tutela dei diritti fondamentali, coniugandole con le reali esigenze della finanza pubblica, senza inventarsi nuove manipolazioni o cattive interpretazioni della giurisprudenza comunitaria e/o convenzionale.

E’ un problema di responsabilità personale e collettiva, questa volta.

Ndr: Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale

(dunque con possibili refusi)

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

ORIGINALE:

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Fonte:

http://www.duitbase.it/saggi/213-la-sentenza-carratu-e-lordinanza-papalia-della-corte-di-giustizia-la-sentenza-montalto-della-cedu-le-ordinanze-di-rinvio-pregiudiziale-della-corte-costituzionale-e-della-cassazione-ricostruiscono-la-tutela-effettiva-dei-lavoratori-contro-le-leggi-retroatt

 100_0181Indicazioni operative agli Uffici Scolastici Regionali per procedere all’inquadramento su altra classe di concorso per coloro che, avendo i titoli, hanno presentato domanda.

Con la circolare del 6 dicembre 2013 era stato chiarito che il personale docente titolare delle classi di concorso C999 e C555, anche nell’a.s. 2013/14, è consentito transitare su altra classe di concorso per la quale sia abilitato o in altro posto di insegnante tecnico pratico o di scuola primaria per il quale possieda idoneo titolo di studio, purchè non sussistano condizioni di esubero nella stessa provincia.

Al citato personale è altresì consentito di rimanere negli organici degli Uffici tecnici, se già utilizzato in tali ambiti ed in possesso del relativo titolo di studio subordinatamente all’esistenza di posti in organico di diritto e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Dato l’approssimarsi delle domande di mobilità, si invitano gli Uffici Scolastici Regionali, acquisite e verificate le richieste del personale interessato, ad avviare tutte le procedure finalizzate al nuovo inquadramento con decorrenza giuridica nell’a.s. in corso e raggiungimento della sede di titolarità a decorrere dal 1° settembre 2014.

La nota del 5 febbraio 2014

ITP e passaggio nei ruoli ATA –

La FLC ricorre al TAR del Lazio

Va ricordato, onde evitare di fare confusione che gli ITP Ex Enti locali sono i colleghi transitati appunto dagli enti locali alle dipendenze dello Stato tramite un provvedimento del governo Prodi.

Le classi di concorso che le sono state assegnate sono la C555 e la C999, classi di concorso che scompaiono per effetto della riforma della scuola Gelmini e che per effetto della spending review, coloro i quali privi del titolo di studio valido per accedere ai ruoli docente, in maniera coatta transiteranno nei ruoli del personale ATA.

nota-895-del-5-febbraio-2014-attuazione-disposizioni-dl-104_13-personale-docente-c999-e-c555

La FLC per impedire ciò ha ricorso al TAR del Lazio, questo il comunicato

Fonti:http://www.orizzontescuola.it/news/transito-itp-c999-e-c555-altra-classe-concorso-lora-chiarimenti-usr

http://itpscuola.altervista.org/blog/itp-e-passaggio-nei-ruoli-ata-la-flc-ricorre-al-tar-del-lazio/

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

CEDUNuova condanna dello Stato Italiano per la questione del trasferimento coatto del personale -già appartenente agli enti locali – alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione.

 L’annosa vicenda (oggetto di un’incredibile vicenda processuale, con legge di “interpretazione autentica”, pronunce della Corte Costituzionale, contrastanti pronunce della Cassazione) riguarda alcune decine di migliaia di dipendenti inquadrati nel personale Ata.

 Com’è noto, la Corte di Cassazione, dopo le sentenza Agrati della CEDU e la sentenza 6 settembre 2011 della Corte di Giustizia Europea, Grande Sezione, procedimento C-108/10, ha ritenuto di dover rimettere al giudice di merito la verifica in ordine al peggioramento delle condizioni retributive del personale ata, a seguito del trasferimento presso il MIUR.

 Tale orientamento, affatto risolutivo, viene oggi nuovamente rimesso in discussione dalla sentenza in commento che ribadisce ancora una volta come l’intervento dello Stato italiano con “legge di interpretazione autentica” (dunque con effetto retroattivo) non era giustificato da ragioni interpretative di interesse generale, risolvendosi dunque in una violazione da parte dell’Italia dell’art. 6 della Convenzione (diritto ad un equo processo).

 La sentenza è reperibile in originale (testo francese ) sul sito della corte europea http://www.echr.coe.int/Pages/home.aspx?p=home

 Il testo in italiano è invece frutto di una prima traduzione non ufficiale (dunque con possibili refusi).

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

ORIGINALE:

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Avv. F. Orecchioni

Fonte:http://www.dirittoscolastico.it/corte-europea-dei-diritti-delluomo-sentenza-del-14-gennaio-2014/

70.000 lavoratori ATA-ITP ex EE.LL. “infoibati “ dopo una scellerata intesa  Sindacati –   Governo  durata 14 anni.

100_0179 La parola d’ordine è di stendere una pietra tombale sulla scandalosa e vergognosa  vicenda che ha sconvolto la vita di tutto il   personale ATA-ITP ex EELL che nel lontano gennaio 2000 passarono allo Stato grazie alla legge 124/1999 che ne disciplinava e regolamentava il transito.

E’ questo il famigerato accordo segreto che ha visto coinvolti i sindacati scuola maggiormente rappresentativi  ed i vari governi che si sono succeduti fino ad oggi .

Un vergognoso piano ben orchestrato da 14 anni, che ancora vige e  che fu strutturato all’indomani del  passaggio allo Stato dei lavoratori delle scuole (ATA-ITP) gestiti fino ad allora dagli Enti Locali.

Una manovra che rappresenta per tutti i sindacati della scuola, firmatari dei vari contratti, un “bubbone”  enorme che ha sporcato ed ancora rappresenta  una macchia nera e vergognosa per la parte sindacale e per la quale ancora non è stato trovato il coraggio di fare pubblica ammenda…ed allora meglio stendere un velo pietoso, o meglio, “INFOIBARE”  il problema per non parlarne anzi  negarne l’esistenza anche se l’infame e vergognosa manovra ha gettato nella disperazione migliaia di lavoratori, costretti a restituire al tesoro decine di migliaia di euro, con ripercussione  inevitabili  sulla liquidazione e sull’assegno di pensione.

In breve la storia:

-          Al fine di unificare tutto il personale delle scuole pubbliche  alle sole dipendenze dello Stato (diviso fino ad allora tra dipendenti dello Stato ed Enti Locali) alle sole dipendenze del Ministero P.I., il governo Prodi D’Alema con la legge 124/99, legifera e norma il passaggio riconoscendo  a tutti i dipendenti transitati l’anzianità maturata presso gli Enti Locali (art- 8) ;

-          A luglio 2000, a passaggio effettuato,  con un dietrofront  incredibile si pone uno stop al riconoscimento dell’anzianità maturata con un accordo Sindacati –ARAN  si rettificava e si imponeva  invece il passaggio e l’inquadramento alle dipendenze dello  Stato del personale, in questione, con lo stipendio  in godimento, modificando quindi il senso e lo spirito  dell’art. 8 (L.124/99);

-          Partono migliaia di ricorsi dei lavoratori che li vedono vittoriosi, in quando , la maggioranza dei giudici nei vari gradi di giudizi ritengono nullo l’accordo Sindacati -ARAN;

-           A settembre 2005 ci prova il governo Berlusconi, che con una interpretazione autentica”…sic!, relatrice l’on Santanchè,  inserita nella Legge Finanziaria 2006, modifica e stravolge il senso dell’art. 8  L.124/99, causando, da quel momento in poi, di fatto,  il capovolgimento  di migliaia di procedimenti  dei lavoratori ancora in atto, in quel tempo,  nei vari gradi di giudizi. 

-          L’operazione Sindacati –Governo finalmente aveva avuto così l’effetto della strategia messa in atto contro 70.000 lavoratori ex EE.LL. (bidelli, amministrativi, Tecnici, Insegnanti tecnico-Pratici) , i quali si vedono fregati proprio dai Sindacati che dovevano difenderli e pretendere al loro fianco il rispetto della legge che li aveva fatti passare allo Stato

-          La strategia dei sindacati da quel momento in poi è stata quella di continuare a girare le spalle ai lavoratori interessati, che nella disperazione totale, si vedono costretti a restituire allo Stato varie decine di migliaia di euro con riconoscimento delle anzianità lavorative dimezzate e, quindi, effetti disastrosi sulle liquidazioni e sugli  assegni pensionistici-

Ma, per fortuna dei lavoratori interessati, come recitava il famoso mugnaio di Potsdam nell’opera  Brechtiana  c’era e c’è ’” ancora un giudice a berlino” ..che in senso metaforico è interpretato dalla  Corte  Di Giustizia Europea e dalla  Corte Europea dei Diritti dell’Uomo  le quali con ben due sentenze distinte non hanno esitato a dare  ragione ai lavoratori condannando  pesantemente lo Stato Italiano per indebita e scorretta ingerenza nei processi in atto che lo vedevano coinvolto come parte in causa ed il pieno riconoscimento di tutta l’anzianità maturata nell’Ente Locale.

L’assurdità è che si sta ancora continuando a giocare sporco sulle spalle di questi lavoratori, ai quali, bene farebbero i sindacati ed i politici a recitare un “mea culpa” ed intavolare un tavolo di discussione per trovare un accordo politico sindacale e porre fine ad una clamorosa ingiustizia, che rischia, con la ripresa di  migliaia di ricorsi e forti delle sentenze europee, determinare un default colossale per le casse dello Stato Italiano-

  F.to Il Comitato Nazionale ATA-ITP ex EE.LL

Vincenzo Lo Verso

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51427&action=view

http://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2014/01/11/silenzio-assordante/

SENTENZA AGRATI  con la tabella dell’equo indennizzo

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA  European Court of Justice judgment C-108/10 Scattolon

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a cura di :Antonio Mazzotti itp

Cronistoria –

Analisi – Proposta per una soluzione soddisfacente della vertenza del  Personale transitato dagli EE.LL.  allo Stato  ai sensi dell’art.8 legge 124/99.

Nel maggio 1999 il personale degli Enti Locali operanti con qualifica e mansioni riconducibili ai profili del contratto scuola era soddisfatto del risultato conseguito con la legge vedendo realizzato il principio costituzionale dell’eguaglianza “a parità di lavoro – parità di retribuzione”

Il nemico era dietro l’angolo.

Il legislatore, sempre ambiguo e pronto a fare solo gli interessi di casta, rimetteva l’applicazione della norma ad un accordo da stipularsi tra l’ARAN e i Sindacati!!!

Qui la fregatura.

L’accordo ignorava il dettato della norma di legge,art.8 comma 3 legge 124/99 “…riconoscimento giuridico ed economico dell’anzianità maturata presso l’Ente di provenienza…”.

L’accordo redatto, all’art.3 pone il personale transitato nella fascia corrispondente del contratto scuola, non in base all’anzianità, ma alla retribuzione goduta al 31/12/99. Io personalmente con una anzianità di 22 anni di servizio venivo collocato nella fascia dei 9 anni. Sic!!

Da qui le azioni giudiziarie e parlamentari.

La maggioranza dei Giudici sino al dicembre 2005 emetteva sentenze positive per i ricorrenti convalidate anche dalla Corte di Cassazione. Il Parlamento emanava con la legge 266/05 (art.1 comma 218)proposta dall’on. Santanchè.(Non dimentichiamolo MAI.) l’interpretazione retroattiva dell’accordo ARAN.

La norma annullava  tutte le sentenze non passate in giudicato favorevoli ai dipendenti con restituzione coatta delle somme ed arretrati erogate dalle spettanze mensili, ben oltre il quinto dello stipendio o pensione. Il successivo Governo Prodi nella legge finanziaria 2008 (art.1 comma 147) rinviava la questione di nuovo all’ARAN e Sindacati nell’ambito del rinnovo del contratto scuola, mai rinnovato.

LE PARTI : Il Legislatore: la sua azione si è concretizzata con interpellanze, mozioni, ordini del giorno, risoluzioni nelle Commissioni Cultura e Lavoro. Il Comitato Nazionale in ripetuti incontri con singoli Parlamentari e/o Componenti delle Commissioni Bilancio, Cultura e Lavoro, non ha mai raggiunto alcun risultato se non il riconoscimento della rivendicazione.

Il MIUR: tranne un censimento del personale transitato, effettuato nel maggio 2008, onde quantificare  il fabbisogno reale di cassa, riposto in un cassetto, mai più aperto, è stato sempre assente. Anche quando alcuni suoi rappresentati sono stati ascoltati nelle aule parlamentari e nelle commissioni.

In particolare i Sottosegretari hanno dato verbali assicurazioni, poi il silenzio.

Nella trasmissione dei dati finanziari all’Avvocatura dello Stato per le pronunce della Corte Costituzionale, le somme indicate erano talmente gonfiate che i Giudici relatori, arrampicandosi sugli specchi, dovevano anche ignorare le norme sancite dalla Costituzione per il rigetto della questione di legittimità costituzionale poste.

ARAN: Siglato  l’accordo con i sindacati nel luglio 2000,visto poi il precipitare delle azioni giudiziarie che inficiavano l’accordo, si giustificava asserendo che l’accordo era solo per il primo inquadramento. Sarebbe poi spettato al MIUR e ai Sindacati prevedere nel primo contratto i costi del definitivo inquadramento nell’ambito della  previsione di spesa corrente per il personale. Per non effettuare tale obbligo, il MIUR si è guardato bene ,sino ad oggi, d’inserire nei ruoli il Personale transitato.

I SINDACATI: da questi siamo sempre stati ignorati perché abbiamo   occupato posti di lavoro che loro non potevano  più gestire.

La GIUSTIZIA : i giudizi emessi dall’A.G. sono stati per la stragrande maggioranza positivi per i ricorrenti, producendo le seguenti situazioni: i  giudizi di primo grado, laddove non è stato immediatamente proposta l’esecutività della sentenza sono andati a buon fine e i ricorrenti hanno visto riconosciuto la piena anzianità e gli arretrati maturati.

Questi colleghi sono stati equiparati ai colleghi in servizio nello Stato,nel rispetto della norma della legge 124/99. Il Miur,ormai soccombente,dopo questo primo periodo. attraverso l’Avvocatura dello Stato ha  opposto sempre appello,e attraverso i propri funzionari periferici anche a suggerire ai Giudici del Lavoro bozze di sentenza.

Da questo momento  iniziano le sentenze negative per i lavoratori ricorrenti.

I ricorrenti che hanno avuto in primo grado sentenza positiva,non passata in giudicato e che hanno percepito immediatamente le somme spettanti ,hanno sì percepito gli arretrati e l’inquadramento,ma è stato loro richiesto per gli effetti dell’art.1 ( comma 218 ) della legge 266/05,il rimborso forzato degli arretrati percepiti in pochi anni e il non riconoscimento dell’inquadramento.

La Cassazione fino al 1 gennaio 2006 ha sempre emesso sentenze positive con rinvio alla Corte di Appello (sezione diversa della precedente),per una pronuncia positiva del dispositivo.

I Giudici e la Cassazione ricorrono  quindi alla Corte Costituzionale che in due sentenze, falsate dai dati finanziari comunicati dall’Avvocatura dello Stato circa gli importi occorrenti,dichiara l’infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale.

Da registrare poi due distinte sentenze,una della Corte di Giustizia Europea e l’altra della Corte Europea dei Diritti  dell’Uomo.

CORTE DI GIUSTIZIA: si è pronunciata per il riconoscimento del ricalcalo delle spettanze percepite dai dipendenti ex EE.LL. al 31/12/99 inglobando anche le somme non fisse.(produttività + altri emolumenti).

CEDU: si pronuncia nel rispetto dei Trattati e della Costituzione per il riconoscimento totale della anzianità  maturata e del susseguente inquadramento.

I PROTAGONISTI: Il Personale ex EE.LL. (70.000 unità circa) va diviso per profilo professionale:

Collaboratori scolastici: sono di gran lunga in numero maggioritario rispetto alle altre categorie. 15 anni di anzianità.

Ciò comporta ,ai fini dell’inquadramento e del  collocamento a riposo, la riduzione del danno economico, anzi  ai fini del primo inquadramento, in non pochi  casi hanno guadagnato.

Assistenti Amministrativi – DSGA: molti avendo la possibilità della qualifica optano nel 2001 per il rientro nell’amministrazione di provenienza. Da queste considerazioni si evince la sensibile riduzione dei 70.000 del 1 gennaio 2000.

Tant’è che il numero esatto dato del censimento del 2008, non è stato mai reso pubblico.

Assistenti di Cattedra: unica figura professionale che ha dovuto,per effetto della legge 124/99 restare nei ruoli scolastici,senza possibilità di opzioni. Sono i soli ad avere un’ anzianità datata,il loro ingresso nelle Amministrazioni locali per effetto nel 1976 della dichiarazione di ruolo ad esaurimento,bloccava di fatto l’indizione di pubblici concorsi. Il loro numero è quantificabile in 1700 unità.

MIUR: Dopo le prime sentenze in cui era soccombente,a tutte le successive sentenze ha opposto  Appello. Si giunse poi nel 2005 alla formulazione dell’emendamento Santanchè,bloccando retroattivamente le sentenze non passate in giudicato.

Successivamente e dopo le sentenze della Corte Costituzionale,cui si è detto,giungono le sentenze Europee.

La strategia del Miur cambia. Certo di un’ assenza del cambio della legislazione, opta solo per il soddisfacimento delle sentenze passate in giudicato, sentenze che recepiscono solo il ricalcalo delle somme non riconosciute nel primo inquadramento,così come nel dispositivo  della sentenza della Corte di Giustizia Europea. Gli unici ad essere penalizzati del tutto sono gli Assistenti di Cattedra ora ITP,che non avendo emolumenti accessori,non hanno nulla da rivendicare.

Ultima furbata del Miur nei confronti degli ITP (classe C666 già C999) è il transito nel ruolo del personale amministrativo e collocato in base al titolo di studio di accesso nella P.A. Questo incostituzionale passaggio,che ignora anche il superamento di pubblico concorso per l’accesso al ruolo,produrrebbe in caso di sentenze positive il solo diritto al riconoscimento delle spettanze economiche come al personale ATA. Somme che abbiamo visto essere quasi inesistenti.

Questa la cronistoria e la mia personale analisi della vicenda che non vede soluzioni a  breve, in considerazione delle condizioni economiche dello Stato, che priva una qualsiasi azione legislativa.

                                                          Ci arrendiamo?

Sul piano parlamentare vedo solo la possibilità:una volta acquisiti i dati del censimento del MIUR,ora sottochiave, e la quantificazione  del fabbisogno reale della somma occorrente a soddisfare e applicare il recepimento della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo,rispettando anche la Carta Costituzionale Italiana.

Un ultimo tentativo per verificare la reale volontà del MIUR e del Parlamento,è una pressante sollecitazione ai Parlamentari dei vari gruppi che nel passato si sono sentiti sensibili alla soluzione del nostro problema e al rispetto delle  leggi,di porre una interrogazione comune al Ministro Carrozza in uno dei prossimi Question-time che contenga almeno i seguenti punti: abrogazione art.1 comma 3 della legge 266/05; conoscenza dei dati del censimento MIUR del maggio 2008; immissione nei ruoli,nei profili di appartenenza al 31/12/99,e conseguente calcolo delle spettanze a carico del capitolo di spesa corrente del personale MIUR; restituzione delle somme corrisposte e poi rimborsate dal personale a seguito di sentenze.

Un ulteriore proposta risolutiva per le condizioni economiche statali potrebbe essere l’inquadramento nella fascia spettante e la conseguente corresponsione del nuovo stipendio.

Corrispondere poi anche con BOT a 5anni degli arretrati, anche detratti gli interessi legali.

Ritenendo che ciò  non avvenga, bisogna riprendere i giudizi ricorrendo al Giudice di 1° grado, per l’applicazione della sentenza della CEDU del 2011.

Giudizio che se non positivo deve giungere di nuovo fino alla CEDU per una sentenza che non può non essere uguale alla precedente.

Mi risulta che alcuni individuali giudizi,in questa direzione siano stati già proposti,è necessario nonchè utile che sia riavviata l’informazione attraverso il nostro sito,pubblicando i ricorsi e le eventuale sentenze. Mi rafforzano in questa proposta le seguenti sentenze,tutte emesse dopo le Sentenze Europee,da Giudici di Primo Grado: Sentenza 743/12 dal Giudice del Tribunale di Teramo che inficia i decreti per la restituzione delle somme erogate in applicazione del riconoscimento dell’anzianità e dell’inquadramento e ne ordina la restituzione. Sentenza 357/12 del Giudice del Tribunale di Vibo Valentia e del Giudice del Tribunale di Treviso,che accogliendo i ricorsi,disapplicano il comma218 (art.1 legge 266/05),riconosce il diritto all’anzianità e al nuovo inquadramento con l’erogazione delle somme spettanti dal 1/1/2000. Sentenza 178/12 del Tribunale di Monza che accoglie il ricorso,riconoscendo il diritto alla piena anzianità e al nuovo inquadramento con la corresponsione delle somme dovute.

                                                          MOBILITIAMOCI

Promoviamo quante più assemblee di personale possibili ,anche se in pensione,per sensibilizzare tutti ad una azione legale forte. Un appello particolare va fatto agli ITP,visto che sono secondo la ricostruzione dei fatti esposti e dei danni subiti,i soli ad essere penalizzati totalmente da leggi,sentenze e provvedimenti in essere. Attendo commenti,proposte, adesioni alla prossima assemblea in programma.

Un ultima chicca: nell’ordine del giorno approvato contestualmente alla legge con i provvedimenti per l’Istruzione (9/1574-A/63) si ignorano completamente le Sentenze  Europee.

Questa la dice lunga……

 scarica  Sentenza giudice del lavoro Vibo Valentia

 scarica  sentenza Tribunale di TV del 13gen2012 – ATA ex EELL

 scarica      Sentenza Monza ata n°178-12 del 29-02-2012

Scrivete a istruzioneriparte@miur.it Il Ministro Carrozza vuole “ascoltare le vostre idee e i vostri suggerimenti su come si possa riportare istruzione, formazione e ricerca al centro del dibattito politico”

Avete qualcosa dirle ?

Parlamento

Nel Disegno di legge di conversione del decreto- legge 104  è stato inserito un’ ulteriore o.d.g che impegna il Governo compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, a provvedere ad una soluzione della nostra annosa vicenda.

Apprezziamo il lavoro e l’impegno di  alcuni Onorevoli e del Parlamento  nei nostri confronti ma crediamo che sarà ancora uno dei tanti ordini del giorno approvati  che rimarrà nei cassetti . Infatti di ordini del giorno in questi anni ne sono scaturiti diversi ,ma mai un proseguo serio.

Vorremmo un impegno dei partiti e dal governo per una risoluzione fattiva senza se e senza ma……per questi motivi chiederemo un ‘ulteriore audizione  del Comitato Nazionale ai rappresentanti delle varie commissioni e del Governo.

Crediamo che nonostante la crisi che incombe si può riuscire a trovare un compromesso alla questione;l’ impegno assunto della XI^ Commissione Lavoro della Camera dei Deputati con la   Risoluzione n. 8-00196 del 25 luglio 2012 è rimasta lettera morta .

Chiediamo  di  sanare questa  ingiustizia, che da 14 anni, ha ancora effetti devastanti nell’animo e nella vita di tanti lavoratori e pensionati della Scuola.

Il Governo si era   impegnato con detta Risoluzione   , entro tempi brevi, ché si giungesse ad una equilibrata soluzione della vicenda, con l’obiettivo di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche alla problematica del personale ITP e del personale ATA.

 Nel decreto legge recante,

“disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nella P.A.”

approvato alla Camera dei Deputati AC 1682/A024, presentato dall’On. CESARO Antimo (SCELTA CIVICA ) il Ministro D’ALIA GIANPIERO ha accolto un ordine del giorno a tutela delle legittime aspettative del    personale ATA  e ITP passati  dalle dipendenze di province e comuni ai ruoli dello stato .

  L’impegno del   Governo è di   valutare l’opportunità di adottare iniziative anche di tipo normativo volte a garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio, sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1° gennaio 2000 e a disporre il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n.266 del 2005.

NDR

Disegno di legge di conversione del decreto- legge 104 con modificazioni del 2013

Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca (A.C. 1574-A)

Atti Parlamentari — 142 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA

ALLEGATO A AI RESOCONTI SEDUTA DEL 31 OTTOBRE 2013 — N. 109

ALLEGATO A AI RESOCONTI SEDUTA DEL 31 OTTOBRE 2013 N. 109

 pag 142

Ordine del Giorno

 La Camera, premesso che:
l’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 ha stabilito il transito del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) degli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche, nei ruoli del personale dello Stato a partire dal 1o gennaio 2000, garantendo a detto personale, ai fini economici e giuridici, il riconoscimento delle anzianità maturate presso l’ente locale di provenienza e l’inquadramento nelle qualifiche corrispondenti;
l’accordo tra l’ARAN e le organizzazioni sindacali del 20 luglio 2000, stravolgendo l’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, ha introdotto un criterio di inquadramento del personale trasferito allo Stato che si basa solo su quanto percepito nell’ente locale di provenienza fino al 31 dicembre 1999, senza tener conto dell’anzianità di servizio maturata presso l’ente stesso, trasformando semplicemente la sola retribuzione tabellare del dipendente in anzianità;
tale accordo ha finito per determinare un’anzianità di servizio inferiore a quella maturata effettivamente dal personale trasferito e un inquadramento erroneo della posizione stipendiale, questione di non poca rilevanza se si considera che il CCNL del comparto scuola, applicato dal 1o gennaio 2000 a tutto il personale ATA, prevede delle posizioni stipendiali crescenti con l’anzianità di servizio;
tra il 2001 e il 2005 gran parte del personale ATA interessato ha presentato ricorso al giudice del lavoro per affermare il diritto al riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata ed il contenzioso che ne è derivato ha visto il MIUR sconfitto nella quasi totalità delle sentenze, dalla prima pronunciata dal tribunale di Milano nel 2002, alla serie di sentenze pronunciate dalla Cassazione nel 2005;
successivamente la Legge finanziaria per il 2006, all’articolo 1 comma 218, fornendo un’interpretazione autentica dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, ha negato, con effetto retroattivo, il riconoscimento delle anzianità maturate e annullando di fatto gli effetti delle sentenze favorevoli ai lavoratori,

impegna il Governo

compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, a provvedere ad una soluzione della vicenda che vede coinvolto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario degli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche, transitato nei ruoli del personale dello Stato, riconoscendo a tali lavoratori l’anzianità di servizio e la ricostruzione della carriera.
9/1574-A/64. Rampi, Manzi, Malpezzi, Vacca, Luigi Gallo.

http://www.orizzontescuola.it/news/dl-istruzione-ordini-del-giorno-pro-ata-itp-eell

Il Ministero ha  attivato una casella email, istruzioneriparte@miur.it , per ascoltare le nostre idee e i suggerimenti su come si possa riportare istruzione, formazione e ricerca al centro del dibattito politico.

Decreto istruzione diventa legge, approvato al Senato.

Al via piano triennale di immissione. Tutti i principali provvedimenti

150 voti favorevoli su 226 votanti 15 no e 61 astensioni.

Una scheda  con i più importanti provvedimenti, dalle immissioni in ruolo all’alternanza scuola-lavoro, dal salva-precari, al nuovo concorso Dirigenti, dall‘area unica sostegno, alla mobilità, dalla formazione per i docenti all’assunzione dei dirigenti tecnici, dal dimensionamento all’edilizia, dalla salute ai libri di testo.

Approvato OdG per Wireless anche nelle scuole non statali


Testo del Decreto Istruzione come licenziato dalla Camera.

Il file è diviso in due colonne, a sinistra il testo originale, a destra il testo modificato

Testo_decreto_approdato_al_senato

Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca

(A.C. 1574-A).

M5S- GIANLUCA VACCA Resoconto stenografico dell’Assemblea Seduta n. 106 di lunedì 28 ottobre 2013

PD -SIMONA FLAVIA MALPEZZI Resoconto stenografico dell’Assemblea Seduta n. 106 di lunedì 28 ottobre 2013

votazione

Abbiamo tentato di sanare le ingiustizie perpetrate negli anni ai danni delle diverse categorie di docenti  e ata eell   La Camera, con votazioni nominali elettroniche, respinge l’emendamento   Vacca 15.46   e  Giammanco 15.26………

a (2)Nel  Decreto Istruzione n. 104/2013 in discussione, in questi giorni,  presso la  VII°  Commissione Cultura della Camera dei Deputati e presieduta dal Presidente Giancarlo Galan   GLI EMENDAMENTI 15.26.15.46. che potevano interessare la risoluzione della nostra vertenza sono stati cassati  dai partiti che rappresentano questo governo delle false intese.

  Ancora una volta i gruppi politici che rappresentano questa maggioranza che a parole si dimostrano solidali alla nostra causa,  nei fatti  poi,   finiscono per voltare le spalle ai diritti dei lavoratori nascondendosi dietro “la salvaguardia dell’interesse finanziario dello Stato”  e quindi bocciare gli emendamenti presentati.

 Hanno dimostrato, di nuovo, tutta la loro incapacità nel governare e risolvere i problemi, perché anziché  impegnarsi per  trovare  la soluzione con una opportuna copertura finanziaria hanno preferito bocciare gli emendamenti risolutivi spostando il problema ancora più in là e negli anni a venire. 

 I partiti Bifronte,  

A parole dimostrano di esserci vicini  affermando, in teoria ,di voler  risolvere

la nostra questione ed in pratica invece  agiscono arroccandosi attorno al RE di turno.

 E’ evidente che  manca la volontà politica di risolvere il problema che interessa  migliaia di lavoratori e famiglie.

Eppure la scorsa settimana è stato approvato in aula  un “decreto contro il femminicidio”  con la presenza in esso di norme disomogenee ed  in violazione dei principi della Costituzione.

 Oltre al tema del contrasto della violenza sulle donne, infatti, includeva tanti altri temi: TAV, vigili del fuoco, furti di rame, frodi informatiche, province, protezione civile…

 Ciò a dimostrazione che i partiti quando hanno un interesse di parte sorvolano su tante cose, tant’è, che nel predetto decreto ci hanno infilato di tutto e di più, che,  nulla avevano a che fare con la finalità del decreto ,  in primis il salvataggio delle province, alla faccia degli impegni e dei  proclami che si sono sentiti in campagna elettorale.

 La politica ancora una volta non ha saputo comprendere le esigenze dei lavoratori della scuola defraudati nella loro dignità per l’anzianità lavorativa loro rubata.

 Migliaia di lavoratori  ATA-ITP provenienti dagli Enti  Locali che hanno creduto di vivere in uno  Stato di diritto, si sono ritrovati, alla fine, ingannati, derubati ed  umiliati.

 Eppure consapevoli della difficile congiuntura economica, ci siamo dichiarati fin dal primo momento disponibili ad un  accordo e/o a qualunque concordato sotto l’aspetto  amministrativo.

 Ci eravamo affidati con fiducia alla   risoluzione n. 8-00196  approvata dalla XI^ Commissione Lavoro della Camera dei Deputati il 25 luglio 2012, ma, come al solito, si fanno promesse da marinaio  per soli scopi elettorali e per accaparrarsi la  fiducia e i voti da sfruttare nelle campagne elettorali.

 A questo  punto  non ci resta che organizzare i ricorsi  in massa per spostare la lotta per il riconoscimento dei nostri  diritti nei tribunali causando, nostro malgrado,  ingenti costi  allo Stato Italiano  a causa di politici inetti ed incapaci che hanno preferito fare come “lo struzzo” invece di affrontare e risolvere una questione   che andava assolutamente “disinnescata”.

 Quindi da oggi, ai circa  11.000 ricorsi attivi nei vari tribunali lo Stato Italiano ne dovrà affrontare ancora altre decine di migliaia che seguiranno nei prossimi tempi.

 I lavoratori ATA-ITP ex EE.LL. che da più di tredici anni lottano per il riconoscimento del loro diritto “scippato” da un grave e vile atto normativo noto come il comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 , e, forti di ben due sentenze emesse dalle Corti di Giustizia Europea che hanno condannato l’Italia per aver rinunciato a proteggere la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo creando di fatto discriminazione tra lavoratori,  DICHIARANO  che non rinunceranno in nessun modo alla battaglia intrapresa e dichiarano lo STATO DI AGITAZIONE di tutto il personale Ata-itp ex enti locali che sfocerà in una nuova  protesta da organizzarsi a breve  nella capitale sotto i palazzi del potere e della burocrazia.

 

QUESTO ERA L’IMPEGNO DEL PD……..VI RICORDATE????

http://www.orizzontescuola.it/news/ata-itp-eell-respinti-emendamenti-risolutivi-vertenza?page=1

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2483839.html

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=49658&action=view

BIFRONTENel  Decreto Istruzione Il sottosegretario Gian Luca GALLETTI, esprime parere contrario sugli emendamenti 15.26.15.46. quelli che riguardavano l’abrogazione  del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 ,il presidente Giancarlo GALAN e relatore, esprime parere conforme a quello del Governo.

Antonio PALMIERI (PdL) ritira l’emendamento 15.26 di cui è cofirmatario.

 La  VII Commissione Cultura  della Camera dei Deputati  e i partiti che rappresentano questo governo delle false intese Respinge l’emendamento Vacca 15.46. del M5S.

Avevano questa opportunità e Pd e Pdl   hanno gettato la maschera affossandoci per l’ennesima volta,non importa se ciò ci ha tolto dignità ,loro sono sempre al loro posto e continuano il loro gioco nel teatrino delle istituzioni.

Ennesimo ordine del giorno approvato dal parlamento e poi rimane chiuso nei cassetti….siamo stanchi di interpellanze, risoluzioni e ordini del giorno….gli impegni si onorano…in tredici anni se ne contano a bizzeffe……Nel decreto legge recante “disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nella P.A.” approvato ieri alla Camera dei Deputati, il Governo ha accolto un ordine del giorno a tutela delle legittime aspettative di molti lavoratori della scuola: personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), passati negli anni settanta dalle dipendenze di province e comuni a quelle del MIUR.

AC 1682/A Ordine del Giorno

La Camera, premesso che: il provvedimento in esame reca “disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” introducendo misure relative al comparto istruzione ed insegnamento; in riferimento a tale materia, il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), che lavorava nelle scuole e che negli anni settanta era alle dipendenze delle province e dei comuni, fu trasferito alle dipendenze del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca dall’1° gennaio 2000, ai sensi dell’articolo 8 della legge n.124 del 1999, con la garanzia del mantenimento, ai fini economici e giuridici, dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999, delle mansioni e della sede di lavoro ;la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 2005), con il comma 218 dell’articolo 1, interpretò il comma 2, dell’articolo 8, della citata legge n.124 del 1999, trasformando il riconoscimento dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999 in «temporizzazione» dell’anzianità, cioè in anzianità fittizia ed inferiore, a grave danno dei lavoratori interessati; è  una vicenda che ha creato non poche difficoltà economiche a migliaia di famiglie, basti pensare a coloro che sono obbligati a restituire cifre ingenti con rate mensili anche di 400,00 euro, a seguito di sentenze emesse nei giudizi di secondo grado che le Corti di Giustizia Europee hanno dichiarato illegittime:-

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di adottare iniziative anche di tipo normativo volte a garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio, sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1° gennaio 2000 e a disporre il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n.266 del 2005.

Cesaro Antimo

 bilancia2Nel rendere noto il saldo del Comitato ATA-ITP ex EEL al 7 FEBBRAIO 2014  che  è di Euro 5.507,46 .

 Colgo l’occasione per invitare tutto il personale a  Voler VERSARE UN CONTRIBUTO VOLONTARIO, che varrà quale quota associativa 2013,   perchè abbiamo urgente bisogno di preparare nuove azioni di lotta per riproporre all’attenzione dei media e di questa classe politica la nostra situazione.

RESOCONTO FEBBRAIO

Euro 4.827,00

Conto corrente postale :  001002441929

Coordinate Ibam :IT 06 F 07601 14900 001002441929

intestato a:

Comitato Nazionale Ata-itp ex enti locali

  Dobbiamo acquistare degli spazi pubblicitari su giornali a tiratura nazionale e  preparare una manifestazione nazionale per ritornare in massa a Piazza Montecitorio,  dove dovremo moltiplicarci rispetto all’ultima volta ,perché se non ci imponiamo con la nostra presenza  dovremo dire addio alla risoluzione del nostro problema.

QUINDI CHIEDO AD OGNUNO DI USCIRE ALLO SCOPERTO  RICORDATE CHE SE DOVESSIMO FALLIRE LA COLPA SARA’ PRINCIPALMENTE DI CHI SI E’ SEMPRE LIMITATO A STARE ALLA FINESTRA.

Invito i colleghi ad aderire ad effettuare il versamento a favore dell’associazione Onlus

IL PRESIDENTE

Comitato Nazionale Ata-itp ex enti locali

brunacciniantonio@alice.it

ndr

La sottoscrizione è libera in base alle proprie disponibilità, quindi bisognerà nelle scuole delle nostre provincie sensibilizzare i colleghi attualmente in servizio e i pensionati e  raccogliere i fondi necessari, ricordo l’ART. 3 dello statuto che si prefigge lo scopo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica, dei politici e dei sindacati il nostro problema al fine di mettere l‘ Associazione nelle condizioni economiche di poter affrontare le spese necessarie per l’attuazione delle iniziative sopra indicate.

SCOPO E OGGETTO SOCIALE

L’ Associazione si propone di ottenere da parte del MIUR Comparto Scuola il totale riconoscimento dell’anzianità di servizio del personale ATA ex dipendenti degli Enti Locali e transitato allo Stato per effetto della Legge 124/99.

L’associazione per il raggiungimento dei suoi scopi metterà in campo ogni iniziativa utile a tal fine quale: -pubblicazione di bollettini e di articoli su quotidiani, riviste etc; -diffusione tramite la rete Web quali blog, etc; -organizzazione di riunioni, assemblee, convegni, dibattiti, etc..

Quanto sopra al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, i rappresentanti politici e sindacali circa l’ingiustizia e la discriminazione operata nei confronti degli iscritti all’Associazione e del personale tutto fatto oggetto dell’applicazione della legge 124/99;

enzo

ItaliaOggiLogoEsuberi, ecco i prof in pole per la riconversione
Le priorità stabilite dall’istruzione
22/10/2013

di Carlo Forte

Precedenza assoluta ai corsi di riconversione sul sostegno dei docenti in esubero delle classi di concorso A075, A076, C555 e C999.

Si tratta rispettivamente degli insegnanti di dattilografia e stenografia (A075), trattamento testi (A076) e gli insegnanti tecnico pratici, già dipendenti degli enti locali, successivamente transitati nei ruoli statali.

La priorità si evince da una circolare che il ministero dell’istruzione è in procinto di emanare, per indirizzare i direttori generali degli uffici scolastici regionali nella distribuzione dei posti utili all’atto dell’avvio dei corsi.

L’amministrazione centrale spiega nel provvedimento che la partecipazione ai corsi è su base volontaria.

E in ogni caso, se rimarranno dei posti disponibili, potranno parteciparvi anche i docenti delle classi di concorso del gruppo C (insegnanti tecnico pratici) e del gruppo A (docenti in senso stretto).

Dopo l’esaurimento dell’elenco degli aspiranti delle classi A075, A076, C555 e C999, la priorità dovrà essere data agli altri insegnanti tecnico pratici. E infine, se ci saranno ancora dei posti vuoti, gli uffici periferici potranno accogliere le domande dei docenti delle classi di concorso del gruppo A.

Purché in esubero.

Per esempio, i docenti di economia aziendale (classe A017) oppure di discipline giuridiche ed economiche (classe A019).

L’amministrazione chiarisce, inoltre, nella bozza di provvedimento, che hanno la priorità nella formazione i docenti che hanno già presentato la domanda.

Ma è consentito ai docenti titolari delle classi di concorso A075, A076, C555 e C999, che non l’avessero già presentata, di inoltrare l’istanza per la partecipazione.

Qualora il numero dei docenti richiedenti dovesse risultare inferiore ai posti assegnati per l’attivazione dei corsi, i direttori provvederanno a riaprire i termini per la presentazione delle domande e accoglieranno eventuali rinunce di coloro che l’hanno già presentata.

Anche in questo caso, però, le domande potranno essere presentate solo dai docenti appartenenti a classi di concorso in esubero.

E per favorire lo studio e la frequenza, i dg e i presidi dovranno dare la precedenza per la fruizione dei permessi del diritto allo studio (150 ore).

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate alla direzione generale regionale competente entro il prossimo 20 novembre.

 

Mettiamo a disposizione dei docenti interessati i moduli necessari (All. A) e il modello di domanda per iscriversi ai corsi di riconversione sul sostegno del personale in esubero

  • dall’All. A – sintesi nazionale dei dati di esubero (con particolare riferimento alle classi A075, A076 e a quelle della tabella C) e posti disponibili relativi ai corsi da attivare

  • dal modello di domanda

 
riconv_sostegno_dd7_2012.pdf3.6 M
nota_11235_22ott_13.pdf115 K
nota_11235_ModDom_22ott_13.pdf92 K
nota_11235_SintesiNaz_22ott_13.pdf179 K

Circolare :http://unicobaslodi.blogspot.it/2013/10/corsi-di-riconversione-sul-sostegno.html?spref=fb

fonte:http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1847731&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo=&titolo=Esuberi,%20ecco%20i%20prof%20in%20pole%20per%20la%20riconversione

Video conferenza  informativa dell’ AVV. SULLAM

modalità per il proseguo della Vertenza  Ata ee.ll.

Registrazione Assemblea di lodi

 .

manifesto sciopero 18 ottobre unicobasAnche il mondo della Scuola parteciperà allo sciopero generale del sindacalismo alternativo in agenda venerdì 18 ottobre.

L’Unicobas ha proclamato lo sciopero su alcuni punti fra i quali

“Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, aumento dell’orario di lavoro a parità di salario, aggiornamento obbligatorio legato ai risultati Invalsi, la truffa d’anzianità verso gli ATA EX Enti Locali”.

 Per il sindacato sarebbero da mettere a regime

“ Maggiori investimenti nella scuola pubblica (NO F-35, NO TAV), assunzione dei precari su tutti i posti vacanti, uguaglianza dei diritti per tutti i Sindacati e la rottura del monopolio fascista dei Sindacati di Stato e di regime”.

 “Decreto Scuola” -Aggiornamento-live

 DECRETO ISTRUZIONE: Questa notte hanno concluso l’articolo 15

Il sottosegretario Gian Luca GALLETTI, esprime parere contrario sugli emendamenti  il , presidente Giancarlo GALAN  e relatore, esprime parere conforme a quello del Governo. Antonio PALMIERI (PdL) ritira l’emendamento 15.26 di cui è cofirmatario. Respinge l’emendamento Vacca 15.46. Verbali seduta VII Commissione giovedi 24 ottobre 

 

VII COMMISSIONE CULTURA AMMISSIONE EMENDAMENTI Lunedì 14 ottobre 2013

Martedì 15 ottobre 2013 COMM 7           emendamenti approvati com07  al 15 Ottobre

Mercoledì 16 ottobre 2013                   emendamenti approvati com07 16 ottobre

Giovedì 17 ottobre 2013                        emendamenti approvati com07 17 ottobre

  Lunedì 21 ottobre 2013                        emendamenti approvati com07 21 ottobre

 Martedì 22 ottobre 2013                       emendamenti approvati com07 22 ottobre

mercoledi 23 ottobre 2013                     emendamenti approvati com07 23 ottobre

Il decreto scuola rischia la blindatura

https://www.facebook.com/M5SCommissioneCulturaScienzaIstruzione

COMM

Dopo  una attenta   lettura della relazione   del presidente Giancarlo GALAN sotto riportata  , i nostri emendamenti sono stati ammessi  eccetto il 15.25. riguardante  norme in materia di blocco delle ritenute mensili sugli stipendi applicate agli insegnanti tecnico-pratici, estranea al provvedimento e priva di copertura finanziaria.

elenco delle proposte emendative in ordine di pubblicazione

Quindi gli emendamenti   15.26.15.46. - 15.35.-15.50. saranno valutati dalla commissione .

Nelle prossime ore si potrà incominciare a capire qualcosa di più sulle modifiche che potranno essere concretamente inserite nel testo da portare in aula sempre se il provvedimento venga “blindato” dal Governo e rimanga quindi pressoché inalterato.

GIAMMANCO CENTEMEROVACCA ABROGAZIONE  218

Invito i colleghi a continuare a fare le dovute pressioni politiche affinché  Abroghino il comma 218 dell’art. 1 della legge 23dicembre 2005, n. 266   che ha pesato in modo anormale ed esorbitante “portando nei nostri confronti un pregiudizio sproporzionato, rompendo  di fatto “il giusto equilibrio tra l’interesse generale e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo”.

Infatti aver inserito il  comma 218  nella  Finanziaria 2006 è stato quello  di salvaguardare l’interesse finanziario dello Stato, a discapito di una precisa categoria di dipendenti pubblici, piuttosto che proteggere l’uguaglianza di trattamento tra dipendenti.

Sede referente – Commissione  VII Commissione
Data Fase procedimento e dibattito
19 settembre 2013 Esame e rinvio pag. 75

Mostra interventi

24 settembre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 87

Mostra interventi

3 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 51

Mostra interventi

10 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 40- ALLEGATO (Emendamenti) pag.  42

Mostra interventi

14 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 8

Mostra interventi

14 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 15

Mostra interventi

15 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 116- ALLEGATO (Emendamenti approvati) pag.  129

Mostra interventi

15 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 121

Mostra interventi

16 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 85- ALLEGATO (Emendamenti approvati) pag.  101

Mostra interventi

  • GALLETTI Gian Luca, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’università e alla ricerca pagg. 86, 87
  • TOCCAFONDI Gabriele, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’università e alla ricerca pag. 89
16 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 91

Mostra interventi

  • TOCCAFONDI Gabriele, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’università e alla ricerca pag. 98
17 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 63- ALLEGATO 3 (Emendamenti e articoli aggiuntivi approvati) pag.  76

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21 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 159- ALLEGATO (Emendamenti approvati) pag.  167

Mostra interventi

22 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 40- ALLEGATO (Emendamenti approvati) pag. 45

Nascondi interventi

23 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 120- ALLEGATO 1 (Emendamenti e articoli aggiuntivi) pag. 143

Nascondi interventi

23 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 135

Nascondi interventi

23 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 138

Nascondi interventi

24 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 63 

- ALLEGATO (Emendamenti) pag. 81

Nascondi interventi

  • GALLETTI Gian Luca, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’università e alla ricerca pagg. 63, 65
24 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 66

Nascondi interventi

http://www.camera.it/leg17/126?tab=4&leg=17&idDocumento=1574&sede=&tipo=

bollinato

grillo Iniziato esame emendamenti al DL istruzione: 129 inammissibili.

129 sono stati     dichiarati inammissibili. A cassarli la commissione Cultura della Camera che     ieri ha iniziato l’esame degli emendamenti.

Forti le lamentele     da parte dei deputati del Movimento 5 stelle, che si è visto cassare ben 50.

Alle ore 11.30 potrete seguire in diretta streaming la conferenza stampa del #M5S relativa al Decreto Istruzione.
Se volete avere le notizie senza filtri, questa è un’occasione unica:

http://webtv.camera.it/conferenze_stampa

webweb m

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la diretta video e lo storico delle sedute registrate sarà visualizzabile da questo link:

http://webtv.camera.it/commissioni

Questi gli orari di convocazione:

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Legislatura XVII

Elenco generale delle proposte emendative (597) in VII Commissione in sede referente riferite al C. 1574, in ordine di pubblicazione

elenco delle proposte emendative in ordine di pubblicazione AL DECRETO-LEGGE

Per la seduta in corso

aEMENDAMENTI IN COMMISSIONE VII AL DL 104

Gianluca Vacca parlamentare del  MOVIMENTO 5 STELLE ) e l’On.Giammanco del Pdl  membri della VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE hanno   presentato l’emendamenti che abbiamo proposto.

Ora vedremo  se i partiti che a parole ci hanno dato ragione in questi anni e che hanno manifestato solidarietà ed impegni se votano l’abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 che ha gettato sul lastrico e nella disperazione migliaia di colleghi .

Quindi Invitiamo tutte le  forze politiche a  approvare il testo dell’emendamento al DL. 104/13.

Crediamo che dopo 13 anni sia arrivato il momento di risolvere la questione.

Inoltre si fa osservare che il governo nella scorsa legislatura con la Risoluzione n. 8-00196  del 25 luglio 2012 si era impegnato a trovare una soluzione in tempi brevi.

LO STATO ITALIANO HA CREATO DISORDINE E INGIUSTIZIA

e deve riparare  il torto che abbiamo subito.

  Gli Ata e  ITP    erano alle dipendenze delle province e comuni  sono stati trasferiti allo Stato nel 2000.

Il Miur ha negato  il riconoscimento ai fini giuridici ed economici come invece era previsto dall’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 INSERENDO nella legge finanziaria per il 2006 il comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 una  interpretazione «autentica» retroattiva, disconoscendo i diritti acquisiti dai lavoratori ex dipendenti enti locali.

La  Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011 , ha sentenziato che l’applicazione retroattiva della legge di interpretazione autentica, pur legittima in linea di principio, contrasta con l’articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che garantisce il diritto a un processo equo, condannando  quindi , l’Italia a liquidare, in quel processo ( SENTENZA AGRATI   equa soddisfazione Strasburgo  8/11/12),  un milione e ottocento mila euro 124 colleghi ricorrenti.

 I Giudici del Lavoro di diverse   Città italiane  si stanno uniformando  a detta sentenza  disapplicando il comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266  in quanto  in contrasto con il principio dell’equo processo, sancito dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Per questo chiediamo con forza l’abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 

GIAMMANCO CENTEMEROVACCA ABROGAZIONE  218

OLTRE IL DANNO ANCHE LA BEFFA…..ITP

La legge prevedeva per questo personale, nel caso in cui fosse sprovvisto di titolo di studio idoneo, la riconversione professionale che non è mai avvenuta per responsabilità del MIUR e ha preferito inventarsi una classe di concorso provvisoria , la C999 , sorta di limbo in cui collocare tutti gli insegnanti tecnico pratici transitati dagli enti locali allo Stato senza distinzione di titolo e di insegnamento.

Quindi chiediamo che gli emendamenti proposti vengano  approvati.

ROCCHI CAROCCI  ITP PD

ROCCHI CAROCCI  ITP PD 2

VACCA ITPVACCA ITP 2VACCA ITP 3http://www.orizzontescuola.it/news/ata-itp-eell-presentati-emendamenti-dal-pdl-e-dal-m5s-abrogazione-comma-218-nel-dl10413

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=49231&action=view

 

assemblea

Registrazione Assemblea di lodi Vertenza  Ata ee.ll

 .

Diretta nazionale in streaming – video conferenza su youtube dalle 16:00 alle 17:30 c/o il Liceo Scientifico Gandini di Lodi
Il sindacato Unicobas Scuola Lombardia metterà a disposizione per il personale Ata la strumentazione informatica e collegamento internet.
Il link di collegamento verrà postato dieci minuti prima sui gruppi di Facebook.

Si comunica che il 17 Ottobre 2013,dalle h. 16:00 alle h.17:30 è convocata l’assemblea di tutto il personale ATA-ITP EE.LL della Provincia di Lodi   c/o L’aula Magna del Liceo Scientifico “G. GANDINI”viale Papa Giovanni XXIII n 1 ( Lodi )per discutere il seguente Ordine del Giorno:

  • Comunicazioni ultima sentenza Vertenza  Ata ee.ll della provincia di Lodi.

  • Proseguo Ricorso

  • varie ed eventuali

 Interverrà all’assemblea l’ AVV. SULLAM che illustrerà a tutti i colleghi le modalità per il proseguo eventuale del ricorso.

Lodi 30 settembre 2013

Coordinatore ATAee.ll Lodi

Marco Marazzina

COMUNICAZIONE AVV. SULLAMAutorizzazione Aula Magna LICEO GANDINIATA RIUNIONE LODI 2013

Autorizzazione Aula Magna LICEO GANDINI

996008_649705738383639_986010292_nAl momento non è ancora pervenuta alcuna risposta alla richiesta di presentazione dell’emendamento per l’abrogazione del Comma 218 da inserire nel D.L. 104/2013

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00351presentato da CESARO Antimo testo di

Venerdì 27 settembre 2013, seduta n. 86

ANTIMO CESARO, SOTTANELLI, D’AGOSTINO e CIMMINO. —

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. —

Per sapere –

premesso che:

il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), che lavorava nelle scuole e che negli anni settanta era alle dipendenze delle province e dei comuni, fu trasferito alle dipendenze del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca dall’1o gennaio 2000, ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, con la garanzia del mantenimento, ai fini economici e giuridici, dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999, delle mansioni e della sede di lavoro;

per consentire il trasferimento del suddetto personale (circa 70.000 persone in tutta Italia) venne stipulato un accordo (senza valenza contrattuale derogatoria della legge) tra ARAN e CGIL-CISL-UIL-SNALS, poi recepito dal Decreto Interministeriale del 5 aprile 2001;

in base a sopraddetto accordo, finalizzato all’attuazione del trasferimento ed avente valenza temporanea, si stabili, tra l’altro, che l’anzianità maturata da ciascun lavoratore alle dipendenze dell’Ente Locale di provenienza, sarebbe stata riconosciuta con il metodo della «temporizzazione», cioè trasformando la sola retribuzione tabellare del dipendente in anzianità;

venne così costruita un’anzianità «fittizia», assai inferiore all’anzianità effettivamente maturata dal personale trasferito.

In tal modo il personale trasferito perse il trattamento retributivo accessorio, molto più favorevole, previsto dal CCNL enti locali applicato fino al 31 dicembre 1999;  tra il 2001 e il 2005, si verificò un contenzioso di massa, promosso da buona parte del personale ATA ex EE.LL, per affermare il diritto al riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata nell’ente locale di provenienza.

Dalla prima sentenza favorevole, pronunciata dal tribunale di Milano nel mese di marzo 2002 a tutte una serie di sentenze emesse successivamente dalla Cassazione nel 2005, questo diritto venne riconosciuto ai lavoratori che avevano fatto ricorso;

la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 2005), con il comma 218 dell’articolo 1, interpretò il comma 2, dell’articolo 8, della citata legge n. 124 del 1999, trasformando il riconoscimento dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999 in «temporizzazione» dell’anzianità, cioè in anzianità fittizia ed inferiore.

In tal modo le cause ancora in corso tra i lavoratori ed il Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, subirono un «capovolgimento» a favore dell’amministrazione, contrariamente alla giurisprudenza consolidata, fino ad allora, della Suprema Corte di cassazione;

tra il 2007 e il 2009 la Corte costituzionale (con due sentenze, la n. 234 del 2007 e la n. 311 del 2009) ritenne infondata la questione di legittimità della norma «interpretativa»; e la Corte di cassazione e i giudici di merito mutarono la propria giurisprudenza, adeguandosi alle pronunce della Consulta e respingendo i ricorsi, ancora pendenti, dei lavoratori;

ben due sentenze emanate in sede europea hanno contraddetto la giurisprudenza nazionale: la sentenza «Agrati» e la sentenza «Scattolon».

Nello specifico, la sentenza «Agrati» del 7 giugno 2011, pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, stabilì che nella vicenda ATA, lo Stato italiano, con l’articolo 1, comma 218 della legge 266 del 2005, ha violato gli articoli 6 della Convenzione Europea e 1 del Protocollo n. 1 alla stessa Convenzione;

la sentenza «Scattolon» del 6 settembre 2011, pronunciata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea che ha stabilito che il trasferimento del personale ATA dagli enti locali allo Stato deve essere considerato un trasferimento d’azienda e pertanto ricade sotto la direttiva comunitaria in materia, che non consente che l’ente cessionario (il Ministro dell’istruzione dell’università della ricerca) riduca le retribuzioni globali di fatto già godute dal personale trasferito presso l’ente cedente (provincia/comune);

  le due citate sentenze demoliscono una per una le tesi sostenute dal 2007 in avanti dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione poi, e, le stesse sentenze europee dovranno ora essere recepite dai giudici italiani nei processi in corso (circa diecimila, a tutt’oggi, ma, destinate a crescere a parere degli interroganti);

si è al cospetto di una vicenda annosa che ha creato non poche difficoltà economiche a migliaia di famiglie, basti pensare a coloro che sono obbligati a restituire cifre ingenti con rate mensili anche di 400,00 euro, a seguito di sentenze emesse nei giudizi di secondo grado che le Corti di Giustizia Europee hanno dichiarato illegittime;

  con la risoluzione n. 8-00196, approvata nella XVI legislatura e conclusiva del dibattito avuto in Commissione XI il Governo pro tempore si era impegnato affinché, entro tempi brevi, si giungesse ad una equilibrata risoluzione della vicenda, con l’obiettivo di realizzare una definitiva soluzione dell’annosa problematica del personale ITP e del personale ATA, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche –:

  quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, intendano porre in essere al fine di attuare il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n. 266 del 2005;  se non ritengano necessario, garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1o gennaio 2000;  quali iniziative normative intendano attuare, in esecuzione dei principi stabiliti dalle due sentenze europee. (3-00351)

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=49002&action=view&c

http://www.orizzontescuola.it/interrogazione-ata-itp-eell

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=7229&stile=6&highLight=1

Unicobas Scuola continua la sua battaglia  per la giustizia e la difesa degli interessi della categoria e dei lavoratori tutti.

 manifesto sciopero 18 ottobre unicobasFino ad oggi non si è visto alcun segno di discontinuità rispetto ai passati governi nella politica scolastica e non sono neanche state sanate le storture più evidenti viziate di incostituzionalità della precedente gestione:

passaggio dei docenti inidonei nel personale ATA,quota 96, ….

Il tanto sbandierato Testo  decreto legge 104 del 12/9/2013 non ha minimamente sanato i malanni che affliggono la scuola italiana

   

 SCIOPERO GENERALE

DELLA SCUOLA

18 OTTOBRE

Manifestazione a Roma

da  P.zza della Repubblica ore 9.30

CONTRO

  • L’AUMENTO DELL’ETA’ PENSIONISTICA FINO A 70 ANNI

  • IL BLOCCO DEI CONTRATTI E DEGLI SCATTI DI ANZIANITA’

  • L’AUMENTO DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA’ DI PAGA

  • L’AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO LEGATO AI RISULTATI INVALSI

  • LA DECIMAZIONE DEL FONDO D’ISTITUTO

  • IL RICATTO RISERVATO AI DOCENTI INIDONEI NEL D.L. 104/13

  • LA TRUFFA D’ANZIANITA’ VERSO GLI ATA-ITP EX ENTI LOCALI

PER

  • MAGGIORI INVESTIMENTI NELLA SCUOLA PUBBLICA ( NO F-35, NO TAV, …….)

  • AUMENTI SALARIALI E RECUPERO DEL POTERE D’ACQUISTO PERSO DAL 1992 IN POI

  • L’ASSUNZIONE DEI PRECARI SU TUTTI I POSTI VACANTI

  • IL RITIRO DEL DPR 80/13 SUL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE

  • LA RESTITUZIONE DEGLI SCATTI DI ANZIANITA’ SENZA PENALIZZARE IL FIS

  • IL PENSIONAMENTO DEI LAVORATORI A QUOTA 96 AL 31/8/2012

  • L’ABROGAZIONE DEL  comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266

  • L’APPLICAZIONE DELL’ articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 CON IL PIENO RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI ACQUISITI PRIMA DEL TRASFERIMENTO DALL’ENTE LOCALE.

 L’UGUAGLIANZA DEI DIRITTI PER TUTTI I SINDACATI E LA ROTTURA

 DEL MONOPOLIO FASCISTA DEI SINDACATI DI STATO E DI REGIME

 E’ arrivato    Notizie UNicobas n 2/2013

Stampiamolo e diffondiamolo (affiggendolo nelle bacheche delle nostre scuole)

   

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NEWSLa FLC CGIL ha scritto al Capo dipartimento ed alla Direzione Generale per il Personale del MIUR per chiedere che non si prendano iniziative autonome nei singoli territori in merito all’attuazione del Decreto Legge 104 del 12 settembre 2013.

Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni riguardo Uffici territoriali del MIUR che stanno comunicando ai Dirigenti Scolastici di attivarsi per sottoporre a nuova visita i docenti inidonei della loro scuola e a mutare i contratti di utilizzo per gli Insegnanti tecnico pratici.

____________________________________________________________________________________________________________________________________

Roma, 23 settembre 2013

Al Capo Dipartimento per l’Istruzione Dott. Luciano Chiappetta

Alla Direzione generale per il Personale Scolastico Dott. Gildo De Angelis MIUR

Oggetto: segnalazione su problematiche docenti inidonei e ITP C999 e C555.

Sono pervenute a questa organizzazione sindacale segnalazioni giustamente allarmate da parte di docenti inidonei e ITP C999 e C555 i quali, in relazione all’attuazione del D.L. n. 104 del 12 settembre 2013, informano che alcuni Uffici Territoriali (ad es. in Veneto, ed in particolare da parte dell’ATP di Padova con nota del 17 settembre 2013, ma non solo), stiano direttamente comunicando ai Dirigenti Scolastici di attivarsi per sottoporre a nuova visita i docenti inidonei della loro scuola (con indicazioni nominative degli interessati) ai sensi del comma 7, dell’art. 15, del D.L o nel caso degli ITP a mutare i contratti di utilizzo.

La scrivente organizzazione, tenendo conto degli incontri con i sindacati sul tema già convocati al MIUR e tenendo conto che, in base a quanto precede il comma 5 dello stesso articolo 15, il D.L. prevede che la stessa commissione sia integrata da un rappresentante dell’amministrazione, ritiene tali iniziative estemporanee ed inaccettabili, prima che codesto Ministero abbia emanato le necessarie ed opportune indicazioni su tutto il territorio nazionale.

Pertanto si chiede che tali disposizioni locali vengano immediatamente ritirate, in attesa che siano emanate disposizione da parte dell’amministrazione centrale.

Si rimane in attesa di cortese risconto alla presente.

http://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2013/09/22/demansionamento-da-itp-ad-assistente-tecnico/

Fonte:http://www.orizzontescuola.it/flccgil-scrive-al-miur-sullattuazione-sul-dl-104-sui-docenti-inidonei-e-itp

12Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI, umiliati, derubati, ingannati dai legislatori, dai controllori dei legislatori (giudici costituzionali), dai politicanti scambiati per politici, dai servi (e dalle serve) del potere prostituito, dai trafficanti del diritto del lavoro insediatisi nei gabinetti ministeriali per esigenze di “igiene” amministrativa

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI che subiamo e subiremo pesantemente giorno dopo giorno, fino alla morte, gli effetti delle sentenze passate in giudicato che ci hanno visto soccombere dopo la diabolica e infame gestazione di una legge “contra personam” , perniciosamente (per noi) e vergognosamente legittimata dai giudici costituzionali

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI abbiamo sempre rispettato e rispettiamo la Magistratura Ordinaria; discutiamo, critichiamo (civilmente) le sentenze di primo e secondo grado e accettiamo e rispettiamo le sentenze passate in giudicato.

Le sentenze non possono stravolgere le leggi a piacimento dell’interessato, ma possono stravolgere la vita dell’interessato se le leggi che applicano, perché devono essere applicate, sono “contra personam” come nel nostro caso.

Ricordiamo con rabbia impotente, repressa in un digrignar di denti, che la suddetta legge “contra(la nostra) personam” è l’infame “COMMA 218” (art.1 legge 23 dicembre 2005, n. 266, finanziaria 2006 ) del sottogoverno berlusconi-tremonti griffato santanchè.

Il COMMA 218, l’uovo del serpente(velenoso) covato prodi-toriamente tra profumi di fioroni, nel paese dei gel(so)mini petulanti tra i bondi e i monti, tra maronate padane e pacchiate romane, tra brunetti neutrini e pingui verdini.

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI ora dobbiamo anche sopportare le insolenti farneticazioni di berlusconi che osa dichiarare il venir meno dello “Stato di diritto” ! Proprio berlusconi, che direttamente e indirettamente, nel corso di molti anni bui e giulivi, ha umiliato e recato disagio a molte persone per favorire spudoratamente i capricci e i privilegi di altre, ora parla di “diritti negati” con la pelosa solidarietà dei servi e degli stallieri di sempre.

Tutto questo per delle sentenze passate in giudicato, nonostante le leggi “ad(di lui) personam”, riguardanti reati odiosi e conclamati e non interpretazioni di dispositivi giuridico-amministrativi elaborati ad hoc a scopo persecutorio.

Sprofondiamo in un abisso di depressione, rabbia e indignazione

Mala tempora currunt, sed peiora parantur

Stanno passando brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori

Antonio Petazzi

http://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/la-nostra-storia/

http://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2012/02/20/12-anni-dopo-una-vita-fa-tutta-la-vicenda-del-trasferimento-del-personale-amministrativo-tecnico-ausiliario-e-itp-alle-dipendenze-degli-enti-locali/

docentiGli Insegnanti Tecnico Pratici si organizzano per difendere i loro diritti con le unghie e con i denti ed indirettamente i diritti dei colleghi Assistenti Tecnici, sollecitando ad un intervento incisivo le Segreterie Nazionali delle OO.SS. firmatarie del CCNL Scuola.

Il tema è il demansionamento, che da quest’anno scolastico molti USP e Dirigenti Scolastico stanno perpetrando proditoriamente ai danni di ITP e AT utilizzando gli ITP in esubero sui posti che dovrebbero ricoprire gli Assistenti Tecnici in forza di una errata interpretazione dell’art. 4 c. 81 della L. 183/2011.

Ricordiamo che sulla questione si è già pronunciato il Tribunale del Lavoro di Catania a seguito di ricorso proposto da un ITP che era stato “demansionato” dall’USP etneo nel profilo di Assistente Tecnico, orbene, il Giudice Adito, con una recentissima sentenza del 11/7/2013 ha prontamente condannato l’amministrazione scolastica ed ha intimato alla stessa di reintegrare immediatamente il ricorrente nel profilo professionale di Docente.

Alla luce dei fatti la categoria chiede l’intervento immediato al MIUR delle forze sindacali inviando la mail di denuncia (che vi proponiamo di seguito) alle segreterie nazionali di ogni O.S.

Alle Segreterie Nazionali di FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS e GILDA Mail: organizzazione@flcgil.it, cisl.scuola@cisl.it, uilscuola@uilscuola.it, info@snals.it, gilda.naz@uni.net

Oggetto: demansionamento ITP ad Assistenti Tecnici

Buongiorno, la presente per portare alla Vs attenzione il problema indicato in oggetto relativo ai casi sempre più numerosi che si stanno verificando in questi giorni in tutta Italia di Dirigenti Scolastici e USP che stanno demansionando il personale ITP in esubero su posti di AT a 36 h settimanali, probabilmente per una distorta interpretazione dell’art. 4 c. 81 – L. 183/2011. Come sicuramente saprete, la questione è già finita nelle aule giudiziarie del Tribunale del Lavoro di Catania, che con una recentissima sentenza del 11/7/2013 ha imposto all’amministrazione di reintegrare immediatamente il ricorrente nel profilo originario di Docente.

La questione riveste connotati gravi e meritevoli di un Vs urgente intervento, non già per la nostra (già martoriata) figura professionale di ITP ma soprattutto per i colleghi Assistenti Tecnici, che si vedono sottratti indebitamente i posti di lavoro ove in modo illegittimo veniamo posti per abuso d’autorità perseguibile altresì in sede penale per la plateale violazione dell’art. 323 del c.p. Pertanto si chiede innanzitutto un Vs comunicato ufficiale (possibilmente congiunto) sul sito (ad oggi nessuna segreteria nazionale ha espresso pubblicamente la propria posizione in merito all’argomento) e in seconda battuta una Vs richiesta di incontro urgente e chiarimento al MIUR sulla scabrosa e proditoria questione che a tutt’oggi sta passando sotto silenzio.

Nel ringraziarvi di un Vs sicuro e immediato intervento risolutorio vi auguro buon lavoro e vi porgo cordiali saluti.

Luogo, data L’ITP Nome e Cognome

N.B. inviare la mail possibilmente con l’indirizzo di posta elettronica: nome.cognome@istruzione.it P.S. chiediamo l’aiuto di tutti i colleghi ITP, compresi quelli che per loro fortuna hanno ancora le 18 ore di lezione settimanali, e soprattutto chiediamo l’aiuto degli Assistenti Tecnici che per colpa di questi demansionamenti rimangono senza posto di lavoro…

ndr

Tutto questo viene praticato in forza di una distorta interpretazione dell’art. 4 comma 81 della Legge 183/2011, che recita quanto segue: “Allo scopo di evitare duplicazioni di competenza tra aree e profili professionali, negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero, è accantonato un pari numero di posti di assistente tecnico.”

 Il principio contenuto in questo comma non vuole assolutamente dire che se hai un ITP in esubero gli devi far fare l’assistente tecnico… !!!
A chiarirlo nelle aule giudiziarie è stata un recentissima sentenza del l’ 11 luglio 2013 (che vi alleghiamo in visione) del Tribunale del Lavoro di Catania.

http://informazionescuola.it/2013/09/22/demansionamento-da-itp-ad-assistente-tecnico-gli-itp-chiedono-l-intervento-alle-oo-ss-confederali-firmatarie-del-ccnl-scuola/

Il MIUR ha emanato la Nota 9444  “Ipotesi di Accordo 12 maggio 2011.

Prima e seconda posizione economica – Personale ATA

miurA seguito dei rilievi formulati dal Dipartimento della Funzione Pubblica e dal Dipartimento della Ragioneria dello Stato, IGOP del MEF, sulla compatibilità economico finanziaria e sul rispetto dei vincoli normativi della Ipotesi di Accordo 12/05/2011 ed, in assenza, ad oggi, della prescritta certificazione di compatibilità finanziaria, il MIUR comunica agli Uffici Scolastici Regionali di non procedere alla prenotazione della trasmissione di flusso al MEF per la liquidazione del beneficio economico previsto sia per la prima, sia per la seconda posizione economica con decorrenza dal 1° settembre 2013, anche se riferita ad annualità precedenti.

 Ciò perché non viene legittimata l’ipotesi di accordo nazionale sottoscritto fra MIUR e sindacati nel 2011, a causa della normativa in base alla quale il trattamento economico complessivo, compreso quello accessorio, non può superare il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010 (art. 9, comma 1 e 21 ultimo periodo del D.L. n. 78/2010, nonché art. 5 comma 2 D.Lgs 165/2001, come modificato dal D.Lgs 150/2009).

Un atto gravissimo e irresponsabile

che stravolge le regole contrattuali

Prima e seconda posizione economica ATA

Ricordiamo che Il pagamento delle posizioni economiche sono un atto dovuto nei confronti di collaboratori, tecnici e amministrativi che si assumono ulteriori carichi di lavoro e responsabilità aggiuntive.”

Le prime dichiarazioni di Maria Chiara Carrozza 29/apr/2013 :

“…L’istruzione e la conoscenza sono pedine fondamentali per la ripresa culturale ed economica dell’Italia. Investire nella conoscenza significa investire nel futuro…..”

nota-9444-del-18-settembre-2013-prima-e-seconda-posizione-economica-ata

VIICAMERA DEI DEPUTATI

85.

XVII LEGISLATURA

BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

Cultura, scienza e istruzione (VII)

COMUNICATO

La seduta comincia alle 9.

DL 104/2013: Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca. C. 1574, Governo. (Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l’esame del provvedimento

Giovedì 19 settembre 2013

OMISSIS

 L’articolo 15 dispone in materia di personale scolastico, prevedendo la definizione di un piano triennale 2014-2016 per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA – rappresentando, dunque, la prosecuzione di analogo intervento disposto per il triennio 2011- 2013 con l’articolo 9, comma 17, del decreto-legge n. 70 del 2011 – legge n. 106 del 2011 –, la rideterminazione della dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno e l’autorizzazione all’assunzione di ulteriori unità di personale a decorrere dall’anno scolastico 2013/2014; l’abrogazione,dal 1o gennaio 2014, della disciplina in materia di docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute recata dall’articolo 14, comma 13, del decreto-legge n. 95 del 2012, legge 135 del 2012, e la ridefinizione della materia con la previsione di una disciplina a regime per i docenti dichiarati permanentemente inidonei successivamente al 1o gennaio 2014 e di una disciplina transitoria per i docenti già dichiarati permanentemente inidonei alla data di entrata in vigore del decreto-legge;

l’integrazione della disciplina relativa ai docenti delle classi di concorso C999 e C555, recata dall’articolo 14, comma 14, dello stesso decreto-legge 95/2012.

Con riguardo al Piano triennale 2014-2016 per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA, il comma 1 dispone che, in esito ad una sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della scuola, con decreto interministeriale è definito un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA per gli anni 2014-2016.

La relazione tecnica specifica che, in base alla normativa vigente, la metà dei soggetti verrà scelta fra i vincitori del concorso – il cui bando è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 75 del 25 settembre 2012 – e l’altra metà fra i precari presenti nella graduatoria. Inoltre, evidenzia che il personale da assumere è articolato in tre gruppi: personale assunto su posti di organico di diritto già occupati da dipendenti a tempo indeterminato e resisi vacanti e disponibili a seguito di cessazioni dal servizio avvenute a qualunque titolo.

Aggiunge che gli interventi per l’organico dei docenti di sostegno sono contenuti ai commi 2 e 3. In particolare, il comma 2 ridetermina la dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno in misura pari al 75 per cento nell’anno scolastico 2013/2014, al 90 per cento nell’anno scolastico 2014/2015 e al 100 per cento dall’anno scolastico 2015/2016.

A tal fine, novella l’articolo 2, comma 414, della legge n. 244 del 2007, che aveva disposto la rideterminazione della stessa dotazione organica nel triennio 2008-2010, fino al raggiungimento, nell’anno scolastico 2010/2011, di una consistenza organica pari al 70 per cento del numero dei posti di sostegno complessivamente attivati nell’anno scolastico 2006/2007.

Il comma 3, invece, autorizza il MIUR, a decorrere dall’anno scolastico 2013/2014, ad assumere a tempo indeterminato docenti di sostegno a copertura di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico di diritto, sempre utilizzando la procedura autorizzatoria indicata nel comma 1.

La relazione tecnica fa presente che, per effetto del comma 2, si determina, nel triennio, un incremento dell’organico di diritto di 26.684 unità, pari alla differenza tra l’organico di fatto dell’anno scolastico 2006/2007, pari a 90.032 unità, e quello degli anno scolastico 2010/2011 e seguenti, pari a 63.348 unità.

Fa, altresì, presente che, in base al comma 3, tali assunzioni sono autorizzate «in aggiunta alle facoltà assunzionali normali e quindi oltre la semplice sostituzione dei cessati».

La stessa relazione aggiunge che le 26.684 unità si dividono in 12.428 presso la scuola dell’infanzia e la scuola primaria e 14.256 presso la scuola secondaria di I e II grado.

Circa la ridefinizione della disciplina relativa ai docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute, i commi da 4 ad 8 abrogano, dal 1o gennaio 2014, la disciplina in materia di docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute recata dall’articolo 14 del decreto-legge n. 95 del 2012.

L’articolo 19, comma 12-15, del decreto-legge n. 98 del 2011 ha previsto che il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, può presentare – entro 30 giorni dalla dichiarazione di inidoneità – istanza di reimmissione nei ruoli scolastici con la qualifica di assistente amministrativo o tecnico.

Nel caso in cui l’istanza non venga presentata o sia rigettata, è prevista la mobilità intercompartimentale nei ruoli delle Amministrazioni dello Stato, degli enti pubblici non economici e delle università, con mantenimento dell’anzianità maturata e dell’eventuale maggior trattamento stipendiale mediante assegno personale pensionabile riassorbibile.

Il comma 5 dispone l’integrazione delle commissioni mediche operanti presso le ASL con un rappresentante del MIUR designato dal competente Ufficio scolastico regionale, ai fini della dichiarazione di inidoneità del personale docente della scuola.

Il successivo comma 6 definisce la normativa a regime per il personale docente che sarà dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute dopo il 1o gennaio 2014.

In particolare, dispone che a tale personale si applica, anche in corso di anno scolastico, la procedura di cui all’articolo 19, comma 12-14, del decreto-legge 98/2011. In realtà, rispetto alla procedura indicata dalle disposizioni richiamate, si registrano alcune differenze, non vi è, invece, alcun riferimento all’assunzione di tale qualifica con priorità nella provincia di appartenenza e tenendo conto delle sedi indicate dal richiedente.

Il comma 7 reca la disciplina transitoria per i docenti che sono già stati dichiarati permanentemente inidonei per motivi di salute alla data di entrata in vigore del decreto-legge. In particolare, prevede che tale personale è sottoposto a nuova visita medica entro il 20 dicembre 2013.

Ove, all’esito della stessa visita, la dichiarazione di inidoneità non sia confermata, il personale interessato ritorna a svolgere la funzione docente.

Ove, invece, la dichiarazione di inidoneità sia confermata, si applicano le previsioni recate dal comma 6, con decorrenza dei 30 giorni dalla data di conferma dell’inidoneità.

Il successivo comma 8 dispone che il MIUR comunica ogni tre mesi al MEF – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato – e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica le unità di personale trasferite ad altre amministrazioni, e le relative risorse, anche ai fini dell’adozione delle necessarie variazioni di bilancio.

Dispone, altresì, che, per i trasferimenti operati in deroga alle facoltà di assunzione, alle amministrazioni riceventi sono trasferite le corrispondenti risorse finanziarie.

Rileva quindi che, con riferimento alla ridefinizione della disciplina relativa ai docenti delle classi di concorso C999 e C555, il comma 9 prevede che, fermo restando, per riguarda il personale docente titolare della classi di concorso C999 – insegnanti tecnico-pratici degli enti locali transitati nei ruoli dello Stato per effetto dell’articolo 8, comma 3, della legge 124/1999 – e C555 – ex LII/C – esercitazioni di pratica professionale –, quanto previsto dall’articolo 14, comma 14, del decreto-legge 95/2012, circa il transito nei ruoli del personale non docente con la qualifica di assistente amministrativo, tecnico o collaboratore scolastico, in base al titolo di studio posseduto, lo stesso personale può transitare su altra classe di concorso per la quale sia abilitato o in possesso di titolo idoneo, purché non ci siano condizioni di esubero nella provincia di riferimento.

Il comma 10 dispone che il Comitato di verifica tecnico-finanziaria istituito ai sensi dell’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 112/2008, legge 133/2008, verifica gli effetti finanziari delle disposizioni recate dai commi 1-9, ai fini della determinazione del Fondo destinato ad incrementare le risorse contrattuali per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della scuola, di cui al comma 9 dello stesso articolo 64.

OMISSIS

La seduta termina alle 10.30.

 Scarica il PDF         leg.17.bol0085.data20130919.com07

http://www.camera.it/leg17/824?tipo=C&anno=2013&mese=09&giorno=19&view=filtered&commissione=07&pagina=#data.20130919.com07.bollettino.sede00050.tit00010

scuola-pubblicaIl Decreto Istruzione è stato assegnato alla Camera dei Deputati, e questa settimana inizierà l’iter di conversione nella nostra Commissione.

Questo Decreto di fatto è molto fumo e niente arrosto: l’inversione di tendenza, di fatto, non c’è stata, e il governo continua a considerare il mondo della scuola come marginale, invece di metterlo al centro dell’azione di rilancio del paese.

In Parlamento daremo battaglia per cercare di correggere questo decreto! Stiamo già lavorando sugli emendamenti da proporre.

Vi chiedo però di darci una mano: se avete delle proposte emendative inviatemele per emai a vacca_g@camera.it o tramite il mio blog inserendo nell’oggetto PROPOSTA EMENDAMENTI DL ISTRUZIONE.

Sarà mia premura valutarne la fattibilità, presentarli al resto del gruppo M5S in Commissione per poi formularli come emendamenti.

Forza, in MoVimento!!

Qui trovate il testo del decreto: Testo in Gazzetta Ufficiale

http://www.gianlucavacca.it/commissionevii/106-arriva-il-decreto-istruzione-alla-camera

ndr

Prendiamo atto positivamente dell’azione parlamentare che sta manifestando sul piano dell’impegno istituzionale il deputato  Gianluca Vacca  membro VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE) eletto nel Movimento 5 stelle  .

Sarà nostra premura fargli pervenire un emendamento da presentare in commissione per la problematica itp c999

enzo

 

Proposta di emendamento all’art. 15 del Dl 104/2013 riguardanti gli Itp C999 e C555

 

 Per garantire continuità nell’erogazione del servizio scolastico ed educativo e conferire il maggior grado possibile di certezza nella pianificazione degli organici della scuola e non solo assicurare  l’invarianza finanziaria, ma aumentare concretamente il risparmio previsto nel piano triennale di assunzione del personale Docente e Ata, nel triennio 2014/16.

 Visto il Dl 95/2012 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135;

Considerato che l’applicazione del comma 14 dell’art.14 della citata norma è in contraddizione con il titolo in premessa, in quanto genera un impoverimento dell’Offerta Formativa delle Istituzioni Scolastiche coinvolte, con variazione dei servizi offerti ai cittadini e non raggiunge lo scopo prefissato di risparmio previsto dai relatori.

Si propone di emendare il testo del Dl 104/2013 “Misure urgenti in materia di istruzione, universita’ e ricerca” nel seguente modo:

-        il comma 4 dell’art. 15 (personale Scolastico) viene così modificato:

4. A decorrere dal 1° gennaio 2014 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135:

1)  i commi 13, 14 e 15  sono abrogati;

 

 b) il comma 15 dell’articolo 19 del decreto legge 6 luglio 2011, n.

98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e’ abrogato.

-        – il comma 9  dell’art. 15 (personale Scolastico) viene così modificato:

  1. 9.  Considerato che dai monitoraggi effettuati il personale docente titolare delle classi di concorso C999 e C555 è in possesso almeno del titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, lo stesso:

a) transiterà su altra classe di concorso docente della tabella A per la quale sia abilitato e/o su classe di Concorso della tabella C in cui abbia sostenuto Concorso Pubblico anche negli Enti Locali di Provenienza. Allo stesso personale sarà applicato quanto previsto dal comma 17 dell’art. 14 del Dl 95/2012 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135;

b) Nelle more dell’attivazione dell’organico funzionale, dell’area unica del sostegno, dell’incremento dell’attività laboratoriale nei nuovi ordinamenti e di adeguati corsi di riconversione,  il personale docente titolare delle classi di concorso C999 e C555, non utilizzato su insegnamenti previsti delle Classi di Concorso assegnate, sarà utilizzato nelle sedi di appartenenza, per il miglioramento dell’Offerta Formativa per i progetti di Accoglienza, per progetti contro la dispersione scolastica, per attività alternative all’ora di religione cattolica, per le supplenze brevi, in affiancamento agli insegnanti di sostegno  e di supporto alla didattica laboratoriale.

Risparmi

N.B.

Da argomentare

 la norma in questione consente al personale docente delle classi di concorso C555 e C999, in luogo del transito nei ruoli ATA, il transito ad altra classe di concorso della tabella A in cui abbia abilitazione e in classi di Concorso della tabella C per la quale ha sostenuto Concorso Pubblico negli Enti di Provenienza (Considerando che le conoscenze, le competenze, le prove di concorso, effettuate nell’Ente Locale, sono documentabilmente corrispondenti a quelle delle classi  di Concorso della tabella C) . Detta previsione, nella misura in cui si tradurrà in effettivi transiti ad altra classe di concorso (da effettuare entro il triennio 2014/16), determinerà un incremento dei risparmi di spesa originariamente previsti dall’articolo 14 comma 14 del DL 95/2012. Infatti il transito ad altra classe di concorso docente con conseguente riassorbimento di esubero, specialmente con l’attivazione di corsi di riconversione su sostegno, determina una riduzione del numero di supplenti docenti, mentre il transito nei ruoli ATA determina una riduzione nel numero dei supplenti ATA e lo stipendio annuale di un supplente docente è superiore a quello di un supplente ATA. Inoltre permetterà una migliore fruizione del personale scolastico, evitando spiacevoli contenziosi il cui esito potrebbe non essere favorevole all’amministrazione centrale.

 

spendin_thumbnailD.L. 104/2013 e/o Spending review 2:  ITP ex Enti locali in possesso di Maturità Scientifica e/o Classica

Dopo il Governo Monti – il Governo Letta.

 

Due visioni del mondo completamente diverse che convergono su un unico punto in comune:

 Gli ITP ex Enti Locali C999 e gli Itp C555 in possesso della sola maturità liceale sono INIDONEI all’insegnamento.

 Questi docenti che fino a ieri hanno svolto il proprio lavoro nelle classi e nei laboratori degli Istituti Tecnici e dei Licei, oggi vedono negarsi esperienza, competenza e capacità.

 

Anche il D.L. 104/2013 prevede per gli ITP ex Enti Locali e agli Itp C555, in possesso di Maturità Liceale, il passaggio di personale docente (ITP ex Enti Locali) nei ruoli ATA.

 Senza possibilità di riconversione professionale, così come sarebbe giusto ed equo.

 Questo provvedimento distrugge e annienta figure professionali che da almeno vent’anni lavorano nella scuola, prima come docenti assistenti di cattedra nei ruoli provinciali e successivamente all’entrata in vigore della legge 124/99, nei ruoli degli ITP Statali.

 Dimenticando, o facendo finta di dimenticare che la mancata attribuzione delle classi di concorso, utili per l’inserimento nelle graduatorie, doveva essere effettuata dal MIUR con appositi corsi di riconversione e riqualificazione a cui tutti i gli ITP in possesso di diploma di scuola secondaria, di qualsiasi tipologia, dovevano partecipare.

 RITENENDO IRRISORIA l’esperienza acquisita;

 SUPERFLUI i corsi di aggiornamento con attestazioni e certificazioni di valore didattico educativo, rilasciate dal MIUR, svolti durante gli anni i servizio;

 VANIFICANDO il superamento di un concorso per titoli ed esami

il cui programma, impegnativo e vasto, ha previsto il superamento di prove scritte, orali e di laboratorio.

 Tutti noi ITP EX Enti Locali, in possesso di Maturità Liceale ci sentiamo violentati nell’animo e defraudati delle nostre conoscenze e competenze.

 Se questo è il punto da dove riparte l’Istruzione a cui fa riferimento il sig. Letta e tutto lo staff ministeriale ne vogliamo prendere nettamente le distanze e ricordare a tutti i signori ministri che:

 il passaggio obbligato in profilo e mansioni diverse non è consentito dal nostro ordinamento nel quale si prevede che “il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione” (art. 2103 cc e art. 13 dello Statuto dei lavoratori).

 Penso sia Utile Ricordare, inoltre, che hanno giurato su un libello di 139 articoli dal titolo “ Costituzione della Repubblica Italiana”, di cui riporto due articoli indicati tra

I FONDAMENTALI:

…….

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso[cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

 E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 Articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

……….

Per quanto sopra esposto

 

NOI ITP EX ENTI LOCALI e ITP C555 IN POSSESSO DI MATURITA’ LICEALE

CHIEDIAMO

 

a tutte le OO. SS. e  le forze politiche di intraprendere tutte le azioni utili affinché questo violento ed iniquo  provvedimento, nei confronti dei lavoratori della scuola, non venga perpetrato.

 Che sia data a tutti i docenti ITP Ex Enti Locali IN POSSESSO DI MATURITA’ LICEALE la possibilità di partecipare ai corsi di riconversione, così come più volte promesso dal MIUR, financo nell’informativa del 04/07/2012 e nella nota 7591 del 10 ottobre 2012 in cui si stabilivano i criteri per la partecipazione ai corsi, informativa e nota nella quale si evidenziava una precedenza per i docenti appartenenti alle classi di concorso A075, A076, C999, C555.

celentanoCommento On. Alessandro Di Battista  (M5S)

Vi prendono per il culo!

Punto.

Non ci sono altre parole.

Hanno un sistema mediatico connivente che “retwitta” costantemente le balle assolute che i Partiti sparano da 20 anni.Io sono stanco, inizio ad essere stanco.

Non ci sto a farmi prendere per il culo.

Da settembre occorre cambiare marcia (nonostante siamo andati molto bene questi ultimi 2 mesi).

Ci vuole disobbedienza civile, ci vuole fantasia nelle azioni, ci vogliono gesti eclatanti, nonviolenti ma eclatanti.

Il Paese ha fame, non piu’ soltanto di legalita’, di partecipazione, di giustizia, oggi ha fame e basta!

Ognuno di noi si deve svegliare, il tempo della delega del “vediamo che fanno in Parlamento” e’ finito, e non e’ finito solo per Partiti, e’ finito anche per noi del 5 stelle.

Non dovete delegare nemmeno a noi, l’essere umano non e’ perfetto, tende sempre a “contaminarsi”.

Io sogno un Paese dove il Popolo comanda e il Governo obbedisce!

Partecipiamo, svegliamoci.

Non c’e’ altra strada, non c’e’ TV che tenga (e’ in mano loro), non c’e’ emendamento perfetto da presentare (li bocciano tutti), non c’e’ la speranza che i Partiti si rinnovino (e’ come aspettare Godot).

Qua’ o ci prendiamo il Paese o il Paese muore!

Troppa gente non si interessa di politica, lo so, ognuno ha 1000 problemi, non ha tempo.

Siamo stanchi, alienati.

L’alienazione e’ talmente collettiva che prosciuga la speranza.

Ma io non voglio lasciarglielo il mio Paese a certi “banditi”.

Fosse l’ultima cosa che faccio!

Ma i cittadini devono interessarsi alla politica altrimenti la politica si interessa a loro e se lo fa lo fa per prosciugarli.

Io non mi sento un Onorevole ma ho paura che un giorno potrei sentirmi cosi’.

Ho paura di abituarmi all’odore di Montecitorio, al sapore della “fama”, dei follower che fanno i complimenti, del fatto che mi chiamano Presidente se presiedo la commissione.

Io ho paura e ve lo dico.

Bisogna alzare il controllo popolare ragazzi, sempre.

Dovete “rompere i coglioni” ai vostri deputati, e se sono del 5 stelle glieli dovete rompere ancora di piu’.

Oggi la maggioranza bulgara del Governo del nulla assoluto ha rinviato la votazione sul finanziamento ai partiti.

Vogliono andare in vacanza, vogliono ricompattarsi e non vogliono andare contro il PDL (non sia maiiiiiii).

Prima ci prendono per il culo dicendo che hanno risolto tutto e poi rinviano!

Basta, basta, basta.

Ora c’e’ la sosta (e ci serve anche per ricaricarci, io non vi nego che non sono mai stato cosi’ stanco in vita mia) ma a settembre, tra 3 settimane dobbiamo cambiare passo.

Tutti, anche quelli che non hanno votato 5 stelle.

Qua’ o si fa l’Italia o si muore.

La situazione economica e’ gravissima.

Molto di piu’ di quanto possiate immaginare.

Riprendiamoci il Paese incominciando con il controllare e il pungolare i Deputati del 5 stelle.

Perche’ nonostante siamo anni luce avanti rispetto al resto del Parlamento possiamo e dobbiamo dare di piu’.

A riveder le stelle, ma se ci sforziamo le rivedremo prima che sia troppo tardi!

On. Alessandro Di Battista  (M5S)

Ndr

APPOGGIO IN PIENO IL COMMENTO DELL’On. Alessandro Di Battista .

Fino a un paio di giorni addietro pareva che tutto fosse pronto per una rapida approvazione del cosiddetto “decreto D’Alia” che avrebbe dovuto dare una risposta ai problemi del precariato, dei “Quota 96” e dei docenti inidonei.

Invece ieri sera il governo ha approvato l’ulteriore blocco dei contratti, dei salari e degli scatti d’anzianità durerà fino al 31 dicembre 2014 che aggraverebbe la nostra condizione non solo non ci sono misure a favore per la scuola  ma c’è addirittura un provvedimento che peggiora ulteriormente la situazione.

Il regolamento prevede non solo il blocco di ogni forma di adeguamento retributivo, classi, scatti di stipendio e progressioni di carriera comunque denominate, ma anche una ulteriore riduzione dell’ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale ( fondo di istituto).

 L’0n. Gianluca Vacca    Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE membro VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE) ha chiesto al Sottosegretario   ROSSI DORIA MARCO         di fare un incontro con noi  a settembre al Ministero, bisogna organizzarsi  per continuare la lotta organizzando  gesti eclatanti, non violenti ma eclatanti. 

ENZO

 

 2_-Il-Governo-si-insediaIl Consiglio dei ministri, nel corso  della seduta dell’8 agosto ha approvato un regolamento che proroga il  blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici  dipendenti sino al 31 dicembre 2014.

Il Consiglio ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere       espresso dalle Commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, un       regolamento che proroga il blocco della contrattazione e degli automatismi       stipendiali per i pubblici dipendenti.

L’adozione del regolamento si rende       necessaria per la particolare contingenza economico-finanziaria, che       richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati       già scontati sui saldi di finanza pubblica.

Sussistono infatti condizioni di eccezionalità tali da giustificare la   proroga al 31 dicembre del 2014 di una serie di misure in materia di       pubblico impiego, comunque con un orizzonte temporale limitato, come       richiesto nei pareri delle Commissioni parlamentari che hanno espresso   parere favorevole sul provvedimento.

In particolare vengono prorogati:

  • il blocco dei trattamenti economici individuali;

  • la riduzione delle indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di   diretta collaborazione dei Ministri e l’individuazione del limite massimo       per i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi       dirigenziali;

  • il limite massimo e la riduzione dell’ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale;

  • i blocchi riguardanti meccanismi di adeguamento retributivo, classi e   scatti di stipendio, le progressioni di carriera comunque denominate del  personale contrattualizzato e di quello in regime di diritto pubblico.

 

FONTE: Orizzonte della scuola

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=72539

 

 

 

 

 

approvato-thumb-200x205-11128“Oggi in sede di commissione Cultura è stata approvata all’unanimità una risoluzione a prima firma Gianluca Vacca (M5s) con la quale il Governo si impegna a risolvere la vicenda dei docenti inidonei e degli insegnanti tecnico-pratici (C555, C999)”.

Lo dichiarano i deputati del M5S in commissione Cultura.

“Il Governo Monti, con la cosiddetta spending review, aveva previsto il transito forzoso dei docenti che, per motivi di salute, non sono più idonei all’insegnamento e quindi impegnati in altre mansioni – biblioteche scolastiche, laboratori – ad incarichi amministrativi.

Tale trasferimento – spiegano i deputati del M5s – avrebbe comportato sia un impoverimento per l’offerta formativa delle scuole, sia problemi per la funzionalità del servizio scolastico dal momento che questi docenti non sono formati professionalmente per svolgere ruoli amministrativi.

Infine, tale trasferimento avrebbe comportato una riduzione dei posti Ata.

Con l’approvazione di questa risoluzione, invece, il Governo si è impegnato a trovare una soluzione anche normativa alla vicenda.

Tra l’altro la questione potrebbe essere oggetto di discussione in uno dei prossimi consigli dei ministri.

L’approvazione avvenuta oggi in sede di commissione ha scongiurato l’eventualità che il Governo potesse emanare il decreto attuativo della spending review e quindi rendere attuativi tali trasferimenti.

Noi del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura – concludono – ci siamo spesi per dare risposta a questa criticità e ci riteniamo soddisfatti per il risultato ottenuto e per il fatto che tale risoluzione abbia ricevuto il consenso all’unanimità da parte delle altre forze politiche”.

ATTO CAMERA

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00029

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17 Seduta di annuncio: 28 del 04/06/2013

Abbinamenti

Atto 7/00048    abbinato in data 27/06/2013 Atto 7/00053    abbinato in data 27/06/2013 Atto 7/00054    abbinato in data 27/06/2013

Firmatari

Primo firmatario: VACCA GIANLUCA Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE Data firma: 04/06/2013

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
GALLO LUIGI MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
BATTELLI SERGIO MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
BRESCIA GIUSEPPE MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
DI BENEDETTO CHIARA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
D’UVA FRANCESCO MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
MARZANA MARIA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
VALENTE SIMONE MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
CHIMIENTI SILVIA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
ROSTELLATO GESSICA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
COMINARDI CLAUDIO MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
RIZZETTO WALTER MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
LABRIOLA VINCENZA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
PRODANI ARIS MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
BECHIS ELEONORA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
TRIPIEDI DAVIDE MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
CIPRINI TIZIANA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
Commissione assegnataria

Commissione:         VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)     Commissione:         XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)    

Stato iter:

concluso

Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE 27/06/2013
              VACCA GIANLUCA         MOVIMENTO 5 STELLE
 
INTERVENTO PARLAMENTARE 27/06/2013
              VACCA GIANLUCA         MOVIMENTO 5 STELLE
              GHIZZONI MANUELA         PARTITO DEMOCRATICO
 
DICHIARAZIONE GOVERNO 27/06/2013
              ROSSI DORIA MARCO         SOTTOSEGRETARIO DI STATO ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA
 
INTERVENTO GOVERNO 16/07/2013
              ROSSI DORIA MARCO         SOTTOSEGRETARIO DI STATO ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA
 
INTERVENTO PARLAMENTARE 16/07/2013
              COSCIA MARIA         PARTITO DEMOCRATICO
              PIZZOLANTE SERGIO         IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE
              MELILLA GIANNI         SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
              VACCA GIANLUCA         MOVIMENTO 5 STELLE
              AIRAUDO GIORGIO         SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
Fasi iter:

DISCUSSIONE CONGIUNTA IL 27/06/2013 DISCUSSIONE IL 27/06/2013 RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 27/06/2013 DISCUSSIONE IL 16/07/2013 RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 16/07/2013

Atto Camera
Risoluzione in commissione 7-00029

presentato da

VACCA Gianluca

testo

Martedì 4 giugno 2013, seduta n. 28

Le Commissioni VII e XI,    premesso che:     il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, cosiddetto decreto sulla spending review, all’articolo 14, relativo alla «Riduzione delle spese di personale», prevede:

  1) al comma 13 che: «Il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, (…) transita nei ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausiliario con la qualifica di assistente amministrativo o tecnico (…)»;

2) al comma 14 che: «Il personale docente attualmente titolare delle classi di concorso C999 e C555, (…) transita nei ruoli del personale non docente con la qualifica di assistente amministrativo, tecnico o collaboratore scolastico in base al titolo di studio posseduto. (…)»;

3) al comma 15 che: «Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro dell’economia e delle finanze, (…) sono stabiliti i criteri e le procedure per l’attuazione dei commi 13 e 14»; in conseguenza di ciò, il precedente Governo ha elaborato un decreto attuativo del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Profumo, in attesa di adozione definitiva;     quanto disposto dal suddetto decreto danneggia significativamente la funzionalità degli istituti scolastici e l’utilizzo di un corretto e adeguato servizio scolastico da parte degli alunni e delle rispettive famiglie nelle scuole di ogni ordine e grado, oltre ovviamente a penalizzare il personale docente permanentemente inidoneo, gli insegnanti tecnico-pratici delle classi di concorso C555 e C999, i quali saranno, in conseguenza dell’adottando decreto interministeriale, dirottati sui ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA);     con il decreto suddetto, gli standard di funzionalità di tutti gli uffici scolastici, in particolare quelli delle segreterie alle quali si rivolgono gli alunni e le rispettive famiglie per l’acquisizione degli adeguati e completi servizi scolastici, saranno senz’altro compromessi dalla diminuzione di personale formato ed esperto nelle procedure amministrative, finanziarie e organizzative gestite dalle scuole per l’attuazione dell’offerta formativa con un danno rilevante per tutto il settore scolastico;     appare altamente probabile che i dipendenti affetti da gravi patologie, fisiche e o psichiche che siano, necessitino di soventi visite mediche, oppure possano incorrere in aggravamenti delle proprie condizioni di salute, essendo costretti ad assentarsi frequentemente per le cure, circostanza che costringerebbe l’istituzione scolastica a ricorrere nuovamente a figure supplenti, con un’ulteriore penalizzazione del servizio scolastico per alunni, docenti e operatori del settore tutti;     l’adozione del decreto interministeriale non potrà che essere foriera di conseguenze nefaste sui piani dell’offerta formativa (POF) delle singole istituzioni scolastiche, le quali, evidentemente, non potranno più vantare, tra l’altro, la possibilità di offrire i servizi di biblioteca ed organizzazione di conferenze, attualmente gestiti dalla maggior parte dei docenti inidonei, nonché delle cosiddette funzioni strumentali, ovvero delle esercitazioni di laboratorio, attualmente gestite dagli insegnanti tecnico pratici (ITP) delle classi di concorso citate;     le disposizioni di cui all’articolo 14 del decreto-legge riuscirebbero nel difficile obiettivo di danneggiare tutti gli operatori del settore scolastico coinvolti, tra gli altri, in particolare: i docenti idonei i quali, oltre al cambio di ruolo, rischiano di non svolgere adeguatamente il servizio richiesto dagli alunni e dalle rispettive famiglie, con un forte disservizio per tutto il settore scolastico ed il personale ATA precario, il quale rischia di vedere vanificata la propria aspirazione ad un adeguato riconoscimento della professionalità a causa dell’occupazione di tutti i posti vacanti e disponibili da parte del personale transitato da altri ruoli,

impegnano il Governo

in base alle considerazioni di cui in premessa, ad adottare tutte le iniziative idonee ad assicurare la piena e corretta funzionalità del servizio scolastico nazionale per docenti, personale ATA, allievi e rispettive famiglie per quanto di competenza, e le necessarie iniziative normative volte a definire una volta per tutte soluzioni concordate con tutte le parti coinvolte. (7-00029) «Vacca, Luigi Gallo, Battelli, Brescia, Di Benedetto, D’Uva, Marzana, Simone Valente, Chimienti, Rostellato, Cominardi, Rizzetto, Labriola, Prodani, Bechis, Tripiedi, Ciprini».

 ghizzoni

Resoconto dell’ On. Manuela Ghizzoni della seduta in Commissione Bilancio, dell’atto n.249, concernente la modifica all’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di requisiti di accesso al trattamento pensionistico per il personale della scuola (esame testo unificato C. 249 e abb. – Rel. Saltamartini).

Ricordiamo che i colleghi  della Quota 96 sono stati bloccati dalla possibilità di andare in pensione con i prerequisiti anteriori alla riforma Fornero per un errore di data sulla finestra di uscita, che per il personale scolastico è il 31 agosto e non il 31 dicembre.

Un breve resoconto della seduta in Commisione Bilancio, chiamata ad esprimersi sui profili economici finanziari della nostra proposta.

Inizio con gli elementi positivi:

1. la relatrice ha affermato che il problema posto dal pdl è di “interesse rilevante”, poichè trattasi verosimilmente di “un errore formale della riforma Fornero”;

2. il Governo – rappresentato dal sottosegretario Baretta – in scia alla relatrice, si è soffermato sulla specificità della finestra unica al 31 agosto del comparto scuola;

3. anche il capogruppo PD, Marchi, ha ribadito questo aspetto e ne ha rilanciato un altro, relativo ai maggiori risparmi prodotti dall’applicazione della riforma Fornero, che i recenti dati attuariali stimano in 80 miliardi al 2021;

4. Corsaro, FdI, ha dichiarato corretta  la richiesta di inclusione dell’a.s. 2011/2012 nella clausola di salvaguardia prevista dall’art. 24 del DL SalvaItalia.

Elemento negativo, ma prevedibile dato il dibattito già avvenuto in Commissione Lavoro e richiamato nel dossier della Comm. Bilancio sull’Analisi degli effetti finanziari (mi riferisco alle analisi dell’INPS e del MIUR):

1. richiesta da parte della relatrice (condivisa dai componenti della commissione) di una dettagliata relazione tecnica e dell’”avviso del Governo” da consegnare entro giovedì in ordine alla platea, alla propensione al pensionamento di questi lavoratori e in particolare dell’esercizio dell’opzione del pensionamento d’anzianità, agli effetti depressivi sulla domanda di alcolici a fronte di un aumento del prezzo di vendita (si tratta della copertura individuata dalla commissione Lavoro), ad altre possibili coperture (su questo aspetto il presidente Boccia ritiene che vi sia margine per recuperare risorse senza ricorre a nuove tasse).

Tra 6 giorni sapremo definitivamente che indirizzo avrà la nostra vicenda.

E non saranno giorni che lasceremo passare invano.

Sarà troppo tardi poi per andare in pensione il 1 di settembre?

Ammetto che non sono in grado di rispondere, ma adesso la priorità è orientata ad un solo obiettivo: “portare a casa la legge”.

Aggiungo che comunque fino ad ora non c’era mai stata – a parte alcune voci isolate – la diffusa convinzione che di errore si è trattato e che esso va emendato.

ps: a chi ritiene che nell’iter della legge si sia perso tempo, consiglio di andare a ripercorre quello della pdl 249 e di confrontarlo con altre leggi di analogo peso contenutistico (riforma pensionistica) e finanziario

Fonte : orizzonte della scuola

“velocizzare l’iter legislativo”

puglisi

Oggi continua la protesta con un presidio

davanti alla Camera.

Una delegazione dei manifestanti, composta da una rappresentante dell’Esecutivo nazionale Cobas e da un rappresentante  delle componenti coinvolte dal passaggio “ forzato” dei docenti inidonei sui profili del personale amministrativo e tecnico è stata ricevuta dal Presidente del Senato Pietro Grasso e dai capigruppo della Commissione Istruzione, i senatori Puglisi ( PD), Morra (M5S), Centinaio (Lega), Liuzzi (PdL), Giannini ( Scelta Civica), Petraglia ( SeL).

La delegazione ha ricostruito l’intera vicenda che vede i docenti inidonei da ben tre anni al centro di una operazione definita ‘sbagliata’ dagli stessi esponenti politici presenti, che non a caso hanno presentato in Senato due disegni di legge ( abrogativi dell’attuale norma che prevede il trasferimento dei docenti aff etti da gravi patologie sui posti del personale amministrativo e tecnico delle segreterie scolastiche , con un evidente e insostenibile aggravio di lavoro ) sottoscritti da tutti i partiti.

In considerazione dell’urgenza di trovare una copertura di bilancio per permettere ai disegni di legge unificati di essere approvati in via def initiva, la delegazione ha avanzato delle proposte concrete nel merito, che il Presidente del Senato ha ascoltato con attenzione e interesse , dichiarando: ” sono sensibile e vicino a questi lavoratori, e mi impegno a velocizzare l’iter legislativo”.

Al termine dell’incontro docenti inidonei, precari amministrativi e tecnici, ITP e Cobas, si sono ritrovati in Piazza delle Cinque Lune, per f are il punto della situazione e dopo aver dato una valutazione positiva dell’incontro, sia per l’impegno assunto dal Presidente Grasso che per la concreta partecipazione degli esponenti politici alla ricerca di una positiva soluzione delle problematiche in campo, hanno, in ogni caso conf ermato l’appuntamento per la mobilitazione prevista per domani presso Piazza Montecitorio dove, dalle ore 10 alle 13, si svolgerà un Convegno all’aperto e un presidio, in occasione del quale è stato chiesto un incontro con il Presidente della Camera, Laura Boldrini, e con i capigruppo della Camera.

Il presidente del Senato si impegna a velocizzare

l’iter legislativo a favore dei docenti inidonei

Fonte : orizzonte della scuola

ndr

Precari e inidonei rimangono bloccati dalle coperture di bilancio, non si decide per la stabilizzazione perché potrebbero non esserci i soldi, ma nel frattempo si cerca di varare il decreto “del fare” nel quale si spendono 13 miliardi di euro per gli inutili e non funzionanti F-35, si permette ai politici di mantenere le doppie cariche di sindaco e di viceministro, dove si dice no alla sospensione dei rimborsi elettorale e si all’incasso di 90 milioni di euro per i partiti……….

img_trib«Allora esiste un giudice a Berlino »

Ci sarà pure un giudice a Berlino, diceva il mugnaio di Potsdam che nella seconda metà del ’700, opponendosi al sopruso di un nobile, si rivolgeva a tutte le corti di giustizia germaniche per avere “giustizia”, fino ad arrivare a Federico il Grande.

Il 9 di febbraio  il Giudice del Lavoro del Tribunale di Vibo Valentia  si è espresso sulla questione relativa al riconoscimento dell’anzianità maturata dal personale ATA proveniente dagli Enti Locali disapplicando la legge finanziaria per il 2006, in quanto ha ritenuto che l’art. 1 della Legge n° 266/2005 si ponga in contrasto con il principio dell’equo processo, sancito dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

PRIMA O POI LA GIUSTIZIA COMPIE IL SUO CORSO.

12

 scarica  Sentenza giudice del lavoro Vibo Valentia

        Il 13 gennaio 2012 il Giudice del Lavoro del Tribunale di Treviso

                     scarica  sentenza Tribunale di TV del 13gen2012 – ATA ex EELL

Tribunale di Monza SENT-178/12 DEL 29/02/12

                       scarica      Sentenza Monza ata n°178-12 del 29-02-2012

Aspettando Godot  …….

5/00271)

godotAspettando Godot è senza dubbio la più celebre opera teatrale di Samuel Beckett nonché uno dei testi più noti del teatro del Novecento.

Parlarne, dunque, è molto difficile.

Se chiedete ad una persona digiuna di teatro che cosa è Aspettando Godot è molto probabile che otteniate comunque una qualche risposta.

Vi verrà detto che è la storia di qualcuno che alla fine non arriva.

UNA STORIA INFINITA

La Corte europea dei diritti umani  ha condannato l’Italia a risarcire 124 dipendenti pubblici che erano stati privati di ogni indennità con il passaggio da impiegati degli enti locali a impiegati dell’amministrazione statale.

Ingenti i risarcimenti individuali che nel complesso arrivano a quasi un milione e ottocentomila euro (anche oltre gli 82mila euro per dipendente).

Sotto accusa la Legge Finanziaria 2006 che non riconosceva il dovuto salariale ai dipendenti pubblici che, sballottati dall’iter giudiziario italiano, si sono rivolti direttamente a Strasburgo.

Secondo i giudici della Corte, l’articolo 1 della Finanziaria 2006 “ha pesato in modo anormale ed esorbitante” sui ricorrenti “portando nei loro confronti un pregiudizio di sproporzionato”.

In questo modo, sempre a parere dei giudici di Strasburgo, si è rotto di fatto “il giusto equilibrio tra l’interesse generale e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo”.

Confidiamo ad una soluzione politica o saremo costretti a presentare migliaia di ricorsi che a tutto oggi risultano ancora attive sul territorio Nazionale circa 11.000 su  70.000 colleghi.

 Invitiamo il  Parlamento ad esaminare le seguenti questioni:

1. Abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e applicazione dell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999  nella sua originaria formulazione con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio sia per il personale andato in quiescenza dopo l’1/1/2000.

2. Blocco immediato delle richieste di recupero, da parte del Ministero dell’Economia e delle Ragionerie Territoriali dello Stato, delle somme percepite dal personale ATA a seguito delle sentenze favorevoli di primo o secondo grado.

Si chiede l’applicazione della  risoluzione n. 8-00196  e un nuovo inquadramento di ricostruzione di carriera sulla base dell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 e visto il momento tragico che l’Italia sta attraversando economicamente per mancanza di liquidità siamo disponibili a acconsentire al pagamento degli arretrati dilazionando in più anni con titoli di stato (bot-btp) e/o trovare una forma che indennizzi forfettariamente il sopruso che abbiamo subito  in questi anni.

SENTENZA AGRATI EQUO INDENNIZZO

http://wp.me/p16ISq-174

(enzo)

xi-lavoroDopo   innumerevoli pressioni  ai politici bipartisan siamo riusciti a far discutere ancora una volta del nostro problema.

Vedremo se la nostra fiducia  nella  politica venga ripagata.

Ringrazio l’ On. MALPEZZI SIMONA per la disponibilità e invito tutte le forze politiche ad appoggiare in commissione l’interrogazione sotto riportata.

Ndr

(enzo)

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE  5/00271

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17 Seduta di annuncio: 29 del 05/06/2013

malpezziPrimo firmatario:

MALPEZZI SIMONA FLAVIA

Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO

Data firma: 05/06/2013

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
COSCIA MARIA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
BLAZINA TAMARA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
D’OTTAVIO UMBERTO PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
BONAFE’ SIMONA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
CAROCCI MARA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
MANZI IRENE PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
MALISANI GIANNA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
ZAMPA SANDRA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
BOSSA LUISA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
COCCIA LAURA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
ORFINI MATTEO PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
ASCANI ANNA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
RAMPI ROBERTO PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
ROCCHI MARIA GRAZIA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
PICCOLI NARDELLI FLAVIA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
NARDUOLO GIULIA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
RACITI FAUSTO PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
PES CATERINA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013

Commissione assegnataria

Commissione:         XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)

Destinatari

Ministero destinatario:

  •         MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

  •         MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Attuale delegato a rispondere:

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI     delegato in data 05/06/2013

Stato iter: IN CORSO

Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 05/06/2013

   MALPEZZI, COSCIA, BLAZINA, D’OTTAVIO, BONAFÈ, CAROCCI, MANZI, MALISANI, ZAMPA, BOSSA, COCCIA, ORFINI, ASCANI, RAMPI, ROCCHI, PICCOLI NARDELLI, NARDUOLO, RACITI e PES. —

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Per sapere

– premesso che:    il 25 luglio 2012 veniva approvata la risoluzione n. 8-00196;    tale risoluzione ripercorreva la vicenda del personale ausiliario ed amministrativo (ATA) e degli insegnanti tecnico pratici (ITP) trasferiti, secondo  articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999, dai ruoli degli enti locali a quelli dello Stato attraverso il riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza;

  il succitato  articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 garantiva ai lavoratori il riconoscimento delle anzianità maturate e l’inquadramento nelle qualifiche corrispondenti;

  l’accordo del  20.07.2000 l’ARAN e le OO.SS ha stravolto l’ articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999, determinando l’inquadramento del personale trasferito allo Stato non più attraverso il riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza (come stabilito dalla legge),bensì attraverso quanto percepito nell’ente di provenienza, al netto di tutte quelle indennità che negli enti locali contribuivano in massima parte a determinare l’entità dello stipendio stesso, inserendo un non ben identificato principio della cosiddetta «temporizzazione»;

il suddetto accordo ha determinato l’obbligo della restituzione di ingenti somme di denaro sino allora percepite dal personale interessato, penalizzando ulteriormente la situazione economica già difficile di molte famiglie;

  lo stesso accordo ARAN in applicazione dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, al punto 6 dell’articolo 2, sancisce che: «Agli ITP e agli assistenti di cattedra appartenenti alla VI qualifica funzionale degli enti locali si applicano gli istituti contrattuali della scuola per quanto attiene alla funzione docente»;

occorre peraltro ricordare che l’articolo 8 della legge n. 124 del 1999 ha stabilito il trasferimento degli insegnanti tecnico pratici e del personale ATA, dai ruoli degli enti locali a quelli dello Stato, garantendo loro il completo riconoscimento dell’anzianità maturata presso l’ente di provenienza;

il citato articolo 8 della legge n. 124 del 1999 ha determinato, inoltre, una netta distinzione tra le due figura professionali, collocando il personale ATA al comma 2 e gli insegnanti tecnico-pratici al comma 3;

  i criteri di inquadramento adottati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca risultano in contrasto con la specifica disposizione contenuta nell’articolo 8, comma 2, della legge n. 124, norma con la quale il legislatore aveva inteso riconoscere ai fini giuridici ed economici l’intera anzianità di servizio maturata presso l’ente locale di provenienza;

  una parte della giurisprudenza di merito ha ritenuto che la pretesa degli ATA e ITP in parola non potesse trovare accoglimento posto che al citato articolo 8 della legge n. 124 del 1999 è stata data attuazione mediante decreto ministeriale di recepimento di apposito accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali più rappresentative, cui è stata riconosciuta valenza normativa ex articolo 2 del decreto legislativo n. 165 del 2001;

   il contenzioso determinatosi dopo l’applicazione dell’accordo ARAN ha visto il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca soccombere nella quasi totalità delle sentenze dei tribunali, delle corti di appello e nella totalità delle sentenze di tutte le sezioni della Corte di cassazione che hanno smentito l’accordo ARAN ritenuto privo di natura normativa ripristinando così come previsto dall’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, il diritto del personale al riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente di provenienza;

la legge finanziaria per il 2006 (articolo 1, comma 218) dettando un’interpretazione «autentica», disconosceva i diritti acquisiti dai lavoratori ex dipendenti locali;

  nel 2007 la Corte costituzionale ha ravvisato la legittimità dell’articolo 1, comma 218, della citata disposizione, ed in conseguenza della nuova legge, la Corte di cassazione, di fatto smentendo se stessa nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti, ha dato torto ai lavoratori;

   va peraltro ricordato, in analogia con quanto sopra riportato, che il suddetto comma 218 esclude totalmente dalla sua formulazione il personale docente ITP;

infatti esso recita così: «Il comma 2 dell’articolo 8 della legge 1999, n. 124, si interpreta nel senso che il personale degli enti locali trasferito nei ruoli del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) statale è inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali dei corrispondenti ruoli statali sulla base del trattamento economico complessivo in godimento dell’atto del trasferimento», a riprova che il personale ITP sia escluso dalla legge finanziaria per il 2006, che faceva riferimento solo agli ATA, vi è il fatto che le sentenze e le ordinanze emesse dalla Corte costituzionale, che ha ritenuto legittimo il comma 218 della finanziaria sulle ordinanze di rinvio emesse da tribunali e corti di appello, si sono unicamente riferite al comma 2 dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, riguardante, appunto, il personale ATA e mai gli insegnanti tecnico pratici di cui al comma 3 dell’articolo 8 della suddetta legge;

   nella legge finanziaria per il 2008 (legge n. 244 del 2007) si rimandava la soluzione dell’annosa questione alla contrattazione collettiva nella stipula dell’allora successivo contratto collettivo nazionale;

   da allora più nulla è avvenuto se non la richiesta ai lavoratori che avevano vinto le cause di restituzione delle somme percepite a seguito delle sentenze favorevoli;

   successivamente, con una sentenza emessa il 7 giugno 2011,la Corte europea dei diritti umani ha riconosciuto che in seguito al comma 218  dell’articolo 1 della legge n. 266 del 2005, i lavoratori si sono visti negare il diritto ad un giusto processo, quindi lo Stato italiano ha violato l’articolo 6, comma 1, della Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Inoltre, la giurisprudenza a loro favorevole fino a quel momento aveva fatto maturare in essi un «legittimo affidamento» e di conseguenza l’aspettativa di avere soddisfazione.

La Corte ha respinto tutti gli argomenti presentati dal Governo, compreso il richiamo alla causa di utilità pubblica come giustificazione dell’ingerenza della legge nella giurisprudenza;

con sentenza n. C-108/10 del 6 settembre 2011, la Grande Sezione della Corte di giustizia europea ha definitivamente confermato la correttezza delle richieste del personale di cui in premessa, sancendo l’illegittimità di un inquadramento comportante «un peggioramento retributivo sostanziale per il mancato riconoscimento dell’anzianità da loro maturata presso il cedente, equivalente a quella maturata da altri lavoratori alle dipendenze del cessionario»;

la citata risoluzione n. 8-00196 non solo sottolineava la necessità di trovare una soluzione per questa delicata e annosa questione, anche al fine di bloccare immediatamente le richieste di recupero illegittimo delle somme già corrisposte agli ITP, prima dell’emanazione comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che rappresenta un onere assolutamente insostenibile per le famiglie coinvolte,oltre che delle somme percepite dal personale ATA a seguito delle sentenze favorevoli di primo e secondo grado, atteso anche che la Corte di Cassazione ha cassato diverse sentenze precedenti, rinviandole alle corti di appello, ma impegnava il Governo «a definire un percorso che pervenga, entro tempi brevi, ad una equilibrata risoluzione della vicenda di cui in premessa, con obiettivo di giungere ad una definitiva soluzione della questione del personale ITP e del personale ATA,che si protrae ormai da molto tempo, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche;

   nonostante la risoluzione nulla ad oggi è cambiato –: in quale modo i Ministri interrogati intendano intervenire per dare attuazione a quanto stabilito nella risoluzione sopra citata.5/00271)

7ª Commissione permanente(316) Puglisi ed altri. - Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(728) Centinaio. – Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 19 giugno scorso, nel corso della quale – ricorda il Presidente – si era svolta la relazione.

Prima dell’apertura del dibattito, la relatrice PUGLISI (PD) sollecita nuovamente l’Esecutivo a fornire i dati sul numero effettivo di docenti e insegnanti tecnico-pratici (ITP) coinvolti, tenuto conto che alcuni di essi sono rientrati in servizio, ovvero sono stati collocati in quiescenza.

Ciò, al fine di comprendere l’esattezza della copertura finanziaria, che risulta ineccepibile sul piano tecnico ma va rapportata al contingente di docenti interessati.

Rammenta peraltro che il risparmio preventivato dal decreto-legge n. 95 del 2012 non teneva conto dei costi derivanti dalle sostituzioni per malattia dei docenti collocati nei ruoli ATA.

Coglie indi l’occasione per domandare chiarimenti sulla permanenza dell’istituto della dispensa, attraverso il quale in particolari condizioni di salute, è possibile per gli insegnanti richiedere la pensione anticipata.

Ravvisa al riguardo eccessive disparità di trattamento, tenuto conto che alcune direzioni scolastiche regionali consentono il ricorso alla dispensa, mentre altri no.

Occorre dunque a suo giudizio un’interpretazione univoca dal parte del Ministero sulla possibilità di fruire di tale strumento, eventualmente attraverso una circolare.

Infine, ribadisce l’unanime volontà politica volta a porre rimedio alla doppia ingiustizia nei confronti dei docenti inidonei e dei precari ATA.

Concorda la senatrice Petraglia (Misto-SEL), la quale sollecita a sua volta l’Esecutivo a chiarire le proprie intenzioni politiche a fronte della convergenza registratasi fra tutti gli schieramenti.

Occorre infatti reperire le risorse necessarie per sostenere finanziariamente i disegni di legge altrimenti l’esame rischia di diventare un mero esercizio di dialettica legislativa.

Il sottosegretario Toccafondi riconosce che i temi della quantificazione e della copertura erano già stati sollevati nell’esposizione introduttiva della relatrice. Prende atto peraltro delle intenzioni del Parlamento, ribadendo la necessità di compiere ulteriori approfondimenti sul numero degli interessati onde poi affrontare il difficile tema del reperimento delle risorse.

Quanto all’istituto della dispensa, concorda con l’esigenza di imprimere un indirizzo uniforme, che è allo studio del Ministero.

Si riserva dunque di fornire i chiarimenti richiesti in una prossima seduta.

In ultima analisi fa presente che sull’argomento in esame, oltre ai disegni di legge in titolo, vi sono anche atti di sindacato ispettivo e atti di indirizzo, rispetto ai quali il ministro Carrozza ha manifestato, in sede di dichiarazioni programmatiche, l’intenzione di intervenire, compatibilmente con i vincoli di bilancio.

Il Presidente prende atto con soddisfazione della grande attenzione al tema, che testimonia l’unità di intenti di tutte le forze politiche e consentirà alla Commissione di sostenere l’Esecutivo nella ricerca di una soluzione adeguata al problema degli inidonei e degli ITP.

In considerazione delle affermazioni del Sottosegretario, sollecita comunque il Governo a fornire entro la settimana prossima le risposte richieste sulla quantificazione e la copertura e propone conseguentemente di attendere tali chiarimenti prima di dichiarare aperta la discussione generale e di fissare un termine per la presentazione degli emendamenti.

Dopo un intervento del senatore MARIN (PdL), il quale giudica corretto il percorso delineato dal Presidente e ringrazia il Sottosegretario per l’impegno dimostrato, la Commissione conviene sulla proposta del Presidente.

Il seguito dell’esame congiunto è rinviato.

COMMISSIONE CONVOCATA PER MARTEDI 25 GIUGNO ORE 15.00

SEDE REFERENTE DDL NN. 316-728 (passaggio docenti inidonei ruoli ATA) – rel. Puglisi

http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm07/calendario/convocazioni.pdf

XI COMMISSIONE LAVORO(316) PUGLISI ed altri.

-  Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(728) CENTINAIO.

-  Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(Esame congiunto e rinvio)

Riferisce alla Commissione la relatrice PUGLISI (PD) la quale ringrazia tutti i Capigruppo per il sostegno manifestato sul disegno di legge n. 316 nonché il Presidente per la celere calendarizzazione.

Il testo abroga i commi 13 e 14 dell’articolo 14 del decreto-legge n. 95 del 2012 che hanno disposto il transito dei docenti inidonei e degli insegnanti tecnico-pratici (ITP) nei ruoli ATA.

Dopo aver evidenziato che nessuno degli ultimi due Ministri della funzione pubblica ha sottoscritto il decreto attuativo delle norme oggetto di esame, ritiene che sia stata compiuta una doppia ingiustizia, a danno tanto degli inidonei quanto dei precari ATA.

In merito al primo aspetto sottolinea che molti insegnanti sono stati giudicati idonei ad altri compiti e non più all’insegnamento in quanto hanno contratto malattie professionali o non erano più in grado di svolgere quel mestiere.

Essi tuttavia rivestono un ruolo importante all’interno delle autonomie scolastiche in quanto gestiscono le biblioteche, i laboratori, i corsi di orientamento, organizzano le visite di istruzione e le prove INVALSI.

Qualora dovessero effettivamente passare nelle segreterie amministrative delle scuole, finirebbero per sovrapporsi con il lavoro dei circa 3.500 ATA precari, essenziali per mantenere in vita gli istituti.

Coglie quindi l’occasione per rilevare criticamente le drastiche riduzioni di personale compiute nelle segreterie scolastiche nonostante le scuole siano oberate da oneri burocratici, come ad esempio la rendicontazione dei fondi europei.

Stigmatizza inoltre che, attraverso il decreto-legge n. 95 del 2012, si sia affermato il principio – a suo giudizio deleterio – per cui nella scuola chiunque può svolgere qualsiasi compito, come dimostra peraltro la previsione per cui i docenti sovranumerari possono transitare su altre cattedre purchè in possesso di un titolo idoneo.

Reputa pertanto urgente approvare il disegno di legge affinché si affermi il criterio della competenza e per invertire la tendenza volta all’indebolimento della scuola.

Sul piano dei presunti risparmi di spesa connessi al passaggio di tali docenti tra gli ATA, segnala che attualmente gli inidonei assenti per malattia non vengono sostituiti mentre ciò non accadrebbe nel caso in cui essi ricoprissero dei posti in segreteria, con indubbi aggravi di spesa legati alle sostituzioni.

Ritiene dunque che l’obiettivo di contenimento della spesa sia raggiunto in maniera discutibile.

Le medesime norme, prosegue, prevedono il transito degli ITP negli stessi ruoli ATA, privando perciò la scuola di quelle figure che assistono i ragazzi nei laboratori e aiutano ad unire il sapere con il saper fare.

Soffermandosi poi sulla copertura, reperita attraverso la riduzione delle missioni di spesa dei Ministeri, si dichiara disponibile a lavorare con l’Esecutivo per apportare le correzioni eventualmente necessarie.

Avviandosi alla conclusione, rimarca negativamente l’ingiustizia protrattasi quest’anno al punto che sono state bloccate le stabilizzazioni di tutti gli ATA precari che finirebbero per essere licenziati.

Riferisce altresì che il Gruppo Lega Nord e Autonomie ha presentato un proprio testo, il n. 728, che si pone in linea con il disegno di legge n. 316 e dunque testimonia l’ampia volontà politica comune, confermata altresì dal ministro Maria Chiara Carrozza in occasione delle dichiarazioni programmatiche durante le quali ha accennato alla necessità di risolvere detta questione.

Infine propone di richiedere il trasferimento alla sede deliberante, con il sostegno di tutti i Gruppi e dell’Esecutivo, tanto più che sul disegno di legge n. 316 hanno aggiunto la propria firma tutti gli schieramenti.

Il senatore CENTINAIO (LN-Aut), intervenendo sull’ordine dei lavori, chiarisce che il proprio Gruppo aveva già predisposto un testo pressocchè identico a quello della relatrice e per questo ha presentato un autonomo disegno di legge.

Ciò non pregiudica peraltro l’intenzione di procedere in maniera concorde con gli altri Gruppi, ma conferma anzi l’attenzione di tutte le forze politiche.

Il sottosegretario TOCCAFONDI dichiara di comprendere la volontà politica sottesa all’articolato, riservandosi tuttavia di compiere una verifica sull’impatto economico del testo che reca una copertura non del tutto esigua.

Prende brevemente la parola la relatrice PUGLISI (PD) per precisare che le risorse necessarie potrebbero risultare inferiori a quelle preventivate, essendosi ulteriormente ridotto il numero dei docenti interessati.

Chiede pertanto la collaborazione del Governo nelle stime effettive dei soggetti coinvolti, ribadendo che qualora si perfezionasse il passaggio nei ruoli ATA vi sarebbero aggravi di spesa connessi alle sostituzioni per malattia.

In ultima analisi si augura vivamente che l’Esecutivo non collochi più la scuola tra le ultime priorità.

Sull’ordine dei lavori interviene anche il senatore MARIN (PdL), per precisare di aver interpretato in senso positivo la riserva posta dal Sottosegretario, che evidentemente intende compiere un ulteriore approfondimento per supportare l’iniziativa in modo non formale.

Il PRESIDENTE fa presente anzitutto che la richiesta di trasferimento alla sede deliberante potrà essere avanzata a conclusione dell’esame in sede referente, dopo che saranno pervenuti i pareri delle Commissioni 1a e 5a tanto sul testo quanto sugli eventuali emendamenti che saranno presentati.

Segnala altresì che potrà essere elaborato un testo unificato nel quale confluiranno le firme di tutti i presentatori.

Puntualizza a sua volta che il ministro Maria Chiara Carrozza ha mostrato una esplicita sensibilità alla questione durante l’esposizione delle sue linee programmatiche.

Il seguito dell’esame congiunto è rinviato.

puglisi“C’è intesa su mio ddl, in vista approvazione in sede deliberante”.

“Tra le tante emergenze della scuola, una  riguarda gli insegnanti ‘idonei ad altri compiti’ e gli ITP che ingiustamente si sono visti retrocedere ad ATA nella spending review dello scorso luglio.

Il cosiddetto ‘risparmio’ sta nel licenziamento di 3556 ATA precari, che stanno lavorando con competenza nelle segreterie scolastiche e che da molto tempo attendono la stabilizzazione.

Per cancellare questa doppia ingiustizia ho presentato un disegno di legge che, avendo trovato unanime consenso da parte dei capigruppo della VII Commissione del Senato, dovrebbe ora procedere con iter breve, per via deliberante”.

Lo dice la senatrice Francesca Puglisi, capogruppo del Pd nella commissione  Istruzione.

“Nelle parole che la ministra Carrozza ha rivolto alle VII commissioni di Camera e Senato – prosegue Puglisi – abbiamo colto la volontà di risolvere questo urgente problema e di lavorare insieme al Parlamento per trovare le adeguate coperture finanziarie.

Attendiamo con fiducia le risposte”.

Fonte; http://www.francescapuglisi.it/scuola-puglisi-pd-in-arrivo-in-parlamento-soluzione-per-ata-precari/

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Atto Senato n. 316

XVII Legislatura

Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

Iter

  11 giugno    2013:  assegnato (non ancora iniziato l’esame)

   Segui l’iter

Successione delle letture parlamentari           
S.316               assegnato (non ancora iniziato l’esame)                11 giugno    2013

Iniziativa Parlamentare

Francesca Puglisi

Cofirmatari

Presentazione

Presentato in data 26 marzo     2013; annunciato nella seduta pom. n. 5 del 26 marzo     2013.

Assegnazione

Assegnato alla 7ª  Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali)             in sede referente l’11 giugno 2013. Annuncio nella seduta pom. n. 38 dell’11 giugno 2013.            Pareri delle commissioni 1ª  (Aff. costituzionali 5ª  (Bilancio)

http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede_v3/Ddliter/40071.htm

inidoneiCobas - I docenti “inidonei” hanno appreso in data odierna dalla senatrice Puglisi che la proposta di legge per l’abrogazione dell’art 14, commi13-14-15 della Legge 135/2012, presentata al Senato e sottoscritta da tutti i partiti è stata bloccata, ancora una volta, con motivazioni che i docenti reputano poco chiare.

Inidonei ancora in piazza.

La legge 135, che prevedeva il licenziamento dei docenti malati e la loro ‘deportazione’ sui posti del personale amministrativo e tecnico ( con grave ricaduta sullo stesso lavoro svolto nelle segreterie), era stata finalmente superata con la presentazione di una proposta di legge al Senato e una alla Camera, nelle quali si chiedeva l’abrogazione della iniqua norma.

Con la sottoscrizione del progetto di legge da parte di tutti partiti oramai si aspettava il solo passaggio alla Camera per la ratifica definitiva.

Il governo ha però improvvisamente deciso di rigettare il provvedimento, per motivazioni ancora non chiarite ed ora i docenti inidonei, per la seconda estate di seguito, si trovano nuovamente a dover scegliere la strada della protesta e a dichiarare lo stato di agitazione, richiamando tutti e tutte coloro che, pur con gravi patologie, hanno mantenuto in vita per un’estate presidi, scioperi della fame e sit-in, a scendere ancora una volta in piazza contro questo governo, che nuovamente procede, come i suoi predecessori ad avviare una nuova persecuzione nei confronti di cittadini e cittadine malati, così come fece il governo nazista, deportando per primi, i malati nei campi di concentramento, per potersene liberare.

Ma i docenti inidonei, i precari ATA e gli ITP, convinti che tale accanimento nei confronti di 3.500 docenti, colpevoli solo di essersi ammalati, non possa avere alcuna giustificazione, rispondono ancora una volta con la mobilitazione, confermando il Convegno CESP previsto per il 10 giugno prossimo a Roma, che si svolgera’ presso la Sala Cesp in Viale Manzoni,55.

I docenti hanno anche chiesto ai Presidenti del Consiglio, della Camera e del Senato, un incontro urgente per chiarire i motivi veri di questo ennesimo accanimento e per prevedere, insieme, con una precisa assunzione di responsabilità da parte degli stessi e delle forze politiche, le soluzioni possibili.

Sab, 08/06/2013 – 07:45

Fonte:http://www.orizzontescuola.it/news/docenti-inidonei-governo-blocca-provvedimento-risolutivo

CAMBIANO I SUONATORI MA LA MUSICA E’ SEMPRE LA STESSA

LA SCUOLA E IL PERSONALE TARTASSATO DAL GOVERNO

pd- lAppena pubblicato il resoconto del parere espresso dalla        Commissione bilancio sul regolamento che proroga il blocco degli  stipendi       fino al 31 dicembre 2014.

Dopo la lettura di un chiarimento del Governo su un quesito avanzato       dalla Commissione, quest’ultima, “valuta favorevolmente lo schema  di       decreto”.

Ricordiamo cosa prevede il regolamento:

  1. la         proroga, fino al 31 dicembre 2014, del blocco della maturazione ai fini della maturazione         delle posizioni           stipendiali e         dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni         contrattuali vigenti

  2. il blocco,         senza possibilità di recupero, delle procedure           contrattuali e         negoziali ricandcenti negli anni 2013-2014.

  3. il blocco del riconoscimento degli incrementi           contrattuali eventualmente         previsti a decorrere dal 2011

  4. il blocco,         senza possibilità di recupero, del riconoscimento di incrementi a titolo         di indennità           di vacanza contrattuale

Il         Movimento 5 stelle ha chiesto un rinvio “dell’esame del     provvedimento per approfondirne ulteriormente il contenuto”

Decisa invece la posizione di SEL che ha annunciato, per voce di  Giulio     Marcon, il voto contrario, “sottolineando come la proroga del blocco della     contrattazione e degli automatismi stipendiali per i  pubblici dipendenti     avrà ulteriori effetti recessivi per l’economia  italiana, comportando     un’ulteriore riduzione della domanda interna”.

Il testo del regolamento

Il dibattito in sede parlamentare

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in     materia di proroga del blocco della contrattazione e degli  automatismi     stipendiali per i pubblici dipendenti.

Atto n. 9. (Rilievi alle Commissioni I e XI).

(Esame, ai sensi dell’articolo 96-ter, comma 2, del regolamento, e     conclusione – Valutazione favorevole).

 La Commissione inizia l’esame dello schema di decreto in oggetto.

 Luigi BOBBA (PD), relatore, fa     presente che lo schema di decreto del Presidente della  Repubblica in esame     dispone la proroga del blocco della  contrattazione e degli automatismi     stipendiali per i pubblici  dipendenti e che il regolamento è adottato in     attuazione  dell’articolo 16, comma 1, del decreto legge 6 luglio 2011,     n. 98.

Rileva che il testo è corredato di una relazione tecnica illustrativa     positivamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato.

Con     riferimento all’articolo 1, recante proroga del blocco della  contrattazione     e degli automatismi stipendiali per i pubblici  dipendenti, rileva     preliminarmente che allo schema di regolamento in esame non sono ascritti     autonomi effetti di risparmio, in quanto  questi ultimi risultano già     scontati con riferimento alle norme  (articolo 16, comma 1, del decreto-legge     n. 98 del 2011) che hanno  previsto la presente disciplina di attuazione.

Ciò     premesso, osserva che in occasione dell’esame parlamentare di tali norme la     relazione tecnica non ha fornito i dati e gli elementi posti alla base della      quantificazione degli effetti di risparmio previsti.

Ritiene che  andrebbero     pertanto acquisiti tali elementi, al fine di verificare  la coerenza fra le     previsioni di risparmio a suo tempo formulate e  le misure concretamente     finalizzate al conseguimento di tali  obiettivi.

Osserva inoltre che –     secondo la relazione tecnica – i  risparmi associati al testo in esame     risultano pari, in termini di  indebitamento netto, a 640 milioni di euro nel     2014, 310 milioni di  euro nel 2015 e 340 milioni di euro a decorrere dal     2016.

Poiché – come rilevato – le economie previste dall’articolo 16, comma     1, del  decreto-legge n. 98 del 2011 hanno una consistenza maggiore,      andrebbero acquisiti chiarimenti in ordine alla differenza (30 milioni  di     euro nell’anno 2013, 100 milioni di euro nel 2014 e 30 milioni di euro a     decorrere dal 2015) fra i valori previsti nei due  provvedimenti.

Con     particolare riferimento ai risparmi per 30  milioni di euro a decorrere dal     2013 – per i quali si provvederà,  secondo quanto precisato dalla relazione     tecnica, utilizzando gli  strumenti previsti dall’articolo 16 del     decreto-legge n. 98 del 2011 – ritiene opportuno che sia chiarito se     l’effetto finanziario  atteso debba essere ottenuto mediante l’applicazione     della clausola  di salvaguardia recata dal comma 3 del citato articolo     (riduzione  delle spese rimodulabili) ovvero mediante l’emanazione di     ulteriori  provvedimenti.

Con riferimento all’ulteriore risparmio di 70     milioni di euro per il 2014, che non risulta considerato dalla relazione      tecnica, appare necessario che il Governo chiarisca se il medesimo sia  da     porre in relazione alla sentenza n. 223 del 2012 della Corte  costituzionale     e se il pieno conseguimento delle stesse economie sia già stato ottenuto     mediante l’applicazione dei tagli lineari delle  spese dei Ministeri (come     previsto dal richiamato comma 3).

Rileva  in proposito che andrebbe comunque     chiarito in quale misura  l’effettuazione dei tagli lineari sia concretamente     sostenibile  senza che risulti compromesso il normale funzionamento     dell’attività amministrativa, tenuto conto delle misure di contenimento che     sono  state previste in diversi provvedimenti e che vanno ad incidere sulle     medesime voci di spesa.

  Il sottosegretario Pier Paolo BARETTA, nell’esprimere una  valutazione     favorevole sull’ulteriore corso del provvedimento, fa  presente che i minori     risparmi derivanti dalle proroghe disposte  dallo schema di regolamento in     esame e dall’articolo 14 del  decreto-legge n. 95 del 2012 rispetto a quelli     previsti  dall’articolo 16 del decreto-legge n. 98 del 2011 saranno     conseguiti applicando gli strumenti di salvaguardia previsti dal medesimo      articolo 16.

 Luigi BOBBA (PD), relatore,     formula la seguente proposta:   «La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,    esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell’articolo 96-ter,  comma     2, del Regolamento, lo schema di decreto del Presidente della  Repubblica     recante regolamento in materia di proroga del blocco  della contrattazione e     degli automatismi stipendiali per i pubblici  dipendenti (atto n. 9);    preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, secondo il quale i  minori     risparmi derivanti dalle proroghe disposte dallo schema di  regolamento in     esame e dall’articolo 14 del decreto-legge n. 95 del  2012 rispetto a quelli     previsti dall’articolo 16 del decreto-legge  n. 98 del 2011 saranno     conseguiti applicando gli strumenti di  salvaguardia previsti dal medesimo     articolo 16, VALUTA FAVOREVOLMENTE lo schema di decreto in oggetto».

 Girgis Giorgio SORIAL (M5S)     chiede se sia possibile rinviare il seguito dell’esame del  provvedimento per     approfondirne ulteriormente il contenuto.

 Giulio MARCON (SEL)  annuncia il     voto contrario del suo gruppo sulla proposta del  relatore, sottolineando     come la proroga del blocco della  contrattazione e degli automatismi     stipendiali per i pubblici  dipendenti avrà ulteriori effetti recessivi per     l’economia italiana, comportando un’ulteriore riduzione della domanda     interna.

Francesco BOCCIA, presidente, rileva come ricorrano le condizioni  per     procedere alla votazione della proposta del relatore.

 La Commissione approva la proposta del relatore.

Scatti di anzianità: chi ne ha diritto?

benvenuti-a-scuola1Chi sono i colleghi  che avranno i  benefici, agli scatti di anzianità, e a quanto ammonteranno gli arretrati?

Non appare difficile dare risposta a questa domanda.

Gli aventi diritto sono quanti nel corso dell’anno 2011 maturavano il passaggio alla fascia stipendiale superiore è cioè:

31/12/2010 – 30/04/2011 – 31/08/2011

Tutti quanti quindi avevano prima della moratoria dei due anni le suindicate scadenze riceveranno gli arretrati per scatti di anzianità fino ad aprile 2013 sulla rata di maggio 2013.

Su questa rata troveranno altresì l’aumento stipendiale legato al passaggio alla fascia superiore.

Ma  non finisce qui.

Gli arretrati di scatti di anzianità, per logica, saranno corrisposti anche a quanti maturavano il passaggio alla fascia superiore nel 2012 è cioè:

31/12/2011– 30/04/2012- 31/08/2012.

Ovviamente in questo caso gli arretrati, per gli scatti anzianità , riguarderanno solo il 2012 e in proporzione il 2013.

Anche per costoro gli arretrati saranno erogati sulla rata di maggio e sempre a partire da maggio troveranno per i mesi successivi l’aumento stipendiale corrispondente.

scatti-di-anzianita-2011

Fonte:http://www.dipendentistatali.org

ItaliaOggiLogoVia libera del Consiglio di stato allo schema di decreto sul blocco dei contratti, dei gradoni e dell’indennità di vacanza contrattuale approvato dal governo il 21 marzo scorso.

L’ok di palazzo Spada è stato emesso il 17 aprile con il   parere 1832 del 2013

La sezione ha detto che il blocco per decreto della progressione di carriera del personale della scuola è legittimo.

Perché discende direttamente dalle disposizioni contenute nell’articolo articolo 16 del decreto legge n. 98 del 2011.

Che dispone delega il governo a fissare la disciplina di dettaglio con un regolamento presidenziale.

Il decreto, il cui iter è stato avviato dal governo di Mario Monti, per produrre effetti dovrà essere controfirmato dal neo presidente del consglio dei ministri, Enrico Letta, prima di essere trasmesso al capo dello stato.

Qualche perplessità è stata manifestata, dal Consiglio di stato, sulla questione del blocco dell’indennità di vacanza contrattuale (Ivc), che il decreto legge fissa in due anni, dal 2013 al 2014.

Uno stop che non si traduce nell’azzeramento dell’Ivc, ma solo nel blocco del suo incremento.

In buona sostanza, dunque, l’indennità sarà comunque corrisposta nel 2013 e nel 2014, ma il suo importo sarà pari a quello corrisposto nel 2012.

E quindi non sarà calcolata sul tasso di inflazione del 2013 e del 2014, ma su quello del 2012.

Le critiche del Consiglio di stato si sono appuntate sul fatto che lo schema di decreto sembrerebbe precludere il recupero del blocco nel successivo triennio 2015-2017.

Dal 2015, infatti, lo stop cesserà i suoi effetti e l’importo dovrà essere ricalcolato.

Ma nella disposizione che regola la faccenda non si capisce bene se gli effetti del blocco sono recuperabili oppure no.

E se il recupero non fosse possibile, secondo i giudici amministrativi, si potrebbero creare spunti per il contenzioso con potenziale soccombenza dell’amministrazione.

Quanto al blocco della progressione di carriera, lo schema di decreto, al comma 1 lettera b), prevede espressamente la proroga al 31 dicembre 2013, con effetto sull’anno 2014, dei blocchi introdotti dall’art. 9, comma 23, del decreto legge n. 78 del 2010, riguardanti il personale docente, educativo ed Ata della scuola.

E anche su questo il collegio non ha trovato nulla da ridire perché le relative disposizioni «si collocano correttamente nel quadro delineato dalla normativa primaria».

Resta il fatto, però, che questa ulteriore decurtazione retributiva compiuta sulla busta paga di docenti vanificherà gli effetti del recupero del 2011 operata con il contratto del 13 maggio scorso.

Effetti che andranno a regime nella busta paga di maggio.

L’art. 9, comma 23, del decreto legge n. 78 del 2010, infatti, aveva disposto un ritardo di tre anni nella maturazione dei gradoni per tutto il personale della scuola (cancellando l’utilità del 2010 del 2011 e del 2012).

Dopo di che vi era stato un accordo tra governo e sindacati che aveva consentito il recupero del 2010 (si veda il decreto interministeriale 3/2011).

E poi era stato recuperato anche il 2011 con il contratto del 13 marzo scorso.

Il ritardo, dunque, era stato ridotto solo ad un anno.

Con le nuove disposizioni, invece, il ritardo ritornerà di due anni.

Perché a fronte della inutilità del 2012, che comune è rimasta, il decreto cancellerà anche l’utilità del 2013.

Ma questa volta la strada per il recupero del 2012 e del 2013 si annuncia tutta in salita.

Perché i soldi ricavati dai tagli dell’articolo 64 sono finiti.

E già per finanziare il recupero del 2011 è stato necessario ridurre di circa il 25% le risorse destinate al compenso accessorio che confluiscono nel fondo di istituto.

 Antimo Di Geronimo

Fonti: Italia Oggi / Orizzontescuola

NDR

situazione  “apocalittica”

“provvedimento illegittimo” in quanto non tiene conto “della sentenza della Consulta n. 223 del 2012, in base alla quale è stato stabilito che nei confronti dei magistrati, e per analogia di tutti i dipendenti pubblici, non può essere ascrivibile avviare il blocco contrattuale, nemmeno in via eccezionale. I giudici hanno infatti spiegato che la irrecuperabilità del diritto allo stipendio equo lede gli articoli 1, 36 e 39 della Costituzione”.

Firma

RITIRO IMMEDIATO DECRETO CHE PREVEDE LA DEPORTAZIONE COATTA DEI DOCENTI INIDONEI NEI POSTI DI ASSISTENTE AMMINISTRATIVO

Ogni singola persona che si unisce a noi rafforza il nostro invito ad agire.

Ti prego di prenderti un minuto per condividere

questo link con chiunque

conosci:

Cambiamo le cose insieme,

FIRMA   LA PETIZIONE

http://www.avaaz.org/it/petition/RITIRO_IMMEDIATO_DECRETO_CHE_PREVEDE_LA_DEPORTAZIONE_COATTA_DEI_DOCENTI_INIDONEI_NEI_POSTI_DI_ASSISTENTE_AMMINISTRATIVO/?ffXMhcb&pv=0

IL DECRETO  SULLA SPENDING REWIEW DI MARIO MONTI PREVEDE CHE I DOCENTI INIDONEI ALL’INSEGNAMENTO PER MOTIVI DI SALUTE SIANO DEPORTATI IN MODO COATTO NEI POSTI DI ASSISTENTE AMMINISTRATIVO.

A MIO AVVISO LA PETIZIONE E’ IMPORTANTE PERCHE’ SI PROFILA UNA DUPLICE INGIUSTIZIA ; SI PUNISCE CHI E’ MALATO SUO MALGRADO E AL CONTEMPO SI PUNISCONO GLI ASSISTENTI AMMINISTRATIVI PRECARI IN QUANTO NON SOLO NON PASSERANNO MAI DI RUOLO MA NON AVRANNO MAI PIU’ UNA SUPPLENZA.

Perché è importante

 LA PETIZIONE E’ IMPORTANTE IN QUANTO ESSA

COSTITUISCE UNA VIOLAZIONE

                         DEI DIRITTI DELL’UOMO

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