Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n°4-06751

interrogazione a risposta scritta

al Senato da Maria ANTEZZA (PD)

Atto n.   4-06751     1 febbraio 2012        Seduta n. 668

ANTEZZA– Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –

il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) degli enti locali in servizio nelle istituzioni scolastiche è transitato nei ruoli del personale dello Stato ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999;

nonostante il comma 2 del citato articolo 8 della legge n. 124 del 1999 stabilisce: «A detto personale vengono riconosciuti ai fini giuridici ed economici l’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza» l’accordo tra l’ARAN e le organizzazioni sindacali del 20 luglio 2000, recepito poi dal decreto interministeriale 5 aprile 2001, ha introdotto, all’articolo 3, un criterio di inquadramento che si basa solo sul maturato economico al 31 dicembre 1999, senza tener conto dell’anzianità di servizio maturata presso l’ente locale, con ciò comportando per gli interessati un erroneo inquadramento di posizione stipendiale, con un notevole danno economico per gli stessi, danno che si protrae anche sul trattamento pensionistico per coloro che sono andati in quiescenza;

numerosi sono stati negli anni i ricorsi presentati dinnanzi al giudice del lavoro su tale questione con sentenze, in primo grado e in appello, favorevoli, nella quasi totalità dei casi, ai lavoratori che avevano proposto i ricorsi;

nel 2005, ovvero a cinque anni dal trasferimento dei lavoratori nei ruoli del personale dello Stato, con il comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (la legge finanziaria per il 2006), è stata fornita un’interpretazione autentica dell’art. 8 della legge n. 124 del 1999 con ciò negando, con effetto retroattivo, il riconoscimento delle anzianità maturate e annullando di fatto gli effetti delle sentenze favorevoli ai lavoratori,

la Corte costituzionale, con le sentenze n.234 del 2007 e n. 311 del 2009 riconosceva la legittimità e la non contrarietà alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo dell’intervento normativo operato nella legge finanziaria, anche alla luce dell’esigenza di armonizzare il sistema di retribuzione del personale ATA a prescindere dalla provenienza;

a seguito dell’approvazione della suddetta norma, la Cassazione, nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti si è espressa a sfavore dei lavoratori;

rilevato che:

con sentenza del 6 giugno 2011 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso proposto da alcuni lavoratori appartenenti al personale ATA della scuola, transitati dagli enti locali allo Stato a norma della legge n. 124 del 1999, che avevano lamentato la violazione dell’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU);

il 6 settembre 2011 anche la Corte di giustizia europea si è pronunciata favorevolmente sul ricorso proposto da un altro gruppo di lavoratori ATA che si trovavano nelle medesime condizioni;

da tali sentenze risulta infatti che lo Stato italiano, con la cosiddetta legge di interpretazione autentica (legge finanziaria per il 2006) che ha interpretato l’art. 8 della legge n. 124 del 1999 nel senso dì non riconoscere l’intera anzianità pregressa maturata presso l’Ente di provenienza, ha violato i diritti dei lavoratori interessati, infatti: si è creata una disparità di trattamento economico tra lavoratori con identica anzianità e profilo professionale; il danno economico si protrae per tutta la vita lavorativa, fino alla riduzione dell’importo pensionistico; molti dei transitati, nel frattempo, sono sotto minaccia di dover restituire le somme percepite, provvedimento che decurterebbe oltre il sopportabile le già basse retribuzioni di questi lavoratori;

inoltre, secondo quanto sostenuto dalla stessa Corte europea, l’intervento legislativo di cui alla citata legge finanziaria intervenendo in pendenza della procedura giudiziaria, si pone in contrasto con l’art. 6 della Convenzione europea, che invece garantisce il diritto al giusto processo,

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare al fine di addivenire in tempi rapidi ad una soluzione della vicenda che vede coinvolto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario degli enti locali in servizio nelle istituzioni scolastiche transitato nei ruoli del personale dello Stato ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999, riconoscendo a tali lavoratori l’anzianità di servizio e la ricostruzione della carriera;

in che modo intenda dare esecuzione alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, a cui lo Stato italiano ha l’obbligo di uniformarsi, anche al fine di sanare questa macroscopica ingiustizia subita da migliaia di lavoratori della scuola, anche nel rispetto dei numerosi ordini del giorno presentati in Parlamento sulla questione, regolarmente accolti dal Governo ma ai quali non è stata mai data attuazione;se, a tal fine, non ritenga doveroso attivarsi con la massima urgenza per reperire i fondi per riconoscimento dell’anzianità maturata dal personale transitato dagli enti locali;

quale sia il numero esatto delle persone che hanno subito un erroneo inquadramento stipendiale a seguito dell’applicazione dell’accordo del 20 luglio 2000 citato ed a quanto ammonti il danno economico da loro subito.

comunicato stampa – personale ATA                                        SEN.ANTEZZA PD Atto n. 4-06751

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