La vicenda del declassamento del personale docente ritenuto inidoneo e, soprattutto, delle classi di concorso C999 e C555 (ex Enti Locali) ha del parossistico da un lato, ed è intessuto di fine protervia dall’altro.

Il ministro – Mariastella Profumo – pare non saperne nulla: c’ero anch’io al consiglio dei ministri? Se c’ero dormivo, oppure giocavo con il mio tablet – va bene…ho dichiarato che entrerà nella scuola italiana (sono cose che si dicono così, tanto per incantare un po’, fa fine e non impegna…) – oppure giocavo a tressette col mio vicino, Sir Arcibald Reginald Brunett Patroni Griffi.

Va da sé che le danze le menassero i soliti Monti, Bondi e Grilli, promosso subito ministro: gli altri, sono solo lì per figura (spesso, brutta figura).

Ma veniamo alla pietra dello scandalo.

La cosa è in sé grave e strana, perché è la prima volta (a mio ricordo) che un simile provvedimento viene preso senza il consenso personale degli interessati, e viene preso per decreto, con tempi brevissimi, mediante una circolare dei sovrintendenti regionali che arriverà prima dell’approvazione del decreto!

Questa, signori miei, se non ve n’eravate accorti si chiama dittatura, dittatura del decreto legge, originariamente concepito (in Costituzione) soltanto per le emergenze. Già, ma la gestione delle cosiddette emergenze l’hanno inaugurata Bertolaso e Berlusconi: herr Napolitaner ha qualcosa da dire?

Veniamo agli aspetti giuridici.

Beh, qui c’è solo da scegliere:

Statuto dei Lavoratori, art. 13:

“Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all’attività svolta, e l’assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non può essere trasferito da una unità produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

 

Ogni patto contrario è nullo.”

Questo articolo sostituisce anche l’articolo 2103 del Codice Civile: quindi la vedo dura perché – anche se qualche buontempone sostiene la non applicabilità dello Statuto ai pubblici dipendenti – rinnegare il Codice Civile mi sembra un’operazione più difficile.

E che dire del comma 3 della legge 124/99?

Il personale di ruolo che riveste il profilo professionale di insegnante tecnico-pratico o di assistente di cattedra appartenente al VI livello nell’ordinamento degli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche statali, è analogamente trasferito alle dipendenze dello Stato ed è inquadrato nel ruolo degli insegnanti tecnico-pratici.”

Insomma, ci sono molte probabilità che la norma non sia applicabile. Perché lo fanno?

Per prima cosa diciamo da chi è partito l’input: dalla Lega Nord.

Dal verbale 7-00900 della VII commissione (Giugno 2012):

“…nonché, per gli ITP, passaggio nel profilo degli assistenti sono le soluzioni prospettate dagli esponenti della Lega Nord in una risoluzione alla VII Commissione Cultura per la ricollocazione dei docenti soprannumerari.” Firmato: Rivolta, Goisis, Grimoldi, Cavallotto. (Fonte: Orizzonte Scuola).

Si badi bene: degli ITP, non soltanto di quelli ex Enti Locali. I colleghi sono avvertiti.

Insomma, ci provano, perché se il testo passa hanno un precedente importante, sul quale “modellare” futuri provvedimenti per tutti i docenti.

Dicevamo sopra che c’è un aspetto di protervia: è vero, e riguarda la “millenaria” vicenda della ricostruzione di carriera del personale ex EELL.

Avevamo predisposto tutto, il comma 218, ben due sentenze della corte costituzionale che erano un “miracolo” del diritto e voi no, non contenti siete andati in Europa, la quale vi ha pure dato ragione!

Lo volete capire sì o no che l’Europa la possiamo citare solo noi, per dirvi “Cari italiani: ce lo chiede l’Europa…che ci volete fare…avete la m. al labbro inferiore? Beh, scendete ancora un po’…Goldman & Sachs ringrazia…”

Tanto, le sentenze europee che non ci piacciono, non le applichiamo. Che dite? Fede? Rete 4? Eh, avete visto che ce ne facciamo delle sentenze europee? Carta igienica.

Vi piace tanto fare i ricorsi? Beh, intanto il ricorso per la pensione ve lo abbiamo bloccato al TAR – eh, non è competente… – e adesso divertitevi: Giudice del Lavoro, Corte d’Appello, Cassazione, Corte Costituzionale…poi, andate in Europa. Sarete già morti.

Volete fare un bel ricorso anche per questa norma? Accomodatevi.

Allora, che fare?

I ricorsi vanno benissimo, vanno fatti, ma c’è un ricorso che vale ancora di più, quello di dire al PD ed agli altri partiti che (dicono) di difendere i lavoratori: cari signori, siamo 70.000, con i nostri familiari, amici e parenti saremo 3-400.000 voti. Li volete perdere? E gli altri ITP? Fatevi due conti.

Bene: accodatevi. Beppe Grillo non vi piace? E noi voteremo il Marchese del Grillo, quello sì che aveva capito come gira il mondo: “perché io so’ io, e voi non siete un cazzo[1].

Copiate, incollate e spedite al palazzo, che lo sappiano.

PS: le minuscole non sono casuali.

Carlo Bertani www.lolandesevolante.net


[1] In realtà, il verso è tratto da un sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli.

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