12Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI, umiliati, derubati, ingannati dai legislatori, dai controllori dei legislatori (giudici costituzionali), dai politicanti scambiati per politici, dai servi (e dalle serve) del potere prostituito, dai trafficanti del diritto del lavoro insediatisi nei gabinetti ministeriali per esigenze di “igiene” amministrativa

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI che subiamo e subiremo pesantemente giorno dopo giorno, fino alla morte, gli effetti delle sentenze passate in giudicato che ci hanno visto soccombere dopo la diabolica e infame gestazione di una legge “contra personam” , perniciosamente (per noi) e vergognosamente legittimata dai giudici costituzionali

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI abbiamo sempre rispettato e rispettiamo la Magistratura Ordinaria; discutiamo, critichiamo (civilmente) le sentenze di primo e secondo grado e accettiamo e rispettiamo le sentenze passate in giudicato.

Le sentenze non possono stravolgere le leggi a piacimento dell’interessato, ma possono stravolgere la vita dell’interessato se le leggi che applicano, perché devono essere applicate, sono “contra personam” come nel nostro caso.

Ricordiamo con rabbia impotente, repressa in un digrignar di denti, che la suddetta legge “contra(la nostra) personam” è l’infame “COMMA 218” (art.1 legge 23 dicembre 2005, n. 266, finanziaria 2006 ) del sottogoverno berlusconi-tremonti griffato santanchè.

Il COMMA 218, l’uovo del serpente(velenoso) covato prodi-toriamente tra profumi di fioroni, nel paese dei gel(so)mini petulanti tra i bondi e i monti, tra maronate padane e pacchiate romane, tra brunetti neutrini e pingui verdini.

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI ora dobbiamo anche sopportare le insolenti farneticazioni di berlusconi che osa dichiarare il venir meno dello “Stato di diritto” ! Proprio berlusconi, che direttamente e indirettamente, nel corso di molti anni bui e giulivi, ha umiliato e recato disagio a molte persone per favorire spudoratamente i capricci e i privilegi di altre, ora parla di “diritti negati” con la pelosa solidarietà dei servi e degli stallieri di sempre.

Tutto questo per delle sentenze passate in giudicato, nonostante le leggi “ad(di lui) personam”, riguardanti reati odiosi e conclamati e non interpretazioni di dispositivi giuridico-amministrativi elaborati ad hoc a scopo persecutorio.

Sprofondiamo in un abisso di depressione, rabbia e indignazione

Mala tempora currunt, sed peiora parantur

Stanno passando brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori

Antonio Petazzi

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