BIFRONTENel  Decreto Istruzione Il sottosegretario Gian Luca GALLETTI, esprime parere contrario sugli emendamenti 15.26.15.46. quelli che riguardavano l’abrogazione  del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 ,il presidente Giancarlo GALAN e relatore, esprime parere conforme a quello del Governo.

Antonio PALMIERI (PdL) ritira l’emendamento 15.26 di cui è cofirmatario.

 La  VII Commissione Cultura  della Camera dei Deputati  e i partiti che rappresentano questo governo delle false intese Respinge l’emendamento Vacca 15.46. del M5S.

Avevano questa opportunità e Pd e Pdl   hanno gettato la maschera affossandoci per l’ennesima volta,non importa se ciò ci ha tolto dignità ,loro sono sempre al loro posto e continuano il loro gioco nel teatrino delle istituzioni.

Ennesimo ordine del giorno approvato dal parlamento e poi rimane chiuso nei cassetti….siamo stanchi di interpellanze, risoluzioni e ordini del giorno….gli impegni si onorano…in tredici anni se ne contano a bizzeffe……Nel decreto legge recante “disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nella P.A.” approvato ieri alla Camera dei Deputati, il Governo ha accolto un ordine del giorno a tutela delle legittime aspettative di molti lavoratori della scuola: personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), passati negli anni settanta dalle dipendenze di province e comuni a quelle del MIUR.

AC 1682/A Ordine del Giorno

La Camera, premesso che: il provvedimento in esame reca “disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” introducendo misure relative al comparto istruzione ed insegnamento; in riferimento a tale materia, il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), che lavorava nelle scuole e che negli anni settanta era alle dipendenze delle province e dei comuni, fu trasferito alle dipendenze del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca dall’1° gennaio 2000, ai sensi dell’articolo 8 della legge n.124 del 1999, con la garanzia del mantenimento, ai fini economici e giuridici, dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999, delle mansioni e della sede di lavoro ;la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 2005), con il comma 218 dell’articolo 1, interpretò il comma 2, dell’articolo 8, della citata legge n.124 del 1999, trasformando il riconoscimento dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999 in «temporizzazione» dell’anzianità, cioè in anzianità fittizia ed inferiore, a grave danno dei lavoratori interessati; è  una vicenda che ha creato non poche difficoltà economiche a migliaia di famiglie, basti pensare a coloro che sono obbligati a restituire cifre ingenti con rate mensili anche di 400,00 euro, a seguito di sentenze emesse nei giudizi di secondo grado che le Corti di Giustizia Europee hanno dichiarato illegittime:-

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di adottare iniziative anche di tipo normativo volte a garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio, sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1° gennaio 2000 e a disporre il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n.266 del 2005.

Cesaro Antimo