Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca

(A.C. 1574-A).

M5S- GIANLUCA VACCA Resoconto stenografico dell’Assemblea Seduta n. 106 di lunedì 28 ottobre 2013

PD –SIMONA FLAVIA MALPEZZI Resoconto stenografico dell’Assemblea Seduta n. 106 di lunedì 28 ottobre 2013

votazione

Abbiamo tentato di sanare le ingiustizie perpetrate negli anni ai danni delle diverse categorie di docenti  e ata eell   La Camera, con votazioni nominali elettroniche, respinge l’emendamento   Vacca 15.46   e  Giammanco 15.26………

a (2)Nel  Decreto Istruzione n. 104/2013 in discussione, in questi giorni,  presso la  VII°  Commissione Cultura della Camera dei Deputati e presieduta dal Presidente Giancarlo Galan   GLI EMENDAMENTI 15.26.15.46. che potevano interessare la risoluzione della nostra vertenza sono stati cassati  dai partiti che rappresentano questo governo delle false intese.

  Ancora una volta i gruppi politici che rappresentano questa maggioranza che a parole si dimostrano solidali alla nostra causa,  nei fatti  poi,   finiscono per voltare le spalle ai diritti dei lavoratori nascondendosi dietro “la salvaguardia dell’interesse finanziario dello Stato”  e quindi bocciare gli emendamenti presentati.

 Hanno dimostrato, di nuovo, tutta la loro incapacità nel governare e risolvere i problemi, perché anziché  impegnarsi per  trovare  la soluzione con una opportuna copertura finanziaria hanno preferito bocciare gli emendamenti risolutivi spostando il problema ancora più in là e negli anni a venire. 

 I partiti Bifronte,  

A parole dimostrano di esserci vicini  affermando, in teoria ,di voler  risolvere

la nostra questione ed in pratica invece  agiscono arroccandosi attorno al RE di turno.

 E’ evidente che  manca la volontà politica di risolvere il problema che interessa  migliaia di lavoratori e famiglie.

Eppure la scorsa settimana è stato approvato in aula  un “decreto contro il femminicidio”  con la presenza in esso di norme disomogenee ed  in violazione dei principi della Costituzione.

 Oltre al tema del contrasto della violenza sulle donne, infatti, includeva tanti altri temi: TAV, vigili del fuoco, furti di rame, frodi informatiche, province, protezione civile…

 Ciò a dimostrazione che i partiti quando hanno un interesse di parte sorvolano su tante cose, tant’è, che nel predetto decreto ci hanno infilato di tutto e di più, che,  nulla avevano a che fare con la finalità del decreto ,  in primis il salvataggio delle province, alla faccia degli impegni e dei  proclami che si sono sentiti in campagna elettorale.

 La politica ancora una volta non ha saputo comprendere le esigenze dei lavoratori della scuola defraudati nella loro dignità per l’anzianità lavorativa loro rubata.

 Migliaia di lavoratori  ATA-ITP provenienti dagli Enti  Locali che hanno creduto di vivere in uno  Stato di diritto, si sono ritrovati, alla fine, ingannati, derubati ed  umiliati.

 Eppure consapevoli della difficile congiuntura economica, ci siamo dichiarati fin dal primo momento disponibili ad un  accordo e/o a qualunque concordato sotto l’aspetto  amministrativo.

 Ci eravamo affidati con fiducia alla   risoluzione n. 8-00196  approvata dalla XI^ Commissione Lavoro della Camera dei Deputati il 25 luglio 2012, ma, come al solito, si fanno promesse da marinaio  per soli scopi elettorali e per accaparrarsi la  fiducia e i voti da sfruttare nelle campagne elettorali.

 A questo  punto  non ci resta che organizzare i ricorsi  in massa per spostare la lotta per il riconoscimento dei nostri  diritti nei tribunali causando, nostro malgrado,  ingenti costi  allo Stato Italiano  a causa di politici inetti ed incapaci che hanno preferito fare come “lo struzzo” invece di affrontare e risolvere una questione   che andava assolutamente “disinnescata”.

 Quindi da oggi, ai circa  11.000 ricorsi attivi nei vari tribunali lo Stato Italiano ne dovrà affrontare ancora altre decine di migliaia che seguiranno nei prossimi tempi.

 I lavoratori ATA-ITP ex EE.LL. che da più di tredici anni lottano per il riconoscimento del loro diritto “scippato” da un grave e vile atto normativo noto come il comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 , e, forti di ben due sentenze emesse dalle Corti di Giustizia Europea che hanno condannato l’Italia per aver rinunciato a proteggere la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo creando di fatto discriminazione tra lavoratori,  DICHIARANO  che non rinunceranno in nessun modo alla battaglia intrapresa e dichiarano lo STATO DI AGITAZIONE di tutto il personale Ata-itp ex enti locali che sfocerà in una nuova  protesta da organizzarsi a breve  nella capitale sotto i palazzi del potere e della burocrazia.

 

QUESTO ERA L’IMPEGNO DEL PD……..VI RICORDATE????

http://www.orizzontescuola.it/news/ata-itp-eell-respinti-emendamenti-risolutivi-vertenza?page=1

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2483839.html

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=49658&action=view