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a cura di :Antonio Mazzotti itp

Cronistoria –

Analisi – Proposta per una soluzione soddisfacente della vertenza del  Personale transitato dagli EE.LL.  allo Stato  ai sensi dell’art.8 legge 124/99.

Nel maggio 1999 il personale degli Enti Locali operanti con qualifica e mansioni riconducibili ai profili del contratto scuola era soddisfatto del risultato conseguito con la legge vedendo realizzato il principio costituzionale dell’eguaglianza “a parità di lavoro – parità di retribuzione”

Il nemico era dietro l’angolo.

Il legislatore, sempre ambiguo e pronto a fare solo gli interessi di casta, rimetteva l’applicazione della norma ad un accordo da stipularsi tra l’ARAN e i Sindacati!!!

Qui la fregatura.

L’accordo ignorava il dettato della norma di legge,art.8 comma 3 legge 124/99 “…riconoscimento giuridico ed economico dell’anzianità maturata presso l’Ente di provenienza…”.

L’accordo redatto, all’art.3 pone il personale transitato nella fascia corrispondente del contratto scuola, non in base all’anzianità, ma alla retribuzione goduta al 31/12/99. Io personalmente con una anzianità di 22 anni di servizio venivo collocato nella fascia dei 9 anni. Sic!!

Da qui le azioni giudiziarie e parlamentari.

La maggioranza dei Giudici sino al dicembre 2005 emetteva sentenze positive per i ricorrenti convalidate anche dalla Corte di Cassazione. Il Parlamento emanava con la legge 266/05 (art.1 comma 218)proposta dall’on. Santanchè.(Non dimentichiamolo MAI.) l’interpretazione retroattiva dell’accordo ARAN.

La norma annullava  tutte le sentenze non passate in giudicato favorevoli ai dipendenti con restituzione coatta delle somme ed arretrati erogate dalle spettanze mensili, ben oltre il quinto dello stipendio o pensione. Il successivo Governo Prodi nella legge finanziaria 2008 (art.1 comma 147) rinviava la questione di nuovo all’ARAN e Sindacati nell’ambito del rinnovo del contratto scuola, mai rinnovato.

LE PARTI : Il Legislatore: la sua azione si è concretizzata con interpellanze, mozioni, ordini del giorno, risoluzioni nelle Commissioni Cultura e Lavoro. Il Comitato Nazionale in ripetuti incontri con singoli Parlamentari e/o Componenti delle Commissioni Bilancio, Cultura e Lavoro, non ha mai raggiunto alcun risultato se non il riconoscimento della rivendicazione.

Il MIUR: tranne un censimento del personale transitato, effettuato nel maggio 2008, onde quantificare  il fabbisogno reale di cassa, riposto in un cassetto, mai più aperto, è stato sempre assente. Anche quando alcuni suoi rappresentati sono stati ascoltati nelle aule parlamentari e nelle commissioni.

In particolare i Sottosegretari hanno dato verbali assicurazioni, poi il silenzio.

Nella trasmissione dei dati finanziari all’Avvocatura dello Stato per le pronunce della Corte Costituzionale, le somme indicate erano talmente gonfiate che i Giudici relatori, arrampicandosi sugli specchi, dovevano anche ignorare le norme sancite dalla Costituzione per il rigetto della questione di legittimità costituzionale poste.

ARAN: Siglato  l’accordo con i sindacati nel luglio 2000,visto poi il precipitare delle azioni giudiziarie che inficiavano l’accordo, si giustificava asserendo che l’accordo era solo per il primo inquadramento. Sarebbe poi spettato al MIUR e ai Sindacati prevedere nel primo contratto i costi del definitivo inquadramento nell’ambito della  previsione di spesa corrente per il personale. Per non effettuare tale obbligo, il MIUR si è guardato bene ,sino ad oggi, d’inserire nei ruoli il Personale transitato.

I SINDACATI: da questi siamo sempre stati ignorati perché abbiamo   occupato posti di lavoro che loro non potevano  più gestire.

La GIUSTIZIA : i giudizi emessi dall’A.G. sono stati per la stragrande maggioranza positivi per i ricorrenti, producendo le seguenti situazioni: i  giudizi di primo grado, laddove non è stato immediatamente proposta l’esecutività della sentenza sono andati a buon fine e i ricorrenti hanno visto riconosciuto la piena anzianità e gli arretrati maturati.

Questi colleghi sono stati equiparati ai colleghi in servizio nello Stato,nel rispetto della norma della legge 124/99. Il Miur,ormai soccombente,dopo questo primo periodo. attraverso l’Avvocatura dello Stato ha  opposto sempre appello,e attraverso i propri funzionari periferici anche a suggerire ai Giudici del Lavoro bozze di sentenza.

Da questo momento  iniziano le sentenze negative per i lavoratori ricorrenti.

I ricorrenti che hanno avuto in primo grado sentenza positiva,non passata in giudicato e che hanno percepito immediatamente le somme spettanti ,hanno sì percepito gli arretrati e l’inquadramento,ma è stato loro richiesto per gli effetti dell’art.1 ( comma 218 ) della legge 266/05,il rimborso forzato degli arretrati percepiti in pochi anni e il non riconoscimento dell’inquadramento.

La Cassazione fino al 1 gennaio 2006 ha sempre emesso sentenze positive con rinvio alla Corte di Appello (sezione diversa della precedente),per una pronuncia positiva del dispositivo.

I Giudici e la Cassazione ricorrono  quindi alla Corte Costituzionale che in due sentenze, falsate dai dati finanziari comunicati dall’Avvocatura dello Stato circa gli importi occorrenti,dichiara l’infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale.

Da registrare poi due distinte sentenze,una della Corte di Giustizia Europea e l’altra della Corte Europea dei Diritti  dell’Uomo.

CORTE DI GIUSTIZIA: si è pronunciata per il riconoscimento del ricalcalo delle spettanze percepite dai dipendenti ex EE.LL. al 31/12/99 inglobando anche le somme non fisse.(produttività + altri emolumenti).

CEDU: si pronuncia nel rispetto dei Trattati e della Costituzione per il riconoscimento totale della anzianità  maturata e del susseguente inquadramento.

I PROTAGONISTI: Il Personale ex EE.LL. (70.000 unità circa) va diviso per profilo professionale:

Collaboratori scolastici: sono di gran lunga in numero maggioritario rispetto alle altre categorie. 15 anni di anzianità.

Ciò comporta ,ai fini dell’inquadramento e del  collocamento a riposo, la riduzione del danno economico, anzi  ai fini del primo inquadramento, in non pochi  casi hanno guadagnato.

Assistenti Amministrativi – DSGA: molti avendo la possibilità della qualifica optano nel 2001 per il rientro nell’amministrazione di provenienza. Da queste considerazioni si evince la sensibile riduzione dei 70.000 del 1 gennaio 2000.

Tant’è che il numero esatto dato del censimento del 2008, non è stato mai reso pubblico.

Assistenti di Cattedra: unica figura professionale che ha dovuto,per effetto della legge 124/99 restare nei ruoli scolastici,senza possibilità di opzioni. Sono i soli ad avere un’ anzianità datata,il loro ingresso nelle Amministrazioni locali per effetto nel 1976 della dichiarazione di ruolo ad esaurimento,bloccava di fatto l’indizione di pubblici concorsi. Il loro numero è quantificabile in 1700 unità.

MIUR: Dopo le prime sentenze in cui era soccombente,a tutte le successive sentenze ha opposto  Appello. Si giunse poi nel 2005 alla formulazione dell’emendamento Santanchè,bloccando retroattivamente le sentenze non passate in giudicato.

Successivamente e dopo le sentenze della Corte Costituzionale,cui si è detto,giungono le sentenze Europee.

La strategia del Miur cambia. Certo di un’ assenza del cambio della legislazione, opta solo per il soddisfacimento delle sentenze passate in giudicato, sentenze che recepiscono solo il ricalcalo delle somme non riconosciute nel primo inquadramento,così come nel dispositivo  della sentenza della Corte di Giustizia Europea. Gli unici ad essere penalizzati del tutto sono gli Assistenti di Cattedra ora ITP,che non avendo emolumenti accessori,non hanno nulla da rivendicare.

Ultima furbata del Miur nei confronti degli ITP (classe C666 già C999) è il transito nel ruolo del personale amministrativo e collocato in base al titolo di studio di accesso nella P.A. Questo incostituzionale passaggio,che ignora anche il superamento di pubblico concorso per l’accesso al ruolo,produrrebbe in caso di sentenze positive il solo diritto al riconoscimento delle spettanze economiche come al personale ATA. Somme che abbiamo visto essere quasi inesistenti.

Questa la cronistoria e la mia personale analisi della vicenda che non vede soluzioni a  breve, in considerazione delle condizioni economiche dello Stato, che priva una qualsiasi azione legislativa.

                                                          Ci arrendiamo?

Sul piano parlamentare vedo solo la possibilità:una volta acquisiti i dati del censimento del MIUR,ora sottochiave, e la quantificazione  del fabbisogno reale della somma occorrente a soddisfare e applicare il recepimento della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo,rispettando anche la Carta Costituzionale Italiana.

Un ultimo tentativo per verificare la reale volontà del MIUR e del Parlamento,è una pressante sollecitazione ai Parlamentari dei vari gruppi che nel passato si sono sentiti sensibili alla soluzione del nostro problema e al rispetto delle  leggi,di porre una interrogazione comune al Ministro Carrozza in uno dei prossimi Question-time che contenga almeno i seguenti punti: abrogazione art.1 comma 3 della legge 266/05; conoscenza dei dati del censimento MIUR del maggio 2008; immissione nei ruoli,nei profili di appartenenza al 31/12/99,e conseguente calcolo delle spettanze a carico del capitolo di spesa corrente del personale MIUR; restituzione delle somme corrisposte e poi rimborsate dal personale a seguito di sentenze.

Un ulteriore proposta risolutiva per le condizioni economiche statali potrebbe essere l’inquadramento nella fascia spettante e la conseguente corresponsione del nuovo stipendio.

Corrispondere poi anche con BOT a 5anni degli arretrati, anche detratti gli interessi legali.

Ritenendo che ciò  non avvenga, bisogna riprendere i giudizi ricorrendo al Giudice di 1° grado, per l’applicazione della sentenza della CEDU del 2011.

Giudizio che se non positivo deve giungere di nuovo fino alla CEDU per una sentenza che non può non essere uguale alla precedente.

Mi risulta che alcuni individuali giudizi,in questa direzione siano stati già proposti,è necessario nonchè utile che sia riavviata l’informazione attraverso il nostro sito,pubblicando i ricorsi e le eventuale sentenze. Mi rafforzano in questa proposta le seguenti sentenze,tutte emesse dopo le Sentenze Europee,da Giudici di Primo Grado: Sentenza 743/12 dal Giudice del Tribunale di Teramo che inficia i decreti per la restituzione delle somme erogate in applicazione del riconoscimento dell’anzianità e dell’inquadramento e ne ordina la restituzione. Sentenza 357/12 del Giudice del Tribunale di Vibo Valentia e del Giudice del Tribunale di Treviso,che accogliendo i ricorsi,disapplicano il comma218 (art.1 legge 266/05),riconosce il diritto all’anzianità e al nuovo inquadramento con l’erogazione delle somme spettanti dal 1/1/2000. Sentenza 178/12 del Tribunale di Monza che accoglie il ricorso,riconoscendo il diritto alla piena anzianità e al nuovo inquadramento con la corresponsione delle somme dovute.

                                                          MOBILITIAMOCI

Promoviamo quante più assemblee di personale possibili ,anche se in pensione,per sensibilizzare tutti ad una azione legale forte. Un appello particolare va fatto agli ITP,visto che sono secondo la ricostruzione dei fatti esposti e dei danni subiti,i soli ad essere penalizzati totalmente da leggi,sentenze e provvedimenti in essere. Attendo commenti,proposte, adesioni alla prossima assemblea in programma.

Un ultima chicca: nell’ordine del giorno approvato contestualmente alla legge con i provvedimenti per l’Istruzione (9/1574-A/63) si ignorano completamente le Sentenze  Europee.

Questa la dice lunga……

 scarica  Sentenza giudice del lavoro Vibo Valentia

 scarica  sentenza Tribunale di TV del 13gen2012 – ATA ex EELL

 scarica      Sentenza Monza ata n°178-12 del 29-02-2012