CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

CEDUNuova condanna dello Stato Italiano per la questione del trasferimento coatto del personale -già appartenente agli enti locali – alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione.

 L’annosa vicenda (oggetto di un’incredibile vicenda processuale, con legge di “interpretazione autentica”, pronunce della Corte Costituzionale, contrastanti pronunce della Cassazione) riguarda alcune decine di migliaia di dipendenti inquadrati nel personale Ata.

 Com’è noto, la Corte di Cassazione, dopo le sentenza Agrati della CEDU e la sentenza 6 settembre 2011 della Corte di Giustizia Europea, Grande Sezione, procedimento C-108/10, ha ritenuto di dover rimettere al giudice di merito la verifica in ordine al peggioramento delle condizioni retributive del personale ata, a seguito del trasferimento presso il MIUR.

 Tale orientamento, affatto risolutivo, viene oggi nuovamente rimesso in discussione dalla sentenza in commento che ribadisce ancora una volta come l’intervento dello Stato italiano con “legge di interpretazione autentica” (dunque con effetto retroattivo) non era giustificato da ragioni interpretative di interesse generale, risolvendosi dunque in una violazione da parte dell’Italia dell’art. 6 della Convenzione (diritto ad un equo processo).

 La sentenza è reperibile in originale (testo francese ) sul sito della corte europea http://www.echr.coe.int/Pages/home.aspx?p=home

 Il testo in italiano è invece frutto di una prima traduzione non ufficiale (dunque con possibili refusi).

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

ORIGINALE:

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Avv. F. Orecchioni

Fonte:http://www.dirittoscolastico.it/corte-europea-dei-diritti-delluomo-sentenza-del-14-gennaio-2014/