Archive for maggio, 2018


È importante far sentire la nostra voce, anche attraverso questa Petizione online!
Il link è il seguente:
https://www.change.org/p/politici-decurtazione-del-stipendio-personale-ex-eell

I collaboratori scolastici in forza a province e comuni che nel 1999 furono costretti a passare alle dipendenze del ministero dell’Istruzione. Le conseguenze di quella scelta continuano a pagarle ancora oggi ogni mese tra ricorsi in tribunale, in Europa e leggi rettificate

di Lorenzo Vendemiale | 29 maggio 2018

Settantamila dipendenti pubblici, sacrificati dal governo in nome dei conti dello Stato, traditi dai sindacati, illusi dai giudici.

E a distanza di quasi 20 anni non ancora rassegnati a rinunciare a una parte del loro stipendio da un giorno all’altro.

Sono i lavoratori Ata ex Enti locali, collaboratori scolastici in forza a province e comuni che nel 1999 furono costretti a passare alle dipendenze del ministero dell’Istruzione.

Le conseguenze di quella scelta continuano a pagarle ancora oggi.

Per ricostruire la loro storia bisogna tornare indietro ai tempi dei governi Prodi-D’Alema.

Per riunire sotto un’unica istituzione tutto il personale della scuola, il Miur decise di far transitare alle proprie dipendenze tutti quei lavoratori assunti nei vari enti locali: tra province e comuni, ce ne sono circa 70mila sparsi per l’Italia. Il problema è che, a differenza degli statali centrali, a loro erano stati bloccati gli scatti d’anzianità dal 1988: in cambio avevano ricevuto il cosiddetto “salario di produttività” (per un 3° o 4° livello, poco meno di due milioni delle vecchie lire all’anno).

Uniformare i contratti non è operazione semplicissima, e soprattutto – come previsto da quasi tutte le leggi – deve avvenire a costo zero.

La legge 194/99 non fa eccezione: si decise allora di escludere dall’accordo quella retribuzione supplementare, riconoscendo per intero l’anzianità maturata negli enti locali.

La norma entra in vigore, ma a distanza di un anno il ministero dell’Economia fa i conti e si accorge che per lo Stato il saldo è negativo: restituire tutti gli scatti bloccati costa troppo.

Così a luglio 2000, cambiando le carte in tavola il governo decide di rettificare il provvedimento originario e bloccare la ricostruzione di carriera, con la complicità dei sindacati che firmano l’accordo: il passaggio alle dipendenze dello Stato avviene con la sola voce stipendiale, privata per di più delle indennità accessorie. La beffa è doppia e ovviamente subito partono i ricorsi, ma con la normativa palesemente violata la partita in tribunale è scontata.

Lo Stato comincia ad accumulare sconfitte su sconfitte e così decide di correre ai ripari, con una norma retroattiva. Siamo arrivati al 2006, a Palazzo Chigi c’è Silvio Berlusconi e una “interpretazione autentica” firmata dall’onorevole Daniela Santanchè modifica a posteriori il senso della Legge 194, così da ribaltare i procedimenti ancora in corso.

Addio scatti di carriera.

Quello che il governo non aveva pensato era che parlando nella nuova norma di “maturato economico” da applicare a tutti i transitati, si sarebbe aperto un nuovo fronte per il contenzioso: da allora gli Ata ex Enti locali hanno cominciato a chiedere la restituzione del salario di produttività.

Con esiti altalenanti in tribunale: diverse sentenze in Europa (della Corte Europea dei diritti dell’uomo e della Corte di Giustizia) hanno dato torto allo Stato italiano, sancendo l’abuso fatto nei confronti dei lavoratori e illudendoli sulle possibilità di riavere i soldi perduti.

Poi però gli ultimi pronunciamenti dei tribunali italiani sono stati quasi tutti sfavorevoli. Ad oggi circa 15-20mila dipendenti hanno ancora un contenzioso aperto: la maggior parte di loro ha vinto in primo grado e perso in appello. Attendono la Cassazione, e magari con l’arrivo del nuovo governo sperano che qualcuno si ricordi di loro. Ma come al solito il problema è economico, prima che giudiziario: calcolando circa 60 euro al mese non riconosciuti per 18 anni (più gli interessi), per sanare la posizione di tutti ci vorrebbero almeno 200 milioni. La battaglia non è ancora finita.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/29/scuola-passati-al-miur-con-lo-stipendio-tagliato-la-storia-di-70mila-dipendenti-ata-che-aspettano-gli-arretrati-da-20-anni/4383974/

Annunci

Cari colleghi,

il nostro Comitato ha predisposto il presente modulo per una Raccolta firme, nuova iniziativa con cui prosegue la nostra lotta.

La scheda potrà essere utilizzata soprattutto dai colleghi in servizio, per raccogliere le firme sia del personale ATA che del personale docente.

Chiederemo al nuovo Governo di occuparsi della nostra vicenda che, come abbiamo sottolineato in varie occasioni, non può più attendere.

Per questo la Raccolta firme dovrà essere effettuata in un tempo breve e dovrà essere conclusa entro il prossimo 10 giugno 2018.

Il modello è stato fatto per raccogliere firme dai colleghi in servizio che possono chiedere la solidarietà per un giusta causa a tutti i colleghi docenti ATA ;fermo restando che chi vuole può anche firmare il modello online fino al 10 giugno.

Da inviare tramite mail a: comitatoexentilocali@gmail.com,

comitatoexentilocali@tim.it

Pec : comitatoexentilocali@pec.it

Il link è il seguente petizione on line

https://www.change.org/p/politici-decurtazione-del-stipendio-personale-ex-eell

Il Presidente