DE MINIMIS NON CURAT PRAETOR

a cura di Antonio Petazzi

Nella realtà dei fatti, nel nostro Paese (come direbbe un cronista in erba), esiste ancora una “obbligatorietà dell’azione penale” (art.112 Cost.)? E se esiste, è esercitata in modo efficace secondo Costituzione? Non so rispondere. Allora eserciterò la fantasia, sempre pensando al nostro Paese, la fantasia affaticata di un anziano idealista incattivito.

Voglio immaginare una “obbligatorietà dell’azione amministrativa” (di risarcimento ai cittadini) almeno quando dovrebbe coinvolgere ben 70.000 cittadini lavoratori della Scuola, ATA e ITP ex enti locali, soggetti a permanente estorsione di stato. Potrebbe esercitarla la Corte dei Conti la cui funzione è: « la verifica del bilancio consuntivo dello stato o di altri enti pubblici, allo scopo di accertare il rispetto delle regole contabili e l’attendibilità del bilancio stesso, trasmettendo in esito a tale controllo una relazione al parlamento » (da Wikipedia). Aggiungerei al rispetto delle regole contabili, il rispetto delle regole giuridiche che investono i diritti dei lavoratori soprattutto quando costoro lavorano per lo Stato e sono retribuiti dallo Stato. Dovremmo considerare lo Stato come il “leviatano”― allucinazione biblica e filosofica del potere assoluto e autoritario ― immanente allo stato delle persone e ai diritti delle persone? I magistrati della Corte dei Conti potrebbero verificare i conticini dei cittadini dopo averli raccolti con la rasca nelle sabbie mobili dei gabinetti ministeriali. I conticini dei lavoratori della Scuola ATA e ITP transitati forzatamente nell’anno 2000 dall’ente locale alla soglia ministeriale, per esempio, sono tutti in poche paginette da leggere con competenza (neanche tanta): il cedolino dello stipendio erogato dall’ente locale di provenienza (la provincia) a confronto con il cedolino dello stipendio erogato dallo stato. Confronto da effettuare su base annua (essenziale). Anche un semplice scritturale s’accorgerebbe del raggiro di stato (con risvolti penali?): miserabile truffa da lestofanti da tavolino (subita, lo ripetiamo, da 70.000 lavoratori) giocata di mano e di gomito dall’anno 2000 ai giorni nostri: “leviatano” è parola troppo pesante, qui lo stato ha fatto come il salumiere allegrone buggerone degli anni del boom che ti pesava, tra frizzi e lazzi, giamboni e mortadelle, “al lancio” e avvolti nella cartapecora!

Voglio immaginare una “obbligatorietà dell’azione costituzionale” che dovrebbero esercitare i geronti della Consulta, soprattutto verso loro stessi, e verso le loro insane sentenze “costituzionali” che hanno cassato costituzionalmente i diritti costituzionali dei 70.000 lavoratori della Scuola ATA e ITP ex enti locali. E’ sperabile che i cortigiani della Costituzione facciano pubblica autocritica? His temporibus, anche i Papi fanno autocritica, nella realtà dei fatti!

Dal sindacato sarebbe paradossale pretendere una ”obbligatorietà dell’azione sindacale”: dovrebbe sempre essere in atto, per la ragion d’essere del sindacato stesso e a maggior ragione quando sono coinvolti 70.000 lavoratori.

Per converso il cartello dei sindacati-scuola accreditati ― che a ogni cambio di luna diffondono sussiegosamente parole di “cotanto senno” sul divenire della Scuola Italiana e sulle sorti del relativo personale ― dovrebbe essere diffidato dall’ intraprendere “azioni sindacali”, in specie, collettive, per tutelare i diritti dei lavoratori considerati di rango inferiore. Nella fattispecie, dopo il clamoroso fallimento dell’azione collettiva a tutela dei lavoratori ATA e ITP ex enti locali per l’incauta strategia messa in atto dalle proprie avvocature (volevano trovare la fava nella torta del re), il cartello dei sindacati-scuola, per l’appunto, non ritenne mai e non ritiene tuttora opportuno (per chi?) inserire cogentemente la rivendicazione dei diritti lesi (e ulteriormente lesi con il suo fattivo contributo) dei suddetti lavoratori ATA e ITP ex enti locali nelle piattaforme contrattuali correnti. Il cartello dei sindacati-scuola accreditati, quindi, invocò misericordia indecorosamente, unanimemente e più volte, in tempore belli, prostrandosi davanti agli Dei acculati sulle sègge dell’Amfiparnaso parlamentare. Penose invocazioni in forma di letterine ossequiose (firmate) peroranti la “obbligatorietà di un’azione politica” risolutiva (per gli esclusi dalla contrattazione). Almeno una firma la ricordo, tale Pantaleo, nome bislacco da commedia dell’arte (vien da dire… l’armata Pantaleone! Oibò!)

Gli alti responsi degli Dei, caduti nei passati crepuscoli, furono sempre edificanti “ordini del giorno”― promettenti umana e giusnaturale comprensione ― seguiti, poi, da malcelati gesti dell’ombrello e da cornetti dietro il culo, nella realtà dei fatti!

Ah! Dimenticavo il Consiglio di Stato. Può esserci una qualche “obbligatorietà dell’azione di qualcosa” a tutela dei lavoratori della Scuola ATA e ITP ex enti locali da parte del Consiglio di Stato?

Non lo so, non ci capisco più nulla, ci sono tante corti, tanti cortigiani, una turba innumerabile di magistrati e una sola Costituzione.

E io sono stanco, avvilito, derubato, buggerato, ma, accidenti a loro, sono ancora di sana, incazzata e robusta costituzione.

Non rimarrebbe da considerare che l’Avvocatura dello Stato: si, perché, i lavoratori ATA e ITP ex enti locali fanno parte dello Stato e quindi l’Avvocatura dello Stato dovrebbe patrocinare la causa dei loro diritti lesi dallo Stato contro lo Stato di cui è patrocinante… No! No! Qualcosa non quadra e/o non cerchia. Ma certo! E’ palese un conflitto d’interessi (e di diritti) e nel nostro Paese non esiste una legge sul conflitto d’interessi e men che meno sul conflitto dei diritti. E poiché, ancorché, piriché e santanché questi lavoratori vogliono fare i furbi (sono i–taliani), per l’Avvocatura dello Stato anziché patrocinare c’è di ché “peierare” e “peiorare” con la consueta cattiveria che essa riserva nei confronti dei lavoratori considerati di basso rango, ancorché dello Stato, quali sono i lavoratori della scuola ATA e ITP ex enti locali, nella realtà dei fatti!. Conciossiacosaché!

AB ABSURDO.j

Fonte: http://dlvr.it/Qjp3PR

https://www.informazionescuola.it/de-minimis-non-curat-praetor/

https://youtu.be/Dt9PlUYQZOA