Si porta a conoscenza che nei prossimi giorni una delegazione del Comitato verrà ricevuta dal Sottosegretario di Stato Pubblica istruzione On.Salvatore Giuliano

Vi terremo aggiornati.

Articolo pubblicato in data odierna Ansa

Il personale ATA-I.T.P, circa 70.000 dipendenti, che nell’anno duemila “fu costretto a transitare” allo Stato ai sensi della legge 124/1999 “sta ancora aspettando da 18 anni e più i giusti diritti” sanciti da una legge dello Stato (l.124/1999) oltre che dalla Costituzione Italiana”. Lo afferma il Comitato nazionale ex Enti locali.

“Con questo trasferimento – spiega il Comitato – non è stato applicato l’articolo 8 della legge n.124 del 3 maggio 1999, in quanto è intervenuto un accordo del 20 luglio 2000 tra l’Aran e i sindacati che ha formulato criteri di inquadramento diversi da quelli stabiliti dalla legge. A questi lavoratori statali non è stata riconosciuta così l’anzianità di servizio pregressa, con una disparità di trattamento salariale e pensionistico che viene a determinarsi tra dipendenti ex enti locali e comparto scuola, nonchè tra i dipendenti del comparto scuola stesso”.

“Sono passati 18 anni e più – prosegue il Comitato – e il Governo italiano non ha ancora riconosciuto i diritti di questi lavoratori pubblici. Il comportamento dello Stato Italiano è stato sanzionato dalle Corti Europee. Infatti, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con le sentenze del 2011 e 2012 e altre in seguito, ha stabilito che il “comma 218” dell’art.1 L.266/2005 era in contrasto sia con i principi della parità delle armi e dell’equo processo (art.6 Convenzione dei Diritti dell’Uomo), che vieta al potere governativo/legislativo di interferire nelle cause in cui lo Stato è parte processuale, sia con l’art.1 del protocollo 1 alla suddetta Convenzione, che tutela la proprietà (diritto acquisito e fondata aspettativa di ottenerlo). Dal canto suo, la Grande Sezione della Corte di Giustizia Europea, con la sentenza “Scatolon ” pronunciata il 06/09/2011, a seguito di rimessione alla questione da parte del Giudice del Lavoro di Venezia, dichiarava che il trasferimento del personale ATA-I.T.P. dagli Enti Locali era assimilabile al “trasferimento d’azienda”, con le conseguenti tutele per i diritti retributivi dei lavoratori trasferiti, ai sensi della Direttiva 77/187/CE e dall’art.2112 cod. civ.”

Le richieste del Comitato nazionale Ata-Itp sono “l’abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266; il blocco delle richieste di recupero crediti delle somme percepite che l’amministrazione sta attuando; una sanatoria legislativa per tutte le sentenze negative passate in giudicato con l’inserimento del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266”.

“Le proposte fondamentali da presentare al Governo – conclude il Comitato – sono l’immediato inquadramento, sia per il personale in servizio sia per il personale in quiescenza, con nuovo decreto di ricostruzione di carriera valevole ai fini giuridici ed economici, secondo il dettato dell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 che recita: ‘A detto personale vengono riconosciuti ai fini giuridici ed economici l’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza’”.

Fonte:
http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/10/03/ata-itp-ex-enti-locali-da-18-anni-senza-i-giusti-diritti_4b6165a8-d6f7-44e8-a857-b3dd4db4a92e.html