Category: ATA-ITP EX ENTI LOCALI


 renzi“La Buona Scuola” di Renzi e  “Fai la Scuola Giusta” dei SINDACATI PRONTAFIRMA .

“SENTENZA UE PRECARI”……….,

è bastata una sentenza-della-corte-di-giustizia-europea-del-26-novembre-2014-(giusta e legittima) a scatenare la più perfida demagogia dei Sindacati e dei politici “mestieranti” che si alternano in false promesse a favore del personale precario della scuola al fine di raccattare tessere sindacali e promesse elettorali, dimenticando e nascondendo a tutti che i veri ed unici responsabili del perpetuo stato di precariato in cui ha vissuto il personale della scuola sono da identificarsi nei rappresentanti dell’asse politico-sindacale.

Bene farebbero questi signori a ricordare che il

“c’è lo chiede l’Europa”

In Italia vale solo per imporre nuovi balzelli, nuove tasse e scuse per allungare l’età pensionabile, mentre, non vale affatto per il riconoscimento dei giusti diritti dei lavoratori.

A ricordare agli smemorati di “Collegno” la realtà tutta italiana c’è la vicenda, tutt’ora irrisolta, dei  70.000 lavoratori italiani della scuola, gli ATA-ITP ex EE.LL. che nel lontano gennaio 2000 transitarono allo Stato, a malincuore, perché costretti dalla l. 124/99 art, 8 che  prometteva di riconoscere loro tutta l’anzianità maturata nell’Ente Locale di provenienza, garantendo, quindi, ad essi l’equiparazione ai colleghi dello Stato, rispetto ai quali avevano, comunque e da sempre svolto le stesse mansioni e compiti anche se alle dipendenze di due Amministrazioni Pubbliche diverse.    

A favore di questo personale, per il giusto riconoscimento dell’anzianità maturata nell’Ente Locale di provenienza, si è più volte espresso la Corte di Giustizia Europea con varie sentenze sottoelencate…eppure, a parte le false promesse elettorali e sindacali, niente e nulla di più !!!!!!!!! Si è preferito stendere un velo pietoso celebrando il funerale del “diritto del lavoratore ”.

Famiglie di dipendenti e di pensionati ridotti sul lastrico nonostante tante sentenze della Corte di Giustizia Europea a loro favore che hanno condannato lo Stato Italiano per il vergognoso comportamento vessatorio nei loro confronti da parte dei governanti che si sono succeduti dall’anno 2000 ad oggi.

Sono ormai già alcune decine di migliaia i ricorsi intrapresi da questi lavoratori decisi ad andare fino in fondo per intraprendere tutti i gradi di giudizi fino al riconoscimento del maltorto subìto.

Quanto sopra è la vergognosa vicenda degli ATA-ITP ex EE.LL. che dopo 14 anni è ancora irrisolta nonostante le sottoelencate sentenze europee favorevole alle loro vicende ed i cui rappresentanti invitano i docenti precari a non lasciarsi illudere dalle false promesse di quei sindacati e partiti che hanno assistito imperterriti per anni al loro sfruttamento condannandoli al precariato scolastico eterno.

           Ata- itp ex enti locali :continuano i ricorsi contro lo Stato italiano

 

 

         Elenco sentenze Giustizia Corte Europea a Favore del personale ATA-ITP ex EE.LL:

Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani agrati del 7 giugno 2011

SENTENZA  DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

 –SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

 –sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

 -sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE  11 dicembre 2012

 –CEDU-Sentenza Montalto del-14-gennaio-2014  Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non  ufficiale (dunque con possibili refusi)

 

 

 

 

 

stati generali

CONVEGNO NAZIONALE

UNICORNOQuesto Convegno, dal titolo “La buona scuola di Renzi: analisi e proposte alternative”, è organizzato dall’Associazione Unicorno l’AltrascuolA e dal Movimento Cinque Stelle

Sala TATARELLA, Palazzo dei Gruppi Parlamentari

Via di Campo Marzio n.° 74, Roma

h. 9.00 / 14.00

LUNEDI’ 24 NOVEMBRE 2014

convegno

L’incontro si svolgerà al termine di un evento organizzato dal Movimento 5 Stelle dal titolo “Stati Generali della Scuola”, che si terrà a Latina presso il Liceo Statale “A. Manzoni”,  nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 novembre. E’ bene partecipare anche a questo evento, nel quale si svolgerà il lavoro che sarà riferito nella mattinata di Lunedì 24 Novembre:

LINK: www.latina5stelle.it/stati-generali-scuola/

Durante il convegno di lunedì a Roma presso il Palazzo dei Gruppi parlamentari i coordinatori dei tavoli di lavoro tematici svoltisi durante il weekend di Latina illustreranno i risultati  emersi  dalle  due  giornate  di  studio  e  confronto  con docenti,  dirigenti,  studenti,  genitori e  personale ATA .

Successivamente avranno luogo gli interventi di una serie di esperti del mondo della scuola, giornalisti, sindacalisti e parlamentari del Movimento 5 Stelle, che commenteranno il documento “La Buona Scuola” e le prime disposizioni attuative presenti nella prossima legge di stabilità, evidenziandone le criticità e condividendo le proprie proposte alternative.

La partecipazione al convegno di lunedì avrà valore formativo e consentirà l’esonero dal servizio a docenti e personale ATA.

(Esonero Ministeriale 24 Novembre 2014 – M5S prot. AOODGPER 14794 – fruibile per tutti ai sensi dell’art. 62, comma 5, vigente CCNL)

 ANTICIPATE LA PRESENZA, telefonicamente o via mail: DOBBIAMO COMUNICARE I NOMINATIVI ALLA CAMERA PER I PASS. Per qualsiasi chiarimento e/o aiuto, telefonare alla sede nazionale UNICOBAS: 0670302626.

Il contatto degli organizzatori M5S che si occupa dei conteggi dei partecipanti a Latina e Roma è:       statigeneraliscuola.lt@gmail.com (bisogna segnalare la presenza anche a questo link).

IMPORTANTE!!! Si ricorda che i convegni promossi dall’Associazione ‘l’AltrascuolA’, qualificata dal MIUR, sono fruibili ai sensi dell’art. 64, PER DOCENTI ED ATA, commi 4 e 5, del vigente contratto (5 gg. annui con SOSTITUZIONE per i docenti per partecipare a corsi e convegni organizzati da Associazioni riconosciute dal MIUR).

 

 Esonero Ministeriale 24 Novembre 2014 – M5S    Manifesto 24 Novembre 2014

 

logo

– COMUNICATO STAMPA

PRIMO GIORNO DI SCUOLA CON SCIOPERO INACCETTABILE

IL PROGETTO RENZI-GIANNINI: L’UNICOBAS CONFERMA LO SCIOPERO

DELLA SCUOLA PER MERCOLEDI’ 17 SETTEMBRE, PRIMO GIORNO

NEL QUALE SARANNO APERTE TUTTE LE SCUOLE DEL PAESE,

CON MANIFESTAZIONE DALLA MATTINA SOTTO IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE.

Renzi vuol sapere cosa pensa la scuola del suo progetto? Non c’è bisogno di arrivare a fine anno: verifichi bene i dati dello sciopero del 17 Settembre. Operazioni discrezionali invece degli automatismi d’anzianità ed eliminazione dei precari. VALUTAZIONI DI DOCENTI ED ATA E DIFFERENZIAZIONI STIPENDIALI OPERATE DAI DIRIGENTI (CONTRATTO ‘FLESSIBILE’), ANCHE ATTRAVERSO L’INCROCIO CON I RISULTATI DEI VERGOGNOSI TEST INVALSI. Questo, per Renzi, sarebbe la “vera autonomia” e la “valutazione dei risultati”. POI CI SONO LA SPARIZIONE DELLE GRADUATORIE DI ISTITUTO E LA SPARIZIONE (FISICA) DEI PRECARI (SUPPLENZE E SOSTITUZIONI LE DOVREBBERO FARE GLI INSEGNANTI STABILI). Vengono confermate le ‘parole in libertà’ espresse a Luglio dal sottosegretario Reggi. Quello che si ‘scusò’ per le ‘parole mal meditate’ e di ‘non aver mai sostenuto di voler aumentare l’orario dei docenti’, non mancando poi di ribadire che ‘le supplenze le dovranno essere destinate al personale di ruolo’. Ebbene, come si può sostenere un progetto del genere senza un aumento d’orario per i docenti stabilizzati? Come potrebbero ‘fare le supplenze’ senza alzare l’orario di cattedra? Ulteriore demagogia, come la prima boutade di Renzi sui 3,5 miliardi di euro per ristrutturare gli istituti, per l’80% non a norma, ridottasi all’impiego di 150 milioni (stanziati da Letta) per appalti impropriamente scaricati sulle scuole (anziché sui comuni), che non apriranno prima dell’estate 2015. È così che Renzi pensa di “tranquillizzare le famiglie”, costrette a trattenere il fiato quando mandano a scuola i propri figli perché l’80% degli edifici scolastici non è a norma (il nostro Paese dal 1990 ha stabilizzato un regime di propogatio sulle norme delle Leggi 626 ed 81)? Vergognosa (ma molto indicativa) poi la bagarre sui pensionamenti di quella ‘quota ‘96’, eredità di uno dei tanti errori di Monti-Fornero, ‘errori’ riconosciuti ma mai corretti solo per risparmiare 40 milioni (altro che ‘grandi investimenti per la scuola’).

L’UNICOBAS CONFERMA LO SCIOPERO PER IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA.

La scuola italiana apre secondo le indicazioni dei calendari regionali. Il 17 Settembre le lezioni prendono il via nelle due regioni che iniziano più tardi (Puglie e Sicilia). Nel resto del Paese avranno inizio dall’11 al 15 Settembre (tranne per il Trentino che apre l’8). Il 17 Settembre tutte le scuole italiane saranno contemporaneamente al lavoro, e sarà il primo giorno di sciopero dell’anno. Un segnale forte contro la schizofrenia del Governo, fatta di annunci ‘fattivi’ clamorosamente disattesi e proposte irricevibili ‘avanzate’, ritrattate ed infine rilanciate senza vergogna.

‘MERITO’. Renzi parla di “Premiare l’impegno” e di “carriera dei docenti”. Ma in realtà di tratta di ASSUNZIONE DIRETTA di DOCENTI ED ATA da parte dei dirigenti scolastici, come nelle scuole private. A questo servirebbe il suo “Organico Funzionale”. L’horror vacui di limbo per ‘tappabuchi’ ‘sospesi’ dal quale ‘pescare’. Basta leggere: “E poi la possibilità di schierare la ‘squadra’ con cui giocare la partita dell’istruzione” … di modo che (il dirigente-manager) possa “chiamare i docenti che riterrà più adatti per portare avanti il proprio piano dell’offerta formativa”. A seguire c’è il “Criterio del merito per l’avanzamento e per la definizione degli scatti stipendiali”, ovvero l’eliminazione degli automatismi d’anzianità, già sterilizzati su 6 o 7 anni dal 1990 (quando erano biennali), e più volte bloccati. Ma lo sa Renzi che gli ‘scatti’ sono presenti in tutto il mondo, perché tutti sanno che ad insegnare s’impara soprattutto insegnando, persino nel Paese più liberista del mondo, la Svizzera, che non fornisce automatismi d’anzianità neppure a magistrati e militari di carriera, come fa l’Italia? Lo sa Renzi che, a causa del Dlvo 29/1993, per legge, tutto quello che viene dato alla scuola (contratto a parte) deve andare nel capitolato ‘fondo di istituto’, ‘aumenti di merito’ compresi? Lo sa che, stante l’attuale legislazione, e gli attuali stanziamenti, anche gli ‘scatti’ per ‘merito’ andrebbero a gravare sul fondo di istituto, già assottigliato in modo vergognoso: quello che rende possibili tutte quelle attività aggiuntive di cui parlano le ‘Linee guida’ a proposito di ampliamento dell’offerta formativa, e non potrebbero essere altro che delle ‘mance’? Renzi, in realtà, vorrebbe introdurre il ‘cottimismo’ nella scuola (quantità e nessuna qualità), assegnando qualche euro in più a chi si piega a trasformarsi appunto in ‘tappabuchi’ coprendo le supplenze, in linea con quanto vengono pagate oggi: 11 euro l’ora! Pensa che a questo aspirino “2 insegnanti su 3”?

ORGANICO DI FATTO E DIRITTO ed ORGANICO POTENZIATO. Fra organico di fatto e diritto chiediamo l’unificazione dal 1990. Anche dell’organico potenziato chiediamo dal 1990 l’istituzione (in attuazione, peraltro, della L. 270/1982, che stabiliva un 5% in più sugli organici, rimasta inevasa con i successivi tagli di bilancio). Ma non è possibile crearlo coprendo nel 2015 al massimo il turn-over e senza il ripristino dei posti (150.000) tagliati dalla controriforma Gelmini (che andrebbe abrogata mentre Renzi non la ‘sfiora’ neppure), la quale ha contribuito a far crescere in modo esponenziale il numero di quelle cattedre che, invece di andare ad assunzioni, sono state affidate ai precari.

C’è un’evidente contraddizione: Renzi calcola solo le necessità d’organico legate alla copertura ‘standard’ delle classi. Allora non ha capito che non potrà creare nessun organico potenziato, perché per farlo dovrebbe invece assumere una percentuale fissa di docenti in più per far fronte, come dice: “al recupero, allo sviluppo delle eccellenze … dalla programmazione del fabbisogno scolastico alla gestione delle supplenze, dall’aumento del tempo scuola, alla gestione dei progetti, nonché all’ampliamento dell’offerta formativa”. Dove sarebbe infatti questo “contingente stabile di docenti per coprire, tra le altre esigenze, la maggior parte delle supplenze brevi” se devono anche “ampliare l’offerta formativa e svolgere le tante attività complementari alle lezioni in classe”? Renzi poi inserisce fra questi elementi persino il ‘sostegno ai ragazzi diversamente abili’. Due le cose: o non sa che per questo esistono gli insegnanti di sostegno, o li vuole abolire, inserendo anche l’integrazione nel suo calderone demagogico dove c’è tutto senza le risorse per nulla. Assumere i precari con incarico annuale non basta, occorre regolarizzare anche quelli che coprono una cattedra per tutto l’anno con contratto della scuola. In realtà l’operazione non costerebbe molto (500 mln di euro secondo ‘Il sole 24 ore’), visto che da retribuire in più ci sarebbero solo tutte o quota parte delle ferie. Ma questo perché, col placet dei sindacati pronta-firma i neo-assunti già non hanno praticamente più una carriera legata all’anzianità. Ecco uno dei quid dell’operazione renziana ‘elimina-scatti’: eliminando anche quelli di chi sta nella scuola da tempo, la campagna di assunzioni verrebbe ‘autofinanziata’ (ma in molti anni) a detrimento dei diritti acquisiti.

ORARIO. Visto che prevede cattedre tutte almeno a 18 ore, sa Renzi che questa disposizione (già operativa dai tempi della Gelmini) ha impedito di mantenere la continuità didattica? Renzi non se ne cura. Anzi, a proposito di ‘potenziato’, prevede solo l’orario fisso dei docenti già stabilizzati, che vorrebbe portare (in linea con le dichiarazioni di Luglio del suo compagno di partito, il sottosegretario Reggi) almeno a 24 ore (cosa già tentata senza successo da Monti). Gli verrà incontro la CGIL, sindacato di riferimento del PD. Come contropartita, il segretario Pantaleo chiede quell’ottantina di euro che (eccezion fatta per una parte dei collaboratori scolastici e una manciata di precari con poco servizio) alla scuola non è praticamente mai arrivata. Non si sono ancora accordati solo perché manca la copertura. Intanto inizieranno ad accordarsi su 40 ore in più di servizio l’anno (gratis et amore dei, perché per il rinnovo del contratto scaduto da più di 6 anni non c’è un euro…), delle quali 20 da destinarsi alle supplenze, 10 all’aggiornamento e solo il quarto residuo per tutto ciò che Renzi vaneggia quando parla di ‘organico dell’autonomia’, ovvero per le attività di approfondimento ed ampliamento dell’offerta formativa. Ma lo sa Renzi che, nonostante la massa di precari, quotidianamente in Italia si viola il diritto allo studio DIVIDENDO LE CLASSI perché la maggior parte delle supplenze brevi non vengono coperte? Coprendo con le assunzioni annunciate (e tutte da verificare) solamente il turn-over pensa addirittura di eliminare le supplenze? Come farà senza le graduatorie di istituto, che invece intende abolire? A proposito delle “migliaia di insegnanti che mancano”: s’è accorto Renzi dei tagli di 2,5 mld (Prodi) ed 8 mld (Gelmini-Berlusconi) e delle classi-pollaio (ciò che rende impraticabili per la didattica, ma, ripetiamo, anche sotto il profilo della sicurezza le nostre scuole che già sono per l’80% non a norma ‘a prescindere’)? Le 150.000 assunzioni (peraltro destinate probabilmente a restare in buona parte ‘mero annuncio’) dovrebbero essere AGGIUNTIVE rispetto al turn-over. Abbiamo capito qual è il vero cruccio di Renzi sulla Scuola: è terrorizzato dal dover applicare le sentenze europee sulla regolarizzazione delle migliaia di precari con 36 mesi di servizio (richiamate, lapsus significativo, addirittura in un ‘titolo’ delle sue ‘Linne guida’: “Se anche la Corte di giustizia europea si interessa dei docenti italiani”). Per questo i ‘suoi’ hanno insistito tanto sull’aumento d’orario dei docenti e sul (vergognoso e minimalista) taglio delle scuole Superiori a 4 anni (che fa il paio col vergognoso Liceo Scientifico senza il latino voluto dalla Gelmini, mai messo in discussione, come del resto i nuovi programmi di storia nella Primaria imposti dalla Moratti, che sterilizzano l’insegnamento in quinta alla fine dell’impero romano per bloccarlo tre anni sull’età della pietra). Cosa intende Renzi, quando scrive di “affiancare al sapere il saper fare, partendo dai laboratori”, visto che il personale per i laboratori non c’è più da anni (e di questo le ‘Linee’ non parlano)?

Altro che ‘interesse per la scuola’! Cercano l’escamotage per ridurre drasticamente gli organici, onde dimostrare alla Suprema Corte di Strasburgo che non ci sarebbero posti da assegnare. In più, devono tirar fuori dal cilindro il ‘miliardo’ millantato qualche giorno fa da Renzi per la scuola: 800 milioni è il costo annuo per le supplenze, poi basterà aggiungere ciò che avanza del decreto Carrozza per l’istruzione (in buona parte mai speso). Sarà un inganno per chi s’occupa di conti, perché quei soldi verranno spesi ugualmente: alla scuola servono persone, non chiacchiere. Renzi parla di ‘consultazioni’, ma la controriforma è cogente, perché le coperture per il prossimo anno solare le deve trovare adesso nella Legge Finanziaria e lui le ha ‘trovate’ così: abolirà i supplenti, ma non assumendo almeno il 10% in più rispetto ai posti in organico, non potrà abolire le supplenze. Per questo (anche se ora ‘glissa’) cercherà di aumentare a costo zero l’orario obbligatorio di cattedra del personale di ruolo. La ‘spending rewiev’ parla di 20 mld di tagli: altro che investimenti (e, con riferimento alla scuola, pare essersene accorta anche la Bindi)! A proposito di “ripensare le strategie per l’istruzione” e del ‘settore-chiave per il futuro del Paese”, s’è accorto Renzi che abbiamo già toccato il fondo e siamo pressoché all’ultimo posto nella UE per percentuale sul Pil di spesa su scuola, università e ricerca?

In un Paese dove chi governa ha giurato su di una ripresa dello 0,8% per poi scoprire che siamo a -0,2%, in stagnazione e deflazione, prima hanno provato con le 36 ore settimanali, poi hanno ‘ragionato’ sulle 24 / 30. Ora, non volendo certo toccare i privilegi, eliminare la spesa per l’acquisto degli F35 (il 7 Agosto rifiutati, dopo il Canada, anche dal Giappone) o intaccare i regali fatti alle banche, si stanno arrovellando per riproporre ai docenti meno retribuiti del continente il diktat di una definitiva dequalificazione impiegatizia inesistente nel mondo, a professionisti della didattica già impegnati in un lavoro sommerso e mai riconosciuto che giunge ben oltre le 18 ore frontali (o le 24 della Primaria e le 25 della scuola dell’Infanzia). L’idea è sempre la stessa: SUPERIORI A 4 ANNI E RELATIVO TAGLIO DI 60.000 CATTEDRE, ALTRETTANTI ESUBERI REDISTRIBUITI A DETRIMENTO DELLA QUALITA’ DELLA SCUOLA E DELLE SPERANZE DI ASSUNZIONE + AUMENTO OBBLIGATORIO DELL’ORARIO PER TUTTI SENZA RETRIBUZIONE AGGIUNTIVA, A SPESE DELLE ‘FERIE SOTTESE’ (L’EQUIVALENTE DI ALMENO 22 GIORNI L’ANNO DI LAVORO IN PIU’) + AUMENTO D’ORARIO FACOLTATIVO (MA CHI NON LO FACESSE RIMARREBBE A STIPENDIO BASE).

Questo progetto fa parte di un piano volto apertamente a fare della scuola pubblica la copia di quei diplomifici privati che, come il Ministro ben sa avendo ricevuto da tempo le dettagliate denunce dell’Unicobas, non controllano profitto e frequenza degli alunni e non pagano i docenti, ma li forniscono invece dei punti necessari per superare i precari pubblici nelle graduatorie di merito. La Giannini infatti, nonostante le interrogazioni parlamentari, non solo non è intervenuta, ma ha preso le scuole private a modello, e s’è pronunciata per l’abolizione degli organi collegiali, baluardo di democrazia, libertà d’insegnamento e controllo nella scuola di tutti. Quando Renzi parla di “risorse private- destinazione Scuola”, in linea con il ddl Aprea di Forza Italia (ed i suoi aziendalistici ‘Consigli d’Amministrazione’), intende far gestire le scuole direttamente dai privati e regalare loro gli studenti dei Tecnici e dei Professionali come forza lavoro non retribuita con la ‘alternanza scuola-lavoro’ per l’introiezione di competenze meramente esecutive ‘depurate’ dal sapere critico.

Tutto questo non passerà. L’Unicobas si batte per un contratto specifico per la scuola (Docenti ed ATA) fuori dal calderone indistinto del ‘pubblico impiego’ e fuori dall’area di vigenza del Dlvo 29/1993 (per parafrasare Renzi, questa è stata la madre delle “riforme incomplete e – delle – scelte di corto respiro – che – hanno svalutato l’alta responsabilità professionale e civile di chi fa nel nostro Paese il mestiere più nobile e bello”), che impedisce alla scuola meno retribuita della UE aumenti contrattuali superiori all’inflazione ‘programmata’, la stabilizzazione degli automatismi d’anzianità e la riconquista di un ruolo professionale e disciplinare specifico, con l’istituzione del preside elettivo e del Consiglio Superiore della docenza.

logobandunicStefano d’Errico (Segretario nazionale)

Scarica PDF “La buona Scuola” integrale

Volantino in allegato

Comunicato Stampa 3 Settembre 2014

Circolare sciopero 17 Settembre 2014

.Fate girare la nostra voce nella vostra scuola: costruiamo un grande sciopero dal basso  ed una folta presenza alla manifestazione del 17 Settembre. DIAMO A CHI VUOL DISTRUGGERE LA SCUOLA LA RISPOSTA CHE MERITA
In merito allo sciopero ALLEGHIAMO anche LA CIRCOLARE UFFICIALE DEL MINISTERO SULLO SCIOPERO: è già ARRIVATA a tutte le scuole, quindi, se non l’hanno già fatta girare a docenti ed ata, DEVONO EVENTUALMENTE CERCARLA FRA LE MAIL giunte dall’Amministrazione O SUL SITO DEL MIUR, SCARICARLA E PASSARLA AL PIU’ PRESTO. Nessuna obiezione può essere fatta a chi intende scioperare.
LO SCIOPERO RISULTA QUINDI REGOLARMENTE PROCLAMATO E CHIUNQUE PUO’ ADERIRVI INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE VENGA O MENO FATTA GIRARE NELLE SCUOLE. COMUNQUE I DIRIGENTI SCOLASTICI SONO TENUTI A DARE IMMEDIATA COMUNICAZIONE AI LAVORATORI ED ALL’UTENZA, SIA TRAMITE AVVISO PER IL TRAMITE DEI DOCENTI (TUTTI, VISTO CHE I LAVORATORI NON SONO TENUTI A DICHIARARE ANTICIPATAMENTE L’ADESIONE O MENO ALLO SCIOPERO), SIA TRAMITE AVVISO DA AFFIGGERE FUORI DELL’ISTITUTO. LO SCIOPERO COPRE L’INTERA GIORNATA, ATTIVITA’ AGGIUNTIVE, PROGETTI, COLLEGI DOCENTI E RIUNIONI COMPRESE. DOCENTI ED ATA INCARICATI A TEMPO INDETERMINATO O DETERMINATO, CHE NON RISULTERANNO PRESENTI IL 28 APRILE E NON SI SIANO DICHIARATI IN MALATTIA, RISULTERANNO AUTOMATICAMENTE IN SCIOPERO. SEGNALATE SUBITO ALL’UNICOBAS OGNI VIOLAZIONE DEL DOVERE DI AVVISARE DOCENTI, ATA E FAMIGLIE COMMESSA DAI DIRIGENTI SCOLASTICI, PERCHE’ E’ UN REATO E VERRA’ DA NOI SEGNALATO TEMPESTIVAMENTE ALLA COMMISSIONE DI GARANZIA SUL DIRITTO DI SCIOPERO PER LE SANZIONI DEL CASO (GIA’ STABILITE DALLA L.146/90 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI)
 

33

Singolare sentenza del tribunale di Firenze

su ricorso promosso dall’Unicobas

Singolare sentenza del Giudice Roberta Santoni Rugiu del Tribunale di Firenze riguardo all’annosa questione del riconoscimento dell’anzianità maturata dal personale ATA proveniente dagli enti locali.

Con la sentenza n° 600/2014 ai lavoratori che si erano rivolti al Tribunale anche e soprattutto in virtù delle sentenze della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, tra cui la recentissima sentenza del 13/5/2014, il Giudice ha risposto dichiarando nullo il ricorso e condannandoli al pagamento delle spese processuali (  ben 5620 euro più le spese generali del 15%, iva e c.p.a.!).

Quello che stupisce poi sono i motivi per cui il ricorso è stato dichiarato nullo:

“non è possibile individuare l’esatta pretesa dell’attore”……..“ Non è indicato da quale amministrazione ognuno di loro provenisse, come vi fosse inquadrato e quale fosse il relativo trattamento retributivo ….”

Eppure, dopo aver chiaramente espresso nel testo del ricorso le motivazioni dei ricorrenti, di ciascuno erano state allegate:

 le buste paga dell’Ente Locale di provenienza dove, oltre all’inquadramento, erano desumibili l’anzianità di servizio, lo stipendio base e le voci incentivanti;

L’inquadramento fatto dal MIUR successivamente al passaggio allo Stato da dove si desumeva chiaramente il danno subito, visto che veniva fatto in base allo stipendio tabellare dell’Ente Locale di provenienza ( voci incentivanti escluse)  e non in base all’anzianità di servizio;

certificati del  servizio fatto nell’Ente locale;

tentativi di conciliazione e/o sentenze precedenti  dove erano nuovamente descritte le vicende dei singoli ricorrenti;

le buste paga relative al mese in cui era stato depositato il ricorso da cui si evinceva la scuola di attuale servizio e la progressione di carriera in linea con l’inquadramento precedente fatto dal MIUR ( a dimostrazione che il danno era ancora attuale).

Che è successo?

Semplice, il giudice non ha voluto tener conto degli allegati, come fossero estranei al ricorso!

Le ragioni?

Possono essere molteplici ma sicuramente non hanno niente a che vedere con la nullità del ricorso che era perfettamente valido e documentato.

Oltretutto il Giudice ha negato all’Avvocato Altini che ha presentato il ricorso e che all’udienza aveva richiesto i termini per note, la possibilità di chiarire al Giudice gli aspetti che a quanto pare non aveva compreso.

A 6 dei 9 ricorrenti, che avevano avuto sentenze negative passate in giudicato, poi è stato precluso di  agire con un nuovo ricorso, quando invece le recenti sentenze della corte europea dei diritti dell’uomo,  che tra l’altro erano state prodotte al Giudice, come anche studi di studiosi di diritto e  di professori universitari ( tra i quali proprio uno di un docente dell’Università di Firenze) sulla questione del giudicato nazionale  e del giudicato europeo, specificano che quest’ultimo si deve intendere come prevalente o comunque da tenere in considerazione.

Infatti alla luce della normativa europea le sentenze delle corti europee di giustizia hanno dato ragione ai ricorrenti e addirittura sono arrivate ad emettere provvedimenti di condanna  a pagamenti somme quale risarcimento del  danno a carico dello Stato Italiano! Questo  in casi di ricorrenti che già avevano avuto sentenze  negative in Italia passate in giudicato.

La giurisprudenza comunitaria ha costantemente affermato che “il giudice nazionale ha l’obbligo di applicare integralmente il diritto comunitario e di dare al singolo la tutela che quel diritto gli attribuisce, disapplicando di conseguenza la norma interna confliggente, sia anteriore che successiva a quella comunitaria”.

Quindi il Giudice non ha tenuto in minima considerazione le sentenze delle corti europee di giustizia e non entrando neanche del merito della questione ha dato torto trovando   una “ nullita” inesistente!

quindi, ferma restando la possibilità di adire la corte europea dei diritti dell’uomo, i ricorrenti, a stragrande maggioranza, hanno deciso fare l’appello per ribaltare la sentenza ingiusta del Tribunale di Firenze.

Dulcis in fundo:

l’esagerato ammontare delle spese di condanna, neanche la Cassazione si spinge a quelle cifre, e poi per un’unica udienza di 20 minuti senza che neanche si fosse costituita l’Avvocatura dello Stato!

Un piccolo grande neo che può rendere nullo il verbale: “ Sentenza pubblicata con lettura alle parti presenti ed allegazione al verbale” ma le parti non c’erano e la sentenza il Giudice l’ha letta per conto proprio.

logobandunicClaudio Galatolo (segretario regionale)

di Unicobas

 

http://www.tecnicadellascuola.it/item/4549-singolare-sentenza-del-tribunale-di-firenze-su-ricorso-promosso-dall-unicobas.html

 

 Comunicazione  dei nostri avvocati

proposte ricorsi iniziative da prendere

CIRCOLARE NUOVE CAUSE

 

a2

RomaTar Lazio ha rigettato il ricorso di Fernando Barcaglioni   riguardante al demansionamento coatto in ATA dei  C999 e C555  patrocinato dalla FLC CGIL.(nota MIUR prot. n. 13219 del 6.12.2013)Comunichiamo  che stamani il nostro collega ha dato incarico agli avvocati della FLC di presentare appello all’ordinanza.

 

Ordinanza del Tar:N. 02372/2014 REG.PROV.CAU.N. 01902/2014 REG.RIC

REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 1902 del 2014, proposto da:

Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil in persona del legale rappresentante p.t. e Fernando Barcaglioni, rappresentati e difesi dagli avv. Isetta Barsanti Mauceri, Francesco Americo, con domicilio eletto presso lo studio del secondo in Roma, via Cosseria, n. 2;

contro

Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato presso la cui sede in Roma, via dei Portoghesi, n. 12 ex lege domicilia;

per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,

della nota del MIUR prot. n. 13219/2013 del 6 dicembre 2013 recante “Personale docente inquadrato nei contingenti ad esaurimento C999 e C555 – attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 15 del d.l. 12/9/2013 n. 104, conv. in l. n. 128/13, nonché schema del decreto interministeriale emesso in pari data, nonché di tutti gli altri atti antecedenti, presupposti, connessi e conseguenti ancorchè incogniti e non comunicati;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 maggio 2014 la dott.ssa Pierina Biancofiore e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto che in relazione al pregiudizio prospettato ed alle censure proposte in ricorso, non sussistono le ragioni, previste dall’art. 55 del d. lgs. 2 luglio 2010, n. 104 per l’accoglimento della domanda cautelare di sospensione del provvedimento impugnato, atteso che il ricorso appare prima facie infondato, avuto riguardo alla compiuta relazione dell’Amministrazione che ha posto in rilievo come il decreto interministeriale impugnato e la relativa nota di accompagnamento non prevedono un passaggio automatico del personale titolare della classe di concorso C999 e C555, come prefigurato dalle censure proposte dalla ricorrente Associazione sindacale, ma in primo luogo transita su un’altra classe di concorso per la quale sia abilitato, in secondo luogo può partecipare ai corsi per il sostegno, oppure, infine, resta inquadrato nelle ridette classi e acquisisce la titolarità sui posti del sostegno fino a quando non concluda i corsi, restando il transito nei ruoli ATA come residuale eventualità;

Ritenuto che le spese della fase cautelare possano essere compensate;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) respinge l’istanza cautelare.

Spese della fase cautelare compensate.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 maggio 2014 con l’intervento dei magistrati:

Pierina Biancofiore, Presidente FF, Estensore
Giuseppe Chine’, Consigliere
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere

IL PRESIDENTE, ESTENSORE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 24/05/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

 

 http://www.flcgil.it/scuola/vertenza-itp-c999-e-c555-la-flc-cgil-ricorre-in-appello.flc

ricorso tar lazio ITP

https://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2014/03/12/demansionamento-itp-c999-in-ata-vinto-ricorso-al-tar-lazio/

 

 

imagesDGHZGWPY I 70.000 lavoratori ex Enti Locali transitati allo Stato nel lontano anno 2000 grazie alla  legge n. 124 del 3 maggio 1999, traditi per ben due volte dalla politica,  nel 2001 dall’accordo Governo D’Alema- Sindacati della Scuola Cgil-Cisl- Uil – Snals – Aran) , e successivamente dal governo Berlusconi (On. Santanchè) con il  comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266  interpretazione autentica sic.!) , si staranno chiedendo in queste ore per chi votare alle elezioni di domenica prossima.

E’ certo che,  unitamente ai  propri familiari, se fossero uniti,  rappresenterebbero  un serbatoio di voti, cumulabile, che andrebbe anche oltre i  300.000 voti?

E allora per chi potrebbero votare questi lavoratori che a causa del tradimento di tutti i partiti storici e dei sindacati stanno restituendo mensilmente somme ingentissime (400-500 euro) spingendo molti di loro (Collaboratori scolastici, amministrativi ed itp) in un baratro economico dopo anni di lavoro e di sacrifici.????

vergogna311

senza-parole

Lavoratori che oggigiorno sono , a maggior ragione, con l’odio agli occhi, in considerazione che le Corti di Giustizia Europee dei Diritti Umani  emettendo  ben quattro sentenze (ultima Sentenza CEDU del 13 maggio 2014) li hanno riconosciuto vittime dello Stato Italiano per soprusi giudiziari subìti.

Questi lavoratori non potranno mai dimenticare i torti ricevuti in passato dall’asse politico-sindacale(Prodi,D’Alema,Berlusconi-Aran, Cgil-Cisl- Uil – Snals), ma, restano ancora ed  a maggior ragione, stupìti e delusi dall’attuale comportamento della classe politica che, invece di vergognarsi delle loro colpe ,continua a prenderli in giro senza prendere iniziative concrete per una risoluzione della questione.

Ed allora? I lavoratori si stanno chiedendo perché e per chi devono votare.

fac-simile-scheda-europee

E’ con la rabbia nel cuore che molti di loro, anche  ex militanti di sinistra e di destra, stanno valutando sicuramente di non andare a votare per i motivi suesposti.

Ma, come Comitato ATA-ITP ex EELL, invitiamo invece  tutti i lavoratori coinvolti nella vicenda a riflettere  in questi ultimi giorni che ci separano dall’elezioni europee.

Noi non indichiamo per chi votare!

Perché ancora non c’è stato un partito o un  Movimento che sia sceso apertamente al nostro fianco , a parte qualche deputato che si è impegnato a presentare qualche mozione o interpellanza, delle quali siamo stufi e non sappiamo che farcene.

 Però questi sono i momenti in cui la rabbia che abbiamo dentro, per i soprusi  che stiamo subendo e dei quali  le Corti di Giustizia Europee ci riconoscono vittime,  ci deve far riflettere!

Allora analizziamo in questi giorni gli episodi che ci hanno visto coinvolti senza  dimenticare le promesse e gli impegni che i politici ci fecero nell’incontro del 28 marzo 2012 con i rappresentanti della VII e XI Commissione (On. Di Pasquale (pd) , On. Ghizzoni (pd)  On.Giammanco (Pdl) a cui e seguito il……

……”nulla”!. (risoluzione n. 8-00196 del 25 luglio 2012 )

Così come dobbiamo giudicare e  valutare gli ultimi politici contattati e che si sono impegnati (a voce.., con promesse non mantenute, con interrogazioni,, interpellanze….etc.) quali On.Malpezzi (Pd),On.Puglisi (pd) On.Vacca– M5S,  A.Cesaro –S.Civica se sono degni delle nostre valutazioni positive e meritano o meno il nostro voto!!!!

Un plauso va all’On. G. Vacca del m5s  che aveva  presentato un emendamento  dietro la nostra richiesta  l’abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 fonte dei nostri guai  nel  Decreto Istruzione n. 104/2013  (15.46. )la Camera, con votazioni nominali elettroniche, respinse l’emendamento   che poteva interessare la risoluzione della nostra vertenza  .

I partiti che compongono questo  governo  hanno  dimostrato, di nuovo, tutta la loro incapacità nel governare e risolvere i problemi, perché anziché  impegnarsi per  trovare  la soluzione con una opportuna copertura finanziaria hanno preferito bocciare gli emendamenti risolutivi spostando il problema ancora più in là e negli anni a venire.

votazione

Ovviamente noi ci riferiamo alle iniziative politiche che avvengono alla luce del sole e sono trasparenti a tutti , perché delle iniziative dei singoli che tentano soluzioni parziali, miranti a dividere i lavoratori, non meritano alcuna citazione o considerazione…

In definitiva noi del Comitato non vi diciamo di  votare per uno o per  altro partito…….ma facciamo sentire a questi nostri rappresentanti che  i 70.000 ATA-ITP, insieme  ai propri familiari non dimenticano e non dimenticheranno  mai il torto e la “schifezza” che hanno dovuto subìre e per la quale stanno amaramente pagando con sacrifici enormi e dei quali i nostri politici si devono vergognare e si devono sentire in dovere di riparare se vogliono essere votati,in modo da “avvisarli” per il  futuro ..”se vogliono i nostri VOTI devono scendere in campo ed impegnarsi apertamnente e chiaramente.   

 A questo punto non bisogna far altro che attendere, noi continueremo ad aggiornarvi in merito , rechiamoci tutti alle urne il 25 maggio per rinnovare questa politica sperando che qualcosa cambi . 

 
 Rassegna Stampa
 http://www.orizzontescuola.it/news/lettera-chi-voteranno-alle-prossime-elezioni-europee-ata-itp-ex-eell
 http://www.pisorno.it/lettera-per-chi-voteranno-alle-prossime-elezioni-europee-gli-ata-itp-ex-ee-ll-transitati-nei-ruoli-dello-stato-nel-lontano-anno-2000/

RISPOSTA del ministero della giustizia alla nostra istanza

ingiustizia-300x199“ALLUCINANTE ED INACCETTABILE RISPOSTA”

 da parte del Ministero della Giustizia a firma, del Capo gabinetto Giovanni Melillo inviata , per email, al collega Nando Barcaglioni .

Risposta che questo Comitato ritiene inaccettabile  ed allucinante per le seguenti considerazioni;

-Una risposta ,quella data al collega, che oltre ad essere non oggettiva , dimostra anche una faziosità  nei confronti della questione  ATA-ITP ex EELL non solo innata, ma, anche cresciuta e maturata in  quelle stanze del Ministero dell’ In” giustizia, scritta  per mano di un Funzionario Burocrate del Dicastero  che è stato parte in causa , oltre che  regista  nel  consigliare  il governo Berlusconi e  per mano dell’on. Santanchè di mettere in campo, nel lontano 2005,  la fatidica “dis-interpretazione autentica dell’art. 8 l. 124/99 che rinnegava il riconoscimento dell’anzianità maturata finora ai lavoratori, e   che determinò, di fatto, il capovolgimento della stragande maggioraza delle cause a sfavore dei ricorrenti,  fino ad allora, vittoriosi nei vari giudizi.

Una risposta che continua a mistificare la verità, perché, ci chiediamo, come è possibile afferrmare che la maggior parte dei giudizi sono  stati sfavorevoli  agli ATA-ITP ex EELL  non tenendo conto che i giudizi e le cause nei tribunali  sono stati  “pilotati ”, dallo Stato Italiano , contro i lavoratori parte in causa, con la predetta interpretazione autentica  (dpr 266/05), a causa della quale interpretazione  e per  conseguente  comportamento illegittimo ed illegale l’Italia è stata condannata  dalla Corte di Giustizia Europea con una serie di clamorose sentenze;

Una risposta che svela tutta la faziosità contro gli ATA-ITP ex EELL , perché mistifica la realtà con una grande abilità descrittiva. Nella nota si cita abilmente un capoverso estratto dalla sentenza    della Corte di Giustizia Europea (Scattolon 6 settembre 2011) addicendo alla stessa “legittimo il trasferimento del personale allo Stato ritenendo che non vi è stato alcun peggioramento economico nell’attuazione dello stesso, quanto in verità la stessa sentenza al punto )83 invita i giudici ad esaminare se si sia verificato il peggioramento retributivo, cosa  che di fatto nei giudizi in atto sta avvenendo ed i giudici stanno dando ragione ai dipendenti anche perché nella valutazione dello stipendio all’atto del passaggio non fu tenuto conto dei vari compensi accessori percepiti dai dipendenti degli Enti Locali  (livelli differenziati, produttività, tickets mensa etc), che facevano parte del corredo stipendiale e la cui valutazione , da sola, bastava abbondantemente a determinare  anche il superamento di un gradone nel nuovo inquadramento stipendiale.

Una risposta mistificatoria e faziosa perché cita, una sola sentenza omettendo di riconoscere che ormai sono ben quattro le sentenze emesse dalle Corti di Giustizia Europea di condanna allo Stato ed alla Giustizia  Italiana per come ha trattato la questione ATA-ITP ex EELL.Giusto per opportuna conoscenza al Capo Gabinetto  Giovanni Melillo che ha firmato la missiva in questione inviamo in allegato i riferimenti delle sentenze europee compresa l’ultima emessa  tre giorni fa e di ulteriore condanna dello Stato Italiano a favore di un ulteriore gruppo di ricorrenti ATA-ITP ex EELL.(Sentenza CEDU del 13 maggio 2014, AIRE BORDONI ET AUTRES c. ITALIE)

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.La Corte ha riscontrato una violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione ,rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.I diritti acquisiti dai lavoratori trasferiti da una PA all’altra non possono essere negati da una legge d’interpretazione autentica retroattiva La CEDU condanna nuovamente  l’Italia per l’illecita interferenza tra il potere legislativo e quello giudiziario: violando  il diritto all’equo processo.

Il Comitato ATA-ITP ex EELL si chiede, a questo punto, e lo chiederemo direttamente al Ministro Andrea Orlano, gestore del dicastero di provenienza della missiva inviata al collega Nando Barcaglioni, se quella espressa è l’opinione anche sua personale circa la grave ingiustizia subìta dai 70.000 lavoratori transitati allo Stato nel 2000. Qualche dubbio sulla faccenda ci assilla anche perché davanti ad impegni presi in varie occasioni (Comm. Cultura VII ed Comm. Lavoro XI) da vari rappresentanti colleghi di partito del PD- on Di Pasquale, Ghizzoni etc- Puglisi) di fatto poi si è dimostrato ed è seguito un nulla di fatto.

NDR:

Un nuovo capitolo nell’annosa vertenza del personale Ata.

Per la Corte Europea di Strasburgo, l’Italia è colpevole di violazione dei diritti dell’uomo, non avendo rispettato l’art. 6 della Convenzione, che prevede il diritto ad un equo processo.Davvero una figuraccia dello stato italiano di fronte alla comunità internazionale.

Di seguito, alcuni passi delle sentenze dei link sottoriportati 

“La Corte ritiene che il fine invocato dal Governo italiano, vale a dire la necessità di colmare un vuoto giuridico ed eliminare le disparità di trattamento tra i dipendenti, mirava in realtà a preservare il solo interesse economico dello Stato” .

Sentenza CEDU del 13 maggio 2014, AIRE BORDONI ET AUTRES c. ITALIE

BORDONI ED ALTRI TRADOTTO (con possibili refusi)

AFFAIRE PEDUZZI ET ARRIGHI c ITALIE_personale ATA   del 13 maggio 2014

AFFAIRE MARINO ET COLACIONE c ITALIE_personale Ata   del 13 maggio 2014

AFFAIRE CAPONETTO c ITALIE_personale ATA  del 13 maggio 2014

AFFAIRE BIASUCCI ET AUTRES c ITALIE   del 13 maggio 2014

sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

 -sentenza De Rosa e altri contro Italia  11 dicembre 2012(AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE 

 –SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani agrati del 7 giugno 2011

SENTENZA  DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

 

 

 

                                                       AS

ministero giustizia

http://www.tecnicadellascuola.it/item/3745-faziosita-del-ministero-della-giustizia-nei-confronti-della-questione-ata-itp-ex-eell.html

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2486119.html

Settantamila lavoratori a cui non sarebbe stata riconosciuta

l’anzianità maturata fino al 2000

grazie statoSono passati 15 anni dall’inizio della vicenda, e i ricorsi ancora pendenti sarebbero quasi 15mila. Parliamo del passaggio dei lavoratori della scuola Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) e Itp (Insegnanti tecnico pratici) dall’ombrello degli enti locali a quello del ministero dell’Istruzione. Si tratta di circa 70mila bidelli, personale amministrativo, insegnanti di laboratorio a cui non sarebbe stata riconosciuta l’anzianità maturata fino al 2000, con perdite conseguenti in termini di stipendi e pensioni. C’è chi ha fatto causa e ha vinto, ma poi ha dovuto restituire i soldi. Del caso si sono occupate anche le corti europee, che hanno emesso l’ultima sentenza a gennaio. In questi 15 anni lo Stato avrebbe risparmiato centinaia di milioni: una somma su cui i ricorrenti rivendicano di avere diritti.

Tra norme e sentenze

Il punto di partenza è la legge 124 del 1999. L’articolo 8 disciplina il “trasferimento di personale Ata degli enti locali alle dipendenze dello Stato”, e dice espressamente che a questi lavoratori sarà riconosciuta “ai fini giuridici ed economici l’anzianità maturata”. Le cose non sembrano essere andate così. «Dopo un anno Cgil, Cisl e Uil hanno fatto un accordo temporaneo con l’Aran, l’agenzia che negozia per conto della pubblica amministrazione. Quell’intesa ha capovolto la situazione, togliendoci diversi anni di anzianità. Io ne avevo 18: me ne sono rimasti tre». A parlare è Vincenzo Lo Verso, responsabile nazionale del Comitato Ata-Itp ex enti locali. «Nel 2001 un decreto inter-ministeriale ha recepito il documento firmato da Aran e sindacati, che a quel punto hanno iniziato a opporsi». Da temporaneo, insomma, l’accordo sarebbe diventato permanente, facendo arrabbiare le organizzazioni dei lavoratori. «Quando fu siglato il documento c’era l’impegno a garantire la ricostruzione delle carriere», ricorda Domenico Pantaleo, leader della Cgil di categoria. Quell’impegno sarebbe stato tradito. E così iniziarono i ricorsi.

«Nei primi anni», dice Lo Verso, «i tribunali italiani ci hanno dato ragione. Diversi lavoratori hanno ottenuto il riconoscimento dell’anzianità e incassato le somme a cui avevano diritto. Poi è arrivata la finanziaria di fine 2005». Il comma 218 “interpreta” la legge 124 del 1999 a favore dello Stato. «Da allora i giudici del nostro Paese hanno iniziato a darci torto». La questione si è spostata in sede europea. Il Comitato cita due sentenze del 2011 e una dello scorso gennaio: la prima e l’ultima emesse dalla Corte dei diritti dell’uomo, la seconda dalla Corte di giustizia dell’Unione. «Dopo il primo di questi verdetti a noi favorevoli, 124 persone hanno fatto ricorso, ottenendo un indennizzo complessivo di un milione e 800mila euro».

I possibili sviluppi

Secondo Lo Verso al momento le cause in corso sarebbero 15mila. Se i lavoratori dovessero vincerle, lo Stato potrebbe essere costretto a pagare una grossa cifra. Quanto grossa? La Cgil di categoria dice che il calcolo dell’anzianità applicato dal 2000 in poi ha permesso alle casse pubbliche di risparmiare diverse centinaia di milioni. Nel 2008 il sindacato stimava che fossero 500. Da allora sono passati sei anni, in cui le persone coinvolte avrebbero perso altri soldi in termini di stipendio e pensione. Oggi gli addetti interessati ancora al lavoro sarebbero circa metà di quelli iniziali: gli altri avrebbero raggiunto l’età necessaria per lasciare le aule, senza che il contenzioso collettivo sia stato definitivamente risolto.

La vicenda è intricata, e non si esaurisce qui. Un altro capitolo riguarda chi aveva vinto una causa prima della finanziaria 2006, quella che ha “interpretato” la legge del 1999. Queste persone avevano ottenuto il riconoscimento dell’anzianità che dicevano di avere, e di conseguenza il rimborso dei soldi in più non incassati a partire dal 2000. A questo punto le loro storie si biforcano: quelli che avevano vinto con un verdetto irrevocabile si sono tenuti le somme versate dallo Stato. «Gli altri hanno dovuto restituirle», dice Lo Verso. «Parliamo anche di 60-70mila euro, magari chiesti a famiglie monoreddito». La Cgil di categoria spiega che alcuni lavoratori stanno sborsando anche 400 euro al mese. Come pagare un affitto.

«Noi continueremo a promuovere ricorsi», assicura Domenico Pantaleo, «ma serve una soluzione politica». Di che tipo? Il Comitato nazionale Ata-Itp chiede sostanzialmente tre cose. La prima è il riconoscimento dell’intera anzianità maturata fino al 2000, con adeguamento conseguente di pensioni e stipendi attuali e futuri. Poi un provvedimento che permetta ai lavoratori di recuperare almeno parte dei soldi che avrebbero perso finora. Infine il blocco delle restituzioni di somme allo Stato da parte di chi aveva vinto una causa e si è visto chiedere indietro la cifra ottenuta. Tutte e tre le richieste, se accettate, comportano che lo Stato metta a bilancio perdite rispetto alla situazione attuale. Il danno per le casse pubbliche potrebbe essere ancora maggiore, se tra qualche anno i ricorrenti dovessero vedersi dare definitivamente ragione dai tribunali. Ma il ministero dell’Istruzione, chiamato a dire la sua sulla questione, ha preferito non rispondere.

Fonte: http://www.linkiesta.it/personale-ata-miur

http://www.pisorno.it/tecnici-e-bidelli-aspettano-ancora-milioni-dalla-scuola-settantamila-lavoratori-a-cui-non-sarebbe-stata-riconosciuta-lanzianita-maturata-fino-al-2000/

 

 PROMESSE SEMPRE PROMESSE…………..E NIENTE FATTI………..RISOLUZIONI,INTERPELLANZE ,

ORDINI DEL GIORNO SIAMO STANCHI D’ESSERE PRESI IN GIRO

AVEVANO L’OPPORTUNITA’ DI ABROGARE IL COMMA 218 CON  GLI EMENDAMENTI 15.26.15.46.

PRESENTATI NEL DECRETO SCUOLA E IL GOVERNO  PD-PDL-NCD   HANNO VOTATO CONTRO

DOVE E’ STATO IL SINDACATO  IN QUESTI ANNI?

I SOLITI POLITICI CHE SI SVEGLIANO PRIMA DELLE ELEZIONI?

SONO TANTI PINOCCHIETTI

http://wp.me/p16ISq-1qf

Il tratto che ci riguarda è di tre minuti che va da 1 ore e 23 minuti a 1 ora e 26 minuti (è possibile far scorrere manualmente il video), con l’intervento di MASSIMILANO DE CONCA della CGIL di MANTOVA e la partecipazione dell’onorevole VINICIO PELUFFO (PD) , che promette un’interrogazione parlamentare e coinvolgerà anche il Sottosegretario al Ministero del Lavoro Zanetti ( Scelta Civica ).

PROMESSE SEMPRE PROMESSE…………..E NIENTE FATTI………..

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/09/strasburgo-condanna-finanziaria-2006-litalia-paghera-18-milioni/408701/?fb_action_ids=3515811188845&fb_action_types=og.recommends&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

rassegna stampa

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/strasburgo-dipendenti-pubblici-discriminati-italia-paga-1390621/

http://antonellamascia.wordpress.com/2012/11/11/il-calcolo-dellanzianita-di-servizio-per-funzionari-pubblici-tutti-dipendenti-ata-modificato-retroattivamente-a-seguito-della-legge-n-266-del-2005-per-la-corte-europea-e-una-violazione-de/

http://www.orizzontescuola.it/news/litalia-condannata-risarcire-124-dipendenti-ata-ex-eell

ndr:

h.14.20

mi hanno,  comunicato che l’interrogazione è stata rimandata – probabilmente alla prossima settimana – in quanto, così come formulata, ritengono sia destinata al Ministro dell’Istruzione e non al Ministro del Lavoro. Non essendo prevista la presenza del Ministro dell’Istruzione domani, l’interrogazione è stata quindi rinviata.

Vi comunicherò il giorno esatto dell’interrogazione appena possibile.

Il giorno 9 aprile  nel corso del Question Time delle ore 15.00 in  diretta televisiva,

Camera dei Deputati

interrogazione al   Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, in merito al personale ATA e ITP, presentato dall’On.  CESARO ANTIMO

Ecco il testo:

antimoATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00351

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 86 del 27/09/2013
Firmatari
Primo firmatario: CESARO ANTIMO
Gruppo: SCELTA CIVICA PER L’ITALIA

Elenco dei co-firmatari dell’atto

SOTTANELLI GIULIO CESARE SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013
D’AGOSTINO ANGELO ANTONIO SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013
CIMMINO LUCIANO SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013

Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 27/09/2013
Stato iter: IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00351
presentato da
CESARO Antimo testo di
Venerdì 27 settembre 2013, seduta n. 86
ANTIMO CESARO, SOTTANELLI, D’AGOSTINO e CIMMINO. —

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), che lavorava nelle scuole e che negli anni settanta era alle dipendenze delle province e dei comuni, fu trasferito alle dipendenze del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca dall’1o gennaio 2000, ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, con la garanzia del mantenimento, ai fini economici e giuridici, dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999, delle mansioni e della sede di lavoro;

per consentire il trasferimento del suddetto personale (circa 70.000 persone in tutta Italia) venne stipulato un accordo (senza valenza contrattuale derogatoria della legge) tra ARAN e CGIL-CISL-UIL-SNALS, poi recepito dal Decreto Interministeriale del 5 aprile 2001;

in base a sopraddetto accordo, finalizzato all’attuazione del trasferimento ed avente valenza temporanea, si stabili, tra l’altro, che l’anzianità maturata da ciascun lavoratore alle dipendenze dell’Ente Locale di provenienza, sarebbe stata riconosciuta con il metodo della «temporizzazione», cioè trasformando la sola retribuzione tabellare del dipendente in anzianità;

venne così costruita un’anzianità «fittizia», assai inferiore all’anzianità effettivamente maturata dal personale trasferito. In tal modo il personale trasferito perse il trattamento retributivo accessorio, molto più favorevole, previsto dal CCNL enti locali applicato fino al 31 dicembre 1999;

tra il 2001 e il 2005, si verificò un contenzioso di massa, promosso da buona parte del personale ATA ex EE.LL, per affermare il diritto al riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata nell’ente locale di provenienza. Dalla prima sentenza favorevole, pronunciata dal tribunale di Milano nel mese di marzo 2002 a tutte una serie di sentenze emesse successivamente dalla Cassazione nel 2005, questo diritto venne riconosciuto ai lavoratori che avevano fatto ricorso;

la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 2005), con il comma 218 dell’articolo 1, interpretò il comma 2, dell’articolo 8, della citata legge n. 124 del 1999, trasformando il riconoscimento dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999 in «temporizzazione» dell’anzianità, cioè in anzianità fittizia ed inferiore. In tal modo le cause ancora in corso tra i lavoratori ed il Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, subirono un «capovolgimento» a favore dell’amministrazione, contrariamente alla giurisprudenza consolidata, fino ad allora, della Suprema Corte di cassazione;

tra il 2007 e il 2009 la Corte costituzionale (con due sentenze, la n. 234 del 2007 e la n. 311 del 2009) ritenne infondata la questione di legittimità della norma «interpretativa»; e la Corte di cassazione e i giudici di merito mutarono la propria giurisprudenza, adeguandosi alle pronunce della Consulta e respingendo i ricorsi, ancora pendenti, dei lavoratori;

ben due sentenze emanate in sede europea hanno contraddetto la giurisprudenza nazionale: la sentenza «Agrati» e la sentenza «Scattolon».

Nello specifico, la sentenza «Agrati» del 7 giugno 2011, pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, stabilì che nella vicenda ATA, lo Stato italiano, con l’articolo 1, comma 218 della legge 266 del 2005, ha violato gli articoli 6 della Convenzione Europea e 1 del Protocollo n. 1 alla stessa Convenzione;

la sentenza «Scattolon» del 6 settembre 2011, pronunciata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea che ha stabilito che il trasferimento del personale ATA dagli enti locali allo Stato deve essere considerato un trasferimento d’azienda e pertanto ricade sotto la direttiva comunitaria in materia, che non consente che l’ente cessionario (il Ministro dell’istruzione dell’università della ricerca) riduca le retribuzioni globali di fatto già godute dal personale trasferito presso l’ente cedente (provincia/comune);

le due citate sentenze demoliscono una per una le tesi sostenute dal 2007 in avanti dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione poi, e, le stesse sentenze europee dovranno ora essere recepite dai giudici italiani nei processi in corso (circa diecimila, a tutt’oggi, ma, destinate a crescere a parere degli interroganti);

si è al cospetto di una vicenda annosa che ha creato non poche difficoltà economiche a migliaia di famiglie, basti pensare a coloro che sono obbligati a restituire cifre ingenti con rate mensili anche di 400,00 euro, a seguito di sentenze emesse nei giudizi di secondo grado che le Corti di Giustizia Europee hanno dichiarato illegittime;

con la risoluzione n. 8-00196, approvata nella XVI legislatura e conclusiva del dibattito avuto in Commissione XI il Governo pro tempore si era impegnato affinché, entro tempi brevi, si giungesse ad una equilibrata risoluzione della vicenda, con l’obiettivo di realizzare una definitiva soluzione dell’annosa problematica del personale ITP e del personale ATA, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche –:

quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, intendano porre in essere al fine di attuare il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n. 266 del 2005;

se non ritengano necessario, garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1o gennaio 2000;

quali iniziative normative intendano attuare, in esecuzione dei principi stabiliti dalle due sentenze europee. (3-00351)

 

FERNANDOCi giunge notizia dell’avvenuta vittoria del ricorso al TAR Lazio  del nostro collega Fernando Barcaglioni sul demansionamento coatto nei ruoli del personale Ata

ricorso effettuato dalla flc romana che dalle sue pagine né dà notizia:

Il TAR Lazio a seguito dell’udienza tenutasi lo scorso 6 marzo ha deciso di sospendere l’applicazione dei provvedimenti relativi al passaggio forzoso degli ITP C555 e C999 nei ruoli ATA (nota MIUR prot. n. 13219 del 6.12.2013) e ha dato 60 giorni di tempo al MIUR per fornire una “compiuta relazione” che illustri l’antefatto che ha portato ad adottare tali provvedimenti.

Questa decisione del TAR è frutto del ricorso presentato tempestivamente dalla FLC lo scorso febbraio per chiedere l’annullamento della circolare MIUR in questione.

Per la FLC tale operazione, come sostenuto nel ricorso, è illegittima poiché impone un transito agli ITP su altro profilo penalizzante sul piano professionale e economico, senza che l’amministrazione abbia previsto alcuna attività di riqualificazione o ricollocazione  in grado di salvaguardarne la loro esperienza professionale.

Così facendo il MIUR è venuto meno ai basilari principi di efficienza e buon andamento nella gestione del servizio pubblico. Il TAR Lazio, sospendendo i provvedimenti attuativi del MIUR, ha trovato fondate le nostre argomentazioni e sospeso “ad tempus” il provvedimento impugnato in attesa che il MIUR fornisca le necessarie spiegazioni.

La prossima udienza è stata fissata per il 22 maggio 2014, data in cui ci sarà la decisione definitiva.

Fino ad allora il MIUR non potrà procedere ad alcuna operazione di transito degli ITP nei ruoli ATA. Di conseguenza tutti i posti dovranno essere resi disponibili alle immissioni in ruolo ATA di cui si discuterà domani al MIUR.

ricorso tar lazio ITP

http://www.flcgil.it/scuola/ricorso-flc-contro-il-passaggio-forzoso-di-itp-c555-e-c999-nei-ruoli-ata-il-tar-lazio-sospende-i-provvedimenti-del-miur.flc

LOGO

 

–Corte Europea dei diritti dell’uomo –

    La sentenza   Montalto   del 14 gennaio 2014

                (ric. 38180/08 più altri 16)                  

-La Giustizia Europea condanna nuovamente l’Italia –

Lo Stato Italiano non può più ignorare ciò che è accaduto a 70.000 lavoratori italiani della scuola, gli ATA-ITP che nel lontano gennaio 2000 transitarono allo Stato, a malincuore, perché costretti dalla  legge n. 124 del 3 maggio 1999 che all’articolo 8,  prometteva di riconoscere loro tutta l’anzianità maturata nell’Ente Locale di provenienza, garantendo,  quindi, ad essi l’equiparazione ai colleghi dello Stato, rispetto ai quali avevano, comunque e da sempre svolto le stesse mansioni e compiti anche se alle dipendenze di due Amministrazioni Pubbliche diverse.

Ebbene dopo una scellerata alleanza Governo-Sindacati  protrattasi per  14 anni durante i quali si sono orchestrate le più turpe trame tese da tutti i governi che si sono succeduti (Prodi, D’Alema, Berlusconi, Monti, Letta ) finalizzate ad affossare le legittime speranze ed aspettative  di questi sfortunati lavoratori, continuano a pervenire, dalle Grandi Corti della Giustizia Europea, a cui si sono visti costretti rivolgersi per dei diritti in Italia negati,  pesanti condanne  per lo Stato Italiano.

 Sono diverse ormai le Sentenze con le quali “il Giudice di Berlino” ricorda allo Stato Italiano, ed ai sindacati che hanno taciuto, girandosi dall’altro lato per non vedere e tappandosi le orecchie, che certi comportamenti vergognosi e squallidi sono degni dei paesi del terzo mondo e non certo di un paese che si vuole definire a tutti i costi “Europeo”.

Infatti , con la sentenza Montalto la Cedu ha rafforzato quanto già enunciato nella SENTENZA AGRATI  sulla violazione dell’art.6 della Convenzione, rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ATA transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare contro i sacrosanti diritti degli ATA-ITP ex EE.LL.

Insomma, la Corte di Strasburgo con la sentenza Montalto ha espresso con durezza le stesse valutazioni di censura agli abusi dello Stato italiano sulle regole e sui processi e alla slealtà nei rapporti con le Corti sovranazionali .

Lo Stato italiano “di diritto” dovrà prendere atto di queste posizioni delle Corti europee e cominciare a ricostruire le fondamenta della tutela dei diritti fondamentali, coniugandole con le reali esigenze della finanza pubblica, senza inventarsi nuove manipolazioni o cattive interpretazioni della giurisprudenza comunitaria e/o convenzionale.

Per questo motivo la C.E.D.U. ha dichiarato la violazione dell’art. 6 § della Convenzione  essendo stato non garantito   il diritto dei lavoratori interessati all’equo processo.

Ancora più deludente e squallido è il comportamento  dei nostri governanti , i quali, alla luce delle molteplici sentenze di condanna, che riconoscono  a questi lavoratori di essere stati vittime di una trama ordita dallo Stato Italiano , preferiscono non  vedere pur di non  affrontare la situazione e non voler  ammettere gli errori commessi.

A questo punto alle  migliaia di lavoratori Italiani ATA-ITP, padri di famiglie e , con  alla gola “il cappio” rappresentato  dalla restituzione “coatta” imposta dalle Ragionerie Provinciali dello Stato,  ancora attivate,  nonostante le “SENTENZE EUROPEE”, di condanna allo Stato Italiano per il trattamento subìto, non resta che  rivolgersi, ancora una volta ,  in massa ai tribunali.

È esattamente quello che sta avvenendo, dopo l’abdicazione ed il voltafaccia dei rappresentanti politici-sindacali con l’effetto finale che, dato i tempi della giustizia, lo Stato andrà incontro a colossali  esborsi che inevitabilmente  finiranno con il gravare sulle spalle delle future generazioni.

A tale riguardo si pensi che solo per 124 lavoratori la Corte di Giustizia Europea con la SENTENZA AGRATI  del 08/11/2012 ha condannato l’Italia a sborsare 1, 8 milioni di euro.

Bene farebbero i governanti italiani a comportarsi “responsabilmente” cercando di intavolare un discorso  con i rappresentanti di questi lavoratori per trovare una soluzione che blocchi da subito le ingiuste restituzioni coatte, attuate dalle Ragionerie dello Stato, e, trovare responsabilmente una soluzione ricordandosi che delle “scuse” da parte dello Stato Italiano sono dovute a questi lavoratori invece di  continuare a trattarli  come “lebbrosi”.

E’ passata la prima Repubblica,….è ormai moribonda  la seconda …..ma i comportamenti dei nostri politici e sindacalisti con il loro silenzio assordante sono sempre più deludenti.

Il Comitato sapendo di interpretare e rappresentare le istanze di migliaia di lavoratori è impegnato nel premere per chiedere incontri Istituzionali con i Presidenti delle Commissioni Cultura e Lavoro ed organizzare contemporaneamente la ripresa dei  giudizi legali

Allegati:

Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani agrati del 7 giugno 2011

SENTENZA  DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

 –SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

 –sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

 -sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE  11 dicembre 2012

 –CEDU-Sentenza Montalto del-14-gennaio-2014  Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non  ufficiale (dunque con possibili refusi)

http://www.orizzontescuola.it/news/ata-itp-transitati-allo-stato-corte-europea-condanna-nuovamente-litalia-mancato-riconoscimento

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2485059.html

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=52175&action=view

RUBA

Nuova sentenza di condanna all’Italia per le vicende del personale ATA.

Con la pronuncia depositata il 14 gennaio 2014  nel caso Montalto e altri contro Italia (AFFAIRE MONTALTO ET AUTRES c-1. ITALIE  ) Strasburgo ha accolto il ricorso di numerose vittime ravvisando una violazione dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che assicura il diritto all’equo processo.

Anche in questo caso il ricorso è stato presentato da alcuni dipendenti della provincia di Milano, passati sotto il Ministero dell’istruzione.

A causa della legge 23 dicembre 2005, n. 266  che aveva  introdotto un’interpretazione autentica all’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 i dipendenti erano stati di fatto privati dell’anzianità di servizio.

Per la Corte europea, l’intervento legislativo  ha regolato in maniera retroattiva la situazione dei dipendenti, di fatto impedendo la realizzazione di un equo processo.

Strasburgo riconosce che il potere legislativo può intervenire nell’ambito dei diritti in materia civile con nuove disposizioni, anche con portata retroattiva, ma senza intaccare il principio della preminenza del diritto e il diritto al processo equo.

Principi violati, invece, dall’Italia. Di qui la condanna.

L’adozione di una norma di interpretazione autentica di un testo dopo molti anni, con una prospettazione diversa da quella sostenuta dalla Corte di cassazione, che lede i diritti dei dipendenti cancellando l’anzianità di servizio costituisce una violazione della Convenzione europea.

vedi anche  la sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE  depositata in data 11 dicembre 2012  Personale ATA: nuova condanna all’Italia)

Dott.Marina Castellaneta

@marcast5

Fonte: http://www.marinacastellaneta.it/category/senza-categoria

ndr:

   Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011

   SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

   SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

   sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE

   sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

   CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014 Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non    ufficiale

   (dunque con possibili refusi)

 dirittiLa sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. s’inserisce perfettamente nella scia inaugurata dalla sentenza Maggio e altri c. Italia (ric. n. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08 del 31 maggio 2011), e confermata dalla sentenza Agrati e altri c. Italia (ric. n. 43549/08, 6107/09 e 5087/09 del 7 giugno 2011), in tema di leggi d’interpretazione autentica.

La vicenda è quella del personale ATA che, in seguito al trasferimento avvenuto nel 1999, è passato dalle dipendenze dalla funzione pubblica territoriale – ove percepiva uno stipendio base integrato da delle indennità accessorie – a quelle del Ministero dell’educazione nazionale (M.I.U.R.), che fornisce ai suoi dipendenti, per le medesime mansioni svolte dal personale ATA, uno stipendio base progressivo secondo l’anzianità di servizio.

Sebbene fosse previsto – nell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 (Trasferimento di personale ATA degli enti locali alle dipendenze dello Stato) – che i lavoratori trasferiti dovessero continuare a beneficiare dell’anzianità maturata, il Ministero assegnò loro un’anzianità fittizia, trasformando la retribuzione percepita presso gli enti locali in data 31 dicembre 1999 in anni di anzianità dei richiedenti.

Inoltre, per trasformare la retribuzione di base in anni di anzianità fittizia, il Ministero tolse dall’ultima busta paga dei lavoratori trasferiti tutti gli elementi accessori dello stipendio percepiti in modo stabile fino al 31 dicembre 1999.

In seguito al contenzioso giudiziario iniziato da numerosi lavoratori, il legislatore emanò la legge n. 266/2005 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, legge finanziaria per il 2006), d’interpretazione autentica della legge n. 124/1999 che sostanzialmente ebbe come effetto quello di fornire al personale ATA trasferito un trattamento economico inferiore rispetto a quello che avrebbe avuto secondo l’interpretazione costante della Corte di Cassazione anteriore all’emanazione della legge d’interpretazione autentica della legge sul trasferimento.

La C.E.D.U. analizza puntualmente anche l’incidenza della legge n. 266/2005 sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione che, prima dell’intervento legislativo, era favorevole ai lavoratori e,successivamente, al Ministero.

Sulla questione è inoltre intervenuta la Corte costituzionale che, con le sentenze n. 234 del 2007 e n. 311 del 2009 aveva sancito la legittimità costituzionale della legge n. 266/2005.

La C.E.D.U. ha riaffermato quanto già disposto sul precedente caso Agrati e altri c. Italia, stabilendo che la mancanza degli imperativi motivi d’interesse generale non giustificavano l’utilizzo di un tale strumento – la legge d’interpretazione autentica – che è, chiaramente, una deroga al principio generale di parità delle armi garantito dall’art. 6 della Convenzione.

La C.E.D.U. fa poi riferimento alla sentenza Scattolon c. M.I.U.R (Ricorso C-108/10), del settembre 2011 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea con cui era stata sancita la contrarietà al diritto dell’Unione e in particolare alla  direttiva 77-187-CE.

 In seguito alla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Corte di Cassazione, a partire dalle pronunce n. 20980 e 21282 del 2011, ha rinviato numerosi ricorsi ai giudici d’Appello al fine di effettuare una valutazione sul mutamento stipendiale e, nel caso in cui si fosse riscontrata una diminuzione salariale del personale trasferito, di giudicarla in contrasto con il diritto dell’Unione, disapplicando, dunque, la legge nazionale.

Nel caso Montalto, la C.E.D.U. ribadisce i principi consolidati in materia, ciò a partire dalle sentenze Raffinerie greche Stran e Stratis Andreatis c. Grecia, (ric. n. 13427/87 del 9 dicembre 1994), National & Provincial Building Society, Leeds Permanent Building Society e Yorkshire Building Society c. Regno Unito (ric. n. 21319/93, 21449/93, 21675/93 del 23 ottobre 1997), Zielinsky e Pradal e Gonzales c. Francia (ric. n. 24846/94 et 34165/96 à 34173/96 del 28 ottobre 1999) e Forrer-Niederthal c. Germania (ric. n. 47316/99 del 20 febbraio 2003), secondo i quali, sebbene non vi sia un divieto assoluto per il legislatore di intervenire con leggi d’interpretazione autentica sulle leggi in vigore, le garanzie del giusto processo e il principio di parità della armi non consentono che vi sia un’ingerenza da parte dello Stato in controversie pendenti di cui esso sia parte, a meno che ciò non sia giustificato da imperativi motivi d’interesse generale.

La C.E.D.U. ha quindi ribadito che mere necessità di ordine economico non possono costituire motivi imperativi tali da derogare  a tali principi.

La sentenza è decisamente critica.

La pratica delle leggi d’interpretazione autentica con effetto retroattivo, nella sostanza, fanno venir meno la speranza legittima di ottenere un risarcimento e l’adeguamento salariale per i lavoratori trasferiti.

Per questo motivo la C.E.D.U. ha dichiarato la violazione dell’art. 6 § della Convenzione.

AVV. ANTONELLA MASCIA

(Testo redatto con la collaborazione della dott.ssa Alessia Valentino)

ndr:

1 –  Sentenza della Corte di Cassazione del 15 marzo 2005

2 – Sentenza della Corte di Cassazione n. 3224 del 25 gennaio 2005

3-  Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011

4-   SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

5-  SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

6- comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266

7-sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

8- sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014 Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale (dunque con possibili refusi)

Fonte:http://antonellamascia.wordpress.com/2014/01/17/montalto-e-altri-c-italia-la-corte-europea-dei-diritti-delluomo-condanna-nuovamente-litalia-per-le-leggi-dinterpretazione-autentica/

condannaI diritti acquisiti dai lavoratori trasferiti da una PA all’altra non possono essere negati da una legge d’interpretazione autentica retroattiva La CEDU condanna l’Italia per l’illecita interferenza tra il potere legislativo e quello giudiziario: viola il diritto all’equo processo.

di Giulia Milizia

Peculiare sentenza sulla tutela dei dipendenti pubblici (personale ATA) trasferiti da un ente locale al Ministero: avevano perso ingiustamente i maturati scatti di anzianità e le relative integrazioni salariali.

La Finanziaria del 2006, con tale esegesi, riconosceva questi diritti solo a chi aveva ottenuto una sentenza definitiva, negandoli a chi aveva giudizi pendenti: è un’illecita e discriminatoria interferenza.

È la seconda condanna dopo quella del 2011.

È quanto stabilito dalla CEDU, sez. II, con la sentenza Montalto ed altri v. Italia (ric. 38180/08 più altri 16) del 14 gennaio 2014: il nostro paese è stato condannato per aver adottato detta legge d’interpretazione autentica,…

Fonte:

http://www.dirittoegiustizia.it/news/17/0000066073/I_diritti_acquisiti_dai_lavoratori_trasferiti_da_una_PA_all_altra_non_possono_essere_negati_da_una_legge_d_interpretazione_autentica_retroattiva.html

ndr :la Corte ha riscontrato una violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione ,rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Ndr: Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale

(dunque con possibili refusi)

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

Articolo 6 – Diritto a un equo processo

1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità possa portare pregiudizio agli interessi della giustizia.

2. Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.

3. In particolare, ogni accusato ha diritto di:

a) essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico;

b) disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa;

c) difendersi personalmente o avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;

d) esaminare o far esaminare i testimoni a carico e ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;

e) farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza.

diritti_umani_header 

La sentenza Carratù e l’ordinanza Papalia della Corte di giustizia, la sentenza Montalto della Cedu, le ordinanze di rinvio pregiudiziale della Corte costituzionale e della Cassazione, ricostruiscono la tutela effettiva dei lavoratori

di Avv. Vincenzo De Michele

 

omiss……….

6. La Cedu aiuta la Corte di giustizia a superare i contrasti sul caso Agrati-Scattolon e a chiudere la stagione dei favori allo Stato italiano

omiss……

 

14. Conclusioni:La sentenza Montalto della Cedu

La II Sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo nella recentissima sentenza del 14 gennaio 2014 nella causa “Montalto e a. v. Italy” sul ricorso n.38180/08 (più altri 16 ricorsi riuniti), ancora una volta intervenendo sulla norma interpretativa retroattiva dell’art.1, comma 218, della legge finanziaria n.266/2005 dopo la sentenza Agrati della Corte di Strasburgo del 7 giugno 2011.

Lo Stato italiano, con l’atteggiamento insopportabilmente mendace che ha caratterizzato anche la vicenda delle pregiudiziali comunitarie sul precariato pubblico statale e/o post-statale, ha comunicato in data 12 marzo 2013 al Segretariato generale del Comitato dei Ministri presso il Consiglio d’Europa che non erano state adottate misure generali per l’applicazione della sentenza Agrati, perché la giurisprudenza nazionale già stava dando esecuzione alla decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo la sentenza Scattolon della Corte di giustizia, e ha indicato la sentenza del Tribunale di Treviso e la sentenza n.78/2012 della Corte costituzionale sull’anatocismo bancario come misure specifiche di attuazione.

La Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo la proposizione del ricorso Livorti contro le due ordinanze Vino della Cgue, ha chiesto alla Corte di giustizia di correggere anche la cattiva interpretazione della sentenza Scattolon, oltre che gli errori procedurali commessi nei due provvedimenti sulla causale finanziaria Poste, il che è poi avvenuto con la sentenza Carratù e con il riconoscimento che lo Stato italiano poteva anche inserire condizioni di maggior favore anche in base alla direttiva 77/187/Ce sui trasferimenti di azienda, come previsto dall’art.7 della normativa applicabile al personale ata trasferito dagli Enti locali allo Stato, e quindi che non vi è bisogno per i lavoratori trasferiti di provare il peggioramento retributivo al momento del passaggio alle dipendenze del MIUR.

            Puntualmente, dopo un mese ,con la sentenza Montalto la Cedu ha rafforzato quanto già enunciato nella sentenza Agrati sulla violazione dell’art.6 della Convenzione, rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.4 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.

Insomma, la Corte di Strasburgo con la sentenza Montalto ha espresso con durezza le stesse valutazioni di censura agli abusi dello Stato italiano sulle regole e sui processi e alla slealtà nei rapporti con le Corti sovranazionali che, nell’asetticità e freddezza degli enunciati, sono implicitamente (ma non troppo) contenute nella sentenza CarratùPapalia della Corte di Lussemburgo.

Lo Stato italiano “di diritto” dovrà prendere atto di queste posizioni delle Corti europee e cominciare a ricostruire le fondamenta della tutela dei diritti fondamentali, coniugandole con le reali esigenze della finanza pubblica, senza inventarsi nuove manipolazioni o cattive interpretazioni della giurisprudenza comunitaria e/o convenzionale.

E’ un problema di responsabilità personale e collettiva, questa volta.

Ndr: Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale

(dunque con possibili refusi)

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

ORIGINALE:

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Fonte:

http://www.duitbase.it/saggi/213-la-sentenza-carratu-e-lordinanza-papalia-della-corte-di-giustizia-la-sentenza-montalto-della-cedu-le-ordinanze-di-rinvio-pregiudiziale-della-corte-costituzionale-e-della-cassazione-ricostruiscono-la-tutela-effettiva-dei-lavoratori-contro-le-leggi-retroatt

 100_0181Indicazioni operative agli Uffici Scolastici Regionali per procedere all’inquadramento su altra classe di concorso per coloro che, avendo i titoli, hanno presentato domanda.

Con la circolare del 6 dicembre 2013 era stato chiarito che il personale docente titolare delle classi di concorso C999 e C555, anche nell’a.s. 2013/14, è consentito transitare su altra classe di concorso per la quale sia abilitato o in altro posto di insegnante tecnico pratico o di scuola primaria per il quale possieda idoneo titolo di studio, purchè non sussistano condizioni di esubero nella stessa provincia.

Al citato personale è altresì consentito di rimanere negli organici degli Uffici tecnici, se già utilizzato in tali ambiti ed in possesso del relativo titolo di studio subordinatamente all’esistenza di posti in organico di diritto e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Dato l’approssimarsi delle domande di mobilità, si invitano gli Uffici Scolastici Regionali, acquisite e verificate le richieste del personale interessato, ad avviare tutte le procedure finalizzate al nuovo inquadramento con decorrenza giuridica nell’a.s. in corso e raggiungimento della sede di titolarità a decorrere dal 1° settembre 2014.

La nota del 5 febbraio 2014

ITP e passaggio nei ruoli ATA –

La FLC ricorre al TAR del Lazio

Va ricordato, onde evitare di fare confusione che gli ITP Ex Enti locali sono i colleghi transitati appunto dagli enti locali alle dipendenze dello Stato tramite un provvedimento del governo Prodi.

Le classi di concorso che le sono state assegnate sono la C555 e la C999, classi di concorso che scompaiono per effetto della riforma della scuola Gelmini e che per effetto della spending review, coloro i quali privi del titolo di studio valido per accedere ai ruoli docente, in maniera coatta transiteranno nei ruoli del personale ATA.

nota-895-del-5-febbraio-2014-attuazione-disposizioni-dl-104_13-personale-docente-c999-e-c555

La FLC per impedire ciò ha ricorso al TAR del Lazio, questo il comunicato

Fonti:http://www.orizzontescuola.it/news/transito-itp-c999-e-c555-altra-classe-concorso-lora-chiarimenti-usr

http://itpscuola.altervista.org/blog/itp-e-passaggio-nei-ruoli-ata-la-flc-ricorre-al-tar-del-lazio/

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

CEDUNuova condanna dello Stato Italiano per la questione del trasferimento coatto del personale -già appartenente agli enti locali – alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione.

 L’annosa vicenda (oggetto di un’incredibile vicenda processuale, con legge di “interpretazione autentica”, pronunce della Corte Costituzionale, contrastanti pronunce della Cassazione) riguarda alcune decine di migliaia di dipendenti inquadrati nel personale Ata.

 Com’è noto, la Corte di Cassazione, dopo le sentenza Agrati della CEDU e la sentenza 6 settembre 2011 della Corte di Giustizia Europea, Grande Sezione, procedimento C-108/10, ha ritenuto di dover rimettere al giudice di merito la verifica in ordine al peggioramento delle condizioni retributive del personale ata, a seguito del trasferimento presso il MIUR.

 Tale orientamento, affatto risolutivo, viene oggi nuovamente rimesso in discussione dalla sentenza in commento che ribadisce ancora una volta come l’intervento dello Stato italiano con “legge di interpretazione autentica” (dunque con effetto retroattivo) non era giustificato da ragioni interpretative di interesse generale, risolvendosi dunque in una violazione da parte dell’Italia dell’art. 6 della Convenzione (diritto ad un equo processo).

 La sentenza è reperibile in originale (testo francese ) sul sito della corte europea http://www.echr.coe.int/Pages/home.aspx?p=home

 Il testo in italiano è invece frutto di una prima traduzione non ufficiale (dunque con possibili refusi).

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

ORIGINALE:

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Avv. F. Orecchioni

Fonte:http://www.dirittoscolastico.it/corte-europea-dei-diritti-delluomo-sentenza-del-14-gennaio-2014/

70.000 lavoratori ATA-ITP ex EE.LL. “infoibati “ dopo una scellerata intesa  Sindacati –   Governo  durata 14 anni.

100_0179 La parola d’ordine è di stendere una pietra tombale sulla scandalosa e vergognosa  vicenda che ha sconvolto la vita di tutto il   personale ATA-ITP ex EELL che nel lontano gennaio 2000 passarono allo Stato grazie alla legge 124/1999 che ne disciplinava e regolamentava il transito.

E’ questo il famigerato accordo segreto che ha visto coinvolti i sindacati scuola maggiormente rappresentativi  ed i vari governi che si sono succeduti fino ad oggi .

Un vergognoso piano ben orchestrato da 14 anni, che ancora vige e  che fu strutturato all’indomani del  passaggio allo Stato dei lavoratori delle scuole (ATA-ITP) gestiti fino ad allora dagli Enti Locali.

Una manovra che rappresenta per tutti i sindacati della scuola, firmatari dei vari contratti, un “bubbone”  enorme che ha sporcato ed ancora rappresenta  una macchia nera e vergognosa per la parte sindacale e per la quale ancora non è stato trovato il coraggio di fare pubblica ammenda…ed allora meglio stendere un velo pietoso, o meglio, “INFOIBARE”  il problema per non parlarne anzi  negarne l’esistenza anche se l’infame e vergognosa manovra ha gettato nella disperazione migliaia di lavoratori, costretti a restituire al tesoro decine di migliaia di euro, con ripercussione  inevitabili  sulla liquidazione e sull’assegno di pensione.

In breve la storia:

–          Al fine di unificare tutto il personale delle scuole pubbliche  alle sole dipendenze dello Stato (diviso fino ad allora tra dipendenti dello Stato ed Enti Locali) alle sole dipendenze del Ministero P.I., il governo Prodi D’Alema con la legge 124/99, legifera e norma il passaggio riconoscendo  a tutti i dipendenti transitati l’anzianità maturata presso gli Enti Locali (art- 8) ;

–          A luglio 2000, a passaggio effettuato,  con un dietrofront  incredibile si pone uno stop al riconoscimento dell’anzianità maturata con un accordo Sindacati –ARAN  si rettificava e si imponeva  invece il passaggio e l’inquadramento alle dipendenze dello  Stato del personale, in questione, con lo stipendio  in godimento, modificando quindi il senso e lo spirito  dell’art. 8 (L.124/99);

–          Partono migliaia di ricorsi dei lavoratori che li vedono vittoriosi, in quando , la maggioranza dei giudici nei vari gradi di giudizi ritengono nullo l’accordo Sindacati -ARAN;

–           A settembre 2005 ci prova il governo Berlusconi, che con una interpretazione autentica”…sic!, relatrice l’on Santanchè,  inserita nella Legge Finanziaria 2006, modifica e stravolge il senso dell’art. 8  L.124/99, causando, da quel momento in poi, di fatto,  il capovolgimento  di migliaia di procedimenti  dei lavoratori ancora in atto, in quel tempo,  nei vari gradi di giudizi. 

–          L’operazione Sindacati –Governo finalmente aveva avuto così l’effetto della strategia messa in atto contro 70.000 lavoratori ex EE.LL. (bidelli, amministrativi, Tecnici, Insegnanti tecnico-Pratici) , i quali si vedono fregati proprio dai Sindacati che dovevano difenderli e pretendere al loro fianco il rispetto della legge che li aveva fatti passare allo Stato

–          La strategia dei sindacati da quel momento in poi è stata quella di continuare a girare le spalle ai lavoratori interessati, che nella disperazione totale, si vedono costretti a restituire allo Stato varie decine di migliaia di euro con riconoscimento delle anzianità lavorative dimezzate e, quindi, effetti disastrosi sulle liquidazioni e sugli  assegni pensionistici-

Ma, per fortuna dei lavoratori interessati, come recitava il famoso mugnaio di Potsdam nell’opera  Brechtiana  c’era e c’è ’” ancora un giudice a berlino” ..che in senso metaforico è interpretato dalla  Corte  Di Giustizia Europea e dalla  Corte Europea dei Diritti dell’Uomo  le quali con ben due sentenze distinte non hanno esitato a dare  ragione ai lavoratori condannando  pesantemente lo Stato Italiano per indebita e scorretta ingerenza nei processi in atto che lo vedevano coinvolto come parte in causa ed il pieno riconoscimento di tutta l’anzianità maturata nell’Ente Locale.

L’assurdità è che si sta ancora continuando a giocare sporco sulle spalle di questi lavoratori, ai quali, bene farebbero i sindacati ed i politici a recitare un “mea culpa” ed intavolare un tavolo di discussione per trovare un accordo politico sindacale e porre fine ad una clamorosa ingiustizia, che rischia, con la ripresa di  migliaia di ricorsi e forti delle sentenze europee, determinare un default colossale per le casse dello Stato Italiano-

  F.to Il Comitato Nazionale ATA-ITP ex EE.LL

Vincenzo Lo Verso

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51427&action=view

https://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2014/01/11/silenzio-assordante/

SENTENZA AGRATI  con la tabella dell’equo indennizzo

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA  European Court of Justice judgment C-108/10 Scattolon

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci qui sotto la password:

pi lu

a cura di :Antonio Mazzotti itp

Cronistoria –

Analisi – Proposta per una soluzione soddisfacente della vertenza del  Personale transitato dagli EE.LL.  allo Stato  ai sensi dell’art.8 legge 124/99.

Nel maggio 1999 il personale degli Enti Locali operanti con qualifica e mansioni riconducibili ai profili del contratto scuola era soddisfatto del risultato conseguito con la legge vedendo realizzato il principio costituzionale dell’eguaglianza “a parità di lavoro – parità di retribuzione”

Il nemico era dietro l’angolo.

Il legislatore, sempre ambiguo e pronto a fare solo gli interessi di casta, rimetteva l’applicazione della norma ad un accordo da stipularsi tra l’ARAN e i Sindacati!!!

Qui la fregatura.

L’accordo ignorava il dettato della norma di legge,art.8 comma 3 legge 124/99 “…riconoscimento giuridico ed economico dell’anzianità maturata presso l’Ente di provenienza…”.

L’accordo redatto, all’art.3 pone il personale transitato nella fascia corrispondente del contratto scuola, non in base all’anzianità, ma alla retribuzione goduta al 31/12/99. Io personalmente con una anzianità di 22 anni di servizio venivo collocato nella fascia dei 9 anni. Sic!!

Da qui le azioni giudiziarie e parlamentari.

La maggioranza dei Giudici sino al dicembre 2005 emetteva sentenze positive per i ricorrenti convalidate anche dalla Corte di Cassazione. Il Parlamento emanava con la legge 266/05 (art.1 comma 218)proposta dall’on. Santanchè.(Non dimentichiamolo MAI.) l’interpretazione retroattiva dell’accordo ARAN.

La norma annullava  tutte le sentenze non passate in giudicato favorevoli ai dipendenti con restituzione coatta delle somme ed arretrati erogate dalle spettanze mensili, ben oltre il quinto dello stipendio o pensione. Il successivo Governo Prodi nella legge finanziaria 2008 (art.1 comma 147) rinviava la questione di nuovo all’ARAN e Sindacati nell’ambito del rinnovo del contratto scuola, mai rinnovato.

LE PARTI : Il Legislatore: la sua azione si è concretizzata con interpellanze, mozioni, ordini del giorno, risoluzioni nelle Commissioni Cultura e Lavoro. Il Comitato Nazionale in ripetuti incontri con singoli Parlamentari e/o Componenti delle Commissioni Bilancio, Cultura e Lavoro, non ha mai raggiunto alcun risultato se non il riconoscimento della rivendicazione.

Il MIUR: tranne un censimento del personale transitato, effettuato nel maggio 2008, onde quantificare  il fabbisogno reale di cassa, riposto in un cassetto, mai più aperto, è stato sempre assente. Anche quando alcuni suoi rappresentati sono stati ascoltati nelle aule parlamentari e nelle commissioni.

In particolare i Sottosegretari hanno dato verbali assicurazioni, poi il silenzio.

Nella trasmissione dei dati finanziari all’Avvocatura dello Stato per le pronunce della Corte Costituzionale, le somme indicate erano talmente gonfiate che i Giudici relatori, arrampicandosi sugli specchi, dovevano anche ignorare le norme sancite dalla Costituzione per il rigetto della questione di legittimità costituzionale poste.

ARAN: Siglato  l’accordo con i sindacati nel luglio 2000,visto poi il precipitare delle azioni giudiziarie che inficiavano l’accordo, si giustificava asserendo che l’accordo era solo per il primo inquadramento. Sarebbe poi spettato al MIUR e ai Sindacati prevedere nel primo contratto i costi del definitivo inquadramento nell’ambito della  previsione di spesa corrente per il personale. Per non effettuare tale obbligo, il MIUR si è guardato bene ,sino ad oggi, d’inserire nei ruoli il Personale transitato.

I SINDACATI: da questi siamo sempre stati ignorati perché abbiamo   occupato posti di lavoro che loro non potevano  più gestire.

La GIUSTIZIA : i giudizi emessi dall’A.G. sono stati per la stragrande maggioranza positivi per i ricorrenti, producendo le seguenti situazioni: i  giudizi di primo grado, laddove non è stato immediatamente proposta l’esecutività della sentenza sono andati a buon fine e i ricorrenti hanno visto riconosciuto la piena anzianità e gli arretrati maturati.

Questi colleghi sono stati equiparati ai colleghi in servizio nello Stato,nel rispetto della norma della legge 124/99. Il Miur,ormai soccombente,dopo questo primo periodo. attraverso l’Avvocatura dello Stato ha  opposto sempre appello,e attraverso i propri funzionari periferici anche a suggerire ai Giudici del Lavoro bozze di sentenza.

Da questo momento  iniziano le sentenze negative per i lavoratori ricorrenti.

I ricorrenti che hanno avuto in primo grado sentenza positiva,non passata in giudicato e che hanno percepito immediatamente le somme spettanti ,hanno sì percepito gli arretrati e l’inquadramento,ma è stato loro richiesto per gli effetti dell’art.1 ( comma 218 ) della legge 266/05,il rimborso forzato degli arretrati percepiti in pochi anni e il non riconoscimento dell’inquadramento.

La Cassazione fino al 1 gennaio 2006 ha sempre emesso sentenze positive con rinvio alla Corte di Appello (sezione diversa della precedente),per una pronuncia positiva del dispositivo.

I Giudici e la Cassazione ricorrono  quindi alla Corte Costituzionale che in due sentenze, falsate dai dati finanziari comunicati dall’Avvocatura dello Stato circa gli importi occorrenti,dichiara l’infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale.

Da registrare poi due distinte sentenze,una della Corte di Giustizia Europea e l’altra della Corte Europea dei Diritti  dell’Uomo.

CORTE DI GIUSTIZIA: si è pronunciata per il riconoscimento del ricalcalo delle spettanze percepite dai dipendenti ex EE.LL. al 31/12/99 inglobando anche le somme non fisse.(produttività + altri emolumenti).

CEDU: si pronuncia nel rispetto dei Trattati e della Costituzione per il riconoscimento totale della anzianità  maturata e del susseguente inquadramento.

I PROTAGONISTI: Il Personale ex EE.LL. (70.000 unità circa) va diviso per profilo professionale:

Collaboratori scolastici: sono di gran lunga in numero maggioritario rispetto alle altre categorie. 15 anni di anzianità.

Ciò comporta ,ai fini dell’inquadramento e del  collocamento a riposo, la riduzione del danno economico, anzi  ai fini del primo inquadramento, in non pochi  casi hanno guadagnato.

Assistenti Amministrativi – DSGA: molti avendo la possibilità della qualifica optano nel 2001 per il rientro nell’amministrazione di provenienza. Da queste considerazioni si evince la sensibile riduzione dei 70.000 del 1 gennaio 2000.

Tant’è che il numero esatto dato del censimento del 2008, non è stato mai reso pubblico.

Assistenti di Cattedra: unica figura professionale che ha dovuto,per effetto della legge 124/99 restare nei ruoli scolastici,senza possibilità di opzioni. Sono i soli ad avere un’ anzianità datata,il loro ingresso nelle Amministrazioni locali per effetto nel 1976 della dichiarazione di ruolo ad esaurimento,bloccava di fatto l’indizione di pubblici concorsi. Il loro numero è quantificabile in 1700 unità.

MIUR: Dopo le prime sentenze in cui era soccombente,a tutte le successive sentenze ha opposto  Appello. Si giunse poi nel 2005 alla formulazione dell’emendamento Santanchè,bloccando retroattivamente le sentenze non passate in giudicato.

Successivamente e dopo le sentenze della Corte Costituzionale,cui si è detto,giungono le sentenze Europee.

La strategia del Miur cambia. Certo di un’ assenza del cambio della legislazione, opta solo per il soddisfacimento delle sentenze passate in giudicato, sentenze che recepiscono solo il ricalcalo delle somme non riconosciute nel primo inquadramento,così come nel dispositivo  della sentenza della Corte di Giustizia Europea. Gli unici ad essere penalizzati del tutto sono gli Assistenti di Cattedra ora ITP,che non avendo emolumenti accessori,non hanno nulla da rivendicare.

Ultima furbata del Miur nei confronti degli ITP (classe C666 già C999) è il transito nel ruolo del personale amministrativo e collocato in base al titolo di studio di accesso nella P.A. Questo incostituzionale passaggio,che ignora anche il superamento di pubblico concorso per l’accesso al ruolo,produrrebbe in caso di sentenze positive il solo diritto al riconoscimento delle spettanze economiche come al personale ATA. Somme che abbiamo visto essere quasi inesistenti.

Questa la cronistoria e la mia personale analisi della vicenda che non vede soluzioni a  breve, in considerazione delle condizioni economiche dello Stato, che priva una qualsiasi azione legislativa.

                                                          Ci arrendiamo?

Sul piano parlamentare vedo solo la possibilità:una volta acquisiti i dati del censimento del MIUR,ora sottochiave, e la quantificazione  del fabbisogno reale della somma occorrente a soddisfare e applicare il recepimento della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo,rispettando anche la Carta Costituzionale Italiana.

Un ultimo tentativo per verificare la reale volontà del MIUR e del Parlamento,è una pressante sollecitazione ai Parlamentari dei vari gruppi che nel passato si sono sentiti sensibili alla soluzione del nostro problema e al rispetto delle  leggi,di porre una interrogazione comune al Ministro Carrozza in uno dei prossimi Question-time che contenga almeno i seguenti punti: abrogazione art.1 comma 3 della legge 266/05; conoscenza dei dati del censimento MIUR del maggio 2008; immissione nei ruoli,nei profili di appartenenza al 31/12/99,e conseguente calcolo delle spettanze a carico del capitolo di spesa corrente del personale MIUR; restituzione delle somme corrisposte e poi rimborsate dal personale a seguito di sentenze.

Un ulteriore proposta risolutiva per le condizioni economiche statali potrebbe essere l’inquadramento nella fascia spettante e la conseguente corresponsione del nuovo stipendio.

Corrispondere poi anche con BOT a 5anni degli arretrati, anche detratti gli interessi legali.

Ritenendo che ciò  non avvenga, bisogna riprendere i giudizi ricorrendo al Giudice di 1° grado, per l’applicazione della sentenza della CEDU del 2011.

Giudizio che se non positivo deve giungere di nuovo fino alla CEDU per una sentenza che non può non essere uguale alla precedente.

Mi risulta che alcuni individuali giudizi,in questa direzione siano stati già proposti,è necessario nonchè utile che sia riavviata l’informazione attraverso il nostro sito,pubblicando i ricorsi e le eventuale sentenze. Mi rafforzano in questa proposta le seguenti sentenze,tutte emesse dopo le Sentenze Europee,da Giudici di Primo Grado: Sentenza 743/12 dal Giudice del Tribunale di Teramo che inficia i decreti per la restituzione delle somme erogate in applicazione del riconoscimento dell’anzianità e dell’inquadramento e ne ordina la restituzione. Sentenza 357/12 del Giudice del Tribunale di Vibo Valentia e del Giudice del Tribunale di Treviso,che accogliendo i ricorsi,disapplicano il comma218 (art.1 legge 266/05),riconosce il diritto all’anzianità e al nuovo inquadramento con l’erogazione delle somme spettanti dal 1/1/2000. Sentenza 178/12 del Tribunale di Monza che accoglie il ricorso,riconoscendo il diritto alla piena anzianità e al nuovo inquadramento con la corresponsione delle somme dovute.

                                                          MOBILITIAMOCI

Promoviamo quante più assemblee di personale possibili ,anche se in pensione,per sensibilizzare tutti ad una azione legale forte. Un appello particolare va fatto agli ITP,visto che sono secondo la ricostruzione dei fatti esposti e dei danni subiti,i soli ad essere penalizzati totalmente da leggi,sentenze e provvedimenti in essere. Attendo commenti,proposte, adesioni alla prossima assemblea in programma.

Un ultima chicca: nell’ordine del giorno approvato contestualmente alla legge con i provvedimenti per l’Istruzione (9/1574-A/63) si ignorano completamente le Sentenze  Europee.

Questa la dice lunga……

 scarica  Sentenza giudice del lavoro Vibo Valentia

 scarica  sentenza Tribunale di TV del 13gen2012 – ATA ex EELL

 scarica      Sentenza Monza ata n°178-12 del 29-02-2012

Scrivete a istruzioneriparte@miur.it Il Ministro Carrozza vuole “ascoltare le vostre idee e i vostri suggerimenti su come si possa riportare istruzione, formazione e ricerca al centro del dibattito politico”

Avete qualcosa dirle ?

Parlamento

Nel Disegno di legge di conversione del decreto- legge 104  è stato inserito un’ ulteriore o.d.g che impegna il Governo compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, a provvedere ad una soluzione della nostra annosa vicenda.

Apprezziamo il lavoro e l’impegno di  alcuni Onorevoli e del Parlamento  nei nostri confronti ma crediamo che sarà ancora uno dei tanti ordini del giorno approvati  che rimarrà nei cassetti . Infatti di ordini del giorno in questi anni ne sono scaturiti diversi ,ma mai un proseguo serio.

Vorremmo un impegno dei partiti e dal governo per una risoluzione fattiva senza se e senza ma……per questi motivi chiederemo un ‘ulteriore audizione  del Comitato Nazionale ai rappresentanti delle varie commissioni e del Governo.

Crediamo che nonostante la crisi che incombe si può riuscire a trovare un compromesso alla questione;l’ impegno assunto della XI^ Commissione Lavoro della Camera dei Deputati con la   Risoluzione n. 8-00196 del 25 luglio 2012 è rimasta lettera morta .

Chiediamo  di  sanare questa  ingiustizia, che da 14 anni, ha ancora effetti devastanti nell’animo e nella vita di tanti lavoratori e pensionati della Scuola.

Il Governo si era   impegnato con detta Risoluzione   , entro tempi brevi, ché si giungesse ad una equilibrata soluzione della vicenda, con l’obiettivo di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche alla problematica del personale ITP e del personale ATA.

 Nel decreto legge recante,

“disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nella P.A.”

approvato alla Camera dei Deputati AC 1682/A024, presentato dall’On. CESARO Antimo (SCELTA CIVICA ) il Ministro D’ALIA GIANPIERO ha accolto un ordine del giorno a tutela delle legittime aspettative del    personale ATA  e ITP passati  dalle dipendenze di province e comuni ai ruoli dello stato .

  L’impegno del   Governo è di   valutare l’opportunità di adottare iniziative anche di tipo normativo volte a garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio, sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1° gennaio 2000 e a disporre il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n.266 del 2005.

NDR

Disegno di legge di conversione del decreto- legge 104 con modificazioni del 2013

Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca (A.C. 1574-A)

Atti Parlamentari — 142 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA

ALLEGATO A AI RESOCONTI SEDUTA DEL 31 OTTOBRE 2013 — N. 109

ALLEGATO A AI RESOCONTI SEDUTA DEL 31 OTTOBRE 2013 N. 109

 pag 142

Ordine del Giorno

 La Camera, premesso che:
l’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 ha stabilito il transito del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) degli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche, nei ruoli del personale dello Stato a partire dal 1o gennaio 2000, garantendo a detto personale, ai fini economici e giuridici, il riconoscimento delle anzianità maturate presso l’ente locale di provenienza e l’inquadramento nelle qualifiche corrispondenti;
l’accordo tra l’ARAN e le organizzazioni sindacali del 20 luglio 2000, stravolgendo l’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, ha introdotto un criterio di inquadramento del personale trasferito allo Stato che si basa solo su quanto percepito nell’ente locale di provenienza fino al 31 dicembre 1999, senza tener conto dell’anzianità di servizio maturata presso l’ente stesso, trasformando semplicemente la sola retribuzione tabellare del dipendente in anzianità;
tale accordo ha finito per determinare un’anzianità di servizio inferiore a quella maturata effettivamente dal personale trasferito e un inquadramento erroneo della posizione stipendiale, questione di non poca rilevanza se si considera che il CCNL del comparto scuola, applicato dal 1o gennaio 2000 a tutto il personale ATA, prevede delle posizioni stipendiali crescenti con l’anzianità di servizio;
tra il 2001 e il 2005 gran parte del personale ATA interessato ha presentato ricorso al giudice del lavoro per affermare il diritto al riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata ed il contenzioso che ne è derivato ha visto il MIUR sconfitto nella quasi totalità delle sentenze, dalla prima pronunciata dal tribunale di Milano nel 2002, alla serie di sentenze pronunciate dalla Cassazione nel 2005;
successivamente la Legge finanziaria per il 2006, all’articolo 1 comma 218, fornendo un’interpretazione autentica dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, ha negato, con effetto retroattivo, il riconoscimento delle anzianità maturate e annullando di fatto gli effetti delle sentenze favorevoli ai lavoratori,

impegna il Governo

compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, a provvedere ad una soluzione della vicenda che vede coinvolto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario degli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche, transitato nei ruoli del personale dello Stato, riconoscendo a tali lavoratori l’anzianità di servizio e la ricostruzione della carriera.
9/1574-A/64. Rampi, Manzi, Malpezzi, Vacca, Luigi Gallo.

http://www.orizzontescuola.it/news/dl-istruzione-ordini-del-giorno-pro-ata-itp-eell

Il Ministero ha  attivato una casella email, istruzioneriparte@miur.it , per ascoltare le nostre idee e i suggerimenti su come si possa riportare istruzione, formazione e ricerca al centro del dibattito politico.

Decreto istruzione diventa legge, approvato al Senato.

Al via piano triennale di immissione. Tutti i principali provvedimenti

150 voti favorevoli su 226 votanti 15 no e 61 astensioni.

Una scheda  con i più importanti provvedimenti, dalle immissioni in ruolo all’alternanza scuola-lavoro, dal salva-precari, al nuovo concorso Dirigenti, dall‘area unica sostegno, alla mobilità, dalla formazione per i docenti all’assunzione dei dirigenti tecnici, dal dimensionamento all’edilizia, dalla salute ai libri di testo.

Approvato OdG per Wireless anche nelle scuole non statali


Testo del Decreto Istruzione come licenziato dalla Camera.

Il file è diviso in due colonne, a sinistra il testo originale, a destra il testo modificato

Testo_decreto_approdato_al_senato

Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca

(A.C. 1574-A).

M5S- GIANLUCA VACCA Resoconto stenografico dell’Assemblea Seduta n. 106 di lunedì 28 ottobre 2013

PD –SIMONA FLAVIA MALPEZZI Resoconto stenografico dell’Assemblea Seduta n. 106 di lunedì 28 ottobre 2013

votazione

Abbiamo tentato di sanare le ingiustizie perpetrate negli anni ai danni delle diverse categorie di docenti  e ata eell   La Camera, con votazioni nominali elettroniche, respinge l’emendamento   Vacca 15.46   e  Giammanco 15.26………

a (2)Nel  Decreto Istruzione n. 104/2013 in discussione, in questi giorni,  presso la  VII°  Commissione Cultura della Camera dei Deputati e presieduta dal Presidente Giancarlo Galan   GLI EMENDAMENTI 15.26.15.46. che potevano interessare la risoluzione della nostra vertenza sono stati cassati  dai partiti che rappresentano questo governo delle false intese.

  Ancora una volta i gruppi politici che rappresentano questa maggioranza che a parole si dimostrano solidali alla nostra causa,  nei fatti  poi,   finiscono per voltare le spalle ai diritti dei lavoratori nascondendosi dietro “la salvaguardia dell’interesse finanziario dello Stato”  e quindi bocciare gli emendamenti presentati.

 Hanno dimostrato, di nuovo, tutta la loro incapacità nel governare e risolvere i problemi, perché anziché  impegnarsi per  trovare  la soluzione con una opportuna copertura finanziaria hanno preferito bocciare gli emendamenti risolutivi spostando il problema ancora più in là e negli anni a venire. 

 I partiti Bifronte,  

A parole dimostrano di esserci vicini  affermando, in teoria ,di voler  risolvere

la nostra questione ed in pratica invece  agiscono arroccandosi attorno al RE di turno.

 E’ evidente che  manca la volontà politica di risolvere il problema che interessa  migliaia di lavoratori e famiglie.

Eppure la scorsa settimana è stato approvato in aula  un “decreto contro il femminicidio”  con la presenza in esso di norme disomogenee ed  in violazione dei principi della Costituzione.

 Oltre al tema del contrasto della violenza sulle donne, infatti, includeva tanti altri temi: TAV, vigili del fuoco, furti di rame, frodi informatiche, province, protezione civile…

 Ciò a dimostrazione che i partiti quando hanno un interesse di parte sorvolano su tante cose, tant’è, che nel predetto decreto ci hanno infilato di tutto e di più, che,  nulla avevano a che fare con la finalità del decreto ,  in primis il salvataggio delle province, alla faccia degli impegni e dei  proclami che si sono sentiti in campagna elettorale.

 La politica ancora una volta non ha saputo comprendere le esigenze dei lavoratori della scuola defraudati nella loro dignità per l’anzianità lavorativa loro rubata.

 Migliaia di lavoratori  ATA-ITP provenienti dagli Enti  Locali che hanno creduto di vivere in uno  Stato di diritto, si sono ritrovati, alla fine, ingannati, derubati ed  umiliati.

 Eppure consapevoli della difficile congiuntura economica, ci siamo dichiarati fin dal primo momento disponibili ad un  accordo e/o a qualunque concordato sotto l’aspetto  amministrativo.

 Ci eravamo affidati con fiducia alla   risoluzione n. 8-00196  approvata dalla XI^ Commissione Lavoro della Camera dei Deputati il 25 luglio 2012, ma, come al solito, si fanno promesse da marinaio  per soli scopi elettorali e per accaparrarsi la  fiducia e i voti da sfruttare nelle campagne elettorali.

 A questo  punto  non ci resta che organizzare i ricorsi  in massa per spostare la lotta per il riconoscimento dei nostri  diritti nei tribunali causando, nostro malgrado,  ingenti costi  allo Stato Italiano  a causa di politici inetti ed incapaci che hanno preferito fare come “lo struzzo” invece di affrontare e risolvere una questione   che andava assolutamente “disinnescata”.

 Quindi da oggi, ai circa  11.000 ricorsi attivi nei vari tribunali lo Stato Italiano ne dovrà affrontare ancora altre decine di migliaia che seguiranno nei prossimi tempi.

 I lavoratori ATA-ITP ex EE.LL. che da più di tredici anni lottano per il riconoscimento del loro diritto “scippato” da un grave e vile atto normativo noto come il comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 , e, forti di ben due sentenze emesse dalle Corti di Giustizia Europea che hanno condannato l’Italia per aver rinunciato a proteggere la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo creando di fatto discriminazione tra lavoratori,  DICHIARANO  che non rinunceranno in nessun modo alla battaglia intrapresa e dichiarano lo STATO DI AGITAZIONE di tutto il personale Ata-itp ex enti locali che sfocerà in una nuova  protesta da organizzarsi a breve  nella capitale sotto i palazzi del potere e della burocrazia.

 

QUESTO ERA L’IMPEGNO DEL PD……..VI RICORDATE????

http://www.orizzontescuola.it/news/ata-itp-eell-respinti-emendamenti-risolutivi-vertenza?page=1

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2483839.html

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=49658&action=view

BIFRONTENel  Decreto Istruzione Il sottosegretario Gian Luca GALLETTI, esprime parere contrario sugli emendamenti 15.26.15.46. quelli che riguardavano l’abrogazione  del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 ,il presidente Giancarlo GALAN e relatore, esprime parere conforme a quello del Governo.

Antonio PALMIERI (PdL) ritira l’emendamento 15.26 di cui è cofirmatario.

 La  VII Commissione Cultura  della Camera dei Deputati  e i partiti che rappresentano questo governo delle false intese Respinge l’emendamento Vacca 15.46. del M5S.

Avevano questa opportunità e Pd e Pdl   hanno gettato la maschera affossandoci per l’ennesima volta,non importa se ciò ci ha tolto dignità ,loro sono sempre al loro posto e continuano il loro gioco nel teatrino delle istituzioni.

Ennesimo ordine del giorno approvato dal parlamento e poi rimane chiuso nei cassetti….siamo stanchi di interpellanze, risoluzioni e ordini del giorno….gli impegni si onorano…in tredici anni se ne contano a bizzeffe……Nel decreto legge recante “disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nella P.A.” approvato ieri alla Camera dei Deputati, il Governo ha accolto un ordine del giorno a tutela delle legittime aspettative di molti lavoratori della scuola: personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), passati negli anni settanta dalle dipendenze di province e comuni a quelle del MIUR.

AC 1682/A Ordine del Giorno

La Camera, premesso che: il provvedimento in esame reca “disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” introducendo misure relative al comparto istruzione ed insegnamento; in riferimento a tale materia, il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), che lavorava nelle scuole e che negli anni settanta era alle dipendenze delle province e dei comuni, fu trasferito alle dipendenze del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca dall’1° gennaio 2000, ai sensi dell’articolo 8 della legge n.124 del 1999, con la garanzia del mantenimento, ai fini economici e giuridici, dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999, delle mansioni e della sede di lavoro ;la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 2005), con il comma 218 dell’articolo 1, interpretò il comma 2, dell’articolo 8, della citata legge n.124 del 1999, trasformando il riconoscimento dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999 in «temporizzazione» dell’anzianità, cioè in anzianità fittizia ed inferiore, a grave danno dei lavoratori interessati; è  una vicenda che ha creato non poche difficoltà economiche a migliaia di famiglie, basti pensare a coloro che sono obbligati a restituire cifre ingenti con rate mensili anche di 400,00 euro, a seguito di sentenze emesse nei giudizi di secondo grado che le Corti di Giustizia Europee hanno dichiarato illegittime:-

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di adottare iniziative anche di tipo normativo volte a garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio, sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1° gennaio 2000 e a disporre il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n.266 del 2005.

Cesaro Antimo

 bilancia2Nel rendere noto il saldo del Comitato ATA-ITP ex EEL al 7 FEBBRAIO 2014  che  è di Euro 5.507,46 .

 Colgo l’occasione per invitare tutto il personale a  Voler VERSARE UN CONTRIBUTO VOLONTARIO, che varrà quale quota associativa 2013,   perchè abbiamo urgente bisogno di preparare nuove azioni di lotta per riproporre all’attenzione dei media e di questa classe politica la nostra situazione.

RESOCONTO FEBBRAIO

Euro 4.827,00

Conto corrente postale :  001002441929

Coordinate Ibam :IT 06 F 07601 14900 001002441929

intestato a:

Comitato Nazionale Ata-itp ex enti locali

  Dobbiamo acquistare degli spazi pubblicitari su giornali a tiratura nazionale e  preparare una manifestazione nazionale per ritornare in massa a Piazza Montecitorio,  dove dovremo moltiplicarci rispetto all’ultima volta ,perché se non ci imponiamo con la nostra presenza  dovremo dire addio alla risoluzione del nostro problema.

QUINDI CHIEDO AD OGNUNO DI USCIRE ALLO SCOPERTO  RICORDATE CHE SE DOVESSIMO FALLIRE LA COLPA SARA’ PRINCIPALMENTE DI CHI SI E’ SEMPRE LIMITATO A STARE ALLA FINESTRA.

Invito i colleghi ad aderire ad effettuare il versamento a favore dell’associazione Onlus

IL PRESIDENTE

Comitato Nazionale Ata-itp ex enti locali

brunacciniantonio@alice.it

ndr

La sottoscrizione è libera in base alle proprie disponibilità, quindi bisognerà nelle scuole delle nostre provincie sensibilizzare i colleghi attualmente in servizio e i pensionati e  raccogliere i fondi necessari, ricordo l’ART. 3 dello statuto che si prefigge lo scopo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica, dei politici e dei sindacati il nostro problema al fine di mettere l‘ Associazione nelle condizioni economiche di poter affrontare le spese necessarie per l’attuazione delle iniziative sopra indicate.

SCOPO E OGGETTO SOCIALE

L’ Associazione si propone di ottenere da parte del MIUR Comparto Scuola il totale riconoscimento dell’anzianità di servizio del personale ATA ex dipendenti degli Enti Locali e transitato allo Stato per effetto della Legge 124/99.

L’associazione per il raggiungimento dei suoi scopi metterà in campo ogni iniziativa utile a tal fine quale: -pubblicazione di bollettini e di articoli su quotidiani, riviste etc; -diffusione tramite la rete Web quali blog, etc; -organizzazione di riunioni, assemblee, convegni, dibattiti, etc..

Quanto sopra al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, i rappresentanti politici e sindacali circa l’ingiustizia e la discriminazione operata nei confronti degli iscritti all’Associazione e del personale tutto fatto oggetto dell’applicazione della legge 124/99;

enzo

ItaliaOggiLogoEsuberi, ecco i prof in pole per la riconversione
Le priorità stabilite dall’istruzione
22/10/2013

di Carlo Forte

Precedenza assoluta ai corsi di riconversione sul sostegno dei docenti in esubero delle classi di concorso A075, A076, C555 e C999.

Si tratta rispettivamente degli insegnanti di dattilografia e stenografia (A075), trattamento testi (A076) e gli insegnanti tecnico pratici, già dipendenti degli enti locali, successivamente transitati nei ruoli statali.

La priorità si evince da una circolare che il ministero dell’istruzione è in procinto di emanare, per indirizzare i direttori generali degli uffici scolastici regionali nella distribuzione dei posti utili all’atto dell’avvio dei corsi.

L’amministrazione centrale spiega nel provvedimento che la partecipazione ai corsi è su base volontaria.

E in ogni caso, se rimarranno dei posti disponibili, potranno parteciparvi anche i docenti delle classi di concorso del gruppo C (insegnanti tecnico pratici) e del gruppo A (docenti in senso stretto).

Dopo l’esaurimento dell’elenco degli aspiranti delle classi A075, A076, C555 e C999, la priorità dovrà essere data agli altri insegnanti tecnico pratici. E infine, se ci saranno ancora dei posti vuoti, gli uffici periferici potranno accogliere le domande dei docenti delle classi di concorso del gruppo A.

Purché in esubero.

Per esempio, i docenti di economia aziendale (classe A017) oppure di discipline giuridiche ed economiche (classe A019).

L’amministrazione chiarisce, inoltre, nella bozza di provvedimento, che hanno la priorità nella formazione i docenti che hanno già presentato la domanda.

Ma è consentito ai docenti titolari delle classi di concorso A075, A076, C555 e C999, che non l’avessero già presentata, di inoltrare l’istanza per la partecipazione.

Qualora il numero dei docenti richiedenti dovesse risultare inferiore ai posti assegnati per l’attivazione dei corsi, i direttori provvederanno a riaprire i termini per la presentazione delle domande e accoglieranno eventuali rinunce di coloro che l’hanno già presentata.

Anche in questo caso, però, le domande potranno essere presentate solo dai docenti appartenenti a classi di concorso in esubero.

E per favorire lo studio e la frequenza, i dg e i presidi dovranno dare la precedenza per la fruizione dei permessi del diritto allo studio (150 ore).

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate alla direzione generale regionale competente entro il prossimo 20 novembre.

 

Mettiamo a disposizione dei docenti interessati i moduli necessari (All. A) e il modello di domanda per iscriversi ai corsi di riconversione sul sostegno del personale in esubero

  • dall’All. A – sintesi nazionale dei dati di esubero (con particolare riferimento alle classi A075, A076 e a quelle della tabella C) e posti disponibili relativi ai corsi da attivare

  • dal modello di domanda

 
riconv_sostegno_dd7_2012.pdf3.6 M
nota_11235_22ott_13.pdf115 K
nota_11235_ModDom_22ott_13.pdf92 K
nota_11235_SintesiNaz_22ott_13.pdf179 K

Circolare :http://unicobaslodi.blogspot.it/2013/10/corsi-di-riconversione-sul-sostegno.html?spref=fb

fonte:http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1847731&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo=&titolo=Esuberi,%20ecco%20i%20prof%20in%20pole%20per%20la%20riconversione

Video conferenza  informativa dell’ AVV. SULLAM

modalità per il proseguo della Vertenza  Ata ee.ll.

Registrazione Assemblea di lodi

 .

manifesto sciopero 18 ottobre unicobasAnche il mondo della Scuola parteciperà allo sciopero generale del sindacalismo alternativo in agenda venerdì 18 ottobre.

L’Unicobas ha proclamato lo sciopero su alcuni punti fra i quali

“Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, aumento dell’orario di lavoro a parità di salario, aggiornamento obbligatorio legato ai risultati Invalsi, la truffa d’anzianità verso gli ATA EX Enti Locali”.

 Per il sindacato sarebbero da mettere a regime

“ Maggiori investimenti nella scuola pubblica (NO F-35, NO TAV), assunzione dei precari su tutti i posti vacanti, uguaglianza dei diritti per tutti i Sindacati e la rottura del monopolio fascista dei Sindacati di Stato e di regime”.

 “Decreto Scuola” -Aggiornamento-live

 DECRETO ISTRUZIONE: Questa notte hanno concluso l’articolo 15

Il sottosegretario Gian Luca GALLETTI, esprime parere contrario sugli emendamenti  il , presidente Giancarlo GALAN  e relatore, esprime parere conforme a quello del Governo. Antonio PALMIERI (PdL) ritira l’emendamento 15.26 di cui è cofirmatario. Respinge l’emendamento Vacca 15.46. Verbali seduta VII Commissione giovedi 24 ottobre 

 

VII COMMISSIONE CULTURA AMMISSIONE EMENDAMENTI Lunedì 14 ottobre 2013

Martedì 15 ottobre 2013 COMM 7           emendamenti approvati com07  al 15 Ottobre

Mercoledì 16 ottobre 2013                   emendamenti approvati com07 16 ottobre

Giovedì 17 ottobre 2013                        emendamenti approvati com07 17 ottobre

  Lunedì 21 ottobre 2013                        emendamenti approvati com07 21 ottobre

 Martedì 22 ottobre 2013                       emendamenti approvati com07 22 ottobre

mercoledi 23 ottobre 2013                     emendamenti approvati com07 23 ottobre

Il decreto scuola rischia la blindatura

https://www.facebook.com/M5SCommissioneCulturaScienzaIstruzione

COMM

Dopo  una attenta   lettura della relazione   del presidente Giancarlo GALAN sotto riportata  , i nostri emendamenti sono stati ammessi  eccetto il 15.25. riguardante  norme in materia di blocco delle ritenute mensili sugli stipendi applicate agli insegnanti tecnico-pratici, estranea al provvedimento e priva di copertura finanziaria.

elenco delle proposte emendative in ordine di pubblicazione

Quindi gli emendamenti   15.26.15.46. – 15.35.15.50. saranno valutati dalla commissione .

Nelle prossime ore si potrà incominciare a capire qualcosa di più sulle modifiche che potranno essere concretamente inserite nel testo da portare in aula sempre se il provvedimento venga “blindato” dal Governo e rimanga quindi pressoché inalterato.

GIAMMANCO CENTEMEROVACCA ABROGAZIONE  218

Invito i colleghi a continuare a fare le dovute pressioni politiche affinché  Abroghino il comma 218 dell’art. 1 della legge 23dicembre 2005, n. 266   che ha pesato in modo anormale ed esorbitante “portando nei nostri confronti un pregiudizio sproporzionato, rompendo  di fatto “il giusto equilibrio tra l’interesse generale e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo”.

Infatti aver inserito il  comma 218  nella  Finanziaria 2006 è stato quello  di salvaguardare l’interesse finanziario dello Stato, a discapito di una precisa categoria di dipendenti pubblici, piuttosto che proteggere l’uguaglianza di trattamento tra dipendenti.

Sede referente – Commissione  VII Commissione
Data Fase procedimento e dibattito
19 settembre 2013 Esame e rinvio pag. 75

Mostra interventi

24 settembre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 87

Mostra interventi

3 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 51

Mostra interventi

10 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 40ALLEGATO (Emendamenti) pag.  42

Mostra interventi

14 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 8

Mostra interventi

14 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 15

Mostra interventi

15 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 116ALLEGATO (Emendamenti approvati) pag.  129

Mostra interventi

15 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 121

Mostra interventi

16 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 85ALLEGATO (Emendamenti approvati) pag.  101

Mostra interventi

  • GALLETTI Gian Luca, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’università e alla ricerca pagg. 86, 87
  • TOCCAFONDI Gabriele, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’università e alla ricerca pag. 89
16 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 91

Mostra interventi

  • TOCCAFONDI Gabriele, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’università e alla ricerca pag. 98
17 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 63ALLEGATO 3 (Emendamenti e articoli aggiuntivi approvati) pag.  76

Mostra interventi

21 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 159ALLEGATO (Emendamenti approvati) pag.  167

Mostra interventi

22 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 40ALLEGATO (Emendamenti approvati) pag. 45

Nascondi interventi

23 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 120ALLEGATO 1 (Emendamenti e articoli aggiuntivi) pag. 143

Nascondi interventi

23 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 135

Nascondi interventi

23 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 138

Nascondi interventi

24 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 63 

ALLEGATO (Emendamenti) pag. 81

Nascondi interventi

  • GALLETTI Gian Luca, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’università e alla ricerca pagg. 63, 65
24 ottobre 2013 Seguito dell’esame e rinvio pag. 66

Nascondi interventi

http://www.camera.it/leg17/126?tab=4&leg=17&idDocumento=1574&sede=&tipo=

bollinato

grillo Iniziato esame emendamenti al DL istruzione: 129 inammissibili.

129 sono stati     dichiarati inammissibili. A cassarli la commissione Cultura della Camera che     ieri ha iniziato l’esame degli emendamenti.

Forti le lamentele     da parte dei deputati del Movimento 5 stelle, che si è visto cassare ben 50.

Alle ore 11.30 potrete seguire in diretta streaming la conferenza stampa del #M5S relativa al Decreto Istruzione.
Se volete avere le notizie senza filtri, questa è un’occasione unica:

http://webtv.camera.it/conferenze_stampa

webweb m

web

la diretta video e lo storico delle sedute registrate sarà visualizzabile da questo link:

http://webtv.camera.it/commissioni

Questi gli orari di convocazione:

tab

Legislatura XVII

Elenco generale delle proposte emendative (597) in VII Commissione in sede referente riferite al C. 1574, in ordine di pubblicazione

elenco delle proposte emendative in ordine di pubblicazione AL DECRETO-LEGGE

Per la seduta in corso

aEMENDAMENTI IN COMMISSIONE VII AL DL 104

Gianluca Vacca parlamentare del  MOVIMENTO 5 STELLE ) e l’On.Giammanco del Pdl  membri della VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE hanno   presentato l’emendamenti che abbiamo proposto.

Ora vedremo  se i partiti che a parole ci hanno dato ragione in questi anni e che hanno manifestato solidarietà ed impegni se votano l’abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 che ha gettato sul lastrico e nella disperazione migliaia di colleghi .

Quindi Invitiamo tutte le  forze politiche a  approvare il testo dell’emendamento al DL. 104/13.

Crediamo che dopo 13 anni sia arrivato il momento di risolvere la questione.

Inoltre si fa osservare che il governo nella scorsa legislatura con la Risoluzione n. 8-00196  del 25 luglio 2012 si era impegnato a trovare una soluzione in tempi brevi.

LO STATO ITALIANO HA CREATO DISORDINE E INGIUSTIZIA

e deve riparare  il torto che abbiamo subito.

  Gli Ata e  ITP    erano alle dipendenze delle province e comuni  sono stati trasferiti allo Stato nel 2000.

Il Miur ha negato  il riconoscimento ai fini giuridici ed economici come invece era previsto dall’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 INSERENDO nella legge finanziaria per il 2006 il comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 una  interpretazione «autentica» retroattiva, disconoscendo i diritti acquisiti dai lavoratori ex dipendenti enti locali.

La  Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011 , ha sentenziato che l’applicazione retroattiva della legge di interpretazione autentica, pur legittima in linea di principio, contrasta con l’articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che garantisce il diritto a un processo equo, condannando  quindi , l’Italia a liquidare, in quel processo ( SENTENZA AGRATI   equa soddisfazione Strasburgo  8/11/12),  un milione e ottocento mila euro 124 colleghi ricorrenti.

 I Giudici del Lavoro di diverse   Città italiane  si stanno uniformando  a detta sentenza  disapplicando il comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266  in quanto  in contrasto con il principio dell’equo processo, sancito dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Per questo chiediamo con forza l’abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 

GIAMMANCO CENTEMEROVACCA ABROGAZIONE  218

OLTRE IL DANNO ANCHE LA BEFFA…..ITP

La legge prevedeva per questo personale, nel caso in cui fosse sprovvisto di titolo di studio idoneo, la riconversione professionale che non è mai avvenuta per responsabilità del MIUR e ha preferito inventarsi una classe di concorso provvisoria , la C999 , sorta di limbo in cui collocare tutti gli insegnanti tecnico pratici transitati dagli enti locali allo Stato senza distinzione di titolo e di insegnamento.

Quindi chiediamo che gli emendamenti proposti vengano  approvati.

ROCCHI CAROCCI  ITP PD

ROCCHI CAROCCI  ITP PD 2

VACCA ITPVACCA ITP 2VACCA ITP 3http://www.orizzontescuola.it/news/ata-itp-eell-presentati-emendamenti-dal-pdl-e-dal-m5s-abrogazione-comma-218-nel-dl10413

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=49231&action=view

 

assemblea

Registrazione Assemblea di lodi Vertenza  Ata ee.ll

 .

Diretta nazionale in streaming – video conferenza su youtube dalle 16:00 alle 17:30 c/o il Liceo Scientifico Gandini di Lodi
Il sindacato Unicobas Scuola Lombardia metterà a disposizione per il personale Ata la strumentazione informatica e collegamento internet.
Il link di collegamento verrà postato dieci minuti prima sui gruppi di Facebook.

Si comunica che il 17 Ottobre 2013,dalle h. 16:00 alle h.17:30 è convocata l’assemblea di tutto il personale ATA-ITP EE.LL della Provincia di Lodi   c/o L’aula Magna del Liceo Scientifico “G. GANDINI”viale Papa Giovanni XXIII n 1 ( Lodi )per discutere il seguente Ordine del Giorno:

  • Comunicazioni ultima sentenza Vertenza  Ata ee.ll della provincia di Lodi.

  • Proseguo Ricorso

  • varie ed eventuali

 Interverrà all’assemblea l’ AVV. SULLAM che illustrerà a tutti i colleghi le modalità per il proseguo eventuale del ricorso.

Lodi 30 settembre 2013

Coordinatore ATAee.ll Lodi

Marco Marazzina

COMUNICAZIONE AVV. SULLAMAutorizzazione Aula Magna LICEO GANDINIATA RIUNIONE LODI 2013

Autorizzazione Aula Magna LICEO GANDINI

996008_649705738383639_986010292_nAl momento non è ancora pervenuta alcuna risposta alla richiesta di presentazione dell’emendamento per l’abrogazione del Comma 218 da inserire nel D.L. 104/2013

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00351presentato da CESARO Antimo testo di

Venerdì 27 settembre 2013, seduta n. 86

ANTIMO CESARO, SOTTANELLI, D’AGOSTINO e CIMMINO. —

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. —

Per sapere –

premesso che:

il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), che lavorava nelle scuole e che negli anni settanta era alle dipendenze delle province e dei comuni, fu trasferito alle dipendenze del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca dall’1o gennaio 2000, ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, con la garanzia del mantenimento, ai fini economici e giuridici, dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999, delle mansioni e della sede di lavoro;

per consentire il trasferimento del suddetto personale (circa 70.000 persone in tutta Italia) venne stipulato un accordo (senza valenza contrattuale derogatoria della legge) tra ARAN e CGIL-CISL-UIL-SNALS, poi recepito dal Decreto Interministeriale del 5 aprile 2001;

in base a sopraddetto accordo, finalizzato all’attuazione del trasferimento ed avente valenza temporanea, si stabili, tra l’altro, che l’anzianità maturata da ciascun lavoratore alle dipendenze dell’Ente Locale di provenienza, sarebbe stata riconosciuta con il metodo della «temporizzazione», cioè trasformando la sola retribuzione tabellare del dipendente in anzianità;

venne così costruita un’anzianità «fittizia», assai inferiore all’anzianità effettivamente maturata dal personale trasferito.

In tal modo il personale trasferito perse il trattamento retributivo accessorio, molto più favorevole, previsto dal CCNL enti locali applicato fino al 31 dicembre 1999;  tra il 2001 e il 2005, si verificò un contenzioso di massa, promosso da buona parte del personale ATA ex EE.LL, per affermare il diritto al riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata nell’ente locale di provenienza.

Dalla prima sentenza favorevole, pronunciata dal tribunale di Milano nel mese di marzo 2002 a tutte una serie di sentenze emesse successivamente dalla Cassazione nel 2005, questo diritto venne riconosciuto ai lavoratori che avevano fatto ricorso;

la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 2005), con il comma 218 dell’articolo 1, interpretò il comma 2, dell’articolo 8, della citata legge n. 124 del 1999, trasformando il riconoscimento dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999 in «temporizzazione» dell’anzianità, cioè in anzianità fittizia ed inferiore.

In tal modo le cause ancora in corso tra i lavoratori ed il Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, subirono un «capovolgimento» a favore dell’amministrazione, contrariamente alla giurisprudenza consolidata, fino ad allora, della Suprema Corte di cassazione;

tra il 2007 e il 2009 la Corte costituzionale (con due sentenze, la n. 234 del 2007 e la n. 311 del 2009) ritenne infondata la questione di legittimità della norma «interpretativa»; e la Corte di cassazione e i giudici di merito mutarono la propria giurisprudenza, adeguandosi alle pronunce della Consulta e respingendo i ricorsi, ancora pendenti, dei lavoratori;

ben due sentenze emanate in sede europea hanno contraddetto la giurisprudenza nazionale: la sentenza «Agrati» e la sentenza «Scattolon».

Nello specifico, la sentenza «Agrati» del 7 giugno 2011, pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, stabilì che nella vicenda ATA, lo Stato italiano, con l’articolo 1, comma 218 della legge 266 del 2005, ha violato gli articoli 6 della Convenzione Europea e 1 del Protocollo n. 1 alla stessa Convenzione;

la sentenza «Scattolon» del 6 settembre 2011, pronunciata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea che ha stabilito che il trasferimento del personale ATA dagli enti locali allo Stato deve essere considerato un trasferimento d’azienda e pertanto ricade sotto la direttiva comunitaria in materia, che non consente che l’ente cessionario (il Ministro dell’istruzione dell’università della ricerca) riduca le retribuzioni globali di fatto già godute dal personale trasferito presso l’ente cedente (provincia/comune);

  le due citate sentenze demoliscono una per una le tesi sostenute dal 2007 in avanti dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione poi, e, le stesse sentenze europee dovranno ora essere recepite dai giudici italiani nei processi in corso (circa diecimila, a tutt’oggi, ma, destinate a crescere a parere degli interroganti);

si è al cospetto di una vicenda annosa che ha creato non poche difficoltà economiche a migliaia di famiglie, basti pensare a coloro che sono obbligati a restituire cifre ingenti con rate mensili anche di 400,00 euro, a seguito di sentenze emesse nei giudizi di secondo grado che le Corti di Giustizia Europee hanno dichiarato illegittime;

  con la risoluzione n. 8-00196, approvata nella XVI legislatura e conclusiva del dibattito avuto in Commissione XI il Governo pro tempore si era impegnato affinché, entro tempi brevi, si giungesse ad una equilibrata risoluzione della vicenda, con l’obiettivo di realizzare una definitiva soluzione dell’annosa problematica del personale ITP e del personale ATA, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche –:

  quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, intendano porre in essere al fine di attuare il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n. 266 del 2005;  se non ritengano necessario, garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1o gennaio 2000;  quali iniziative normative intendano attuare, in esecuzione dei principi stabiliti dalle due sentenze europee. (3-00351)

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=49002&action=view&c

http://www.orizzontescuola.it/interrogazione-ata-itp-eell

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=7229&stile=6&highLight=1

Unicobas Scuola continua la sua battaglia  per la giustizia e la difesa degli interessi della categoria e dei lavoratori tutti.

 manifesto sciopero 18 ottobre unicobasFino ad oggi non si è visto alcun segno di discontinuità rispetto ai passati governi nella politica scolastica e non sono neanche state sanate le storture più evidenti viziate di incostituzionalità della precedente gestione:

passaggio dei docenti inidonei nel personale ATA,quota 96, ….

Il tanto sbandierato Testo  decreto legge 104 del 12/9/2013 non ha minimamente sanato i malanni che affliggono la scuola italiana

   

 SCIOPERO GENERALE

DELLA SCUOLA

18 OTTOBRE

Manifestazione a Roma

da  P.zza della Repubblica ore 9.30

CONTRO

  • L’AUMENTO DELL’ETA’ PENSIONISTICA FINO A 70 ANNI

  • IL BLOCCO DEI CONTRATTI E DEGLI SCATTI DI ANZIANITA’

  • L’AUMENTO DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA’ DI PAGA

  • L’AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO LEGATO AI RISULTATI INVALSI

  • LA DECIMAZIONE DEL FONDO D’ISTITUTO

  • IL RICATTO RISERVATO AI DOCENTI INIDONEI NEL D.L. 104/13

  • LA TRUFFA D’ANZIANITA’ VERSO GLI ATA-ITP EX ENTI LOCALI

PER

  • MAGGIORI INVESTIMENTI NELLA SCUOLA PUBBLICA ( NO F-35, NO TAV, …….)

  • AUMENTI SALARIALI E RECUPERO DEL POTERE D’ACQUISTO PERSO DAL 1992 IN POI

  • L’ASSUNZIONE DEI PRECARI SU TUTTI I POSTI VACANTI

  • IL RITIRO DEL DPR 80/13 SUL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE

  • LA RESTITUZIONE DEGLI SCATTI DI ANZIANITA’ SENZA PENALIZZARE IL FIS

  • IL PENSIONAMENTO DEI LAVORATORI A QUOTA 96 AL 31/8/2012

  • L’ABROGAZIONE DEL  comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266

  • L’APPLICAZIONE DELL’ articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 CON IL PIENO RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI ACQUISITI PRIMA DEL TRASFERIMENTO DALL’ENTE LOCALE.

 L’UGUAGLIANZA DEI DIRITTI PER TUTTI I SINDACATI E LA ROTTURA

 DEL MONOPOLIO FASCISTA DEI SINDACATI DI STATO E DI REGIME

 E’ arrivato    Notizie UNicobas n 2/2013

Stampiamolo e diffondiamolo (affiggendolo nelle bacheche delle nostre scuole)

   

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci qui sotto la password:

INVITIAMO I COLLEGHI A TRASMETTERE VIA MAIL   LA NOTA

 Oggetto: Anzianità Ata-itp EE.LL: i diritti dei lavoratori vanno ripristinati

MUTANDENella   Legge finanziaria del 2006 il Governo ha fatto approvare tante misure inique per il Paese e per i lavoratori.

In modo particolare 70.000 lavoratori trasferiti dai comuni e provincie  alla scuola con la Legge n. 124/99 sono stati vittime della disposizione vessatoria prevista dal comma 218 che cancella il  diritto all’anzianità maturata alle dipendenze dell’EE.LL

Il Comitato Nazionale Ata -itp EE.LL  chiede al Governo Letta e a  tutte le forze politiche  di porre rimedio a questa ingiustizia attraverso una nuova disposizione legislativa  inserendo nel  DL 104/2013   l’abrogazione del comma 218 dell’articolo 1 della legge n. 266 del 2005, unico vero ostacolo alla corretta ricostruzione di carriera dei lavoratori ATA ex enti locali.

Si attendono perciò comportamenti conseguenti nella fase di discussione nel DL 104/2013.

https://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=48760&action=view

http://www.orizzontescuola.it/news/anzianit-ata-itp-eell-diritti-dei-lavoratori-vanno-ripristinati

nome, cognome oltre all’indirizzo postale

Alla presidenza.repubblica@quirinale.it

Al  Presidente della Camera dei Deputati

laura.boldrini@camera.it

 Al Presidente del Senato della Repubblica

pietro.grasso@senato.it

AL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

segreteriaministrogiovannini@lavoro.gov.it

AL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

caposegreteria.ministro@istruzione.it;carrozza2013@gmail.com;segreteria.rossidoria@istruzione.it;

Governo Letta

segreteria.speciale@governo.it

francesca.puglisi@senato.it;galan_g@camera.it;centemero_e@camera.it;donella.mattesini@senato.it;

ghizzoni_m@camera.it; coscia_m@camera.it;malpezzi_s@camera.it;

segnalazioni@beppegrillo.it ;vacca_g@camera.it;epifani_e@camera.it

Avvertenze:inviare la mail possibilmente con l’indirizzo di posta elettronica: nome.cognome@istruzione.it Indicare chiaramente il proprio nome, cognome oltre all’indirizzo postale tradizionale.

Nei commenti ulteriori indirizzi mail  

ndr

1

______________________________________________________________________________________________

Facciamo il punto della situazione

di  Angelo De Finis

La vicenda del personale ATA (amministrativo, tecnico ed ausiliario) già dipendente dagli enti locali e che a decorrere dal 1° gennaio 2000 è stato trasferito nei ruoli del personale dello Stato-Comparto Scuola, rappresenta il perfetto e clamoroso esempio delle illegalità che ormai da decenni bloccano il sistema di tutele dei diritti sociali ed economici nell’ordinamento interno del nostro Paese.

Con la sentenza prima della Corte europea dei diritti dell’uomo e poi della Corte di Giustizia dell’Unione europea, l’Italia è stata condannata dall’Europa.

E’ un particolare processo allo Stato italiano e alla prassi del legislatore nazionale di cambiare le regole processuali per favorire gli interessi della pubblica amministrazione e gli abusi impuniti e impunibili dello Stato.

La Grande Sezione della Corte di giustizia dell’Unione Europea il 6 settembre 2011 ha censurato il comportamento dello stato italiano sotto il profilo della violazione della direttiva del Consiglio 14 febbraio 1977, 77/187/CEE, la quale vieta agli Stati di peggiorare il trattamento retributivo dei propri dipendenti trasferendo il personale senza riconoscere l’anzianità maturata presso l’Amministrazione cedente.

La Corte di Lussemburgo ha infatti rimarcato che l’assoluta equivalenza tra compiti svolti dal personale ATA degli enti locali e quelli del personale ATA in forza al MIUR, consente alla Stato italiano di qualificare l’anzianità maturata presso il cedente da un membro del personale trasferito come equivalente a quella maturata da un membro del personale ATA in possesso del medesimo profilo e alle dipendenze, prima del trasferimento, del Ministero.

L’interpretazione dell’art. 8 della L. n. 124/99, introdotta dalla legge finanziaria dopo ben 5 anni dal trasferimento del personale, quando la Cassazione aveva già riconosciuto i diritti del personale ATA connessi all’anzianità maturata alle dipendenze degli Enti locali e il suo orientamento era ben consolidato, deve essere disapplicata in quanto finalizzata ad espropriare i lavoratori ATA del loro diritto al mantenimento dell’anzianità maturata, in aperta e ricercata violazione delle garanzie di un equo processo e di legalità, sancite dall’art. 6 della CEDU e recepite dall’art. 47 della Carta di Nizza.

Come evidenziato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nella sentenza Agrati del 7 giugno 2011. La Corte europea dei diritti dell’uomo con decisione del 7 giugno 2011 ha affermato anche che ha sbagliato la Corte costituzionale, che nel 2009, con la sentenza n. 311/2009, aveva conferito alla norma censurata (comma 218 dell’art. 1 della legge n.266 del 2005 – finanziaria del 2006 -) il crisma di costituzionalità. Il tutto nonostante la Corte di Cassazione, facendo riferimento all’art. 117 della Costituzione, avesse avanzato dubbi proprio in riferimento alla compatibilità con gli obblighi internazionali riguardanti il rispetto dei diritti umani previsti dalla Convenzione.

La Corte europea dei diritti dell’uomo censura la Corte costituzionale di aver “interpretato” le decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo sulle “imperiose ragioni o motivi imperativi di interesse generale” che potessero giustificare la natura retroattiva della norma interpretativa dell’art. 8 della L. n. 124/99.

In realtà il legislatore italiano, con la legge finanziaria per il 2006, si è ingerito nell’amministrazione della giustizia con l’adozione di una legge falsamente interpretativa, per preservare mere esigenze finanziarie dello Stato.

IL NUOVO QUADRO NORMATIVO

Con le due sentenze delle Corti europee, la sentenza Agrati della Corte europea dei diritti dell’uomo e la sentenza Scattolon della Corte di Giustizia dell’Unione europea, il personale ATA transitato dagli enti locali allo Stato, risultato soccombente nelle controversie di lavoro con passaggio in giudicato di sentenze che hanno violato la normativa comunitaria in materia di trasferimento di azienda e non hanno applicato i principi del giusto processo, come è accaduto al sottoscritto, potrà richiedere il risarcimento (in forma specifica) dei danni subiti nei confronti dello Stato italiano, nel termine prescrizionale di dieci anni (cfr. Cassazione, sentenza n. 10813/2011 ), che decorre dal momento in cui è stato accertato l’inadempimento statuale, cioè non prima della sentenza Scattolon della CGUE.

La Corte di Cassazione, ha rinviato alle Corti di Appello circa 300 cause, nelle quali i giudici di merito dovranno applicare le sentenze europee.

La Cassazione, rifacendosi alla sentenza della Corte di Giustizia, ha rinviato ai Giudici delle Corti di Appello la valutazione del pregiudizio economico effettivamente subito dagli ATA Ex Enti Locali.

Questo non ha molto senso e allunga notevolmente i tempi di soluzione delle controversie.

Le Corti di Appello dovranno decidere caso per caso la controversia nel merito, verificando la sussistenza, o meno, di un peggioramento retributivo, si badi bene, “sostanziale” all’atto del trasferimento e dovranno accogliere o respingere la domanda del lavoratore in relazione al risultato di tale accertamento.

Tutto ciò è ambiguo.

Si deve capire infatti che cosa dovrà fare il Giudice di merito.

Il Giudice di merito, cioè, nel caso in cui rilevi il trattamento peggiorativo e la violazione della normativa comunitaria di azienda al momento discriminante del passaggio, dovrà “capitalizzare” le differenze economiche nella successiva progressione di carriera o potrà semplicemente non applicare l’art. 1, comma 218, l. n. 266/2005 e così applicare la disciplina originaria del riconoscimento pieno dell’anzianità di servizio di cui all’art. 8, l. n. 124/1999?

In un certo senso si potrebbe dire che la Corte di Cassazione cerca di collaborare con le Corti superiori europee.

La Corte costituzionale, invece, nonostante sia stata sconfessata dalle Corti Europee per aver dichiarato costituzionale la norma interpretativa della finanziaria del 2006, il comma 218 dell’art. 1 della legge n. 266 del 2005, continua nel suo atteggiamento di sdegnosa chiusura istituzionale, di non collaborazione, fino allo scontro e all’aperto conflitto con le Corti sovranazionali e con la Corte di Cassazione.

La Corte di Strasburgo, Corte europea dei diritti dell’uomo, ha puntualizzato che la norma interpretativa (art. 1, comma 218, l. n. 266/2005) è stata illegittimamente inserita dal legislatore italiano il quale ha interferito nei giudizi già azionati nei confronti del Ministero dell’Istruzione soltanto per preservare l’interesse economico dello Stato, il quale non può mai giustificare l’emanazione di una legge interpretativa retroattiva, con l’adozione, dopo un periodo di cinque anni, di una disposizione che interpreta la norma originaria in palese contrasto con l’interpretazione della Cassazione sulla stessa norma.

L’Italia fa, quindi, una pessima figura con le autorità giudiziarie dell’Unione europea. In Italia ormai non ci scandalizziamo più di nulla.

Ciò che agli occhi di un francese, inglese o tedesco sembra assurdo a noi italiani sembra normale.

Riusciamo ad adattarci ad ogni situazione anche la più inverosimile ed ingiusta.

Ma nei confronti degli ATA Ex Enti Locali sono stati superati tutti i limiti.

ATA/ITP EX ENTI LOCALI: “SENZA ILLUSIONI.”

Chiediamo al nuovo Parlamento italiano, in particolare ai parlamentari eletti del MoVimento 5 Stelle, di affrontare subito il tema delle ingiustizie sociali, di far prevalere il buon senso e l’interesse generale, ripristinando in tempi brevi una situazione di normalità e lo stato di diritto nel nostro Paese.

Chiediamo di risolvere il contenzioso seriale ed evitare un ulteriore ingente danno erariale alle casse dello Stato, perché è un problema che riguarda decine di migliaia di persone ATA/ITP Ex Enti Locali in tutta Italia.

La Corte di Strasburgo ha condannato lo Stato italiano a risarcire i 124 lavoratori ATA ex EE.LL. che non hanno accettato lo scippo di anzianità e indennità accessorie ratificato da CGIL-CISL-UIL-SNALS, governi di centro-destra/centro-sinistra, Corte Costituzionale, con somme consistenti individuali, predisposte dalla sentenza, che complessivamente ammontano a quasi un milione e ottocentomila euro (anche oltre gli 82 mila euro per dipendente).

Chiediamo al nuovo Parlamento italiano di recepire in pieno le richieste delle citate sentenze della Corte di Strasburgo e della Corte di Lussemburgo dando diretta attuazione ai principi di “parità delle armi”, di legalità, nonché più in generale ad un “equo processo”, sanciti dall’art. 6 della CEDU, sancendo il divieto dello Stato italiano di intervenire con leggi interpretative nelle cause in cui egli stesso è parte, per porre rimedio alle azioni giudiziarie intraprese con successo nei propri confronti.

Chiediamo quindi di disapplicare il comma 218 dell’art. 1 della legge n.266 del 2005 (finanziaria del 2006), che recepì a sua volta, i contenuti dell’accordo tra l’ARAN e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e SNALS sottoscritto in data 20 luglio 2000 e il successivo decreto del Ministro della Pubblica Istruzione del 05 aprile 2001, quando la Sezione lavoro della Corte Suprema di Cassazione aveva già riconosciuto i diritti del personale ATA connessi all’anzianità maturata alle dipendenze degli Enti locali con ben 15 sentenze del 2005, univocamente orientate a dare piena tutela al personale ATA passato dagli Enti locali allo Stato, con il riconoscimento integrale dell’anzianità di servizio anche sotto il profilo giuridico.

Chiediamo di applicare l’art. 8 della legge n. 124/1999 nella sua versione (e interpretazione) originaria con il pieno riconoscimento dei diritti discendenti dall’anzianità maturata prima del trasferimento dall’Ente Locale.

In questo modo si può trovare una soluzione definitiva a questa ingiustizia, porre fine a una misera pagina della cronaca politica italiana, a una disuguaglianza tra gli stessi lavoratori ATA Ex Enti Locali determinata da una disparità di trattamento tra soggetti destinatari della stessa normativa, e si ripristina la certezza del diritto nel nostro Paese.

Angelo De Finis

Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011 – Italiano

SENTENZA AGRATI   EQUA SODDISFAZIONE STRASBURGO 8 NOVEMBRE 2012

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA  (SCATTOLON) C-108/10

da retescuole.net

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci qui sotto la password:

NEWSLa FLC CGIL ha scritto al Capo dipartimento ed alla Direzione Generale per il Personale del MIUR per chiedere che non si prendano iniziative autonome nei singoli territori in merito all’attuazione del Decreto Legge 104 del 12 settembre 2013.

Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni riguardo Uffici territoriali del MIUR che stanno comunicando ai Dirigenti Scolastici di attivarsi per sottoporre a nuova visita i docenti inidonei della loro scuola e a mutare i contratti di utilizzo per gli Insegnanti tecnico pratici.

____________________________________________________________________________________________________________________________________

Roma, 23 settembre 2013

Al Capo Dipartimento per l’Istruzione Dott. Luciano Chiappetta

Alla Direzione generale per il Personale Scolastico Dott. Gildo De Angelis MIUR

Oggetto: segnalazione su problematiche docenti inidonei e ITP C999 e C555.

Sono pervenute a questa organizzazione sindacale segnalazioni giustamente allarmate da parte di docenti inidonei e ITP C999 e C555 i quali, in relazione all’attuazione del D.L. n. 104 del 12 settembre 2013, informano che alcuni Uffici Territoriali (ad es. in Veneto, ed in particolare da parte dell’ATP di Padova con nota del 17 settembre 2013, ma non solo), stiano direttamente comunicando ai Dirigenti Scolastici di attivarsi per sottoporre a nuova visita i docenti inidonei della loro scuola (con indicazioni nominative degli interessati) ai sensi del comma 7, dell’art. 15, del D.L o nel caso degli ITP a mutare i contratti di utilizzo.

La scrivente organizzazione, tenendo conto degli incontri con i sindacati sul tema già convocati al MIUR e tenendo conto che, in base a quanto precede il comma 5 dello stesso articolo 15, il D.L. prevede che la stessa commissione sia integrata da un rappresentante dell’amministrazione, ritiene tali iniziative estemporanee ed inaccettabili, prima che codesto Ministero abbia emanato le necessarie ed opportune indicazioni su tutto il territorio nazionale.

Pertanto si chiede che tali disposizioni locali vengano immediatamente ritirate, in attesa che siano emanate disposizione da parte dell’amministrazione centrale.

Si rimane in attesa di cortese risconto alla presente.

https://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2013/09/22/demansionamento-da-itp-ad-assistente-tecnico/

Fonte:http://www.orizzontescuola.it/flccgil-scrive-al-miur-sullattuazione-sul-dl-104-sui-docenti-inidonei-e-itp

12Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI, umiliati, derubati, ingannati dai legislatori, dai controllori dei legislatori (giudici costituzionali), dai politicanti scambiati per politici, dai servi (e dalle serve) del potere prostituito, dai trafficanti del diritto del lavoro insediatisi nei gabinetti ministeriali per esigenze di “igiene” amministrativa

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI che subiamo e subiremo pesantemente giorno dopo giorno, fino alla morte, gli effetti delle sentenze passate in giudicato che ci hanno visto soccombere dopo la diabolica e infame gestazione di una legge “contra personam” , perniciosamente (per noi) e vergognosamente legittimata dai giudici costituzionali

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI abbiamo sempre rispettato e rispettiamo la Magistratura Ordinaria; discutiamo, critichiamo (civilmente) le sentenze di primo e secondo grado e accettiamo e rispettiamo le sentenze passate in giudicato.

Le sentenze non possono stravolgere le leggi a piacimento dell’interessato, ma possono stravolgere la vita dell’interessato se le leggi che applicano, perché devono essere applicate, sono “contra personam” come nel nostro caso.

Ricordiamo con rabbia impotente, repressa in un digrignar di denti, che la suddetta legge “contra(la nostra) personam” è l’infame “COMMA 218” (art.1 legge 23 dicembre 2005, n. 266, finanziaria 2006 ) del sottogoverno berlusconi-tremonti griffato santanchè.

Il COMMA 218, l’uovo del serpente(velenoso) covato prodi-toriamente tra profumi di fioroni, nel paese dei gel(so)mini petulanti tra i bondi e i monti, tra maronate padane e pacchiate romane, tra brunetti neutrini e pingui verdini.

Noi, LAVORATORI ex ENTI LOCALI ora dobbiamo anche sopportare le insolenti farneticazioni di berlusconi che osa dichiarare il venir meno dello “Stato di diritto” ! Proprio berlusconi, che direttamente e indirettamente, nel corso di molti anni bui e giulivi, ha umiliato e recato disagio a molte persone per favorire spudoratamente i capricci e i privilegi di altre, ora parla di “diritti negati” con la pelosa solidarietà dei servi e degli stallieri di sempre.

Tutto questo per delle sentenze passate in giudicato, nonostante le leggi “ad(di lui) personam”, riguardanti reati odiosi e conclamati e non interpretazioni di dispositivi giuridico-amministrativi elaborati ad hoc a scopo persecutorio.

Sprofondiamo in un abisso di depressione, rabbia e indignazione

Mala tempora currunt, sed peiora parantur

Stanno passando brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori

Antonio Petazzi

https://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/la-nostra-storia/

https://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2012/02/20/12-anni-dopo-una-vita-fa-tutta-la-vicenda-del-trasferimento-del-personale-amministrativo-tecnico-ausiliario-e-itp-alle-dipendenze-degli-enti-locali/

docentiGli Insegnanti Tecnico Pratici si organizzano per difendere i loro diritti con le unghie e con i denti ed indirettamente i diritti dei colleghi Assistenti Tecnici, sollecitando ad un intervento incisivo le Segreterie Nazionali delle OO.SS. firmatarie del CCNL Scuola.

Il tema è il demansionamento, che da quest’anno scolastico molti USP e Dirigenti Scolastico stanno perpetrando proditoriamente ai danni di ITP e AT utilizzando gli ITP in esubero sui posti che dovrebbero ricoprire gli Assistenti Tecnici in forza di una errata interpretazione dell’art. 4 c. 81 della L. 183/2011.

Ricordiamo che sulla questione si è già pronunciato il Tribunale del Lavoro di Catania a seguito di ricorso proposto da un ITP che era stato “demansionato” dall’USP etneo nel profilo di Assistente Tecnico, orbene, il Giudice Adito, con una recentissima sentenza del 11/7/2013 ha prontamente condannato l’amministrazione scolastica ed ha intimato alla stessa di reintegrare immediatamente il ricorrente nel profilo professionale di Docente.

Alla luce dei fatti la categoria chiede l’intervento immediato al MIUR delle forze sindacali inviando la mail di denuncia (che vi proponiamo di seguito) alle segreterie nazionali di ogni O.S.

Alle Segreterie Nazionali di FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS e GILDA Mail: organizzazione@flcgil.it, cisl.scuola@cisl.it, uilscuola@uilscuola.it, info@snals.it, gilda.naz@uni.net

Oggetto: demansionamento ITP ad Assistenti Tecnici

Buongiorno, la presente per portare alla Vs attenzione il problema indicato in oggetto relativo ai casi sempre più numerosi che si stanno verificando in questi giorni in tutta Italia di Dirigenti Scolastici e USP che stanno demansionando il personale ITP in esubero su posti di AT a 36 h settimanali, probabilmente per una distorta interpretazione dell’art. 4 c. 81 – L. 183/2011. Come sicuramente saprete, la questione è già finita nelle aule giudiziarie del Tribunale del Lavoro di Catania, che con una recentissima sentenza del 11/7/2013 ha imposto all’amministrazione di reintegrare immediatamente il ricorrente nel profilo originario di Docente.

La questione riveste connotati gravi e meritevoli di un Vs urgente intervento, non già per la nostra (già martoriata) figura professionale di ITP ma soprattutto per i colleghi Assistenti Tecnici, che si vedono sottratti indebitamente i posti di lavoro ove in modo illegittimo veniamo posti per abuso d’autorità perseguibile altresì in sede penale per la plateale violazione dell’art. 323 del c.p. Pertanto si chiede innanzitutto un Vs comunicato ufficiale (possibilmente congiunto) sul sito (ad oggi nessuna segreteria nazionale ha espresso pubblicamente la propria posizione in merito all’argomento) e in seconda battuta una Vs richiesta di incontro urgente e chiarimento al MIUR sulla scabrosa e proditoria questione che a tutt’oggi sta passando sotto silenzio.

Nel ringraziarvi di un Vs sicuro e immediato intervento risolutorio vi auguro buon lavoro e vi porgo cordiali saluti.

Luogo, data L’ITP Nome e Cognome

N.B. inviare la mail possibilmente con l’indirizzo di posta elettronica: nome.cognome@istruzione.it P.S. chiediamo l’aiuto di tutti i colleghi ITP, compresi quelli che per loro fortuna hanno ancora le 18 ore di lezione settimanali, e soprattutto chiediamo l’aiuto degli Assistenti Tecnici che per colpa di questi demansionamenti rimangono senza posto di lavoro…

ndr

Tutto questo viene praticato in forza di una distorta interpretazione dell’art. 4 comma 81 della Legge 183/2011, che recita quanto segue: “Allo scopo di evitare duplicazioni di competenza tra aree e profili professionali, negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero, è accantonato un pari numero di posti di assistente tecnico.”

 Il principio contenuto in questo comma non vuole assolutamente dire che se hai un ITP in esubero gli devi far fare l’assistente tecnico… !!!
A chiarirlo nelle aule giudiziarie è stata un recentissima sentenza del l’ 11 luglio 2013 (che vi alleghiamo in visione) del Tribunale del Lavoro di Catania.

http://informazionescuola.it/2013/09/22/demansionamento-da-itp-ad-assistente-tecnico-gli-itp-chiedono-l-intervento-alle-oo-ss-confederali-firmatarie-del-ccnl-scuola/

Il MIUR ha emanato la Nota 9444  “Ipotesi di Accordo 12 maggio 2011.

Prima e seconda posizione economica – Personale ATA

miurA seguito dei rilievi formulati dal Dipartimento della Funzione Pubblica e dal Dipartimento della Ragioneria dello Stato, IGOP del MEF, sulla compatibilità economico finanziaria e sul rispetto dei vincoli normativi della Ipotesi di Accordo 12/05/2011 ed, in assenza, ad oggi, della prescritta certificazione di compatibilità finanziaria, il MIUR comunica agli Uffici Scolastici Regionali di non procedere alla prenotazione della trasmissione di flusso al MEF per la liquidazione del beneficio economico previsto sia per la prima, sia per la seconda posizione economica con decorrenza dal 1° settembre 2013, anche se riferita ad annualità precedenti.

 Ciò perché non viene legittimata l’ipotesi di accordo nazionale sottoscritto fra MIUR e sindacati nel 2011, a causa della normativa in base alla quale il trattamento economico complessivo, compreso quello accessorio, non può superare il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010 (art. 9, comma 1 e 21 ultimo periodo del D.L. n. 78/2010, nonché art. 5 comma 2 D.Lgs 165/2001, come modificato dal D.Lgs 150/2009).

Un atto gravissimo e irresponsabile

che stravolge le regole contrattuali

Prima e seconda posizione economica ATA

Ricordiamo che Il pagamento delle posizioni economiche sono un atto dovuto nei confronti di collaboratori, tecnici e amministrativi che si assumono ulteriori carichi di lavoro e responsabilità aggiuntive.”

Le prime dichiarazioni di Maria Chiara Carrozza 29/apr/2013 :

“…L’istruzione e la conoscenza sono pedine fondamentali per la ripresa culturale ed economica dell’Italia. Investire nella conoscenza significa investire nel futuro…..”

nota-9444-del-18-settembre-2013-prima-e-seconda-posizione-economica-ata

VIICAMERA DEI DEPUTATI

85.

XVII LEGISLATURA

BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

Cultura, scienza e istruzione (VII)

COMUNICATO

La seduta comincia alle 9.

DL 104/2013: Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca. C. 1574, Governo. (Esame e rinvio).

  La Commissione inizia l’esame del provvedimento

Giovedì 19 settembre 2013

OMISSIS

 L’articolo 15 dispone in materia di personale scolastico, prevedendo la definizione di un piano triennale 2014-2016 per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA – rappresentando, dunque, la prosecuzione di analogo intervento disposto per il triennio 2011- 2013 con l’articolo 9, comma 17, del decreto-legge n. 70 del 2011 – legge n. 106 del 2011 –, la rideterminazione della dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno e l’autorizzazione all’assunzione di ulteriori unità di personale a decorrere dall’anno scolastico 2013/2014; l’abrogazione,dal 1o gennaio 2014, della disciplina in materia di docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute recata dall’articolo 14, comma 13, del decreto-legge n. 95 del 2012, legge 135 del 2012, e la ridefinizione della materia con la previsione di una disciplina a regime per i docenti dichiarati permanentemente inidonei successivamente al 1o gennaio 2014 e di una disciplina transitoria per i docenti già dichiarati permanentemente inidonei alla data di entrata in vigore del decreto-legge;

l’integrazione della disciplina relativa ai docenti delle classi di concorso C999 e C555, recata dall’articolo 14, comma 14, dello stesso decreto-legge 95/2012.

Con riguardo al Piano triennale 2014-2016 per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA, il comma 1 dispone che, in esito ad una sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della scuola, con decreto interministeriale è definito un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA per gli anni 2014-2016.

La relazione tecnica specifica che, in base alla normativa vigente, la metà dei soggetti verrà scelta fra i vincitori del concorso – il cui bando è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 75 del 25 settembre 2012 – e l’altra metà fra i precari presenti nella graduatoria. Inoltre, evidenzia che il personale da assumere è articolato in tre gruppi: personale assunto su posti di organico di diritto già occupati da dipendenti a tempo indeterminato e resisi vacanti e disponibili a seguito di cessazioni dal servizio avvenute a qualunque titolo.

Aggiunge che gli interventi per l’organico dei docenti di sostegno sono contenuti ai commi 2 e 3. In particolare, il comma 2 ridetermina la dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno in misura pari al 75 per cento nell’anno scolastico 2013/2014, al 90 per cento nell’anno scolastico 2014/2015 e al 100 per cento dall’anno scolastico 2015/2016.

A tal fine, novella l’articolo 2, comma 414, della legge n. 244 del 2007, che aveva disposto la rideterminazione della stessa dotazione organica nel triennio 2008-2010, fino al raggiungimento, nell’anno scolastico 2010/2011, di una consistenza organica pari al 70 per cento del numero dei posti di sostegno complessivamente attivati nell’anno scolastico 2006/2007.

Il comma 3, invece, autorizza il MIUR, a decorrere dall’anno scolastico 2013/2014, ad assumere a tempo indeterminato docenti di sostegno a copertura di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico di diritto, sempre utilizzando la procedura autorizzatoria indicata nel comma 1.

La relazione tecnica fa presente che, per effetto del comma 2, si determina, nel triennio, un incremento dell’organico di diritto di 26.684 unità, pari alla differenza tra l’organico di fatto dell’anno scolastico 2006/2007, pari a 90.032 unità, e quello degli anno scolastico 2010/2011 e seguenti, pari a 63.348 unità.

Fa, altresì, presente che, in base al comma 3, tali assunzioni sono autorizzate «in aggiunta alle facoltà assunzionali normali e quindi oltre la semplice sostituzione dei cessati».

La stessa relazione aggiunge che le 26.684 unità si dividono in 12.428 presso la scuola dell’infanzia e la scuola primaria e 14.256 presso la scuola secondaria di I e II grado.

Circa la ridefinizione della disciplina relativa ai docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute, i commi da 4 ad 8 abrogano, dal 1o gennaio 2014, la disciplina in materia di docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute recata dall’articolo 14 del decreto-legge n. 95 del 2012.

L’articolo 19, comma 12-15, del decreto-legge n. 98 del 2011 ha previsto che il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, può presentare – entro 30 giorni dalla dichiarazione di inidoneità – istanza di reimmissione nei ruoli scolastici con la qualifica di assistente amministrativo o tecnico.

Nel caso in cui l’istanza non venga presentata o sia rigettata, è prevista la mobilità intercompartimentale nei ruoli delle Amministrazioni dello Stato, degli enti pubblici non economici e delle università, con mantenimento dell’anzianità maturata e dell’eventuale maggior trattamento stipendiale mediante assegno personale pensionabile riassorbibile.

Il comma 5 dispone l’integrazione delle commissioni mediche operanti presso le ASL con un rappresentante del MIUR designato dal competente Ufficio scolastico regionale, ai fini della dichiarazione di inidoneità del personale docente della scuola.

Il successivo comma 6 definisce la normativa a regime per il personale docente che sarà dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute dopo il 1o gennaio 2014.

In particolare, dispone che a tale personale si applica, anche in corso di anno scolastico, la procedura di cui all’articolo 19, comma 12-14, del decreto-legge 98/2011. In realtà, rispetto alla procedura indicata dalle disposizioni richiamate, si registrano alcune differenze, non vi è, invece, alcun riferimento all’assunzione di tale qualifica con priorità nella provincia di appartenenza e tenendo conto delle sedi indicate dal richiedente.

Il comma 7 reca la disciplina transitoria per i docenti che sono già stati dichiarati permanentemente inidonei per motivi di salute alla data di entrata in vigore del decreto-legge. In particolare, prevede che tale personale è sottoposto a nuova visita medica entro il 20 dicembre 2013.

Ove, all’esito della stessa visita, la dichiarazione di inidoneità non sia confermata, il personale interessato ritorna a svolgere la funzione docente.

Ove, invece, la dichiarazione di inidoneità sia confermata, si applicano le previsioni recate dal comma 6, con decorrenza dei 30 giorni dalla data di conferma dell’inidoneità.

Il successivo comma 8 dispone che il MIUR comunica ogni tre mesi al MEF – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato – e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica le unità di personale trasferite ad altre amministrazioni, e le relative risorse, anche ai fini dell’adozione delle necessarie variazioni di bilancio.

Dispone, altresì, che, per i trasferimenti operati in deroga alle facoltà di assunzione, alle amministrazioni riceventi sono trasferite le corrispondenti risorse finanziarie.

Rileva quindi che, con riferimento alla ridefinizione della disciplina relativa ai docenti delle classi di concorso C999 e C555, il comma 9 prevede che, fermo restando, per riguarda il personale docente titolare della classi di concorso C999 – insegnanti tecnico-pratici degli enti locali transitati nei ruoli dello Stato per effetto dell’articolo 8, comma 3, della legge 124/1999 – e C555 – ex LII/C – esercitazioni di pratica professionale –, quanto previsto dall’articolo 14, comma 14, del decreto-legge 95/2012, circa il transito nei ruoli del personale non docente con la qualifica di assistente amministrativo, tecnico o collaboratore scolastico, in base al titolo di studio posseduto, lo stesso personale può transitare su altra classe di concorso per la quale sia abilitato o in possesso di titolo idoneo, purché non ci siano condizioni di esubero nella provincia di riferimento.

Il comma 10 dispone che il Comitato di verifica tecnico-finanziaria istituito ai sensi dell’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 112/2008, legge 133/2008, verifica gli effetti finanziari delle disposizioni recate dai commi 1-9, ai fini della determinazione del Fondo destinato ad incrementare le risorse contrattuali per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della scuola, di cui al comma 9 dello stesso articolo 64.

OMISSIS

La seduta termina alle 10.30.

 Scarica il PDF         leg.17.bol0085.data20130919.com07

http://www.camera.it/leg17/824?tipo=C&anno=2013&mese=09&giorno=19&view=filtered&commissione=07&pagina=#data.20130919.com07.bollettino.sede00050.tit00010

scuola-pubblicaIl Decreto Istruzione è stato assegnato alla Camera dei Deputati, e questa settimana inizierà l’iter di conversione nella nostra Commissione.

Questo Decreto di fatto è molto fumo e niente arrosto: l’inversione di tendenza, di fatto, non c’è stata, e il governo continua a considerare il mondo della scuola come marginale, invece di metterlo al centro dell’azione di rilancio del paese.

In Parlamento daremo battaglia per cercare di correggere questo decreto! Stiamo già lavorando sugli emendamenti da proporre.

Vi chiedo però di darci una mano: se avete delle proposte emendative inviatemele per emai a vacca_g@camera.it o tramite il mio blog inserendo nell’oggetto PROPOSTA EMENDAMENTI DL ISTRUZIONE.

Sarà mia premura valutarne la fattibilità, presentarli al resto del gruppo M5S in Commissione per poi formularli come emendamenti.

Forza, in MoVimento!!

Qui trovate il testo del decreto: Testo in Gazzetta Ufficiale

http://www.gianlucavacca.it/commissionevii/106-arriva-il-decreto-istruzione-alla-camera

ndr

Prendiamo atto positivamente dell’azione parlamentare che sta manifestando sul piano dell’impegno istituzionale il deputato  Gianluca Vacca  membro VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE) eletto nel Movimento 5 stelle  .

Sarà nostra premura fargli pervenire un emendamento da presentare in commissione per la problematica itp c999

enzo

 

Proposta di emendamento all’art. 15 del Dl 104/2013 riguardanti gli Itp C999 e C555

 

 Per garantire continuità nell’erogazione del servizio scolastico ed educativo e conferire il maggior grado possibile di certezza nella pianificazione degli organici della scuola e non solo assicurare  l’invarianza finanziaria, ma aumentare concretamente il risparmio previsto nel piano triennale di assunzione del personale Docente e Ata, nel triennio 2014/16.

 Visto il Dl 95/2012 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135;

Considerato che l’applicazione del comma 14 dell’art.14 della citata norma è in contraddizione con il titolo in premessa, in quanto genera un impoverimento dell’Offerta Formativa delle Istituzioni Scolastiche coinvolte, con variazione dei servizi offerti ai cittadini e non raggiunge lo scopo prefissato di risparmio previsto dai relatori.

Si propone di emendare il testo del Dl 104/2013 “Misure urgenti in materia di istruzione, universita’ e ricerca” nel seguente modo:

–        il comma 4 dell’art. 15 (personale Scolastico) viene così modificato:

4. A decorrere dal 1° gennaio 2014 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135:

1)  i commi 13, 14 e 15  sono abrogati;

 

 b) il comma 15 dell’articolo 19 del decreto legge 6 luglio 2011, n.

98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e’ abrogato.

–        – il comma 9  dell’art. 15 (personale Scolastico) viene così modificato:

  1. 9.  Considerato che dai monitoraggi effettuati il personale docente titolare delle classi di concorso C999 e C555 è in possesso almeno del titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, lo stesso:

a) transiterà su altra classe di concorso docente della tabella A per la quale sia abilitato e/o su classe di Concorso della tabella C in cui abbia sostenuto Concorso Pubblico anche negli Enti Locali di Provenienza. Allo stesso personale sarà applicato quanto previsto dal comma 17 dell’art. 14 del Dl 95/2012 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135;

b) Nelle more dell’attivazione dell’organico funzionale, dell’area unica del sostegno, dell’incremento dell’attività laboratoriale nei nuovi ordinamenti e di adeguati corsi di riconversione,  il personale docente titolare delle classi di concorso C999 e C555, non utilizzato su insegnamenti previsti delle Classi di Concorso assegnate, sarà utilizzato nelle sedi di appartenenza, per il miglioramento dell’Offerta Formativa per i progetti di Accoglienza, per progetti contro la dispersione scolastica, per attività alternative all’ora di religione cattolica, per le supplenze brevi, in affiancamento agli insegnanti di sostegno  e di supporto alla didattica laboratoriale.

Risparmi

N.B.

Da argomentare

 la norma in questione consente al personale docente delle classi di concorso C555 e C999, in luogo del transito nei ruoli ATA, il transito ad altra classe di concorso della tabella A in cui abbia abilitazione e in classi di Concorso della tabella C per la quale ha sostenuto Concorso Pubblico negli Enti di Provenienza (Considerando che le conoscenze, le competenze, le prove di concorso, effettuate nell’Ente Locale, sono documentabilmente corrispondenti a quelle delle classi  di Concorso della tabella C) . Detta previsione, nella misura in cui si tradurrà in effettivi transiti ad altra classe di concorso (da effettuare entro il triennio 2014/16), determinerà un incremento dei risparmi di spesa originariamente previsti dall’articolo 14 comma 14 del DL 95/2012. Infatti il transito ad altra classe di concorso docente con conseguente riassorbimento di esubero, specialmente con l’attivazione di corsi di riconversione su sostegno, determina una riduzione del numero di supplenti docenti, mentre il transito nei ruoli ATA determina una riduzione nel numero dei supplenti ATA e lo stipendio annuale di un supplente docente è superiore a quello di un supplente ATA. Inoltre permetterà una migliore fruizione del personale scolastico, evitando spiacevoli contenziosi il cui esito potrebbe non essere favorevole all’amministrazione centrale.

 

spendin_thumbnailD.L. 104/2013 e/o Spending review 2:  ITP ex Enti locali in possesso di Maturità Scientifica e/o Classica

Dopo il Governo Monti – il Governo Letta.

 

Due visioni del mondo completamente diverse che convergono su un unico punto in comune:

 Gli ITP ex Enti Locali C999 e gli Itp C555 in possesso della sola maturità liceale sono INIDONEI all’insegnamento.

 Questi docenti che fino a ieri hanno svolto il proprio lavoro nelle classi e nei laboratori degli Istituti Tecnici e dei Licei, oggi vedono negarsi esperienza, competenza e capacità.

 

Anche il D.L. 104/2013 prevede per gli ITP ex Enti Locali e agli Itp C555, in possesso di Maturità Liceale, il passaggio di personale docente (ITP ex Enti Locali) nei ruoli ATA.

 Senza possibilità di riconversione professionale, così come sarebbe giusto ed equo.

 Questo provvedimento distrugge e annienta figure professionali che da almeno vent’anni lavorano nella scuola, prima come docenti assistenti di cattedra nei ruoli provinciali e successivamente all’entrata in vigore della legge 124/99, nei ruoli degli ITP Statali.

 Dimenticando, o facendo finta di dimenticare che la mancata attribuzione delle classi di concorso, utili per l’inserimento nelle graduatorie, doveva essere effettuata dal MIUR con appositi corsi di riconversione e riqualificazione a cui tutti i gli ITP in possesso di diploma di scuola secondaria, di qualsiasi tipologia, dovevano partecipare.

 RITENENDO IRRISORIA l’esperienza acquisita;

 SUPERFLUI i corsi di aggiornamento con attestazioni e certificazioni di valore didattico educativo, rilasciate dal MIUR, svolti durante gli anni i servizio;

 VANIFICANDO il superamento di un concorso per titoli ed esami

il cui programma, impegnativo e vasto, ha previsto il superamento di prove scritte, orali e di laboratorio.

 Tutti noi ITP EX Enti Locali, in possesso di Maturità Liceale ci sentiamo violentati nell’animo e defraudati delle nostre conoscenze e competenze.

 Se questo è il punto da dove riparte l’Istruzione a cui fa riferimento il sig. Letta e tutto lo staff ministeriale ne vogliamo prendere nettamente le distanze e ricordare a tutti i signori ministri che:

 il passaggio obbligato in profilo e mansioni diverse non è consentito dal nostro ordinamento nel quale si prevede che “il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione” (art. 2103 cc e art. 13 dello Statuto dei lavoratori).

 Penso sia Utile Ricordare, inoltre, che hanno giurato su un libello di 139 articoli dal titolo “ Costituzione della Repubblica Italiana”, di cui riporto due articoli indicati tra

I FONDAMENTALI:

…….

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso[cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

 E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 Articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

……….

Per quanto sopra esposto

 

NOI ITP EX ENTI LOCALI e ITP C555 IN POSSESSO DI MATURITA’ LICEALE

CHIEDIAMO

 

a tutte le OO. SS. e  le forze politiche di intraprendere tutte le azioni utili affinché questo violento ed iniquo  provvedimento, nei confronti dei lavoratori della scuola, non venga perpetrato.

 Che sia data a tutti i docenti ITP Ex Enti Locali IN POSSESSO DI MATURITA’ LICEALE la possibilità di partecipare ai corsi di riconversione, così come più volte promesso dal MIUR, financo nell’informativa del 04/07/2012 e nella nota 7591 del 10 ottobre 2012 in cui si stabilivano i criteri per la partecipazione ai corsi, informativa e nota nella quale si evidenziava una precedenza per i docenti appartenenti alle classi di concorso A075, A076, C999, C555.

celentanoCommento On. Alessandro Di Battista  (M5S)

Vi prendono per il culo!

Punto.

Non ci sono altre parole.

Hanno un sistema mediatico connivente che “retwitta” costantemente le balle assolute che i Partiti sparano da 20 anni.Io sono stanco, inizio ad essere stanco.

Non ci sto a farmi prendere per il culo.

Da settembre occorre cambiare marcia (nonostante siamo andati molto bene questi ultimi 2 mesi).

Ci vuole disobbedienza civile, ci vuole fantasia nelle azioni, ci vogliono gesti eclatanti, nonviolenti ma eclatanti.

Il Paese ha fame, non piu’ soltanto di legalita’, di partecipazione, di giustizia, oggi ha fame e basta!

Ognuno di noi si deve svegliare, il tempo della delega del “vediamo che fanno in Parlamento” e’ finito, e non e’ finito solo per Partiti, e’ finito anche per noi del 5 stelle.

Non dovete delegare nemmeno a noi, l’essere umano non e’ perfetto, tende sempre a “contaminarsi”.

Io sogno un Paese dove il Popolo comanda e il Governo obbedisce!

Partecipiamo, svegliamoci.

Non c’e’ altra strada, non c’e’ TV che tenga (e’ in mano loro), non c’e’ emendamento perfetto da presentare (li bocciano tutti), non c’e’ la speranza che i Partiti si rinnovino (e’ come aspettare Godot).

Qua’ o ci prendiamo il Paese o il Paese muore!

Troppa gente non si interessa di politica, lo so, ognuno ha 1000 problemi, non ha tempo.

Siamo stanchi, alienati.

L’alienazione e’ talmente collettiva che prosciuga la speranza.

Ma io non voglio lasciarglielo il mio Paese a certi “banditi”.

Fosse l’ultima cosa che faccio!

Ma i cittadini devono interessarsi alla politica altrimenti la politica si interessa a loro e se lo fa lo fa per prosciugarli.

Io non mi sento un Onorevole ma ho paura che un giorno potrei sentirmi cosi’.

Ho paura di abituarmi all’odore di Montecitorio, al sapore della “fama”, dei follower che fanno i complimenti, del fatto che mi chiamano Presidente se presiedo la commissione.

Io ho paura e ve lo dico.

Bisogna alzare il controllo popolare ragazzi, sempre.

Dovete “rompere i coglioni” ai vostri deputati, e se sono del 5 stelle glieli dovete rompere ancora di piu’.

Oggi la maggioranza bulgara del Governo del nulla assoluto ha rinviato la votazione sul finanziamento ai partiti.

Vogliono andare in vacanza, vogliono ricompattarsi e non vogliono andare contro il PDL (non sia maiiiiiii).

Prima ci prendono per il culo dicendo che hanno risolto tutto e poi rinviano!

Basta, basta, basta.

Ora c’e’ la sosta (e ci serve anche per ricaricarci, io non vi nego che non sono mai stato cosi’ stanco in vita mia) ma a settembre, tra 3 settimane dobbiamo cambiare passo.

Tutti, anche quelli che non hanno votato 5 stelle.

Qua’ o si fa l’Italia o si muore.

La situazione economica e’ gravissima.

Molto di piu’ di quanto possiate immaginare.

Riprendiamoci il Paese incominciando con il controllare e il pungolare i Deputati del 5 stelle.

Perche’ nonostante siamo anni luce avanti rispetto al resto del Parlamento possiamo e dobbiamo dare di piu’.

A riveder le stelle, ma se ci sforziamo le rivedremo prima che sia troppo tardi!

On. Alessandro Di Battista  (M5S)

Ndr

APPOGGIO IN PIENO IL COMMENTO DELL’On. Alessandro Di Battista .

Fino a un paio di giorni addietro pareva che tutto fosse pronto per una rapida approvazione del cosiddetto “decreto D’Alia” che avrebbe dovuto dare una risposta ai problemi del precariato, dei “Quota 96” e dei docenti inidonei.

Invece ieri sera il governo ha approvato l’ulteriore blocco dei contratti, dei salari e degli scatti d’anzianità durerà fino al 31 dicembre 2014 che aggraverebbe la nostra condizione non solo non ci sono misure a favore per la scuola  ma c’è addirittura un provvedimento che peggiora ulteriormente la situazione.

Il regolamento prevede non solo il blocco di ogni forma di adeguamento retributivo, classi, scatti di stipendio e progressioni di carriera comunque denominate, ma anche una ulteriore riduzione dell’ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale ( fondo di istituto).

 L’0n. Gianluca Vacca    Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE membro VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE) ha chiesto al Sottosegretario   ROSSI DORIA MARCO         di fare un incontro con noi  a settembre al Ministero, bisogna organizzarsi  per continuare la lotta organizzando  gesti eclatanti, non violenti ma eclatanti. 

ENZO

 

 2_-Il-Governo-si-insediaIl Consiglio dei ministri, nel corso  della seduta dell’8 agosto ha approvato un regolamento che proroga il  blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici  dipendenti sino al 31 dicembre 2014.

Il Consiglio ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere       espresso dalle Commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, un       regolamento che proroga il blocco della contrattazione e degli automatismi       stipendiali per i pubblici dipendenti.

L’adozione del regolamento si rende       necessaria per la particolare contingenza economico-finanziaria, che       richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati       già scontati sui saldi di finanza pubblica.

Sussistono infatti condizioni di eccezionalità tali da giustificare la   proroga al 31 dicembre del 2014 di una serie di misure in materia di       pubblico impiego, comunque con un orizzonte temporale limitato, come       richiesto nei pareri delle Commissioni parlamentari che hanno espresso   parere favorevole sul provvedimento.

In particolare vengono prorogati:

  • il blocco dei trattamenti economici individuali;

  • la riduzione delle indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di   diretta collaborazione dei Ministri e l’individuazione del limite massimo       per i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi       dirigenziali;

  • il limite massimo e la riduzione dell’ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale;

  • i blocchi riguardanti meccanismi di adeguamento retributivo, classi e   scatti di stipendio, le progressioni di carriera comunque denominate del  personale contrattualizzato e di quello in regime di diritto pubblico.

 

FONTE: Orizzonte della scuola

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=72539

 

 

 

 

 

approvato-thumb-200x205-11128“Oggi in sede di commissione Cultura è stata approvata all’unanimità una risoluzione a prima firma Gianluca Vacca (M5s) con la quale il Governo si impegna a risolvere la vicenda dei docenti inidonei e degli insegnanti tecnico-pratici (C555, C999)”.

Lo dichiarano i deputati del M5S in commissione Cultura.

“Il Governo Monti, con la cosiddetta spending review, aveva previsto il transito forzoso dei docenti che, per motivi di salute, non sono più idonei all’insegnamento e quindi impegnati in altre mansioni – biblioteche scolastiche, laboratori – ad incarichi amministrativi.

Tale trasferimento – spiegano i deputati del M5s – avrebbe comportato sia un impoverimento per l’offerta formativa delle scuole, sia problemi per la funzionalità del servizio scolastico dal momento che questi docenti non sono formati professionalmente per svolgere ruoli amministrativi.

Infine, tale trasferimento avrebbe comportato una riduzione dei posti Ata.

Con l’approvazione di questa risoluzione, invece, il Governo si è impegnato a trovare una soluzione anche normativa alla vicenda.

Tra l’altro la questione potrebbe essere oggetto di discussione in uno dei prossimi consigli dei ministri.

L’approvazione avvenuta oggi in sede di commissione ha scongiurato l’eventualità che il Governo potesse emanare il decreto attuativo della spending review e quindi rendere attuativi tali trasferimenti.

Noi del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura – concludono – ci siamo spesi per dare risposta a questa criticità e ci riteniamo soddisfatti per il risultato ottenuto e per il fatto che tale risoluzione abbia ricevuto il consenso all’unanimità da parte delle altre forze politiche”.

ATTO CAMERA

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00029

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17 Seduta di annuncio: 28 del 04/06/2013

Abbinamenti

Atto 7/00048    abbinato in data 27/06/2013 Atto 7/00053    abbinato in data 27/06/2013 Atto 7/00054    abbinato in data 27/06/2013

Firmatari

Primo firmatario: VACCA GIANLUCA Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE Data firma: 04/06/2013

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
GALLO LUIGI MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
BATTELLI SERGIO MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
BRESCIA GIUSEPPE MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
DI BENEDETTO CHIARA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
D’UVA FRANCESCO MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
MARZANA MARIA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
VALENTE SIMONE MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
CHIMIENTI SILVIA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
ROSTELLATO GESSICA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
COMINARDI CLAUDIO MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
RIZZETTO WALTER MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
LABRIOLA VINCENZA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
PRODANI ARIS MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
BECHIS ELEONORA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
TRIPIEDI DAVIDE MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
CIPRINI TIZIANA MOVIMENTO 5 STELLE 04/06/2013
Commissione assegnataria

Commissione:         VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)     Commissione:         XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)    

Stato iter:

concluso

Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE 27/06/2013
              VACCA GIANLUCA         MOVIMENTO 5 STELLE
 
INTERVENTO PARLAMENTARE 27/06/2013
              VACCA GIANLUCA         MOVIMENTO 5 STELLE
              GHIZZONI MANUELA         PARTITO DEMOCRATICO
 
DICHIARAZIONE GOVERNO 27/06/2013
              ROSSI DORIA MARCO         SOTTOSEGRETARIO DI STATO ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA
 
INTERVENTO GOVERNO 16/07/2013
              ROSSI DORIA MARCO         SOTTOSEGRETARIO DI STATO ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA
 
INTERVENTO PARLAMENTARE 16/07/2013
              COSCIA MARIA         PARTITO DEMOCRATICO
              PIZZOLANTE SERGIO         IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE
              MELILLA GIANNI         SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
              VACCA GIANLUCA         MOVIMENTO 5 STELLE
              AIRAUDO GIORGIO         SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
Fasi iter:

DISCUSSIONE CONGIUNTA IL 27/06/2013 DISCUSSIONE IL 27/06/2013 RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 27/06/2013 DISCUSSIONE IL 16/07/2013 RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 16/07/2013

Atto Camera
Risoluzione in commissione 7-00029

presentato da

VACCA Gianluca

testo

Martedì 4 giugno 2013, seduta n. 28

Le Commissioni VII e XI,    premesso che:     il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, cosiddetto decreto sulla spending review, all’articolo 14, relativo alla «Riduzione delle spese di personale», prevede:

  1) al comma 13 che: «Il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, (…) transita nei ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausiliario con la qualifica di assistente amministrativo o tecnico (…)»;

2) al comma 14 che: «Il personale docente attualmente titolare delle classi di concorso C999 e C555, (…) transita nei ruoli del personale non docente con la qualifica di assistente amministrativo, tecnico o collaboratore scolastico in base al titolo di studio posseduto. (…)»;

3) al comma 15 che: «Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro dell’economia e delle finanze, (…) sono stabiliti i criteri e le procedure per l’attuazione dei commi 13 e 14»; in conseguenza di ciò, il precedente Governo ha elaborato un decreto attuativo del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Profumo, in attesa di adozione definitiva;     quanto disposto dal suddetto decreto danneggia significativamente la funzionalità degli istituti scolastici e l’utilizzo di un corretto e adeguato servizio scolastico da parte degli alunni e delle rispettive famiglie nelle scuole di ogni ordine e grado, oltre ovviamente a penalizzare il personale docente permanentemente inidoneo, gli insegnanti tecnico-pratici delle classi di concorso C555 e C999, i quali saranno, in conseguenza dell’adottando decreto interministeriale, dirottati sui ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA);     con il decreto suddetto, gli standard di funzionalità di tutti gli uffici scolastici, in particolare quelli delle segreterie alle quali si rivolgono gli alunni e le rispettive famiglie per l’acquisizione degli adeguati e completi servizi scolastici, saranno senz’altro compromessi dalla diminuzione di personale formato ed esperto nelle procedure amministrative, finanziarie e organizzative gestite dalle scuole per l’attuazione dell’offerta formativa con un danno rilevante per tutto il settore scolastico;     appare altamente probabile che i dipendenti affetti da gravi patologie, fisiche e o psichiche che siano, necessitino di soventi visite mediche, oppure possano incorrere in aggravamenti delle proprie condizioni di salute, essendo costretti ad assentarsi frequentemente per le cure, circostanza che costringerebbe l’istituzione scolastica a ricorrere nuovamente a figure supplenti, con un’ulteriore penalizzazione del servizio scolastico per alunni, docenti e operatori del settore tutti;     l’adozione del decreto interministeriale non potrà che essere foriera di conseguenze nefaste sui piani dell’offerta formativa (POF) delle singole istituzioni scolastiche, le quali, evidentemente, non potranno più vantare, tra l’altro, la possibilità di offrire i servizi di biblioteca ed organizzazione di conferenze, attualmente gestiti dalla maggior parte dei docenti inidonei, nonché delle cosiddette funzioni strumentali, ovvero delle esercitazioni di laboratorio, attualmente gestite dagli insegnanti tecnico pratici (ITP) delle classi di concorso citate;     le disposizioni di cui all’articolo 14 del decreto-legge riuscirebbero nel difficile obiettivo di danneggiare tutti gli operatori del settore scolastico coinvolti, tra gli altri, in particolare: i docenti idonei i quali, oltre al cambio di ruolo, rischiano di non svolgere adeguatamente il servizio richiesto dagli alunni e dalle rispettive famiglie, con un forte disservizio per tutto il settore scolastico ed il personale ATA precario, il quale rischia di vedere vanificata la propria aspirazione ad un adeguato riconoscimento della professionalità a causa dell’occupazione di tutti i posti vacanti e disponibili da parte del personale transitato da altri ruoli,

impegnano il Governo

in base alle considerazioni di cui in premessa, ad adottare tutte le iniziative idonee ad assicurare la piena e corretta funzionalità del servizio scolastico nazionale per docenti, personale ATA, allievi e rispettive famiglie per quanto di competenza, e le necessarie iniziative normative volte a definire una volta per tutte soluzioni concordate con tutte le parti coinvolte. (7-00029) «Vacca, Luigi Gallo, Battelli, Brescia, Di Benedetto, D’Uva, Marzana, Simone Valente, Chimienti, Rostellato, Cominardi, Rizzetto, Labriola, Prodani, Bechis, Tripiedi, Ciprini».

 ghizzoni

Resoconto dell’ On. Manuela Ghizzoni della seduta in Commissione Bilancio, dell’atto n.249, concernente la modifica all’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di requisiti di accesso al trattamento pensionistico per il personale della scuola (esame testo unificato C. 249 e abb. – Rel. Saltamartini).

Ricordiamo che i colleghi  della Quota 96 sono stati bloccati dalla possibilità di andare in pensione con i prerequisiti anteriori alla riforma Fornero per un errore di data sulla finestra di uscita, che per il personale scolastico è il 31 agosto e non il 31 dicembre.

Un breve resoconto della seduta in Commisione Bilancio, chiamata ad esprimersi sui profili economici finanziari della nostra proposta.

Inizio con gli elementi positivi:

1. la relatrice ha affermato che il problema posto dal pdl è di “interesse rilevante”, poichè trattasi verosimilmente di “un errore formale della riforma Fornero”;

2. il Governo – rappresentato dal sottosegretario Baretta – in scia alla relatrice, si è soffermato sulla specificità della finestra unica al 31 agosto del comparto scuola;

3. anche il capogruppo PD, Marchi, ha ribadito questo aspetto e ne ha rilanciato un altro, relativo ai maggiori risparmi prodotti dall’applicazione della riforma Fornero, che i recenti dati attuariali stimano in 80 miliardi al 2021;

4. Corsaro, FdI, ha dichiarato corretta  la richiesta di inclusione dell’a.s. 2011/2012 nella clausola di salvaguardia prevista dall’art. 24 del DL SalvaItalia.

Elemento negativo, ma prevedibile dato il dibattito già avvenuto in Commissione Lavoro e richiamato nel dossier della Comm. Bilancio sull’Analisi degli effetti finanziari (mi riferisco alle analisi dell’INPS e del MIUR):

1. richiesta da parte della relatrice (condivisa dai componenti della commissione) di una dettagliata relazione tecnica e dell’”avviso del Governo” da consegnare entro giovedì in ordine alla platea, alla propensione al pensionamento di questi lavoratori e in particolare dell’esercizio dell’opzione del pensionamento d’anzianità, agli effetti depressivi sulla domanda di alcolici a fronte di un aumento del prezzo di vendita (si tratta della copertura individuata dalla commissione Lavoro), ad altre possibili coperture (su questo aspetto il presidente Boccia ritiene che vi sia margine per recuperare risorse senza ricorre a nuove tasse).

Tra 6 giorni sapremo definitivamente che indirizzo avrà la nostra vicenda.

E non saranno giorni che lasceremo passare invano.

Sarà troppo tardi poi per andare in pensione il 1 di settembre?

Ammetto che non sono in grado di rispondere, ma adesso la priorità è orientata ad un solo obiettivo: “portare a casa la legge”.

Aggiungo che comunque fino ad ora non c’era mai stata – a parte alcune voci isolate – la diffusa convinzione che di errore si è trattato e che esso va emendato.

ps: a chi ritiene che nell’iter della legge si sia perso tempo, consiglio di andare a ripercorre quello della pdl 249 e di confrontarlo con altre leggi di analogo peso contenutistico (riforma pensionistica) e finanziario

Fonte : orizzonte della scuola

“velocizzare l’iter legislativo”

puglisi

Oggi continua la protesta con un presidio

davanti alla Camera.

Una delegazione dei manifestanti, composta da una rappresentante dell’Esecutivo nazionale Cobas e da un rappresentante  delle componenti coinvolte dal passaggio “ forzato” dei docenti inidonei sui profili del personale amministrativo e tecnico è stata ricevuta dal Presidente del Senato Pietro Grasso e dai capigruppo della Commissione Istruzione, i senatori Puglisi ( PD), Morra (M5S), Centinaio (Lega), Liuzzi (PdL), Giannini ( Scelta Civica), Petraglia ( SeL).

La delegazione ha ricostruito l’intera vicenda che vede i docenti inidonei da ben tre anni al centro di una operazione definita ‘sbagliata’ dagli stessi esponenti politici presenti, che non a caso hanno presentato in Senato due disegni di legge ( abrogativi dell’attuale norma che prevede il trasferimento dei docenti aff etti da gravi patologie sui posti del personale amministrativo e tecnico delle segreterie scolastiche , con un evidente e insostenibile aggravio di lavoro ) sottoscritti da tutti i partiti.

In considerazione dell’urgenza di trovare una copertura di bilancio per permettere ai disegni di legge unificati di essere approvati in via def initiva, la delegazione ha avanzato delle proposte concrete nel merito, che il Presidente del Senato ha ascoltato con attenzione e interesse , dichiarando: ” sono sensibile e vicino a questi lavoratori, e mi impegno a velocizzare l’iter legislativo”.

Al termine dell’incontro docenti inidonei, precari amministrativi e tecnici, ITP e Cobas, si sono ritrovati in Piazza delle Cinque Lune, per f are il punto della situazione e dopo aver dato una valutazione positiva dell’incontro, sia per l’impegno assunto dal Presidente Grasso che per la concreta partecipazione degli esponenti politici alla ricerca di una positiva soluzione delle problematiche in campo, hanno, in ogni caso conf ermato l’appuntamento per la mobilitazione prevista per domani presso Piazza Montecitorio dove, dalle ore 10 alle 13, si svolgerà un Convegno all’aperto e un presidio, in occasione del quale è stato chiesto un incontro con il Presidente della Camera, Laura Boldrini, e con i capigruppo della Camera.

Il presidente del Senato si impegna a velocizzare

l’iter legislativo a favore dei docenti inidonei

Fonte : orizzonte della scuola

ndr

Precari e inidonei rimangono bloccati dalle coperture di bilancio, non si decide per la stabilizzazione perché potrebbero non esserci i soldi, ma nel frattempo si cerca di varare il decreto “del fare” nel quale si spendono 13 miliardi di euro per gli inutili e non funzionanti F-35, si permette ai politici di mantenere le doppie cariche di sindaco e di viceministro, dove si dice no alla sospensione dei rimborsi elettorale e si all’incasso di 90 milioni di euro per i partiti……….

img_trib«Allora esiste un giudice a Berlino »

Ci sarà pure un giudice a Berlino, diceva il mugnaio di Potsdam che nella seconda metà del ’700, opponendosi al sopruso di un nobile, si rivolgeva a tutte le corti di giustizia germaniche per avere “giustizia”, fino ad arrivare a Federico il Grande.

Il 9 di febbraio  il Giudice del Lavoro del Tribunale di Vibo Valentia  si è espresso sulla questione relativa al riconoscimento dell’anzianità maturata dal personale ATA proveniente dagli Enti Locali disapplicando la legge finanziaria per il 2006, in quanto ha ritenuto che l’art. 1 della Legge n° 266/2005 si ponga in contrasto con il principio dell’equo processo, sancito dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

PRIMA O POI LA GIUSTIZIA COMPIE IL SUO CORSO.

12

 scarica  Sentenza giudice del lavoro Vibo Valentia

        Il 13 gennaio 2012 il Giudice del Lavoro del Tribunale di Treviso

                     scarica  sentenza Tribunale di TV del 13gen2012 – ATA ex EELL

Tribunale di Monza SENT-178/12 DEL 29/02/12

                       scarica      Sentenza Monza ata n°178-12 del 29-02-2012

Aspettando Godot  …….

5/00271)

godotAspettando Godot è senza dubbio la più celebre opera teatrale di Samuel Beckett nonché uno dei testi più noti del teatro del Novecento.

Parlarne, dunque, è molto difficile.

Se chiedete ad una persona digiuna di teatro che cosa è Aspettando Godot è molto probabile che otteniate comunque una qualche risposta.

Vi verrà detto che è la storia di qualcuno che alla fine non arriva.

UNA STORIA INFINITA

La Corte europea dei diritti umani  ha condannato l’Italia a risarcire 124 dipendenti pubblici che erano stati privati di ogni indennità con il passaggio da impiegati degli enti locali a impiegati dell’amministrazione statale.

Ingenti i risarcimenti individuali che nel complesso arrivano a quasi un milione e ottocentomila euro (anche oltre gli 82mila euro per dipendente).

Sotto accusa la Legge Finanziaria 2006 che non riconosceva il dovuto salariale ai dipendenti pubblici che, sballottati dall’iter giudiziario italiano, si sono rivolti direttamente a Strasburgo.

Secondo i giudici della Corte, l’articolo 1 della Finanziaria 2006 “ha pesato in modo anormale ed esorbitante” sui ricorrenti “portando nei loro confronti un pregiudizio di sproporzionato”.

In questo modo, sempre a parere dei giudici di Strasburgo, si è rotto di fatto “il giusto equilibrio tra l’interesse generale e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo”.

Confidiamo ad una soluzione politica o saremo costretti a presentare migliaia di ricorsi che a tutto oggi risultano ancora attive sul territorio Nazionale circa 11.000 su  70.000 colleghi.

 Invitiamo il  Parlamento ad esaminare le seguenti questioni:

1. Abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e applicazione dell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999  nella sua originaria formulazione con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio sia per il personale andato in quiescenza dopo l’1/1/2000.

2. Blocco immediato delle richieste di recupero, da parte del Ministero dell’Economia e delle Ragionerie Territoriali dello Stato, delle somme percepite dal personale ATA a seguito delle sentenze favorevoli di primo o secondo grado.

Si chiede l’applicazione della  risoluzione n. 8-00196  e un nuovo inquadramento di ricostruzione di carriera sulla base dell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 e visto il momento tragico che l’Italia sta attraversando economicamente per mancanza di liquidità siamo disponibili a acconsentire al pagamento degli arretrati dilazionando in più anni con titoli di stato (bot-btp) e/o trovare una forma che indennizzi forfettariamente il sopruso che abbiamo subito  in questi anni.

SENTENZA AGRATI EQUO INDENNIZZO

http://wp.me/p16ISq-174

(enzo)

xi-lavoroDopo   innumerevoli pressioni  ai politici bipartisan siamo riusciti a far discutere ancora una volta del nostro problema.

Vedremo se la nostra fiducia  nella  politica venga ripagata.

Ringrazio l’ On. MALPEZZI SIMONA per la disponibilità e invito tutte le forze politiche ad appoggiare in commissione l’interrogazione sotto riportata.

Ndr

(enzo)

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE  5/00271

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17 Seduta di annuncio: 29 del 05/06/2013

malpezziPrimo firmatario:

MALPEZZI SIMONA FLAVIA

Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO

Data firma: 05/06/2013

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
COSCIA MARIA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
BLAZINA TAMARA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
D’OTTAVIO UMBERTO PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
BONAFE’ SIMONA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
CAROCCI MARA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
MANZI IRENE PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
MALISANI GIANNA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
ZAMPA SANDRA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
BOSSA LUISA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
COCCIA LAURA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
ORFINI MATTEO PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
ASCANI ANNA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
RAMPI ROBERTO PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
ROCCHI MARIA GRAZIA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
PICCOLI NARDELLI FLAVIA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
NARDUOLO GIULIA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
RACITI FAUSTO PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013
PES CATERINA PARTITO DEMOCRATICO 05/06/2013

Commissione assegnataria

Commissione:         XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)

Destinatari

Ministero destinatario:

  •         MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

  •         MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Attuale delegato a rispondere:

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI     delegato in data 05/06/2013

Stato iter: IN CORSO

Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 05/06/2013

   MALPEZZI, COSCIA, BLAZINA, D’OTTAVIO, BONAFÈ, CAROCCI, MANZI, MALISANI, ZAMPA, BOSSA, COCCIA, ORFINI, ASCANI, RAMPI, ROCCHI, PICCOLI NARDELLI, NARDUOLO, RACITI e PES. —

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Per sapere

– premesso che:    il 25 luglio 2012 veniva approvata la risoluzione n. 8-00196;    tale risoluzione ripercorreva la vicenda del personale ausiliario ed amministrativo (ATA) e degli insegnanti tecnico pratici (ITP) trasferiti, secondo  articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999, dai ruoli degli enti locali a quelli dello Stato attraverso il riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza;

  il succitato  articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 garantiva ai lavoratori il riconoscimento delle anzianità maturate e l’inquadramento nelle qualifiche corrispondenti;

  l’accordo del  20.07.2000 l’ARAN e le OO.SS ha stravolto l’ articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999, determinando l’inquadramento del personale trasferito allo Stato non più attraverso il riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza (come stabilito dalla legge),bensì attraverso quanto percepito nell’ente di provenienza, al netto di tutte quelle indennità che negli enti locali contribuivano in massima parte a determinare l’entità dello stipendio stesso, inserendo un non ben identificato principio della cosiddetta «temporizzazione»;

il suddetto accordo ha determinato l’obbligo della restituzione di ingenti somme di denaro sino allora percepite dal personale interessato, penalizzando ulteriormente la situazione economica già difficile di molte famiglie;

  lo stesso accordo ARAN in applicazione dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, al punto 6 dell’articolo 2, sancisce che: «Agli ITP e agli assistenti di cattedra appartenenti alla VI qualifica funzionale degli enti locali si applicano gli istituti contrattuali della scuola per quanto attiene alla funzione docente»;

occorre peraltro ricordare che l’articolo 8 della legge n. 124 del 1999 ha stabilito il trasferimento degli insegnanti tecnico pratici e del personale ATA, dai ruoli degli enti locali a quelli dello Stato, garantendo loro il completo riconoscimento dell’anzianità maturata presso l’ente di provenienza;

il citato articolo 8 della legge n. 124 del 1999 ha determinato, inoltre, una netta distinzione tra le due figura professionali, collocando il personale ATA al comma 2 e gli insegnanti tecnico-pratici al comma 3;

  i criteri di inquadramento adottati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca risultano in contrasto con la specifica disposizione contenuta nell’articolo 8, comma 2, della legge n. 124, norma con la quale il legislatore aveva inteso riconoscere ai fini giuridici ed economici l’intera anzianità di servizio maturata presso l’ente locale di provenienza;

  una parte della giurisprudenza di merito ha ritenuto che la pretesa degli ATA e ITP in parola non potesse trovare accoglimento posto che al citato articolo 8 della legge n. 124 del 1999 è stata data attuazione mediante decreto ministeriale di recepimento di apposito accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali più rappresentative, cui è stata riconosciuta valenza normativa ex articolo 2 del decreto legislativo n. 165 del 2001;

   il contenzioso determinatosi dopo l’applicazione dell’accordo ARAN ha visto il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca soccombere nella quasi totalità delle sentenze dei tribunali, delle corti di appello e nella totalità delle sentenze di tutte le sezioni della Corte di cassazione che hanno smentito l’accordo ARAN ritenuto privo di natura normativa ripristinando così come previsto dall’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, il diritto del personale al riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente di provenienza;

la legge finanziaria per il 2006 (articolo 1, comma 218) dettando un’interpretazione «autentica», disconosceva i diritti acquisiti dai lavoratori ex dipendenti locali;

  nel 2007 la Corte costituzionale ha ravvisato la legittimità dell’articolo 1, comma 218, della citata disposizione, ed in conseguenza della nuova legge, la Corte di cassazione, di fatto smentendo se stessa nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti, ha dato torto ai lavoratori;

   va peraltro ricordato, in analogia con quanto sopra riportato, che il suddetto comma 218 esclude totalmente dalla sua formulazione il personale docente ITP;

infatti esso recita così: «Il comma 2 dell’articolo 8 della legge 1999, n. 124, si interpreta nel senso che il personale degli enti locali trasferito nei ruoli del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) statale è inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali dei corrispondenti ruoli statali sulla base del trattamento economico complessivo in godimento dell’atto del trasferimento», a riprova che il personale ITP sia escluso dalla legge finanziaria per il 2006, che faceva riferimento solo agli ATA, vi è il fatto che le sentenze e le ordinanze emesse dalla Corte costituzionale, che ha ritenuto legittimo il comma 218 della finanziaria sulle ordinanze di rinvio emesse da tribunali e corti di appello, si sono unicamente riferite al comma 2 dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, riguardante, appunto, il personale ATA e mai gli insegnanti tecnico pratici di cui al comma 3 dell’articolo 8 della suddetta legge;

   nella legge finanziaria per il 2008 (legge n. 244 del 2007) si rimandava la soluzione dell’annosa questione alla contrattazione collettiva nella stipula dell’allora successivo contratto collettivo nazionale;

   da allora più nulla è avvenuto se non la richiesta ai lavoratori che avevano vinto le cause di restituzione delle somme percepite a seguito delle sentenze favorevoli;

   successivamente, con una sentenza emessa il 7 giugno 2011,la Corte europea dei diritti umani ha riconosciuto che in seguito al comma 218  dell’articolo 1 della legge n. 266 del 2005, i lavoratori si sono visti negare il diritto ad un giusto processo, quindi lo Stato italiano ha violato l’articolo 6, comma 1, della Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Inoltre, la giurisprudenza a loro favorevole fino a quel momento aveva fatto maturare in essi un «legittimo affidamento» e di conseguenza l’aspettativa di avere soddisfazione.

La Corte ha respinto tutti gli argomenti presentati dal Governo, compreso il richiamo alla causa di utilità pubblica come giustificazione dell’ingerenza della legge nella giurisprudenza;

con sentenza n. C-108/10 del 6 settembre 2011, la Grande Sezione della Corte di giustizia europea ha definitivamente confermato la correttezza delle richieste del personale di cui in premessa, sancendo l’illegittimità di un inquadramento comportante «un peggioramento retributivo sostanziale per il mancato riconoscimento dell’anzianità da loro maturata presso il cedente, equivalente a quella maturata da altri lavoratori alle dipendenze del cessionario»;

la citata risoluzione n. 8-00196 non solo sottolineava la necessità di trovare una soluzione per questa delicata e annosa questione, anche al fine di bloccare immediatamente le richieste di recupero illegittimo delle somme già corrisposte agli ITP, prima dell’emanazione comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che rappresenta un onere assolutamente insostenibile per le famiglie coinvolte,oltre che delle somme percepite dal personale ATA a seguito delle sentenze favorevoli di primo e secondo grado, atteso anche che la Corte di Cassazione ha cassato diverse sentenze precedenti, rinviandole alle corti di appello, ma impegnava il Governo «a definire un percorso che pervenga, entro tempi brevi, ad una equilibrata risoluzione della vicenda di cui in premessa, con obiettivo di giungere ad una definitiva soluzione della questione del personale ITP e del personale ATA,che si protrae ormai da molto tempo, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche;

   nonostante la risoluzione nulla ad oggi è cambiato –: in quale modo i Ministri interrogati intendano intervenire per dare attuazione a quanto stabilito nella risoluzione sopra citata.5/00271)

7ª Commissione permanente(316) Puglisi ed altri. – Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(728) Centinaio. – Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 19 giugno scorso, nel corso della quale – ricorda il Presidente – si era svolta la relazione.

Prima dell’apertura del dibattito, la relatrice PUGLISI (PD) sollecita nuovamente l’Esecutivo a fornire i dati sul numero effettivo di docenti e insegnanti tecnico-pratici (ITP) coinvolti, tenuto conto che alcuni di essi sono rientrati in servizio, ovvero sono stati collocati in quiescenza.

Ciò, al fine di comprendere l’esattezza della copertura finanziaria, che risulta ineccepibile sul piano tecnico ma va rapportata al contingente di docenti interessati.

Rammenta peraltro che il risparmio preventivato dal decreto-legge n. 95 del 2012 non teneva conto dei costi derivanti dalle sostituzioni per malattia dei docenti collocati nei ruoli ATA.

Coglie indi l’occasione per domandare chiarimenti sulla permanenza dell’istituto della dispensa, attraverso il quale in particolari condizioni di salute, è possibile per gli insegnanti richiedere la pensione anticipata.

Ravvisa al riguardo eccessive disparità di trattamento, tenuto conto che alcune direzioni scolastiche regionali consentono il ricorso alla dispensa, mentre altri no.

Occorre dunque a suo giudizio un’interpretazione univoca dal parte del Ministero sulla possibilità di fruire di tale strumento, eventualmente attraverso una circolare.

Infine, ribadisce l’unanime volontà politica volta a porre rimedio alla doppia ingiustizia nei confronti dei docenti inidonei e dei precari ATA.

Concorda la senatrice Petraglia (Misto-SEL), la quale sollecita a sua volta l’Esecutivo a chiarire le proprie intenzioni politiche a fronte della convergenza registratasi fra tutti gli schieramenti.

Occorre infatti reperire le risorse necessarie per sostenere finanziariamente i disegni di legge altrimenti l’esame rischia di diventare un mero esercizio di dialettica legislativa.

Il sottosegretario Toccafondi riconosce che i temi della quantificazione e della copertura erano già stati sollevati nell’esposizione introduttiva della relatrice. Prende atto peraltro delle intenzioni del Parlamento, ribadendo la necessità di compiere ulteriori approfondimenti sul numero degli interessati onde poi affrontare il difficile tema del reperimento delle risorse.

Quanto all’istituto della dispensa, concorda con l’esigenza di imprimere un indirizzo uniforme, che è allo studio del Ministero.

Si riserva dunque di fornire i chiarimenti richiesti in una prossima seduta.

In ultima analisi fa presente che sull’argomento in esame, oltre ai disegni di legge in titolo, vi sono anche atti di sindacato ispettivo e atti di indirizzo, rispetto ai quali il ministro Carrozza ha manifestato, in sede di dichiarazioni programmatiche, l’intenzione di intervenire, compatibilmente con i vincoli di bilancio.

Il Presidente prende atto con soddisfazione della grande attenzione al tema, che testimonia l’unità di intenti di tutte le forze politiche e consentirà alla Commissione di sostenere l’Esecutivo nella ricerca di una soluzione adeguata al problema degli inidonei e degli ITP.

In considerazione delle affermazioni del Sottosegretario, sollecita comunque il Governo a fornire entro la settimana prossima le risposte richieste sulla quantificazione e la copertura e propone conseguentemente di attendere tali chiarimenti prima di dichiarare aperta la discussione generale e di fissare un termine per la presentazione degli emendamenti.

Dopo un intervento del senatore MARIN (PdL), il quale giudica corretto il percorso delineato dal Presidente e ringrazia il Sottosegretario per l’impegno dimostrato, la Commissione conviene sulla proposta del Presidente.

Il seguito dell’esame congiunto è rinviato.

COMMISSIONE CONVOCATA PER MARTEDI 25 GIUGNO ORE 15.00

SEDE REFERENTE DDL NN. 316-728 (passaggio docenti inidonei ruoli ATA) – rel. Puglisi

http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm07/calendario/convocazioni.pdf

XI COMMISSIONE LAVORO(316) PUGLISI ed altri.

–  Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(728) CENTINAIO.

–  Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

(Esame congiunto e rinvio)

Riferisce alla Commissione la relatrice PUGLISI (PD) la quale ringrazia tutti i Capigruppo per il sostegno manifestato sul disegno di legge n. 316 nonché il Presidente per la celere calendarizzazione.

Il testo abroga i commi 13 e 14 dell’articolo 14 del decreto-legge n. 95 del 2012 che hanno disposto il transito dei docenti inidonei e degli insegnanti tecnico-pratici (ITP) nei ruoli ATA.

Dopo aver evidenziato che nessuno degli ultimi due Ministri della funzione pubblica ha sottoscritto il decreto attuativo delle norme oggetto di esame, ritiene che sia stata compiuta una doppia ingiustizia, a danno tanto degli inidonei quanto dei precari ATA.

In merito al primo aspetto sottolinea che molti insegnanti sono stati giudicati idonei ad altri compiti e non più all’insegnamento in quanto hanno contratto malattie professionali o non erano più in grado di svolgere quel mestiere.

Essi tuttavia rivestono un ruolo importante all’interno delle autonomie scolastiche in quanto gestiscono le biblioteche, i laboratori, i corsi di orientamento, organizzano le visite di istruzione e le prove INVALSI.

Qualora dovessero effettivamente passare nelle segreterie amministrative delle scuole, finirebbero per sovrapporsi con il lavoro dei circa 3.500 ATA precari, essenziali per mantenere in vita gli istituti.

Coglie quindi l’occasione per rilevare criticamente le drastiche riduzioni di personale compiute nelle segreterie scolastiche nonostante le scuole siano oberate da oneri burocratici, come ad esempio la rendicontazione dei fondi europei.

Stigmatizza inoltre che, attraverso il decreto-legge n. 95 del 2012, si sia affermato il principio – a suo giudizio deleterio – per cui nella scuola chiunque può svolgere qualsiasi compito, come dimostra peraltro la previsione per cui i docenti sovranumerari possono transitare su altre cattedre purchè in possesso di un titolo idoneo.

Reputa pertanto urgente approvare il disegno di legge affinché si affermi il criterio della competenza e per invertire la tendenza volta all’indebolimento della scuola.

Sul piano dei presunti risparmi di spesa connessi al passaggio di tali docenti tra gli ATA, segnala che attualmente gli inidonei assenti per malattia non vengono sostituiti mentre ciò non accadrebbe nel caso in cui essi ricoprissero dei posti in segreteria, con indubbi aggravi di spesa legati alle sostituzioni.

Ritiene dunque che l’obiettivo di contenimento della spesa sia raggiunto in maniera discutibile.

Le medesime norme, prosegue, prevedono il transito degli ITP negli stessi ruoli ATA, privando perciò la scuola di quelle figure che assistono i ragazzi nei laboratori e aiutano ad unire il sapere con il saper fare.

Soffermandosi poi sulla copertura, reperita attraverso la riduzione delle missioni di spesa dei Ministeri, si dichiara disponibile a lavorare con l’Esecutivo per apportare le correzioni eventualmente necessarie.

Avviandosi alla conclusione, rimarca negativamente l’ingiustizia protrattasi quest’anno al punto che sono state bloccate le stabilizzazioni di tutti gli ATA precari che finirebbero per essere licenziati.

Riferisce altresì che il Gruppo Lega Nord e Autonomie ha presentato un proprio testo, il n. 728, che si pone in linea con il disegno di legge n. 316 e dunque testimonia l’ampia volontà politica comune, confermata altresì dal ministro Maria Chiara Carrozza in occasione delle dichiarazioni programmatiche durante le quali ha accennato alla necessità di risolvere detta questione.

Infine propone di richiedere il trasferimento alla sede deliberante, con il sostegno di tutti i Gruppi e dell’Esecutivo, tanto più che sul disegno di legge n. 316 hanno aggiunto la propria firma tutti gli schieramenti.

Il senatore CENTINAIO (LN-Aut), intervenendo sull’ordine dei lavori, chiarisce che il proprio Gruppo aveva già predisposto un testo pressocchè identico a quello della relatrice e per questo ha presentato un autonomo disegno di legge.

Ciò non pregiudica peraltro l’intenzione di procedere in maniera concorde con gli altri Gruppi, ma conferma anzi l’attenzione di tutte le forze politiche.

Il sottosegretario TOCCAFONDI dichiara di comprendere la volontà politica sottesa all’articolato, riservandosi tuttavia di compiere una verifica sull’impatto economico del testo che reca una copertura non del tutto esigua.

Prende brevemente la parola la relatrice PUGLISI (PD) per precisare che le risorse necessarie potrebbero risultare inferiori a quelle preventivate, essendosi ulteriormente ridotto il numero dei docenti interessati.

Chiede pertanto la collaborazione del Governo nelle stime effettive dei soggetti coinvolti, ribadendo che qualora si perfezionasse il passaggio nei ruoli ATA vi sarebbero aggravi di spesa connessi alle sostituzioni per malattia.

In ultima analisi si augura vivamente che l’Esecutivo non collochi più la scuola tra le ultime priorità.

Sull’ordine dei lavori interviene anche il senatore MARIN (PdL), per precisare di aver interpretato in senso positivo la riserva posta dal Sottosegretario, che evidentemente intende compiere un ulteriore approfondimento per supportare l’iniziativa in modo non formale.

Il PRESIDENTE fa presente anzitutto che la richiesta di trasferimento alla sede deliberante potrà essere avanzata a conclusione dell’esame in sede referente, dopo che saranno pervenuti i pareri delle Commissioni 1a e 5a tanto sul testo quanto sugli eventuali emendamenti che saranno presentati.

Segnala altresì che potrà essere elaborato un testo unificato nel quale confluiranno le firme di tutti i presentatori.

Puntualizza a sua volta che il ministro Maria Chiara Carrozza ha mostrato una esplicita sensibilità alla questione durante l’esposizione delle sue linee programmatiche.

Il seguito dell’esame congiunto è rinviato.

puglisi“C’è intesa su mio ddl, in vista approvazione in sede deliberante”.

“Tra le tante emergenze della scuola, una  riguarda gli insegnanti ‘idonei ad altri compiti’ e gli ITP che ingiustamente si sono visti retrocedere ad ATA nella spending review dello scorso luglio.

Il cosiddetto ‘risparmio’ sta nel licenziamento di 3556 ATA precari, che stanno lavorando con competenza nelle segreterie scolastiche e che da molto tempo attendono la stabilizzazione.

Per cancellare questa doppia ingiustizia ho presentato un disegno di legge che, avendo trovato unanime consenso da parte dei capigruppo della VII Commissione del Senato, dovrebbe ora procedere con iter breve, per via deliberante”.

Lo dice la senatrice Francesca Puglisi, capogruppo del Pd nella commissione  Istruzione.

“Nelle parole che la ministra Carrozza ha rivolto alle VII commissioni di Camera e Senato – prosegue Puglisi – abbiamo colto la volontà di risolvere questo urgente problema e di lavorare insieme al Parlamento per trovare le adeguate coperture finanziarie.

Attendiamo con fiducia le risposte”.

Fonte; http://www.francescapuglisi.it/scuola-puglisi-pd-in-arrivo-in-parlamento-soluzione-per-ata-precari/

logo_home

Atto Senato n. 316

XVII Legislatura

Abrogazione dei commi 13, 14 e 15 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo e di insegnanti tecnico-pratici nei ruoli di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA)

Iter

  11 giugno    2013:  assegnato (non ancora iniziato l’esame)

   Segui l’iter

Successione delle letture parlamentari           
S.316               assegnato (non ancora iniziato l’esame)                11 giugno    2013

Iniziativa Parlamentare

Francesca Puglisi

Cofirmatari

Presentazione

Presentato in data 26 marzo     2013; annunciato nella seduta pom. n. 5 del 26 marzo     2013.

Assegnazione

Assegnato alla 7ª  Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali)             in sede referente l’11 giugno 2013. Annuncio nella seduta pom. n. 38 dell’11 giugno 2013.            Pareri delle commissioni 1ª  (Aff. costituzionali 5ª  (Bilancio)

http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede_v3/Ddliter/40071.htm

inidoneiCobas – I docenti “inidonei” hanno appreso in data odierna dalla senatrice Puglisi che la proposta di legge per l’abrogazione dell’art 14, commi13-14-15 della Legge 135/2012, presentata al Senato e sottoscritta da tutti i partiti è stata bloccata, ancora una volta, con motivazioni che i docenti reputano poco chiare.

Inidonei ancora in piazza.

La legge 135, che prevedeva il licenziamento dei docenti malati e la loro ‘deportazione’ sui posti del personale amministrativo e tecnico ( con grave ricaduta sullo stesso lavoro svolto nelle segreterie), era stata finalmente superata con la presentazione di una proposta di legge al Senato e una alla Camera, nelle quali si chiedeva l’abrogazione della iniqua norma.

Con la sottoscrizione del progetto di legge da parte di tutti partiti oramai si aspettava il solo passaggio alla Camera per la ratifica definitiva.

Il governo ha però improvvisamente deciso di rigettare il provvedimento, per motivazioni ancora non chiarite ed ora i docenti inidonei, per la seconda estate di seguito, si trovano nuovamente a dover scegliere la strada della protesta e a dichiarare lo stato di agitazione, richiamando tutti e tutte coloro che, pur con gravi patologie, hanno mantenuto in vita per un’estate presidi, scioperi della fame e sit-in, a scendere ancora una volta in piazza contro questo governo, che nuovamente procede, come i suoi predecessori ad avviare una nuova persecuzione nei confronti di cittadini e cittadine malati, così come fece il governo nazista, deportando per primi, i malati nei campi di concentramento, per potersene liberare.

Ma i docenti inidonei, i precari ATA e gli ITP, convinti che tale accanimento nei confronti di 3.500 docenti, colpevoli solo di essersi ammalati, non possa avere alcuna giustificazione, rispondono ancora una volta con la mobilitazione, confermando il Convegno CESP previsto per il 10 giugno prossimo a Roma, che si svolgera’ presso la Sala Cesp in Viale Manzoni,55.

I docenti hanno anche chiesto ai Presidenti del Consiglio, della Camera e del Senato, un incontro urgente per chiarire i motivi veri di questo ennesimo accanimento e per prevedere, insieme, con una precisa assunzione di responsabilità da parte degli stessi e delle forze politiche, le soluzioni possibili.

Sab, 08/06/2013 – 07:45

Fonte:http://www.orizzontescuola.it/news/docenti-inidonei-governo-blocca-provvedimento-risolutivo

CAMBIANO I SUONATORI MA LA MUSICA E’ SEMPRE LA STESSA

LA SCUOLA E IL PERSONALE TARTASSATO DAL GOVERNO

pd- lAppena pubblicato il resoconto del parere espresso dalla        Commissione bilancio sul regolamento che proroga il blocco degli  stipendi       fino al 31 dicembre 2014.

Dopo la lettura di un chiarimento del Governo su un quesito avanzato       dalla Commissione, quest’ultima, “valuta favorevolmente lo schema  di       decreto”.

Ricordiamo cosa prevede il regolamento:

  1. la         proroga, fino al 31 dicembre 2014, del blocco della maturazione ai fini della maturazione         delle posizioni           stipendiali e         dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni         contrattuali vigenti

  2. il blocco,         senza possibilità di recupero, delle procedure           contrattuali e         negoziali ricandcenti negli anni 2013-2014.

  3. il blocco del riconoscimento degli incrementi           contrattuali eventualmente         previsti a decorrere dal 2011

  4. il blocco,         senza possibilità di recupero, del riconoscimento di incrementi a titolo         di indennità           di vacanza contrattuale

Il         Movimento 5 stelle ha chiesto un rinvio “dell’esame del     provvedimento per approfondirne ulteriormente il contenuto”

Decisa invece la posizione di SEL che ha annunciato, per voce di  Giulio     Marcon, il voto contrario, “sottolineando come la proroga del blocco della     contrattazione e degli automatismi stipendiali per i  pubblici dipendenti     avrà ulteriori effetti recessivi per l’economia  italiana, comportando     un’ulteriore riduzione della domanda interna”.

Il testo del regolamento

Il dibattito in sede parlamentare

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in     materia di proroga del blocco della contrattazione e degli  automatismi     stipendiali per i pubblici dipendenti.

Atto n. 9. (Rilievi alle Commissioni I e XI).

(Esame, ai sensi dell’articolo 96-ter, comma 2, del regolamento, e     conclusione – Valutazione favorevole).

 La Commissione inizia l’esame dello schema di decreto in oggetto.

 Luigi BOBBA (PD), relatore, fa     presente che lo schema di decreto del Presidente della  Repubblica in esame     dispone la proroga del blocco della  contrattazione e degli automatismi     stipendiali per i pubblici  dipendenti e che il regolamento è adottato in     attuazione  dell’articolo 16, comma 1, del decreto legge 6 luglio 2011,     n. 98.

Rileva che il testo è corredato di una relazione tecnica illustrativa     positivamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato.

Con     riferimento all’articolo 1, recante proroga del blocco della  contrattazione     e degli automatismi stipendiali per i pubblici  dipendenti, rileva     preliminarmente che allo schema di regolamento in esame non sono ascritti     autonomi effetti di risparmio, in quanto  questi ultimi risultano già     scontati con riferimento alle norme  (articolo 16, comma 1, del decreto-legge     n. 98 del 2011) che hanno  previsto la presente disciplina di attuazione.

Ciò     premesso, osserva che in occasione dell’esame parlamentare di tali norme la     relazione tecnica non ha fornito i dati e gli elementi posti alla base della      quantificazione degli effetti di risparmio previsti.

Ritiene che  andrebbero     pertanto acquisiti tali elementi, al fine di verificare  la coerenza fra le     previsioni di risparmio a suo tempo formulate e  le misure concretamente     finalizzate al conseguimento di tali  obiettivi.

Osserva inoltre che –     secondo la relazione tecnica – i  risparmi associati al testo in esame     risultano pari, in termini di  indebitamento netto, a 640 milioni di euro nel     2014, 310 milioni di  euro nel 2015 e 340 milioni di euro a decorrere dal     2016.

Poiché – come rilevato – le economie previste dall’articolo 16, comma     1, del  decreto-legge n. 98 del 2011 hanno una consistenza maggiore,      andrebbero acquisiti chiarimenti in ordine alla differenza (30 milioni  di     euro nell’anno 2013, 100 milioni di euro nel 2014 e 30 milioni di euro a     decorrere dal 2015) fra i valori previsti nei due  provvedimenti.

Con     particolare riferimento ai risparmi per 30  milioni di euro a decorrere dal     2013 – per i quali si provvederà,  secondo quanto precisato dalla relazione     tecnica, utilizzando gli  strumenti previsti dall’articolo 16 del     decreto-legge n. 98 del 2011 – ritiene opportuno che sia chiarito se     l’effetto finanziario  atteso debba essere ottenuto mediante l’applicazione     della clausola  di salvaguardia recata dal comma 3 del citato articolo     (riduzione  delle spese rimodulabili) ovvero mediante l’emanazione di     ulteriori  provvedimenti.

Con riferimento all’ulteriore risparmio di 70     milioni di euro per il 2014, che non risulta considerato dalla relazione      tecnica, appare necessario che il Governo chiarisca se il medesimo sia  da     porre in relazione alla sentenza n. 223 del 2012 della Corte  costituzionale     e se il pieno conseguimento delle stesse economie sia già stato ottenuto     mediante l’applicazione dei tagli lineari delle  spese dei Ministeri (come     previsto dal richiamato comma 3).

Rileva  in proposito che andrebbe comunque     chiarito in quale misura  l’effettuazione dei tagli lineari sia concretamente     sostenibile  senza che risulti compromesso il normale funzionamento     dell’attività amministrativa, tenuto conto delle misure di contenimento che     sono  state previste in diversi provvedimenti e che vanno ad incidere sulle     medesime voci di spesa.

  Il sottosegretario Pier Paolo BARETTA, nell’esprimere una  valutazione     favorevole sull’ulteriore corso del provvedimento, fa  presente che i minori     risparmi derivanti dalle proroghe disposte  dallo schema di regolamento in     esame e dall’articolo 14 del  decreto-legge n. 95 del 2012 rispetto a quelli     previsti  dall’articolo 16 del decreto-legge n. 98 del 2011 saranno     conseguiti applicando gli strumenti di salvaguardia previsti dal medesimo      articolo 16.

 Luigi BOBBA (PD), relatore,     formula la seguente proposta:   «La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,    esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell’articolo 96-ter,  comma     2, del Regolamento, lo schema di decreto del Presidente della  Repubblica     recante regolamento in materia di proroga del blocco  della contrattazione e     degli automatismi stipendiali per i pubblici  dipendenti (atto n. 9);    preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, secondo il quale i  minori     risparmi derivanti dalle proroghe disposte dallo schema di  regolamento in     esame e dall’articolo 14 del decreto-legge n. 95 del  2012 rispetto a quelli     previsti dall’articolo 16 del decreto-legge  n. 98 del 2011 saranno     conseguiti applicando gli strumenti di  salvaguardia previsti dal medesimo     articolo 16, VALUTA FAVOREVOLMENTE lo schema di decreto in oggetto».

 Girgis Giorgio SORIAL (M5S)     chiede se sia possibile rinviare il seguito dell’esame del  provvedimento per     approfondirne ulteriormente il contenuto.

 Giulio MARCON (SEL)  annuncia il     voto contrario del suo gruppo sulla proposta del  relatore, sottolineando     come la proroga del blocco della  contrattazione e degli automatismi     stipendiali per i pubblici  dipendenti avrà ulteriori effetti recessivi per     l’economia italiana, comportando un’ulteriore riduzione della domanda     interna.

Francesco BOCCIA, presidente, rileva come ricorrano le condizioni  per     procedere alla votazione della proposta del relatore.

 La Commissione approva la proposta del relatore.

Scatti di anzianità: chi ne ha diritto?

benvenuti-a-scuola1Chi sono i colleghi  che avranno i  benefici, agli scatti di anzianità, e a quanto ammonteranno gli arretrati?

Non appare difficile dare risposta a questa domanda.

Gli aventi diritto sono quanti nel corso dell’anno 2011 maturavano il passaggio alla fascia stipendiale superiore è cioè:

31/12/2010 – 30/04/2011 – 31/08/2011

Tutti quanti quindi avevano prima della moratoria dei due anni le suindicate scadenze riceveranno gli arretrati per scatti di anzianità fino ad aprile 2013 sulla rata di maggio 2013.

Su questa rata troveranno altresì l’aumento stipendiale legato al passaggio alla fascia superiore.

Ma  non finisce qui.

Gli arretrati di scatti di anzianità, per logica, saranno corrisposti anche a quanti maturavano il passaggio alla fascia superiore nel 2012 è cioè:

31/12/2011– 30/04/2012- 31/08/2012.

Ovviamente in questo caso gli arretrati, per gli scatti anzianità , riguarderanno solo il 2012 e in proporzione il 2013.

Anche per costoro gli arretrati saranno erogati sulla rata di maggio e sempre a partire da maggio troveranno per i mesi successivi l’aumento stipendiale corrispondente.

scatti-di-anzianita-2011

Fonte:http://www.dipendentistatali.org

ItaliaOggiLogoVia libera del Consiglio di stato allo schema di decreto sul blocco dei contratti, dei gradoni e dell’indennità di vacanza contrattuale approvato dal governo il 21 marzo scorso.

L’ok di palazzo Spada è stato emesso il 17 aprile con il   parere 1832 del 2013

La sezione ha detto che il blocco per decreto della progressione di carriera del personale della scuola è legittimo.

Perché discende direttamente dalle disposizioni contenute nell’articolo articolo 16 del decreto legge n. 98 del 2011.

Che dispone delega il governo a fissare la disciplina di dettaglio con un regolamento presidenziale.

Il decreto, il cui iter è stato avviato dal governo di Mario Monti, per produrre effetti dovrà essere controfirmato dal neo presidente del consglio dei ministri, Enrico Letta, prima di essere trasmesso al capo dello stato.

Qualche perplessità è stata manifestata, dal Consiglio di stato, sulla questione del blocco dell’indennità di vacanza contrattuale (Ivc), che il decreto legge fissa in due anni, dal 2013 al 2014.

Uno stop che non si traduce nell’azzeramento dell’Ivc, ma solo nel blocco del suo incremento.

In buona sostanza, dunque, l’indennità sarà comunque corrisposta nel 2013 e nel 2014, ma il suo importo sarà pari a quello corrisposto nel 2012.

E quindi non sarà calcolata sul tasso di inflazione del 2013 e del 2014, ma su quello del 2012.

Le critiche del Consiglio di stato si sono appuntate sul fatto che lo schema di decreto sembrerebbe precludere il recupero del blocco nel successivo triennio 2015-2017.

Dal 2015, infatti, lo stop cesserà i suoi effetti e l’importo dovrà essere ricalcolato.

Ma nella disposizione che regola la faccenda non si capisce bene se gli effetti del blocco sono recuperabili oppure no.

E se il recupero non fosse possibile, secondo i giudici amministrativi, si potrebbero creare spunti per il contenzioso con potenziale soccombenza dell’amministrazione.

Quanto al blocco della progressione di carriera, lo schema di decreto, al comma 1 lettera b), prevede espressamente la proroga al 31 dicembre 2013, con effetto sull’anno 2014, dei blocchi introdotti dall’art. 9, comma 23, del decreto legge n. 78 del 2010, riguardanti il personale docente, educativo ed Ata della scuola.

E anche su questo il collegio non ha trovato nulla da ridire perché le relative disposizioni «si collocano correttamente nel quadro delineato dalla normativa primaria».

Resta il fatto, però, che questa ulteriore decurtazione retributiva compiuta sulla busta paga di docenti vanificherà gli effetti del recupero del 2011 operata con il contratto del 13 maggio scorso.

Effetti che andranno a regime nella busta paga di maggio.

L’art. 9, comma 23, del decreto legge n. 78 del 2010, infatti, aveva disposto un ritardo di tre anni nella maturazione dei gradoni per tutto il personale della scuola (cancellando l’utilità del 2010 del 2011 e del 2012).

Dopo di che vi era stato un accordo tra governo e sindacati che aveva consentito il recupero del 2010 (si veda il decreto interministeriale 3/2011).

E poi era stato recuperato anche il 2011 con il contratto del 13 marzo scorso.

Il ritardo, dunque, era stato ridotto solo ad un anno.

Con le nuove disposizioni, invece, il ritardo ritornerà di due anni.

Perché a fronte della inutilità del 2012, che comune è rimasta, il decreto cancellerà anche l’utilità del 2013.

Ma questa volta la strada per il recupero del 2012 e del 2013 si annuncia tutta in salita.

Perché i soldi ricavati dai tagli dell’articolo 64 sono finiti.

E già per finanziare il recupero del 2011 è stato necessario ridurre di circa il 25% le risorse destinate al compenso accessorio che confluiscono nel fondo di istituto.

 Antimo Di Geronimo

Fonti: Italia Oggi / Orizzontescuola

NDR

situazione  “apocalittica”

“provvedimento illegittimo” in quanto non tiene conto “della sentenza della Consulta n. 223 del 2012, in base alla quale è stato stabilito che nei confronti dei magistrati, e per analogia di tutti i dipendenti pubblici, non può essere ascrivibile avviare il blocco contrattuale, nemmeno in via eccezionale. I giudici hanno infatti spiegato che la irrecuperabilità del diritto allo stipendio equo lede gli articoli 1, 36 e 39 della Costituzione”.

Firma

RITIRO IMMEDIATO DECRETO CHE PREVEDE LA DEPORTAZIONE COATTA DEI DOCENTI INIDONEI NEI POSTI DI ASSISTENTE AMMINISTRATIVO

Ogni singola persona che si unisce a noi rafforza il nostro invito ad agire.

Ti prego di prenderti un minuto per condividere

questo link con chiunque

conosci:

Cambiamo le cose insieme,

FIRMA   LA PETIZIONE

http://www.avaaz.org/it/petition/RITIRO_IMMEDIATO_DECRETO_CHE_PREVEDE_LA_DEPORTAZIONE_COATTA_DEI_DOCENTI_INIDONEI_NEI_POSTI_DI_ASSISTENTE_AMMINISTRATIVO/?ffXMhcb&pv=0

IL DECRETO  SULLA SPENDING REWIEW DI MARIO MONTI PREVEDE CHE I DOCENTI INIDONEI ALL’INSEGNAMENTO PER MOTIVI DI SALUTE SIANO DEPORTATI IN MODO COATTO NEI POSTI DI ASSISTENTE AMMINISTRATIVO.

A MIO AVVISO LA PETIZIONE E’ IMPORTANTE PERCHE’ SI PROFILA UNA DUPLICE INGIUSTIZIA ; SI PUNISCE CHI E’ MALATO SUO MALGRADO E AL CONTEMPO SI PUNISCONO GLI ASSISTENTI AMMINISTRATIVI PRECARI IN QUANTO NON SOLO NON PASSERANNO MAI DI RUOLO MA NON AVRANNO MAI PIU’ UNA SUPPLENZA.

Perché è importante

 LA PETIZIONE E’ IMPORTANTE IN QUANTO ESSA

COSTITUISCE UNA VIOLAZIONE

                         DEI DIRITTI DELL’UOMO

untitled

movimento5stelle_800_800Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca

– Premesso che il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, cosiddetto decreto sulla spending review , all’articolo 14, relativo alla “Riduzione delle spese di personale”, prevede:

1) al comma 13 che: “Il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, (…) transita nei ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausiliario con la qualifica di assistente amministrativo o tecnico (…)”;

2) al comma 14 che: “Il personale docente attualmente titolare della classi di concorso C999 e C555, (…) transita nei ruoli del personale non docente con la qualifica di assistente amministrativo, tecnico o collaboratore scolastico in base al titolo di studio posseduto. (…)”;

3) al comma 15 che: “Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro dell’economia e delle finanze, (…) sono stabiliti i criteri e le procedure per l’attuazione dei commi 13 e 14″;

considerato che: in conseguenza di ciò, il personale interessato dalle disposizioni legislative è in attesa dell’adozione del decreto interministeriale previsto; ad oggi, nonostante numerosi, e quasi giornalieri, annunci non ufficiali di imminente emanazione, tale decreto attuativo non è stato ancora adottato;

considerato inoltre che: quanto disposto dal decreto sulla spending review, a parere degli interroganti, danneggia significativamente sia il personale docente permanentemente inidoneo, sia gli insegnanti tecnico-pratici delle classi di concorso C555 e C999, i quali saranno, in conseguenza dell’adottando decreto interministeriale, dirottati sui ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA);

in particolare, in riferimento alla qualità delle prestazioni nell’ambiente scolastico, i firmatari del presente atto di sindacato ispettivo ritengono opportuno evidenziare che gli standard di funzionalità degli uffici di segreteria potrebbero essere compromessi dalla diminuzione di personale formato ed esperto nelle procedure amministrative, finanziarie e organizzative gestite dalle scuole per l’attuazione dell’offerta formativa; infatti, per quanto riguarda i docenti da demansionare (circa 3.000 quelli che hanno gravi problemi di salute) si rileva che gli stessi, che peraltro rappresentano il personale più prossimo alle soglie della pensione, sarebbero chiamati ad intraprendere un ruolo, quello di assistente amministrativo, divenuto molto complesso, oltre che gravoso, a seguito sia delle numerose azioni di decentramento che dei tagli agli organici occorsi negli ultimi anni; ad opinione degli interroganti, il previsto ricambio del personale ATA gradualmente collocato in quiescenza con il personale affetto da problematiche di salute psicofisiche creerà la difficile situazione in cui il personale ATA rimanente in servizio dovrà confrontarsi con colleghi non formati per il lavoro da svolgere; appare altamente probabile che i dipendenti affetti da gravi patologie, fisiche e o psichiche che siano, necessitino di soventi visite mediche, oppure possano incorrere in aggravamenti delle proprie condizioni di salute, essendo costretti ad assentarsi frequentemente per la cure.

Circostanza che costringerebbe l’istituzione scolastica a ricorrere nuovamente a figure supplenti; l’adozione del decreto interministeriale, a giudizio degli interroganti, non potrà che essere foriera di conseguenze nefaste sui piani dell’offerta formativa (POF) delle singole istituzioni scolastiche, le quali, evidentemente, non potranno più vantare, tra l’altro, la possibilità di offrire i servizi di biblioteca ed organizzazione di conferenze, attualmente gestiti dalla maggior parte dei docenti inidonei, nonché delle cosiddette funzioni strumentali, ovvero delle esercitazioni di laboratorio, attualmente gestite dagli insegnanti tecnico pratici (ITP) delle classi di concorso citate; occorre ricordare che gli insegnanti dichiarati “inidonei”, lo sono per la sola docenza frontale che svolgevano in precedenza, e, in conseguenza della dichiarazione di inidoneità, hanno già subito un raddoppiamento de facto dell’orario lavorativo, essendo gli stessi stati assegnati a funzioni diverse dall’insegnamento; la maggior parte dei docenti inidonei si è infatti specializzata nell’educazione alla lettura ed alla ricerca in tutti i livelli scolastici. Tale politica è considerata un investimento in tutte le nazioni più avanzate.

Ad opinione degli interroganti la scuola non deve privarsi di quelle figure che finora hanno fornito un valido supporto ai progetti dell’offerta formativa e mantengono funzionanti e vitali biblioteche scolastiche, nell’ottica di un arricchimento extracurricolare dell’offerta complessiva della scuola; in conseguenza di quanto esposto, gli interroganti ritengono che si realizzerà una concreta violazione del diritto allo studio, costituzionalmente garantito (art. 34 della Costituzione), per i ragazzi che frequenteranno gli istituti nei quali gli effetti della normativa in questione si enucleeranno; ritenuto che, a giudizio degli interroganti: rappresenta un fatto di inaudita gravità che il richiamato personale scolastico non veda riconosciuto neppure il diritto alla riallocazione lavorativa obbligatoria nella stessa scuola o, in alternativa, almeno nella provincia di appartenenza; le disposizioni di cui sopra contrastano direttamente con il disposto dell’articolo 2103 del codice civile, il quale, tra l’altro dispone che: “il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione”.

Nel caso di specie, il passaggio dei docenti dichiarati inidonei al personale ATA costituirebbe un azzeramento delle competenze, oltre ad un accanimentonei confronti di una categoria debole ed una violazione alla dignità delle persone; per quanto innanzi riportato, il passaggio obbligato in profilo e mansioni diverse, discendente dall’adottando decreto ministeriale, dovrebbe considerarsi un atto illegittimo; occorre sottolineare che l’attuazione della disposizione normativa di rango primario (il citato decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95), senza una previa verifica della possibilità di utilizzo dei docenti non idonei come assistenti e senza un percorso professionalizzante, rappresenta evidentemente un demansionamento che, se portato all’attenzione del giudice del lavoro, vedrebbe, in tutta probabilità, soccombente il Ministero con l’aggravio di spese legali; fatte all’uopo salve, ed impregiudicate, le possibilità dei singoli lavoratori di adire azioni legali a tutela dei propri diritti di soggetti malati, le citate disposizioni non hanno alcun rispetto per i problemi di salute, molto spesso anche particolarmente gravi, sofferti da questa tipologia di personale della scuola, il quale, a seguito dell’adozione del decreto attuativo atteso, rischia di doversi confrontare anche con le difficoltà connesse alla mobilità territoriale. Non risulterebbe esclusa neppure la mobilità intercompartimentale;

ritenuto inoltre che secondo gli interroganti le disposizioni di cui all’articolo 14 del decreto-legge riuscirebbero nel difficile obiettivo di danneggiare tutti i lavoratori coinvolti, ed in particolare:

gli ITP perché costretti al transito nel personale ATA;

i docenti inidonei perché, oltre al cambio di ruolo, ovviamente demansionante, imposto ex lege, rischiano anche di ritrovarsi, magari in età prossima al collocamento in quiescenza, a confrontarsi con il pendolarismo, mentre combattono con patologie non minori;

il personale ATA precario, il quale rischia di attendere invano una stabilizzazione, quale quella contingentata annualmente prevista, in futuro non più possibile a causa dell’occupazione di tutti i posti vacanti e disponibili da parte del personale transitato da altri ruoli, si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della complessità delle problematiche esposte;

in quali tempi preveda di adottare il decreto interministeriale di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dell’economia e delle finanze, che regola il passaggio dei docenti inidonei e degli ITP nei ruoli del personale ATA, così come previsto dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95; se, nelle more della formazione del nuovo Governo, che dovrà godere della fiducia delle Camere elette per la XVII Legislatura, il Ministro ad oggi in carica non intenda astenersi dall’adozione dello stesso decreto, così da permettere l’avvio di opportune iniziative legislative, auspicabilmente modificative delle disposizioni vigenti, al fine di poter nuovamente tutelare i diritti dei lavoratori delle categorie citate.

Interrogazione presentata da: Catalfo, Serra, Montevecchi, Anitori, Morra, Mussini, Lucidi, Vacciano, Bignami, Nugnes, Moronese, Girotto, Pepe

vergogna31Sono uno degli sporadici casi di ItpC999 che, non avendo titoli adeguati, verranno demansionati e passeranno nei ruoli ATA.

Ho la maturità scientifica e un diploma universitario, ma non potrò restare tra gli insegnanti diplomati di laboratorio perché non ho un diploma di maturità tecnica.

Il provvedimento oltre ad essere tristemente sbagliato è anche manifestamente discriminante anche riguardo al restante personale ITP che ad oggi è ugualmente inquadrato.

Siamo stati reclutati con le stesse modalità, abbiamo le stesse competenze, lavoriamo nello stesso ordine di scuole svolgendo le stesse mansioni.

Eppure noi dovremo abbandonare il nostro lavoro e le nostre scuole e improvvisarci nei ruoli ATA con un importante danno economico e una grande mortificazione professionale.

Mi permetto di far notare quanto sia importante l’esperienza accumulata nel tempo per svolgere al meglio una professione.

Negli anni ci siamo aggiornati molto, abbiamo imparato a usare nuovi strumenti, ci siamo avvalsi delle nuove tecnologie, abbiamo imparato a spiegare e ad allestire le esperienze con padronanza.

Queste competenze non ci vengono da un diploma di scuola superiore conseguito 30 anni fa , ma ci derivano dall’esperienza, dalla passione messa nel lavoro, dal tempo investito nell’insegnamento.

La Pubblica Amministrazione ha concesso negli anni a molti dipendenti di trasformare le conoscenze professionali in crediti universitari permettendo loro di ottenere agevolmente una Laurea.

Quindi nella Pubblica Amministrazione esiste già il riconoscimento giuridico dell’esperienza lavorativa.

Possibile che un’esperienza di lavoro almeno ventennale non sia considerata abilitante per quello stesso tipo di attività????

Il fatto di negare a noi, e solo a noi, di restare ITP, oltre ad umiliare la nostra professionalità e svalorizzare il nostro impegno, denuncia l’assoluta incapacità del Ministero a gestire il passaggio del personale dagli EELL allo Stato.

Credo non serva ricordare le altre gravissime ingiustizie sofferte dal personale ex EELL.

Lo Stato aveva delegato gli EELL all’assunzione e alla gestione del personale scolastico. Esisteva quindi un presupposto di comparabilità nel reclutamento e nei ruoli.

Inoltre nell’accordo del passaggio c’era la disposizione di creare per ogni dipendente degli EELL il posto statale corrispondente al ruolo di appartenenza.

Avere disatteso questa norma, avere trascurato le eventuali discordanze di inquadramento, non avere attivato corsi di riconversione professionale sono tutte mancanze imputabili al Ministero e che oggi ci stanno gravemente pregiudicando.

Se per il Ministero esisteva qualche problema lo avrebbe dovuto affrontare nel 2000 al momento del passaggio allo stato.

L’attuale provvedimento di passarci tra gli ATA appare, dopo 13 anni, oltre che tardivo particolarmente ingiusto e doloroso.

Nel decreto ci avete maldestramente collegati al destino degli inidonei, ma i problemi sono diversi: noi possiamo continuare a svolgere il nostro lavoro.

Siamo nelle stesse scuole in cui le Province avevano ritenuto necessario farci lavorare e la nostra attività è ancora molto intensa.

E’ contro la costituzione retrocedere i lavoratori dalla loro posizione giuridica ed economica Il provvedimento è motivato dalla spending review, ma se il passaggio riguarderà un esiguo numero di lavoratori è chiaro che sarà esiguo anche il risparmio.

Inoltre si provocherà un grande spreco di competenze e di risorse umane e la formazione ha un costo sociale .

La costruzione e l’allestimento dei laboratori ha richiesto un grosso investimento economico da parte dello Stato e degli EELL . Lasciare il materiale e gli strumenti inutilizzati è uno spreco vergognoso riguardo a tutta la comunità.

Ne risentirà anche la qualità dell’istruzione perché l’uso dei laboratori è una preziosa occasione di verifica e di crescita per gli alunni.

Facendo i conti il risparmio economico non giustifica minimamente il danno provocato.

Il provvedimento oltre a sembrarci inutile ci sembra anche fortemente ingiusto e siamo determinati ad affrontare la questione per vie legali.

Confidiamo in una accurata riflessione e speriamo che il provvedimento possa essere revocato.

Delia Noferi Itp C999

http://www.orizzontescuola.it/news/ingiusto-demansionamento-itp-c999

Laura BoldriniAlla Gentilissima Presidentessa della Camera

Dott.ssa Laura Boldrini

 Pregiatissima dott.ssa Boldrini,

mi presento utilizzando l’incipit usato da una mia carissima collega, la prof.ssa Delia Noferi, in una nota di qualche giorno fa inviata a diverse testate giornalistiche.

Sono un Giuseppe Gallo, uno degli sporadici casi (termini utilizzati dagli alti burocrati del Miur durante la presentazione del decreto interministeriale per il passaggio degli inidonei e degli Itp nei ruoli ATA alle OO.SS.) di ItpC999 che, non avendo titoli adeguati, verranno demansionati, declassati e passeranno nei ruoli ATA.

Ho la maturità scientifica, vincitore di Concorso (con prove preselettive con test a risposta multipla, esami scritti, esami orali ed esami pratici – commissione esaminatrice formata da Dirigenti Scolastici e docenti di Scuola Secondaria Superiore) per ITP/Assistente di Cattedra di Laboratorio di Fisica e Scienze, bandito dalla Provincia Regionale di Trapani (Ente delegato dallo Stato Italiano ad indire Concorsi per il reclutamento del personale docente da utilizzare nei laboratori degli Istituti Tecnici e dei Licei Scientifici) nel 1987 e svolto nel 1990, ma non potrò restare tra gli insegnanti diplomati di laboratorio perché non ho un diploma di maturità tecnica.

Mi rivolgo a Lei, che sempre si è battuta per i più deboli, per metterla al corrente e precisare, che nel decreto Interministeriale che obbliga i Docenti Inidonei e i Docenti Tecnico Pratici classi di concorso C999 e C555 a transitare nei ruoli Ata, le categorie coinvolte sono:

–       Docenti inidonei;

–       Docenti Tecnico Pratici;

–       Precari Ata;

dal 6 luglio 2012, con l’emanazione del D.L sulla Spending Review, circa 8000 esseri umani vivono nell’insicurezza e nel dramma quotidiano che la stessa genera.

Non voglio tediarla, ma ci troviamo veramente e tragicamente in uno stato di frustrazione psicologica che tende a sviluppare nell’esasperazione assoluta.

Ci sentiamo novelli Don Chisciotte che si battono contro un muro d’indifferenza, perché questo, i nostri governanti, hanno eretto nei mesi passati.

La prego di interessarsi alla questione, come so che sta facendo, al fine di porre rimedio a questa violenza senza pari che il governo Monti ha perpetrato ai danni di alcune categorie di persone che tanto hanno dato e tanto danno alla nostra Scuola.

La ringrazio anticipatamente per il tempo che spenderà, fiducioso in una positiva soluzione le porgo distinti saluti

P.S.

Mi permetto di inviarle una riflessione semiseria sul provvedimento in questione

Ce lo chiede l’Europa – Riflessione semiseria e molto amara sul Decreto Interministeriale che obbliga i Docenti Inidonei e i Docenti Tecnico Pratici classi di concorso C999 e C555 a transitare nei ruoli Ata.

….e alla fine Profumo ha firmato.

Però cari colleghi saremo ricordati come i salvatori della Patria.

Coloro che, per un mero esercizio di economia aziendale, hanno salvato l’Italia dal tracollo finanziario e dall’ipotetica fuoriuscita dall’Europa.

D’altronde ce lo chiede l’Europa.

Dobbiamo stringere la cinghia e fare tutto il possibile per poter permettere ai nostri governanti , a Monti in particolare, di non fare brutta figura con gli altri leader europei.

Ce lo chiede l’Europa.

Poco male se 4000 esseri umani, tra Docenti Inidonei e Docenti Tecnico Pratici, vengono umiliati, distrutti psicologicamente ed annientati umanamente.

Ce lo chiede l’Europa.

Non importa se altri 4000 persone, appartenenti alla categoria del personale Amministrativo e Tecnico dell’Istruzione Pubblica, vedano svanire, dopo anni di precariato, la possibilità di una stabilizzazione lavorativa a tempo indeterminato.

Ce lo chiede l’Europa.

Calpestiamo la nostra Costituzione, deroghiamo ai nostri Codici.

Ce lo chiede l’Europa.

Mi immagino la signora Merkel che a gran voce, durante i diversi summit tra i grandi d’Europa, rivolgendosi al nostro Monti lo esorta e lo sprona a non perdere tempo, ad accelerare, a fare in modo che presto anzi subito sia effettuato il passaggio dei Docenti Inidonei e dei Docenti Tecnico Pratici nei ruoli ATA, affinché l’Italia possa affrontare serenamente il futuro economico nazionale ed europeo.

Ce lo chiede l’Europa a gran voce.

La stessa Europa le cui leggi obbligherebbero, la stolta Italia ed il MIUR in particolare, ad assumere i precari che per tre anni consecutivi abbiano ottenuto un incarico annuale.

Paradossalmente ce lo chiede l’Europa.

Peppe Gallo

Docente Tecnico Pratico C999

Laboratorio di Fisica e Scienze

Vincitore di Concorso per Esami e Titoli

movimento5stelle_800_800

SCUOLA: INTERROGAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE SUI DOCENTI INIDONEI “DANNI ENORMI DALLA SPENDING REVIEW VOTATA DA PD-PDL-UDC, IN PREPARAZIONE UN DISEGNO DI LEGGE”

Le cittadine ed i cittadini del Senato della Repubblica del Movimento 5 Stelle Catalfo, Serra, Montevecchi, Anitori, Morra, Mussini, Lucidi, Vacciano, Bignam…i, Nugnes, Moronese,Girotto e Pepe hanno depositato questa mattina una interrogazione a risposta scritta per interrogare il Ministro dell’Istruzione sulla sempre più gravosa situazione dei docenti inidonei.

In particolare i 13 cittadini al Senato della Repubblica per il M5S chiedono al Ministro “in che modo intenda tutelare le sorti degli inidonei vessati dalla norma sulla spending review votata dalla maggioranza Pd-Pdl-Udc che sosteneva il governo Monti” spiega la prima firmataria Nunzia Catalfo.

“Questa norma obbliga i docenti inidonei e gli insegnanti tecnico-pratici a transitare nei ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausilario (ATA).

“Non ci fermeremo a questo per tutelare i docenti inidonei e le altre figure che subiscono gli effetti nefasti della cosidetta spening review – continuano i firmatari dell’interrogazione – e stiamo predisponendo un apposito disegno di legge”.

Le Cittadine e Cittadini al Senato della Repubblica Catalfo, Serra, Montevecchi, Antinori, Morra, Mussini, Lucidi, Vacciano, Bignami, Nugnes, Moronese, Girotto, Pepe

Gruppo Parlamentare Movimento 5 Stelle

Ufficio Stampa Movimento 5 Stelle Senato della Repubblica

leggeCarissimo Collega ,

in questi giorni sono state spedite a tutti coloro che si sono iscritti al Comitato Nazionale ATA-ITP ex EE.LL. , effettuando un versamento sul cc. dell’Associazione, la tessera di iscrizione per l’anno 2012.

Mi scuso per il ritardo ma vi sarete resi conto tutti che quando si tratta di impegnarsi… ci si rimane sempre da…soli!!!

  UN ABBRACCIO VIRTUALE A TUTTI …..ED AVANTI FINO ALLA RISOLUZIONE DEL PROBLEMA……ARRENDERSI MAIIIIIIIIII …SPECIALMENTE SE SI E’ SICURI DI AVER SUBITO UN TORTO.

                                                                                                                                                     F.to Antonio B.

bruna

SOTTOSCRIZIONE ALL’ASSOCIAZIONE ONLUS   COMITATO NAZIONALE ATA-ITP EE.LL

ASSOCIAZIONE ONLUS COMITATO ADESIONI

ATTO COSTITUTIVO ONLUS COMITATO ATA – ITP EX ENTI LOCALI

Atto Costitutivo Associazione onlus

15035

123

news (2)

Comunicazione  ai colleghi ATA ricorrenti sentenza agrati +altri

– circolare che fa il punto della Vostra annosa questione alla luce della sentenza Agrati 2 che ha liquidato l’equo indennizzo da noi richiesto:

– copia della SENTENZA AGRATI  con la tabella dell’equo indennizzo;

– comunicazione ricevuta dal MINISTERO ECONOMIA FINANZE + MODULO  che dovrete compilare.

11

12

link da scaricare

comunicazione ai colleghi ATA ricorrenti sentenza agrati

MINISTERO ECONOMIA FINANZE + MODULO

SENTENZA AGRATI EQUO INDENNIZZO

 RICORSI ATA-ITP EX ENTI LOCALI

stadio

Per tutti quelli che si ostinano a dire  il mio partito è meglio degli altri,

articolo illuminante di Carlo il nostro addetto stampa del 13 marzo 2008

in occasione delle scorse Elezioni politiche ancora attuale.

 

Di questi tempi, fioriscono sul Web le più disparate proposte sul come comportarsi alle prossime elezioni: si va dall’astensionismo puro, al non-ritiro della scheda elettorale con richiesta di segnalazione nel verbale, al voto per formazioni che non avranno nessun peso.

Tutto ciò (avrò certamente dimenticato altre proposte) è perfettamente comprensibile, poiché il livello di sopportazione degli italiani è oramai traboccato, ma ha poco senso se non riusciamo a comprendere profondamente il livello di commistione interna dell’attuale classe politica.

Si fa presto a dire “sono tutti d’accordo” perché, se non riuscirete a dimostrarlo, v’accuseranno sempre di qualunquismo.

Partendo da una vicenda sindacal-giudiziaria, che ha coinvolto circa 70.000 italiani, dimostrerò – senza ombra di dubbio – che l’attuale classe politica è tutta collusa, dall’estrema destra all’estrema sinistra.

Vedremo, in seguito, contro chi e perché.

E li sfido a dimostrare il contrario.

La storia parte intorno al 1970, con la legge sull’ordinamento regionale (che prevedeva l’abolizione delle Province): come eludere quell’impegno, che avrebbe significato perdere qualche migliaio di posti per i politici “trombati”, i figli di mammasantissima, le mogli in cerca di carriera?

Che il Bel Paese se ne freghi del Diritto – quando cozza con gli interessi della Casta – lo sappiamo: la vicenda di Europa7 insegna, ma anche questa storia non ha niente da invidiare. Cercherò d’essere più conciso possibile – a scapito d’aspetti secondari – ma, quando s’affrontano i “fatti”, bisogna cercare d’essere precisi.

Per inventare qualche nuovo “ambito” di competenza per le Province, non bastavano certo la caccia e la pesca: ci voleva qualcosa di “sostanzioso”.

S’inventarono allora che per alcuni tipi di scuola – tutte le altre, eccettuati i Licei Classici, gli Istituti Tecnici Industriali, Istituti Professionali e Magistrali – il personale non docente (ed una piccola parte di docenti) sarebbe stato alle dipendenze delle Amministrazioni Provinciali. Motivazione?

Nessuna, perché non si capisce per quale motivo un Liceo Classico debba avere personale dello Stato ed uno Scientifico della Provincia: una pura e semplice ripartizione per mantenere in vita le Province.

Un po’ “d’ossigeno”, fin quando non fossero state inventate nuove competenze. Per scaldare le sedie di lor signori con i nostri soldi. Mi rendo conto che pochi italiani conosceranno la vicenda ma, fino al 31 Dicembre 1999, le cose stavano così.

Nel 1997, viene emanato il cosiddetto “decreto Bassanini”, che individuava un futuro “aziendale” anche per settori come la scuola e la sanità: siamo nel momento aureo del governo Prodi, nel quale tutti corrono – garruli e felici – verso un futuro di “competitività” e “globalizzazione”.

Con il nuovo millennio – complice la “riforma Bassanini” – tale personale deve passare sotto lo Stato, perché non si sono mai viste “aziende” che non abbiano potestà sui loro dipendenti.

Riflettiamo che, una simile “pensata” liberista, è stata partorita da un uomo che ha trascorso la vita nelle federazioni con l’effige di Stalin.

La legge, che provvede a questo trasferimento, è la n. 124 del 1999, all’art. 8, comma 2:
2. Il personale di ruolo…omissis…dipendente dagli enti locali, in servizio nelle istituzioni scolastiche statali alla data di entrata in vigore della presente legge, è trasferito nei ruoli del personale ATA statale ed è inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali corrispondenti per lo svolgimento dei compiti propri dei predetti profili…omissis…A detto personale vengono riconosciuti ai fini giuridici ed economici l’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza nonché il mantenimento della sede in fase di prima applicazione in presenza della relativa disponibilità del posto. Gli “omissis” non nascondono niente, soltanto un po’ di “scrematura” per rendere più agevole la lettura: ciascuno di voi potrà leggere facilmente la legge 124/99 cercandola su Google.

Per una volta, sembra che sia stata scritta una legge chiara: se hai 10 anni d’anzianità maturati presso un Comune od una Provincia, avrai lo stesso stipendio di un pari grado nello Stato.

Il problema è che gli stipendi dello Stato sono leggermente più alti, e bisogna provvedere alla differenza: chi scrisse la legge lo sapeva, ma preferì fare finta di niente.

Nel frattempo, Prodi è caduto, D’Alema s’è dedicato al bombardamento di Belgrado ed è divenuto impresentabile per gli elettori di sinistra.

Si tira allora fuori dall’armadio il Dottor Sottile – alias Giuliano Amato – il quale è così “sottile” che riuscirebbe, per turlupinarvi, a passare sotto gli zerbini.

Lo ricordano milioni di piccoli risparmiatori, quando – siccome l’inflazione era al 15%, lo Stato aveva una “fame” di denaro immensa, e di conseguenza i Buoni Postali avevano alti rendimenti – il Dottor Sottile pensò bene di “rivedere” – a posteriori – quei rendimenti.

Ovviamente, quando la paura per il bilancio dello Stato era passata. Così, milioni di nonnine che avevano risparmiato 100.000 lirette per il nipotino, si videro gabbare da una legge che interveniva sui rendimenti di un contratto di natura privata, fra il risparmiatore e le Poste, laddove lo Stato non avrebbe avuto nessun diritto di metterci il becco.

Ma, si sa, in Italia il Diritto è un optional.

In questo caso, la situazione era più spinosa: riflettiamo che 70.000 dipendenti fanno “massa elettorale”, e sono dell’ordine di grandezza di un’azienda come la FIAT. In questi frangenti, torna utile passare la palla all’ala, ossia ai sempre fedeli sindacati confederali & affini.

Siamo nel Luglio del 2000 – governa ancora il centro sinistra – e, mentre il solleone brucia strade e spiagge, si riuniscono i soliti “carbonari”: funzionari ministeriali, ARAN e Sindacati.

Ripeteranno l’identico copione per l’accordo del 23 Luglio 2007, sulle pensioni e sul welfare.

Nasce il primo pateracchio: l’anzianità non viene più riconosciuta, ma “temporizzata”.

La lingua italiana sa arrampicarsi su trapezi impossibili.

Ai suddetti dipendenti viene attribuita la posizione stipendiale, tra quelle indicate nell’allegata tabella B, d’importo pari o immediatamente inferiore al trattamento annuo in godimento al 31-12-1999 costituito da stipendio e retribuzione individuale di anzianità nonché, per coloro che ne sono provvisti, dall’indennità specifica prevista dall’art. 4, comma 3 del CCNL 16-7-1996 enti locali come modificato dall’art. 28 del CCNL 1-4-1999 enti locali, dall’indennità prevista dall’art.37, comma 4, del CCNL 6-7-1995 e dall’indennità prevista dall’art.37, comma 1, lettera d) del medesimo CCNL.

Ci avete capito qualcosa?

Dubito, ma non fa niente.

Nella Tabella B, c’era scritto praticamente che quella gente sarebbe sì passata sotto lo Stato, ma avrebbe continuato a percepire lo stipendi di prima!

A questo servono i sindacati!

Ovviamente, quando governa il centro sinistra.

Arriva Berlusconi e la situazione non cambia: anzi, partono migliaia di ricorsi alla Magistratura del Lavoro, che per la quasi totalità danno ragione ai lavoratori.

I Magistrati di primo grado, evidentemente, fra il pateracchio sindacale di Luglio, ed il testo della legge 124/99, ritengono più chiaro il secondo.

Così la pensa anche la Corte di Cassazione, che inizia ad emanare le prime sentenze definitive, che danno tutte ragione ai lavoratori.

Da notare che moltissime cause vengono promosse dalla stessa CGIL – che ha sostenuto l’accordo capestro! – che, quindi, ricorre contro se stessa!

Ma, ricordiamo, sta governando il centro destra ed ogni sgambetto è lecito.

La situazione allarma Berlusconi e Tremonti, i quali s’affrettano – nella legge finanziaria per il 2006 – ad inserire un comma nel quale forniscono “l’interpretazione autentica” della legge del 1999! Non potrebbero abolirla – altrimenti quella gente tornerebbe sotto Province e Comuni! – e allora “s’interpreta”.

Sei anni dopo.

Il comma della Finanziaria è una vera “perla” del Diritto: in pratica, recepisce in pieno la “temporizzazione” firmata dalla CGIL! Aggiunge però una nota “partenopea” – giacché, nel frattempo, alcune sentenze sono diventate definitive ed a vantaggio dei lavoratori – ossia “E’ fatta salva l’esecuzione dei giudicati formatisi alla data di entrata in vigore della presente legge”.

Traduzione: “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato, salutamm’e paisà”.

Chi ce l’ha fatta, buon per lui: gli altri, corrano.

Qualcuno, s’accorge che questa è una “porcata” al quadrato e firma un ordine del giorno al Senato.

Sono i senatori: Acciarini (DS), Soliani (DS), Cortina (Verdi), Manieri (SDI), Betta (Margherita), Franco V. (Ulivo), Modica (DS), Tessitore (Ulivo), Zavoli (DS), D’Andrea (Margherita), Monticane (Margherita), Togni (RC). (Ordine del giorno atto Senato 3613-b).

Affermano:
Il Senato, considerato che: con un emendamento per la finanziaria 2006 approvato dalla Camera il Governo taglia le retribuzioni dei lavoratori Ata e Itp della scuola provenienti dagli EE.LL., inventandosi una interpretazione “autentica” che stravolge l’art’8 della legge 124/99 e mira a disconoscere i diritti dei lavoratori stessi e a cancellare tutti i provvedimenti pendenti; La Corte di Cassazione ha ripetutamente riconosciuto il diritto ad una giusta retribuzione per il servizio prestato e che in base a sentenze favorevoli dello stesso organo della magistratura centinaia di lavoratori hanno ottenuto uno stipendio corrispondente all’attività lavorativa prestata; altre decine di migliaia di lavoratori nella stessa situazione giuridica, ma il cui procedimento di fronte alla Corte di Cassazione è ancora pendente, vedrebbero così negata ogni loro prospettiva con una perdita salariale annua stimabile in alcune migliaia di euro.

Impegna il Governo: a ripristinare il diritto al riconoscimento del servizio stabilito da ripetute sentenze della Cassazione ed adottare immediatamente i provvedimenti necessari per evitare situazioni di disparità tra lavoratori, vessatorie e profondamente ingiuste.

La cosa incredibile è che l’Ordine del Giorno viene approvato all’unanimità dal Senato, anche da quelli che avevano appena votato a favore dell’emendamento-capestro!

La coscienza, in qualche modo, bisogna pur lavarsela: d’altro canto, lo stesso estensore della nuova legge elettorale non avrà remore a definirla una “porcata”.

Oramai, non fanno altro.

Fra l’altro, le migliaia di procedimenti persi dal Ministero dell’Istruzione, non sono a “costo zero”: l’ultima sentenza che è stata emanata (2008), prevede il pagamento di 2.000 euro di spese processuali da parte dello Stato!

Insomma, si spende per le sole spese processuali probabilmente la metà del contenzioso! Il PIL, però, aumenta.

Nell’antro della CGIL, mentre Berlusconi impera, si studiano le contromisure: bisogna a tutti i costi contribuire alla causa che ha regalato a Cofferati la poltrona di sindaco di Bologna (e, in futuro, altre poltrone per noi).

Si prova con la Corte Costituzionale: non sarà mica ritenuto costituzionale un comma che discrimina, fra chi ha completato l’iter giudiziario e chi invece è ancora in corsa e, soprattutto, che introduce un principio di retroattività del Diritto!

Dimenticano d’esser stati loro stessi, nel 2000, a dare “inizio alle danze” contro i lavoratori.

E vai con i Grandi Costituzionalisti!

C’è subito un intoppo.

Anzi, più d’uno.

Il primo è gravissimo: nell’Aprile del 2006 è tornato in sella Romano Prodi.

Adesso, che si fa?

Si rischia di metterlo nello “stoppino” al “governo amico”?

C’è però “in corsa” una riforma della giustizia che abolisce la precedente riforma Castelli – non molto gradita alla magistratura, soprattutto ai piani alti – e forse qualcosa si può fare.

Così, la memoria dell’Avvocatura dello Stato che deve sostenere il comma voluto da Berlusconi (e scritto a suo tempo dalla CGIL!) porta, in calce, la firma di Romano Prodi!

Uniti nella lotta.

E i signori: Acciarini, Soliani, Cortiana, Manieri, Betta, Franco V., Modica, Tessitore, Zavoli, D’Andrea, Monticone, Togni, che s’erano così generosamente e coraggiosamente impegnati?

Dov’erano?

E il Senato che aveva approvato all’unanimità?

Ah, saperlo…

La Corte Costituzionale – non sappiamo se per ringraziare l’allora Guardasigilli Mastella – s’inventa una mostruosità tale per cui tutto può essere retroattivo, e le normative europee in materia di lavoro non vanno interpretate così come sono.

Eh no, siamo nel Bel Paese.

Soltanto quando comoda: Europa7 insegna.

La Corte di Cassazione si deve adeguare: pur tuttavia, qualche coraggioso magistrato continua ancora oggi a considerare un mostro il pronunciamento della Corte Costituzionale, ed a dare ragione ai lavoratori! Temo per loro: il collaudato metodo “Forleo-De Magistris” incombe.

I COBAS giungono a definire la vicenda una storia di “mobbing di Stato”, e non sono lontani dalla realtà.

Dopo le “adunate oceaniche” – oggi – la CGIL chiede umilmente al ministro Fioroni almeno la “rateizzazione” del “maltolto”, ossia dei soldi che i lavoratori avevano ricevuto dopo le sentenze di primo e/o secondo grado!

Il grande sindacato italiano

– quello che ci ha regalato un anno in più di lavoro rispetto alla riforma Maroni, ed ha sancito la liceità di tutti i contratti a termine che taglieggiano i giovani – si prostra di fronte a Sua Eminenza il Fiorone, il peggior Ministro dell’Istruzione che abbia occupato la poltrona di viale Trastevere dai tempi della Jervolino.

Avessero, almeno, un po’ di dignità: quella dignità che i lavoratori hanno, e che i sindacalisti venduti calpestano.

Dopo questa illuminante storiella, chi vorreste votare? Storac-Berluscon-Veltron-Casin-Bertinotti?

Questa vicenda non viene da Marte: i nostri grandi “costituzionalisti” sono riusciti a concepire un tale mostro giuridico, grazie al quale ci saranno tre diversi tipi di bidelli con medesima anzianità.

Uno, proviene dagli Enti Locali ed è riuscito a rientrare nell’emendamento “partenopeo” – sentenza passata in giudicato, scurdammoce o’ passat’e – mentre un secondo è da sempre dipendente statale e non rientra nel problema.

Un terzo, che spazza 1/3 del corridoio come gli altri, prende meno soldi perché è intervenuta dapprima la CGIL nel 2000, che poi ha passato la palla a Berlusconi nel 2005: infine, l’assist finale di Prodi ed il goal.

Questa è l’interpretazione “autentica” dei nostri costituzionalisti, i quali non riescono nemmeno più a considerare l’elementare principio d’eguaglianza di fronte alla legge.

Questa vicenda dimostra inequivocabilmente che c’è stata commistione e, anzi, addirittura collaborazione contro un diritto elementare dei lavoratori.

Mica un’iperbole del diritto: semplicemente, riconoscere che due persone che svolgono la stessa mansione, nella stessa struttura, con identici compiti ed uguale anzianità percepiscono la stessa retribuzione.

Ma, di là di questa vicenda, avete notato qualche contrapposizione per argomenti che stanno a cuore agli italiani – la vicenda dei truffati Parmalat, dei bond argentini, la benzina che non fa che salire e nessuno fa nulla, la scuola che va a catafascio, la malasanità, ecc – oppure le contrapposizioni si limitano alla gestione dei ruoli?

Tu giocavi con quello!

No, non è vero: gli ho passato una sola volta la palla ma per sbaglio! No, vi ho visti mangiare il gelato insieme! Questo è il livello.

Vi prego, il giorno delle elezioni risparmiatevi almeno il sangue gramo, perché la Nazionale italiana dei Politici è coesa e gioca con una strategia ben oliata e funzionale.

Giocano con un modulo vecchio – il cosiddetto WM – perché, se scatta un fuorigioco, emanano immediatamente un Decreto Legge che lo annulla.

Anche retroattivamente.

Dalle ultime anticipazioni, che siamo riusciti ad avere dai vari ritiri, pare che la formazione sarà questa:

Portiere: Guglielmo Epifani. E’ collaudato difensore per qualsiasi situazione rischiosa, anche quando si lotta per anni contro il precariato e poi, per ordini superiori di poltrone & affini, bisogna rimangiarsi tutto. Affidabile al 100%, para i rigori e, se per caso una palla va in rete, s’appella subito alla concertazione, all’unità sindacale e fa annullare tutto.

Terzino destro: Raffaele Bonanni. Difensore arcigno, di vecchio stampo, capace di “mordere i garretti” anche all’attaccante più scaltro. Le voci che circolano sul suo conto, ossia che avesse a che fare con il malaffare del calcio-scommesse, sono ovviamente infondate. E’ soprannominato “Don Raffaé”.

Terzino sinistro: Luigi Angeletti. Uomo più di spinta che di copertura. Si lancia spesso in avanti sulla fascia, corre e porta acqua a tutti i mulini, senza distinzione, dai no-global a Confindustria. Lascia un po’ a desiderare sulla continuità: pare, a volte, che giunto a metà campo abbia già esaurito il fiato. Purtroppo, non sono più i tempi del “cinese”.

Mediano destro: Piero Fassino. Noto per la sua interpretazione, insieme a Luciano Ligabue, della versione “live” del noto brano “Una vita da mediano”. Difficile dire oggi fin quando riuscirà a tessere abilmente le trame di centrocampo: in particolare, senza perdere mezza squadra ogni volta che avanza.

Centromediano: Pierferdinando Casini. Giocatore eclettico, dalle mille risorse. Capace di difendere i valori cattolici della famiglia, anche se più d’una, come la sua. Per il futuro spera di continuare a rivestire il ruolo di cerniera di centrocampo, nel quale eccelle, soprattutto dopo che Clemente Mastella – suo outsider – ha appeso le scarpette al chiodo.

Mediano sinistro: Roberto Maroni. Dopo il grave infortunio che ha chiuso la carriera di Umberto Bossi, il ruolo d’inventare qualcosa di nuovo al centrocampo gli è giunto per censo. Abile nello scompaginare le difese avversarie con improbabili secessioni: in fin dei conti, è stato preferito al coriaceo Calderoli per la maggior affidabilità, ossia la disponibilità a votare qualsiasi “porcata” gli chiedano. Senza, però, urlarlo dopo ai quattro venti.

Ala destra: Giulio Tremonti. E’ la grande speranza del calcio italiano, inutile nasconderlo. Capace di tuonare contro Bruxelles e la Cina, d’imbonire i grandi banchieri e di scrivere libri da no-global. Un eclettismo indomabile: performance da grande campione, inutile nasconderlo. Pecca, purtroppo, sulla continuità, laddove – in passato – fu colto da “saudade” e dovette essere sostituito a metà gara. Un’incognita da non sottovalutare.

Mezzala destra: Letta, Gianni ed Enrico. Purtroppo, le inique regole del calcio non consentono di farli giocare insieme, poiché i due non sono in antagonismo, bensì sono la naturale continuità l’uno dell’altro. Come Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane. Nell’attesa che si riescano finalmente a riformare gli ingiusti regolamenti UEFA – e l’Italia possa finalmente dimostrare d’aver buon diritto, a differenza d’altri, a giocare in 12 – sarà praticamente una staffetta. Questo è uno dei ruoli che non riserverà sorprese, per continuità ed affidabilità.

Centravanti: Silvio Berlusconi. Il vecchio bomber è una delle certezze di questa Nazionale. Sicuro ed esperto, il vecchio “puntero” può preoccupare soltanto per le sue condizioni fisiche, che durante alcuni passati match non sono sembrate ottimali. Ha promesso che, all’esordio in campionato, sfoggerà una capigliatura alla George Best.

Mezzala sinistra: Walter Veltroni. La scelta del “leggero” Veltroni per sostenere le punte è stata obbligata, giacché il grande regista della Nazionale – Romano Prodi – ha deciso di chiudere con il calcio. Abile nel dribblare anche le evidenze più acclarate, ha come difetto quello di voler sempre “correre da solo”, una caratteristica che mal si sposa con la necessità del gioco di squadra. Speriamo che la lunga esperienza maturata nella Stella Rossa, nella Dinamo e nel Partizan gli sia d’aiuto, anche se oggi pare guardare con più attenzione ai Chicago Rangers.

Ala sinistra: Fini/D’Alema. Questo ruolo è il vero cruccio del coach – Giulio Andreotti – poiché i due sono molto simili, ma dotati di forte carattere e decisi a non lasciarsi soffiare il posto. Entrambi, affermano d’avere idee chiarissime, addirittura “da quando sono N.A.T.O.”. Il loro affiatamento con il bomber Berlusconi è fuor di discussione – anni di gioco di squadra lo confermano – ma le troppo spiccate doti caratteriali e l’ambizione sfrenata potrebbero giocare loro brutti scherzi. Si prospetta l’eterna staffetta “Rivera-Mazzola”.

Veniamo alle riserve. Svanita la convocazione di Rutelli

il centrocampista ha dichiarato di “voler concludere la carriera nella Roma” – i ruoli di centrocampo sono forse i più difficili da coprire.

Ma partiamo con ordine:
Portiere: Renata Polverini è il naturale successore di Epifani. Partita come ala destra, si è scoperta estremo difensore. Eclettismo del calcio.

Difesa: a parte alcuni vecchi “senatori” della difesa – Bindi, Turco, Bertinotti, Matteoli – si fanno i nomi di Cicchitto e di Alemanno. Il primo, purtroppo, ebbe problemi con il “calcio scommesse” e la Procura Milanese, ed anche la sua lunga militanza nel Castiglion Fibocchi suscita qualche perplessità. Sul secondo s’appuntano più speranze, anche se un po’ “leggero”, privo del necessario “physique du rôle”.

Centrocampo: è il reparto dove più scarseggiano gli eventuali sostituti. Abbandonata l’ipotesi Calderoli – troppe “porcate” e cartellini rossi – l’unica alternativa sembra essere Rocco Bottiglione, che però prende ordini solo dal cappellano della squadra. Come cursore sembra che stia salendo la quotazione di Mussi ma, a parte correre, sembra che non sappia fare altro.

Attacco: nel ruolo di “bomber” si fa largo il nome di Fiamma Nirenstein, che ha avuto una lunga militanza nel Maccabi, ma proprio questa sua abitudine di voler sempre e solo attaccare lascia qualche perplessità.

Nel gioco europeo, un attaccante deve a volte saper rientrare: anche alcune “frizioni” interne, con un massaggiatore – un tal Ciarrapico – destano qualche preoccupazione.

Michela Vittoria Brambilla ha invece rifiutato il ruolo, vista l’impossibilità di giocare con le calze autoreggenti.

In alternativa, è sempre pronto Diliberto, abile nella corsa e nel palleggio ma poco abituato ad inquadrare la porta: non segna dal 1972.

Come potrete notare, la squadra è ben disposta in campo: manca, purtroppo, la squadra avversaria.

Siamo noi i destinatari di tanto clamore, sotto la duplice veste di pubblico plaudente e destinatario di tutte le loro nequizie.

Sono disposti a fare i circenses a vita, basta che il pane sia razionato per noi ed abbondante per loro.

Tutto l’apparato gioca sempre e soltanto contro i nostri interessi, fin quando non saremo in grado di mettere in campo anche noi una squadra: qualcosa di reale, non proclami e fumo negli occhi.

C’è, allora, da scompigliarsi i capelli per il 13 Aprile? Io non so ancora cosa farò: dipenderà anche dal tempo e dalle possibili alternative, mare o qualche gita.

Se troverò il tempo e la voglia d’andare al seggio, ricorderò un famoso italiano che – decenni or sono – fu grande interprete dei tanti Pasquini che da sempre sbeffeggiano il potere.

Credo che lo voterò: Vota Antonio!

Carlo Bertani

http://carlobertani.blogspot.it/2008/03/la-nazionale-avversaria.html

uovo di COLOMBOIllusione, maledetta illusione

Sembrava l’uovo di Colombo: già, un partito nuovo di zecca, gente nuova che giunge dalla cosiddetta “società civile” per portare le proprie istanze, far sentire la propria voce, seminare di esperienze di vita vissuta il sentiero della politica, oggi così arido, e farlo rinverdire.

Quando mi telefonò Enzo rimasi stupito: vuoi vedere che stavolta cambia davvero?

Non è solo la nostra stralunata vicenda ad andare in scena, ma le mille che nascono dal dolore collettivo di questi anni.

Chi lo ha vissuto in modo sordo, come Giobbe e le sue mille prove, chi si è arrabbiato ed ha lottato urlando mentre sognava mister V e le sue vendette, chi ha scelto la dura realtà come Enzo ed ha organizzato, coinvolto, contattato, mediato…chi, come me, ha pubblicato libri per spiegare che un’altra realtà, un altro mondo è possibile.

Ed è più facile, più bello viverci, più stimolante provarci.

Ancora una volta ci siamo illusi: ma ci abbiamo provato, bisognava farlo.

Non sparate sul pianista, adesso: non serve, il piano tace e proverà altra melodie.

Non so perché ci abbiano esclusi: non saremmo andati là solo per difendere il nostro Comitato, ma tutte le angherie e le protervie che ministri insipienti e governi limacciosi hanno disperso sulla Scuola in questi anni.

C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Dalla nostra storia – che in un Paese civile saprebbe solo di tragica farsa – soprattutto dopo che le sentenze europee ci hanno dato ragione piena a quella dei “Quota 96”…è stato un errore di scrittura nella legge, eh che ci volete fare…alla storia dei “C999 C555”, per i quali si “dimenticarono” di mettere i posti in organico nel 2000 ed oggi sono per forza soprannumerari.

Anche gli ebrei erano “soprannumerari” nel Reich nazista!

E si continua con gli inabili: hai un cancro oppure l’hai avuto, hai una malattia professionale come il cosiddetto “burnout” – che colpisce soprattutto medici e insegnanti, che è stata studiata, comprovata… – non fa nulla, vai in segreteria…a fare che?

Infine la falcidia di provvedimenti che hanno colpito la scuola: i tagli agli organici della Gelmini ed i tagli degli stipendi (mascherati) eseguiti con il blocco degli scatti, oppure con il gioco delle tre carte dei fondi d’istituto.

In un Paese che spende la metà della media europea per la scuola, e si sciacqua la bocca ogni volta con nuovi propositi (sì, Profumo, l’autonomia, l’organico funzionale…oh che belle storie madama Dorè, oh che belle storie…) per poi sputare la solita leggina che ti castra, il solito provvedimento “di risparmio” eseguito da un tal Bondi che, in un governo “tecnico”, altro non può essere che un appaltatore di leggi liberticide.

Date in appalto al primo che passa ed approvate da un parlamento stralunato e stralunante.

Sì, stupisce.

Stupisce che un partito “nuovo” non abbia saputo approfittare dei nostri voti, di quelli dei nostri familiari, che sarebbero stati una montagna di voti: oggi, dopo questo sberleffo, non so se ci saranno ancora.

Mettete in colonna tutti i voti della scuola violentata: fanno una valanga.

Ma non siamo gli unici esclusi.

La senatrice Bastico e la deputata Ghizzoni hanno difeso a spada tratta la scuola – almeno ci hanno provato – il senatore Vita andò personalmente a parlare con Profumo per avvertirlo delle mille incostituzionalità contenute nella “Spending review” e lo convinse a soprassedere.

Almeno in parte.

Tutti e tre PD: tutti e tre (praticamente) esclusi dalle liste grazie alle “primarie” o relegati in fondo alla lista.

Il messaggio è chiaro: dalle parti del PD non vogliono gente pronta a difendere diritti, ma solo persone disposte a genuflettersi davanti a Monti.

Vedremo cosa farà Ingroia: se il buongiorno si vede dal mattino, continua a minacciare pioggia.

Carlo Bertani

INSIEME VINCIAMO

LETTERA APERTA a:

 Ingroia ,De Magistris ,Di  Pietro,Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero,Angelo Bonelli

Perchè è stato depennato dalla lista di Rivoluzione Civile  Carlo Boerio in

Campania 2 .???????????

Cari colleghi,

la nostra volontà era che qualcuno di noi si presentasse come candidato alle prossime elezione politiche.

Alla fine di novembre avevo chiesto ad Antonio Brunaccini Presidente del Comitato Nazionale ATA-ITP ee.ll. se conosceva qualcuno vicino a De Magistris del Movimento arancione cofondatore della lista rivoluzione civile di ingroia.

L’unico che gli era venuto in mente era un suo ex collega della provincia di Napoli che attualmente è assessore al personale-patrimonio e demanio della Giunta De Magistris :l’assessore Bernardino Tuccillo .

Da subito il Presidente aveva preso contatti e richiesto un appuntamento con la dirigenza del movimento trasmettendo un nostro documento illustrando la nostra storia infinita ed un’eventuale candidatura di alcuni nostri colleghi.

L’assessore Bernardino Tuccillo ci aveva assicurato che non c’erano problemi a inserire 3-4 nominativi nelle liste dei candidati.

Dopo le prime telefonate credo per motivi sicuramente d’impegni politici non era stato più raggiungibile anche per l’approssimarsi delle feste natalizie.

Subito dopo le feste siamo riusciti a ricontattarlo e finalmente il 14 gennaio ci ha comunicato di presentare nel giro di 15 minuti le candidature e i curriculum dei nostri colleghi :

Avv Carlo Boerio Dsga ,Vice Presidente della nostra associazione e fondatore del Comitato Nazionale ,

Carlo Bertani itp di Savona nonché addetto stampa del comitato

Dott. Tiziana Viti Dsga a Cremona

Marco Damascemi Assistente tecnico di Firenze

Bruno Rosati docente a Roma

e il sottoscritto Coordinatore del nostro comitato.

Eravamo tutti convinti che s’aprisse uno spiraglio ,che forse qualcuno dei colleghi proposti ce la potesse fare ad avere una nostra rappresentanza in parlamento come società civile.

Infatti sabato delle indiscrezioni di stampa locale campana titolava Carlo Boerio il nostro Vice presidente del Comitato Nazionale ex ee.ll era stato ammesso in lista in Campania 2 .

Ieri sera ,ho chiamato personalmente l’incaricato del movimento arancione di Napoli Sig. Alessio Postiglione il quale mi ha assicurato che Carlo Boerio era nella lista al n°10 confermandolo tra i candidati , avrebbe verificato se c’ era la possibilità di un’ ulteriore candidatura.

Non avevo dubbi sulla rappresentanza della nostra Associazione , nella lista di rivoluzione civile di Ingroia .

Purtroppo Notizie da Napoli dell’ultima ora dicono che il nostro candidato è stato depennato senza sapere le motivazioni,anzi il nostro interlocutore a parte le scuse all’avvocato Boerio ha fatto intendere che scelte politiche di partiti  hanno prevalso.

Ora a parte la rabbia iniziale sono convinto ,nonostante abbiamo avuto  una bastonata e sfumato un sogno  si debba  comunque lavorare affinché la nostra voce arrivi in parlamento .

Oggi in questa compagine di politici italiani non vedo proposte serie che possano realmente risolvere se non a chiacchiere il problema che ci assilla da 13 anni.

Siamo stanchi delle solite promesse (interpellanze,risoluzioni .o.d.g. ) a nostro favore per poi rimanere nei cassetti del governo senza che nessun partito prende una posizione chiara…….. un film già visto.

 

Pertanto chiedo comunque ai  colleghi Ata-Itp ee.ll di votare e propagandare la lista di Rivoluzione Civile di Ingroia sostenendola ‘senza se e senza ma’ in tutte le regioni d’Italia.

Infatti quello che finora sembrava essere solo un’opinione adesso è una certezza.

Il PD si prepara a governare il paese con una coalizione formata da Monti,Casini e Bersani.

Altro che voto utile.

Qui ci vuole un voto di protesta.

VOTIAMO PER RIVOLUZIONE CIVILE

Perché non è solo protesta ma anche proposta.

Una proposta contro l’ammucchiata del potere che ha garantito sostegno al governo Monti, ovvero quel fronte che ha tenuto insieme Casini, Fini, Berlusconi e Bersani.

Si tratta degli stessi che hanno praticato macelleria sociale, effettuato la violazione dei diritti civili, prodotto la crescita delle diseguaglianze (noi ne sappiamo qualcosa) , acquistato cacciabombardieri, mentre tagliavano ai cittadini e ai lavoratori .

Invito tutto il personale transitato ATA-ITP e le loro famiglie a VOTARE Rivoluzione Civile per avere l’opportunità di un  radicale cambiamento della solita politica italiana.

Colleghi non teniamo più le mani in tasca stando alla finestra a guardare,la nostra battaglia è trovare la soluzione del nostro problema , liberando i palazzi del potere dal compromesso morale, per rendere questa Italia meno ingiusta sul piano sociale.

LA BATTAGLIA CONTINUA

Il nostro Paese ha bisogno di noi …una Rivoluzione civile

Riconoscimento professionale,

diritti,legalità,solidarietà,giustizia sociale

vota

IO CI STO  ANCORA ……….. E VOI ?

enzo

enzo

PS= ASPETTO DELLE RISPOSTE ALLA DOMANDA INIZIALE ………..PERCHE’ QUESTO GIOCO DELLE TRE CARTE???

http://www.salernotoday.it/politica/elezioni/politiche-2013/candidati-rivoluzione-civile-campania-salerno.html

I tecnici  delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 del nostro blog.

Ecco un estratto:

Nel 2012, ci son stati 115 nuovi articoli, che hanno portato gli archivi totali del nostro blog a 116 articoli e  abbiamo avuto 145000 visitatori .

Il giorno più trafficato dell’anno è stato 29 marzo con 1.861 pagine lette.

Il messaggio più popolare quel giorno fu

Resoconto Sciopero Nazionale ATA ITP EE.LL Transitati nei ruoli dello stato.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

LA NOSTRA LOTTA CONTINUA SIA

A LIVELLO GIURIDICO CHE POLITICO

Nel frattempo stiamo guardando con attenzione le liste e i candidati che le forze politiche stanno presentando per governare questo nostro paese.

 I valori di legalità e giustizia sociale  sono da sempre la nostra bandiera Cambiamo l’italia…..noi amiamo un’ Italia migliore…………non scoraggiamoci e votiamo persone pulite per un parlamento onesto

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare

Tutti vogliono continuare ad occuparsi della cosa pubblica che, loro per primi, hanno distrutto.

Dobbiamo cercare d’ unire tutte  le persone che vogliono un cambiamento, che vogliono rompere il sistema della casta, che vogliono lottare per i diritti delle cittadine e dei cittadini, soprattutto per quel che riguarda il grande tema del lavoro e dei diritti e della giustizia sociale , nella speranza che sia una Rivoluzione………………… Civile.

A di la delle nostre convinzioni politiche dobbiamo cercare di votare  partiti e cittadini onesti in parlamento

In questo scempio generale, ognuno di noi ha l’obbligo morale e civile di denunciare i misfatti commessi da questo manipolo di incompetenti che ci hanno governato nell’ultimo ventennio, talvolta ladri e corrotti, che hanno condotto alla rovina una nazione di 60 milioni di persone rubandoci diritti acquisiti e la dignità di lavoratori

Vorrei colleghi che non tengono più le mani in tasca e stanno alla finestra a guardare, ma che scelgono la politica e la nostra battaglia  come passione, per liberare i palazzi del potere dal compromesso morale, per rendere questa Italia meno ingiusta sul piano sociale.

Il nostro Paese ha bisogno di una Rivoluzione civile

e per questo che io sto con ingroia e voterò

z

Rivoluzione civile

io ci sto…e  VOI ?

Riconoscimento professionale, diritti,legalità,solidarietà,giustizia sociale

enzo

PS= i nostri avvocati mi dicono che sono pronti per i ricorsi a breve vi contatteranno

Enzo

natale auguri ex enti locali

In occasione delle Festività, desidero rivolgere a tutti i colleghi e alle loro Famiglie,i miei più sinceri Auguri per un sereno Natale e un felice Anno Nuovo.

Riconoscimento professionale, diritti,legalità,solidarietà, questi sono i miei Auguri di Natale , che sia ricco di………….. tante belle sorprese……..Buon 2013

Enzo

Nel mirino dei giudici il mancato riconoscimento delle indennità pregresse dei dipendenti pubblici che, sballottati dall’iter giudiziario italiano, si sono rivolti direttamente alla Corte dei diritti umani

La Corte europea dei diritti umani  ha condannato l’Italia a risarcire 124 dipendenti pubblici che erano stati privati di ogni indennità con il passaggio da impiegati degli enti locali a impiegati dell’amministrazione statale.

Ingenti i risarcimenti individuali che nel complesso arrivano a quasi un milione e ottocentomila euro (anche oltre gli 82mila euro per dipendente).

Sotto accusa la Legge Finanziaria 2006 che non riconosceva il dovuto salariale ai dipendenti pubblici che, sballottati dall’iter giudiziario italiano, si sono rivolti direttamente a Strasburgo.

Nel 2006 al Governo c’era Prodi, ma la Finanziaria in questione (Legge nr 266/2005) è stata promulgata il 23 dicembre 2005, quando il Ministro dell’Economia era Giulio Tremonti.

Secondo i giudici della Corte, l’articolo 1 della Finanziaria 2006 “ha pesato in modo anormale ed esorbitante” sui ricorrenti “portando nei loro confronti un pregiudizio disproporzionato”.

In questo modo, sempre a parere dei giudici di Strasburgo, si è rotto di fatto “il giusto equilibrio tra l’interesse generale e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo”. Ma vediamo cosa è successo.

Con il trasferimento amministrativo da dipendenti degli enti locali a impiegati dell’amministrazione statale (parliamo soprattutto di dipendenti della pubblica istruzione), i 124 ricorrenti non si sono visti riconoscere tutta una serie di indennità, a partire dall’anzianità di servizio maturata.

La scusa ufficiale dell’allora governo Berlusconi era una differenza di trattamento, a parità di funzioni, con il personale ministeriale.

D’altra parte non è il primo caso del genere che arriva a Strasburgo e nemmeno la prima condanna ai danni dell’Italia.

Già nel giugno 2011, la Cedu aveva accusato la Finanziaria italiana 2006 di voler modificare retroattivamente, e perciò illegittimamente secondo l’articolo 6 della Convenzione sul diritto a un giusto processo, la normativa che regola il passaggio di statuto dei dipendenti pubblici.

Il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) toccato dalla modifica legislativa, infatti, si era già rivolto ai tribunali interni di primo e secondo grado che avevano già stabilito il loro diritto a ricevere le differenze retributive.

Dopo il parere contrario della Cassazione, ai dipendenti pubblici non era rimasto altro da fare che rivolgersi a Strasburgo.

Interpretando il giudizio della Cedu, infatti, il vero motivo della correzione introdotta dalla Finanziaria 2006 sembrerebbe quello di salvaguardare l’interesse finanziario dello Stato, a discapito di una precisa categoria di dipendenti pubblici, piuttosto che proteggere l’uguaglianza di trattamento tra dipendenti.

Sentenza alla mano, infatti, appare doppio l’errore commesso dal governo italiano e rilevato dai giudici: prima di tutto aver sottratto ai lavoratori “un interesse patrimoniale che spettava loro”, e in secondo luogo “l’intervento retroattivo attuato mentre i dipendenti avevano impugnato la decisione dello Stato nei tribunali interni”.

Non viene accolta invece la richiesta di 5.000 euro di danni morali individuali da parte dei dipendenti. “Le somme decise dalla Corte costituiscono in se un rimborso adatto a coprire tutti i danni subiti”.

@AlessioPisano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/09/strasburgo-condanna-finanziaria-2006-litalia-paghera-18-milioni/408701/?fb_action_ids=3515811188845&fb_action_types=og.recommends&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

rassegna stampa

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/strasburgo-dipendenti-pubblici-discriminati-italia-paga-1390621/

http://antonellamascia.wordpress.com/2012/11/11/il-calcolo-dellanzianita-di-servizio-per-funzionari-pubblici-tutti-dipendenti-ata-modificato-retroattivamente-a-seguito-della-legge-n-266-del-2005-per-la-corte-europea-e-una-violazione-de/

http://www.orizzontescuola.it/news/litalia-condannata-risarcire-124-dipendenti-ata-ex-eell

Cari colleghi,

 Freschissima sentenza della CEDU sull’equa soddisfazione (AGRATI e altri).

E’ una buona sentenza  vedi link 

AFFAIRE AGRATI BIS c. ITALIE

L’avv. Sullam ci comunica che la CEDU ha accolto, con le sentenza pubblicata l’8.11.2011, le domande di equa soddisfazione nella causa AGRATI.


E’ una buona sentenza, che accoglie sostanzialmente le  domande dei lavoratori e diventerà definitiva se lo Stato non presenterà reclamo  alla “Grande Camera” entro l’8 febbraio 2013.


I nostri Avvocati  Sullam e  Zampieri ci faranno avere un breve commento su quest’ultima sentenza della CEDU e sulle sue conseguenze per gli  sviluppi dell’infinita storia  giudiziaria e non degli ATA ex EE.LL.”

Nel contempo Vi informo che  sono uscite altre sentenze in Italia 1 a teramo 25 ottobre (1 grado)  1 in appello di Brescia 16 ottobre  (definitiva)che fondamentalmente accolgono i ricorsi dei colleghi ricorrenti dove inseriscono il fondo incentivante e i buoni pasto (indennità mensa)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/09/strasburgo-condanna-finanziaria-2006-litalia-paghera-18-milioni/408701/?fb_action_ids=3515811188845&fb_action_types=og.recommends&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

MANDIAMO TUTTI UNA MAIL ALLA COMMISIONE LAVORO,

 al Ministro francesco.profumo@istruzione.it;

AL SOTTOSEGRETARIO ROSSI DORIA

 (segreteria.rossidoria@istruzione.it,)

Per ricordar loro l’impegno preso il 25 luglio u.s.  per  una definitiva soluzione della questione del personale ATA-ITP   ee.ll ».

Invito tutti i colleghi ee.ll  ad inviare una mail  

troverete    indirizzi mail nei commenti 

                       

Se volete potete adottare il testo quì sotto  da inviare a tutti i membri della Comm.ne XI^ Lavoro  Inserite i vostri dati nei puntini e personalizzatelo.


 
Con la presente il sottoscritto  …………………., nato a …………………. residente a ……………………………… , in servizio presso ………………………..,(in quiescenza ………………) con la qualifica di ……………………………………ATA o ITP o ex ATA o ex ITP presso …………………………………………. assunto dall’Amministrazione Comunale o Provinciale di ………………………….. il ………………………….. fino al 31-12-1999 passato ai ruoli   dello Stato dall’1-1-2000, per effetto dell’art.8 legge 124/99, con la qualifica di ATA o ITP ex ……..liv. retributivo.


Dalla ricostruzione di carriera avvenuta con il metodo della “temporizzazione”, anziché come dovuto, con il riconoscimento degli anni di effettivo servizio presso l’Ente Locale di provenienza, ha lasciato sul campo oltre ……… anni d’anzianità ai fini economici e giuridici.


Questo ha comportato una notevole penalizzazione nella retribuzione percepita negli ultimi 10 o 12 anni di servizio ed una conseguente gravosa decurtazione dello stipendio   (oppure  nel trattamento di fine servizio e nell’attuale trattamento pensionistico).

Può sicuramente comprendere lo stato di disagio e di sacrificio cui è stato ed è sottoposto, nonostante abbia sempre prestato il proprio servizio con assiduità, dedizione, impegno e responsabilità .

(specie nell’ultimo decennio del proprio servizio con ruoli anche di collaborazione del Dirigente Scolastico).

CHIEDE CHE FINE HA FATTO L’IMPEGNO DEL GOVERNO……risoluzione n.8-00196 del 25 luglio 2012……..Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA fa presente che il Governo ha valutato con attenzione la nuova versione della proposta di testo unificato delle risoluzioni in discussione, rispetto alla quale si dichiara disponibile ad esprimere un parere favorevole, a condizione che la parte dispositiva sia riformula ta nei seguenti termini: «a definire un percorso che pervenga, entro tempi brevi, a una equilibrata risoluzione della vicenda di cui in premessa, con l’obiettivo di giungere a una definitiva soluzione della questione del personale ITP, che si protrae ormai da molto tempo, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche, e di giungere a una definitiva soluzione della questione del personale ATA»?

Questo era il 25 luglio scorso, in coincidenza del Vostro , impegno assunto alla XI^ Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, per sanare una ingiustizia, che da 12 anni, ha ancora effetti devastanti nell’animo e nella vita di tanti lavoratori e pensionati della Scuola.


Le sarò molto grato/a se vorrà favorirmi almeno una sua cortese e gradita risposta.


Nel frattempo, colgo altresì l’occasione per inviarle distinti saluti.

 DATA  E  FIRMA

Si ricorda la

Risoluzione n.8-00196 del 25 luglio 2012

7-00657 Giammanco: Sulla ricostruzione delle carriere del personale ATA e ITP.

7-00659 Fedriga: Sulla ricostruzione delle carriere del personale ATA e ITP.

7-00800 Muro: Sulla ricostruzione delle carriere del personale ATA e ITP.

7-00825 Mattesini: Sulla ricostruzione delle carriere del personale ATA e ITP (Seguito della discussione congiunta e conclusione – Approvazione della risoluzione n. 8-00196)146

ATTO CAMERA

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00196

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 16 Seduta di annuncio: del 25/07/2012

Risoluzione conclusiva di dibattito su

Atto numero: 7/00657Atto numero: 7/00659Atto numero: 7/00800Atto numero: 7/00825

Firmatari

Primo firmatario: GIAMMANCO GABRIELLA Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA’ Data firma: 25/07/2012

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
FEDRIGA MASSIMILIANO LEGA NORD PADANIA 25/07/2012
MURO LUIGI FUTURO E LIBERTA’ PER IL TERZO POLO 25/07/2012
MATTESINI DONELLA PARTITO DEMOCRATICO 25/07/2012
DE PASQUALE ROSA PARTITO DEMOCRATICO 25/07/2012
FONTANA VINCENZO ANTONIO POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
GOISIS PAOLA LEGA NORD PADANIA 25/07/2012
ZAZZERA PIERFELICE ITALIA DEI VALORI 25/07/2012
GIANNI PIPPO POPOLO E TERRITORIO (NOI SUD-LIBERTA’ ED AUTONOMIA, POPOLARI D’ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA’ NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, DEMOCRAZIA CRISTIANA) 25/07/2012
CAPITANIO SANTOLINI LUISA UNIONE DI CENTRO PER IL TERZO POLO 25/07/2012
CECCACCI RUBINO FIORELLA POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
PELINO PAOLA POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
BARBIERI EMERENZIO POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
MARINELLO GIUSEPPE FRANCESCO MARIA POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
GHIZZONI MANUELA PARTITO DEMOCRATICO 25/07/2012
RIVOLTA ERICA LEGA NORD PADANIA 25/07/2012
GRIMOLDI PAOLO LEGA NORD PADANIA 25/07/2012
FRASSINETTI PAOLA POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
CAVALLOTTO DAVIDE LEGA NORD PADANIA 25/07/2012
CENTEMERO ELENA POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
FARINA RENATO POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
PES CATERINA PARTITO DEMOCRATICO 25/07/2012
LUSETTI RENZO UNIONE DI CENTRO PER IL TERZO POLO 25/07/2012
RAMPELLI FABIO POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
MURGIA BRUNO POPOLO DELLA LIBERTA’ 25/07/2012
MARIANI RAFFAELLA PARTITO DEMOCRATICO 25/07/2012
CODURELLI LUCIA PARTITO DEMOCRATICO 25/07/2012

Commissione assegnataria

Commissione:         XI COMMISSIONE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)  

Stato iter:

CONCLUSO il 25/07/2012

Fasi iter:

COLLEGA (RISCON) IL 25/07/2012 APPROVATO IL 25/07/2012 CONCLUSO IL 25/07/2012

    Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00196  

presentata da

GABRIELLA GIAMMANCO        mercoledì 25 luglio 2012 pubblicata nel bollettino n.690

La XI Commissione, premesso che: l’articolo 8 della legge 3 maggio 1999 n. 124 stabilisce il trasferimento del personale ausiliario, tecnico ed amministrativo (ATA) e degli insegnanti tecnico pratici (ITP) dai ruoli degli enti locali a quelli dello Stato, attraverso il riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza; il succitato articolo 8 della legge n. 124 del 1999 garantiva ai lavoratori il riconoscimento delle anzianità maturate e l’inquadramento nelle qualifiche corrispondenti; l’accordo sindacati-ARAN del 20 luglio 2000 ha stravolto l’articolo 8 della legge n. 124 del 1999 determinando l’inquadramento del personale trasferito allo Stato non più attraverso il riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza (come stabilito dalla legge) bensì attraverso quanto percepito nell’ente di provenienza, al netto di tutte quelle indennità che negli enti locali contribuivano in massima parte a determinare l’entità dello stipendio stesso, inserendo un non ben identificato principio della cosiddetta «temporizzazione»; il suddetto accordo ha determinato l’obbligo della restituzione di ingenti somme di denaro sino ad allora percepite dal personale interessato, penalizzando ulteriormente la situazione economica già difficile di molte famiglie; lo stesso accordo ARAN, in applicazione dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999 al punto 6, dell’articolo 2 sancisce che: «Agli ITP ed agli assistenti di cattedra appartenenti alle VI qualifica funzionale degli enti locali si applicano gli istituti contrattuali della scuola per quanto attiene alla funzione docente»; occorre, peraltro, ricordare che l’articolo 8 della legge n. 124 del 1999 ha stabilito il trasferimento degli ITP, insegnanti tecnico-pratici, e del personale ATA, il personale ausiliario, tecnico e amministrativo, dai ruoli degli enti locali a quelli dello Stato, garantendo loro il completo riconoscimento dell’anzianità maturata presso l’ente di provenienza; il citato articolo 8 della legge n. 124 del 1999 ha determinato, inoltre, una netta distinzione tra le due figure professionali, collocando il personale ATA al comma 2 e gli insegnanti tecnico-pratici al comma 3; i criteri di inquadramento adottati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca risultano in contrasto con la specifica disposizione contenuta nell’articolo 8, comma 2, della legge n. 124, norma con la quale, il legislatore aveva inteso riconoscere ai fini giuridici ed economici l’intera anzianità di servizio maturata presso l’ente locale di provenienza; una parte della giurisprudenza di merito ha ritenuto che la pretesa degli ATA e ITP in parola non potesse trovare accoglimento posto che al citato articolo 8 della legge n. 124 del 1999 è stata data attuazione mediante decreto ministeriale di recepimento di apposito accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali più rappresentative, cui è stata riconosciuta valenza normativa ex articolo 2 del decreto legislativo n. 165 del 2001; il contenzioso determinatosi dopo l’applicazione dell’accordo ARAN ha visto il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca soccombere nella quasi totalità delle sentenze dei tribunali, delle corti di appello e nella totalità delle sentenze di tutte le sezioni della Corte di cassazione che hanno smentito l’accordo ARAN ritenuto privo di natura normativa ripristinando così, come previsto dall’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, il diritto del personale al riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità maturata presso l’ente di provenienza; con la legge finanziaria per il 2006 (articolo 1, comma 218) il Governo, dettando un’interpretazione «autentica», disconosceva i diritti acquisiti dai lavoratori ex dipendenti enti locali; nel 2007 la Corte costituzionale ha ravvisato la legittimità dell’articolo 1, comma 218, della citata disposizione, ed in conseguenza della nuova legge, la Cassazione, smentendo se stessa, nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti ha dato torto ai lavoratori; va peraltro ricordato, in analogia con quanto sopra riportato, che il suddetto comma 218 esclude totalmente dalla sua formulazione il personale docente ITP, gli insegnanti tecnico pratici; infatti, esso recita così: «il comma 2 dell’articolo 8 della legge 1999, n. 124, si interpreta nel senso che il personale degli enti locali trasferito nei ruoli del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) statale è inquadrato nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali dei corrispondenti ruoli statali sulla base del trattamento economico complessivo in godimento all’atto del trasferimento»; a riprova che il personale ITP sia escluso dalla legge finanziaria per il 2006, che faceva riferimento solo agli ATA, vi è il fatto che le sentenze e le ordinanze emesse dalla Corte costituzionale, che ha ritenuto legittimo il comma 218 della finanziaria sulle ordinanze di rinvio emesse da tribunali e corti d’appello, si sono unicamente riferite al comma 2 dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, riguardante, appunto, il personale ATA, e mai agli insegnanti tecnico pratici di cui al comma 3 dell’articolo 8 della suddetta legge; nella legge finanziaria per il 2008 (legge n. 244 del 2007) il Governo allora in carica rimandava la soluzione dell’annosa questione alla contrattazione collettiva nella stipula dell’allora successivo contratto collettivo nazionale; da allora, più nulla è avvenuto se non la richiesta, ai lavoratori che avevano vinto le cause, di restituzione delle somme percepite a seguito delle sentenze favorevoli; successivamente, con una sentenza emessa il 7 giugno 2011, la Corte europea dei diritti umani ha riconosciuto che in seguito al comma 218 della legge n. 266 del 2005 i lavoratori si sono visti negare il diritto a un giusto processo, quindi lo Stato italiano ha violato l’articolo 6, comma 1, della Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Inoltre la giurisprudenza a loro favorevole fino a quel momento aveva fatto maturare in essi «un legittimo affidamento» e di conseguenza l’aspettativa di avere soddisfazione. La Corte ha respinto tutti gli argomenti presentati dal Governo, compreso il richiamo alla causa di utilità pubblica come giustificazione dell’ingerenza della legge nella giurisprudenza; con sentenza n. C-108/10, del 6 settembre 2011, la Grande Sezione della Corte di giustizia europea ha definitivamente confermato la correttezza delle richieste del personale di cui in premessa, sancendo l’illegittimità di un inquadramento comportante «un peggioramento retributivo sostanziale per il mancato riconoscimento dell’anzianità da loro maturata presso il cedente, equivalente a quella maturata da altri lavoratori alle dipendenze del cessionario»; occorre, quindi, trovare una soluzione per questa delicata ed annosa questione, anche al fine di bloccare immediatamente le richieste di recupero illegittimo delle somme già corrisposte agli ITP, prima dell’emanazione del comma 218 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 che rappresenta un onere assolutamente insostenibile per le famiglie coinvolte, oltre che delle somme percepite dal personale ATA a seguito delle sentenze favorevoli di primo e secondo grado, atteso anche che la Corte di Cassazione ha cassato diverse sentenze precedenti, rinviandole alle corti d’appello,

impegna il Governo

a definire un percorso che pervenga, entro tempi brevi, a una equilibrata risoluzione della vicenda di cui in premessa, con l’obiettivo di giungere a una definitiva soluzione della questione del personale ITP e del personale ATA, che si protrae ormai da molto tempo, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche. (8-00196) «Giammanco, Fedriga, Muro, Mattesini, De Pasquale, Vincenzo Antonio Fontana, Goisis, Zazzera, Gianni, Capitanio Santolini, Ceccacci Rubino, Pelino, Barbieri, Marinello, Ghizzoni, Rivolta, Grimoldi, Frassinetti, Cavallotto, Centemero, Renato Farina, Pes, Lusetti, Rampelli, Murgia, Mariani, Codurelli».  

  La Commissione prosegue la discussione congiunta delle risoluzioni in titolo, rinviata nella seduta del 19 luglio 2012.

Silvano MOFFA, presidente, avverte che, a seguito della discussione svolta nella precedente seduta, è stata presentata una nuova versione della proposta di testo unificato delle risoluzioni in titolo (vedi Nuova versione della proposta di testo unificato delle risoluzioni

sulla quale risulta essenziale acquisire il preventivo orientamento del rappresentante del Governo.

  Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA fa presente che il Governo ha valutato con attenzione la nuova versione della proposta di testo unificato delle risoluzioni in discussione, rispetto alla quale si dichiara disponibile ad esprimere un parere favorevole, a condizione che la parte dispositiva sia riformulata nei seguenti termini: «a definire un percorso che pervenga, entro tempi brevi, a una equilibrata risoluzione della vicenda di cui in premessa, con l’obiettivo di giungere a una definitiva soluzione della questione del personale ITP, che si protrae ormai da molto tempo, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche, e di giungere a una definitiva soluzione della questione del personale ATA».

Donella MATTESINI(PD) fa notare in via preliminare che la nuova versione della proposta di testo unificato, presentata oggi, intenderebbe fissare una data certa per il completamento di un percorso che porti ad una equilibrata risoluzione della vicenda dei lavoratori oggetto delle risoluzioni in titolo; preso atto, tuttavia, delle proposte formulate dal rappresentante del Governo, ritiene che l’impegno a procedere entro tempi brevi possa essere condiviso, nel segno di un rapporto tra Parlamento ed Esecutivo ispirato a criteri di lealtà e correttezza.

Invita, tuttavia, lo stesso rappresentante del Governo ad accogliere una ulteriore riformulazione del testo, in modo da non differenziare l’impegno a risolvere le questioni dei lavoratori ITP e ATA, atteso che, per come appena esposto alla Commissione, tale impegno parrebbe prospettare percorsi differenti per le due categorie di personale.

  Rosa DE PASQUALE(PD), auspicato che la problematica complessiva posta dalle diverse risoluzioni in discussione possa davvero essere superata entro tempi brevi, giudica necessario prevedere che gli impegni assunti dal Governo riguardino sia il personale ITP che quello ATA, atteso che nella riformulazione oggi proposta dall’Esecutivo è ormai venuto meno il riferimento a una data certa, entro la quale si chiedeva l’individuazione di un percorso per una equilibrata soluzione di entrambe le questioni.

  Vincenzo Antonio FONTANA(PdL) ritiene opportuno distinguere tra la problematica dei lavoratori ATA e quella dei lavoratori ITP, atteso che le categorie in questione, oltre ad essere coinvolte nella vicenda in misura quantitativamente differente (le unità di personale ATA interessate risulterebbero, infatti, più numerose), sono anche caratterizzate da evidenti diversità di natura strutturale, connesse alla tipologia delle loro carriere, che impongono un diverso approccio nella definizione delle forme di intervento.

Pur sottolineando la pari dignità delle questioni in gioco, auspica che nel caso di specie ci si concentri maggiormente sulla questione dei lavoratori ITP, che ha assunto dimensioni drammatiche, da quanto ha potuto personalmente constatare sulla base di contatti diretti avuti con i rappresentanti di tale categoria: in caso contrario, trattando allo stesso modo situazioni differenti riguardanti le progressioni in carriera di distinte categorie di lavoratori, si rischierebbe, a suo avviso, di incorrere in problematiche impreviste, anche sotto il profilo della legittimità costituzionale.

Nel rilevare, peraltro, che costituirebbe una vera e propria ingiustizia un’ipotetica equiparazione del personale ITP rispetto al personale ATA, invita il Governo ad assumere un impegno serio in favore degli insegnanti tecnico pratici, paventando il rischio che una formulazione ambigua del testo possa, in realtà, nascondere l’intendimento di non risolvere alcun problema.

  Silvano MOFFA, presidente, fa notare che il rappresentante del Governo ha manifestato una disponibilità ad assumere un impegno di carattere complessivo sulla vicenda da tempo all’attenzione della Commissione, al fine di affrontare entrambe le situazioni contemplate nelle risoluzioni in discussione, sia quelle del personale ATA sia quelle del personale ITP, senza che ciò configuri l’esigenza di assimilare tra loro le due categorie: ove tale impegno complessivo fosse condiviso anche dai presentatori dei diversi atti di indirizzo, si potrebbe quindi giungere ad un voto unanime da parte della Commissione.

  Gabriella GIAMMANCO(PdL) riconosce la pari dignità degli interessi dell’una e dell’altra categoria di lavoratori e la necessità di risolvere le rispettive problematiche, facendo tuttavia notare che le unità di personale ATA coinvolte nella vicenda appaiono molto più numerose di quelle del personale ITP (che si attestano attorno a qualche centinaio di unità); inoltre, osserva che la soluzione della questione del personale ATA sembra richiedere un intervento decisamente più impegnativo sotto il profilo finanziario, anche a fronte di una disciplina normativa che appare più complessa nei loro confronti.

Fa presente, infatti, che è la stessa interpretazione autentica, fornita a suo tempo dal legislatore, dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999 ad avere operato un richiamo normativo che fa riferimento ai soli lavoratori ATA, lasciando di fatto inalterate le posizioni giuridiche ed economiche del personale ITP.

Auspica, pertanto, che il rappresentante del Governo si impegni in modo particolare proprio in direzione di una sollecita risoluzione della questione dei lavoratori ITP, che presenta un livello di più avanzata maturazione in sede giurisdizionale (anche in ambito europeo), pur precisando che qualsiasi iniziativa tesa a salvaguardare entrambe le categorie, secondo peculiari e specifiche modalità di intervento che potrà definire lo stesso Governo, incontrerà il suo favore, non essendo assolutamente in gioco, in questa sede, la prevalenza degli interessi di certi soggetti in danno di altri, in quanto entrambe le categorie hanno diritto al pieno riconoscimento delle rispettive posizioni economiche e giuridiche.

  Silvano MOFFA, presidente, ribadisce che l’eventuale riformulazione della parte dispositiva del testo unificato delle risoluzioni in discussione, nei termini prospettati da alcuni dei deputati sinora intervenuti nel dibattito, non potrebbe in nessun caso essere interpretata come il tentativo di affermare che le situazioni giuridiche del personale ITP e del personale ATA non siano tra loro distinte: a fronte della disponibilità ad assumere un impegno da parte del Governo, infatti, si tratta soltanto di indicare che entrambe le questioni richiedono una soluzione, fermo restando che ciascuna categoria presenta le proprie specificità, ben delineate – nelle loro differenze – all’interno delle premesse dell’atto di indirizzo, la cui situazione non verrebbe risolta l’una a scapito dell’altra.

  Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA, nell’esprimere una certa difficoltà a giungere a un orientamento definitivo da parte del Governo in ordine alla diverse versioni della parte dispositiva del testo unificato che si sono sinora succedute, conferma che la proposta di riformulazione dell’impegno, prospettata alla Commissione all’inizio della seduta, era esclusivamente finalizzata a distinguere le differenti specificità delle due categorie di personale interessate, ma non intendeva precludere l’esigenza di dare una risposta anche al problema del personale ATA.

  Silvano MOFFA, presidente, nel ribadire che l’assunzione di un impegno complessivo da parte dell’Esecutivo non comporta una negazione delle oggettive differenze esistenti nell’ambito delle posizioni giuridiche delle due categorie di personale che sono oggetto degli atti di indirizzo presentati, avverte che – preso atto delle considerazioni svolte dal rappresentante del Governo – è stata appena presentata un’ulteriore nuova versione della proposta di testo unificato delle risoluzioni in discussione (vedi allegato 158Testo unificato delle risoluzioni approvato dalla Commissione).

  Il sottosegretario Marco ROSSI DORIA ritiene che il Governo non possa che prendere atto dell’unanime volontà espressa dalla Commissione con la presentazione dell’ulteriore nuova versione del testo unificato.

  La Commissione approva, quindi, l’ulteriore nuova versione della proposta di testo unificato delle risoluzioni in discussione, che assume il numero 8-00196.

  La seduta termina alle 16.

Facciamo il punto della situazione venutasi a creare in seguito al deposito delle ultime sentenze della Cassazione, alla quale era stato chiesto di chiarire quali fossero le voci computabili ai fini della determinazione del cd. “maturato economico”, sulla scorta del quale doveva essere determinato la fascia di anzianità spettante al personale ATA/ITP, proveniente dagli Enti Locali ed inserito a decorrere dall’1.1.2000 nei ruoli ministeriali.

 Al riguardo  la  Corte di Cassazione sentenza n°12023.16 del 30 maggio 2012 ha chiarito che ai fini dell’inquadramento nei ruoli ministeriali deve essere computato il complessivo trattamento percepito nell’anno 1999 presso gli Enti Locali.

La Cassazione ha ritenuto che alla luce della SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA    Scattolon è necessario tenere conto, in particolare, anche del premio di produttività annua erogato dagli Enti Locali.

Alla luce di tali recentissime sentenze,( Corte di Cassazione sentenza n°12023.16 del 30 maggio 2012 – Corte di Cassazione sentenza n° 4316 del 19 marzo 2012 )riteniamo di poter avviare due cause  distinte:

a)      una prima causa collettiva davanti al Tribunale di Roma nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di fare valere la violazione della normativa comunitaria;

b)      una seconda causa davanti al Tribunale del luogo dove attualmente lavorano i dipendenti (o lavoravano al momento del collocamento a riposo),  confluiti nei ruoli ministeriali per impugnare il decreto di inquadramento nella parte in cui non tiene conto anche del premio di produttività e di altre eventuali indennità permanenti.

            Relativamente ai due giudizi, evidenziamo che mentre il primo ricorso (quello contro la Presidenza) consente di ottenere unicamente un eventuale risarcimento dei danni una tantum, il secondo ricorso (quello contro il MIUR) potrebbe permettere al lavoratore di ottenere il reinquadramento, sia ai fini giuridici che economici e previdenziali.

Per potere fare il punto della sua situazione e verificare le condizioni in base alle quali il singolo lavoratore possa partecipare all’una o all’altra causa o a entrambe, necessitiamo oltre che di apposita procura (di cui invieremo il testo qualora  il lavoratore rientri tra i soggetti che possono proporre tali ricorsi), della seguente documentazione:

  • Copia dei Mod. PA04 (ex 98.2) con indicato il premio di produttività annuo  percepito (che può essere richiesta alla Provincia o al  Comune  dove lavorava nel 1999 o alla Scuola dove è transitato il 1° gennaio del 2000);

  • Copia del CUD della Provincia o del Comune, relativo alla retribuzione percepita dal Comune  o dalla Provincia nel 1999 e rilasciato nel 2000;

  • Copia del CUD della Provincia o del Comune, relativo al premio di produttività del 1999 e rilasciato dal Comune o dalla Provincia nel 2000;

  • Copia del CUD  dello Stato relativo alla retribuzione del 2000 e rilasciato nel 2001.

  • Copia dei “decreti individuali di inquadramento” emanati dai Dirigenti Scolastici dal 2000/2001 in avanti.

  • Copia delle eventuali lettere spedite dal singolo lavoratore alle Amministrazioni Scolastiche e alla Presidenza del Consiglio per interrompere la prescrizione, con le ricevute di ritorno.

Non appena ricevuti tali dati saremo in grado di riferire circa la convenienza della Sua partecipazione alle citate azioni legali.

Ciò detto, dobbiamo avvertire che per intraprendere ciascuna delle due cause,  sarà necessario il versamento di un fondo spese di € 251.68 (pari a € 200 oltre a maggiorazioni fiscali e previdenziali), per gli aderenti all’UNICOBAS.

Precisiamo inoltre che mentre la causa contro la Presidenza del Consiglio è una causa collettiva, da promuovere davanti al Tribunale di Roma a prescindere dal luogo di lavoro degli ATA e gli ITP ex Enti Locali, la seconda causa deve essere invece radicata avanti al Giudice del Lavoro del luogo in cui il dipendente attualmente lavora (o del luogo in cui lavorava al momento di collocamento a riposa se nel frattempo già collocato in pensione).

Ne consegue che la modesta cifra indicata per la proposizione del secondo ricorso (davanti al Tribunale del luogo di lavoro) potrà essere rivista qualora non si raggiunga un numero abbastanza cospicuo di potenziali aderenti. In tal caso l’interessato verrà reso edotto (prima della predisposizione del ricorso) della necessità di adeguare il fondo spese in base al numero dei partecipanti in una determinata città o di più città, ricadenti nella competenza per territorio di un medesimo Giudice del Lavoro, onde potere fare fronte al contributo unificato di € 225,00 (da versare in relazione a ciascun ricorso), alle spese di domiciliazione presso un avvocato locale, oltre che alle spese di viaggio per la nostra partecipazione alle udienze.

Queste spese vive verranno ovviamente suddivise tra i ricorrenti, per cui la somma dovuta da ciascuno diminuisce con l’aumento del numero dei partecipanti.

Nel caso le vertenze avviate non dovessero andare a buon fine sarà sufficiente l’importo versato a titolo di fondo spese, mentre in caso di esito positivo le sarà richiesta una integrazione pari al 10% di quanto percepito a titolo di risarcimento dei danni e di arretrati pensionistici o retributivi in forza dell’esatta ricostruzione della carriera (con il computo dell’anzianità maturata alle dipendenze degli Enti Locali).

Cordiali saluti a tutto il personale ATA/ITP ex EE.LL.

 

Avv. Isacco Sullam                                                          Avv. Nicola Zampieri

Primo ricorso (quello contro la Presidenza Azione di risarcimento dei danni per omessa applicazione della normativa comunitaria)    vedi link

ISTRUZIONI OPERATIVE

Si ricorda le Modalità per aderire ai ricorsi:

               1) essere iscritti all’ UNIcobas ( Modulo per l’adesione all’Unicobas scuola) inserire la dicitura ex ee.ll nella casella Qualifica: Docente ex ee.ll 􀂅 ATAex ee.ll 􀂅

2) oppure essere Socio del Comitato Nazionale Ata-Itp ex enti locali

  (versamento di 50,00 euro al Numero di conto corrente postale : 001002441929 COORDINATE IBAN : IT 06 F 07601 14900 001002441929 Causuale Ricorso ee.ll)

         3)Quota procapite onorario agli avvocati

per aderire e/o informazioni RIVOLGERSI:

Avv.  Isacco Sullam- Milano-

E-Mail: avpop@tin.it

Avv. Nicola Zampieri -Vicenza-

E-mail: zampieri@venetoavvocati.it

Invito i colleghi a trasformare la documentazione richiesta in formato file (pdf)   e  trasmetterli  tramite mail oppure per raccomandata con ricevuta di ritorno  .

Nella e-mail i lavoratori dovranno indicare le proprie generalità (nome cognome, data e luogo nascita, residenza, codice fiscale) , scuola (dove prestano servizio o hanno prestato servizio fino alla pensione), anzianità maturata fino al 31/12/1999, compreso il pre-ruolo, numero di telefono e e-mail.

Successivamente al ricevimento delle e-mail gli Avvocati  si metteranno in contatto con gli aderenti alla causa.

Avv. Isacco  Sullam Corso di Porta Vittoria, 32 – 20122 Milano

Zampieri Avv. Nicola P.za Statuto 25,36015 Schio (VI)

Secondo Studio corso Palladio, 40 36100 Vicenza

SI PREGA DI ATTENERSI ALLE ISTRUZIONI

PER I CONTATTI  TRASMETTETE SOLO EMAIL

Sarete contattati

nota-7591-del-10-ottobre-2012-corsi-di-sostegno-docenti-in-esubero

esuberi regione x regione

modello-domanda-esubero

Parliamoci chiaro senza auto illusioni consolatorie.

Ciò che si sta attuando nei confronti della classe di concorso C999 non è un’operazione di risparmio, ma è un atto finale di pura cattiveria tanto infame, quanto spregevoli sono i tristi esecutori visibili e occulti, passati, presenti, futuri che direttamente o da fiancheggiatori stanno istituzionalizzando.

La classe di concorso C999 è diventata il capro espiatorio di un conflitto secolare e insanabile, (che porterà alla rovina nazionale), tra potere burocratico centrale e potere burocratico locale, tra stato e enti locali, tra i “grandi” impuniti ladri di stato e i “piccoli” ladri di polli e di ostriche locali.

Piattaforme sindacali dal multiforme compromesso e dal mutevole stagionale opportunismo hanno drammatizzato una degna pletorica coreografia: calate di brache, anzi di brachette e annunci biblici.

La classe di concorso C999 in quanto tale, cioè classe di concorso ad esaurimento ovvero “gulag” amministrativo nel quale sono stati confinati gli ITP ex enti locali retribuiti come assistenti tecnici per effetto dell’annullamento dell’anzianità giuridica e professionale maturata nell’ente locale di provenienza, costituisce già un sostanzioso risparmio!
Un ulteriore risparmio è possibile solo con il licenziamento o il pensionamento.

Ricordiamo agli occhiuti ragionieri dello stato zarista, che qualsiasi ulteriore azione persecutoria nei confronti della C999 avrà un costo: i corsi di “riconversione” (a che?) hanno un costo, i numerosi ricorsi collettivi contro il demansionamento forzato e che vedranno lo stato soccombente ( finché ci sarà un “Giudice a Berlino”), hanno un costo.

Il demansionamento forzato della classe di concorso C999, già ad esaurimento e già umiliata pesantemente sia giuridicamente sia materialmente dal lontano anno domini 1999, è l’ultimo atto premeditato da quasi tutte le forze politiche e sociali per rinnegare, (con il metodo elaborato da un gruppo di tristi bontemponi in un feudo di arcore), tutto ciò che le stesse forze politiche hanno scritto, sottoscritto, dichiarato, blaterato nell’arco di 13 anni: ordini del giorno, interpellanze, interrogazioni, risoluzioni in varie commissioni (l’ultima è del luglio 2012), “prese di posizione” rivelatesi  demagogiche , compite e vibranti letterine sindacali lanciate nel ciberspazio, ecc..

Siamo le anime morte di Gogol.

Transitati, confinati, epurati.

Nella classe di concorso C999 ci sono persone che svolgono attività didattica nella “Scuola”, in parole semplici, svolgono attività didattica nei Laboratori Scientifici e Tecnologici e nei Laboratori Informatici delle Scuole Medie Superiori.

Questo dato di fatto è noto nei “penetrali” dei ministeri competenti?

Gli abitanti di questi ministeri competenti conoscono, per constatazione diretta, i problemi quotidiani legati all’organizzazione e alla gestione didattica dei Laboratori in un qualsiasi grande Istituto d’Istruzione superiore?

 Naturalmente se si vuole che i Laboratori funzionino veramente! Io non lo credo!

Per oltre 40 anni ho svolto la professione di ITP: in ruolo dal 1974 nell’ente provincia e dal 2000 confinato nel C999.

In tutti questi anni ho gestito in prima persona innumerevoli progetti e innovazioni tecnologiche in parallelo ad un’intensa attività didattica.

Nessun funzionario ministeriale è mai approdato nell’istituto dove ho prestato servizio per conoscere la “verità effettuale” della scuola.

Solo revisori dei conti o degli inventari.

E cosi è sempre stato, credo, anche per gli altri istituti.

La non conoscenza o la distorta conoscenza della realtà è purtroppo esibita anche a livello sindacale.

Le insolenti  esternazioni della “signorina” gilda sono un’automisurazione del suo basso profilo etico: il disprezzo per le persone del C999 è cosi sincero da sfiorare la passione civile!

Come ho già scritto in precedenti interventi, sono un ITP pensionato dal 1 settembre 2012 per limiti di servizio.

E’ tragicamente grottesco che debba ritenermi fortunato nonostante l’insostenibile estorsione che subisco e che continuerò a subire finchè campo ( decostruzione di carriera per un ammontare di 69.195,94 EURO da “risarcire” in 5 anni + decurtazione di 300-400 EURO dall’assegno mensile di pensione + decurtazione (da definire) del TFS).

Penso a tutti i corsi di aggiornamento ufficiali del ministero a cui ho partecipato: ecologia, meteorologia, preparazioni di fisica didattica, fisica dello stato solido, relatività e astrofisica, fisica quantistica e crisi della fisica classica, la musica nella didattica, storia della musica.

Penso ai corsi riguardanti la sicurezza sul posto di lavoro e la relativa normativa che ho frequentato per poter assumere l’incarico di RLS che poi ho effettivamente assunto.

Penso ai seminari organizzati da aziende private operanti nel settore della strumentazione da laboratorio a cui ho partecipato a mie spese.

Penso agli anni giovanili quando, in qualità di Istruttore di Alpinismo del CAI, ho avviato molti ragazzi, fra i quali alcuni miei studenti, alla conoscenza della montagna e alla pratica delle discipline alpinistiche.

Lo ammetto, ho fatto una vita da privilegiato, il mio lavoro mi ha dato sempre grande piacere, rapporti umani intensi e sinceri tra colleghi, gli studenti mi hanno sempre voluto bene e ora è arrivato il conto…….

non sarà una piccola insignificante gilda a renderlo più amaro!

Volevo solo ricordare a ben altri soggetti che nella C999 ci sono delle persone, dico delle persone con il loro passato, il loro futuro, le loro passioni, il loro impegno quotidiano; persone che devono essere rispettate, persone disposte a qualsiasi atto di solidarietà contrattuale in questo momento difficile, ma non ad essere umiliate e derubate e infine anche derise.

Caro collega Giuseppe Gallo e cari colleghi tutti, speriamo in un “Giudice a Berlino”!

Sono molto pessimista nonostante tutti i ricorsi che prossimamente verranno istruiti e ai quali anch’io parteciperò.

C’è sempre in agguato un qualche COMMA infame, una ruffiana che lo infila sottobanco, una corte costituzionale acquiescente e un totale dispregio della Giurisprudenza Europea.

Antonio Petazzi
ex ITP Laboratorio di Fisica
Liceo Scientifico “G. Galilei”
Legnano

an.petazzi@alice.it,

la gilda ci risponde coordinatore della Gilda prof. Rino Di Meglio

Lettera aperta al Coordinatore Nazionale Gilda(1)

lettera Delia Noferi alla Gilda

Egregio prof. Di Meglio,

sono Giuseppe Gallo un umile e incompetente (didatticamente parlando) ITP classe di Concorso C999 con la presente la volevo far partecipe delle mie incompetenze

(elenco incompleto):

vincitore di Concorso (con prove preselettive con test a risposta multipla, esami scritti,esami orali ed esami pratici – commissione esaminatrice formata da Dirigenti Scolastici edocenti di Scuola Secondaria Superiore) per ITP/Assistente di Cattedra di Laboratorio di Fisica e Scienze, bandito dalla Provincia Regionale di Trapani

(Ente delegato dallo StatoItaliano ad indire Concorsi per il reclutamento del personale docente da utilizzare nei laboratori degli Istituti Tecnici e dei Licei Scientifici) nel 1987 e svolto nel 1990).

-immesso in ruolo, nei ruoli provinciali, nell’aprile del 1991 con il profilo professionale di Itp di laboratorio di Fisica e Scienze presso l’I.T.C. “P Mattarella “di Castellammare del Golfo, incompetentemente sono entrato a far parte dei Consigli di Classe del Biennio dell’Istituto tecnico commerciale e turistico.

Dall’anno scolastico 1999/2000 a tutt’oggi ho svolto, con molta incompetenza, la funzione di Collaboratore del Dirigente Scolastico ad esclusione degli anni 2002/2003 e 2003/2004 in cui ho svolto l’attività di Funzione strumentale Area 4 (rapporti con gli enti esterni).

Sempre con molta incompetenza dal 2000 ad oggi ha curato la progettazione di tutti i progetti FESR e FSE, PON, POR, autorizzati all’I.I.S.S. “P. Mattarella” di Castellammare del Golfo e partecipato a tutti i corsi di formazione sui Fondi PON e POR indetti dal Miur e dall’Assessorato alla pubblica istruzione della regione Siciliana ed al corso di formazione per l’attivazione dei futuri corsi di Istruzione e FormazioneTecnica Superiore (svolto a Messina in due week end) nell’a.s. 2009/10.

Durante questi anni scolastici la mia incompetenza mi ha permesso di promuovere e realizzare diversi progetti di Fisica, Scienze, Biologia Marina in collaborazione con il CNR sezione di Castellammare del Golfo e di Capo Granitola e finanche (potenza dell’incompetenza)

ho partecipato, seguendo diverse classi (con molta incompetenza didattica), al progetto di Diffusione della Cultura Scientifica realizzato dall’Associazione Palermo Scienze in collaborazione con l’Ass. alla Pubblica Istruzione della Regione Siciliana.

Con tanta incompetenza didattica ho per diversi anni svolto l’insegnamento di Informatica

di Base e di Tecniche di Immersione Subacquea (Fisica dell’immersione) nei corsi di area

professionalizzante, attivati per l’indirizzo professionale per le attività marinare attivo

presso l’I.I.S.S. “P. Mattarella” ed ho organizzato fino ad oggi tutte le attività di stage

aziendale sia per il Tecnico Turistico che per l’Istituto Professionale per le Attività Marinare.

Inoltre nel corso di questi anni ho acquisito i seguenti attestati e qualifiche di incompetenza professionale:

– 1997: qualifica di “Programmatore ed operatore su personal computer” rilasciata, a seguito di esame scritto, da ISI (italiana Sistemi Informatici);

– 2002 qualifica di “Docente di Tecnologia Applicata” rilasciata da Microsoft Italia e dal Miur nell’ambito del “Microsoft progetto docente” (durante questa attività, un lavoro realizzato dal sottoscritto “Tavola Periodica Multimediale” è stato pubblicato su internet e a tutt’oggi è scaricabile ed utilizzabile dagli studenti);

– 2004/2007: Direttore del Centro ECDL attivato presso l’I.I.S.S. “P. Mattarella”. Durante questi anni ha svolto corsi per alunni su tutti e sette i moduli previsti per l’acquisizione della ECDL ed ho organizzato e coordinato tutte le sessioni degli esami svolti.

– 2006/2007: qualifica di “Amministratore di Rete” livello C1 nell’ambito del progetto ForTic C rilasciata dal Miur;

– 2008/2010 Qualifica professionale di Istruttore Subacqueo Open Water Diver, Istruttore primo soccorso First Aid BLS-BLSD, Istruttore Subacqueo per immersioni con Aria Arricchita (Nitrox).

L’acquisizione di queste qualifiche mi hanno permesso di approfondire ed acquisire nuove conoscenze e competenze in ambito alle discipline inerenti la professione di ITP di laboratorio di Fisica e Scienze (Fisica, Fisiologia e Biologia Marina);

– 2010/2011 attestato di formatore docenti sull’uso didattico della LIM, nell’ambito del progetto ForTic Lim rilasciato dal MIUR;

Infine La informo di essere in possesso del diploma di maturità scientifica conseguito presso il liceo scientifico “G. Ferro” di Alcamo nell’anno scolastico 1985/86.

Titolo di studio che, a quanto pare, per l’accesso all’insegnamento nei laboratori, non è equiparato a nessun titolo rilasciato dagli Istituti tecnici e/o professionali.

Quindi risulto in possesso di un titolo non idoneo all’insegnamento e pertanto secondo l’ autorevole parere, esternato dalla Gilda Insegnanti da Lei Coordinata, espresso nel resoconto relativo all’incontro svolto presso il MIUR riguardo a

Docenti in esubero e corsi di riconversione sul sostegno”

Di cu riporto lo stralcio:

….infine, relativamente ai docenti inseriti nella C555 e nella C999, abbiamo evidenziato

contrarietà qualora dovesse essere avviato ai suddetti corsi il personale senza il possesso di alcun titolo specifico valido per l´ insegnamento, dato che ad essi sono riservati i posti ata,come disposto dall´ art. 14 del dl 95/12 (spending review) che ne ha previsto l´ inquadramento.

Non è ammissibile per la Gilda degli insegnanti che il sostegno ad alunni disabili possa

diventare appannaggio di chi non ha la benchè minima competenza nel campo della

didattica.

Non posso essere avviato a nessun corso di riconversione ne su classi di concorso comuni ne su sostegno perché ………..incompetente.

Dopo aver letto questa incontrovertibile verità facilmente ho impostato un sistema di uguaglianze dette anche equazioni (gli studi liceali servono pure a qualcosa):

diploma liceale + 20 anni di esperienza = incompetenza didattica

possesso di laurea e/o diploma tecnico o professionale = grande competenza didattica

Da queste equazioni si ded