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 Comunicazione  dei nostri avvocati

proposte ricorsi iniziative da prendere

CIRCOLARE NUOVE CAUSE

 

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Singolare sentenza del tribunale di Firenze

su ricorso promosso dall’Unicobas

Singolare sentenza del Giudice Roberta Santoni Rugiu del Tribunale di Firenze riguardo all’annosa questione del riconoscimento dell’anzianità maturata dal personale ATA proveniente dagli enti locali.

Con la sentenza n° 600/2014 ai lavoratori che si erano rivolti al Tribunale anche e soprattutto in virtù delle sentenze della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, tra cui la recentissima sentenza del 13/5/2014, il Giudice ha risposto dichiarando nullo il ricorso e condannandoli al pagamento delle spese processuali (  ben 5620 euro più le spese generali del 15%, iva e c.p.a.!).

Quello che stupisce poi sono i motivi per cui il ricorso è stato dichiarato nullo:

“non è possibile individuare l’esatta pretesa dell’attore”……..“ Non è indicato da quale amministrazione ognuno di loro provenisse, come vi fosse inquadrato e quale fosse il relativo trattamento retributivo ….”

Eppure, dopo aver chiaramente espresso nel testo del ricorso le motivazioni dei ricorrenti, di ciascuno erano state allegate:

 le buste paga dell’Ente Locale di provenienza dove, oltre all’inquadramento, erano desumibili l’anzianità di servizio, lo stipendio base e le voci incentivanti;

L’inquadramento fatto dal MIUR successivamente al passaggio allo Stato da dove si desumeva chiaramente il danno subito, visto che veniva fatto in base allo stipendio tabellare dell’Ente Locale di provenienza ( voci incentivanti escluse)  e non in base all’anzianità di servizio;

certificati del  servizio fatto nell’Ente locale;

tentativi di conciliazione e/o sentenze precedenti  dove erano nuovamente descritte le vicende dei singoli ricorrenti;

le buste paga relative al mese in cui era stato depositato il ricorso da cui si evinceva la scuola di attuale servizio e la progressione di carriera in linea con l’inquadramento precedente fatto dal MIUR ( a dimostrazione che il danno era ancora attuale).

Che è successo?

Semplice, il giudice non ha voluto tener conto degli allegati, come fossero estranei al ricorso!

Le ragioni?

Possono essere molteplici ma sicuramente non hanno niente a che vedere con la nullità del ricorso che era perfettamente valido e documentato.

Oltretutto il Giudice ha negato all’Avvocato Altini che ha presentato il ricorso e che all’udienza aveva richiesto i termini per note, la possibilità di chiarire al Giudice gli aspetti che a quanto pare non aveva compreso.

A 6 dei 9 ricorrenti, che avevano avuto sentenze negative passate in giudicato, poi è stato precluso di  agire con un nuovo ricorso, quando invece le recenti sentenze della corte europea dei diritti dell’uomo,  che tra l’altro erano state prodotte al Giudice, come anche studi di studiosi di diritto e  di professori universitari ( tra i quali proprio uno di un docente dell’Università di Firenze) sulla questione del giudicato nazionale  e del giudicato europeo, specificano che quest’ultimo si deve intendere come prevalente o comunque da tenere in considerazione.

Infatti alla luce della normativa europea le sentenze delle corti europee di giustizia hanno dato ragione ai ricorrenti e addirittura sono arrivate ad emettere provvedimenti di condanna  a pagamenti somme quale risarcimento del  danno a carico dello Stato Italiano! Questo  in casi di ricorrenti che già avevano avuto sentenze  negative in Italia passate in giudicato.

La giurisprudenza comunitaria ha costantemente affermato che “il giudice nazionale ha l’obbligo di applicare integralmente il diritto comunitario e di dare al singolo la tutela che quel diritto gli attribuisce, disapplicando di conseguenza la norma interna confliggente, sia anteriore che successiva a quella comunitaria”.

Quindi il Giudice non ha tenuto in minima considerazione le sentenze delle corti europee di giustizia e non entrando neanche del merito della questione ha dato torto trovando   una “ nullita” inesistente!

quindi, ferma restando la possibilità di adire la corte europea dei diritti dell’uomo, i ricorrenti, a stragrande maggioranza, hanno deciso fare l’appello per ribaltare la sentenza ingiusta del Tribunale di Firenze.

Dulcis in fundo:

l’esagerato ammontare delle spese di condanna, neanche la Cassazione si spinge a quelle cifre, e poi per un’unica udienza di 20 minuti senza che neanche si fosse costituita l’Avvocatura dello Stato!

Un piccolo grande neo che può rendere nullo il verbale: “ Sentenza pubblicata con lettura alle parti presenti ed allegazione al verbale” ma le parti non c’erano e la sentenza il Giudice l’ha letta per conto proprio.

logobandunicClaudio Galatolo (segretario regionale)

di Unicobas

 

http://www.tecnicadellascuola.it/item/4549-singolare-sentenza-del-tribunale-di-firenze-su-ricorso-promosso-dall-unicobas.html

 

Question time  la risposta del Ministro Giannini

UNA RISPOSTA RIDICOLA. IL PAESE DELL’ILLEGALITA’ DICHIARATA. La Giannini ammette, ma non spiega perché non ha fatto nulla nonostante il dettagliato dossier fattole pervenire dal Prof. Paolo Latella, Segretario regionale lombardo dell’Unicobas, ammettendo implicitamente la sua inattività con il citare una vetusta circolare del Ministero del 2011. La Giannini non farà nulla prima di Settembre perché basterebbe qualche controllo a campione su profitto e frequenze in questi giorni per mandare a gambe all’aria i diplomifici. Meglio far in modo che intanto ‘regalino’ i diplomi (…pagati peraltro fior di quattrini). Anche per quanto riguarda i docenti non pagati (che soffiano però il posto agli altri nelle graduatorie pubbliche) basterebbe una semplice circolare con la quale richiedere a chi ha dichiarato servizio nelle scuole ‘paritarie’ di aggiungere cedolini e prova dei versamenti dei contributi Inps. Non lo farà, come non lo hanno fatto i suoi predecessori, che hanno ‘pulito’ attentamente tutti i provvedimenti legislativi dalle norme ‘pericolose’ sui controlli alle scuole paritarie, come nel caso del Dl 104 del 2013. La Giannini si nasconde dietro l’ “inoperosità” delle Direzioni Regionali ed i contenziosi fra esamifici e Tar, ma sa bene che il suo partito ed il Governo dell’epoca eliminarono l’unico intervento possibile capace di semplificare i controlli ed impedire le truffe.
Visto che gli atti amministrativi per frenare l’insorgere dei diplomifici falliscono quasi sempre grazie anche alle impugnative portate davanti al TAR, si era pensato di costituire un primo ostacolo legislativo, prevedendo con specifica norma di legge che non possono esservi classi collaterali. Il primo comma dell’art. 14 (ora cancellato) del decreto legge 104/2013 prevedeva testualmente: “Le classi devono essere costituite da almeno otto alunni, salvo esigenze motivate sulla base di particolari situazioni geografiche e ambientali accertate dall’Ufficio Scolastico Regionale; le classi articolate possono essere costituite con gli stessi criteri e alle medesime condizioni stabilite per le scuole statali. Negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, in ogni caso, è vietata la costituzione di classi terminali collaterali.”
Ebbene, l’intero articolo, compreso quindi quel primo comma, è stato tolto!!!
Forse dava fastidio la previsione del numero minimo (8) per costituire una classe? Così le classi collaterali potranno continuare a funzionare. Un punto essenziale a favore dei diplomifici.
Il decreto legge n. 104 del 12 settembre 2013 non contiene più, dunque, l’articolo 14 sulle istituzioni scolastiche paritarie con cui era entrato nel Consiglio dei Ministri.
Prevedeva, tra l’altro, un deterrente normativo contro i diplomifici, costituito da due commi, il primo dei quali vietava la costituzione di classi collaterali negli anni terminali dei corsi, mentre il secondo limitava drasticamente la migrazione di privatisti verso compiacenti istituti privati ubicati in territori lontani (quasi sempre – va detto – nelle aree meridionali).
Il comma in questione prevedeva, infatti, che “I candidati agli esami di idoneità sostengono i relativi esami presso istituzioni scolastiche, statali o paritarie, ubicate nel territorio della provincia di residenza. In caso di assenza nella provincia dell’indirizzo di studio prescelto, i candidati sostengono gli esami presso istituzioni scolastiche ubicate nel territorio della regione di residenza. Eventuali deroghe ai criteri di cui ai periodi precedenti devono essere autorizzate, previa valutazione dei motivi addotti, dal dirigente generale preposto all’Ufficio Scolastico Regionale di provenienza, al quale va presentata la relativa richiesta. L’istituzione scolastica, alla quale il candidato presenta la domanda di ammissione agli esami di idoneità non può accogliere un numero di candidati ulteriori superiore al cinquanta per cento del numero degli alunni iscritti e frequentanti l’indirizzo di studio indicato nella domanda medesima”. Eppure la norma aveva anche tutti i motivi di urgenza, visto che le domande per gli esami di idoneità vanno presentate molti mesi prima.
Le rilevazioni ministeriali sulle scuole superiori private hanno evidenziato da tempo che negli istituti privati, il numero degli iscritti tende ad aumentare nelle classi degli ultimi anni di corso, dando vita a classi collaterali aggiuntive nel quarto e quinto anno, secondo uno schema che si potrebbe rappresentare graficamente come una piramide rovesciata. È la prova indiretta che quelle scuole vivono in funzione soltanto dell’esame finale per il diploma, richiamando privatisti con sconti sulle annualità di corso per il diploma facile. Se sono scuole paritarie giocano in casa e quasi sempre fanno centro. I privatisti pagano, saltano tre o quattro anni di corso, e da interni dell’ultima ora arrivano quasi sempre al diploma facile. Ma alla Giannini non interessa. Sa dire solo che ‘da Settembre’, con ben 55 ispettori in più (sic!) per tutto il territorio nazionale, che non coprono neppure le esigenze dovute ai pensionamenti in organici ridicoli rispetto al resto d’Europa, farà fare non meglio precisati ‘controlli’… Dovrà però occuparsi delle denunce che cominciano a fioccare presso le Procure della Repubblica e magari spiegare, di fronte ad all’evidente emergenza di forme diffuse di illegalità il suo olimpico disinteresse, denso di scuse e parole, ma privo di fatti.

Stefano d’Errico (Segretario Nazionale Unicobas Scuola)


LA GIANNINI DOVRA’ RISPONDERE IN PARLAMENTO SUL NOSTRO DOSSIER

SULLE SCUOLE PARITARIE ILLEGALI,

PASSATO LA SERA DEL 31 MAGGIO A TG 2 ‘STORIE’

latellaCon l’intervista al Segretario regionale lombardo dell’Unicobas, Prof. Paolo Latella, mandato in onda la sera del 31 Maggio scorso in TG 2 ‘Storie’, autore di un dettagliato dossier, è finalmente di dominio pubblico ciò che tutti sapevano (sindacati compresi), ma nessuno ha mai detto: troppe scuole paritarie non pagano né stipendio, né contributi ai docenti. Si tratta del consueto scambio iniquo di stampo italiota: agli insegnanti il punteggio, alla scuola privata prestazioni gratis. Questi ‘precari’ senza dignità trovano così il modo di superare nelle graduatorie per le supplenze e l’assunzione i loro colleghi della scuola pubblica, che lavorano onestamente aspettando il proprio turno e rispettando se stessi e gli altri. Il problema è determinato dall’equiparazione del punteggio assunto nelle scuole private che, come dimostrano le interviste raccolte dal giornalista Giammarco Sicuro del TG2, sono spesso veri e propri diplomifici senza controlli), a quello che si matura ogni anno nelle scuole pubbliche.

Grazie all’interrogazione parlamentare presentata dall’On Silvia Chimienti, che andrà in diretta su Rai 3 oggi alle h. 15.00, il Ministro Stefania Giannini che non potrà più nascondersi. Dovrà far sapere al Paese cosa intenda fare delle scuole che non controllano né frequenza né profitto degli iscritti e non pagano, bensì ricattano il personale. Lei che parla tanto di ‘qualità’, ma non fa nulla per aumentare gli stanziamenti scesi a percentuali da Terzo Mondo sul Pil per istruzione, università e ricerca, lei che (come i soloni della UE) non s’accorge che abbiamo l’obbligo più basso ed i docenti peggio retribuiti d’Europa, ma intenderebbe invece equiparare le scuole pubbliche alla gestione delle private, con un dirigente-padrone che dovrebbe (inaudita altera parte) ‘valutare’, assumere e licenziare docenti ed amministrativi, farà qualcosa per evitare le ricadute che l’oscuro sistema privato ha sul resto dei precari della scuola pubblica? Del resto, con effetto immediato, basterebbe chiedere buste paga e versamenti Inps al momento dell’iscrizione dei precari in graduatoria.cartina-21-febbraio-2014

Dalla sera del 31 Maggio gli italiani sanno che il documentato dossier, con dati circostanziati da Canicattì a Bolzano, è stato inviato alla Giannini non appena arrivata a Viale Trastevere, così come già fatto per il suo predecessore: Maria Chiara Carrozza. ‘L’omertà’ istituzionale è ormai inutile: quelle emerse sono vere e proprie notizie di reato, delle quali, come di dovere, dovrà occuparsi la Magistratura, verificando anche quale ruolo di controllo NON eserciti (come invece dovrebbe) il Ministero. Ricordiamo che in Italia vige l’obbligatorietà dell’azione penale.

L’equiparazione fra i punteggi è prevista dalla vergognosa legge n.° 62 del 10.3.2000, cosiddetta di ‘parità’, approvata ai tempi del Ministro Luigi Berlinguer. Questa infiltrazione vergognosa nelle graduatorie pubbliche, contro la quale l’Unicobas si batté e continua a battersi con tutte le proprie forze, ha già inficiato tutte le ‘fasce’ delle graduatorie ad incarichi e supplenze e per le immissioni in ruolo. Perciò stiamo sollecitando il mondo dell’associazionismo professionale scolastico ad una campagna referendaria per richiedere l’abrogazione della Legge di ‘parità’. A questi istituti, ai quali spesso bastano due gabinetti nei corridoi per ottenere lo status di ‘paritari’, vengono ogni anno erogati fondi pubblici. La legge si basa su di un furbesco equivoco giuridico che aggira il divieto costituzionale di finanziare le scuole private: in nome della ‘sussidiarietà’, come se lo stato fosse tornato ai tempi precedenti la Legge Coppino del 1877 e quindi non in grado di istituire proprie scuole. Tutte le scuse sono buone: quest’anno, a fronte del taglio di 660 milioni di euro a danno del fondo di istituto delle scuole pubbliche (che rende impossibile la retribuzione degli straordinari del personale Ata e dei progetti di recupero ed approfondimento dei docenti), comprendendo ciò che viene erogato dagli Enti Locali, ben 600 ne sono stati regalati alle scuole private.

Ecco il link del pezzo mandato in onda da TG 2 ‘Storie’ la sera del 31 Maggio scorso:

Stefano d’Errico (Segretario Nazionale Unicobas Scuola)

CHIMIENTI, LUIGI GALLO, BRESCIA, MARZANA, D’UVA, DI BENEDETTO, VACCA, SIMONE VALENTE, BATTELLI, TRIPIEDI, RIZZETTO, BECHIS, BALDASSARRE, CIPRINI, COMINARDI e ROSTELLATO.

— Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. —

Per sapere – premesso che:
nel novembre 2013 il professor paolo latella redigeva un articolato dossier in cui pubblicava una serie di testimonianze anonime di docenti di scuole paritarie, pubbliche e private, dislocate in diversi territori della penisola che, al fine di vedersi attribuito il punteggio in graduatoria per il servizio prestato, accettavano stipendi troppo bassi o addirittura non ricevevano alcun compenso;
il suddetto dossier rendeva noto come l’ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo, a seguito di numerose segnalazioni da parte di docenti provvisti di abilitazione, a cui tuttavia alcune istituzioni scolastiche paritarie preferivano docenti privi di abilitazione e addirittura dei requisiti di base, abbia emanato una circolare per richiamare tutte le scuole della regione al rispetto della normativa e, in particolare, della legge 10 marzo 2000, n.62, del decreto ministeriale 29 novembre 2007, n.267 e del decreto ministeriale 10 ottobre 2008, n.83;
sono definite «scuole paritarie» le istituzioni scolastiche che, a partire dalla scuola dell’infanzia, sono coerenti con gli ordinamenti generali dell’istruzione e posseggono i requisiti fissati dalla legge 10 marzo 2000, n.62 (comma 2.1 dell’articolo 1 del decreto ministeriale n.83 del 2008);
l’articolo 1, comma 4, della legge 10 marzo 2000, n.62, statuisce che «La parità è riconosciuta alle scuole non statali che ne fanno richiesta e che, in possesso dei seguenti requisiti, si impegnano espressamente a dare attuazione a quanto previsto dai commi 2 e 3: (…) h) contratti individuali di lavoro per personale dirigente e insegnante che rispettino i contratti collettivi nazionali di settore»;
la parità è riconosciuta con provvedimento adottato dal dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale competente per territorio, previo accertamento della sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 1 della citata legge n.62 del 2000 (comma 2 dell’articolo 1-bis del decreto-legge 5 dicembre 2005, n.250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n.27);
con l’istanza di riconoscimento il gestore o il rappresentante legale della gestione deve dichiarare di rispettare una serie di impegni, tra cui l’impegno ad utilizzare personale docente munito del titolo di abilitazione prescritto per l’insegnamento impartito, l’impegno a stipulare contratti individuali di lavoro per il coordinatore delle attività educative e didattiche e contratti di lavoro individuali conformi ai contratti collettivi nazionali di categoria per il personale docente della scuola e a rispettare il limite previsto dall’articolo 1, comma 5, della legge 10 marzo 2000, n.62;
in data 27 gennaio 2014, il professor Paolo Latella denunciava ai Carabinieri di Lodi una serie di minacce e intimidazioni ricevute telefonicamente a seguito dell’invio ad alcuni deputati della Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati, tra cui l’onorevole Silvia Chimienti (MoVimento 5 Stelle) e l’onorevole Gianluca Vacca (MoVimento 5 Stelle), del dossier sulla problematica delle scuole paritarie che non pagano gli stipendi agli insegnanti, offrendo loro in cambio del servizio prestato il punteggio spendibile nella terza fascia delle graduatorie di istituto;
in data 5 febbraio 2014, il professor Latella inviava al dottor Marco Bani, segretario particolare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca pro tempore, una lettera in cui rendeva noto il contenuto del dossier e le successive minacce ricevute, che lo avevano spinto a sporgere formale denuncia, e in cui sollecitava un tempestivo intervento del Ministro o quanto meno un incontro;
a febbraio 2014 il professor Latella inoltrava al dottor Bani altre due lettere di contenuto analogo, senza ricevere alcuna risposta;
alcuni giorni dopo il professor Latella riceveva una telefonata da parte del dottor Bani, che gli formulava la richiesta di inviare nuovamente il dossier al Ministro, in quanto non era ancora pervenuto;
in data 5 marzo 2014, una collega del professor Latella segnalava uno scambio di battute su Twitter tra lei e il dottor Marco Bani, il quale, a seguito dell’insediamento del Ministro interrogato, dichiarava: «Penso che il nuovo Ministro debba guardare attentamente il documento»;
all’interno del dossier in questione sono presenti oltre 500 testimonianze anonime di docenti che ammettono di aver svolto la loro professione in scuole paritarie senza essere stipendiati o ricevendo paghe nettamente inferiori;
in data 1o aprile 2014 il sito ilfattoquotidiano.it dedicava in home page ampio spazio alla denuncia del professor Latella e al contenuto del suo dossier, raccogliendo ulteriori testimonianze. In particolare, in un video, veniva intervistato in forma anonima un docente di una scuola paritaria della provincia di Napoli che denunciava, oltre alle retribuzioni inesistenti, il fenomeno dei cosiddetti «diplomifici», l’esistenza di classi fantasma e la pratica di conferire diplomi e promozioni ad allievi che in realtà non hanno mai frequentato le lezioni;
in data 15 maggio 2014, il Tg2 delle 20,30 trasmetteva un’intervista al professor Paolo Latella sul contenuto del suo dossier, che tuttavia veniva tagliata in alcuni dei punti di maggior interesse;
in data 1o giugno 2014 la trasmissione Storie, in onda su Rai2, mandava in onda l’intervista completa al professor Paolo Latella sul contenuto del suo dossier–:
quali urgenti iniziative, di natura ispettiva e legislativa, intenda intraprendere per fare luce su quanto denunciato e per porre immediatamente fine agli abusi perpetrati ai danni dei docenti e al sistema dei «diplomifici». (3-00858)

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=19451&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+IMMEDIATA+IN+ASSEMBLEA%27

RomaTar Lazio ha rigettato il ricorso di Fernando Barcaglioni   riguardante al demansionamento coatto in ATA dei  C999 e C555  patrocinato dalla FLC CGIL.(nota MIUR prot. n. 13219 del 6.12.2013)Comunichiamo  che stamani il nostro collega ha dato incarico agli avvocati della FLC di presentare appello all’ordinanza.

 

Ordinanza del Tar:N. 02372/2014 REG.PROV.CAU.N. 01902/2014 REG.RIC

REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 1902 del 2014, proposto da:

Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil in persona del legale rappresentante p.t. e Fernando Barcaglioni, rappresentati e difesi dagli avv. Isetta Barsanti Mauceri, Francesco Americo, con domicilio eletto presso lo studio del secondo in Roma, via Cosseria, n. 2;

contro

Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato presso la cui sede in Roma, via dei Portoghesi, n. 12 ex lege domicilia;

per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,

della nota del MIUR prot. n. 13219/2013 del 6 dicembre 2013 recante “Personale docente inquadrato nei contingenti ad esaurimento C999 e C555 – attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 15 del d.l. 12/9/2013 n. 104, conv. in l. n. 128/13, nonché schema del decreto interministeriale emesso in pari data, nonché di tutti gli altri atti antecedenti, presupposti, connessi e conseguenti ancorchè incogniti e non comunicati;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 maggio 2014 la dott.ssa Pierina Biancofiore e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto che in relazione al pregiudizio prospettato ed alle censure proposte in ricorso, non sussistono le ragioni, previste dall’art. 55 del d. lgs. 2 luglio 2010, n. 104 per l’accoglimento della domanda cautelare di sospensione del provvedimento impugnato, atteso che il ricorso appare prima facie infondato, avuto riguardo alla compiuta relazione dell’Amministrazione che ha posto in rilievo come il decreto interministeriale impugnato e la relativa nota di accompagnamento non prevedono un passaggio automatico del personale titolare della classe di concorso C999 e C555, come prefigurato dalle censure proposte dalla ricorrente Associazione sindacale, ma in primo luogo transita su un’altra classe di concorso per la quale sia abilitato, in secondo luogo può partecipare ai corsi per il sostegno, oppure, infine, resta inquadrato nelle ridette classi e acquisisce la titolarità sui posti del sostegno fino a quando non concluda i corsi, restando il transito nei ruoli ATA come residuale eventualità;

Ritenuto che le spese della fase cautelare possano essere compensate;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) respinge l’istanza cautelare.

Spese della fase cautelare compensate.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 22 maggio 2014 con l’intervento dei magistrati:

Pierina Biancofiore, Presidente FF, Estensore
Giuseppe Chine’, Consigliere
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere

IL PRESIDENTE, ESTENSORE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 24/05/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

 

 http://www.flcgil.it/scuola/vertenza-itp-c999-e-c555-la-flc-cgil-ricorre-in-appello.flc

ricorso tar lazio ITP

http://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2014/03/12/demansionamento-itp-c999-in-ata-vinto-ricorso-al-tar-lazio/

 

 

imagesDGHZGWPY I 70.000 lavoratori ex Enti Locali transitati allo Stato nel lontano anno 2000 grazie alla  legge n. 124 del 3 maggio 1999, traditi per ben due volte dalla politica,  nel 2001 dall’accordo Governo D’Alema- Sindacati della Scuola Cgil-Cisl- Uil – Snals – Aran) , e successivamente dal governo Berlusconi (On. Santanchè) con il  comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266  interpretazione autentica sic.!) , si staranno chiedendo in queste ore per chi votare alle elezioni di domenica prossima.

E’ certo che,  unitamente ai  propri familiari, se fossero uniti,  rappresenterebbero  un serbatoio di voti, cumulabile, che andrebbe anche oltre i  300.000 voti?

E allora per chi potrebbero votare questi lavoratori che a causa del tradimento di tutti i partiti storici e dei sindacati stanno restituendo mensilmente somme ingentissime (400-500 euro) spingendo molti di loro (Collaboratori scolastici, amministrativi ed itp) in un baratro economico dopo anni di lavoro e di sacrifici.????

vergogna311

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Lavoratori che oggigiorno sono , a maggior ragione, con l’odio agli occhi, in considerazione che le Corti di Giustizia Europee dei Diritti Umani  emettendo  ben quattro sentenze (ultima Sentenza CEDU del 13 maggio 2014) li hanno riconosciuto vittime dello Stato Italiano per soprusi giudiziari subìti.

Questi lavoratori non potranno mai dimenticare i torti ricevuti in passato dall’asse politico-sindacale(Prodi,D’Alema,Berlusconi-Aran, Cgil-Cisl- Uil – Snals), ma, restano ancora ed  a maggior ragione, stupìti e delusi dall’attuale comportamento della classe politica che, invece di vergognarsi delle loro colpe ,continua a prenderli in giro senza prendere iniziative concrete per una risoluzione della questione.

Ed allora? I lavoratori si stanno chiedendo perché e per chi devono votare.

fac-simile-scheda-europee

E’ con la rabbia nel cuore che molti di loro, anche  ex militanti di sinistra e di destra, stanno valutando sicuramente di non andare a votare per i motivi suesposti.

Ma, come Comitato ATA-ITP ex EELL, invitiamo invece  tutti i lavoratori coinvolti nella vicenda a riflettere  in questi ultimi giorni che ci separano dall’elezioni europee.

Noi non indichiamo per chi votare!

Perché ancora non c’è stato un partito o un  Movimento che sia sceso apertamente al nostro fianco , a parte qualche deputato che si è impegnato a presentare qualche mozione o interpellanza, delle quali siamo stufi e non sappiamo che farcene.

 Però questi sono i momenti in cui la rabbia che abbiamo dentro, per i soprusi  che stiamo subendo e dei quali  le Corti di Giustizia Europee ci riconoscono vittime,  ci deve far riflettere!

Allora analizziamo in questi giorni gli episodi che ci hanno visto coinvolti senza  dimenticare le promesse e gli impegni che i politici ci fecero nell’incontro del 28 marzo 2012 con i rappresentanti della VII e XI Commissione (On. Di Pasquale (pd) , On. Ghizzoni (pd)  On.Giammanco (Pdl) a cui e seguito il……

……”nulla”!. (risoluzione n. 8-00196 del 25 luglio 2012 )

Così come dobbiamo giudicare e  valutare gli ultimi politici contattati e che si sono impegnati (a voce.., con promesse non mantenute, con interrogazioni,, interpellanze….etc.) quali On.Malpezzi (Pd),On.Puglisi (pd) On.Vacca- M5S,  A.Cesaro –S.Civica se sono degni delle nostre valutazioni positive e meritano o meno il nostro voto!!!!

Un plauso va all’On. G. Vacca del m5s  che aveva  presentato un emendamento  dietro la nostra richiesta  l’abrogazione del comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 fonte dei nostri guai  nel  Decreto Istruzione n. 104/2013  (15.46. )la Camera, con votazioni nominali elettroniche, respinse l’emendamento   che poteva interessare la risoluzione della nostra vertenza  .

I partiti che compongono questo  governo  hanno  dimostrato, di nuovo, tutta la loro incapacità nel governare e risolvere i problemi, perché anziché  impegnarsi per  trovare  la soluzione con una opportuna copertura finanziaria hanno preferito bocciare gli emendamenti risolutivi spostando il problema ancora più in là e negli anni a venire.

votazione

Ovviamente noi ci riferiamo alle iniziative politiche che avvengono alla luce del sole e sono trasparenti a tutti , perché delle iniziative dei singoli che tentano soluzioni parziali, miranti a dividere i lavoratori, non meritano alcuna citazione o considerazione…

In definitiva noi del Comitato non vi diciamo di  votare per uno o per  altro partito…….ma facciamo sentire a questi nostri rappresentanti che  i 70.000 ATA-ITP, insieme  ai propri familiari non dimenticano e non dimenticheranno  mai il torto e la “schifezza” che hanno dovuto subìre e per la quale stanno amaramente pagando con sacrifici enormi e dei quali i nostri politici si devono vergognare e si devono sentire in dovere di riparare se vogliono essere votati,in modo da “avvisarli” per il  futuro ..”se vogliono i nostri VOTI devono scendere in campo ed impegnarsi apertamnente e chiaramente.   

 A questo punto non bisogna far altro che attendere, noi continueremo ad aggiornarvi in merito , rechiamoci tutti alle urne il 25 maggio per rinnovare questa politica sperando che qualcosa cambi . 

 
 Rassegna Stampa
 http://www.orizzontescuola.it/news/lettera-chi-voteranno-alle-prossime-elezioni-europee-ata-itp-ex-eell
 http://www.pisorno.it/lettera-per-chi-voteranno-alle-prossime-elezioni-europee-gli-ata-itp-ex-ee-ll-transitati-nei-ruoli-dello-stato-nel-lontano-anno-2000/

Europee, Grillo torna in Rai da Vespa:

“Noi non violenti. Siamo rabbia buona”

Il leader del Movimento Cinque Stelle  prima passeggia nello studio di Porta a Porta, poi risponde alle domande del conduttore.”

Siamo dentro un’associazione a delinquere di stampo legale: destra e sinistra si sono spartiti il Paese.Gli 80 euro? Sono solo la depravazione del voto di scambio.

Napolitano? Non rappresenta più la Repubblica”. Poi dice che vuole processi online per politici, giornalisti e imprenditori

a cura della   | 19 maggio 2014

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 E’ una mossa politica, ha spiegato entrando negli studi di via Teulada 21 anni dopo l’ultima volta. E Beppe Grillo l’intervista a Porta a Porta se l’è giocata proprio così: come un’ulteriore opportunità per far conoscere anche al pubblico di Rai1 e in particolare a quello di Bruno Vespa cos’è il Movimento Cinque Stelle, cosa propone quello che altrove viene definito come Hitler o come un buffone. “Quello del 25 maggio è un voto politico – ribadisce più volte il leader dei Cinque Stelle – O noi o loro. Noi non siamo originali. Non diciamo cose nuove. Ma qui la questione è decidere tra chi è sincero e chi non lo è”. Ancora una volta: tra chi dice le stesse cose da 20 anni e non le fa e chi propone di rovesciare tutto, cambiare tutto, risanare tutto. Nessuna parolaccia, a differenza delle performance sui palchi delle piazze riempite ancora nelle ultime settimane, ma il bagaglio degli argomenti è lo stesso: “Spazziamo via la spazzatura storica dei partiti politici”, mentre “Napolitano non rappresenta più la Repubblica”. E ancora: “Siamo dentro un’associazione a delinquere di stampo legale: destra e sinistra si sono spartiti il Paese”. O noi o loro, appunto. “Da resettare, bisogna mandarli a casa tutti ma solo dopo aver verificato prima se hanno rubato”. E’ una mossa politica e quindi, a fianco dell’invito a scegliere “noi o loro” (gli onesti contro i disonesti, “basta compromessi” sottolinea), prova anche a spiegare le sue grida, la sua agitazione, la sua rabbia che in questi due-tre anni è stata quella che ha portato il Movimento Cinque Stelle a essere il primo partito del Paese. ”Io risulto uno che grida – ammette – E’ vero, sono arrabbiato, a volte esagero ma è una rabbia che ha unito in un bel sogno 10 milioni di italiani, non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine”. ”La mia rabbia è una rabbia buona: questo non è un partito, è un sogno, è un piano B”. Il modo per dire basta, la via di fuga, l’uscita di sicurezza : o noi o loro. O noi o un partito violento o fascista di come ce ne sono – dice – in Grecia, in Francia, in Finlandia e via andando.

L’intervista di Vespa a Grillo è insieme “storica” e sui generis. Intanto per il ritorno in Rai da dove Grillo era uscito nel 1993 da comico e monologhista e dov’è rientrato come leader politico e quasi-monologhista. Poi perché – da showman – prima di mettersi seduto sulla poltrona, fa sudare Vespa per svariati minuti. Ma soprattutto perché il leader dei Cinque Stelle si concede questa volta proprio al programma diventato negli anni il simbolo del dialogo perpetuo tra centrodestra e centrosinistra, dell’immagine del “tutti amici”, dell’inciucio. “Se qualcuno mi avesse detto qualche tempo fa che sarei venuto qui da te lo avrei querelato” sintetizza, appunto, Grillo, rivolgendosi a Vespa, quello che una volta chiamava “l’insetto” dal quale dover salvare la Rai. Invece il confronto tra i due scivola via serrato, in una gara di dialettica, tra la tendenza al “faccio tutto io” di Grillo e diversi scambi ironici: “Bevi, non ti bagnare e calmati” gli fa Vespa, “Con te davanti non ci riesco a rilassarmi, la tua è una finta calma” gli risponde l’altro. Il presentatore di Porta a Porta ha in mano l’intervista dell’anno – è la riproposizione con altri colori della sfida Santoro-Travaglio vs Berlusconi – ma non soffre certo di piaggeria per il “lusso” di avere “l’inintervistabile” lì in studio: se la gioca, non molla un centimetro e qualcuno fa notare che si è ricordato come si fa diversamente da altre occasioni (dalla scrivania di ciliegio in poi). “Perché ti approfitti delle persone meno informate – interviene a un certo punto Vespa – dicendo che si può fare un referendum per uscire dall’euro quando sai benissimo che non è vero?”. Ma domande e obiezioni sono accolte da Grillo che cerca di neutralizzarle nel merito, senza fare lo “sfasciacarrozze”, come direbbe Berlusconi. “Sull’euro devono decidere gli italiani e non quattro coglionetti” replica. Ma non rovescia il tavolo come a Palazzo Chigi alle consultazioni con Matteo Renzi. Gioca fino in fondo, a modo suo. Tanto che alla fine, mentre parte la sigla di coda, è lui, Grillo, a dare per primo la mano, una specie di “cinque”, a Vespa. “E’ stato corretto” dice il leader M5s alla fine del programma. “Ma il processo alla stampa bisogna farlo”.

Sì, perché l’altra idea evocativa che fa rimbalzare di nuovo in questi ultimi giorni – dentro questo “o noi o loro” – è questa specie di “maxiprocesso” online da fare a politici, imprenditori e politici che sono gli artefici “del disfacimento del Paese”. Ma in trasmissione non si vede il “plasticone” che Grillo ha preparato e portato negli studi di via Teulada prima della messa in onda di Porta a Porta. Cioè una miniatura del “castello di Lerici in cui ci sono anche delle segrete da cui spuntano dei signori: ci sono tutte le categorie, politici, imprenditori e giornalisti”. Un’iniziativa provocatoria che aveva suscitato durante la giornata la protesta indignata del Pd che aveva invocato perfino l’Agcom per una presunta violazione della par condicio. A sottolineare una volta di più che quella di Grillo è stata una “mossa politica”, necessaria a 5 giorni dal voto, soprattutto ora che il Pd vede girare sondaggi strani, dai risultati controversi, ambigui, forse temibili. Chissà, forse proprio l’intervista alla pari con Vespa potrebbe essere stata la zampata finale per dare di nuovo al Movimento Cinque Stelle il primato nazionale (sia pure in uno scenario di consistente astensionismo). “Siamo già primi” assicura Grillo, più volte. Anzi: quella dei Cinque Stelle sarà una “marcia trionfale“, perché “l’ebetino è già finito” (“cioè Renzi” sottotitola ogni tanto Vespa per chi potrebbe non capire). “Non possiamo perdere” insiste. La riprova, aggiunge, sarà venerdì prossimo, il 23, in piazza San Giovanni. “Lì vedremo se perdiamo le elezioni” provoca. L’ultima volta la piazza era piena e non era il primo maggio, ma il 23 febbraio 2013. Qualche giorno dopo Pierluigi Bersani avrebbe cominciato la sua via crucis prima della Waterloo per l’elezione al Quirinale, le sue dimissioni e l’inizio del governo delle larghe intese perfino con Berlusconi. Altro carburante per il serbatoio del “non partito” diventato sogno.

L’intervento integrale di Beppe Grillo da Bruno Vespa, andato in onda:

 

CRONACA MINUTO PER MINUTO

23.21 – Grillo “passeggia” per lo studio di Porta a Porta
Beppe Grillo inizia la sua partecipazione a Porta a Porta girando per lo studio, dicendosi commosso per essere tornato in uno studio Rai dopo 21 anni.  “Sono commosso perché è dal ’93 che non vengo in studio in diretta. E sono commosso dalle fotografie: se mi vedessi non darei mai il voto a uno così”. Lo dice Beppe Grillo in studio a Porta a Porta dove chiede: “Il pubblico è sempre lo stesso, pagato. Non so se gli danno 80 euro…”.

23.29 – “Lupara bianca? E’ un termine giornalistico, non mafioso”
“Lupara bianca è un termine giornalistico, non è un termine mafioso. Lupara bianca è la scomparsa di questi personaggi: guardate Monti, chi se lo ricorda? Eppure è quello che doveva mettere a posto l’Italia”. Lo ha detto Beppe Grillo da Bruno Vespa a Porta a Porta.

23.31 – “Io urlo, ma la mia è rabbia buona”
“Io risulto uno che grida. E’ vero, sono arrabbiato, a volte esagero ma è una rabbia che ha unito in un bel sogno 10 milioni di italiani, non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta”, replicando alle critiche di Matteo Renzi.

23.34 – “Faremo la marcia trionfale, ebetino già finito”
“Noi vinceremo e la nostra sarà una marcia trionfale”. Lo dice Beppe Grillo a Porta a Porta dove aggiunge: “L’ebetino è già finito: parliamo del nulla, del niente”.

23.35 – “Questo non è partito, è un sogno”
“La mia rabbia è una rabbia buona: questo non è un partito, è un sogno, è un piano B”. Così Beppe Grillo a Porta a Porta. “E’ vero, a volte esagero, ma è una rabbia che ha unito in un bel sogno dieci milioni di italiani: non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine” aggiunge.

23.36 – “Napolitano non rappresenta più la Repubblica”
“Se vinciamo le elezioni, il governo non si dimette? E chi l’ha detto? Diremo che Napolitano non rappresenta più questa Repubblica. Siamo già adesso la prima forza politica del Paese”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1.

23.37 – “L’informazione ha generato il disfacimento del Paese”
“Siamo dentro una situazione che ha generato il disfacimento di questo Paese, cioè l’informazione, prima ancora dei politici”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite da Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.39 – “Gli 80 euro? Era più decoroso Achille Lauro”
“Gli 80 euro? Sarebbe stata più decorosa la scarpa destra data prima del voto da Achille Lauro. Significa che ti faccio una campagna per le elezioni, ma poi vedi le coperture e…. Hanno levato l’assegno di sostegno per il coniuge. Poi dopo hanno scritto armonizzato invece di levato”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1.

23.40 – “80 euro? Depravazione del voto di scambio”
Il bonus Irpef di 80 euro “è una depravazione del voto di scambio, la scarpa destra per la scarpa sinistra di Achille Lauro era qualcosa di più decoroso”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.41 – “Vedete? Non sono né Hitler né Stalin. Con noi non ci sono partiti fascisti”
“Sono venuto a dimostrarvi che non sono nè Hitler né Stalin: abbiamo tolto la violenza dalle strade. Se non si è formato un partito violento, fascista ( e tu lo sai era tuo papà..) è merito nostro che abbiamo incanalato le forze incattivite in un movimento democratico”. Lo dice Beppe Grillo a Porta a Porta. Il riferimento di Grillo è a una falsa credenza secondo la quale Vespa sarebbe discendente di Benito Mussolini.

23.41 – “Siamo in un’associazione a delinquere di stampo legale: si sono spartiti il Paese”
“Siamo dentro a un’associazione a delinquere. Destra e sinistra si sono spartiti il Paese, noi non accettiamo più compromessi”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.41 – “Vogliamo elezioni anticipate”
“Noi vogliamo andare ad elezioni anticipate, non facciamo alleanze, devono andare tutti a casa”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.49 – Grillo a Vespa: “Tu non sei un giornalista, sei un pacchetto”
“Tu non sei un giornalista, sei un pacchetto. Tu sei in pensione ma vendi un pacchetto”. Beppe Grillo “provoca” così Bruno Vespa a “Porta a porta” su Rai1.

23.50 – “Voglio un processo a media, politici e imprenditori”
“Voglio un processo dei mezzi di comunicazione, della politica e dell’imprenditoria”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1

23.53 – Grillo mostra maxi assegno da 5 milioni per restituzione diarie parlamentari
Un maxi assegno da oltre cinque milioni di euro a simboleggiare la restituzione delle eccedenze delle indennità e delle diarie dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Lo ha esposto Beppe Grillo nello studio televisivo di ‘Porta a Portà, ospite di Bruno Vespa.

23.56 – “Renzi ha dato due slinguate alla Merkel”
“Renzi è andato in Europa, è andato lì e ha dato due slinguate alla Merkel”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

23.58 – “L’Eni è già in crisi, è in perdita totale”
“L’Eni è già in crisi, è in perdita totale. Ha un contratto con Putin di 30 anni”. Lo afferma Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1. “Le aziende che verranno a gestire acqua ed energia qui – aggiunge il leader del M5S – sono quelle che prima erano in Grecia e Sudamerica”.

23.58 – “Con le privatizzazioni si stanno mangiando il Paese”
“Si stanno mangiando il Paese. L’ebetino ha messo il suo consulente alle Poste, nel consiglio d’amministrazione”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a ‘Porta a Portà su Rai, in merito alle privatizzazioni avviate dal governo. “Stanno svendendo i nostri gioielli”, ha aggiunto Grillo.

00.01 – “Sono qui per il comizio, non per farmi intervistare”
“Sono in comizio, non venivo mica qui a farmi intervistare”. Così Beppe Grillo, rivolgendosi a Bruno Vespa durante la puntata di Porta a Porta su Rai1. Subito dopo però ricomincia a rispondere alle domande del conduttore.

00.02 – “Il 25 maggio sarà un voto politico: o noi o loro”
“Il voto del 25 maggio è un voto politico: o noi o loro. Da resettare, bisogna mandarli a casa tutti ma solo dopo aver verificato prima se hanno rubato”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1.

00.05 – “L’Expo è una rapina, tutte le aziende sono colluse con la mafia”
“L’Expo è una rapina, tutte le aziende sono colluse con la mafia, quasi tutte”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a ‘Porta a Portà su Rai1. “Non puoi dire lasciamole rapinare se no i rapinatori perdono il lavoro”, ha aggiunto Grillo rivolgendosi a Vespa.  “Abbiamo un commissario, Cantone – ha aggiunto Grillo – che è una persona perbene, un super commissario dell’anticorruzione. Cantone arriva e dice: cosa è successo? Arriva lì con un altro commissario che dice: ‘non mi sono accorto di nientè. Abbiamo il commissario del commissario. Gli appalti, per il 95%, sono stati dati, ma che Paese è”, ha detto ancora il leader del Movimento 5 Stelle.

00.15 – “Se Renzi vincesse ne prenderei atto”
“Non possiamo perdere. Ma se vince Renzi ne prendo atto”. Lo afferma il leader del M5S Beppe Grillo a “Porta a porta” su Rai1, rispondendo a Bruno Vespa che gli chiede cosa succederebbe se a vincere le Europee fosse Matteo Renzi.

00.18 – Siparietto Grillo-Vespa: “Bevi, calmati”, “Non ci riesco con te”
Siparietto tra Beppe Grillo e Bruno Vespa a Porta a Porta. “Mancano cinque minuti, bevi e non ti bagnare”, dice Vespa a Grillo, che replica: “Non riesco a rilassarmi, c’è una calma finta, non riesco a rilassarmi con te”.

00.19 – “Berlusconi e i cani? Lui ha una società che fa sperimentazione animale”
“Lui (Berlusconi, ndr) che parla di cani, ha una società, collegata con la Glaxo, dove fanno sperimentazione animale”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1.

00.26 – “Spazziamo via la spazzatura dei partiti”
“Spazziamo via la spazzatura storica dei partiti politici”. Lo ha detto Beppe Grillo, ospite di Bruno Vespa a ‘Porta a Portà su Rai1.

00.29 – “Appuntamento al 23 a San Giovanni: lì vediamo se perdiamo”
“Io vi saluto e vi dò appuntamento il 23 in piazza San Giovanni: lì vedremo se perdiamo le elezioni, vieni a fare un bagno di umiltà, vediamo come ti accolgono”. Così Beppe Grillo, rivolgendosi a Bruno Vespa durante Porta a Porta.

Fonte:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/19/europee-grillo-da-vespa-80-euro-sono-depravazione-del-voto-di-scambio/991830/

RISPOSTA del ministero della giustizia alla nostra istanza

ingiustizia-300x199“ALLUCINANTE ED INACCETTABILE RISPOSTA”

 da parte del Ministero della Giustizia a firma, del Capo gabinetto Giovanni Melillo inviata , per email, al collega Nando Barcaglioni .

Risposta che questo Comitato ritiene inaccettabile  ed allucinante per le seguenti considerazioni;

-Una risposta ,quella data al collega, che oltre ad essere non oggettiva , dimostra anche una faziosità  nei confronti della questione  ATA-ITP ex EELL non solo innata, ma, anche cresciuta e maturata in  quelle stanze del Ministero dell’ In” giustizia, scritta  per mano di un Funzionario Burocrate del Dicastero  che è stato parte in causa , oltre che  regista  nel  consigliare  il governo Berlusconi e  per mano dell’on. Santanchè di mettere in campo, nel lontano 2005,  la fatidica “dis-interpretazione autentica dell’art. 8 l. 124/99 che rinnegava il riconoscimento dell’anzianità maturata finora ai lavoratori, e   che determinò, di fatto, il capovolgimento della stragande maggioraza delle cause a sfavore dei ricorrenti,  fino ad allora, vittoriosi nei vari giudizi.

-Una risposta che continua a mistificare la verità, perché, ci chiediamo, come è possibile afferrmare che la maggior parte dei giudizi sono  stati sfavorevoli  agli ATA-ITP ex EELL  non tenendo conto che i giudizi e le cause nei tribunali  sono stati  “pilotati ”, dallo Stato Italiano , contro i lavoratori parte in causa, con la predetta interpretazione autentica  (dpr 266/05), a causa della quale interpretazione  e per  conseguente  comportamento illegittimo ed illegale l’Italia è stata condannata  dalla Corte di Giustizia Europea con una serie di clamorose sentenze;

-Una risposta che svela tutta la faziosità contro gli ATA-ITP ex EELL , perché mistifica la realtà con una grande abilità descrittiva. Nella nota si cita abilmente un capoverso estratto dalla sentenza    della Corte di Giustizia Europea (Scattolon 6 settembre 2011) addicendo alla stessa “legittimo il trasferimento del personale allo Stato ritenendo che non vi è stato alcun peggioramento economico nell’attuazione dello stesso, quanto in verità la stessa sentenza al punto )83 invita i giudici ad esaminare se si sia verificato il peggioramento retributivo, cosa  che di fatto nei giudizi in atto sta avvenendo ed i giudici stanno dando ragione ai dipendenti anche perché nella valutazione dello stipendio all’atto del passaggio non fu tenuto conto dei vari compensi accessori percepiti dai dipendenti degli Enti Locali  (livelli differenziati, produttività, tickets mensa etc), che facevano parte del corredo stipendiale e la cui valutazione , da sola, bastava abbondantemente a determinare  anche il superamento di un gradone nel nuovo inquadramento stipendiale.

-Una risposta mistificatoria e faziosa perché cita, una sola sentenza omettendo di riconoscere che ormai sono ben quattro le sentenze emesse dalle Corti di Giustizia Europea di condanna allo Stato ed alla Giustizia  Italiana per come ha trattato la questione ATA-ITP ex EELL.Giusto per opportuna conoscenza al Capo Gabinetto  Giovanni Melillo che ha firmato la missiva in questione inviamo in allegato i riferimenti delle sentenze europee compresa l’ultima emessa  tre giorni fa e di ulteriore condanna dello Stato Italiano a favore di un ulteriore gruppo di ricorrenti ATA-ITP ex EELL.(Sentenza CEDU del 13 maggio 2014, AIRE BORDONI ET AUTRES c. ITALIE)

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.La Corte ha riscontrato una violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione ,rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.I diritti acquisiti dai lavoratori trasferiti da una PA all’altra non possono essere negati da una legge d’interpretazione autentica retroattiva La CEDU condanna nuovamente  l’Italia per l’illecita interferenza tra il potere legislativo e quello giudiziario: violando  il diritto all’equo processo.

Il Comitato ATA-ITP ex EELL si chiede, a questo punto, e lo chiederemo direttamente al Ministro Andrea Orlano, gestore del dicastero di provenienza della missiva inviata al collega Nando Barcaglioni, se quella espressa è l’opinione anche sua personale circa la grave ingiustizia subìta dai 70.000 lavoratori transitati allo Stato nel 2000. Qualche dubbio sulla faccenda ci assilla anche perché davanti ad impegni presi in varie occasioni (Comm. Cultura VII ed Comm. Lavoro XI) da vari rappresentanti colleghi di partito del PD- on Di Pasquale, Ghizzoni etc- Puglisi) di fatto poi si è dimostrato ed è seguito un nulla di fatto.

NDR:

Un nuovo capitolo nell’annosa vertenza del personale Ata.

Per la Corte Europea di Strasburgo, l’Italia è colpevole di violazione dei diritti dell’uomo, non avendo rispettato l’art. 6 della Convenzione, che prevede il diritto ad un equo processo.Davvero una figuraccia dello stato italiano di fronte alla comunità internazionale.

Di seguito, alcuni passi delle sentenze dei link sottoriportati 

“La Corte ritiene che il fine invocato dal Governo italiano, vale a dire la necessità di colmare un vuoto giuridico ed eliminare le disparità di trattamento tra i dipendenti, mirava in realtà a preservare il solo interesse economico dello Stato” .

- Sentenza CEDU del 13 maggio 2014, AIRE BORDONI ET AUTRES c. ITALIE

-BORDONI ED ALTRI TRADOTTO (con possibili refusi)

-AFFAIRE PEDUZZI ET ARRIGHI c ITALIE_personale ATA   del 13 maggio 2014

-AFFAIRE MARINO ET COLACIONE c ITALIE_personale Ata   del 13 maggio 2014

-AFFAIRE CAPONETTO c ITALIE_personale ATA  del 13 maggio 2014

-AFFAIRE BIASUCCI ET AUTRES c ITALIE   del 13 maggio 2014

-sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

 -sentenza De Rosa e altri contro Italia  11 dicembre 2012(AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE 

 -SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani agrati del 7 giugno 2011

-SENTENZA  DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

 

 

 

                                                       AS

ministero giustizia

http://www.tecnicadellascuola.it/item/3745-faziosita-del-ministero-della-giustizia-nei-confronti-della-questione-ata-itp-ex-eell.html

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2486119.html

Settantamila lavoratori a cui non sarebbe stata riconosciuta

l’anzianità maturata fino al 2000

grazie statoSono passati 15 anni dall’inizio della vicenda, e i ricorsi ancora pendenti sarebbero quasi 15mila. Parliamo del passaggio dei lavoratori della scuola Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) e Itp (Insegnanti tecnico pratici) dall’ombrello degli enti locali a quello del ministero dell’Istruzione. Si tratta di circa 70mila bidelli, personale amministrativo, insegnanti di laboratorio a cui non sarebbe stata riconosciuta l’anzianità maturata fino al 2000, con perdite conseguenti in termini di stipendi e pensioni. C’è chi ha fatto causa e ha vinto, ma poi ha dovuto restituire i soldi. Del caso si sono occupate anche le corti europee, che hanno emesso l’ultima sentenza a gennaio. In questi 15 anni lo Stato avrebbe risparmiato centinaia di milioni: una somma su cui i ricorrenti rivendicano di avere diritti.

Tra norme e sentenze

Il punto di partenza è la legge 124 del 1999. L’articolo 8 disciplina il “trasferimento di personale Ata degli enti locali alle dipendenze dello Stato”, e dice espressamente che a questi lavoratori sarà riconosciuta “ai fini giuridici ed economici l’anzianità maturata”. Le cose non sembrano essere andate così. «Dopo un anno Cgil, Cisl e Uil hanno fatto un accordo temporaneo con l’Aran, l’agenzia che negozia per conto della pubblica amministrazione. Quell’intesa ha capovolto la situazione, togliendoci diversi anni di anzianità. Io ne avevo 18: me ne sono rimasti tre». A parlare è Vincenzo Lo Verso, responsabile nazionale del Comitato Ata-Itp ex enti locali. «Nel 2001 un decreto inter-ministeriale ha recepito il documento firmato da Aran e sindacati, che a quel punto hanno iniziato a opporsi». Da temporaneo, insomma, l’accordo sarebbe diventato permanente, facendo arrabbiare le organizzazioni dei lavoratori. «Quando fu siglato il documento c’era l’impegno a garantire la ricostruzione delle carriere», ricorda Domenico Pantaleo, leader della Cgil di categoria. Quell’impegno sarebbe stato tradito. E così iniziarono i ricorsi.

«Nei primi anni», dice Lo Verso, «i tribunali italiani ci hanno dato ragione. Diversi lavoratori hanno ottenuto il riconoscimento dell’anzianità e incassato le somme a cui avevano diritto. Poi è arrivata la finanziaria di fine 2005». Il comma 218 “interpreta” la legge 124 del 1999 a favore dello Stato. «Da allora i giudici del nostro Paese hanno iniziato a darci torto». La questione si è spostata in sede europea. Il Comitato cita due sentenze del 2011 e una dello scorso gennaio: la prima e l’ultima emesse dalla Corte dei diritti dell’uomo, la seconda dalla Corte di giustizia dell’Unione. «Dopo il primo di questi verdetti a noi favorevoli, 124 persone hanno fatto ricorso, ottenendo un indennizzo complessivo di un milione e 800mila euro».

I possibili sviluppi

Secondo Lo Verso al momento le cause in corso sarebbero 15mila. Se i lavoratori dovessero vincerle, lo Stato potrebbe essere costretto a pagare una grossa cifra. Quanto grossa? La Cgil di categoria dice che il calcolo dell’anzianità applicato dal 2000 in poi ha permesso alle casse pubbliche di risparmiare diverse centinaia di milioni. Nel 2008 il sindacato stimava che fossero 500. Da allora sono passati sei anni, in cui le persone coinvolte avrebbero perso altri soldi in termini di stipendio e pensione. Oggi gli addetti interessati ancora al lavoro sarebbero circa metà di quelli iniziali: gli altri avrebbero raggiunto l’età necessaria per lasciare le aule, senza che il contenzioso collettivo sia stato definitivamente risolto.

La vicenda è intricata, e non si esaurisce qui. Un altro capitolo riguarda chi aveva vinto una causa prima della finanziaria 2006, quella che ha “interpretato” la legge del 1999. Queste persone avevano ottenuto il riconoscimento dell’anzianità che dicevano di avere, e di conseguenza il rimborso dei soldi in più non incassati a partire dal 2000. A questo punto le loro storie si biforcano: quelli che avevano vinto con un verdetto irrevocabile si sono tenuti le somme versate dallo Stato. «Gli altri hanno dovuto restituirle», dice Lo Verso. «Parliamo anche di 60-70mila euro, magari chiesti a famiglie monoreddito». La Cgil di categoria spiega che alcuni lavoratori stanno sborsando anche 400 euro al mese. Come pagare un affitto.

«Noi continueremo a promuovere ricorsi», assicura Domenico Pantaleo, «ma serve una soluzione politica». Di che tipo? Il Comitato nazionale Ata-Itp chiede sostanzialmente tre cose. La prima è il riconoscimento dell’intera anzianità maturata fino al 2000, con adeguamento conseguente di pensioni e stipendi attuali e futuri. Poi un provvedimento che permetta ai lavoratori di recuperare almeno parte dei soldi che avrebbero perso finora. Infine il blocco delle restituzioni di somme allo Stato da parte di chi aveva vinto una causa e si è visto chiedere indietro la cifra ottenuta. Tutte e tre le richieste, se accettate, comportano che lo Stato metta a bilancio perdite rispetto alla situazione attuale. Il danno per le casse pubbliche potrebbe essere ancora maggiore, se tra qualche anno i ricorrenti dovessero vedersi dare definitivamente ragione dai tribunali. Ma il ministero dell’Istruzione, chiamato a dire la sua sulla questione, ha preferito non rispondere.

Fonte: http://www.linkiesta.it/personale-ata-miur

http://www.pisorno.it/tecnici-e-bidelli-aspettano-ancora-milioni-dalla-scuola-settantamila-lavoratori-a-cui-non-sarebbe-stata-riconosciuta-lanzianita-maturata-fino-al-2000/

 

COMUNICATO STAMPA 28.4.2014 –

(ANCHE IN ALLEGATO)

uniÈ terminata intorno alle h. 13.00 la manifestazione dell’Unicobas sotto il Ministero dell’Istruzione a Roma in concomitanza con lo sciopero generale della scuola. Ancora in corso invece la manifestazione di Catania. Buoni i dati di adesione: un 10% su scala nazionale, con punte anche del 20% nelle grandi città. Lo sciopero ha inciso in particolare a Roma ed in Toscana. La battaglia contro il Ministro Giannini è appena cominciata, e continuerà con l’astensione dalle prove Invalsi nei giorni 6 e 7 Maggio (per la scuola Primaria) e 13 Maggio (per la scuola Superiore).

Ecco sinteticamente riassunte le motivazioni dello sciopero nazionale di oggi.

Al mondo della scuola è stato imposto dal 1993 (col Dl.vo 29) un tetto agli stipendi, quello sì, davvero inaccettabile. Sono vietati per legge aumenti superiori all’inflazione programmata dalla parte datoriale pubblica (che, in pieno conflitto d’interessi, è il Ministro dell’Economia). Per questo, col passaggio dalla lira all’euro, avemmo un rinnovo del 2% a fronte del dato Istat al 6% e di un aumento dei prezzi al consumo pari al 50%. Per questo, dal 1995 (quando da biennali gli scatti divennero gradoni di 6 e 7 anni) ci siamo ‘autofinanziati’ tutti i contratti, senza i quali, se avessimo conservato anche solo gli scatti precedenti, avremmo uno stipendio ben più alto, ed abbiamo avuto ‘aumenti’ sempre sotto l’inflazione dichiarata (dato Istat) e reale (incremento vero del costo della vita) e non potremo MAI neppure avvicinarci alla media retributiva europea, ove siamo (stando ai costi standard) all’ultimo posto, persino sotto Grecia e Portogallo. La Scuola è divenuta la ‘Cenerentola’ nel calderone indistinto del pubblico impiego, ove la laurea, quando è titolo d’ingresso, frutta uno stipendio iniziale di almeno 1.550 euro, non di 1.300. O si esce dal pubblico impiego e dal campo di vigenza del DL.vo 29/1993, o risulta persino ridicolo parlare di stipendi (…europei).

Le burocrazie confederali hanno di fatto abolito la contrattazione. Esattamente come le regole democratiche sulla rappresentanza sindacale, avocata a loro in regime di monopolio grazie all’eliminazione delle elezioni per il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e per i Consigli Scolastici Provinciali, nelle quali i lavoratori potevano votare su liste nazionali e locali, abolite dal 1997 e sostituite da consultazioni-farsa scuola per scuola, ove ci si può esprimere solo a favore delle sigle presenti, senza che al sindacalismo di base sia data la possibilità di entrare nelle scuole a cercare candidati e sottoscrittori (e quando li troviamo non possiamo neppure presentare il nostro programma elettorale perché ci si vieta persino di tenere assemblee in orario di servizio).

I sindacati tradizionali, ‘pronta-firma’, sono stati complici di tutti i governi in quest’operazione di distruzione delle retribuzioni. Hanno sottoscritto per un trentennio contratti ridicoli dopo che gli scatti d’anzianità sono stati vietati dal Dlvo 29/93, da loro concordato all’epoca con il Governo Amato nei famosi accordi sul costo del lavoro. Il ‘congelamento’ degli automatismi d’anzianità, la manfrina della parziale ‘restituzione’ con la truffa della ‘presa dal mucchio’ del fondo di istituto, oggi così ridotto da impedire la retribuzione degli straordinari del personale ata e delle ore dei progetti dei docenti, vengono da lontano ed hanno origini sulle quali tutti tacciono. La verità che nessuno dice è che nelle leggi finanziarie, da molti anni, non si possono stanziare fondi per gli scatti.

Ma CGIL, CISL, UIL, SNALS e Gilda sono complici anche oggi, col loro silenzio, rispetto al programma del Ministro Giannini. Costei intende: 1) eliminare la libertà d’insegnamento e d’apprendimento tramite ‘valutazioni’ discrezionali d’autorità da parte dei dirigenti, collegate ai risultati dei vergognosi test Invalsi; 2) superare anche per contratto gli scatti d’anzianità; 3) realizzare l’unico punto ‘inevaso’ del programma della Loggia P2, eliminando il valore legale del titolo di studio, così che un laureato possa venire retribuito come se non avesse neppure la licenza elementare; 4) eliminare gli organi collegiali, trasformare le scuole in fondazioni e farle gestire da consigli di amministrazione presieduti dal ‘dirigente’ e non più da un genitore; 5) assumere il personale per chiamata diretta e discrezionale come nelle scuole private; 6) ridurre i Licei a 4 anni, continuando nell’opera di demolizione sistematica dei saperi e della qualità dell’istruzione (taglio delle ore di storia, geografia, lettere, Liceo Scientifico senza il latino…).

Per le ragioni su addotte, ed in analogia con il comparto Università, l’Unicobas vuole un contratto scuola specifico fuori dall’area del pubblico impiego (dove non è prevista certo la ‘libertà di impiegamento’ e non esistono le responsabilità penali che gravano su chi a che fare con minori) e l’istituzione di un Consiglio Superiore della Docenza (con diramazioni provinciali), adibito a garantire, così come per la Magistratura, l’autonomia e la terzietà della Scuola pubblica. Per tutta la scuola, docenti ed ata, dal momento che anche un collaboratore scolastico ha competenze di vigilanza che un usciere del ministero non ha, dal momento che pure gli aiutanti tecnici hanno competenze di coadiuzione educativa e gli amministrativi firmano bilanci di milioni che ovunque (anche nel sistema privato) darebbero luogo a retribuzioni ben più alte.

logobandunicStefano d’Errico (Segretario Nazionale)

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=54136&action=view

 PROMESSE SEMPRE PROMESSE…………..E NIENTE FATTI………..RISOLUZIONI,INTERPELLANZE ,

ORDINI DEL GIORNO SIAMO STANCHI D’ESSERE PRESI IN GIRO

AVEVANO L’OPPORTUNITA’ DI ABROGARE IL COMMA 218 CON  GLI EMENDAMENTI 15.26.15.46.

PRESENTATI NEL DECRETO SCUOLA E IL GOVERNO  PD-PDL-NCD   HANNO VOTATO CONTRO

DOVE E’ STATO IL SINDACATO  IN QUESTI ANNI?

I SOLITI POLITICI CHE SI SVEGLIANO PRIMA DELLE ELEZIONI?

SONO TANTI PINOCCHIETTI

http://wp.me/p16ISq-1qf

Il tratto che ci riguarda è di tre minuti che va da 1 ore e 23 minuti a 1 ora e 26 minuti (è possibile far scorrere manualmente il video), con l’intervento di MASSIMILANO DE CONCA della CGIL di MANTOVA e la partecipazione dell’onorevole VINICIO PELUFFO (PD) , che promette un’interrogazione parlamentare e coinvolgerà anche il Sottosegretario al Ministero del Lavoro Zanetti ( Scelta Civica ).

PROMESSE SEMPRE PROMESSE…………..E NIENTE FATTI………..

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/09/strasburgo-condanna-finanziaria-2006-litalia-paghera-18-milioni/408701/?fb_action_ids=3515811188845&fb_action_types=og.recommends&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

rassegna stampa

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/strasburgo-dipendenti-pubblici-discriminati-italia-paga-1390621/

http://antonellamascia.wordpress.com/2012/11/11/il-calcolo-dellanzianita-di-servizio-per-funzionari-pubblici-tutti-dipendenti-ata-modificato-retroattivamente-a-seguito-della-legge-n-266-del-2005-per-la-corte-europea-e-una-violazione-de/

http://www.orizzontescuola.it/news/litalia-condannata-risarcire-124-dipendenti-ata-ex-eell

ndr:

h.14.20

mi hanno,  comunicato che l’interrogazione è stata rimandata – probabilmente alla prossima settimana – in quanto, così come formulata, ritengono sia destinata al Ministro dell’Istruzione e non al Ministro del Lavoro. Non essendo prevista la presenza del Ministro dell’Istruzione domani, l’interrogazione è stata quindi rinviata.

Vi comunicherò il giorno esatto dell’interrogazione appena possibile.

Il giorno 9 aprile  nel corso del Question Time delle ore 15.00 in  diretta televisiva,

Camera dei Deputati

interrogazione al   Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, in merito al personale ATA e ITP, presentato dall’On.  CESARO ANTIMO

Ecco il testo:

antimoATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00351

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 86 del 27/09/2013
Firmatari
Primo firmatario: CESARO ANTIMO
Gruppo: SCELTA CIVICA PER L’ITALIA

Elenco dei co-firmatari dell’atto

SOTTANELLI GIULIO CESARE SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013
D’AGOSTINO ANGELO ANTONIO SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013
CIMMINO LUCIANO SCELTA CIVICA PER L’ITALIA 27/09/2013

Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 27/09/2013
Stato iter: IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00351
presentato da
CESARO Antimo testo di
Venerdì 27 settembre 2013, seduta n. 86
ANTIMO CESARO, SOTTANELLI, D’AGOSTINO e CIMMINO. —

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
il personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi) e ITP (insegnati tecnico-pratici), che lavorava nelle scuole e che negli anni settanta era alle dipendenze delle province e dei comuni, fu trasferito alle dipendenze del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca dall’1o gennaio 2000, ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 124 del 1999, con la garanzia del mantenimento, ai fini economici e giuridici, dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999, delle mansioni e della sede di lavoro;

per consentire il trasferimento del suddetto personale (circa 70.000 persone in tutta Italia) venne stipulato un accordo (senza valenza contrattuale derogatoria della legge) tra ARAN e CGIL-CISL-UIL-SNALS, poi recepito dal Decreto Interministeriale del 5 aprile 2001;

in base a sopraddetto accordo, finalizzato all’attuazione del trasferimento ed avente valenza temporanea, si stabili, tra l’altro, che l’anzianità maturata da ciascun lavoratore alle dipendenze dell’Ente Locale di provenienza, sarebbe stata riconosciuta con il metodo della «temporizzazione», cioè trasformando la sola retribuzione tabellare del dipendente in anzianità;

venne così costruita un’anzianità «fittizia», assai inferiore all’anzianità effettivamente maturata dal personale trasferito. In tal modo il personale trasferito perse il trattamento retributivo accessorio, molto più favorevole, previsto dal CCNL enti locali applicato fino al 31 dicembre 1999;

tra il 2001 e il 2005, si verificò un contenzioso di massa, promosso da buona parte del personale ATA ex EE.LL, per affermare il diritto al riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata nell’ente locale di provenienza. Dalla prima sentenza favorevole, pronunciata dal tribunale di Milano nel mese di marzo 2002 a tutte una serie di sentenze emesse successivamente dalla Cassazione nel 2005, questo diritto venne riconosciuto ai lavoratori che avevano fatto ricorso;

la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 2005), con il comma 218 dell’articolo 1, interpretò il comma 2, dell’articolo 8, della citata legge n. 124 del 1999, trasformando il riconoscimento dell’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1999 in «temporizzazione» dell’anzianità, cioè in anzianità fittizia ed inferiore. In tal modo le cause ancora in corso tra i lavoratori ed il Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, subirono un «capovolgimento» a favore dell’amministrazione, contrariamente alla giurisprudenza consolidata, fino ad allora, della Suprema Corte di cassazione;

tra il 2007 e il 2009 la Corte costituzionale (con due sentenze, la n. 234 del 2007 e la n. 311 del 2009) ritenne infondata la questione di legittimità della norma «interpretativa»; e la Corte di cassazione e i giudici di merito mutarono la propria giurisprudenza, adeguandosi alle pronunce della Consulta e respingendo i ricorsi, ancora pendenti, dei lavoratori;

ben due sentenze emanate in sede europea hanno contraddetto la giurisprudenza nazionale: la sentenza «Agrati» e la sentenza «Scattolon».

Nello specifico, la sentenza «Agrati» del 7 giugno 2011, pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, stabilì che nella vicenda ATA, lo Stato italiano, con l’articolo 1, comma 218 della legge 266 del 2005, ha violato gli articoli 6 della Convenzione Europea e 1 del Protocollo n. 1 alla stessa Convenzione;

la sentenza «Scattolon» del 6 settembre 2011, pronunciata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea che ha stabilito che il trasferimento del personale ATA dagli enti locali allo Stato deve essere considerato un trasferimento d’azienda e pertanto ricade sotto la direttiva comunitaria in materia, che non consente che l’ente cessionario (il Ministro dell’istruzione dell’università della ricerca) riduca le retribuzioni globali di fatto già godute dal personale trasferito presso l’ente cedente (provincia/comune);

le due citate sentenze demoliscono una per una le tesi sostenute dal 2007 in avanti dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione poi, e, le stesse sentenze europee dovranno ora essere recepite dai giudici italiani nei processi in corso (circa diecimila, a tutt’oggi, ma, destinate a crescere a parere degli interroganti);

si è al cospetto di una vicenda annosa che ha creato non poche difficoltà economiche a migliaia di famiglie, basti pensare a coloro che sono obbligati a restituire cifre ingenti con rate mensili anche di 400,00 euro, a seguito di sentenze emesse nei giudizi di secondo grado che le Corti di Giustizia Europee hanno dichiarato illegittime;

con la risoluzione n. 8-00196, approvata nella XVI legislatura e conclusiva del dibattito avuto in Commissione XI il Governo pro tempore si era impegnato affinché, entro tempi brevi, si giungesse ad una equilibrata risoluzione della vicenda, con l’obiettivo di realizzare una definitiva soluzione dell’annosa problematica del personale ITP e del personale ATA, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche –:

quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, intendano porre in essere al fine di attuare il blocco immediato delle richieste di recupero, in atto, delle somme percepite dal personale ATA-ITP a seguito di sentenze favorevoli di primo e secondo grado, precedenti all’intervento normativo e alla norma interpretativa contenuta nella sopra citata legge finanziaria n. 266 del 2005;

se non ritengano necessario, garantire l’applicazione dell’articolo 8, comma 2 della legge 124 del 1999 con il riconoscimento dell’anzianità effettivamente maturata sia per il personale ancora in servizio sia per il personale andato in quiescenza dopo il 1o gennaio 2000;

quali iniziative normative intendano attuare, in esecuzione dei principi stabiliti dalle due sentenze europee. (3-00351)

 

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SCIOPERO GENERALE SCUOLA IL 28 APRILE CON MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA PER BLOCCARE IL MINISTRO GIANNINI. ASTENSIONE DAI TEST INVALSI 6, 7 MAGGIO (PRIMARIA) E 13 MAGGIO (SUPERIORI)

L’Unicobas ha esteso il calendario di scioperi in programma.

Lunedì 28 Aprile sciopero delle scuole di ogni ordine e grado contro la politica del Ministro Giannini, con manifestazione nazionale a Roma.

Poi il 6 e 7 Maggio sciopero dei docenti della Primaria impegnati nella somministrazione e correzione delle prove Invalsi e sciopero degli insegnanti della scuola Superiore impegnati nei test il 13 Maggio. ‘Educheremo’ il Ministro a minor protervia.

Abbiamo capito cosa vuole la Giannini:

1) eliminare la libertà d’insegnamento e d’apprendimento tramite ‘valutazioni’ discrezionali d’autorità da parte dei dirigenti collegata ai risultati dei vergognosi test Invalsi ed una gestione privatistica incardinata sul capitale privato (inteso come committenza). Nessun investimento per potenziare tempo pieno, mense, trasporti o per contenere tasse e costo dei testi. Di contro, come i suoi predecessori, neppure la Giannini s’è accorta che con 8/9 anni siamo all’ultimo posto nel continente per offerta formativa obbligatoria (10/11 la media UE) e che quotidianamente viene violato il diritto allo studio dividendo le classi a causa della riduzione degli stanziamenti per la sostituzione degli assenti (con decine di migliaia di precari cacciati dalla scuola);

2) sopprimere gli scatti d’anzianità, già ‘congelati’ e restituiti solo in parte (grazie ad un accordo-truffa sottoscritto da CISL, UIL, SNALS e Gilda) a detrimento del fondo di istituto, ormai privo di risorse per progetti, funzioni strumentali, straordinari ata ed ore aggiuntive di didattica, ovvero di tutto ciò che serve contro abbandono e mortalità scolastica;

3) fingere di non accorgersi che retribuendo al livello più basso d’Europa i docenti ed investendo meno di chiunque in percentuale di PIL destinata ad istruzione, università e ricerca, si sviluppa una ‘pedagogia sociale’ che deprime il valore della scuola e della cultura e induce da anni evasione e mortalità, le più alte addirittura nelle zone più ricche del Paese;

4) realizzare l’ultimo punto del programma della Loggia P2 rimasto ‘inevaso’: eliminare il valore legale del titolo di studio, così che un laureato possa venire retribuito come se non avesse neppure la licenza elementare;

5) eliminare gli organi collegiali, trasformare le scuole in fondazioni e farle gestire da consigli di amministrazione presieduti dal ‘dirigente’ e non più da un genitore; assumere il personale per chiamata diretta e discrezionale come nelle scuole private;

6) ridurre i Licei a 4 anni, eliminare filosofia e storia dell’arte, continuando nell’opera di demolizione sistematica dei saperi e della qualità dell’istruzione cominciata con la ‘berluscuola’ (‘maestro prevalente’ e soppressione dell’unitarietà didattica del tempo pieno, taglio delle ore di storia, geografia, lettere, Liceo Scientifico senza il latino…).

CGIL, CISL, UIL, SNALS e Gilda parlano di contratto, ma fanno finta di non sapere che proprio grazie all’accordo siglato da loro con Tremonti siamo in blocco, che il contratto da biennale (per la parte economica) l’hanno fatto diventare triennale e soprattutto che hanno portato la scuola nel calderone indistinto del pubblico impiego, all’interno del quale vige la regola (DL.vo 29/1993) che gli ‘aumenti’ non possano superare l’inflazione programmata dalla parte datoriale (Ministro dell’economia).

Per questo, col passaggio dalla lira all’euro, avemmo un rinnovo del 2% a fronte del dato Istat al 6% e di un aumento dei prezzi al consumo pari al 50%. Per questo, dal 1995 abbiamo avuto ‘aumenti’ sempre sotto l’inflazione dichiarata (dato Istat) e reale (incremento vero del costo della vita) e non potremo MAI neppure avvicinarci alla media retributiva europea, ove siamo (tenendo presente anche la diversità dei costi standard) all’ultimo posto, persino sotto a Grecia e Portogallo. O si esce dal pubblico impiego e dal campo di vigenza del DL.vo 29/1993, come l’Unicobas vuole da anni, o risulta persino ridicolo parlare di stipendi (…europei).

Per le ragioni su addotte, l’Unicobas vuole un contratto specifico per tutta la scuola fuori dall’area del pubblico impiego (dove non è prevista certo la ‘libertà di impiegamento’ e dove non esistono le responsabilità penali che gravano su chi a che fare con minori) e l’istituzione di un Consiglio Superiore della Docenza (con diramazioni provinciali), adibito a garantire, così come per la Magistratura, l’autonomia e la terzietà della Scuola pubblica. Senza tutto ciò la privatizzazione della scuola e la sua subordinazione alle caste della politica ed agli interessi economici di parte, è sicura.

Per tutta la scuola, docenti ed ata, dal momento che anche un collaboratore scolastico ha competenze di vigilanza che un usciere del ministero non ha, dal momento che gli aiutanti tecnici hanno competenze di coadiuzione educativa e gli amministrativi firmano bilanci di milioni che ovunque (anche nel sistema privato) darebbero luogo a retribuzioni ben più alte.

logobandunicStefano d’Errico

(Segretario Nazionale Unicobas Scuola)

FERNANDOCi giunge notizia dell’avvenuta vittoria del ricorso al TAR Lazio  del nostro collega Fernando Barcaglioni sul demansionamento coatto nei ruoli del personale Ata

ricorso effettuato dalla flc romana che dalle sue pagine né dà notizia:

Il TAR Lazio a seguito dell’udienza tenutasi lo scorso 6 marzo ha deciso di sospendere l’applicazione dei provvedimenti relativi al passaggio forzoso degli ITP C555 e C999 nei ruoli ATA (nota MIUR prot. n. 13219 del 6.12.2013) e ha dato 60 giorni di tempo al MIUR per fornire una “compiuta relazione” che illustri l’antefatto che ha portato ad adottare tali provvedimenti.

Questa decisione del TAR è frutto del ricorso presentato tempestivamente dalla FLC lo scorso febbraio per chiedere l’annullamento della circolare MIUR in questione.

Per la FLC tale operazione, come sostenuto nel ricorso, è illegittima poiché impone un transito agli ITP su altro profilo penalizzante sul piano professionale e economico, senza che l’amministrazione abbia previsto alcuna attività di riqualificazione o ricollocazione  in grado di salvaguardarne la loro esperienza professionale.

Così facendo il MIUR è venuto meno ai basilari principi di efficienza e buon andamento nella gestione del servizio pubblico. Il TAR Lazio, sospendendo i provvedimenti attuativi del MIUR, ha trovato fondate le nostre argomentazioni e sospeso “ad tempus” il provvedimento impugnato in attesa che il MIUR fornisca le necessarie spiegazioni.

La prossima udienza è stata fissata per il 22 maggio 2014, data in cui ci sarà la decisione definitiva.

Fino ad allora il MIUR non potrà procedere ad alcuna operazione di transito degli ITP nei ruoli ATA. Di conseguenza tutti i posti dovranno essere resi disponibili alle immissioni in ruolo ATA di cui si discuterà domani al MIUR.

ricorso tar lazio ITP

http://www.flcgil.it/scuola/ricorso-flc-contro-il-passaggio-forzoso-di-itp-c555-e-c999-nei-ruoli-ata-il-tar-lazio-sospende-i-provvedimenti-del-miur.flc

attivita aggiuntivedi  Unicobas

25/02/2014

Questi i propositi dichiarati:

1) potenziare il diritto allo studio per incentivare il merito;

2) combattere gli abbandoni;

3) ridare valore ai titoli di studio;

4) lavorare per una maggiore integrazione tra comunità di docenti e comunità di studenti.

Ma alla luce del suo curriculum politico, nonché delle dichiarazioni rese in queste ore, fuor di demagogia, la linea è ben diversa.co

Ovvero:

1) eliminare la libertà d’insegnamento e d’apprendimento tramite “valutazioni” discrezionali d’autorità ed una gestione privatistica della scuola incardinata sulla figura del “dirigente”, sulle intromissioni del capitale privato (inteso come committenza), sul collegamento ai risultati dei vergognosi test Invalsi, senza investimenti per potenziare tempo pieno, mense, trasporti o per contenere tasse e costo dei testi. Di contro, come i suoi predecessori, neppure la Giannini s’è accorta che con 8/9 anni siamo all’ultimo posto nel continente per offerta formativa obbligatoria (10/11 la media UE) e che quotidianamente viene violato il diritto allo studio dividendo le classi a causa della riduzione degli stanziamenti per la sostituzione degli assenti (con decine di migliaia di precari cacciati dalla scuola);

2) eliminare del tutto i “gradoni”, dopo che sono stati “congelati” e restituiti solo in parte (grazie ad un accordo-truffa sottoscritto da Cisl, Uil, Snals e Gilda) rubando il necessario dal fondo di istituto, ormai privo di risorse per progetti, funzioni strumentali, straordinari Ata ed ore aggiuntive di didattica, ovvero di tutto ciò che serve contro abbandono e mortalità scolastica;

3) eliminarli nonostante il blocco dei contratti e la discesa degli stipendi all’ultimo posto UE (anche sotto la Grecia) e dopo che gli scatti biennali, dal 1995, sono stati trasformati in 6 “gradoni”: il primo di 3 anni, i successivi tre di 6 anni e gli ultimi due di 7. Un “raffreddamento” degli automatismi tale che, viceversa, se li avessimo conservati, pur senza rinnovo contrattuale alcuno, avremmo oggi una retribuzione molto più alta. S’è detto che con quegli aumenti d’anzianità (che invece hanno conservato i docenti universitari, i magistrati ed i militari di carriera) “sarebbero andati avanti tutti, anche i cialtroni”. Però persino la Svizzera, Paese liberista per eccellenza, che non prevede premi d’anzianità per nessuno, li conserva SOLO per gli insegnanti (e sono annuali), perché in tutto il mondo si sa bene che ad insegnare si impara soprattutto insegnando;

4) lasciare docenti ed Ata a vita con lo stipendio base, dopo che dal 1995 non possiamo, per legge, avere “aumenti” superiori all’inflazione programmata dal Ministro dell’economia pro-tempore (vale a dire dal nostro datore di lavoro). Così i docenti, già ultimi all’epoca per retribuzioni nella UE, hanno visto congelarsi la loro posizione. Inutile quindi, dal contratto del 1995 (che, grazie alla firma di Cgil, Cisl, Uil, ha sancito l’acquisizione dei dettami del D.L.vo n. 29/93), parlare di “contrattazione”: per lo specifico scuola non possono più esistere “aumenti” pensionabili degni di tal nome. Solo mance legate a presunti “meriti” mai stabiliti;

4) fingere di non accorgersi che retribuendo al livello più basso d’Europa i docenti ed investire meno di chiunque nella percentuale del PIL destinata ad istruzione, università e ricerca, si sviluppa una “pedagogia sociale” che deprime il valore della scuola e della cultura e induce da anni evasione e mortalità (le più alte) addirittura nelle zone più ricche del Paese (e non più nel Meridione);

5) realizzare l’ultimo punto del programma della Loggia P2 rimasto “inevaso”: eliminare il valore legale del titolo di studio, così che un laureato possa venire retribuito come se non avesse neppure la licenza elementare;

6) eliminare gli organi collegiali, trasformare le scuole in fondazioni e farle gestire da consigli di amministrazione presieduti dal “dirigente” e non più da un genitore; assumere il personale per chiamata diretta e “valutarlo” discrezionalmente tramite il dirigente scolastico, come nelle scuole private;

7) continuare a dilapidare (contro il dettato costituzionale) fondi pubblici in diplomifici privati che – come abbiamo dimostrato con un preciso dossier già inviato al precedente Ministro – almeno nella metà del Paese, neppure retribuiscono il personale, garantendo solo quel punteggio che consente ai più dequalificati il superamento di quanti hanno insegnato nel rispetto delle graduatorie pubbliche e con titoli adeguati (grazie anche ad una legge di “parità” – approvata da Berlinguer – che valuta i due tipi di servizio come avessero analogo credito); ridurre i licei a 4 anni, eliminare filosofia e storia dell’arte, continuando nell’opera di demolizione sistematica dei saperi e della qualità dell’istruzione cominciata con la “berluscuola” (“maestro prevalente” e demolizione dell’unitarietà didattica del tempo pieno, taglio delle ore di storia, geografia, lettere, liceo scientifico senza il latino…).

Per questi documentati motivi l’Unicobas conferma sino al 22 marzo lo sciopero per l’astensione dalle attività aggiuntive e dai progetti, la sospensione dagli incarichi, nonché delle sostituzioni e dalle funzioni strumentali, per i docenti ed il blocco degli straordinari e delle attività legate alle “seconde posizioni economiche” del personale Ata (personale che, peraltro è stato scippato delle retribuzioni relative). D’ora in poi la chiameremo “Gialmini”.

logobandunicStefano d’Errico

Segretario nazionale Unicobas

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Non abbiamo mai preso sul serio le rodomontate di Renzi, le rottamazioni, la rivoluzione democratica, la nuova politica che spazza via la “casta” ecc..

E’ stata subito palese la smisurata ambizione e presunzione del Matteo, ottimo allievo di Berlusconi nel cambiare tesi e programmi da un giorno all’altro in base ad esclusivi criteri di potere: ed avevamo già verificato l’abisso tra chiacchiere e fatti nella conduzione della sua città.

Dunque, non siamo troppo sorpresi delle pur clamorose svolte a 180 gradi che lo hanno portato al governo.d_Errico

Piuttosto, sono sconcertanti i suoi innumerevoli corifei – nei mass media, nel suo partito, tra i poteri che contano – uniti nel “il fine giustifica i mezzi” e prodighi di un’indulgenza mai regalata a Berlusconi, malgrado la svolta, con la quale il puttino ha rinnegato tutta la sua mitologia, sia stata totale e rapidissima e abbia lasciato a bocca aperta persino i due milioni di elettori che lo avevano incoronato segretario PD senza la minima idea del suo programma e solo perché figura bene in TV.

Al governo solo tramite un plebiscito elettorale, collaborando per l’intanto con “Staisereno” Letta?

Col cavolo.

Roso dall’ambizione smisurata e dalla fretta di chi ha puntato tutto sull’immagine, ci arriva con un accoltellamento di palazzo che manco la peggior DC.

Doveva rottamare la vecchia politica?

Ha fatto un governo con il solito manuale Cencelli, tre posti al NCD, uno a Scelta civica, uno all’Udc e gli altri ben divisi tra le correnti PD.

Non mi farò condizionare dai poteri forti?

Ha trattato i ministri con Draghi.

Con in più la berlusconiana promozione di giovanotte-immagine senza “meriti” che non siano d’estetica e di totale fedeltà al capo, mentre viene cancellato l’odiato – da Lega e razzisti al seguito – Ministero “negro”.

Ciò malgrado, ci siamo ripromessi di attendere i programmi: e quelli, almeno per la scuola, stanno già arrivando grazie alle interviste alla neoministra Stefania Giannini e a Davide Faraone, neo-responsabile scuola PD e “renziano Doc”.

La prima, dopo il rituale “premierò il merito”, grottesco se detto da un governo del tutto senza meriti, annuncia che vuole cancellare gli “automatismi”, cioè gli scatti di anzianità per docenti ed Ata, l’unica forma, miserella, di avanzamento economico rimasto.

istruzione, propone il taglio di un anno di scuola nelle superiori, cioè una riduzione di spesa e di personale intorno al 20%, per la felicità di Padoan e di tutti coloro che hanno per colpamdei sindacati.

Faraone le fa eco (o le dà la linea), confermando il taglio di un anno di scuola e proponendo la “necessaria revisione dello stato giuridico” di docenti ed Ata e il “superamento di alcune rigidità del contratto nazionale” per portare a compimento la “vera autonomia”, con la quale Berlinguer lanciò la scuola-azienda che ha prodotto l’attuale scuola- miseria e scuola-quiz; e che ora per Faraone dovrebbe partorire, dopo fantasticate stabilizzazioni di precari in massa, le ben più concrete assunzioni dirette (e licenziamenti) da parte dei presidi.

Dunque, prendendo almeno loro sul serio, sembra prospettarsi un orizzonte oscuro che smentisce le mirabili promesse del Renzi per il “rilancio” dell’istruzione come “interesse primario”.

Rafforzeremo le mobilitazioni che abbiamo in corso – inidonei, precari Ata e delle elementari, quota 96, scuola in carcere, scioperi contro i quiz Invalsi, Itp, Lsu e Ata pulizie, modelli viventi ecc..- di fronte a questi primi segnali inquietanti.

E visto che le nostre proteste si svolgeranno spesso davanti al Ministero ora guidato da Giannini, ci auguriamo che la ministra ne approfitti per farci cambiare idea con i fatti rispetto a questo primo, inevitabilmente negativo, giudizio.

logobandunicUNIcobas Scuola

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=52531&action=view

COMUNICATO STAMPA NAZIONALE del 14.2.2014

derricoQuesta mattina abbiamo proclamato per tutto il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario, di ruolo e non, lo sciopero nazionale delle attività aggiuntive dall’1 al 22 Marzo 2014 compresi, così come di seguito indicato:

Personale Ata: – astensione attività aggiuntive oltre le 36 ore settimanali;

- astensione da tutte le ulteriori attività previste nelle lettere di incarico comprese quelle collegate alle posizioni economiche (I° e II°)) e agli incarichi specifici;

- astensione dall’intensificazione della attività nell’orario di lavoro relativa alla sostituzione dei colleghi assenti con limitazione al proprio piano di lavoro o settore;

- astensione svolgimento incarico sostituzione Dsga;

- astensione svolgimento incarico di reggenza come Dsga presso le scuole sottodimensionate.

Personale docente ed educativo:

- astensione dalle attività aggiuntive di insegnamento oltre l’orario obbligatorio, retribuite con il MOF;

- astensione dall’espletamento delle funzioni strumentali;

- astensione dalle ore aggiuntive per l’attuazione dei progetti retribuiti con il MOF e dagli incarichi di coordinatore di progetti retribuiti con il MOF;

- astensione dalla sostituzione e collaborazione con il dirigente scolastico e dagli incarichi di responsabile di plesso, di laboratorio, di dipartimento, coordinatore del consiglio di classe e coordinatore personale educativo;

- astensione dalle ore aggiuntive prestate per l’attuazione dei corsi di recupero per gli alunni con debiti formativi;

- astensione dalle attività complementari di educazione fisica e avviamento alla pratica sportiva.

Inoltre, lo sciopero è indetto contro il blocco del contratto e la suaattivita aggiuntive triennalizzazione, contro il ‘congelamento’ degli scatti e la parziale restituzione degli stessi a danno del Fondo di Istituto; contro la mancata corresponsione del dovuto per le ‘posizioni economiche’ del personale non docente; contro la tragedia degli ATA ex Enti Locali; contro i ritardi annosi nell’assunzione dei precari e la riduzione dei benefici stipendiali e normativi per i neo assunti; contro il tentativo del Ministro Carrozza (tramite una delega ottenuta dal Governo) di ridurre al silenzio gli organi collegiali, imporre l’assunzione diretta del personale da parte dei dirigenti scolastici e la valutazione discrezionale di docenti ed ATA, collegando quella dei primi ai vergognosi test Invalsi (avamposto dell’aziendalizzazione della Scuola Pubblica, consistenti in forme di valutazione improprie per studenti e docenti); contro la riduzione dei Licei a 4 anni; contro il blocco dei pensionamenti per i nati nei primi anni ’50 e le restrizioni generali in materia di diritto del lavoro, nonché per la mancata abrogazione della controriforma Gelmini e della relativa revisione delle classi di concorso.

Lo sciopero, indetto anche dalla CGIL, viene proclamato dopo aver effettuato in data 13.2.2014, inutilmente, il prescritto tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Le scuole, che ormai si reggono soprattutto sul lavoro straordinario (spesso effettuato gratis et amore dei), verranno bloccate nel funzionamento più elementare.

logobandunic

 

Stefano d’Errico (Segretario nazionale Unicobas Scuola)

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–Corte Europea dei diritti dell’uomo –

    La sentenza   Montalto   del 14 gennaio 2014

                (ric. 38180/08 più altri 16)                  

-La Giustizia Europea condanna nuovamente l’Italia -

Lo Stato Italiano non può più ignorare ciò che è accaduto a 70.000 lavoratori italiani della scuola, gli ATA-ITP che nel lontano gennaio 2000 transitarono allo Stato, a malincuore, perché costretti dalla  legge n. 124 del 3 maggio 1999 che all’articolo 8,  prometteva di riconoscere loro tutta l’anzianità maturata nell’Ente Locale di provenienza, garantendo,  quindi, ad essi l’equiparazione ai colleghi dello Stato, rispetto ai quali avevano, comunque e da sempre svolto le stesse mansioni e compiti anche se alle dipendenze di due Amministrazioni Pubbliche diverse.

Ebbene dopo una scellerata alleanza Governo-Sindacati  protrattasi per  14 anni durante i quali si sono orchestrate le più turpe trame tese da tutti i governi che si sono succeduti (Prodi, D’Alema, Berlusconi, Monti, Letta ) finalizzate ad affossare le legittime speranze ed aspettative  di questi sfortunati lavoratori, continuano a pervenire, dalle Grandi Corti della Giustizia Europea, a cui si sono visti costretti rivolgersi per dei diritti in Italia negati,  pesanti condanne  per lo Stato Italiano.

 Sono diverse ormai le Sentenze con le quali “il Giudice di Berlino” ricorda allo Stato Italiano, ed ai sindacati che hanno taciuto, girandosi dall’altro lato per non vedere e tappandosi le orecchie, che certi comportamenti vergognosi e squallidi sono degni dei paesi del terzo mondo e non certo di un paese che si vuole definire a tutti i costi “Europeo”.

Infatti , con la sentenza Montalto la Cedu ha rafforzato quanto già enunciato nella SENTENZA AGRATI  sulla violazione dell’art.6 della Convenzione, rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ATA transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare contro i sacrosanti diritti degli ATA-ITP ex EE.LL.

Insomma, la Corte di Strasburgo con la sentenza Montalto ha espresso con durezza le stesse valutazioni di censura agli abusi dello Stato italiano sulle regole e sui processi e alla slealtà nei rapporti con le Corti sovranazionali .

Lo Stato italiano “di diritto” dovrà prendere atto di queste posizioni delle Corti europee e cominciare a ricostruire le fondamenta della tutela dei diritti fondamentali, coniugandole con le reali esigenze della finanza pubblica, senza inventarsi nuove manipolazioni o cattive interpretazioni della giurisprudenza comunitaria e/o convenzionale.

Per questo motivo la C.E.D.U. ha dichiarato la violazione dell’art. 6 § della Convenzione  essendo stato non garantito   il diritto dei lavoratori interessati all’equo processo.

Ancora più deludente e squallido è il comportamento  dei nostri governanti , i quali, alla luce delle molteplici sentenze di condanna, che riconoscono  a questi lavoratori di essere stati vittime di una trama ordita dallo Stato Italiano , preferiscono non  vedere pur di non  affrontare la situazione e non voler  ammettere gli errori commessi.

A questo punto alle  migliaia di lavoratori Italiani ATA-ITP, padri di famiglie e , con  alla gola “il cappio” rappresentato  dalla restituzione “coatta” imposta dalle Ragionerie Provinciali dello Stato,  ancora attivate,  nonostante le “SENTENZE EUROPEE”, di condanna allo Stato Italiano per il trattamento subìto, non resta che  rivolgersi, ancora una volta ,  in massa ai tribunali.

È esattamente quello che sta avvenendo, dopo l’abdicazione ed il voltafaccia dei rappresentanti politici-sindacali con l’effetto finale che, dato i tempi della giustizia, lo Stato andrà incontro a colossali  esborsi che inevitabilmente  finiranno con il gravare sulle spalle delle future generazioni.

A tale riguardo si pensi che solo per 124 lavoratori la Corte di Giustizia Europea con la SENTENZA AGRATI  del 08/11/2012 ha condannato l’Italia a sborsare 1, 8 milioni di euro.

Bene farebbero i governanti italiani a comportarsi “responsabilmente” cercando di intavolare un discorso  con i rappresentanti di questi lavoratori per trovare una soluzione che blocchi da subito le ingiuste restituzioni coatte, attuate dalle Ragionerie dello Stato, e, trovare responsabilmente una soluzione ricordandosi che delle “scuse” da parte dello Stato Italiano sono dovute a questi lavoratori invece di  continuare a trattarli  come “lebbrosi”.

E’ passata la prima Repubblica,….è ormai moribonda  la seconda …..ma i comportamenti dei nostri politici e sindacalisti con il loro silenzio assordante sono sempre più deludenti.

Il Comitato sapendo di interpretare e rappresentare le istanze di migliaia di lavoratori è impegnato nel premere per chiedere incontri Istituzionali con i Presidenti delle Commissioni Cultura e Lavoro ed organizzare contemporaneamente la ripresa dei  giudizi legali

Allegati:

-Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani agrati del 7 giugno 2011

-SENTENZA  DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

 -SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

 -sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

 -sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE  11 dicembre 2012

 -CEDU-Sentenza Montalto del-14-gennaio-2014  Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non  ufficiale (dunque con possibili refusi)

http://www.orizzontescuola.it/news/ata-itp-transitati-allo-stato-corte-europea-condanna-nuovamente-litalia-mancato-riconoscimento-

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-2485059.html

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=52175&action=view

logobandunic‘LA TECNICA DELLA SCUOLA’ INTERVISTA

IL SEGRETARIO NAZIONALE DELL’UNICOBAS

Verrà “allungato” il primo “gradone” stipendiale?

di R.P.

09/02/2014

p9290057Secondo Stefano d’Errico (Unicobas) è un sospetto fondato.

Le operazioni in corso sugli scatti stipendiali stanno impoverendo oltre misura le scuole e tutto il personale.

“Distacchi sindacali a spese dello Stato? Noi non ne abbiamo neppure mezzo”.

Sui principali problemi di natura sindacale che sono in questo momento sul tappeto abbiamo rivolto alcune domande al segretario Nazionle di Unicobas, Stefano d’Errico.

Tecnica della Scuola

Assunzioni in ruolo. Il Governo ha scritto nel DL 3 che per poter procedere è necessario un contratto fra le parti. Il sospetto è che si voglia estendere il primo “gradone” (ora di 8 anni) a 9 o addirittura a 10. E’ un sospetto fondato?

d’Errico

Più che fondato. La Carozza intende inasprire la penalizzazione per i neo-assunti, a suo tempo concordata con CGIL, CISL, UIL, SNALS e Gilda come ‘misura temporanea’. Non solo verrebbe confermata, ma persino estesa al termine del terzo ‘gradone’ (15 anni di servizio). Potremmo definirla un’operazione in ‘Stile Electrolux’, se non fosse che in Italia la categoria è rimasta talmente indietro che lo stipendio di qualsiasi docente della UE è più alto anche di quello di docenti italiani impegnati regolarmente da decenni (e, sebbene in misura minore, la cosa vale anche per gli ata).

T.d.S.

Scatti stipendiali. Cosa ne pensate del “balletto” dei 150 euro ?

d’Errico

Per evitare la generale sollevazione della scuola, ed in particolare di quei 90 mila docenti ed ata ai quali sarebbero stati prelevati di forza 150 euro al mese, il governo Letta riduce ulteriormente il fondo a disposizione delle scuole per gli straordinari ed il miglioramento dell’offerta formativa. Con l’accordo di CISL, UIL, SNALS-CONFSAL ed UGL, il governo Berlusconi ‘congelò’ gli scatti d’anzianità della scuola per il 2011 ed il 2012. Monti, di concerto con le stesse sigle, estese e confermò il blocco. Per ‘restituire’ gli scatti 2011, l’anno passato vennero già tagliati 340 milioni di euro del fondo a disposizione delle scuole: di fatto, toglievano denaro destinato alla categoria per restituire ciò che alla categoria spettava comunque. Ancora una volta, grazie ad un accordo ‘sindacale’, mettevano soldi in una tasca togliendoli dall’altra… Così fanno anche oggi.

T.d.S.

In ogni caso è chiaro che, ormai, per garantire gli scatti bisognerà decurtare ancora il fondo di istituto. Voi che ne dite ?

d’Errico

C’è poco da dire: gli scatti 2012 versati a suo tempo dal Tesoro prima che venisse confermato il blocco anche per quell’anno (e che Saccomanni intendeva riprendersi indietro), vengono appunto pagati con i soldi della scuola e non potranno venire effettuati i progetti di didattica svolti (a meno che i docenti non operino ‘gratis et amore dei’), né potranno essere retribuite le ore di straordinario del personale ata. Tutto ciò ha già determinato una riduzione pesante della contrattazione di istituto (su che si ‘contratta’?). Viene fatto gravare sulle famiglie e sugli studenti l’onere dell’acquisto dei più elementari strumenti per il funzionamento della scuola: gessi, lavagne, toner, assistenza tecnica e telematica, sino a scottex e carta igienica, saranno a carico di quell’eufemistico ‘contributo volontario’ che i genitori degli alunni sono indotti a pagare da molti anni questa parte. Una vera vergogna per la scuola pubblica italiana, che vede già da 30 anni ridursi progressivamente lo stanziamento percentuale sul Pil per istruzione, università e ricerca (ben sotto la media UE) e che retribuisce gli insegnanti persino peggio della Grecia.

T.d.S.

Parliamo di distacchi sindacali. Non da oggi c’è chi sostiene che debbano essere pagati dalle organizzazioni di appartenenza e non dalla Amministrazione. Qual è la vostra posizione?

d’Errico

L’Unicobas non gode di nessun distacco pagato dallo stato (neppure permessi orari). Sono dati in monopolio alla casta sindacale cinghia di trasmissione dei partiti politici. Hanno costruito questo monopolio con l’invenzione di elezioni sindacali scuola per scuola. Una legge che ci impedisce però di cercare candidati e persino di presentare il nostro programma quando li troviamo, impedendoci le assemblee in orario di servizio. CGIL, CISL, UIL, SNALS e Gilda possono parlare ai lavoratori anche dove non esistono e persino partecipare alle trattative di istituto senza aver preso neppure un voto.

Questo non è uno stato di diritto

Fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=52170&action=view

RUBA

Nuova sentenza di condanna all’Italia per le vicende del personale ATA.

Con la pronuncia depositata il 14 gennaio 2014  nel caso Montalto e altri contro Italia (AFFAIRE MONTALTO ET AUTRES c-1. ITALIE  ) Strasburgo ha accolto il ricorso di numerose vittime ravvisando una violazione dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che assicura il diritto all’equo processo.

Anche in questo caso il ricorso è stato presentato da alcuni dipendenti della provincia di Milano, passati sotto il Ministero dell’istruzione.

A causa della legge 23 dicembre 2005, n. 266  che aveva  introdotto un’interpretazione autentica all’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 i dipendenti erano stati di fatto privati dell’anzianità di servizio.

Per la Corte europea, l’intervento legislativo  ha regolato in maniera retroattiva la situazione dei dipendenti, di fatto impedendo la realizzazione di un equo processo.

Strasburgo riconosce che il potere legislativo può intervenire nell’ambito dei diritti in materia civile con nuove disposizioni, anche con portata retroattiva, ma senza intaccare il principio della preminenza del diritto e il diritto al processo equo.

Principi violati, invece, dall’Italia. Di qui la condanna.

L’adozione di una norma di interpretazione autentica di un testo dopo molti anni, con una prospettazione diversa da quella sostenuta dalla Corte di cassazione, che lede i diritti dei dipendenti cancellando l’anzianità di servizio costituisce una violazione della Convenzione europea.

vedi anche  la sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE  depositata in data 11 dicembre 2012  Personale ATA: nuova condanna all’Italia)

Dott.Marina Castellaneta

@marcast5

Fonte: http://www.marinacastellaneta.it/category/senza-categoria

ndr:

   Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011

   SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

   SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

   sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE

   sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

   CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014 Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non    ufficiale

   (dunque con possibili refusi)

di Giovanni Scarnati

ATAOrmai è chiaro !

Come siamo stati stupidi a non accorgercene prima.

I maggiori economisti lo avevano detto nelle migliori trasmissioni televisive:i bidelli sono più dei carabinieri ! Ricordate?

Era la paga dei bidelli (ora furbescamente occultati dietro il pomposo nome di collaboratori scolastici) a sfasare i conti pubblici.

Adesso però ce ne siamo accorti.

Erano gli unici ad avere un posto solo (e non 24) e la paga di quest’anno superiore a quella del 2010, ben 900 euro mensili : avevano infatti in più la prima posizione economica ( 600 euro lordi l’anno) e tutto questo per aiutare bambini, scolari e studenti diversamente abili in scuole inadatte ad accogliergli.

Ma cosa vogliono questi diversamente abili?

Nuova edilizia scolastica per l’abbattimento delle barriere architettoniche, bagni dedicati ; meno male che i comuni, con i tagli che hanno subito, non gli assumono più l’assistente alla persona ( prima li “assumevano” a progetto ! scandaloso!) .

Pensate che solo grazie alla lungimiranza del ex ministra dell’istruzione, ogni due disabili c’è un insegnante di sostegno, per legge! ( basta con le distinzioni tra le disabilità e l’adattamento dell’orario di sostegno! le disabilità sono tutte uguali ! non come ancora sostiene in qualche sentenza qualche giudice che non sa niente di contabilità pubblica contemporanea!).

Adesso bambini, scolari e studenti disabili non hanno più bisogno di nessun aiuto, quindi nessun incarico al collaboratore scolastico.

Ah, che sospiro di sollievo ! Per anni si era pensato che per portare tutti allo stesso nastro di partenza e dare il via alla vita, qualcuno un po’ più sfortunato, andava aiutato, sostenuto, fin da piccolo altrimenti mai si sarebbe potuto allineare agli altri.

Molto di questo compito gravoso era sulla scuola, quella pubblica. Vecchissima idea di solidarietà sociale e progresso!

E che dire degli assistenti tecnici e amministrativi?

Anche loro con stipendi da capogiro grazie alla seconda posizione economica ?

E non pensino quelli di loro che avevano la prima posizione economica con decorrenza anteriore al 2011 e che hanno optato per la seconda, di ritornare, magari con un ricorso legale alla prima posizione, e, con effetto domino, toglierla ai colleghi che nel frattempo l’avevano acquisita.

Saremmo nel caos ! Adesso basta con questa storia dei diritti quesiti!

Bene! Bene, ha fatto la nota del Miur 353 del 05/02/2014 che applicando il DL 78/2010 convertito dalla legge 122/2010 chiede il recupero con effetto retroattivo (per adesso fino al settembre 2013 ma potrebbe da settembre 2011 in seguito) di tutti i soldi i percepiti.

E non ci vengano a dire che le detrazioni fiscali, irpef e sue deduzioni, il montante contributivo relativo agli anni da restituire sono da ricalcolare per via della minore entrata! Ci andrebbero di mezzo Inps, Tesoro, e Agenzia delle Entrate.

E recuperiamo anche i soldi di quelli che nel frattempo sono andati in pensione e prima avevano goduto di questo” tesoro” della valorizzazione professionale dell’importo massimo di 1800 euro lordi annui.

Un vero capitale derivante da tagli agli organici e da una sequenza contrattuale stipulata appositamente dopo anni di pressione sindacale cui seguirono corsi di formazione con tutor ed esperti pagati dallo Stato e prove selettive, graduatorie provvisorie e definitive, provvedimenti vari.

Basta con queste sacche di privilegio anche nella scuola!

Questi ATA non sono mica parlamentari o dirigenti manager di aziende pubbliche!

Del resto questo Stato di Diritto e questa Scuola Pubblica, laica, inclusiva dove capaci e meritevoli ma privi di mezzi hanno il diritto di raggiungere i più alti gradi degli studi …ma signori miei !..è roba da Ottocento!

O, peggio, roba da Resistenza!

Fonte:

Prima e seconda Posizione economica personale ATA

http://www.orizzontescuola.it/news/lettera-bidelli-provocano-crisi-riducendogli-paga-si-pu-risanare-leconomia-e-rilanciare-pil

 dirittiLa sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. s’inserisce perfettamente nella scia inaugurata dalla sentenza Maggio e altri c. Italia (ric. n. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08 del 31 maggio 2011), e confermata dalla sentenza Agrati e altri c. Italia (ric. n. 43549/08, 6107/09 e 5087/09 del 7 giugno 2011), in tema di leggi d’interpretazione autentica.

La vicenda è quella del personale ATA che, in seguito al trasferimento avvenuto nel 1999, è passato dalle dipendenze dalla funzione pubblica territoriale – ove percepiva uno stipendio base integrato da delle indennità accessorie – a quelle del Ministero dell’educazione nazionale (M.I.U.R.), che fornisce ai suoi dipendenti, per le medesime mansioni svolte dal personale ATA, uno stipendio base progressivo secondo l’anzianità di servizio.

Sebbene fosse previsto – nell’articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999 (Trasferimento di personale ATA degli enti locali alle dipendenze dello Stato) – che i lavoratori trasferiti dovessero continuare a beneficiare dell’anzianità maturata, il Ministero assegnò loro un’anzianità fittizia, trasformando la retribuzione percepita presso gli enti locali in data 31 dicembre 1999 in anni di anzianità dei richiedenti.

Inoltre, per trasformare la retribuzione di base in anni di anzianità fittizia, il Ministero tolse dall’ultima busta paga dei lavoratori trasferiti tutti gli elementi accessori dello stipendio percepiti in modo stabile fino al 31 dicembre 1999.

In seguito al contenzioso giudiziario iniziato da numerosi lavoratori, il legislatore emanò la legge n. 266/2005 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, legge finanziaria per il 2006), d’interpretazione autentica della legge n. 124/1999 che sostanzialmente ebbe come effetto quello di fornire al personale ATA trasferito un trattamento economico inferiore rispetto a quello che avrebbe avuto secondo l’interpretazione costante della Corte di Cassazione anteriore all’emanazione della legge d’interpretazione autentica della legge sul trasferimento.

La C.E.D.U. analizza puntualmente anche l’incidenza della legge n. 266/2005 sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione che, prima dell’intervento legislativo, era favorevole ai lavoratori e,successivamente, al Ministero.

Sulla questione è inoltre intervenuta la Corte costituzionale che, con le sentenze n. 234 del 2007 e n. 311 del 2009 aveva sancito la legittimità costituzionale della legge n. 266/2005.

La C.E.D.U. ha riaffermato quanto già disposto sul precedente caso Agrati e altri c. Italia, stabilendo che la mancanza degli imperativi motivi d’interesse generale non giustificavano l’utilizzo di un tale strumento – la legge d’interpretazione autentica – che è, chiaramente, una deroga al principio generale di parità delle armi garantito dall’art. 6 della Convenzione.

La C.E.D.U. fa poi riferimento alla sentenza Scattolon c. M.I.U.R (Ricorso C-108/10), del settembre 2011 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea con cui era stata sancita la contrarietà al diritto dell’Unione e in particolare alla  direttiva 77-187-CE.

 In seguito alla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Corte di Cassazione, a partire dalle pronunce n. 20980 e 21282 del 2011, ha rinviato numerosi ricorsi ai giudici d’Appello al fine di effettuare una valutazione sul mutamento stipendiale e, nel caso in cui si fosse riscontrata una diminuzione salariale del personale trasferito, di giudicarla in contrasto con il diritto dell’Unione, disapplicando, dunque, la legge nazionale.

Nel caso Montalto, la C.E.D.U. ribadisce i principi consolidati in materia, ciò a partire dalle sentenze Raffinerie greche Stran e Stratis Andreatis c. Grecia, (ric. n. 13427/87 del 9 dicembre 1994), National & Provincial Building Society, Leeds Permanent Building Society e Yorkshire Building Society c. Regno Unito (ric. n. 21319/93, 21449/93, 21675/93 del 23 ottobre 1997), Zielinsky e Pradal e Gonzales c. Francia (ric. n. 24846/94 et 34165/96 à 34173/96 del 28 ottobre 1999) e Forrer-Niederthal c. Germania (ric. n. 47316/99 del 20 febbraio 2003), secondo i quali, sebbene non vi sia un divieto assoluto per il legislatore di intervenire con leggi d’interpretazione autentica sulle leggi in vigore, le garanzie del giusto processo e il principio di parità della armi non consentono che vi sia un’ingerenza da parte dello Stato in controversie pendenti di cui esso sia parte, a meno che ciò non sia giustificato da imperativi motivi d’interesse generale.

La C.E.D.U. ha quindi ribadito che mere necessità di ordine economico non possono costituire motivi imperativi tali da derogare  a tali principi.

La sentenza è decisamente critica.

La pratica delle leggi d’interpretazione autentica con effetto retroattivo, nella sostanza, fanno venir meno la speranza legittima di ottenere un risarcimento e l’adeguamento salariale per i lavoratori trasferiti.

Per questo motivo la C.E.D.U. ha dichiarato la violazione dell’art. 6 § della Convenzione.

AVV. ANTONELLA MASCIA

(Testo redatto con la collaborazione della dott.ssa Alessia Valentino)

ndr:

1 –  Sentenza della Corte di Cassazione del 15 marzo 2005

2 – Sentenza della Corte di Cassazione n. 3224 del 25 gennaio 2005

3-  Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011

4-   SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA Scattolon (Ricorso C-108/10)

5-  SENTENZA AGRATI  8 novembre 2012  con la tabella dell’equo indennizzo

6- comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266

7-sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

8- sentenza De Rosa e altri contro Italia (AFFAIRE DE ROSA ET AUTRES c. ITALIE

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014 Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale (dunque con possibili refusi)

Fonte:http://antonellamascia.wordpress.com/2014/01/17/montalto-e-altri-c-italia-la-corte-europea-dei-diritti-delluomo-condanna-nuovamente-litalia-per-le-leggi-dinterpretazione-autentica/

condannaI diritti acquisiti dai lavoratori trasferiti da una PA all’altra non possono essere negati da una legge d’interpretazione autentica retroattiva La CEDU condanna l’Italia per l’illecita interferenza tra il potere legislativo e quello giudiziario: viola il diritto all’equo processo.

di Giulia Milizia

Peculiare sentenza sulla tutela dei dipendenti pubblici (personale ATA) trasferiti da un ente locale al Ministero: avevano perso ingiustamente i maturati scatti di anzianità e le relative integrazioni salariali.

La Finanziaria del 2006, con tale esegesi, riconosceva questi diritti solo a chi aveva ottenuto una sentenza definitiva, negandoli a chi aveva giudizi pendenti: è un’illecita e discriminatoria interferenza.

È la seconda condanna dopo quella del 2011.

È quanto stabilito dalla CEDU, sez. II, con la sentenza Montalto ed altri v. Italia (ric. 38180/08 più altri 16) del 14 gennaio 2014: il nostro paese è stato condannato per aver adottato detta legge d’interpretazione autentica,…

Fonte:

http://www.dirittoegiustizia.it/news/17/0000066073/I_diritti_acquisiti_dai_lavoratori_trasferiti_da_una_PA_all_altra_non_possono_essere_negati_da_una_legge_d_interpretazione_autentica_retroattiva.html

ndr :la Corte ha riscontrato una violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione ,rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.8 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Ndr: Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale

(dunque con possibili refusi)

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

Articolo 6 – Diritto a un equo processo

1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità possa portare pregiudizio agli interessi della giustizia.

2. Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.

3. In particolare, ogni accusato ha diritto di:

a) essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico;

b) disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa;

c) difendersi personalmente o avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;

d) esaminare o far esaminare i testimoni a carico e ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;

e) farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza.

A

bIn realtà non ci sarebbe stato bisogno di proclamare lo sciopero visto che sono attività aggiuntive e quindi facoltative e non obbligatorie.

Noi sono anni che diciamo ai colleghi di percorrere questa strada ma siamo sempre stati boicottati dalla CGIL, che per fare piacere ai propri presidi, ha sempre trovato scusanti per mettere questo tipo di “sciopero” in cattiva luce lavorandoci ai fianchi e sollecitando il ‘complesso di colpa’ di una parte dei lavoratori della scuola chiusi in una logica ‘missionaristica’.

A parte la mancanza di una qualsivoglia coerenza, quello che lascia pensare è la scelta della procedura adottata, come se fosse uno sciopero vero e proprio: tentativo di conciliazione, 15 giorni di preavviso, etc., quando non era necessario.

Infatti scioperi che durano un mese di fila non sono ammessi dalla attuale legislazione (legge antisciopero 146/90, etc.) e la Commissione di garanzia, sempre sollecitata dalle OOSS tradizionali, ha più volte redarguito chi si azzardava a fare operazioni del genere.

Col loro plauso, la Commissione arrivò persino a dichiarare ‘illegittimo’ il blocco degli straordinari indetto dall’Unicobas per il personale ATA ed impose la revoca di nostri scioperi sulle ore di programmazione settimanale della scuola primaria o delle attività collegiali di tutto il corpo docente minacciando sanzioni pecuniarie e disciplinari verso il sindacato e (soprattutto) gli scioperanti.

Quindi le cose sono due: o si tratta di un bluff, di una ‘provocazione’ che poi verrà ritirata appena interverrà la Commissione di garanzia (in applicazione degli accordi sulle modalità di effettuazione del ‘diritto di sciopero’ nel comparto scuola, da noi denunciati ma invece sottoscritti anche dalla CGIL), oppure la CGIL ha avuto assicurazione dai propri “amici” vicini alla Commissione di garanzia che questa non interverrà (come già avvenuto in altre occasioni con trattamenti ‘ad personam’ per CGIL, CISL, UIL & C.).

Va da sé che, se non ci saranno reazioni restrittive da parte della Commissione, proclameremo direttamente anche noi l’astensione totale da ogni attività aggiuntiva, dagli incarichi, dalle funzioni strumentali e quant’altro: MOTIVAZIONI CE NE SONO IN ABBONDANZA, dal blocco del contratto e dalla sua triennalizzazione (concordato dalla controparte anche dalla CGIL), al ‘congelamento’ degli scatti e dalla parziale restituzione degli stessi a danno del Fondo di Istituto (concordato dalla controparte solo con CILS, UIL et similia); dalla mancata corresponsione del dovuto per le’posizioni economiche’ del personale non docente alla tragedia degli ATA ex Enti Locali; dai ritardi annosi nell’assunzione dei precari alla riduzione dei benefici stipendiali e normativi per i neo assunti; sino al tentativo pendente da parte della Carrozza (tramite una delega ottenuta dal Governo) di ridurre al silenzio gli organi collegiali, imporre l’assunzione diretta del personale da parte dei dirigenti scolastici e la valutazione discrezionale di docenti ed ATA, collegando quella dei primi ai vergognosi test Invalsi (in primo luogo dannosi per gli studenti); dalla volontà di ridurre i Licei a 4 anni al blocco dei pensionamenti per i nati nei primi anni ’50, alle restrizioni generali in materia di diritto del lavoro ed alla mancata abrogazione della controriforma Gelmini e della revisione delle classi di concorso (questioni aperte ma per la maggior parte non menzionate dalla CGIL).

Comunque sia noi ribadiamo che questo tipo di “sciopero” ci appartiene, che lo abbiamo sempre praticato e continueremo a praticarlo.

A breve la posizione ufficiale dell’Unicobas.

logobandunic
UNICOBAS

(SEGRETERIA NAZIONALE)

http://www.unicobas.org/

diritti_umani_header 

La sentenza Carratù e l’ordinanza Papalia della Corte di giustizia, la sentenza Montalto della Cedu, le ordinanze di rinvio pregiudiziale della Corte costituzionale e della Cassazione, ricostruiscono la tutela effettiva dei lavoratori

di Avv. Vincenzo De Michele

 

omiss……….

6. La Cedu aiuta la Corte di giustizia a superare i contrasti sul caso Agrati-Scattolon e a chiudere la stagione dei favori allo Stato italiano

omiss……

 

14. Conclusioni:La sentenza Montalto della Cedu

La II Sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo nella recentissima sentenza del 14 gennaio 2014 nella causa “Montalto e a. v. Italy” sul ricorso n.38180/08 (più altri 16 ricorsi riuniti), ancora una volta intervenendo sulla norma interpretativa retroattiva dell’art.1, comma 218, della legge finanziaria n.266/2005 dopo la sentenza Agrati della Corte di Strasburgo del 7 giugno 2011.

Lo Stato italiano, con l’atteggiamento insopportabilmente mendace che ha caratterizzato anche la vicenda delle pregiudiziali comunitarie sul precariato pubblico statale e/o post-statale, ha comunicato in data 12 marzo 2013 al Segretariato generale del Comitato dei Ministri presso il Consiglio d’Europa che non erano state adottate misure generali per l’applicazione della sentenza Agrati, perché la giurisprudenza nazionale già stava dando esecuzione alla decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo la sentenza Scattolon della Corte di giustizia, e ha indicato la sentenza del Tribunale di Treviso e la sentenza n.78/2012 della Corte costituzionale sull’anatocismo bancario come misure specifiche di attuazione.

La Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo la proposizione del ricorso Livorti contro le due ordinanze Vino della Cgue, ha chiesto alla Corte di giustizia di correggere anche la cattiva interpretazione della sentenza Scattolon, oltre che gli errori procedurali commessi nei due provvedimenti sulla causale finanziaria Poste, il che è poi avvenuto con la sentenza Carratù e con il riconoscimento che lo Stato italiano poteva anche inserire condizioni di maggior favore anche in base alla direttiva 77/187/Ce sui trasferimenti di azienda, come previsto dall’art.7 della normativa applicabile al personale ata trasferito dagli Enti locali allo Stato, e quindi che non vi è bisogno per i lavoratori trasferiti di provare il peggioramento retributivo al momento del passaggio alle dipendenze del MIUR.

            Puntualmente, dopo un mese ,con la sentenza Montalto la Cedu ha rafforzato quanto già enunciato nella sentenza Agrati sulla violazione dell’art.6 della Convenzione, rigettando tutti gli argomenti del Governo italiano.

Secondo la Corte europea non vi era alcuna necessità di una norma interpretativa che andasse a ridurre il contenzioso, che anzi è stato alimentato, non vi erano ragioni imperiose di carattere generale per giustificare a distanza di oltre cinque anni la modifica dell’art.4 della legge n.124/1999 che riconosceva la piena anzianità di servizio e professionale al personale ata transeunte, perché non vi era alcun vide juridique, nessun vuoto normativo da colmare, ma solo gli interessi “egoistici” dello Stato (e dell’Avvocatura erariale) da tutelare.

Insomma, la Corte di Strasburgo con la sentenza Montalto ha espresso con durezza le stesse valutazioni di censura agli abusi dello Stato italiano sulle regole e sui processi e alla slealtà nei rapporti con le Corti sovranazionali che, nell’asetticità e freddezza degli enunciati, sono implicitamente (ma non troppo) contenute nella sentenza Carratù-Papalia della Corte di Lussemburgo.

Lo Stato italiano “di diritto” dovrà prendere atto di queste posizioni delle Corti europee e cominciare a ricostruire le fondamenta della tutela dei diritti fondamentali, coniugandole con le reali esigenze della finanza pubblica, senza inventarsi nuove manipolazioni o cattive interpretazioni della giurisprudenza comunitaria e/o convenzionale.

E’ un problema di responsabilità personale e collettiva, questa volta.

Ndr: Il testo in italiano è  frutto di una prima traduzione non ufficiale

(dunque con possibili refusi)

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

ORIGINALE:

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Fonte:

http://www.duitbase.it/saggi/213-la-sentenza-carratu-e-lordinanza-papalia-della-corte-di-giustizia-la-sentenza-montalto-della-cedu-le-ordinanze-di-rinvio-pregiudiziale-della-corte-costituzionale-e-della-cassazione-ricostruiscono-la-tutela-effettiva-dei-lavoratori-contro-le-leggi-retroatt

 100_0181Indicazioni operative agli Uffici Scolastici Regionali per procedere all’inquadramento su altra classe di concorso per coloro che, avendo i titoli, hanno presentato domanda.

Con la circolare del 6 dicembre 2013 era stato chiarito che il personale docente titolare delle classi di concorso C999 e C555, anche nell’a.s. 2013/14, è consentito transitare su altra classe di concorso per la quale sia abilitato o in altro posto di insegnante tecnico pratico o di scuola primaria per il quale possieda idoneo titolo di studio, purchè non sussistano condizioni di esubero nella stessa provincia.

Al citato personale è altresì consentito di rimanere negli organici degli Uffici tecnici, se già utilizzato in tali ambiti ed in possesso del relativo titolo di studio subordinatamente all’esistenza di posti in organico di diritto e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Dato l’approssimarsi delle domande di mobilità, si invitano gli Uffici Scolastici Regionali, acquisite e verificate le richieste del personale interessato, ad avviare tutte le procedure finalizzate al nuovo inquadramento con decorrenza giuridica nell’a.s. in corso e raggiungimento della sede di titolarità a decorrere dal 1° settembre 2014.

La nota del 5 febbraio 2014

ITP e passaggio nei ruoli ATA –

La FLC ricorre al TAR del Lazio

Va ricordato, onde evitare di fare confusione che gli ITP Ex Enti locali sono i colleghi transitati appunto dagli enti locali alle dipendenze dello Stato tramite un provvedimento del governo Prodi.

Le classi di concorso che le sono state assegnate sono la C555 e la C999, classi di concorso che scompaiono per effetto della riforma della scuola Gelmini e che per effetto della spending review, coloro i quali privi del titolo di studio valido per accedere ai ruoli docente, in maniera coatta transiteranno nei ruoli del personale ATA.

nota-895-del-5-febbraio-2014-attuazione-disposizioni-dl-104_13-personale-docente-c999-e-c555

La FLC per impedire ciò ha ricorso al TAR del Lazio, questo il comunicato

Fonti:http://www.orizzontescuola.it/news/transito-itp-c999-e-c555-altra-classe-concorso-lora-chiarimenti-usr

http://itpscuola.altervista.org/blog/itp-e-passaggio-nei-ruoli-ata-la-flc-ricorre-al-tar-del-lazio/

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

CEDUNuova condanna dello Stato Italiano per la questione del trasferimento coatto del personale -già appartenente agli enti locali – alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione.

 L’annosa vicenda (oggetto di un’incredibile vicenda processuale, con legge di “interpretazione autentica”, pronunce della Corte Costituzionale, contrastanti pronunce della Cassazione) riguarda alcune decine di migliaia di dipendenti inquadrati nel personale Ata.

 Com’è noto, la Corte di Cassazione, dopo le sentenza Agrati della CEDU e la sentenza 6 settembre 2011 della Corte di Giustizia Europea, Grande Sezione, procedimento C-108/10, ha ritenuto di dover rimettere al giudice di merito la verifica in ordine al peggioramento delle condizioni retributive del personale ata, a seguito del trasferimento presso il MIUR.

 Tale orientamento, affatto risolutivo, viene oggi nuovamente rimesso in discussione dalla sentenza in commento che ribadisce ancora una volta come l’intervento dello Stato italiano con “legge di interpretazione autentica” (dunque con effetto retroattivo) non era giustificato da ragioni interpretative di interesse generale, risolvendosi dunque in una violazione da parte dell’Italia dell’art. 6 della Convenzione (diritto ad un equo processo).

 La sentenza è reperibile in originale (testo francese ) sul sito della corte europea http://www.echr.coe.int/Pages/home.aspx?p=home

 Il testo in italiano è invece frutto di una prima traduzione non ufficiale (dunque con possibili refusi).

CEDU-Sentenza-del-14-gennaio-2014

ORIGINALE:

Qui la sentenza CEDU del 14 gennaio 2014, affaire Montalto e altri v. Italia IN FRANCESE

Avv. F. Orecchioni

Fonte:http://www.dirittoscolastico.it/corte-europea-dei-diritti-delluomo-sentenza-del-14-gennaio-2014/

fil leader M5S attacca il “Parlamento di nominati” e l'”uso indiscriminato dei decreti legge”

SVUOTACARCERI, CINQUE STELLE FUORI DA AULA PER PROTESTA. E IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA

In Italia è in corso, ora, mentre tu leggi questo articolo, un colpo di Stato, non puoi più far finta di nulla.

Non è il primo, potrebbe essere l’ultimo.

In questi anni ci sono stati molti colpetti di Stato dall’adozione del Porcellum che ha creato un Parlamento di nominati dai partiti, all’uso indiscriminato dei decreti-legge che ha spossessato il Parlamento della funzione legislativa con il beneplacito del Presidente della Repubblica.

La scorsa estate c’è stato un tentativo di colpetto di Stato per scardinare la Costituzione modificando l’articolo 138, ma è stato sventato dal M5S.

La volontà popolare viene rappresentata dagli eletti in Parlamento e l’Italia, secondo la Costituzione, è una Repubblica parlamentare.

Così dovrebbe essere, ma non è così.

Il passo successivo è l’eliminazione dell’opposizione.

Finora non era necessario.

I partiti per più di vent’anni hanno esercitato un consociativismo spinto, larghe intese sottobanco.

Non c’era bisogno di far tacere l’opposizione perché non c’era opposizione. Quindi, quindi… Si riabilita il socio Berlusconi, uscito dal Senato per esclusivo merito del M5S.

Si fa una legge elettorale extraparlamentare, il Pregiudicatellum, con un pregiudicato e un condannato in primo grado, Renzie, assistiti da Verdini che ha più processi che anni, per impedire in qualunque caso la vittoria del M5S .

In Aula, però, il M5S ha ancora diritto di parola e può far decadere dei decreti legge porcata come IMU/Bankitalia che ha regalato 7,5 miliardi alle banche.

Va tolto perciò, per finire il lavoro, anche il diritto di parola all’opposizione.

Ed è avvenuto con una decisione che non rientra nelle facoltà della presidente Boldrini, che non è presente nelle procedure della Camera, come una volta si faceva per i decreti regi lo scorso giovedì 29 gennaio 2014. E’ un fatto gravissimo, avvenuto per la prima volta nella storia della Repubblica.

D’ora in poi, qualunque discussione parlamentare può essere annullata, qualunque decreto-legge può essere approvato senza modifiche.

E’ la fine della democrazia.

Il decreto legge IMU-Bankitalia va invalidato per almeno due motivi.

Conteneva decreti tra loro totalmente disomogenei ed è stato approvato CONTRO le leggi del Parlamento.

Laura Boldrini deve dimettersi, ha violato, lei che doveva farle rispettare per ruolo, le leggi della democrazia.

Nessuno prima di lei si è spinto fino a questo punto.

Il M5S farà in modo di invalidare il decreto e di ottenere le dimissioni della Boldrini. In alto i cuori!

La Boldrini applica la tagliola per zittire il M5S e 7,5 miliardi di euro del popolo italiano vanno alle banche

Aggressione di Stefano Dambruoso (SCPI) a Loredana Lupo

Di Maio: tutte le inesattezze della Boldrini a “Che tempo che fa”

http://www.beppegrillo.it/2014/02/colpo_di_stato.html

TUTTE LE FALSITA’ E TUTTI UNITI CONTRO I CINQUE STELLE… I LOBBYSTI, MAFIOSI E MASSONI…..

Senti chi insulta (Marco Travaglio)

I 5Stelle? “Fascisti” “nazisti” e “bagasce”.

il fattoUN LUNGO ELENCO DI BALLE, FALSITÀ, ATTACCHI PERSONALI CHE AVVERSARI POLITICI, GIORNALI E COMMENTATORI HANNO SCAGLIATO CONTRO I GRILLINI DA QUANDO SONO DIVENUTI LA PRIMA FORZA D’OPPOSIZIONE IN PARLAMENTO.

L’INTENTO È QUELLO DI METTERLI FUORI GIOCO… Gli insulti e le volgarità targati 5 Stelle sono noti e arcinoti, anche perché giornali e tv non perdono l’occasione per amplificarli e, talvolta, ingigantirli.

O, quando non ci sono, inventarli.

Molto meno noti sono gli insulti, le volgarità, le falsità e le calunnie subiti dai 5 Stelle, che passano quasi sempre sotto silenzio.

Eccone una succinta antologia, a campione.

FASCISTI. “Grillo mi ricorda Mussolini” (Giampaolo Pansa, l ’ Espresso, 16-9-2007).

“Berlusconi e Grillo uniti sotto spoglie diverse in un unico disegno… In un impeto suicida la festa dell’Unità ha aperto le porte all’appello squadristico di Grillo” (Mario Pirani, Repubblica, 20-9-07).

“Anche i fasci di combattimento fascisti, nel 1919, si proponevano di mandare a casa tutta la vecchia classe politica democratica e poi fondare nuovi partiti: ne fondarono uno solo e proibirono gli altri” (Eugenio Scalfari, Tv 7, 22-9-07).

“Un movimento potenzialmente eversivo… Si può paragonare Grillo a Mussolini? Con molte cautele, sì. Mussolini ha usato il manganello e l’olio di ricino, Grillo la volgarità” (Giuseppe Tamburrano, Unità, 21-9-07).

“Benito Grillo” (Tony Damascelli, il Giornale, 26-4-08).

“Il Grillo che aizza le piazze è uno squadrista che fa paura” (Giuliano Ferrara, il Giornale, 24-2-12).

“Il camerata Grillo” (Repubblica, 29-8-12).

“Grillo è un fascista del web” (Pier Luigi Bersani, 25-8-12).

“Nel discorso di Grillo si trovano tracce di ‘ linguaggio fascista’” (Luigi Manconi, Unità, 7-9-12).

“Il Duce Beppe” (Libero, 12-12-12).

“Antifascismo, Grillo attacca la Costituzione. In questo Paese spesso si tenta di negare il fascismo come esperienza terribile. Purtroppo il comico è in buona compagnia” (Carlo Smuraglia, presidente Anpi, l ’ Unità, 15-1-13).

“Quelle tracce destrorse, dalle nozze gay a Casa Pound” (Toni Jop, l ’ Unità, 8-2-13).

“L’elettorato di Grillo è di destra populista” (Giuseppe Fioroni, 20-2-13).

“‘ Il popolo italiano – nella sua parte migliore – si è dato un governo al di fuori, al di sopra e contro ogni designazione del Parlamento’. Molto probabilmente Beppe Grillo non ha mai letto queste parole. Si tratta di Benito Mussolini in un famoso discorso del 1922” (Claudio Tito, Repubblica, 8-6-13).

“Il no al voto segreto sul Cav? Pd e Grillo copiano il Duce” (il Giornale, 17-10-13).

“Grillo squadrista contro l’Unità” (Unità, 7-12-13).

“Quale differenza passa tra Beppe Grillo e Benito Mussolini? In apparenza nessuna” (Giampaolo Pansa, Libero, 2-2-14).

NAZISTI. “Grillo mi ricorda i fascisti, anzi i nazisti: ha la violenza verbale di Göbbels. Un fascio-comunista” (Guido Crosetto, Fratelli d’Italia, 27-4-12).

“Grillo ha una logica vicina al nazismo” (Antonio Pennacchi, Corriere, 28-8-12).

 il dottor Gribbels” (Giuliano Ferrara, il Foglio, 2013-14).

“Grillo parla come Hitler, con lui scappiamo all’estero” (Riccardo Pacifici, comunità ebraica di Roma, il Giornale, 23-3-13).

“Grillo si metta il cuore in pace: non sarà lui a riuscire dove fallirono fascisti e nazisti, Mussolini e Hitler, Starace e Göbbels” (Oreste Pivetta, Unità, 29-3-13).

“Adele Gambaro si è svegliata di colpo, bruscamente: ‘ Questo è una specie di nazismo informatico’” (Tommaso Ciriaco, Repubblica, 20-6-13.

Lo stesso giorno la Gambaro avverte sulla sua pagina facebook: “L’intervista apparsa oggi su Repubblica che mi riguarda non è mai stata rilasciata. È totalmente inventata”). “La politica di Beppe Grillo usa le forme, i modi e i contenuti che questo Paese ha conosciuto nel ventennio più buio, che non è quello di Berlusconi come ci siamo abituati a ripetere con colpevole leggerezza, ma quello di Mussolini e delle camicie nere, delle squadracce coi manganelli e l’olio di ricino… Non ci sono solo i picchiatori, gli uomini forti dal pugno facile: ci sono anche i suggeritori, le spie, i delatori, quelli che il 16 ottobre ‘ 43 indicavano ai nazisti chi erano e dove abitavano gli ebrei del ghetto di Roma” (Luca Landò, Unità, 7-12-13).

ALBA DORATA. “Grillo vuol costruire un ‘ movimento 12 stelle ’ con Alba dorata e simili. Pronto il tour europeo” (Michele Di Salvo, Unità, 24-7-13. La notizia è destituita di ogni fondamento). “Grillo e Casa-leggio non sono stati ancora circoscritti e ben identificati. È vero che non sono Alba Dorata ma, in un certo senso, sono peggio perché lì almeno funziona la profilassi ideale e culturale, come è sinora accaduto in Francia con Le Pen. Mentre qui c’è una complicità diffusa e una sottovalutazione, come fossero solo troll del web e non teppisti pericolosi, goliardi ingenui e non eversori malati, comici e non drammatici… I capi sono miei coetanei inaciditi che innescano, danno fuoco alle polveri e nella black list dove oggi stanno i giornalisti domani metteranno i manager, gli artisti, le figure pubbliche… sino a quando non arriveranno al vicino di casa” (Francesco Merlo, Repubblica, 10-12-13).

LEPENISTI. “Le Pen: ‘ Beppe, incontriamoci’. La destra xenofoba tifa 5 Stelle” (Toni Jop, Unità, 3-4-13).”

Il telefono di Le Pen e il Duce in cucina” (Toni Jop, Unità, 9-4-13).

“Grillo va a lezione di destra. I 5 Stelle incontrano la Le Pen. Prove d’intesa Grillo-Le Pen: asse a destra per le Europee. La testimonianza: ‘ Un deputato del Front national in visita segreta a Casaleggio’. Contatti tra parlamentari” (Giornale, 2-12-13).

“Populisti di tutta Europa uniti. E Lady Le Pen corteggia Grillo. ‘ Contatti ’ sarebbero intercorsi tra Marine Le Pen e Beppe Grillo” (Unità, 13-11-13.

Nessun incontro né contatto è mai avvenuto fra il partito di Le Pen e il movimento 5 Stelle. Marine Le Pen, anzi, ha spregiativamente definito Grillo “tribuno sfiatato” e i 5 Stelle “un’eruzione cutanea”).

BERLUSCONIANI. “Incarnazione post-berlusconiana spacciata per novità” (Ezio Mauro, Repubblica, 23-5-12).

“Grillo come Silvio” (Toni Jop, l ’ Unità, 21-12-12).

“Grillo, con tutto il suo populismo, trasversalismo ideologico, ‘ casapoundismo’, antisindacalismo e antiparlamentarismo, il culto della persona, le nuotate nello Stretto fiume giallo, con tutto il suo ciarpame di rete e i suoi stracci da pataccaro internauta, i suoi argomenti da bar, la sua ‘ cacolalia’… è l’erede di Berlusconi… È il Berlusconi dopo Berlusconi” (Francesco Merlo, Repubblica, 27-1-13).

“Patto Grillo-Berlusconi per fermare il cambiamento” (Unità, 28-3-13).

“Grillo fa la lista nera dei giornalisti: obiettivo la sinistra” (Toni Jop, l ’ Unità, 5-6-13.

Infatti i telegiornalisti più faziosi per i commentatori sono Giovanni Toti del Tg 4 e Bruno Vespa). “Nasce lo strano asse Forza Italia-Grillo” (Libero, 6-12-13).

“Asse tra il Cav e Grillo” (Unità, 8-12-13).

“Berlusconi e Grillo col forcone” (Unità, 11-12-13).

“La marcia degli eversori. Berlusconi minaccia, asse con Grillo contro il Quirinale” (Unità, 13-12-13.

Finora gli unici patti con B. li hanno siglati il Pd per rieleggere Napolitano, Enrico Letta per il governo e Renzi per la legge elettorale.

LEGHISTI. “Grillo e la Lega alleati: via l’euro” (Unità, 10-9-12).

“Lo strano corteggiamento tra Lega e Cinque Stelle” (Unità, 28-8-13).

MONTIANI. “Grillo sbraita, ma aiuta solo Monti” (Magdi Cristiano Allam, Giornale, 11-2-13).

LETTIANI. “Aria di soccorso grillino per il governo (Letta, ndr)” (Libero, 8-1-14).

DISABILI. “Buuu… dategli il foglio giusto… buuu!” (cori di insulti dai banchi della maggioranza Pd-Sc-Pdl mentre parla alla Camera il M 5 S Matteo Dall’Osso, che ogni tanto si interrompe in quanto affetto da sclerosi multipla, 25-7-13).

PEDOFILI. “Grillo raschia il fondo e va a caccia di minorenni” (Libero, 30-5-13)

TERRORISTI. “Che accadrebbe se un mattino qualcuno, ascoltati gli insulti di Grillo, premesse il grilletto?” (Mauro Mazza, direttore Tg 2, 9-9-2007).

“Grillo dalle 5 stelle alle 5 punte” (Libero, 3-1-12).

“Grillo avvocato dei terroristi anti tasse” (Giornale, 3-1-12).

“La sinistra eversiva ha scelto: ‘ Votate 5 Stelle’. Il Carc esce allo scoperto: ‘ È l’unico modo per sviluppare la ribellione’” (Giornale, 23-2-12).

“Grillo ammazzerà i partiti. E poi l’Italia” (Giampaolo Pansa, Libero, 20-5-12).

“Populismo eversivo” (Eugenio Scalfari, Repubblica, 4-11-12).

“Omicidio, Bin Laden e Islam: quello che non si dice di Grillo” (Annamaria Bernardini de Pace, Giornale, 8-11-12).

“Grill Laden sgancia missili su Israele” (Francesco Borgonovo, Libero, 26-6-12).

“La linea politica è fissata con i comunicati che il famous comedian mette in rete con la numerazione progressiva, come le Br” (Francesco Merlo, Repubblica, 12-11-12)

“Volevano il morto e Grillo sta con loro” (Giornale, 15-11-12).

“No global, anti Tav, violenti: così Grillo prepara il ‘ golpe’” (Giornale, 16-11-12).

“Grillo porta in Parlamento i black bloc” (Silvio Berlusconi, 22-2-13).

“La sinistra eversiva ha scelto: ‘ Votate 5 Stelle’. Amici dei brigatisti” (Giornale, 23-2-13).

“Golpe grillino: Parlamento occupato” (Giornale, 10-4-13).

“Cinque stelle rosse. Echi, slogan, sogni di rivoluzione. C’è un filo che porta da Grillo agli anni Settanta. Da Toni Negri a Rossanda. Dai Cobas ai no global” (Espresso, 25-4-13).

“Il paragone che mi sento di fare è ad esperienze della nostra storia recente, quando cioè Nar e Br realizzavano precisi volantini con foto, nomi e indirizzi, e semmai professione, dei ‘ bersagli da abbattere’, generando così un diffuso senso di terrore e avvertimento mafioso a chiunque avesse idea di schierarsi apertamente contro. E spesso bastava, e non serviva nemmeno poi gambizzare… Oggi Grillo fa la stessa cosa” (Michele Di Salvo, Unità, 11-12-13).

COMUNISTI. “Grillo sta con i comunisti” (Alessandro Sallusti, Giornale, 2-11-12).

“Democrazia dal basso da Corea del Nord” (Giuliano Ferrara, Foglio, 12-12-12).

“Sembra il Pcus di Stalin. Quelli scelti dall’ex comico sono i metodi in voga nell’Unione sovietica degli anni 30. Il grillusconismo è veterobolscevico” (Luca Telese, Pubblico, 13-12-12).

“Chi vota Grillo si ritrova falce e martello” (Alessandro Sallusti, Giornale, 9-2-13).

“Il segreto di Grillo. Sotto le cinque stelle la falce e il martello. Ex Psiup, No Tav, Cobas e nostalgici del Pci” (Giornale, 9-2-13).

“Tra i grillini monta la rabbia: ‘Come nel Kgb’” (Stampa, 15-5-13).

“Quando Beppe urlava: votate falce e martello” (Giornale, 24-2-12).

“Il M 5 S è demagogicamente di sinistra” (Piero Ostellino, Corriere, 27-2-13).

“Beppe come Ceausescu” (Libero, 20-6-13).

“Pericolo: governo demogrillino. Pronto il ribaltone rosso per scaricare il Pdl e dare vita all’esecutivo più a sinistra della storia” (Maurizio Belpietro, Libero, 16-6-13).

“Asse Pd-Grillo sulle nozze gay” (Franco Bechis, Libero, 19-12-13).

Massoni. “Grazie a Casaleggio i massoni votano M 5 S” (Libero, 28-3-13).

YANKEES. “Beppe l’amerikano. ‘ Dietro il fenomeno M 5 S ci sono Cia e Goldman Sachs’. Bisignani rivela i dispacci del 2008 dell’ambasciatore Spogli a Casa Bianca e 007: ‘ Per noi è credibile’. Sull’agenzia di rating: ‘ Si tradì con gli elogi’. I soldi di Soros” (Libero, 29-5-13).

CASTALI. “I grillini ci costano come la Casta. Privilegi a 5 stelle: dicono di non volere soldi, ma da onorevoli incasseranno per legge 30 milioni l’anno” (Giornale, 1-11-12).

“Grillo candida portaborse e trombati” (Giornale, 9-12-12).

“Grillo epuratore è peggio dei partiti” (Maria Giovanna Maglie, Libero, 13-12-12).

“Portaborse e No Tav. Ecco i candidati di Grillo” (Libero, 15-2-13).

“I grillini acchiappa poltrone: ‘ Posti pronti per i trombati’” (Libero, 20-3-13).

“I grillini duri e puri sedotti (come tutti) da soldi, tv e poltrone” (Giornale, 8-5-13).

“Grillo controlla la Rai” (Giornale, 6-6-13).

“Bossi, Berlusconi, Grillo: i nemici della casta sono i suoi migliori amici” (Curzio Maltese, Venerdì di Repubblica, 27-12-13).

“Voi 5 Stelle siete la Parentopoli e venite a darci lezioni: ma vaffanculo” (Pina Picierno, Pd, 25-9-13).

“L’opinione pubblica prova ormai disgusto nei confronti dei partiti ‘ arraffoni ’ (compresi, come si è visto in Emilia Romagna, i nuovi arrivati, anch’essi famelici, del M 5 S)” (Pierluigi Battista, Corriere, 13-12-13.

Falso: il consigliere dell’Emilia Romagna coinvolto nello scandalo dei rimborsi è un “ex”, fuoriuscito dal gruppo M 5 S, mentre i parlamentari M 5 S han rinunciato ai rimborsi elettorali; ma questo Battista non lo dice).

MATTI. “Grillo è fuori di senno o è un demagogo” (Eugenio Scalfari, Espresso, 7-6-12).

“Disturbati” (Scalfari, Repubblica, 4-11-12).

“Luci spente e benzina vietata. Ecco cosa accadrà a chi sceglie Grillo” (Giornale, 10-2-13).

“Una setta di mezzi matti” (Giuliano Ferrara, Repubblica, 26-2-13).

“Grillo e Casaleggio intendono abolire le auto, ridurre lavoro e stipendi, chiudere le banche e le carceri, rivalutare Karl Marx. Le case? In bambù. E quanto al sesso…” (Maurizio Belpietro, Libero, 21-3-13).

“Masnada di dementi” (Giuliano Ferrara, Foglio, 23-3-13).

“Un mio amico di cui non farò il nome ha avuto occasione di pranzare con Casaleggio… Gli poneva domande politiche… Il suo commensale rispondeva con poche parole, ma tra una portata e l’altra guardava il suo modernissimo telefonino seguendo un programma di videogiochi… Il suo interlocutore per uscire da un crescente disagio… gli chiese che cosa fosse quel videogioco… La risposta fu finalmente cordiale: ‘ Il tema è quello della distruzione dell’Universo. Venga a vedere’. Infatti. È un gioco americano che insegna ai giocatori come si può ottenere la distruzione delle singole stelle, dei loro pianeti, delle costellazioni e delle galassie usando alcuni gas, alcune particelle elementari e alcuni campi magnetici… Vince chi realizza la distruzione totale nel minor tempo possibile… Dio ce la mandi buona, ma temo il peggio se avremo nella stanza dei bottoni un governo che avrà come ideologia un videogioco di quel genere” (Eugenio Scalfari, Espresso, 19-3-13.

Replica Casaleggio: “Scalfari colleziona una serie di panzane degne dell’avanspettacolo. Devo precisare che non amo i videogiochi, non ho un modernissimo telefonino, ma un antiquato apparecchio iPhone 3 G di qualche anno fa e rispetto i miei interlocutori”).

NEMICI DI MARTIN MISTèRE. “Martin Mistère contro Grillo. Provocazioni: il creatore del celebre fumetto e il pantheon esoterico dei Cinque Stelle. Andate oggi a (ri) vedervi il video di Casaleggio. La democrazia si distrugge con la democrazia” (Alfredo Castelli, creatore di Martin Mistère, Corriere-Letture, 28-4-13).

BRUTTI. “Sono mediamente brutti, malvestiti secondo le regole basilari degli abbinamenti cromatici, con pettinature da carcerati o da sfigati di provincia, parlano un italiano da balera misto a burocratese, leggono solo il blog di Grillo e avallano dietrologie complottistiche da tara psichica, si muovono in branco, non hanno un pensiero” (Filippo Facci, Libero, 31-1-14).

LOMBROSIANI. “Un telefilm Usa: quel serial killer che somiglia al leader 5 Stelle” (Libero, 12-5-13).

FANNULLONI. “Incapaci e lavativi. Crolla il mito del M 5 S” (Libero, 22-3-13).

“Beppe santifica i fannulloni a 5 Stelle. I suoi deputati e senatori sono tra i più improduttivi” (Panorama, 22-1-14).

VIGLIACCHI. “Calabraghe a 5 stelle” (Vittorio Feltri, Giornale, 20-3-13).

“Il vigliacco qualunquismo di Beppe” (Luigi Cancrini, Unità, 15-12-13).

COGLIONI. “Mezzo coglione, mo ’ se non te ne vai t’appizzo un pugno che t’ammazzo” (Angelo Cera, Scelta Civica, al deputato M 5 S Angelo Tofalo, 19-6-13).

“Coglione intero” (Cera ad Alessandro Di Battista, 19-6-13).

13.13. Anche della tournée americana non si avrà più notizia).

Cancronesi. “Si continua con il ‘ Cancronesi ’ con cui Grillo, paladino della cosiddetta ‘ cura Di Bella’, bollò con disprezzo Umberto Veronesi, accusato di boicottare non meglio precisate cure alternative nella guerra contro i tumori” (Pierluigi Battista, Corriere, 4-3-13. Falso: Grillo disse Cancronesi in polemica con la difesa a spada tratta fatta dell’illustre oncologo degli inceneritori, che emettono nanoparticelle cancerogene).

LADRI. “Grillo è un personaggio di brutale avidità” (Ernesto Galli della Loggia, Corriere, 25-9-2007).

“A Grillo 10 milioni in nero per la festa dell’Unità” (Giovanni Guerisoli, ex Cisl, Radio 24 e Giornale, 30-8-12. Segue smentita del segretario Raffaele Bonanni, con tanto di ricevuta e scuse). “Lady Grillo prende casa a Malindi. I lussi della signora anti-Casta imbarazzano il comico” (Libero, 18-11-12).

“Considerato ciò che si legge sulla stampa su società off shore, investimenti e strane operazioni finanziarie in paradisi fiscali, inseriti nella black list, sarebbe opportuno che Grillo chiarisca cosa sa e come lo riguardino certe iniziative e in che modo siano compatibili con la trasparenza che tanto predica e con i principi sulla base di quali si presenta al paese e al Parlamento” (Davide Zoggia, Pd, 8-3-13. Il riferimento è alla copertina dell’Espresso “L’autista, la cognata e il Costarica” su 13 società aperte in Costarica dall’autista di Grillo, Walter Vezzoli, e dalla sua compagna, cognata di Grillo. Ma l’investimento totale è risibile: 20. 220 dollari. E Vezzoli ha abitato e lavorato in Costarica per una decina d’anni, gestendo una discoteca, aprendo un negozio di prodotti biologici e tentando invano di costruire un resort. Grillo non c’entra nulla, avendo visto il Costarica solo in cartolina). “Voti Grillo, incassa Beppe. Beppegrillo. it visitato da 5 milioni di utenti ogni mese. Il comico genovese guadagna a ogni clic” (Panorama, 20-3-13).

“Gli affari di Casaleggio & C.: tu vai sul blog, loro incassano. L’esperto: ricavi milionari” (Giornale, 25-3-13).

“Così guadagna il partito-azienda di Grillo” (Michele Di Salvo, Unità, 4-4-13. In realtà il blog di Grillo è stato in perdita, come la Casa-leggio Associati, fino al 2012, quando – grazie a piccole pubblicità – la società di Casaleggio ha registrato un utile di 69. 500 euro).

“Grillo: ‘ Restituiti i finanziamenti, ma non so dove sono finiti’” (Repubblica, 21-6-13. Falso: i surplus non spesi di diarie e indennità dei parlamentari M 5 S – circa 2, 5 milioni a trimestre – vengono depositati su un conto per il microcredito alle imprese in difficoltà). “Vacanze a scrocco. I viaggi regalo della Valtur sono uno spaccato dell’Italia che vive di favori. E, tra politici e vip, negli elenchi dei ‘ favoriti ’ spunta a sorpresa Beppe Grillo” (copertina Panorama, 3-7-13).

“Cinque stelle al prezzo di una. Beppe scroccone. E poi fa il moralista” (Libero, 27-6-13.

In realtà, diversamente dai politici, le vacanze in questione si riferiscono ad anni precedenti il 2007, quando Grillo era solo un comico e soggiornava con lo sconto in cambio di spettacoli nei villaggi Valtur). “Nasce la tv di Grillo: il decoder costa 60 euro” (Michele Di Salvo, Unità, 10-9-13.

Mai nata una tv di Grillo col decoder da 60 euro).

AFFAMATORI DEL POPOLO. “Pagamenti alle imprese: per il M 5 S è una ‘ porcata’” (Unità, 27-3-13. Falso: anzi, proprio grazie a una mozione M 5 S vengono sospese le cartelle esattoriali per le imprese in credito con lo Stato).

“Grillo contro i terremotati” (Unità, 22-6-13).

“Perde Grillo, l’Emilia respira” (Unità, 23-6-13).

“Il cinismo del guru… il vergognoso ostruzionismo del gruppo Cinque stelle ha rischiato di far cadere importanti norme e finanziamento a favore delle popolazioni colpite dai terremoti di Emilia e Abruzzo” (Claudio Sardo, Unità, 23-6-13.

Falso, anzi i 5 Stelle devolvono ai terremotati dell’Emilia i 420 mila euro avanzati dai contributi raccolti in campagna elettorale). “Ostruzionismo M 5 S, può tornare la seconda rata Imu” (Repubblica, 29-1-14).

“5 Stelle, ostruzionismo sul decreto Imu”, “Barricate grilline: torna il rischio Imu” (Unità, 29-1-14. Falso: l’ostruzionismo dei 5 Stelle riguarda il regalo di 4, 5 miliardi alle banche, non la seconda rata dell’Imu, infilata in maniera incostituzionale dal governo nello stesso decreto).

PLEBEI. “Il V-Day? Un carnevale plebeo e volgare … sentimenti beceri e forcaioli” (Sergio Romano, Corriere, 13-9-07).

VESPISTI. “La parabola del buffon prodigo … Rasputin Casaleggio sta trattando con Vespa” (Francesco Merlo, Repubblica, 27-1-13. Poi Grillo non va né da Vespa né in nessun’altra tv).

RAZZISTI. “Grillo anche razzista: schiaffi ai marocchini. In Rete un video del 2006 in cui dà consigli ai carabinieri su come sistemare i migranti. Niente di nuovo: ce l’ha con gli zingari” (Toni Jop, l ’ Unità, 4-9-12).

“Grillo esorta a trattare con ‘ due schiaffetti ’ in caserma, lontano da occhi indiscreti, ‘ i marocchini che rompono i coglioni’” (Pierluigi Battista, Corriere, 4-3-13.

Falso: Grillo denunciava alcuni poliziotti che avevano preso a botte un immigrato). “Omofobi e razzisti, i ‘ 5 Stelle ad honorem ’ di Londra” (l ’ Unità, 6-6-13).

ANTIDEMOCRATICI. “Chi inneggia al ‘ Vaffanculo ’ partecipa consapevolmente a quelle invasioni barbariche… Mi viene la pelle d’oca: dietro al grillismo vedo la dittatura” (Eugenio Scalfari, Repubblica, 10-9-07).

“Il brutto ghigno antidemocratico dietro la farsa dei ‘ soliti ignoti ’ di Grillo” (Paolo Cirino Pomicino, Foglio, 5-3-13).

“Casaleggio & Grillo neoscuola dei dittatori” (Bruno Gravagnuolo, Unità, 26-6-13).

“Con Grillo usciamo dalla democrazia” (Pier Luigi Bersani, 21-2-13).

“È l’Hugo Chávez di casa nostra” (Pierluigi Battista, Corriere, 5-11-12).

EPURATORI. “Grillo si traveste da Robespierre: taglia le teste e grida al complotto” (Giornale, 13-12-12).

“Grillo-epurator. Chi vi ricorda?” (Toni Jop, Unità, 4-1-13).

“Scatta la ghigliottina” (il Giornale, 1-5-13).

“Scatta la purga” (il Giornale, 12-6-13).

“La purga” (Libero, 13-6-13).

“Minculpop 5 Stelle” (Giornale, 13-6-13).

“Epurazioni. Quando la politica non tollera il dissenso. Una vecchia pratica di partito che si aggiorna con la lapidazione a colpi di ‘ post’” (Francesco Merlo, Repubblica, 20-6-13).

“Da Silla a Stalin la sindrome del ‘ purificatore’” (Repubblica, 20-6-13).

“Inquisizione” (Repubblica, 18-6-13).

“Grillo ordina il repulisti” (Repubblica, 19-6-13).

“Fobie, paranoie e gogne online: la sfida politica diventa mobbing” (Repubblica, 19-6-13).

“La fatwa di Grillo” (Repubblica, 13-12-12). “Grillo vara la purga” (il Giornale, 20-6-13).

IMPOSTORI. “Grillo non è un comico: è un grosso impostore… Fa la guerra… annuncia il bagno di sangue” (Adriano Sofri, Repubblica, 22-2-13).

MENAGRAMO. “Se Casaleggio fosse più iettatore che guru?” (M. N. Oppo, Unità, 23-7-13).

STERCORARI. “Scarabei stercorari” (Filippo Facci, Giornale, 11-11-2008).

IMPOTENTI. “Grillo fa dichiarazioni da puttaniere, dimostra di avere un pisello piccolo” (Giuliano Ferrara, Twitter, 16-7-12).

SFIGATI. “I suoi veri elettori sono pochi sfigati” (Filippo Facci, Libero, 17-5-12).

MAIALI. “Grillo urla, emette grugniti al posto di pensieri” (Nichi Vendola, 2-5-12).

MENATELI PURE. “(Il questore Stefano Dambruoso che ha picchiato la M 5 S Loredana Lupo, ndr) ha esercitato una forza legittima. Bravo Dambruoso… Se blocchi una che sta facendo una cosa violenta puoi non controllare il gomito” (Pierluigi Battista, Twitter, 30-1-14).

ROTTINCULO. “Ciao rottinculo” (saluto dei deputati Pdl ai colleghi M 5 S, testimonianza della deputata Patrizia Terzon, 2013). “Vi faccio un culo così” (Mario Ferrara di Gal a Vincenzo Santangelo e Paola Taverna di M 5 S, Montecitorio, 22-11-13).

MERDE & C. “Stronzo, coglione, venite fuori, quattro pezzi di merda, moralisti del cazzo” (deputati Pd e Pdl ai 5 Stelle, Montecitorio, 10-9-13).

FINTI MORTI. “Se trovassimo Grillo steso per terra, penseremmo: guarda cosa deve fare per tirare a campare un povero professionista del ridicolo” (Francesco Merlo, Repubblica, 4-9-12).

II GALERA. “Grillo è un fuorilegge della democrazia, parassita malato delle polemiche… Dovrebbe essere bandito dalla scena pubblica con metodi rigorosi ed estremi… È un mostro antidemocratico di volgarità e di menzogna… un’infusione di bestialità… Deve essere eliminato dal finto gioco delle regole e delle parti” (Giuliano Ferrara, Foglio, 3-2-14).

BAGASCE. “Ciao bagascia” (due deputati del Pdl alla collega Paola Pinna del M 5 S, 30-6-13).

Da il Fatto Quotidiano del 04-02-2014

Posizioni economiche Ata: il MEF vuole la restituzione dei soldi

Lo ha chiarito il Ministero nel corso dell’incontro con i sindacati del 30 gennaio.

Il MEF è irremovibile: in caso contrario si violerebbero le disposizioni del DL 78/2010.

Ma ora c’è il rischio che anche altri compensi aggiuntivi possano essere considerati illegittimi dal MEF

Non ha dato risultati concreti l’incontro Miur-Sindacati del 30 gennaio in materia di posizioni economiche del personale Ata.

Quindi, quanto prima i collaboratori scolastici o gli assistenti amministrativi che hanno ottenuto un aumento stipendiale con decorrenza settembre 2013 dovranno restituire quello che secondo il MEF sarebbe il “maltolto” (i sindacati ribadiscono che si tratta di denaro ricevuto per una prestazione lavorativa che eccede il mansionario di base previsto dal CCNL e che comunque è legato alla frequenza di un apposito corso di formazione e al superamento di una prova conclusiva).

Le somme percepite negli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013 saranno invece tenute in sospeso.

Tutto questo, dicono i funzionari del Miur, “per aderire alle pressanti richieste del MEF” (così, almeno, riferisce la Flc-Cgil).

In concreto il Ministero dell’Istruzione ha ribadito quanto era stato preannunciato con la nota n. 28 del 9/1/2014 e cioè che la soluzione del problema si potrà avere solo con l’adozione di un apposito provvedimento legislativo.

Noi stessi avevamo evidenziato che, probabilmente, sarà necessaria una norma di interpretazione autentica del 1° comma dell’art. 9 del D.L. n. 78/2010

La Flc-Cgil bolla la posizione del MEF come una “tesi da burocrati” anche perché – aggiunge il sindacato di Mimmo Pantaleo – l’entità delle cifre percepite a fronte della gravosità del lavoro svolto è davvero modesta (600 euro lordi all’anno equivalenti all’incirca a un euro netto al giorno).

La questione rischia di complicarsi di giorno in giorno perché, a questo punto, non è da escludere che il MEF sollevi il problema più generale della retribuzione accessoria argomentando che tutto il “salario aggiuntivo” potrebbe contrastare con le disposizioni del DL 78.

Se il MEF dovesse percorrere questa strada, sarebbe il caos e lo scontro con le organizzazioni sindacali (ma anche con l’intero mondo della scuola) sarebbe del tutto inevitabile.

FONTE: http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51927&action=view

iPubblicata la nota che blocca le posizioni economiche dal 1° settembre 2013.

La sospensione della restituzione delle somme già percepite è solo momentanea e non riguarda tutti.Dopo le nostre proteste, convocati i sindacati scuola.

Dopo l’incontro col Ministro Carrozza di ieri, abbiamo avuto la conferma, attraverso la nota MIUR 263 del 28 gennaio, che:

  • le posizioni ATA vengono bloccate da settembre 2013

  • la restituzione da parte dei lavoratori delle somme percepite dal 1^ settembre 2011 al 31 agosto 2013 è momentaneamente sospesa

  • il recupero delle somme percepite verrà senz’altro fatto dal 1^ settembre 2013 ad oggi

  • non si dà corso al pagamento delle posizioni economiche maturate negli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013.

 La nota citata “prega” il MEF di non operare “momentaneamente” le ritenute delle somme percepite dal 2011 e “invita” sempre il MEF a bloccare le posizioni dal settembre 2013.

In pratica si dà subito il via al recupero delle somme già percepite da settembre fino ad ora e non si procede al pagamento di chi, pur avendo superato la formazione e svolto gli incarichi aggiuntivi, non ha ancora ricevuto il beneficio economico per gli storici ritardi dell’amministrazione ad adeguare le retribuzioni dei lavoratori.

La FLC CGIL giudica discriminatorio e brutale tale atteggiamento perché, non solo non devono essere operate trattenute su somme per un lavoro già svolto e acquisito tramite un percorso selettivo dal lontano 2011, ma è anche inaccettabile bloccare prestazioni che vengono erogate dai lavoratori su specifico incarico conferito dai dirigenti da settembre 2013. Infatti, l’attribuzione delle posizioni economiche è una procedura che valorizza le professionalità ed è finalizzata all’assunzione di ulteriori prestazioni e responsabilità.

Inoltre, le risorse derivano da fondi contrattuali già destinati e accantonati, dunque, nessun aggravio della spesa pubblica.

Tutto questo è scritto nel CCNL tuttora vigente.

Le ripercussioni sull’organizzazione scolastica quotidiana saranno notevoli; basti pensare ai compiti legati al soddisfacimento di bisogni primari ed essenziali per l’alunno, all’accresciuta assistenza agli alunni con disabilità e alla sostituzione da parte degli assistenti amministrativi del DSGA.

Ci siamo battuti anche in sede di conciliazione per non consentire l’applicazione del DL 78/10 (Legge Tremonti) che, secondo il MEF, non consentiva il riconoscimento del beneficio economico per le posizioni economiche del personale ATA.

La FLC CGIL ha inviato una lettera in tal senso al Ministro, ma è impegnata, nel contempo, a ricercare il massimo dell’unità sindacale per evitare questo scempio non escludendo nessuna iniziativa che possa raggiungere il risultato di una tutela piena dei diritti dei lavoratori ATA.

Basta con le richiesta di lavoro gratuito

al personale della scuola!

Siamo intervenuti presso il livello politico del MIUR per chiedere un incontro urgente sulle posizioni ATA, che è già stato fissato per il 30 gennaio 2014 alle ore 11.

fonte:

http://www.flcgil.it/scuola/ata/posizioni-economiche-ata-il-governo-non-risolve-la-questione-della-restituzione-e-del-blocco.flc

INCONTRO MIUR-SINDACATI

Ecco il comunicato del Ministero Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha incontrato questa mattina i sindacati della scuola presso la sede del Miur in Viale Trastevere 
Fra gli argomenti al centro dell’incontro, il piano triennale di assunzioni del personale previsto dal decreto ‘L’Istruzione riparte’, lo stato dell’arte delle norme attuative del decreto stesso, Incontro Miur-sindacati: tanto rumore per nullala questione degli scatti degli insegnanti.

Il Ministro ha annunciato che la prima tranche del piano triennale prevede oltre 18.000 assunzioni in ruolo, fra docenti, posti di sostegno e Ata (Ausiliari, tecnici e amministrativi).Carrozza ha poi ribadito il forte impegno profuso dal governo sulla questione degli scatti del personale docente attraverso il decreto approvato lo scorso 17 gennaio in Consiglio dei Ministri.Dal governo, ha detto il Ministro, “è arrivato un segnale di attenzione importante”. Prosegue, poi, in un clima di collaborazione con le altre amministrazioni, il lavoro per dare applicazione al decreto Scuola.

Automatismi stipendiali del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA): audizione del Ministro Carrozza

Mercoledì 22 Gennaio 2014  Audizione  Istruzionedel Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Maria Chiara Carrozza, sugli automatismi stipendiali del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).

 

Incontro Miur-sindacati: tanto rumore per nulla

di Reginaldo Palermo

28/01/2014

Secondo i sindacati doveva essere un incontro risolutivo.

A conti fatti il Ministro non ha proposto nessuna soluzione concreta alle richieste sindacali.

Ci saranno un po’ di assunzioni, cosa peraltro già prevista dal DL 104 di 4 mesi fa.

Si è chiuso con un nulla di fatto o poco più l’incontro fra il ministro Carrozza e i sindacati che, pur con sfumature e toni diversi, si dichiarano delusi se non addirittura preoccupati.

A poco vale il comunicato con cui il Ministro conferma l’avvio delle procedure per  il varo del piano triennale di assunzioni.

Da subito si parte con quasi 18mila immissioni in ruolo (1.600 insegnanti di sostegno,  12.600 docenti di posto comune e 4.300 Ata).

Resta ferma la previsione di immettere in ruolo 4.447 docenti di sostegno già con decorrenza settembre 2013.

Per il resto nessuna risposta o quasi.

Di rinnovo contrattuale non si parla, così come non si profila nessuna soluzione né per le posizioni economiche Ata né per il fondo unico dei dirigenti scolastici, né tantomeno sulle risorse disponibili per il fondo delle istituzioni scolastiche.

Va detto che anche sulle assunzioni c’è ancora qualche ombra perché il Ministro ha ricordato che è necessario che prima di tutto Aran e sindacati sottoscrivano un apposito contratto che garantisca che l’operazione avvenga senza ulteriori oneri per le casse dello Stato.

La questione in effetti è un po’ strana in quando già nel 2011 fu necessario stipulare un CCNL con cui la durata del gradone iniziale veniva portata a 8 anni.

Il sospetto è che il gradone potrebbe persino diventare più lungo; se l’attuale scansione della progressione di carriera fosse sufficiente a garantire l’invarianza di spesa, perché mai il Ministro dovrebbe inviare un atto di indirizzo all’Aran come invece ha annunciato nel corso dell’incontro?

La sensazione è che dopo la riunione di oggi si sia creata una situazione di stallo che, però, non potrà durare per molto.

I sindacati si mostrano quasi tutti molto preoccupati e hanno già annunciato che o si risolvono le questioni oppure lo scontro sarà inevitabile.

Quel che c’è di certo è che nei prossimi giorni potrebbe prendere avvio la contrattazione per il riconoscimento degli scatti maturati nel 2012.

C’è chi spera che il fondo di istituto di quest’anno possa essere risparmiato dalle sforbiciate e chiede che si facciano bene i conti sugli avanzi degli anni passati.

Il fatto è che siamo ormai a metà anno scolastico e, senza una accelerazione di cui non si vede neppure l’ombra, è molto probabile che la contrattazione di istituto resti al palo ancora per un paio di mesi.

FONTE: http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51850&action=view

U Oggi, durante l’incontro avvenuto presso il Ministero con i       Sindacati, si è parlato, oltre che di scatti stipendiali ed immissioni in       ruolo, anche di I e II posizione economica ATA e Fondo Unico Nazionale dei       Dirigenti scolastici. Confermate le nostre anticipazioni.

Infatti, relativamente alle posizioni economiche del personale ATA, il       Ministero ha informato che il MEF ha chiesto al MIUR di precisare se       procedere al recupero delle somme già percepite.

La richiesta giunge a       seguito del mancato inserimento della questione nel Decreto “Salva Scatti”       di venerdì scorso, come invece ci si attendeva.

Il Ministero ha comunicato       di aver insistito per ottenere un differimento in modo da avere il tempo       di sviluppare ulteriori interlocuzioni con il MEF al fine di pervenire ad       una soluzione favorevole al personale.

Insomma, si prende tempo, e il       motivo lo abbiamo detto ieri, commentando         il comunicato CONITP, non ci sono i soldi e il rischio del recupero       delle somme percepite riguardanti le posizioni I e II economiche del       personale ATA di cui alla sequenza contrattuale 12 maggio 2011.

Per quanto riguarda, invece, il taglio del FUN per i Dirigenti, il       Ministero ha ribadito i contenuti di una lettera inviata al MEF e si è       impegnata a proseguire nel confronto per cercare di trovare una soluzione       praticabile.

Riportiamo i commenti giunti in redazione da parte dei sindacati

Lo SNALS nel suo intervento ha sottolineato che sia le progressioni di       carriera di tutto il personale della scuola, sia le posizioni stipendiali       del personale ATA, sia il Fondo Unico Nazionale dei dirigenti scolastici,       sono tutti aspetti retributivi i cui costi sono coperti dai rispettivi       CCNL vigenti.

  Ha chiesto, conseguentemente, l’integrale ripristino       di quanto previsto e finanziato dal vigente contratto.

La UIL relativamente al personale ATA ha affermato che è positivo che non       sia stato fatto il prelievo delle risorse già erogate.

“Resta sbagliato il       blocco per l’anno scolastico in corso. Per la Uil Scuola è urgente il       provvedimento che sblocchi tale risorse.

Appare infatti inconcepibile che, ad anno scolastico inoltrato, tali       persone si trovino a svolgere compiti e mansioni senza essere pagate.

       Esisteva un provvedimento annunciato dal  Governo orientato a       provvedere al pagamento. Sarà opportuno che venga portato a conclusione.

Abbiamo comunicato al ministro  – ha sottolineato il segretario della       Uil Scuola – che, in assenza di decisioni in tale senso  procederemo       con gli altri sindacati nell’unico modo possibile:  in assenza di       retribuzione, non si svolgeranno più quelle mansioni previste dal       contratto.”

Per quanto riguarda i Dirigenti scolastici, la situazione è stata       commentata come “una vicenda che si trascina da troppo tempo e che deve       trovare soluzione.”

 La CISL, con Francesco Scrima, ha definito l’eventuale       prelievo per gli ATA come “di un vero e proprio furto a danno di       lavoratori che hanno già svolto le attività per cui sono stati retribuiti.

    Alla ministra, che sostiene di avere tuttora in corso un tentativo di       risolvere la questione attraverso un’intesa col MEF, abbiamo chiesto di       bloccare la messa in atto di un recupero che siamo pronti a contrastare       immediatamente in sede legale, ma che ci vedrebbe costretti ad assumere       anche iniziative di mobilitazione, in analogia con quanto sta avvenendo       per i dirigenti scolastici, la cui situazione si trascina irrisolta da       mesi, con pesanti decurtazioni della retribuzione.”

LA FLC CGIL ,Riteniamo importante l’impegno del Governo a rimuovere il blocco delle retribuzioni dei lavoratori della scuola per il 2014, ma rileviamo che rimangono ancora aperte alcune partite importanti sugli aspetti salariali e contrattuali del personale della scuola.

Sul versante del ripristino degli scatti di anzianità di docenti e ATA, pur apprezzando l’impegno del Ministro per evitare il recupero forzoso in busta paga, dobbiamo rilevare che nessuna risorsa aggiuntiva è stata prevista e l’unica possibilità che ci è stata prospettata è la decurtazione del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, che rappresenta un pezzo del salario accessorio del personale e l’unica fonte certa per sostenere l’ampliamento dell’offerta formativa.

Nessuna soluzione invece per le posizioni economiche del personale ATA e per il salario di posizione dei dirigenti scolastici.

Diciamo con chiarezza che su questi punti occorre trovare una soluzione in fretta: non è accettabile che si proceda retroattivamente a recuperare somme già pagate a fronte di prestazioni rese negli anni scorsi. Se queste risposte non arriveranno, la FLC CGIL continuerà con le mobilitazioni ed è pronta ad arrivare fino allo sciopero della scuola.

Assolutamente inammissibile è invece il tentativo di scambiare salario/stabilizzazioni di gelminiana memoria.

Non possiamo non rilevare la contraddizione fra il ripristino degli scatti 2012 e l’intervento sulle carriere dei neo-immessi in ruolo per sostenere i costi delle assunzioni previste dal piano triennale licenziato dal Governo un paio di mesi fa.

Lo diciamo fin da adesso: se è questo ciò che si prefigura, la FLC darà battaglia per evitare che a pagare il conto siano sempre i più deboli.

Crediamo infatti che sia giunto il momento di cessare gli interventi invasivi sui diritti contrattuali e salariali del personale della scuola e fare l’unica cosa che i lavoratori e le lavoratrici si aspettano: rinnovare il contratto nazionale di lavoro sia per la parte economica che normativa.

La FLC a tal proposito nelle prossime settimane presenterà la propria piattaforma contrattuale per dare un segnale tangibile dell’impegno della nostra organizzazione.

Ora sta al Governo, dare una risposta a tutto il personale dei comparti della conoscenza in termini di salario e di miglioramento delle condizioni di lavoro garantendo il rinnovo del contratto nazionale.

Gilda Insegnanti Scatti, accelerare trattativa e recuperare MOF anni passati

L´incontro di oggi segna un passo avanti e apprezziamo che il ministero abbia inviato all´Aran l´atto di indirizzo relativo al piano triennale di assunzioni che per il prossimo anno scolastico prevede l´immissione in ruolo di 12.625 docenti, 1.604 insegnanti di sostegno e 4.317 ata, mentre per l´anno corrente conferma 4.447 posti di sostegno“.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la riunione avvenuta questa mattina a viale Trastevere tra i sindacati e il ministro dell´Istruzione, Maria Chiara Carrozza.

Al ministro - spiega Di Meglio – abbiamo sollecitato una generale velocizzazione dell´azione amministrativa: per quanto riguarda il contratto sulla mobilità, soltanto per citare un esempio, in attesa del visto dei ministeri dell´Economia e della Funzione Pubblica, la tabella di marcia registra già 4 mesi di ritardo che inevitabilmente si ripercuoteranno sul corretto avvio delle attività didattiche“.

Sul fronte degli scatti, la Gilda ha chiesto di spingere l´acceleratore sulla trattativa e di recuperare le risorse del Mof non spese negli anni passati, così da incidere in maniera meno pesante sul Mof corrente, scongiurando il rischio che le progressioni di carriera vengano assegnate in base a una sorta di lotteria.

Inoltre – spiega ancora Di Meglio – abbiamo richiamato l´attenzione del ministro sulle posizioni stipendiali del personale ata, ribadendo l´ingiustizia di togliere soldi per un lavoro già svolto a una categoria professionale già economicamente debole“.

Infine, alla proposta della Carrozza di rivedere il sistema degli scatti, – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – abbiamo messo in chiaro che, prima di intavolare una discussione in merito, vogliamo essere certi di poter contare su maggiori risorse. Non bisogna dimenticare, infatti, che già oggi l´anzianità di servizio dei docenti italiani è tra le meno riconosciute rispetto al resto dei Paesi economicamente avanzati“.

Vedi anche

Automatismi stipendiali del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA): audizione del Ministro Carrozza

Audizione del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Maria Chiara Carrozza, sugli automatismi stipendiali del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).

Posizioni         economiche ATA I e II. Prelievo bloccato, ma difficoltà reperimento         copertura finanziaria

Il         MEF vuole tagliare gli stipendi anche ai Dirigenti Scolastici

FONTI:

http://www.orizzontescuola.it/news/posizioni-economiche-ata-e-dirigenti-oggi-al-miur-si-cercano-soluzioni

http://www.flcgil.it/comunicati-stampa/flc/poche-luci-e-molte-ombre-dopo-l-incontro-con-il-ministro.flc

http://www.gildains.it/news/dettaglio.asp?idcat=69&plug=Comunicati&area=comunicati&id=3119

s Il Ministero ha emanato la nota MIUR prot.n. 917 del 27 gennaio     2014, resi noti gli importi del M.O.F. per l’anno scolastico 2013/2014 – al     lordo stato e al lordo dipendente – finalizzati a retribuire gli Istituti     contrattuali del personale del comparto scuola.

La nota, che sarà resa pubblica in queste ore, sottolinea che il file del     MOF 2013/14, comprensivo dei parametri di riferimento dell’intesa       del 26 novembre 2013 e relativo calcolo, evidenzia gli importi sia dei     4/12 riferiti al periodo settembre-dicembre 2013 e sia degli 8/12 del     periodo gennaio-agosto 2014.

Le somme riguardano:

  • il fondo d’istituto;

  • le funzioni strumentali;

  • gli incarichi specifici;

  • le ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti.

Gli importi dei progetti per la pratica sportiva saranno assegnati a     conclusione della rilevazione predisposta dalla competente Direzione Generale     dello Studente.

Scarica il foglio di calcolo con le somme delle ore eccedenti divise per     istituzione scolastica e la nota del 27 gennaio

Ricordiamo che si tratta, ancora, del 50% degli importi.

Il resto sarà     assegnato a seguito della sessione contrattuale che si attende presso l’ARAN     per il reperimento       degli scatti stipendiali 2012.

Fondo       di istituto. Lo SNALS nazionale mette a disposizione i fogli di

calcolo

Scarica i files:

Acconto       FIS acconto Calcolo ore eccedenti Incarichi speciali ATA

Acconto       funzioni strumentali Attività educazione fisica

Variabili

fonte: http://www.orizzontescuola.it/news/fondo-istituto-snals-nazionale-mette-disposizione-fogli-calcolo

Nel giorno della memoria tutto il mondo ricorda le vittime del nazionalsocialismo, del fascismo e dell’Olocausto.

In questo speciale lo facciamo anche noi, attraverso foto, appunti, tesine, temi svolti e mappe concettuali sulla Seconda Guerra Mondiale e la Shoah. Per riflettere e non dimenticare

di Marta Ferrucci

Il Giorno della Memoria è stato istituito per legge nel 2000, portando anche l’Italia ad aderire alla proposta internazionale che proprio in questa data vuole ricordare le vittime dell’olocausto (GUARDA LE FOTO >>).

Perchè proprio il 27 gennaio? Lo spiega il 1° articolo della legge, che così recita:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati

TEMA STORICO SULL’OLOCAUSTO >>

Cos’è l’olocausto Parlare di Shoa o di Olocausto significa parlare dello sterminio sistematico ad opera dei Nazisti di milioni di ebrei anna_frankche avvenne in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale (Guarda la mappa concettuale), un genocidio che coinvolse circa 6 milioni di ebrei ma anche Rom, comunisti, omosessuali, Testimoni di Geova, popolazioni slave e che fece in totale 14 milioni di vittime.

TESINA SULLA SHOAH >>
Per eliminare tutti i soggetti considerati “indesiderabili” dai Nazisti, questi crearono dei campi di concentramento e di sterminio: nei primi i prigionieri venivano classificati in base alla loro capacità di lavorare; chi era troppo debole veniva eliminato nelle camere a gas camuffate da docce, mentre i più forti erano sottoposti ad un lavoro schiavistico. Anche questi ultimi, a causa delle terribili condizioni di vita e di lavoro a cui erano sottoposti, spesso non sopravvivevano.

I campi di sterminio erano invece pensati esclusivamente per la soppressione delle persone.

L’Olocausto fu l’ultima tappa della politica antisemita promossa da

Adolf Hitler.

Le immagini dell’Olocausto(15 foto)Vai alla gallery

Rastrellamenti nel ghetto di Varsavia  Ebrei prigionieri dietro al filo spinato  OLOLO

 TESINA SULLA SHOAH E LA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI >>
Negli anni ’20 e ’30 l’antisemitismo era comune in Europa ma trovò slancio attraverso la pubblicazione del Mein Kampf che, inizialmente ignorato, divenne popolare quando Hitler salì al potere.

A partire dal 1933 le misure antisemite si succedettero: si iniziò con il boicottaggio delle attività economiche gestite da tedeschi ebrei, si limitarono le loro attività e, con le leggi di Norimberga, gli ebrei tedeschi furono esclusi dalla vita sociale tedesca.

Seguì la politica di emigrazione forzata dei cittadini ebrei dai territori del Reich e la loro prigionia nei campi di concentramento e di sterminio.

TESINA SULLA MEMORIA >>
Nonostante questi fatti, alcune persone appartenenti a movimenti antisemiti o di estrema destra, hanno messo e mettono in discussione la veridicità storica dell’Olocausto .

Negano lo sterminio ebraico e si mostrano scettici sulle cause che lo hanno provocato.

A questo, aggiungono la tesi che ai tempi di Hitler fosse in atto un complotto ebraico-capitalista contro la Germania nazista, un’invenzione della propaganda alleata, sostenuta dall’internazionale ebraica.

GUARDA IL VIDEO

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi alzandovi;

ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

di Primo Levi

FONTE: http://www.studenti.it/superiori/scuola/giorno-della-memoria-il-27-gennaio-si-celebra-l-olocausto.php

CEDOCon nota del 27 gennaio 2014 il MEF riepiloga gli interventi effettuati e in corso di attuazione nel sistema NoiPA nei confronti del personale della scuola, in materia di automatismi stipendiali.

Nelle more della conclusione della sessione negoziale Comparto Scuola, per il recupero delle utilità dell’anno 2012, al fine della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici, è stata disposta la sospensione cautelativa dei crediti erariali applicati in relazione al blocco degli automatismi stipendiali per l’anno 2013.

Per quanto riguarda gli stipendi di gennaio, già emessi come da messaggio n. 157 del 27 dicembre 2013, il rimborso del debito è stato effettuato con emissione straordinaria con esigibilità contestuale a quella dello stipendio ordinario.

Nello stesso tempo si è provveduto alla sospensione del credito erariale eventualmente rateizzato sulle successive mensilità.

In applicazione del D.L. n. 3, del 23 gennaio 2014, al personale interessato al riconoscimento dell’utilità dell’anno 2012, sempre nelle more della conclusione della relativa sessione negoziale, è stata ripristinata la posizione stipendiale superiore già attribuita nel 2013, ma successivamente retrocessa sulla mensilità di gennaio 2014.

L’importo di arretrato relativo alla mensilità di gennaio 2014 è stato registrato con il codice “4M2 – APPL. DL 3/2014 COMPARTO SCUOLA AC” e verrà liquidato con esigibilità entro la metà di febbraio.

Considerato che rimane fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, lettera b) del D.P.R. 122/2013, è confermata la proroga di un anno delle classi e degli scatti con decorrenza dal 2 gennaio 2014.

In attesa del supporto richiesto al MIUR per la regolarizzazione del personale non interessato al riconoscimento dell’utilità dell’anno 2012, e per il quale, pertanto, si applica la retrocessione alla classe inferiore a quella già attribuita nel 2013, rimane ferma, al momento, la sospensione del recupero dei pagamenti già effettuati dal 1° gennaio 2013.

Per avere evidenza nel sistema NoiPA delle posizioni stipendiali interessate agli interventi sopra descritti in applicazione del D.L. 3/2014, nella maschera iniziale dell’iscrizione visualizzabile da “Gestione Stipendi”, è stato inserito il seguente avviso: “Iscrizione con applicazione D.L. 3/2014”.

Dalla casella di posta elettronica Uff5DCSIIDAG@tesoro.it verrà inviato l’elenco del personale interessato.

La nota

Sul portale NoiPA compare anche il seguente messaggio “In applicazione del D.L. n. 3, del 23 gennaio 2014, per il personale della scuola interessato alla sessione negoziale finalizzata al recupero dell’utilità dell’anno 2012 e nelle more della conclusione di tale sessione, è stata ripristinata la posizione stipendiale superiore già attribuita nel 2013, ma successivamente retrocessa sulla mensilità di gennaio 2014.

Il pagamento della differenza di stipendio per la mensilità di gennaio verrà effettuata con emissione straordinaria con esigibilità entro la metà di febbraio.”

Decreto sblocco scatti stipendiali, già al Senato. Negoziazione con sindacati entro 30 giugno 2014 o tornerà retrocessione. Stipendi comunque salvi

FONTE: http://www.orizzontescuola.it/news/gennaio-2014-ecco-cosa-accaduto-agli-stipendi-del-personale-della-scuola-nota-mef

pataE’, in sintesi, il risultato della comunicazione che il MIUR ha dato     al ConITP relativamente alla problematica dei lavoratori ATA che si sono     visti richiedere dal MEF la restituzione di quanto percepito per lo     svolgimento di mansioni superiori.

Retribuzione agli ATA che, ricordiamo, deriva da un corso di formazione e la     conseguente acquisizione di mansioni più complesse di quelle ordinario     prevista nel CCNL.

Funzioni già espletate negli anni 2011/2012 e 2012/2013 e     previste anche nei contratti di istituto.

Nonostante ciò, il MEF ha già inviato parecchie note al MIUR per la     restituzione dei soldi, giustificata dal Ministero dell’Economia sulla base     all’articolo 9 comma 1 del DL 78/2010, il quale afferma che “per gli      anni  2011,  2012  e  2013  il      trattamento  economico complessivo dei singoli dipendenti  non può     superare, in ogni caso, il  trattamento ordinariamente spettante per     l’anno 2010.”

Ricordiamo che il Ministero dell’istruzione, con apposita nota, ha bloccato     il prelievo forzoso, ma adesso si è alla ricerca della copertura     finanziaria.

Delusione per l’assenza dell’intervento nel Decreto       che sbloccava gli scatti del personale della scuola, anche se qualcuno     (in cambio di qualche click) ha voluto forzare la mano, e l’interpretazione,     cercando una soluzione anche per le posizioni economiche del personale ATA.

La somma da cercare non è indifferente e il MIUR ha qualche difficoltà a     reperirla.

Rimane il rischio, ha detto il Direttore Chiappetta al ConItp,     “del recupero delle somme percepite riguardanti le posizioni I e II     economiche del personale ATA di cui alla sequenza contrattuale 12 maggio     2011″.

Per quanto riguarda la problematica dell’attribuzione delle figure     aggiuntive per l’anno 2013/2014 per chi è in possesso della I e II posizione     economica, “la problematica – hanno risposto dal MIUR – è ostica e di     difficile soluzione, quindi, meglio non considerare, retribuite dal MEF,     nelle contrattazioni d’istituto, le funzioni aggiuntive per coloro che sono     in possesso della I e II posizione economica.”

Vedi anche

Posizioni       economiche ATA, non si restituiranno quelle passate. Ma saranno bloccate       le future già da quest’anno

Fonte:http://www.orizzontescuola.it/news/posizioni-economiche-ata-e-ii-prelievo-bloccato-ma-difficolt-reperimento-copertura-finanziaria

scuola21E’ stato presentato al Senato, assegnato alla VII Commissione cultura     il Decreto legge per lo sblocco degli scatti stipendiali del personale della     scuola. C’è un termine per la fase negoziale con i sindacati, ma le somme     erogate non saranno più recuperate. Decreto da convertire entro entro il 24     marzo

Il Decreto si pone quale obiettivi di:

  • consentire in via transitoria la corresponsione del trattamento         economico, già definito nell’anno 2013, in ragione dell’acquistata         classe stipendiali per il personale docente, amministrativo, tecnico e         ausiliario (ATA) della scuola;

  • evitare i recupero delle somme già corrisposte in virtù del         conseguimento di un nuovo livello stipendiale.

Cosa è accaduto? Una veloce carrellata

Ricordiamo che il DPR 122 del 2013 ha prorogato il blocco della       contrattazione e degli automatismi stipendiali disposto dall’art. 9 del       decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla       legge 30 luglio 2010, n. 122.

Fino all’adozione del suddetto Dpr, il personale della scuola aveva       legittimamente maturato dieci mesi di anzianità (1 gennaio 2013 – 9       novembre 2013) utili, per alcuni dipendenti, per il passaggio alla classe       stipendiali successiva e al riconoscimento del relativo trattamento       economico. L’emanazione del DPR 122 obbliga il Ministero dell’economia ad       intervenire  facendo retrocedere alla classe stipendiale inferiore e       recuperando le somme già percepite dai dipendenti.

Il Decreto-legge che blocca il prelievo, in Gazzetta ufficiale da giorno       23 gennaio 2014, introduce una disciplina, efficace fino al 30 giugno       2014, avente lo scopo, fino a quando non sarà conclusa la sessione       negoziale con i sindacati, di recuperare le utilità ai fini della       maturazione dell’anzianità stipendiali.

C’è un termine per la negoziazione

La sessione negoziale consentirà il recupero dell’anzianità 2012,       eliminando gli effetti della sottrazione 2013. Ma il tutto deve avvenire       entro il termine del 30 giugno 2014. Mancato l’appuntamento, il DPR 122       tornerà ad esplicare la propria efficacia, determinandosi la retrocessione       stipendiale.

Retrocessione che, però, rende salva l’impossibilità di procedere al       recupero delle somme comunque erogate da gennaio a novembre 2013.       Stipendi, comunque, salvi.

Stop al blocco anche per il 2014

L’intervento, infine, chiarisce la mancata applicazione della proroga del       blocco retributivo per il comparto scuola per l’anno 2014, evitando così       che il blocco quadriennale previsto per la generalità dei dipendenti       pubblici si trasformi, per il personale della scuola, in blocco       quinquennale.

Cosa succede nel cedolino

Il Ministero dell’economia ha già provveduto a recuperare le somme 2013       erogate ma bloccate dal DPR 122, ed ha provveduto ad una seconda emissione       per restituire le somme.

La somma restituita è gravata con aliquota massima, il che ha fatto       storcere il nato a qualche nostro utente. Ricordiamo che nel caso in cui       ci fossero delle ritenute superiori al dovuto, esse verranno compensate       con il conguaglio fiscale del 2014 (che molto probabilmente avverrà nel       2015)

Nessun problema anche per quanto riguarda la data della posizione       stipendiale, che nei cedolini emessi a gennaio è precedente a quella       acquisita nel 2013, confermando la retrocessione prevista dal Dpr 122. Ma       il tutto dovrebbe ritornare in ordine a partire dalla prossima emissione,       la retrocessione era dovuta alla mancata pubblicazione del “Decreto       sblocca scatti” in Gazzetta ufficiale. Monitoreremo le prossime emissioni.

Per maggiori dettagli, leggi: Scatto         stipendiale restituito tassato con aliquota massima, perché?

La copertura finanziaria

Gli oneri relativi alla restituzione degli scatti legati al Dpr 122 sono       quantificati in complessivi 120mln di euro, di cui 58,1 relativi a        somme corrisposte nell’anno 2013 e 61,9 relativi al mantenimento della       posizione economica maturata nel 2013.

Fino a quando non sarà conclusa la sessione negoziali con i sindacati,       viene accantonata la somma di 120mln di euro corrispondente ad una parte       dei risparmi conseguiti nell’anno 2012, che rimangono comunque nella       disponibilità della sessione negoziale con i sindacati.

Per quanto riguarda il periodo 2014-16, veniamo a conoscenza dalla       relazione tecnica presentata in Parlamento, che sono già stati stanziati       700milioni di euro, provenienti parzialmente dai risparmi di spesa       correlati alla riduzione del personale docente ed ATA.

Il Decreto dovrà essere convertito entro il 24 marzo, vi terremo       aggiornati.

Scarica         il Decreto

Vedi anche

Scatti         stipendiali docenti ed ATA, come funzionano

http://www.orizzontescuola.it/news/decreto-sblocco-scatti-stipendiali-gi-al-senato-negoziazione-sindacati-entro-30-giugno-2014-o-t

Comunicato Stampa

 IMBROGLI E SCUOLE PRIVATE:

MINACCE CONTRO IL PROF. PAOLO LATELLA

 Intervista  di Radio Radicale al Professor Paolo Latella su minacce ricevute per il suo dossier sul trattamento dei docenti nelle scuole paritarie

           cartina-italia_t_ott_2013 copia Il Prof. Paolo Latella , membro dell’Esecutivo Nazionale dell’Unicobas Scuola e segretario regionale lombardo, autore di un articolato dossier sui diplomifici italiani indirizzato al Ministro Carrozza, ha ricevuto ieri pesanti telefonate minatorie.

Latella ha raccolto, fra le altre, migliaia di segnalazioni sullo stato dell’istruzione privata, provenienti direttamente dai docenti di istituti che costringono il personale assunto a rinunciare allo stipendio per ottenere il punteggio maturato con l’incarico annuale.

Punteggio che consente l’accesso alle graduatorie del personale precario pubblico, reclutato poi dalle scuole di stato sia per le supplenze che per l’assunzione in ruolo.

Un do ut des degno del paese delle banane, reso possibile da una vergognosa legge di parità scolastica approvata alla metà degli anni ’90, che parifica i crediti maturati con il servizio prestato nelle scuole pubbliche grazie ad assunzioni temporanee trasparenti, a quello effettuato grazie alla chiamata discrezionale (senza graduatorie) delle scuole private parificate.

Il fenomeno del lavoro gratuito dei docenti risulta presente in modo massiccio nel Sud Italia.

Ci chiediamo se il Ministro Carrozza, al quale il dossier di Latella è stato inviato da tempo, intenda continuare a tollerare una vergogna del genere o se, magari, non creda di avere il dovere di assumere un provvedimento urgente, disponendo il controllo dello stato di servizio, ovvero imponendo, al momento della domanda d’ingresso in graduatoria, almeno la consegna dei cedolini stipendiali e dei versamenti dei contributi all’Inps.

Ma sarebbe il tempo di rivedere la legge sulla parità scolastica, ché altrimenti condanna ad una battaglia impari con sedicenti insegnanti ‘amici degli amici’ i nostri migliori docenti precari, sempre in regola con i requisiti richiesti e che prima dei tagli da 8,5 miliardi disposti dalla Gelmini, hanno occupato centinaia di migliaia di posti vacanti sui quali, violando la Costituzione, non s’è per anni provveduto a bandire concorsi. Gli incarichi attuali sono meno numerosi.

In più, a seguito della restrizione delle spese (che oggi nega ai precari persino la retribuzione di quei miseri due giorni e mezzo ogni 30 di lavoro), non comprendono più ormai il pagamento dell’estate, mentre, lavorando nel settore privato, pur senza percepire nulla per tutto l’anno, si può ottenere uno statino che millanta incarichi sino ad agosto, con punteggi maggiori.

            Il precipitare degli eventi ci costringe oggi a denunciare pubblicamente (dopo averlo fatto a suo tempo ai Carabinieri) che alla sede nazionale dell’Unicobas, appena rinnovata, nel mese di marzo 2013, venne recapitato un proiettile direttamente nella cassetta postale.

Altrettanto preoccupante risulta lo strano ‘furto’ avvenuto il 23 Gennaio (il giorno prima della telefonata minatoria) nell’appartamento al piano terra del palazzo dove abita il Prof. Paolo Latella a Lodi, noto anche come punto di riferimento Unicobas nella città.

Infatti nulla risulta rubato, mentre le suppellettili sono state integralmente distrutte.

La Segreteria Nazionale dell’Unicobas esprime piena e attiva solidarietà al Prof. Latella, e fa proprio quanto lo stesso ha scritto direttamente al primo inquilino di Viale Trastevere: Caro Ministro Carrozza, ho ricevuto minacce telefoniche con accento campano: “comunista di merda ce rutt u’ cazz…” in merito al dossier che ho realizzato sulle scuole paritarie… le interessa?

 logobandunicStefano d’Errico

(Segretario Nazionale Unicobas Scuola)

http://unicobaslodi.blogspot.it/2013/10/la-cartina-della-vergogna-alla-data-del.html

 

MINACCE CONTRO IL PROF. PAOLO LATELLA

MINACCE

logoQualche giorno fa il Ministro Carrozza ha avuto un’audizione presso la VII Commissione del Senato per riferire riguardo il pasticcio degli scatti d’anzianità prima concessi poi sottratti e poi di nuovo restituiti al personale della scuola che ha maturato l’automatismo stipendiale nel 2013.

Il Ministro ha colto l’occasione per puntualizzare (per chi avesse ancora dei dubbi) la sua posizione riguardo l’oramai vexata quaestio della progressione di carriera degli insegnanti.

Queste le sue parole: “le progressioni per anzianità hanno fatto il loro tempo” .

È necessario, a questo punto, fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto resta ancora il problema, in sé gravissimo, del prelievo sugli stipendi del personale non docente che non ha avuto lo stesso trattamento del personale docente; poi il decreto recante disposizioni temporanee ed urgenti in materia di automatismi stipendiali del personale della scuola  con cui il Consiglio dei Ministri ha bloccato la restituzione per gli insegnanti dei soldi stabilita dal DPR 122/2013, non ha, di fatto, ripristinato lo scatto stipendiale del 2013.

Gli insegnanti in oggetto infatti hanno avuto il cedolino dello stipendio di Gennaio con una decurtazione che equivale alla restituzione dello scatto e poi hanno avuto una integrazione attraverso una seconda emissione da parte della Direzione Provinciale.

Questa seconda emissione di denaro, pari alla cifra spettante per lo scatto stipendiale, non rappresenta quindi il passaggio ad un gradone stipendiale superiore, ma si configura piuttosto come una tantum, e ciò significa che resta fermo il blocco, ai fini pensionistici, degli automatismi stipendiali, blocco a suo tempo stabilito per gli anni 2011, 2012 e 2013 dalla legge 122/2010 (varata a seguito di un accordo sottoscritto da CISL e UIL) e riferita a tutto il personale del pubblico impiego.

Non ci stupiamo quindi quando la Carrozza annuncia la volontà di eliminare completamente e una volta per tutte, il concetto di progressione di carriera con automatismi stipendiali per il comparto scuola.

Il sentimento che semmai ci invade è l’indignazione di fronte allo sconcertante accanimento con cui si procede alla demolizione professionale degli insegnanti nel nostro Paese.

Abbiamo oramai stipendi da fame, i più bassi d’Europa (e bisogna notare con rassegnazione che i vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni non hanno mai avvertito l’urgenza dell’adeguamento salariale per gli insegnanti ai parametri europei!), con contratto bloccato e non rinnovato oramai da più di un quinquennio.

Il blocco degli scatti di anzianità, operante dal 2011, è stato del resto in parte arginato attingendo dalle risorse stanziate per il fondo d’istituto: da risorse quindi comunque destinate alla scuola ed al lavoro straordinario, nello specifico all’ampliamento dell’offerta formativa.

Il taglio al settore quindi resta invariato!!!

È doveroso comunque ricordare che la penalizzazione di questa categoria di professionisti ha origini lontane e risale, nello specifico, al 1993 e cioè al momento in cui veniva applicato anche al comparto scuola il decreto legislativo n. 29, per opera del quale l’intero pubblico impiego subiva la privatizzazione del contratto di lavoro: passava cioè dall’essere materia regolata dal diritto pubblico a materia regolata da diritto privato.

Esclusi dal calderone del pubblico impiego, che in sé accoglie dal ‘93 tutti gli altri dipendenti pubblici, sono i docenti universitari, i magistrati, l’avvocatura di stato, l’esercito, le forze di polizia, che continuano ad avere un contratto di natura pubblica.

Tra le tutele contrattuali che sono venute meno in occasione della privatizzazione del contratto di lavoro vi erano anche gli scatti biennali che garantivano l’adeguamento salariale all’inflazione dichiarata e non a quella programmata – vaticinata sempre al ribasso – dal ministero dell’economia, oltre che “il ruolo” che rappresentava la vera e insostituibile garanzia dell’autonomia professionale e della libertà d’insegnamento.

È proprio a causa di questo inquadramento di livello impiegatizio (unico nella UE) che gli insegnanti italiani sono all’ultimo livello retributivo, e proprio per questo sarà possibile applicare al comparto scuola, in sostituzione degli automatismi stipendiali, gli stessi criteri di ‘valutazione’ da travet previsti per il pubblico impiego dal decreto 150/2009 (il famigerato decreto Brunetta) e basati sull’applicazione di meccanismi punitivo-premiali, alla faccia della libertà d’insegnamento mutuati dal mondo dell’azienda, quali l’incentivazione della ‘produttività’, la ‘trasparenza’ dei test Invalsi (sic!) nella performance e il controllo dei ‘risultati’ (burocratici e non didattici).

Teniamo alta la guardia quindi perché questo potrebbe essere uno dei peggiori attacchi sferrati negli ultimi anni contro l’intera categoria del personale della scuola: la prossima settimana è previsto un incontro con i sindacati pronta-firma (gli stessi del ‘concorsone’ a quiz del 2000) per discutere proprio della modifica del nostro contratto di lavoro e sancire, in via definitiva, la soppressione degli scatti di anzianità e l’introduzione di nuovi meccanismi di ‘progressione di carriera’.

logobandunicStefano d’Errico

(Segretario Nazionale Unicobas Scuola)

Addio scatti di anzianità ……

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-01-23&atto.codiceRedazionale=14G00007&elenco30giorni=false

Fateci sognare, perché se voi non ci fate sognare,

noi non vi facciamo dormire”…

“O vinciamo noi o ce ne andiamo”. Su un possibile dialogo del Movimento con i partiti, Grillo ribadisce un secco no: “Non abbiamo idee nè di destra nè di sinistra, siamo ecumenici.

Noi gli accordi con questi non li facciamo, o vinciamo noi o ce ne andiamo. Se gli italiani voteranno questi cialtroni, se li dovranno tenere”.

Poi passa all’attacco: “Da parte dei partiti c’è ipocrisia, nei salotti e in tv dicono una cosa, poi fanno il contrario.

A questi non gliene frega niente del Paese, è un sistema di lobby. Si sono spartiti il Paese, il sistema non funziona”.

Anche il Parlamento è assente: “Il Parlamento non c’è, non delibera, dovrebbe controllare le entrate e la fiscalità” e quando manca questo potere nascono “le più grandi rivoluzioni”.

Eccovi la nuova puntata di 5 Giorni a 5 Stelle

Fateci sognare. Un’ Europa che ridiscute il Fiscal Compact che se non modificato costerà decine di miliardi di euro ogni anno agli italiani.

Fateci sognare un’ Italia dove la legge elettorale non la decidono Renzi e Berlusconi ma i cittadini e dove lo scambio elettorale politico mafioso è duramente punito senza se e senza ma.

Fateci sognare, un’ Italia dove se una nave che trasporta armi chimiche arriva nel porto di Gioia Tauro i cittadini sono preventivamente informati e rassicurati.

Fateci sognare un’ Europa senza Ogm, un’ Italia dove un ministro dell’agricoltura viene sfiduciato per gravi comportamenti e dove le demolizioni abusive vengono realmente abbattute.

Per sognare serve una libera informazione che parli di fatti non gossip.

 La grande truffa del Fiscal Compact: siete pronti a tagli e tasse per decine di miliardi di euro l’anno?

Giovedì 23 gennaio 2014,  dalla sede dell’ Associazione Stampa Estera si è svolta la conferenza di Beppe Grillo e dei parlamentari del Movimento 5 Stelle su Fiscal Compact, Fondo Salva-Stati e decreto Banca d’Italia.

Insieme a Beppe Grillo partecipano i portavoce alla Camera Tiziana Ciprini e Carlo Sibilia e quelli al Senato Giuseppe Vacciano e Barbara Lezzi.

Segui le attività del M5S in parlamento: http://www.parlamentari5stelle.it

Alessandro Di Battista

 “Non vengo volentieri in tv” e “non sono venuto qui a dire mezze verità”. Accolto da applausi scroscianti dalla platea di Servizio Pubblico, il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista si lancia contro tutti.

Contro il passato e il presente di Giorgio Napolitano che “non stimo e rivendico il diritto di non stimare una persona”.

Contro il Pd – “lo votavo, poi mi sono disintossicato” – che fa accordi con il Pdl.

Contro Silvio Berlusconi che definisce “il principale condannato dello schieramento a noi avverso”.

Contro Matteo Renzi che “è una persona intellettualmente timida, pensa di avere l’intelligenza diabolica di Berlusconi, ma non ce le ha quelle capacità”. Contro i ministri Cancellieri e De Girolamo. Di Battista ribadisce la linea oltranzista del M5S, contraria ad accordi o compromessi con altri partiti.

“Il Pd e il Pdl sono d’accordo da sempre.

Napolitano è un presidente che sancisce gli inciuci da sempre.

Noi siamo stanchi anche di parlare di Berlusconi, lo tenete in vita anche voi, non lei Santoro ma i giornalisti che continuano sempre a nominarlo.

Lo tiene in vita il Pd trattandolo sempre con i guanti, inciuciando, concludendo accordi, trattandolo con un cucchiaino” afferma Di Battista.

“Sono entrato nelle Istituzioni per fare una cosa: per combattere contro la disonestà e l’immoralità, rappresentata anche da personaggi come Berlusconi e da chi lo ha tenuto in vita.

E l’immoralità è come il letame, si deve trattare con la pala, non con il cucchiaino d’argento.

Per quello non accettiamo compromessi con questa gente, che ha tolto il futuro a noi giovani e tolto il presente alle persone anziane”.

Il deputato punta il dito contro le Istituzioni della Repubblica.

“Sono entrato 10 mesi fa, pensavo che le Istituzioni fossero marce, ma onestamente non a questo livello” dice Di Battista, che parla anche di Giorgio Napolitano: “questa Repubblica è nata anche dalla trattativa Stato-Mafia, abbiamo un presidente della Repubblica che quando era ministro dell’Interno non ha fatto nulla per la Terra dei Fuochi, si è lasciato scappare Licio Gelli, è stato rieletto con i voti di Berlusconi, convoca la maggioranza per parlare di legge elettorale dimenticando l’opposizione e lo fa andando oltre il proprio mandato”.

Su Silvio Berlusconi e Matteo Renzi dice che “due condannati, uno per danno erariale in primo grado e l’altro in via definitiva per frode fiscale, un ladro della collettività si incontrano e parlano della legge elettorale al di fuori del Parlamento, il luogo della legge”.

Ed ancora, “abbiamo un ministro della Giustizia che fa le telefonate ai potenti, un ministro dell’Agricoltura che cerca di piazzare qualcuno nei suoi bar, c’è poi la banalità della corruzione.

Questa – prosegue Di Battista – è la Repubblica italiana e voi chiedete a noi di scendere a compromessi?

Oggi il compromesso con questa gente per me è un suicidio, l’intransigenza è l’unica strada che potrebbe portarci alla vittoria.

Non so se con l’intransigenza vinceremo, sono convinto che con l’assenza di intransigenza perdiamo, perché in quel Palazzo se tu ti mischi a loro e ti ungi un dito, ti ungi tutta la mano, sei come la Lega, sei diventato parte del Sistema, noi non siamo entrati lì dentro per diventare parte del Sistema, ma per cambiarlo in modo democratico e non violento”.

A Michele Santoro che gli chiede se sia possibile un accordo sulla legge elettorale con il Pd, Di Battista risponde con una domanda: “Perché Renzi non porta le sue proposte di legge in Commissione Affari Costituzionali?

Noi qualsiasi cosa arriva in Parlamento la vagliamo e se è di buon senso, la votiamo.

Il discorso è che non ci fidiamo di loro”.

Si dice convinto di poter vincere le prossime elezioni, perchè “alle prossime elezioni, la campagna elettorale non la fa più Beppe , non la fa più soltanto lui. La faranno 160 parlamentari che si sono formati, credono in questo Paese.

Io sarei disposto a morire per questo Paese, i miei colleghi ugualmente, e vogliamo mettere al centro le idee, la qualità, la trasparenza”.

Nelle piazze “ogni settimana c’è sempre più gente che viene ad ascoltarci” e per vincere “basta prendere un voto più degli altri, ed è possibile”. E Di Battista chiarisce che il M5S non è teleguidato dai suoi leader, “questo mio dito ha votato 3 mila volte, se una volta, solo una volta, avessi ricevuto una telefonata da Beppe o da Casaleggio, io mi sarei dimesso e li avrei mandati io a quel paese”.

Secondo l’esponente dei 5 Stelle “non esistono salvatori della patria, non lo sono io, non lo è Grillo nè Berlusconi, è sventurato un paese che ha bisogno di eroi.

L’unico modo è riprendersi il Paese come cittadini, non come M5S, perchè io non voglio stare tutta la mia vita in quel Parlamento, non è sempre facile vedere tutti i giorni, quando vengono, Franceschini o la Santanchè, non sono spettacoli sempre graditi e gradevoli”.

A chi vota Pd e Pdl dice che “esiste una strada alternativa, di estrema trasparenza, onestà e competenza, esiste una speranza differente per questo Paese.

Poi se vogliono continuare a scegliere i vecchi partiti, quella corruzione, quel Sistema, chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

http://www.huffingtonpost.it/?ref=HRBH-1

Vi ricordate Letta-mente che, nel suo primo discorso alla Camera, assicurò che il suo governo non avrebbe fatto ricorso alla fiducia come i governi precedenti?

Bene, ieri ovviamente il governo ha posto l’ennesima fiducia sull’ennesimo decreto porcata che, dietro la scusa dell’abolizione dell’IMU, svende la nostra Banca centrale.

Come ha tuonato oggi Sebastiano in aula:

“Ditelo agli italiani che gli state rubando la Banca Centrale!!!

Ditelo che la state consegnando in mano ai tedeschi, ai cinesi, agli americani!!!
Ditelo agli italiani che state prendendo 7,5 mld di soldi loro per darli agli azionisti PRIVATI di bankit!!!
Ditelo ai cittadini che sui loro investimenti prendono lo 0, % che state garantendo agli azionisti un rendimento addirittura del 6% senza rischi!!!
450 mln sottratti alle casse dello stato. 450 mln che dovrete coprire con nuove tasse.

State garantendo agli azionisti un rendimento che è 48.000 volte più alto di prima!!! “
Loro ovviamente non verranno mai a dirvelo, noi invece ve lo grideremo in tutte le piazze!
I loro giorni stanno per finire….

Gianluca Vacca

Voto di fiducia con la scusa dell’IMU: in realtà si svende la Banca d’Italia alle banche private italiane e straniere, con i soldi pubblici!

 Grazie Presidente.
E siamo ancora qui.
Un copione che si ripete dopo un solo mese dalla scorsa fiducia.
Fiducia che avete mortificato facendovi prendere in giro col successivo ritiro del dl, il Salvaroma. Complimenti…..bella figura……
Vi siete fatti bacchettare anche dal vostro massimo garante ovvero colui che siede “colà dove si puote ciò che si vuole”, visto che il suo nome non si può pronunciare.
Ed ora siete di nuovo qui perché avete gestito male i tempi!!
Oltre 45 giorni al Senato e poi qui avete perso la faccia.

VERGOGNATEVI!!!

Vi siete fatti trattare come gli schiavi, hanno imposto il silenzio in commissione,
non vi hanno consentito di fiatare, vi hanno svuotato di ogni prerogativa parlamentare
e persino della vostra dignità. Hanno fatto di voi dei semplici “pigiabottoni”.
Risultato?
Il venerdì nero che ha visto file interminabili di cittadini prima davanti ai caf e poi alle poste per pagare la mini imu.
440 mln che non siete stati nemmeno capaci di trovare nelle pieghe del bilancio.
La mini-imu è l’ennesimo triste atto della commedia dell’assurdo che è diventato il nostro sistema fiscale: Tares, tarsu, tia1, tari, tia2, Tasi, iuc, ici , imu, tuc, trise, ISI e non si sa quanto si paga, quando si paga, come si paga.
Qui c’è una sola cosa certa: che a pagare sono sempre e solo i cittadini!!
Queste sono le tasse del governo Letta-Renzi.
Mi viene da sorridere pensando a quando il ministro Alfano in una conferenza stampa disse trionfante “La parola imu sarebbe stata cancellata dai manuali di diritto tributario”.
BUGIE!!!
E il trucco è sempre lo stesso: il gioco delle tre carte dove chi perde è sempre il cittadino.
E questo è il nuovo che avanza??? Il nuovismo è un’invenzione di chi non vuole cambiare niente!!
Noi sì che siamo per l’abolizione totale dell’imu e vi abbiamo proposto
di togliere interamente l’imu
andando incontro ad una richiesta dei sindaci (del PD per giunta)
Vi abbiamo proposto di eliminare completamente l’IMU
tassando il gioco d’azzardo ma voi avete detto no!!
Siamo di fronte al sindaco (segretario del PD) che va contro i suoi stessi colleghi sindaci.
Non vi è bastato il regalo da 2 MILIARDI di euro che avete fatto alle concessionarie di slot machines ad ottobre, ora gliene fate un altro!!!
E poi offendete i cittadini offrendogli l’elemosina di 14 euro in busta paga.
VERGOGNA!!!
Avete voluto favorire di nuovo le lobby del gioco pur di non modificare il decreto.
E parliamo ora del vostro modus operandi.
Fate minacce e poi le occultate: avete voluto nascondere la banca d’italia dietro la foglia di fico della cancellazione dell’imu.
Foglia di fico però bacata dal verme della mini imu!!!
Ma la foglia di fico è caduta.
L’abbiamo tirata giù noi per svelare il lato oscuro del decreto ovvero la scandalosa riforma di BKIT.
Si, perché questo è il vostro modo d’agire: usate lo zucchero per nascondere il sapore amaro e letale dell’arsenico.
E questo cocktail poi lo bevono gli italiani.
Ditelo agli italiani che gli state rubando la Banca Centrale!!!
Ditelo che la state consegnando in mano ai tedeschi, ai cinesi, agli americani!!!
Ditelo agli italiani che state prendendo 7,5 mld di soldi loro per darli agli azionisti PRIVATI di bankit!!!
Ditelo ai cittadini che sui loro investimenti prendono lo 0, %  che state garantendo agli azionisti un rendimento addirittura del 6% senza rischi!!!
450 mln sottratti alle casse dello stato. 450 mln che dovrete coprire con nuove tasse.
State garantendo agli azionisti un rendimento che è 48.000 volte più alto di prima!!!
E ditelo agli italiani della bella figura che ci avete fatto fare davanti all’europa.
Perché non dite che ci hanno sgridato?, sì sgridato come i bambini alle elementari,
perché avete cercato di prenderli in giro facendogli esaminare questo decreto legge con solo 7 giorni di anticipo!!!
E non solo il 3 in condotta, ma anche in matematica perché l’europa ha detto che le formule usate sono basate su ipotesi CONGETTURALI!!! Quindi sul nulla!!!!
E’ questo il governo che l’italia merita?
Ed il ministro Saccomanni cosa fa?
Cade dalle nuvole. Prima in audizione gli facciamo scoprire che qualcuno gli aveva nascosto un sostanzioso regalo agli azionisti.
Poi ci dice che avremmo potuto aggiustare il tutto in un futuro provvedimento. Poi che non ci sarebbe stato un ammanco per le casse dello stato.
Ministro, a quando gli asini che volano?
Ancora oggi ci chiedete di trattare con voi. Ma con chi? Con chi?
con due pregiudicati che decidono nelle stanze di partito il destino di 60 mln di italiani?
Noi trattiamo con i cittadini e ascoltiamo le loro richieste e le loro preferenze.
E non con voi del partito unico di Renzusconi.
Voi siete per le banche, noi per le Piccole medie imprese
voi siete per le assicurazioni, noi per i piccoli carrozzieri,
voi siete per le grandi lobby delle slot che vi finanziano,
noi siamo con le persone che pagano le tasse,
voi siete con i palazzinari ed gli altri speculatori edilizi, noi siamo per la difesa del territorio,
voi andate a braccetto con i lobbysti delle energie fossili e noi vogliamo invece l’energia pulita e gratis per tutti i cittadini.
Noi non vogliamo essere collusi con chi sta svendendo la banca degli Italiani,
con chi sta regalando gli ultimi pezzi di sovranità che ci restano,
noi vogliamo che la banca d’Italia sia pubblica, di noi cittadini italiani.
Vi abbiamo chiesto di cancellare questa vergognosa riforma dal decreto
una riforma che non è nemmeno utile
E voi, manco a dirlo, avete detto no.
Del vostro agire ne dovete rendere conto agli italiani
Noi siamo qui per ricordarglielo.
Ora ditemi, dopo tutto quello che vi ho detto,
oggi noi cosa dovremmo votare? Come dovremmo votare?
Ma cosa c’è da votare? Qui non c’è da votare né si, né no, né astenuti,
qui c’è solo da mandarvi tutti a casa!!!

Rassegna stampa m5s Parlamento

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/01/svendita-bankitalia-il-discorso-in-aula-di-sebastiano-barbanti-video.html

gIl testo è sostanzialmente identico a quello ufficioso.

Prevista una copertura per 120mlioni di euro, ma il contratto dovrà essere firmato entro il 30 giugno.

C’è la possibilità che nel passaggio parlamentare le risorse vengano aumentate.

Fondo di istituto a rischio.

Entra in vigore da oggi, 23 gennaio, il decreto legge n. 3 “Disposizioni temporanee e urgenti in materia di proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola”.

Il provvedimento è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale odierna.
Si compone di due articoli il cui testo è sostanzialmente identico a quello provvisorio che stava circolando in rete già da diversi giorni.

Il decreto ribadisce dunque che il problema dovrà trovare soluzione attraverso una apposita sessione negoziale da chiudere entro il 30 giugno prossimo.

In caso di mancata firma del contratto, le risorse messe a disposizione (120milioni di euro, derivanti dai risparmi di sistema dovuti ai “tagli” di organici) verranno incamerate dallo Stato.

Nelle prossime ore il provvedimento sarà trasmesso alle Camere che avranno tempo fino al 24 marzo per convertirlo in legge.

Vedremo se, nel passaggio parlamentare, le forze politiche riusciranno a recuperare ulteriori risorse in modo da evitare la decurtazione del fondo di istituto che si preannuncia al momento piuttosto pesante (250-300 milioni di euro).

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-01-23&atto.codiceRedazionale=14G00007&elenco30giorni=false

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51733&action=view

saccomanni_carrozzaSu scatti di anzianità e posizioni economiche Ata il Ministro Carrozza incontra i sindacati martedì 28 gennaio.

Il Ministro dovrà chiarire da dove recuperare i soldi.

Nulla per i precari, per i quali non riesce ad essere garantito neanche il pagamento regolare delle supplenze temporanee

L’incontro è stato chiesto dalle organizzazioni sindacali per affrontare le diverse emergenze: dalla questione degli scatti di anzianità, a quella delle posizioni economiche del personale ATA, alla decurtazione delle retribuzioni dei dirigenti scolastici, per la quale è già stato proclamato lo sciopero del 14 febbraio.

 – La Cisl Scuola metterà sul tavolo di confronto le sue richieste precise e puntuali: immediato avvio della trattativa per ridare validità al 2012 ai fini delle progressioni di anzianità; nessun recupero delle somme già erogate per le posizioni economiche del personale ATA e mantenimento delle posizioni già attribuite, nel pieno rispetto di disposizioni contrattuali volte a compensare prestazioni indispensabili al buon andamento dell’attività formativa e organizzativa delle scuole; no allo scippo delle risorse contrattuali dei dirigenti scolastici.

 Gilda –    Aprire subito la trattativa all’Aran, evitando così di perdere i 120 milioni di euro già stanziati e di attivare procedure inaccettabili di restituzione degli scatti non contrattualizzati “Bisogna rivedere il meccanismo della progressione di carriera”: Carrozza audita VII Senato. Recupero 150 euro riguarda 50mila persone

Intanto, per i docenti precari, la FLC CGIL comunica che il Miur non è ancora riuscito a superare le difficoltà tecniche che dovrebbero permettere il regolare pagamento delle supplenze temporanee.

Supplenze: il Miur non riesce ad assicurare regolare pagamento per quelle temporanee

-FLC CGIL Dall’incontro del 28 con la Ministra Carrozza ci aspettiamo risposte concrete sulle tante emergenze che riguardano il personale della scuola.

Il mancato rispetto dei contratti e interpretazioni arbitrarie della legge Brunetta stanno peggiorando le condizioni di lavoro in tutti i comparti della conoscenza.

Finora le risposte sono state inconcludenti e le emergenze aumentano.
I temi più urgenti da affrontare nel confronto sono il regolare pagamento degli stipendi e delle ferie per i precari, la richiesta di restituzione delle somme legittimamente percepite per le posizioni economiche del personale ata, la messa in discussione delle retribuzioni di posizioni e di risultato dei dirigenti scolastici, il pagamento degli scatti maturati nel 2013 e le indennità per lo svolgimento delle funzioni superiori svolte dagli assistenti amministrativi e dai docenti in sostituzione dei DSGA che reggono due scuole.

La FLC ha proclamato lo stato d’agitazione e martedi’ 28 al Miur si terrà un primo presidio dei dirigenti scolastici.

Circa il pagamento degli scatti ribadiamo che occorrono risorse aggiuntive e quindi contrasteremo, in tutti i modi possibili, il taglio ulteriore del MOF perchè penalizzerebbe i lavoratori della scuola, gli studenti e le famiglie.

In sede di conversione del decreto legge sugli scatti proporremo a tutte le forze politiche emendamenti per evitare ulteriori scempi contro la scuola pubblica.

Se le premesse sono quelle annunciate dalla Ministra Carrozza i margini per un esito positivo del confronto sono molto stretti.

Si apra immediatamente la stagione del rinnovo dei contratti e si stanziano le risorse necessarie a garantire un forte recupero salariale e la valorizzazione professionale che deve comprendere anche l’anzianità come succede in Europa.

Serve una radicale svolta per ridare centralità alla scuola pubblica, per stabilizzare i precari, per rispondere alla drammatica emergenza salariale e per ridare dignità e valore al lavoro in tutti i comparti della conoscenza.

Basta con i tagli e la riduzione dei diritti! Per queste ragioni continueremo con le mobilitazioni fino allo sciopero.

fonte:http://www.orizzontescuola.it/news/posizioni-stipendiali-e-incrementi-economici-del-personale-della-scuola-ministro-convoca-sindac

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51730&action=view

di Lucio Ficara

default-game-over-300x193Il DL 104 avrebbe dovuto far ripartire la scuola che però è sempre più in affanno.

Ora si scopre che non ci sono più soldi, Il rinnovo del contratto è sempre più a rischio.

Dopo l’illusione del decreto n.104/2013, definito con il nome “l’istruzione riparte”, dove si davano, anche se deboli ed insufficienti, i primi segnali d’investimento sul capitolo di spesa istruzione, e dove si disponeva, dopo anni di tagli indiscriminati, un cambio di rotta su tutto il settore della conoscenza, arriva in questi giorni l’emergenza salariale, nodo politico che coinvolge pesantemente tutto il personale scolastico.

Questa emergenza salariale infatti, colpisce tutti i lavoratori della scuola, a partire dai dirigenti scolastici, proseguendo con gli insegnanti e terminando con il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza durante l’audizione in commissione Istruzione al Senato sugli automatismi stipendiali del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) sono allarmanti, tanto da farci pensare ad una scuola che non riparte affatto, ma che piuttosto si trova in uno stato di rischio default.

Infatti bisogna ricordare che si è in stato di default quando si è nell’incapacità tecnica di rispettare le clausole contrattuali economiche previste dalle tabelle allegate al contratto, nel caso della scuola l’emergenza salariale, che vede tutti i dipendenti della scuola pubblica penalizzati, sia nel salario corrente che in quello accessorio è un evidente segnale che la scuola è a rischio default.

Ma sono le stesse parole del Ministro, che sono una “excusatio non petita, accusatio manifesta”, ad allarmarci profondamente.

Infatti la Carrozza in riferimento alla questione del pagamento degli scatti di anzianità, ha precisato: “non disponiamo di risorse aggiuntive e libere per il pagamento degli scatti, per i quali servono ingenti risorse”.

Il Ministro ha puntualizzato che per procedere al pagamento degli scatti, solo per il recupero dell’anno 2012, mentre il 2013 resta ancora bloccato, si dovrà prelevare ancora dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.

Questo è una chiara ammissione di uno stato di default del nostro sistema scolastico, che non è più in grado di sostenere economicamente le attuali norme contrattuali, che tra l’altro sono scadute da lungo tempo.

Queste nefaste dichiarazioni, contrastano con quanto richiesto al Miur da alcuni sindacati, come ad esempio la Flc Cgil, la Gilda insegnanti.

Le richieste sono nette e precise, si parte con il richiedere il rinnovo economico e normativo del contratto nazionale, risorse aggiuntive per gli scatti di anzianità in modo da non azzerare il MOF, il pagamento indennità di funzioni superiori e di reggenza dei DSGA, il regolare pagamento dei supplenti temporanei e monetizzazione delle ferie e la difesa del salario di posizione dei dirigenti scolastici.

Tutte richieste legittime e doverose quelle che provengono da parte sindacale, ma lo stato comatoso delle scarse risorse economiche del Miur non lasciano intravedere nulla di buono, anzi su viale Trastevere si stanno addensando nuvoloni che minacciano la poltrona del Ministro Carrozza.

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51729&action=view

SCATTI I lavoratori che nel corso del 2013, hanno ottenuto il riconoscimento dello scatto di anzianità, nel mese di gennaio 2014 hanno ricevuto la retribuzione in due tranche:

 – con un primo cedolino (gennaio 2014) è stata effettuata la “retrocessione” alla posizione stipendiale del 2012 e la contestuale trattenuta di un importo massimo di 150 € quale rateo del recupero dell’incremento stipendiale percepito nel corso del 2013 (sulla base delle decorrenze di ciascuno)

 – con un secondo cedolino è stata effettuata un’emissione speciale per la restituzione della ritenuta, fino a un massimo mensile di 150 euro, con la stessa valuta dello stipendio di gennaio.

 Al riguardo, al fine di fornire chiarimenti e rassicurazioni al personale, forniamo le seguenti precisazioni:

 Classe/fascia stipendiale

 Su entrambi i cedolini di Gennaio 2014 nel riquadro: posizione giuridica – economica risulta indicata la posizione stipendiale precedente a quella acquisita nel 2013 (quindi avviene, per il momento, la cosiddetta “retrocessione”)

Con il Decreto legge del 17 gennaio 2014 (Disposizioni temporanee ed urgenti in materia di automatismi stipendiali del personale della scuola) è stato previsto che in attesa della sessione negoziale con l’ARAN, e fino al 30 giugno 2014, non viene effettuata la retrocessione alla classe stipendiale inferiore e non si procede al recupero dei pagamenti già effettuati.

Pertanto, il decreto rimedia su due fronti:

 – nessun recupero degli aumenti già percepiti, e immediata restituzione della prima e unica rata di tale recupero (i 150 euro trattenuti e restituiti con emissione speciale nei giorni scorsi)

 – conferma delle posizioni stipendiali conseguite nel 2013: tale operazione tuttavia presuppone l’entrata in vigore del decreto legge, che consegue alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ad oggi non ancora avvenuta e attesa nei prossimi giorni.

 Ovviamente i cedolini di gennaio, lavorati prima del decreto, non potevano che riprodurre tutti gli effetti negativi derivanti dall’attuazione del DPR 122/2013, riportando quindi la retribuzione ai valori della precedente classe stipendiale.

Stiamo facendo pressioni affinchè già dallo stipendio di febbraio possa essere portato a soluzione anche questo problema, dopo aver già ottenuto il blocco delle trattenute.

 Ritenute fiscali:

 Sulla restituzione dei 150,00 euro (secondo cedolino) è stata applicata la ritenuta IRPEF ad aliquota massima, in quanto la tassazione operata nel primo cedolino era correlata al minore imponibile fiscale percepito e, conseguentemente, inferiore a quanto dovuto (somma delle retribuzioni del primo e secondo cedolino).

Ovviamente, eventuali maggiori ritenute verranno compensate in sede di conguaglio fiscale 2014.

Fonte : Cisl scuola

di Paolo Pizzo

formazione professional I permessi per la formazione e l’aggiornamento sono espressamente previsti dal CCNL comparto Scuola dall’art. 64. Il comma 1 specifica che la partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità.

Tale diritto spetta a tutto il personale della scuola senza alcuna differenza tra dipendenti assunti a tempo determinato o indeterminato riferendosi a tutto il personale in servizio.

Pertanto, i permessi in parola spettano a tutto il personale della scuola senza esclusione alcuna: docenti, educatori ed ATA di ogni ordine e grado assunti a tempo indeterminato e determinato (anche se per “supplenza breve” o “fino avente titolo”) compreso il personale in regime di part time.

Il comma 3 dell’art. 64 stabilisce che il personale che partecipa ai corsi di formazione organizzati dall’amministrazione a livello centrale o periferico o dalle istituzioni scolastiche È CONSIDERATO IN SERVIZIO A TUTTI GLI EFFETTI.

Qualora i corsi si svolgano fuori sede, la partecipazione ad essi comporta il rimborso delle spese di viaggio.

In particolare, il comma 4, specifico per il personale ATA, stabilisce che “il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, può partecipare, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, ad iniziative o di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati.

La partecipazione alle iniziative di aggiornamento avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali.

In quest’ultimo caso il numero di ore può essere aumentato secondo le esigenze, tenendo conto anche del tempo necessario per raggiungere la sede dell’attività di formazione”.

Si noti come per gli ATA, a differenza dei docenti per i quali sono previsti 5 giorni in un anno scolastico (  art. 64 del CCNL2007. comma 5), non è definito il numero di giorni di permesso consentiti per partecipare alle attività di formazione.

Non solo, ma il personale ATA ha diritto al recupero delle ore di partecipazione al corso se tenuto fuori dall’orario di servizio.

Le modalità di recupero potranno essere richiamate dalla contrattazione di istituto.

Si precisa che sulla questione del recupero non ha dubbi nemmeno l’ARAN:

In Orientamento applicativo per il Comparto scuola (4/4/2013) in cui si chiede se al personale ATA spetti il recupero delle ore prestate per la partecipazione ad un corso per il conseguimento della patente europea, risponde:  “Questa Agenzia ritiene utile chiarire che ai sensi dell’art. 64 del CCNL2007 , comma 4,  del comparto scuola, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, può partecipare ad iniziative di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati. La partecipazione avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali.

Nel caso specifico, se rispettate tutte le condizioni previste, LE ORE ECCEDENTI L’ORARIO DI SERVIZIO PRESTATE DAL PERSONALE ATA PER PARTECIPARE AL CORSO PER IL CONSEGUIMENTO DELLA PATENTE EUROPEA, SARANNO CONSIDERATE COME ORARIO DI LAVORO DA RECUPERARE ATTRAVERSO RIPOSI COMPENSATIVI.

http://www.orizzontescuola.it/guide/personale-ata-ore-eccedenti-lorario-servizio-partecipare-ad-corso-formazione-devono-essere-rec

70.000 lavoratori ATA-ITP ex EE.LL. “infoibati “ dopo una scellerata intesa  Sindacati –   Governo  durata 14 anni.

100_0179 La parola d’ordine è di stendere una pietra tombale sulla scandalosa e vergognosa  vicenda che ha sconvolto la vita di tutto il   personale ATA-ITP ex EELL che nel lontano gennaio 2000 passarono allo Stato grazie alla legge 124/1999 che ne disciplinava e regolamentava il transito.

E’ questo il famigerato accordo segreto che ha visto coinvolti i sindacati scuola maggiormente rappresentativi  ed i vari governi che si sono succeduti fino ad oggi .

Un vergognoso piano ben orchestrato da 14 anni, che ancora vige e  che fu strutturato all’indomani del  passaggio allo Stato dei lavoratori delle scuole (ATA-ITP) gestiti fino ad allora dagli Enti Locali.

Una manovra che rappresenta per tutti i sindacati della scuola, firmatari dei vari contratti, un “bubbone”  enorme che ha sporcato ed ancora rappresenta  una macchia nera e vergognosa per la parte sindacale e per la quale ancora non è stato trovato il coraggio di fare pubblica ammenda…ed allora meglio stendere un velo pietoso, o meglio, “INFOIBARE”  il problema per non parlarne anzi  negarne l’esistenza anche se l’infame e vergognosa manovra ha gettato nella disperazione migliaia di lavoratori, costretti a restituire al tesoro decine di migliaia di euro, con ripercussione  inevitabili  sulla liquidazione e sull’assegno di pensione.

In breve la storia:

-          Al fine di unificare tutto il personale delle scuole pubbliche  alle sole dipendenze dello Stato (diviso fino ad allora tra dipendenti dello Stato ed Enti Locali) alle sole dipendenze del Ministero P.I., il governo Prodi D’Alema con la legge 124/99, legifera e norma il passaggio riconoscendo  a tutti i dipendenti transitati l’anzianità maturata presso gli Enti Locali (art- 8) ;

-          A luglio 2000, a passaggio effettuato,  con un dietrofront  incredibile si pone uno stop al riconoscimento dell’anzianità maturata con un accordo Sindacati –ARAN  si rettificava e si imponeva  invece il passaggio e l’inquadramento alle dipendenze dello  Stato del personale, in questione, con lo stipendio  in godimento, modificando quindi il senso e lo spirito  dell’art. 8 (L.124/99);

-          Partono migliaia di ricorsi dei lavoratori che li vedono vittoriosi, in quando , la maggioranza dei giudici nei vari gradi di giudizi ritengono nullo l’accordo Sindacati -ARAN;

-           A settembre 2005 ci prova il governo Berlusconi, che con una interpretazione autentica”…sic!, relatrice l’on Santanchè,  inserita nella Legge Finanziaria 2006, modifica e stravolge il senso dell’art. 8  L.124/99, causando, da quel momento in poi, di fatto,  il capovolgimento  di migliaia di procedimenti  dei lavoratori ancora in atto, in quel tempo,  nei vari gradi di giudizi. 

-          L’operazione Sindacati –Governo finalmente aveva avuto così l’effetto della strategia messa in atto contro 70.000 lavoratori ex EE.LL. (bidelli, amministrativi, Tecnici, Insegnanti tecnico-Pratici) , i quali si vedono fregati proprio dai Sindacati che dovevano difenderli e pretendere al loro fianco il rispetto della legge che li aveva fatti passare allo Stato

-          La strategia dei sindacati da quel momento in poi è stata quella di continuare a girare le spalle ai lavoratori interessati, che nella disperazione totale, si vedono costretti a restituire allo Stato varie decine di migliaia di euro con riconoscimento delle anzianità lavorative dimezzate e, quindi, effetti disastrosi sulle liquidazioni e sugli  assegni pensionistici-

Ma, per fortuna dei lavoratori interessati, come recitava il famoso mugnaio di Potsdam nell’opera  Brechtiana  c’era e c’è ’” ancora un giudice a berlino” ..che in senso metaforico è interpretato dalla  Corte  Di Giustizia Europea e dalla  Corte Europea dei Diritti dell’Uomo  le quali con ben due sentenze distinte non hanno esitato a dare  ragione ai lavoratori condannando  pesantemente lo Stato Italiano per indebita e scorretta ingerenza nei processi in atto che lo vedevano coinvolto come parte in causa ed il pieno riconoscimento di tutta l’anzianità maturata nell’Ente Locale.

L’assurdità è che si sta ancora continuando a giocare sporco sulle spalle di questi lavoratori, ai quali, bene farebbero i sindacati ed i politici a recitare un “mea culpa” ed intavolare un tavolo di discussione per trovare un accordo politico sindacale e porre fine ad una clamorosa ingiustizia, che rischia, con la ripresa di  migliaia di ricorsi e forti delle sentenze europee, determinare un default colossale per le casse dello Stato Italiano-

  F.to Il Comitato Nazionale ATA-ITP ex EE.LL

Vincenzo Lo Verso

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51427&action=view

http://comitatonazionaleataitpexentilocali.wordpress.com/2014/01/11/silenzio-assordante/

SENTENZA AGRATI  con la tabella dell’equo indennizzo

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA  European Court of Justice judgment C-108/10 Scattolon

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a cura di :Antonio Mazzotti itp

Cronistoria –

Analisi – Proposta per una soluzione soddisfacente della vertenza del  Personale transitato dagli EE.LL.  allo Stato  ai sensi dell’art.8 legge 124/99.

Nel maggio 1999 il personale degli Enti Locali operanti con qualifica e mansioni riconducibili ai profili del contratto scuola era soddisfatto del risultato conseguito con la legge vedendo realizzato il principio costituzionale dell’eguaglianza “a parità di lavoro – parità di retribuzione”

Il nemico era dietro l’angolo.

Il legislatore, sempre ambiguo e pronto a fare solo gli interessi di casta, rimetteva l’applicazione della norma ad un accordo da stipularsi tra l’ARAN e i Sindacati!!!

Qui la fregatura.

L’accordo ignorava il dettato della norma di legge,art.8 comma 3 legge 124/99 “…riconoscimento giuridico ed economico dell’anzianità maturata presso l’Ente di provenienza…”.

L’accordo redatto, all’art.3 pone il personale transitato nella fascia corrispondente del contratto scuola, non in base all’anzianità, ma alla retribuzione goduta al 31/12/99. Io personalmente con una anzianità di 22 anni di servizio venivo collocato nella fascia dei 9 anni. Sic!!

Da qui le azioni giudiziarie e parlamentari.

La maggioranza dei Giudici sino al dicembre 2005 emetteva sentenze positive per i ricorrenti convalidate anche dalla Corte di Cassazione. Il Parlamento emanava con la legge 266/05 (art.1 comma 218)proposta dall’on. Santanchè.(Non dimentichiamolo MAI.) l’interpretazione retroattiva dell’accordo ARAN.

La norma annullava  tutte le sentenze non passate in giudicato favorevoli ai dipendenti con restituzione coatta delle somme ed arretrati erogate dalle spettanze mensili, ben oltre il quinto dello stipendio o pensione. Il successivo Governo Prodi nella legge finanziaria 2008 (art.1 comma 147) rinviava la questione di nuovo all’ARAN e Sindacati nell’ambito del rinnovo del contratto scuola, mai rinnovato.

LE PARTI : Il Legislatore: la sua azione si è concretizzata con interpellanze, mozioni, ordini del giorno, risoluzioni nelle Commissioni Cultura e Lavoro. Il Comitato Nazionale in ripetuti incontri con singoli Parlamentari e/o Componenti delle Commissioni Bilancio, Cultura e Lavoro, non ha mai raggiunto alcun risultato se non il riconoscimento della rivendicazione.

Il MIUR: tranne un censimento del personale transitato, effettuato nel maggio 2008, onde quantificare  il fabbisogno reale di cassa, riposto in un cassetto, mai più aperto, è stato sempre assente. Anche quando alcuni suoi rappresentati sono stati ascoltati nelle aule parlamentari e nelle commissioni.

In particolare i Sottosegretari hanno dato verbali assicurazioni, poi il silenzio.

Nella trasmissione dei dati finanziari all’Avvocatura dello Stato per le pronunce della Corte Costituzionale, le somme indicate erano talmente gonfiate che i Giudici relatori, arrampicandosi sugli specchi, dovevano anche ignorare le norme sancite dalla Costituzione per il rigetto della questione di legittimità costituzionale poste.

ARAN: Siglato  l’accordo con i sindacati nel luglio 2000,visto poi il precipitare delle azioni giudiziarie che inficiavano l’accordo, si giustificava asserendo che l’accordo era solo per il primo inquadramento. Sarebbe poi spettato al MIUR e ai Sindacati prevedere nel primo contratto i costi del definitivo inquadramento nell’ambito della  previsione di spesa corrente per il personale. Per non effettuare tale obbligo, il MIUR si è guardato bene ,sino ad oggi, d’inserire nei ruoli il Personale transitato.

I SINDACATI: da questi siamo sempre stati ignorati perché abbiamo   occupato posti di lavoro che loro non potevano  più gestire.

La GIUSTIZIA : i giudizi emessi dall’A.G. sono stati per la stragrande maggioranza positivi per i ricorrenti, producendo le seguenti situazioni: i  giudizi di primo grado, laddove non è stato immediatamente proposta l’esecutività della sentenza sono andati a buon fine e i ricorrenti hanno visto riconosciuto la piena anzianità e gli arretrati maturati.

Questi colleghi sono stati equiparati ai colleghi in servizio nello Stato,nel rispetto della norma della legge 124/99. Il Miur,ormai soccombente,dopo questo primo periodo. attraverso l’Avvocatura dello Stato ha  opposto sempre appello,e attraverso i propri funzionari periferici anche a suggerire ai Giudici del Lavoro bozze di sentenza.

Da questo momento  iniziano le sentenze negative per i lavoratori ricorrenti.

I ricorrenti che hanno avuto in primo grado sentenza positiva,non passata in giudicato e che hanno percepito immediatamente le somme spettanti ,hanno sì percepito gli arretrati e l’inquadramento,ma è stato loro richiesto per gli effetti dell’art.1 ( comma 218 ) della legge 266/05,il rimborso forzato degli arretrati percepiti in pochi anni e il non riconoscimento dell’inquadramento.

La Cassazione fino al 1 gennaio 2006 ha sempre emesso sentenze positive con rinvio alla Corte di Appello (sezione diversa della precedente),per una pronuncia positiva del dispositivo.

I Giudici e la Cassazione ricorrono  quindi alla Corte Costituzionale che in due sentenze, falsate dai dati finanziari comunicati dall’Avvocatura dello Stato circa gli importi occorrenti,dichiara l’infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale.

Da registrare poi due distinte sentenze,una della Corte di Giustizia Europea e l’altra della Corte Europea dei Diritti  dell’Uomo.

CORTE DI GIUSTIZIA: si è pronunciata per il riconoscimento del ricalcalo delle spettanze percepite dai dipendenti ex EE.LL. al 31/12/99 inglobando anche le somme non fisse.(produttività + altri emolumenti).

CEDU: si pronuncia nel rispetto dei Trattati e della Costituzione per il riconoscimento totale della anzianità  maturata e del susseguente inquadramento.

I PROTAGONISTI: Il Personale ex EE.LL. (70.000 unità circa) va diviso per profilo professionale:

Collaboratori scolastici: sono di gran lunga in numero maggioritario rispetto alle altre categorie. 15 anni di anzianità.

Ciò comporta ,ai fini dell’inquadramento e del  collocamento a riposo, la riduzione del danno economico, anzi  ai fini del primo inquadramento, in non pochi  casi hanno guadagnato.

Assistenti Amministrativi – DSGA: molti avendo la possibilità della qualifica optano nel 2001 per il rientro nell’amministrazione di provenienza. Da queste considerazioni si evince la sensibile riduzione dei 70.000 del 1 gennaio 2000.

Tant’è che il numero esatto dato del censimento del 2008, non è stato mai reso pubblico.

Assistenti di Cattedra: unica figura professionale che ha dovuto,per effetto della legge 124/99 restare nei ruoli scolastici,senza possibilità di opzioni. Sono i soli ad avere un’ anzianità datata,il loro ingresso nelle Amministrazioni locali per effetto nel 1976 della dichiarazione di ruolo ad esaurimento,bloccava di fatto l’indizione di pubblici concorsi. Il loro numero è quantificabile in 1700 unità.

MIUR: Dopo le prime sentenze in cui era soccombente,a tutte le successive sentenze ha opposto  Appello. Si giunse poi nel 2005 alla formulazione dell’emendamento Santanchè,bloccando retroattivamente le sentenze non passate in giudicato.

Successivamente e dopo le sentenze della Corte Costituzionale,cui si è detto,giungono le sentenze Europee.

La strategia del Miur cambia. Certo di un’ assenza del cambio della legislazione, opta solo per il soddisfacimento delle sentenze passate in giudicato, sentenze che recepiscono solo il ricalcalo delle somme non riconosciute nel primo inquadramento,così come nel dispositivo  della sentenza della Corte di Giustizia Europea. Gli unici ad essere penalizzati del tutto sono gli Assistenti di Cattedra ora ITP,che non avendo emolumenti accessori,non hanno nulla da rivendicare.

Ultima furbata del Miur nei confronti degli ITP (classe C666 già C999) è il transito nel ruolo del personale amministrativo e collocato in base al titolo di studio di accesso nella P.A. Questo incostituzionale passaggio,che ignora anche il superamento di pubblico concorso per l’accesso al ruolo,produrrebbe in caso di sentenze positive il solo diritto al riconoscimento delle spettanze economiche come al personale ATA. Somme che abbiamo visto essere quasi inesistenti.

Questa la cronistoria e la mia personale analisi della vicenda che non vede soluzioni a  breve, in considerazione delle condizioni economiche dello Stato, che priva una qualsiasi azione legislativa.

                                                          Ci arrendiamo?

Sul piano parlamentare vedo solo la possibilità:una volta acquisiti i dati del censimento del MIUR,ora sottochiave, e la quantificazione  del fabbisogno reale della somma occorrente a soddisfare e applicare il recepimento della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo,rispettando anche la Carta Costituzionale Italiana.

Un ultimo tentativo per verificare la reale volontà del MIUR e del Parlamento,è una pressante sollecitazione ai Parlamentari dei vari gruppi che nel passato si sono sentiti sensibili alla soluzione del nostro problema e al rispetto delle  leggi,di porre una interrogazione comune al Ministro Carrozza in uno dei prossimi Question-time che contenga almeno i seguenti punti: abrogazione art.1 comma 3 della legge 266/05; conoscenza dei dati del censimento MIUR del maggio 2008; immissione nei ruoli,nei profili di appartenenza al 31/12/99,e conseguente calcolo delle spettanze a carico del capitolo di spesa corrente del personale MIUR; restituzione delle somme corrisposte e poi rimborsate dal personale a seguito di sentenze.

Un ulteriore proposta risolutiva per le condizioni economiche statali potrebbe essere l’inquadramento nella fascia spettante e la conseguente corresponsione del nuovo stipendio.

Corrispondere poi anche con BOT a 5anni degli arretrati, anche detratti gli interessi legali.

Ritenendo che ciò  non avvenga, bisogna riprendere i giudizi ricorrendo al Giudice di 1° grado, per l’applicazione della sentenza della CEDU del 2011.

Giudizio che se non positivo deve giungere di nuovo fino alla CEDU per una sentenza che non può non essere uguale alla precedente.

Mi risulta che alcuni individuali giudizi,in questa direzione siano stati già proposti,è necessario nonchè utile che sia riavviata l’informazione attraverso il nostro sito,pubblicando i ricorsi e le eventuale sentenze. Mi rafforzano in questa proposta le seguenti sentenze,tutte emesse dopo le Sentenze Europee,da Giudici di Primo Grado: Sentenza 743/12 dal Giudice del Tribunale di Teramo che inficia i decreti per la restituzione delle somme erogate in applicazione del riconoscimento dell’anzianità e dell’inquadramento e ne ordina la restituzione. Sentenza 357/12 del Giudice del Tribunale di Vibo Valentia e del Giudice del Tribunale di Treviso,che accogliendo i ricorsi,disapplicano il comma218 (art.1 legge 266/05),riconosce il diritto all’anzianità e al nuovo inquadramento con l’erogazione delle somme spettanti dal 1/1/2000. Sentenza 178/12 del Tribunale di Monza che accoglie il ricorso,riconoscendo il diritto alla piena anzianità e al nuovo inquadramento con la corresponsione delle somme dovute.

                                                          MOBILITIAMOCI

Promoviamo quante più assemblee di personale possibili ,anche se in pensione,per sensibilizzare tutti ad una azione legale forte. Un appello particolare va fatto agli ITP,visto che sono secondo la ricostruzione dei fatti esposti e dei danni subiti,i soli ad essere penalizzati totalmente da leggi,sentenze e provvedimenti in essere. Attendo commenti,proposte, adesioni alla prossima assemblea in programma.

Un ultima chicca: nell’ordine del giorno approvato contestualmente alla legge con i provvedimenti per l’Istruzione (9/1574-A/63) si ignorano completamente le Sentenze  Europee.

Questa la dice lunga……

 scarica  Sentenza giudice del lavoro Vibo Valentia

 scarica  sentenza Tribunale di TV del 13gen2012 – ATA ex EELL

 scarica      Sentenza Monza ata n°178-12 del 29-02-2012

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